La peste bianca

La peste bianca

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Non prendete questo articolo, vi prego, come una difesa dell’immigrazione, clandestina e non: non è questo.

Vuole essere un calepino, un block notes di appunti dove ho cercato di mettere insieme le tante – moltissime! – argomentazioni che riguardano il vertiginoso calo demografico europeo. Voglio portare soltanto delle argomentazioni sensate, perché continuare ad invocare le cannonate della Marina contro le navi degli immigrati mi sembra non solo improbabile al 100% ma, in fin dei conti, inutile e dannoso.

Ottaviano Augusto, primo imperatore, fu anche il primo – dopo un secolo di guerre civili – a governare un impero senza guerre dentro le sue frontiere, e la rinnovata stabilità interna condusse a tempi più tranquilli: l’Egitto forniva grano in abbondanza, i Galli erano diventati abili nella produzione di ceramiche, la Spagna forniva il pesce ed il prelibatissimo (per i loro palati) garum. C’erano ancora guerre di contenimento alle frontiere, ma la società italica – grazie alle abbondanti re-distribuzioni delle terre ai reduci – visse una nuova età aurea.

Immediatamente, però, la popolazione romana percepì che i pericoli erano passati, che ci si poteva divertire! Augusto giunse al punto di dover esiliare la figlia, Giulia, in un’isola per la sua condotta scandalosa.

Come per noi, anche per Augusto il problema era di dover garantire una natalità di “qualità”, altrimenti, un impero con i figli degli schiavi – non educati, che non conoscevano la lingua, ecc – non lo mandavi certo avanti.

A dire il vero, molti funzionari dello Stato venivano già allora cercati fra i figli dei liberti, che diedero buona prova nell’amministrazione e, nelle legioni ausiliarie, nell’esercito, ove la promessa della cittadinanza faceva gola.

Eppure, un sistema che aveva molto potere e gran parte del mondo allora conosciuto ai suoi piedi, dopo un secolo iniziò a scricchiolare, al secondo iniziò qualche crollo, nel terzo era già nella tormenta. Perché? Non perché erano giunti altri popoli da altre terre, bensì perché avevano cessato di riprodursi!

Ah, le donne…

La donna, inutile nasconderselo, è centrale nelle vicende di natalità: un tempo, anzi, la sua vita era centrata proprio sulla riproduzione, almeno fino alla Prima Guerra Mondiale. Poi, ci fu il cambiamento: le donne, forzatamente, entrarono nell’apparato produttivo…e non ne uscirono più!

D’altro canto, la donna di fine ‘800 aveva desideri, aspettative, programmi, sogni…che non sono nemmeno paragonabili a quelli odierni, dove apprezza l’indipendenza che la società moderna le consente mentre, a fine ‘800, non poteva nemmeno ereditare, bensì solo consegnare la propria dote al marito.

Oggi, se vuole, può placare la sua ansia di figli semplicemente, con un figlio generato da un rapporto qualunque (magari anche d’amore, poi concluso) mentre gli anticoncezionali la metteranno al sicuro da gravidanze indesiderate.

D’altro canto, oggi, non penso che si possa (e si desideri) riportarle – per editto – a quella condizione: eppure, qualcosa bisognerà fare. Ma dovrà essere un “fare” che riguarda la società nel suo insieme, non certo le sole donne. Perché anche le donne, pur emancipate e liberate da una sudditanza incongrua, non sono affatto contente!

Alcuni dati sull’Africa

Nel 1950 il paese sahariano del Niger, con 2,6 milioni di persone, era più piccolo di Brooklyn. Nel 2050, con 68,5 milioni di persone, avrà le dimensioni della Francia. A quel punto, la Nigeria, con 411 milioni di persone, sarà considerevolmente più grande degli Stati Uniti. Nel 1960, la capitale della Nigeria, Lagos, aveva solo 350.000 abitanti. Era più piccola di Newark. Ma Lagos ora è sessanta volte più grande, con una popolazione di 21 milioni, e si prevede che raddoppierà di nuovo nella prossima generazione, diventando la città più grande del mondo, con una popolazione all’incirca uguale a quella della Spagna. (1)

V’invito a leggere l’articolo citato in nota.

Le grandi “paure” dei demografi del Novecento – Cina ed India – le abbiamo alle spalle, giacché sia l’India e, soprattutto, la Cina stanno imboccando anch’esse la via del declino demografico.

Il vero problema, dunque, non è l’Africa – rimasta la sola grande area d’incremento demografico – ma le modalità di gestione dei movimenti migratori.

I dati sull’Europa

L’Unione europea ha raggiunto una popolazione di 509,4 milioni nel 2015, i suoi paesi costituenti hanno aggiunto circa un centinaio di milioni di persone (ossia immigrati, N. d. A.) dall’inizio degli anni Sessanta. Eurostat, l’agenzia di statistica dell’Ue, prevede che la sua popolazione raggiungerà probabilmente i 518 milioni entro il 2080. L’Europa dovrà importare persone. Senza migrazione, mostra Eurostat, la popolazione europea nel 2080 scenderebbe a 407 milioniPer mantenere costante la popolazione attiva della Germania, ai tedeschi serviranno 24,3 milioni di immigrati. (ibidem)

Meno siamo, meglio stiamo?

