Charlie Hebdo cavalca ancora

Israel Shamir
unz.com

Il presidente francese ha calpestato per la seconda volta il rastrello e, naturalmente, si è preso il manico in faccia. I prodotti francesi sono stati ritirati dagli scaffali dei negozi arabi e turchi; teste mozzate nel bel mezzo di una pandemia, animosità, rabbia, toni da guerra civile. Vous l’avez voulu Emmanuel Macron! L’avevamo già visto nel 2015, perché hai voluto il replay? Chiunque può calpestare un rastrello una volta, ma ripetere l’errore? Non è una cosa da ragazzi intelligenti, a meno che questa risposta non sia proprio quella che volevi.

Macron è sicuramente un ragazzo intelligente. Ha avuto alcune buone e pratiche ragioni per provocare i Musulmani francesi. Non è un uomo che si fa guidare dall’ideologia, ha voluto rubare gli elettori di destra alla Sig.ra Le Pen. Sono noti per odiare gli stranieri, sopratutto la numerosa popolazione musulmana della repubblica. I Musulmani non si adattano allo stereotipo francese, l’uomo magro con berretto e impermeabile e la baguette sotto il braccio. Non è stato difficile, è bastato far arrabbiare questa popolazione musulmana e poi trattarla con il pugno di ferro di Macron e, voilà! Gli elettori nazionalisti sono nelle tasche del presidente francese.

Il replay è stato innescato da Charlie Hebdo. Questa piccola rivista satirica di scarso valore artistico pubblica solitamente vignette di cattivo gusto, come quelle che si vedono disegnate sui muri dei cessi pubblici. Sopravvive solo con sovvenzioni e sussidi governativi. È talmente insignificante che non verrebbe notata neanche dai media mainstream che fanno arrivare loro messaggio fin nelle più remote banlieue degli immigrati. Ora hanno ripubblicato alcune irriverenti vignette sul Profeta Maometto. Agli immigrati e ai loro figli non è piaciuto questo insulto premeditato alla loro fede. Pensate a cosa succerebbe se vi faceste una bella risata sull’Olocausto alla presenza di un Ebreo e capirete. Anche le persone calme e pacifiche non amano essere offese. La pubblicazione sarebbe stata comunque un fatto di poca importanza, ma non lo è stato il supporto pubblico e ben coperto dai media di Macron. Ha elogiato senza mezzi termini la rivista e ha aggiunto alcune frasi ben curate e offensive contro l’Islam. Questa è stata la sveglia.

Tartuffo sarebbe orgoglioso di Macron, che ha dichiarato che Charlie Hebdo è il vero portatore dello spirito repubblicano francese e del suo amore per una illimitata libertà di espressione. Sarebbe già abbastanza grave se fosse vero, ma non lo è. La Francia e il mondo intero sono ora nel bel mezzo di una grande offensiva contro la libertà di parola. Facebook bandisce gli account e rimuove i post, Google rende invisibili determinati siti, il venerabile unz.com è stato bandito da Facebook e oscurato su Google. Twitter rimuove o segnala come potenzialmete pericolosi i tweet del Presidente Trump. La nuova proposta di legge per i crimini d’odio della Scozia renderebbe un reato esprimere, anche all’interno delle proprie mura domestiche, opinioni che potrebbero causare disagio. Per molto tempo è stato un crimine dire “cose odiose” nei luoghi pubblici e nel Regno Unito vengono commessi ogni anno almeno centomila “crimini d’odio,” almeno secondo la psico-polizia.

La Francia guida questo assalto alla libertà di parola. Lo scrittore francese Hervé Ryssen è stato incarcerato per aver criticato gli Ebrei; un tribunale francese ha condannato Alain Soral a pagare 158.500 dollari ad un’organizzazione ebraica per aver ripubblicato un libro vecchio di 128 anni, dicono i titoli più recenti. Il nuovo ordinamento francese vieta i “discorsi di odio” sui social media. La legge obbliga piattaforme e motori di ricerca a rimuovere i contenuti offensivi, compreso il fanatismo religioso, entro 24 ore, pena un’ammenda che può arrivare fino a 1,25 milioni di euro. Questa e altre leggi sull’odio vengono applicate in difesa degli Ebrei, ma, stranamente, non difendono la sensibilità musulmana o cristiana.