Apparentemente, le cose sembrerebbero stare così: ma è poi proprio vero?

Le “piramidi” demografiche ci mostrano un ben diverso andazzo: finché la base dei nuovi nati è larga, l’avvenire è assicurato ma, quando la “piramide” quasi si capovolge, le giovani generazioni sono troppo scarse per consentire ad una società la stabilità necessaria. Germania e Giappone sono le società più “vecchie” del Pianeta, con metà della popolazione sopra i 47 anni, seguite a ruota da Italia ed Austria.

Oggi, stanno “uscendo” dall’età riproduttiva le generazioni degli anni ’80 – già di per sé scarse – e si affacciano le generazioni degli anni ’90, ancora più scarse: già oggi, perdiamo circa 200.000 abitanti l’anno, ogni anno una città come Brescia, Perugia o Catania sparisce.

Ovviamente le città non scompaiono, sono le aree periferiche e le campagne a spopolarsi: in Spagna, ad esempio, c’è una società immobiliare, la Aldeas Abandonadas (2), che non vende solo abitazioni, bensì interi villaggi abbandonati!

Se voglio percepire il mutamento, se così lo vogliamo definire, mi basta affacciarmi alla finestra: quando acquistai questa casa, nel 1999, se mi affacciavo alla finestra vedevo una piana ordinata dai campi di grano, granturco ed erba medica. Nel paese giravano trattori carichi di patate o di legna. Oggi, qualche erbaio abbandonato e tanti noccioleti, che sono un modo per far rendere qualcosa il terreno quando non si hanno più le forze per coltivarlo.

Eppure, il pane, il vino, l’olio, i formaggi…continuiamo a consumarli: soltanto, non sappiamo più da dove arrivano.

I giovani, quando insegnavo, li salutavo e molto raramente li ho poi incontrati: finito il Liceo, Università…poi, solo racconti di genitori o di amici…vive a Udine, a Montreal, a Friburgo…

Il problema del rapporto fra occupati e produzione è sempre un dilemma: la produttività è cresciuta di circa un punto percentuale l’anno, ossia si produce di più grazie all’automazione. Ma, per contrappasso, le attività sociali crescono: basti pensare, oggi, a quanti lavorano per l’assistenza degli anziani.

Sull’altro versante, però, i frutti dell’automazione non sono stati suddivisi fra capitale e lavoro, bensì i contratti di lavoro sono diventati sempre più precari, e le retribuzioni premiano a dismisura i “piani alti” dell’impresa, mentre i lavoratori di basso livello hanno visto le loro retribuzioni inaridirsi, con buona pace del sindacato, venduto a chiunque offrisse qualche vantaggio a loro, non ai lavoratori.

Se desideriamo osservare dov’è finita la grande immigrazione dai Balcani (Albania, Romania, ecc) basta che ci rechiamo in un qualsiasi cantiere edile: è raro che la lingua “base” sia ancora l’italiano. Così come il settore tessile è in mano cinese, e l’agricoltura latifondista si serve principalmente di africani.

Forse, se le paghe nel settore agricolo fossero quelle sindacali, chissà…può darsi che qualche italiano si presenterebbe, ma dubito che sarebbero in tanti. Meglio, sarebbe gestire l’agricoltura mediante vere cooperative, come si fa in Olanda od in Spagna: in Italia, però, il latifondo è sempre presente e nessuno mai l’ha scalzato. Ho visitato, personalmente, un campo di 14 km x 5 in provincia di Padova ed una tenuta di migliaia di ettari in quel di Gravina, in Puglia.

La realtà sono, invece, le “aziende” che sfruttano all’osso gli africani, pagandoli quel che vogliono e poi, come se non bastasse ancora, “aziende” che concimavano le verdure destinate al consumo con compost ricavato dai rifiuti ospedalieri (3). Figuriamoci cosa gliene importa di far raccogliere i pomodori a 10 euro il giorno e se chi lavora, la sera, non ha nemmeno un tetto sotto il quale riposare!

In altre parole, per non continuare all’infinito a respingere (e poi far sbarcare lo stesso) navi e barconi, bisognerebbe che il governo si facesse portavoce, in Europa, di una conferenza diretta a trovare una soluzione, una vera soluzione. Ma una soluzione dignitosa anche per loro: siamo in grado di garantirla?

Potrebbe essere un quantitativo standard, deciso a livello europeo – tenendo conto anche dei bisogni europei di manodopera – stabilito di anno in anno con la ripartizione per ogni Paese perché l’Europa non può affidarsi a fumose trattative, di volta in volta, per queste faccende. Rimarrebbero i richiedenti asilo: ma, se non si vanno a fomentare guerre, è difficile che la gente scappi. Perché non iniziamo a ritirare il nostro contingente in Mali? Perché non chiediamo alla Francia di fare altrettanto?

Nemmeno va bene il concetto scaturito dall’accordo irlandese: dove arrivano, se li tengono. Bell’accordo!

Ci sono poi persone che temono d’inquinare la propria razza con culture diverse: questo, signori miei, è puro razzismo.

La cultura italiana, per quel che vedo e noto, se n’è già andata da un pezzo: la religione cattolica è diventata solo più un pio ornamento, per una civiltà che – nel bene e nel male – ne fece il suo cardine. Gli italiani credono alla reincarnazione, frequentano swami e comunità di vario tipo: una situazione molto simile a quanto avvenne nella decadenza dell’Impero, quando Adriano accettò Cristo come uno dei tanti Dei, nel frastuono afono della decadenza.

Non parliamo poi della vita sociale: un tempo, il bar era il luogo di ritrovo, dove eri sicuro d’incontrare gli amici di sempre, dove facevi la partita a calciobalilla od a ping-pong…esisteranno ancora, qui e là, posti del genere, ma io noto i bar già chiusi alle 9 di sera, i baristi non sono più orgogliosi, come un tempo, del loro mestiere “sociale”…no, contano i guadagni e basta.

Vi rendete conto che non riusciamo nemmeno più ad imbastire una Nazionale di Calcio almeno decente, anche se distribuiamo cittadinanze italiane a destra ed a manca, facendo ridere i polli?

Nessuno ne ha colpa e tutti ce l’hanno…quando una cultura decade, decade l’arte: la musica si fa rumore, il disegno impazzisce, la danza è scomposta…e, soprattutto – forse inconsciamente – passa la voglia di “passare il testimone” ad una discendenza, alla quale, non si saprebbe come giustificare la scelta.

Quindi, di cosa dovremmo sentirci defraudati dalle altre culture? Non sto parlando di chi delinque, ovvio, ma di chi ha semplicemente la pelle o gli occhi diversi dai nostri.

Ciò che m’intristisce è notare che anche gli immigrati, quando vengono da noi, smettono di fare figli: non subito, dopo un po’, quando realizzano dove sono finiti.

La nostra società ha così tante motivazioni di tristezza, al suo interno, da scoraggiare chiunque ci arrivi: si sforzano di mantenere le loro radici culturali, ma finiscono in una terra di nessuno dove ogni cosa perde di valore, ogni suono si tace, ogni volontà si estingue: per forza si chiudono nelle loro cerchie...vi rendete conto di cosa proponiamo? Un mondo di persone sole, in perpetuo contrasto le une con le altre, nessun valore superiore ma solo denaro, potere e denaro, auto di lusso, moto rombanti…c’è da meravigliarsi se non ridiamo più? Se non accettiamo più la scommessa di fare un figlio con la gioia nel cuore e la speranza di un buon avvenire per tutti?

Siamo un popolo infelice: abbiamo ben poco da proporre, da salvare…altro che temere fumose contaminazioni culturali!

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/07/la-peste-bianca.html

7.07.2019

(1) https://www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2019/02/11/news/e-crisi-da-culle-vuote-in-europa-237300/

(2) https://www.aldeasabandonadas.com/

(3) https://inliberauscita.it/cronoca/119965/23-indagati-rifiuti-usati-come-concime-nelle-campagne-di-roma-e-latina/

Commenti (55)

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Nascondi area commenti 21 caricati
    1. giovanni 20 settembre 2019

      buon giorno Bertani.
      il primo punto su cui concordo è che mai nessuno aprirà il fuoco sulle navi negriere, ovviamente salvando a seguito solo i naufraghi di colore. ma sa, se non si spara, almeno si spera....
      riguardo alla riduzione delle nascite un piccolo appunto : oggi fare un figlio per un uomo è puntare la sua vita su un tavolo da gioco; con la legislazione in vigore, lievemente modificata da un governo Berlusconi, ma le cui modifiche i giudici disconoscono , (non so se ricordate le intenzioni del Cavaliere di eliminare i tribunali dei minori, e relazionateli ai recenti fatti dell'Emilia, tutt'altro che rari) la madre, soprattutto se già moglie, assume diritto di vita o di morte sull'altro genitore!
      infatti, come osservato nei commenti all'articolo, molto meno problematico lo spartisi cani e gatti!

    1. Svevus 20 settembre 2019

      La soluzione è una sola per salvare il pianeta : vaccinazioni ripetute obbligatorie in arfifriKa con Vaccino aHCG !

    1. gix 20 settembre 2019

      Forse è un po' duro da affermare, ma non è così scontato che fare figli sia un atto d'amore. Probabilmente non lo è per le donne africane, che ne fanno molti e con uomini diversi, non essendoci il concetto di famiglia che noi crediamo alla base del vivere civile. Ma se è per questo non lo era nemmeno nelle nostre campagne fino a prima della guerra, dove i figli spesso venivano sbattuti in giro e cresciuti da balie e famiglie allargate più che altro in base alle necessità. Quindi se si fanno figli, prima di tutto è perché si pensa di poter fare qualcosa di utile nella vita, conservando magari la speranza di godersene i vantaggi, compresi quelli della figliolanza. Dopodiché forse bisogna avere chiaro che negli ultimi decenni tutto il possibile è stato fatto per scoraggiare la maternità, quindi puntando soprattutto a distrarre la femmina, che ne è portatrice. Il risultato è che, volendo mantenere una società complessa creata in tempi di abbondanza numerica sulla base di culture secolari come la nostra, la prima vittima è proprio la cultura, impossibile da mantenere in una fase di decadenza numerica come quella attuale. Il problema non è tanto essere di meno in un mondo dove l'automazione e la tecnica è veramente al servizio dell'uomo, tanto da essere in grado di svolgere la maggior parte dei lavori materiali e di fatica. Questa tecnologia esiste già, quindi per esempio noi qui in europa potremmo anche essere 300/400 milioni, invece di 500 e vedere i campi ancora perfettamente coltivati dalle nostre finestre. Il dubbio vero è che si voglia in realtà fare piazza pulita di culture e modi di vivere per l'appunto secolari se non millenari, con lo scopo di riplasmare l'essere umano per fini non certo chiaramente visibili a noi gente comune. Una soluzione per l'immediato? Forse l'Italia nonostante tutto ce l'ha, potrebbe solo scoprire di essere fortunata e di averlo dimenticato. Un patrimonio immenso di cose, abitudini, mestieri, monumenti, opere d'arte ecc. da conservare, riadattare e aggiornare con le moderne tecnologie, anche, perché no, con l'aiuto di qualche forestiero.