Il capo redattore di Charlie Hebdo è a conoscenza di questo stato di cose discriminatorio e lo approva. Un giornalista di Spiked riferisce dopo averlo incontrato: “Biard [l’editore] non è favorevole al discorso non regolamentato. Appoggia le disposizioni francesi che vietano la negazione dell’Olocausto ed è favorevole alle leggi sull’incitamento all’odio. Approva la condanna del comico francese Dieudonné, che è stato arrestato numerose volte per aver affermato che la Shoah non è importante.” Si può anche non sparlare degli Ebrei, ma attaccare la fede di poveri immigrati musulmani va benissimo, perché sono persone senza nessuna importanza e che dovrebbero imparare chi è il loro capo e qual è la vera fede della loro nuova patria (un suggerimento: non è il Cristianesimo). Se creano problemi è ancora meglio, perché possono essere colpiti con durezza.

In teoria, in Francia saebbe illegale insultare le credenze musulmane (o cristiane). La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva esplicitamente deliberato in tal senso nella sentenza del caso Otto-Preminger-Institut contro Austria: “Il rispetto per i sentimenti religiosi dei credenti, garantito dall’articolo 9, può legittimamente considerarsi violato da immagini provocatorie raffiguranti oggetti di venerazione religiosa, tali immagini possono essere considerate una violazione malevola dello spirito di tolleranza, che dovrebbe anche essere una delle caratteristiche di una società democratica.”

Nel caso Wingrove contro Regno Unito: “… Il rispetto per i sentimenti religiosi dei credenti può diventare la base per una restrizione legale da parte dello stato alla pubblicazione di immagini provocatorie raffiguranti oggetti di venerazione religiosa.”

Nel caso Pussy Riot contro Russia: “Dato che la rappresentazione degli imputati ha avuto luogo in una cattedrale, che è un luogo di culto religioso, la Corte ritiene che l’interferenza (dello Stato) possa essere considerata come avente lo scopo legittimo di proteggere i diritti di terzi.”

Attività del genere dovrebbero essere illegali, ma, a quanto pare, non lo sono. Questa ingiustizia è fonte di altri guai: i Musulmani erano stati derisi in tribunale quando si erano lamentati delle vignette particolarmente spregevoli di Charlie, ma gli Ebrei quasi sempre vincono quando intentano una causa legale contro i loro denigratori. (Divulgazione completa: anch’io ero stato citato in giudizio dalla LICRA, l’associazione ebraica francese, e il mio editore francese era uscito finanziariamente devastato da quella guerra legale).

Perciò, in Francia (come nel resto dell’Occidente) è rimasta pochissima libertà di espressione e l’affermazione di Macron che le vignette di Charlie dovrebbero essere celebrate come un segno di ‘liberté‘ suona particolarmente ipocrita e falsa, come il famoso “ci odiano per la nostra libertà” di George Bush. Come se non bastasse, è arrivata la spinta a rendere ogni Musulmano di Francia consapevole della cattiveria di Charlie approvata da Macron. Nelle scuole, una lezione è stata dedicata ad educare i bambini alla cruda pornografia di queste vignette. Si è anche detto (ma non ho modo di verificare) che l’insegnante francese assassinato avesse mostrato vignette che deridevano il Profeta per cinque anni di fila, dal 2015 in poi, e l’aveva fatto anche quest’anno dopo il discorso di Macron. Presumibilmente, aveva aggiunto un altro fumetto pornografico, suggerendo che i Musulmani avrebbero potuto uscire di classe se si fossero sentiti offesi. Posso immaginare le grida (selezione! deportazione!), se un insegnante avesse suggerito agli alunni ebrei di lasciare l’aula. I genitori musulmani, sconvolti, erano andati alla polizia e si erano lamentati. L’insegnante aveva presentato una contro-denuncia per presunta diffamazione. Ora è difficile giudicare se l’insegnante ucciso si stesse comportando così perchè obbligato dalle autorità, o se fosse solo particolarmente zelante nel divulgare oscenità.

Un diciottenne di origine cecena (viveva in Francia da quando aveva sei anni) lo aveva assassinato (e presumibilmente decapitato), per poi essere ucciso a colpi di arma da fuoco dalla polizia. Questo aveva scatenato un’ondata di panico in Francia, mentre Macron e la Le Pen facevano a gara a lanciare appelli per punire i Musulmani. Alcuni estremisti musulmani avrebbero poi attaccato i fedeli in una chiesa di Nizza e ne avrebbero uccisi tre o quattro. Questo gesto era stato denunciato come un false-flag, volto a terrorizzare e a indurre la gente ad accettare un nuovo lockdown, da un importante sito radicale francese, che aveva lanciato un appello per il “rifiuto di un nuovo lockdown come unico, vero atto di resistenza in questi tempi travagliati.”

Potrebbe veramente trattarsi di un false flag, perché nessun gruppo musulmano se n’è assunto la paternità e, inoltre, i servizi segreti francesi hanno la tradizione di uccidere gli autori degli attentati organizzati dagli stessi servizi e l’eliminazione del giovane ceceno si adatta al copione. Anche il successivo atto terroristico, l’uccisione di un prete greco ortodosso a Lione, era stato attribuito a Musulmani assetati di sangue, fino a quando non si era scoperto che il criminale era un ex monaco ortodosso con qualche rancore personale nei confronti del sacerdote; a quel punto, l’attacco di Lione era caduto nel buco della memoria.

Macron aveva comunque vietato l’accesso a tutte le chiese di Francia; a quanto pare il governo voleva creare le premesse per una guerra di religione tra Cristiani e Musulmani. Ancora più oscuro è il motivo per cui era stato permesso l’ingresso in Francia a dei ribelli/terroristi ceceni, così come a quei rifugiati/terroristi siriani, libici e afgani che avevano partecipato alle sanguinose guerre civili dei loro paesi. Erano sicuramente pericolosi.

Sappiamo che l’intelligence britannica aveva utilizzato rifugiati libici di dubbio background per continuare ad intromettersi negli affari della Libia e che due di questi terroristi, Salman e Hashem Abedi, erano fuggiti dal paese africano con l’assistenza del governo britannico a bordo di una nave della Royal Navy, l’HMS Enterprise, per poi uccidere e ferire molti cittadini britannici nel 2017 a Manchester. Sappiamo che i Russi avevano chiesto l’estradizione dei presunti terroristi ceceni dall’Inghilterra e dalla Francia, ma la loro richiesta era stata rifiutata.

È improbabile che questi incalliti terroristi siano stati portati nell’Europa occidentale con la speranza di trasformarli in cittadini esemplari o per ragioni umanitarie. È più probabile che siano stati introdotti esattamente allo scopo di creare una rete sotterranea terroristica, per spaventare la popolazione e indurla all’obbedienza. Proprio come con il coronavirus, ma in modo diverso. Qualcuno ci rimette la pelle, ma lo scopo è raggiunto: nuovi atti antiterroristici vengono preparati e messi in atto e viene introdotta una maggiore sorveglianza. I governi e i loro servizi di sicurezza vogliono mantenerci spaventati e il terrorismo è un mezzo affidabile e adatto allo scopo. Fa tutto parte della guerra che le élite portano avanti contro le nazioni e contro una troppo inaffidabile democrazia.

Le élite sono scontente di noi, gente comune. Secondo Frank Furedi: “Il disprezzo per le persone che non votano secondo i loro desideri è oggi una delle principali cause dell’ostilità dell’élite nei confronti della democrazia.” Sperano che “il coronavirus uccida il populismo,” “leggi: democrazia,” aggiunge.

Potete però essere certi di una cosa: che i Russi, politicamente scorretti come sono, non hanno peli sulla lingua. Uno dei loro banchieri più importanti, Herman Gref, nel suo candido discorso allo SPIEF 2012 aveva osato proferire quello che i suoi partner occidentali pensavano ma che non avrebbe mai avuto il coraggio di pronunciare ad alta voce: “Voglio dirvi che, in realtà, state dicendo cose terribili. State proponendo di trasferire il potere nelle mani della gente. Ma se le persone sapessero tutto, sarebbe estremamente difficile manipolarle. La gente non vuole essere manipolata quando ha la conoscenza. Ecco perché la Kabbalah è stata un insegnamento segreto per tremila anni. Qualsiasi controllo di massa implica un elemento di manipolazione. Come vivere, come gestire una società del genere, dove tutti hanno uguale accesso alle informazioni, tutti hanno la possibilità di ricevere direttamente le informazioni, a patto che siano state filtrate dai funzionari governativi? Come vivere in una società del genere? Il vostro ragionamento mi spaventa.

Ad Herman Gref era stato iniettato il siero della verità, aveva detto la gente dopo aver ascoltato il suo sincero discorso. (Qui in russo). Forse.

Forse l’idea stessa dell’immigrazione di massa da regioni tormentate dalla guerra è collegata al desiderio delle élite di iniziare una guerra civile a bassa intensità nel loro stesso paese, in modo da distruggere quella coesione sociale raggiunta dopo secoli di convivenza.

Ora passeremo ad analizzare la vera ragione per cui Macron ha deciso di gettare un po’ d’olio sul sempre sfavillante falò della discordia.