    1. mimmo002 20 settembre 2019

      Inutile negare la realtà.
      Le diverse razze umane esistono.
      Diversi fisicamente e intellettualmente.
      Anche se per motivi "politicamente corretto" non si deve dire.

    1. Francesco Raucea 20 settembre 2019

      Articolo di rara intelligenza osservativa ma completamente nullo dal punto di vista di quella propositiva: il fatto gli é che, paradossalmente, l'abominevole stato socialborghese – associazione a delinquere e per prave azioni a capitale sociale integralmente rubato – si sta rivelando l'innaturale ma più potente contraccettivo esistente.

      Non dobbiamo dimenticare che i posteri non hanno modo di manifestare - la loro accettazione d'esser messi al mondo – se non attraverso una specie di procura virtuale detenuta dai loro genitori:
      genitori soddisfatti ed ottimisti sul futuro riveleranno tali loro sensazioni originando sufficiente prole.

      In realtà quindi anche precedentemente il proletariato - che ha sempre fatto una vita ai limiti della sopravvivenza e sopportazione - aveva ben scarsi motivazioni di procreare

      e, se e quando lo faceva, lo faceva più per completa irresponsabilità (mancando della televisione giusto scopando potevan passare le serate) che non per una consapevolezza, sempre insufficiente e che solo adesso incomincia a perseguire: un po' come tuttora avviene in Africa.

      In quanto alla classe media – che conduceva vita abbastanza soddisfacente e di cui m'onoro d'aver fatto parte – adesso é stata decisamente proletarizzata, siamo i nuovi schiavi, mobilitati per la sopravvivenza di Poteron de Poteroni.

      Con queste premesse, a filiare rimangono solamente i supercapitalisti, i politici e gli altri ladri, non certo gli 'imprenditori' ma i 'prenditori', perché questi sì che, in questo mondo, si ritrovano completamente a loro agio e campano al meglio: quindi URGE UNA RIVOLUZIONE che riconsegni definitivamente ai più il piacere di vivere.

      Ed ora, dopo l'analisi, la proposta: delle due caratteristiche ESSENZIALI del sistema monetario (intendi: il valore di scambio del denaro con se stesso ma in tempi diversi, cioé il saggio d'interesse, ed il suo valore istantaneo di scambio con le merci),

      la Sinistra ha ormai, definitivamente e saggiamente compreso, che bisogna definitivamente abbandonare completamente al Mercato il secondo, mentre finora é stata così irresponsabile ed imbecille da neanche accorgersi del, da neanche prendere in considerazione il primo.

      Esso é invece fondamentale perché – come hanno dimostrato le ricerche di GESELL (il povero Marx col plusvalore aveva preso una cantonata madornale) e più recentemente della Naomi KLEIN e di Margrit KENNEDY – il saggio d'interesse finisce coll'influire anche sino al 65% dei costi al consumatore (si pensi al mutuo di casa!),

      costi di cui invece si potrebbe fare tranquillamente a meno con corrispondenti decisivi benefici sulla qualità della vita (e quindi probabilmente anche sulla volontà procreativa).

      E l'annientamento del saggio d'interesse – vedi GESELL - é possibile solo attraverso l'emissione di una ICEMONEY (ormai ovviamente elettronica, gestita con un portafoglio elettronico),

      cioé una moneta che il capitalista possa detenere solo con un sensibile costo annuo, che cioé lo coarti ad impiegarla al più presto onde evitarne lo squagliamento,

      perché altrimenti, a costo di detenzione zero, é lui che può coartare l'imprenditore - a corrispondergli un saggio d'interesse - semplicemente immobilizzando il suo capitale in cassaforte, anche se così minorando l'economia nazionale.)

      Questa colossale ma semplicissima rivoluzione economica, unita all'altra riforma gesellista – di non tassare gli immobili (onde conseguirne nel tempo, non appena cioé essi siano stati completamente ammortizzati, il totale passaggio della proprietà immobiliare al demanio comunale), migliorerebbe definitivamente la qualità della vita:

      ora infatti paghiamo canoni immobiliari e tasse, mentre i nostri figli, in tal caso e nel futuro (cioé grossomodo dopo 33 anni, sono tali quelli d'ammortamento) pagherebbero solo concessioni d'uso degli immobili, mentre il Pubblico utilizzerebbe queste per spesarsi, senza più alcun'altra imposizione fiscale.

      Questo é tutto é solo il necessario, così semplice eppure così difficile da far ingoiare al Kapitale: su, bimbi-minkia, accorrete ad impugnare gli AK 47!

    1. cristina 20 settembre 2019

      Il termine emancipazione è distorto dalla religione, vedono un obbligo quando non esiste un obbligo e quando hanno un obbligo non lo rispettano, ci sono molti abbandoni di prole e va ricordato spesso perché è la questione più grave verso la quale ho sempre dato delle dure condanne. Gli orfanotrofi, le comunità cd di accoglienza per minori sono piene, infanticidi, pedofilia e sfruttamento sessuale minorile e molto altro....è saggio non fare prole perché gli strumenti per proteggerli sono deboli e la perversione è in aumento perché la popolazione anziana è aumentata insieme alle migrazioni perché ci sono i cd contesti focolai di schizofrenia che è come la peste. Fanno un giorcosporco anche con l'immigrazione. C'è anche la rete di Missing children europe che affronta il fenomeno inquietante dei bambini-e scomparsi anche dalle cd case di accoglienza.

    1. Pandroid 20 settembre 2019

      Concordo con l'articolo su molti punti.
      Fare figli? Io credo che chiunque abbia un minimo livello di consapevolezza sociale e culturale, nonchè un minimo dubbio sul futuro, si debba porre la domanda nel momento in cui i geni, l'istinto, la natura, ti suggeriscono che è il momento di fare un figlio.
      Anzi, le domande: posso sostenerne economicamente il peso? Posso sostenerne l'impegno dal punto di vista del tempo a disposizione? Posso garantirgli la felicità, le opportunità? Come mi relaziono con il degrado, con gli obblighi, con le imposizioni sociali sempre più forti? Veramente foglio farlo crescere come un reietto? Mio figlio troverà il lavoro che oggi, con due lauree, non trovo io? La situazione migliorerà o come mi aspetto seguendo la logica ed i segnali che arrivano da ogni dove, tenderà al caos più totale? Sarò obbligato a sottoporre mio figlio ad ogni genere di trattamento sanitario per non perderne la potestà?
      Io non trovo risposte positive a queste domande.

    1. TizianoS 20 settembre 2019

      E’ strano che di fronte ad un problema così evidente (almeno per l’Italia) di grave calo demografico non ci sia nessun serio intervento governativo per correggerlo.
      Avevo un amico che si lamentava per aver subito la “tassa sul celibato” introdotta da Mussolini. Il quale Mussolini si adoperò “personalmente” (secondo quanto raccontano) all’incremento delle nascite e introdusse provvedimenti a favore delle famiglie numerose.
      Risolvere il problema con l’immigrazione di altre etnie può andare bene, a patto che non siano di razza camitica. Anche il paese meno razzista della terra, cioè Israele, mal tollera i suoi correligionari provenienti dall’Etiopia, come dimostrano le manifestazioni di protesta di questi giorni, vedi quanto riportato dai giornali:

      https://www.google.com/search?newwindow=1&q=disordini+in+israele+degli+ebrei+etiopi&spell=1&sa=X&ved=0ahUKEwj4ocnTq6XjAhWC6qQKHY8BD4oQkeECCCwoAA

    1. cap1971 20 settembre 2019

      Non condivido l'articolo, in questi giorni i media ci hanno bombardato sul fatto che in Italia non si fanno più figli, vero, ma bisogna anche andare a vedere le cause del perché: i giovani italiani e sono tanti sono stati mandati via da questo paese dai vari governi Monti, i igovani sono chiusy, e PD, Poletti meglio giocare a calcetto che mandare curriculum, agevolando quindi una migrazione, i giovani italiani per il 90% all'estero, anche i laureati, lavorano nel mondo della ristorazione, qui da noi no, i media ci dicono che certi lavori gli italiani non vogliono più farli, se noi non avessimo favorito questa emigrazione non avremo questo deficit di nascite, a meno che l'emigrazione dei nostri giovani non sia voluta. ai posteri l'aurda sentenza

    1. bysantium 20 settembre 2019

      Perché a Bolzano la natalità per donna è 1,78 contro la media italiana di 1,34?

    1. federico18 20 settembre 2019

      Ma quale laurea ci vuole per dire una volta per tutte che in un mondo di quasi 8 miliardi di persone fare figli è un crimine grande quanto una casa?! Italioti o arabi o eschimesi non fa alcuna differenza, semplicemente la vogliamo smettere di dire che bisogna fare figli in un mondo già ultra sovrappopolato e ormai al collasso da ogni punto di vista: sociale, ambientale, e chi più ne ha più ne metta? Ce la facciamo una volta per tutte a parlare di sovrappopolazione, il cancro di questo pianeta????