Uno degli attuali ideologi del nazionalismo francese di estrema destra è Eric Zemmour, un Ebreo algerino. Ecco un breve articolo in inglese che fornisce alcune informazioni su di lui. L’Irish Times lo definisce erroneamente “figlio di ‘Pied-Noirs’ ebrei che erano emigrati dall’Algeria quando [l’ex-colonia] era diventata indipendente.” Non è così: i Pied-Noirs erano coloni francesi stabilitisi in Algeria, mentre Zemmour è un Ebreo algerino di nascita. Invece di essere un Ebreo assimilato, come afferma, è piuttosto un Ebreo dissimulatore: nonostante sia un sostenitore della Francia cattolica, va in sinagoga, evita la carne di maiale e segue i dettami kosher (le leggi alimentari ebraiche) a casa, ma non fuori. Dice di essere stato di sinistra finché non aveva scoperto i Musulmani e aveva iniziato la sua guerra personale contro di loro.

Ha avuto, e ha tuttora, l’autorizzazione a dire sui principali canali televisivi francesi cose per cui chiunque altro sarebbe già stato arrestato e incarcerato. Chiede di porre fine all’immigrazione (il che è ragionevole) ma non si ferma qui, parla di deportazioni di massa e, in realtà, invoca la guerra civile contro i cittadini francesi di fede musulmana, presentandosi come difensore della Francia cattolica.

Il suo avversario ufficiale, l’ideologo della Francia liberale, è Bernard Henri Levi (BHL), un altro Ebreo nordafricano, che si è rivelato determinante nell’alimentare le guerre civili in Siria e Libia, incoraggiando i fanatici islamisti di quelle nazioni a rovesciare i regimi socialisti secolari. È un sostenitore dell’immigrazione e passa parte dell’anno a Marrakech, in Marocco.

Questi due Ebrei, lavorando su entrambi gli schieramenti, stanno portando la Francia verso una guerra di religione. Non ci ricordano forse Rothschild e Trotsky, uno spietato banchiere e un ardente rivoluzionario, che incitavano i conflitti di classe da entrambi i lati della barricata sociale, come G.K. Chesterton aveva giustamente intuito?

Questa è l’opinione di un autore marocchino-francese, Youssef Hindi, amico e collaboratore di Alain Soral. Dice che gli Ebrei si sono sistematicamente infiltrati nelle élite musulmane e cristiane allo scopo di stimolare guerre distruttive tra Musulmani e Cristiani, a beneficio unicamente degli Ebrei, che potranno così stabilirsi in Terra Santa, scacciarne la popolazione originaria e instaurare un impero mondiale di nazioni obbedienti a Gerusalemme, che è poi la sintesi del messianismo ebraico. Occident & Islam di Hindi ha come didascalia “Fonti messianiche e genesi del sionismo, dall’Europa medievale allo scontro di civiltà.” Secondo Hindi, il Sionismo non era iniziato con Theodore Herzl ma ha radici profonde nell’escatologia cabalistica medioevale, trasmessa e tenuta in vita da generazioni successive di saggi, mistici e taumaturghi.

Uno di questi saggi era Don Isaac Abravanel (nato nel 1437), uno dei soggetti del libro scritto da Benzion Netanyahu, il padre dell’attuale Primo Ministro israeliano, e figura di culto per padre e figlio. Secondo un giornalista di Haaretz, era stato lui ad aver dato inizio all’era del messianismo ebraico. Il suo credo, assorbito e accettato poi da Benjamin Netanyahu, è l’invocazione di una catastrofe apocalittica, una “guerra dei mostri” tra Gog e Armilus, i simboli degli Ismaeliti (Musulmani) e della Cristianità (come descritto, ad esempio, da Abravanel nella sua opera “Mayanei Yeshua“). Questa guerra si concluderà con l’indebolimento di entrambe le parti e l’ascesa degli Ebrei al dominio del mondo, simbolicamente chiamata “La Festa del Leviatano.

Karl Schmitt, il grande filosofo, nel 1942 aveva scritto che gli Ebrei godono della colossale lotta mondiale tra i due mostri, Il Leviatano (Gran Bretagna e Stati Uniti) e Beemot (Germania): “Si fregano allegramente le mani, aspettando lo scontro reciproco che consentirà agli Ebrei di dominare il mondo, o “La festa del Leviatano.” La guerra tra Islam e Cristianità, attualmente in pieno svolgimento in Francia, renderà possibile una prossima Festa del Leviatano?