    1. ton1957 20 settembre 2019

      Forse manca un Antonio Decurtis, in arte Toto, non si ride più perchè ci si vergogna del proprio reddito, non si fanno figli perchè ci si vergogna di non potergli dare tutto ciò che hanno in TV i ragazzi che ci mostrano come esempio (tutti straricchi e gay (che tra l'altro dopo tanti sacrifici se te ne viene uno gay, che non è pù neppure tanto difficile con il gender in circolazione, un pò ti girano)) ovunque si guarda ci sono esempi di ricchezza, per lo più ostentata o truffaldina che minano la nobiltà della miseria, la voglia di fare del povero e sotterrata dallo sfigatismo per mancanza di appartenenza, dal politicamente corretto del ceto alto, enfatizzato dalla TV, dal cinema, dai mega centri commerciali ed anche da internet dove troviamo milioni di visualizzazioni per un nuovo smartphone (che serve solo a ricordarti che tu sei sfigato e non puoi permetterti di spendere duemila euro per qualcosa che non serve ad un cazzo, sopratutto se sei padre e già fatichi con i pannolini ed il latte in polvere).
      Serve Toto, ridere e fottere e rivalutare la miseria....poi quel che sarà sarà, ma in TV, al cinema, in tutta la cultura contemporanea la miseria non è nobiltà è sfiga.....e se non vuoi figli sfigati anchessi, non farli.
      Quando i borghesi riescono ad imporre la cultura della vergogna, tra i ceti più bassi, tutto muore, l'orgoglio la nobiltà d'animo, la voglia di fare e di migliorarsi onestamente, con onore e spirito cavelleresco (termini antichi caduti in disuso) che da sempre partono dal basso,la società civile perde tutti i riferimenti di sana crescita ed annega sotto la vergogna dello sfigato creato ad oc ed i soldi dei borghesi spregiudicati o pregiudicati ( che è la stessa cosa)

    1. raffaello nencioli 20 settembre 2019

      Secondo le proiezioni, tra il 2020 e il 2050 il tasso di fertilità totale mondiale scenderà al di sotto del tasso di sostituzione; di conseguenza si avrà un calo della popolazione mondiale.
      Mentre è previsto che la popolazione dei paesi in via di sviluppo nell’insieme passerà dai 5,6 miliardi del 2009 ai 7,9 miliardi nel 2050, la popolazione delle regioni più sviluppate non cambierà di molto, passando da 1,23 a 1,28 miliardi .Quest’ultima sarebbe dovuta diminuire a 1.15 miliardi se non fosse stato per la proiezione del tasso netto di migrazione dai paesi in via di sviluppo a quelli sviluppati, che prevede lo spostamento annuale di circa 2,4 milioni di persone dal 2009 al 2050.( https://www.unric.org/it/attualita/22580 )
      Appunto, le migrazioni sono la risposta capitalistica al problema della denatalità nei paesi sviluppati, denatalità che determina minori consumi, rallentamento della crescita economica e conseguente stagnazione degli investimenti. La riproduzione allargata del capitale (Marx) non è assicurata e il capitale, come tale muore e si trasforma in rendita o pura speculazione. Altro effetto negativo per il capitale è l’invecchiamento della popolazione, che andando in pensione genera uno svuotamento, una diminuzione dell’”esercito di riserva” e conseguente aumento del potere contrattuale dei lavoratori occupati. A questa tendenza il capitale risponde in tre modi: allungamento dell’età pensionabile, delocazione delle attività produttive, precarizzazione del lavoro, il tutto sostenuto da forti pressioni immigratorie. In Italia, l’immigrazione è avvenuta sia legalmente dai paesi dell’est Europa, surrettiziamente integrati nella UE, sia dall’Africa, attraverso canali illegali e criminali.
      Il sistema capitalistico, che pure è stato il propulsore della crescita industriale ed economica dei paesi più sviluppati, è diventato oggi un vincolo alla crescita e freno allo sviluppo delle forze produttive e al progresso delle nazioni, ha in sostanza esaurito la sua funzione storica. Come ha scritto Marx nella sua Prefazione a per la Critica dell’economia Politica del 1859, “Una formazione sociale non perisce finchè non si siano sviluppate tutte le forze produttive a cui può dare corso; nuovi e superiori rapporti di produzione non subentrano mai, prima che siano maturate in seno alla vecchia società le condizioni materiali della loro esistenza. Ecco perchè l'umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perchè, a considerare le cose dappresso, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione.”
      Da questo punto di vista non è difficile intravedere come, nell’incipiente “multilateralismo” della Russia, della Cina e dei BRICS, si stia delineando una formazione che inevitabilmente dovrà strutturare nuovi rapporti di produzione e scambio fra paesi sovrani e all’interno di ogni singolo paese.

    1. mingo 20 settembre 2019

      E' il primo articolo che leggo dopo tanti anni che cerca di andare oltre il concetto ,calo demografico è dovuto ai soldi .
      In realtà il calo demografico Italiano ha molte facce o cause e tutte sono giuste( tolto gli allinei e il sette sataniche) , ma vanno viste nell'insieme e non singolarmente perché non danno un quadro giusto del problema .Noto che nell'articolo sene accenna a qualcuna in modo abbozzato come -Problemi di soldi e dignità lavorativa, tristezza e depressione per un futuro percepito oscuro .
      Ma non sono solo questi ,la verità che la società Italiana e la famiglia con essa non spingono i figli a procreare ed andare via di casa e questo si ha anche in condizioni ottimali (con i soldi ),insomma non si fa sentire il peso che stare in fidanzamenti minimo di 10 anni o oltre non è normale ,che prendersi le proprie responsabilità è giusto e doveroso ,invece di rimanere in una società e famiglia che ti protegge a modo suo ma che ti soffoca.
      C'è quindi un grosso problema "culturale" oltre che economico e fa bene a dire che come Italiani non abbiamo digerito affatto l'emancipazione femminile.O meglio di facciata si ma nella realtà no ! E questo riguarda sia la copia o il sistema produttivo ,che non ha capito ancora come comportarsi o in realtà si rifiuta di capirlo ,cioè copiare gli scandinavi in questo (uomo pari donna nell'accudire i figli e Welfare annesso) .
      Si potrebbe scrivere ancora e dibattere molto sull'argomento, come detto tutti gli argomenti sono giusti ma vanno visti nell'insieme e non singolarmente.
      Per l'immigrati la loro frenata è dovuta da noi Italiani che essendo sfiduciati e a pezzi ne trasmettiamo anche a loro questa depressione o tristezza frenando la loro voglia di procreare molti figli.

    1. lady Dodi 20 settembre 2019

      Ma cosa sono queste idee fasciste di fare più figli? E magari mettere una tassa sul celibato? Lo Stato si deve fare i fatti suoi, se ha 60 milioni di abitanti lavora per 60 mln, se ne ha 10 lavora per 10. Le pensioni? In Usa occorrono 2500 euro l'anno per avere una buona pensione e una buona assicurazione sanitaria, guardate invece le vostre buste paga, e altro che 2500 euro l'anno paghiamo! Pure io che, pensionata, non devo nemmeno più pagare i contributi. Ma già, il fascismo fra le altre porcherie, s'è inventato pure l'INPS. SEMBRAVA che fosse un favore....invece era una bidonata. Le cose si vedono a lungo termine.

    1. natascia 20 settembre 2019

      Anche a me questo articolo sembra sconclusionato. Per varie ragioni.
      1. La demografia si occupa in modo quantitativo della popolazione umana e i dati riguardanti, sono espressi a livello matematico e statistico . Visti i livelli assurdi di antropizzazione a cui è sottoposto il pianeta mi chiedo se abbia senso lacerarsi le vesti per la cosi' detta crisi demografica e i dati matematici che essa esprime. Certo, chi si è incistato in modelli di vita lunari, con rendite impensabili in altri tempi, o con livelli di distruzione in termini di vite umane e ambientali del tutto fuori del sistema naturale, si barrica in numeri e statistiche, credo che questo non vada bene. Andrebbe bene forse iniziare a valutare seriamente un'equilibrio ottimale del vivere umano con autoproduzione e ripristino ambientale costante in proiezioni di diminuzione di popolazione umana. Un disegno sociale che contempli un rientro sui consumi, sugli sprechi sulle impensabili accumulazioni usuraie , darebbe spazio alla corretta valutazione del vero bene rappresentato dalla cultura ad esempio italiana che non è andata ma solo attaccata . Esiste c'è ed è trasmissibile. Come la fede cattolica, viva e vincente perché unica nella sua tutela delle leggi NATURALI ma attaccata anche dal suo interno da forze nemiche storiche come l'ebraismo.
      2. Manca una analisi sulle ragioni che spingono il picco demografico ad esempio in NIgeria, conoscerle e analizzarle da un punto di vista sociologico avrebbe altro impatto sulle popolazioni costrette all'accoglienza.
      3.Le donne. Esse sono perfettamente consapevoli del ruolo decisivo nella società, su di esse , se anche non giunge la maternità si poggia l' assistenza, la cura e il sostegno delle famiglie.

    1. raffaello nencioli 20 settembre 2019

      Il grafico che segue: https://www.explodingafrica...
      mostra un fenomeno assai interessante; a partire dal 2000 il trend di crescita della popolazione nei paesi sviluppati, che immagino siano i paesi avanzati del sistema capitalistico mondiale, USA/Canada, Europa, Australia, Giappone e qualche altro minore (poco più di un miliardo di persone) si ferma e in prospettiva futura tende a diminuire.
      In Asia lo sviluppo capitalistico e industriale, in particolare quello della Cina sotto la direzione e il controllo dello stato, ha consentito un sensibile miglioramento delle condizioni di vita di quelle popolazioni. Ciò ha fatto emergere una tendenza alla diminuzione della crescita della popolazione,allineando il trend demografico della Cina a quello dei paesi sviluppati. In Africa questo sviluppo non c’è stato, anzi l’Africa è diventato terreno di sfruttamento neocoloniale delle risorse naturali da parte delle tradizionali potenze colonialiste come USA, Regno Unito, Francia, che hanno adottato nei confronti dei paesi a loro sottoposti feroci politiche di sfruttamento e repressione, alimentando conflitti anche tribali o religiosi, con lo scopo di mantenerli nel sottosviluppo e nella sottomissione. Questa condizione di repressione e violenza, subita da quei gruppi sociali oppressi, pare sia la causa di fondo che determina l’incremento esponenziale della crescita demografica degli africani, esattamente come accade ai palestinesi della striscia di Gaza, tenuti in un lager a cielo aperto e sottoposti a continue repressioni e violenze da parte di Israele. Il fenomeno presenta una certa correlazione diretta fra violenza subita e crescita demografica, quasi come una reazione naturale al rischio, vero o immaginato, di estinzione della specie (o dell’ ethnos).
      Contro le classiche politiche coloniali di rapina e predatorie dell’Occidente, la Cina offre forme di cooperazione nella costruzione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dei paesi africani, con investimenti a lungo termine, fornitura di know how e mano d’opera specializzata. In questo senso la presenza cinese in Africa è fortemente competitiva nei confronti degli imperialisti occidentali, che in genere reagiscono con estrema violenza ai tentativi di autonomia e indipendenza di alcuni leader africani, come dimostra il caso Libia di Gheddafi, ma anche lo Zimbabwe di Mugabe.
      Ne consegue che solo se cessa lo sfruttamento capitalista/imperialista dell'Africa e si aiuta il continente nello sviluppo economico, si potrà evitare il flusso migratorio con tutto quello che ne consegue.

    1. Tizio.8020 20 settembre 2019

      Ti chiedo perdono in anticipo, ma non condivido nemmeno una delle tue considerazioni.
      Con la meccanizzazione del lavoro "volendo" si fà quasi tutto con uso minimo di manodopera.
      Esiste da molti anni la macchina raccoglietrice di pomodori (sì, raccoglie anche i "ciliegini"):
      Non vogliono usarla?
      Cazzi loro!!!
      Falliranno, e sarà un bene per tutti.
      Io abito in una zona dove l'agricoltura è mooolto meccanizzata, negli ultimi anni sono apparsi a decine i vigneti pregettati per fare tutto a macchina.
      Potatura, trattamenti fotosanitari, diserbo interfila, vendemmia!
      I frutteti al 75% sono coperti da reti, non solo contro la grandine.
      Eppure, ancora c'è che si lamenta e non guadagna nulla, c'è chi si affida ad extracomunitari per raccogliere frutta, e sono gli stessi che hanno frutteti mal curati, con frutti minuscoli , alberi secchi e senza foglie, non fanno la cascola primaverile, etc etc.
      Gli altri?
      Si lamentano lo stesso, ma investono.
      Se la motivazione per far entrare clandestini nullafacenti è quella di eventualmente farli lavorare in agricoltura, allora non ci servono.
      Ci rendiamo conto che tutte le Aziende Agricole si lamentano, ma intanto siamo l'unico Paese in cui NON pagano Tasse??
      Non è che ne paghino poche: NON ne pagano punto!
      Per lavoro ho visistato grosse Aziende Agricole (un paio sui 450-500 ettari, una di oltre 1500 ettari TUTTO a frutteto oltre a circa 300 a seminativo Biologico, il tutto non venduto ma utilizzato integralmente in Azienda).
      Beh, cercano sempre nuove terre da acquistare.
      Ed ovviamente aspettano i fallimenti di quelli che non avendo investito non ce la possono fare!
      Ci rendiamo cotno che esistevano Aziende Agricole con stalle di 500 vacche e decine di dipendenti, che hanno trovato conveniete chiudere la stalla, vendere le vacche, ed installare 3-4 cogeneratori a biogas?
      Usano i terreni per spargere i liquami di risulta , hanno necessità di al massimo 10 dipendenti ed incassano moolto più di prima.
      L'unico problema?
      Hanno "drogato" il mercato, facendo lievitare il prezzo di affitto dei terreni!

    1. paolodegregorio 20 settembre 2019

      non mi risulta che la Nigeria abbia 411 milioni di abitanti

    2. CarloBertani 20 settembre 2019

      E' la proiezione al 2050.

    1. Tipheus 20 settembre 2019

      Carlo Bertani ha posto un problema vero, ben argomentato ed equilibrato.
      Solo voglio rassicurarlo sul fatto che le proiezioni africane sul 2050 sono come quelle sulla Cina o India di oggi di quando ero (eravamo) piccolo/i: sbagliate.
      Vedrete che nei prossimi vent'anni andranno a picco le fertilità anche là, sono solo un po' più indietro. Già nazioni (se si può usare il termine) "evolute" come il Ghana sono sotto i 4 nati per donna. Mentre il Niger è sceso da poco sotto i 7. E' inevitabile. Gli stati del sud dell'India hanno 1,7, quasi come l'Italia. Il gelo demografico è globale.
      Non credo che abbiamo bisogno di immigrati, perché il costo di accogliere una quota così alta di persone con cultura radicalmente diversa non compensa il beneficio di qualche lavoratore in più.
      Come del resto in Giappone o Cina (come ha detto giustamente PietroGE, ma mi dissocio sulle sicurezza sul superiore IQ di noi europei, quello è razzismo e basta).
      Qual è il problema dei problemi?
      Un po' di denatalità (1,9 /2 nati per donna) farebbe bene a un pianeta esausto. Non certo un tracollo.
      Il problema dei problemi è l'eccessivo femminismo. Non giriamoci intorno. Ce ne vuole quanto basta perché non esploda nuovamente la natalità, ma non troppo sennò ci estinguiamo. Le donne devono fare anche un po' le mamme, e per farlo non possono fare sempre tutto ciò che fanno gli uomini entrando in competizione con i maschi.
      In questo modo ci distruggiamo. Non si tratta di tornare ai tempi delle nonne. Non si deve e non si può. Ma cominciare a combattere certe ossessioni forse sì. Abbiamo esagerato, tutti.
      E madre natura ci farà tornare indietro.

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