Forse. Avner Ben-Zaken, un pensatore israeliano, ha scritto nella sua eccellente trattazione dell’argomento (qui in inglese) che Benjamin Netanyahu, fervente adepto del messianismo catastrofico e credente nella guerra tra Edom e Ismaele come chiave per la salvezza degli Ebrei, si era recato in Francia subito dopo il primo attentato a Charlie e aveva incoraggiato la leadership ebraica francese ad agire, definendola il “nuovo collettivo Isaac Abravanel.” Due anni dopo, la leadership ebraica francese aveva fatto eleggere Emanuel Macron Presidente della Repubblica, afferma uno scrittore ebreo francese che si firma sul suo blog con il nome di Tsarfat (il nome ebraico della Francia).

In un pezzo lungo e dettagliato Tsarfat racconta che alcuni Ebrei di spicco (Alain Minc, Serge Weinberg, Jacques Attali e Bernard Mourad) avevano fatto da garanti per Macron presso David de Rothschild. Nel 2011, Macron era diventato junior partner dei Rothschild, con un considerevole stipendio, che si è poi guadagnato fino all’ultimo centesimo. Ha ingannato Le Monde, ha ingannato il Presidente Hollande, ha ingannato lo stato francese, ha fatto tutto ciò che chiedevano i Rothschild e, in cambio, ha ottenuto la presidenza della Repubblica. È il nuovo re nominato dal nuovo Abravanel. Ora deve far scoppiare la guerra tra Cristianità e Islam, per la gloria suprema di Israele.

Eric Zemmour, il focoso portavoce di estrema destra, un commentatore con una sua propria fascia oraria in prima serata in un importante canale televisivo, è l’uomo ideale per portare (grazie al panico da coronavirus) una psicotica Francia (e l’Europa) verso una guerra di religione tra Cristianità e Islam. In questa guerra, entrambi i contendenti saranno spezzati e indeboliti, mentre Israele con il suo giudaismo per Goyim, il credo dell’Olocausto, avrà il sopravvento.

Eric Montana, un giornalista cristiano francese ha scritto: “Zemmour è un agente doppio al servizio dello scontro di civiltà e del movimento sionista che alimenta in Francia un clima di tensione permanente. Zemmour fa di tutto per provocare divisione e gettare benzina sul fuoco, criminalizzando in modo oltraggioso alcuni dei nostri compatrioti di fede musulmana, mettendo così in pericolo la convivenza civile nel nostro paese. Zemmour è un pericolo pubblico che, nonostante le numerose condanne per incitamento all’odio razziale e religioso, rimane scandalosamente presente nei media, godendo indubbiamente di una protezione, invisibile ad occhio nudo … tuttavia molto reale.”

Almeno possiamo dire che gli avversari dei Musulmani non sono Cristiani. Questo perchè Charlie Hebdo, la rivista, è esplicitamente anti-cristiana, oltre che anti-musulmana. Vi si possono trovare alcune vignette veramente odiose che offendono la Vergine e Cristo, così come il Papa e la Chiesa. (Però non hanno mai offeso gli Ebrei).

Un governo cristiano si comporterebbe come hanno fatto i Russi. Alcuni anni fa, le Pussy Riot avevano profanato la chiesa di San Salvatore a Mosca, allo stesso modo in cui le Femen avevano dissacrato alcune grandi cattedrali europee, tra cui Notre Dame de Paris e quella di Strasburgo. Il governo russo non aveva aspettato una qualche sorta di giustizia privata per quelle virago, ma le aveva immediatamente condannate a due anni di prigione. Allo stesso tempo, il diritto penale russo era stato modificato, in modo da includere, per consenso generale, il “sacrilegio” tra i crimini ordinari. Da allora, reati simili non si sono più verificati.

Nella Francia di Charlie, le Femen che dissacravano le cattedrali non erano mai state punite, ma il guardiano di una chiesa che aveva cercato di impedirlo era stato multato pesantemente. La Francia ha una lunga tradizione anticristiana, solitamente descritta come “laica” (secolare) e la grande alleanza anticlericale di atei, Ugonotti ed Ebrei si era coalizzata ai tempi dell’affare Dreyfus. [La Francia] ha anche una forte Chiesa Cattolica, ma non è questa ad invocare la guerra ai Musulmani.

La vera visione cristiana di questi sviluppi è stata espressa dall’arcivescovo Theodosius Atallah Hanna di Sebaste, in Palestina (mi aveva battezzato nel 2002). Ha condannato gli attacchi ai Musulmani in Francia e in tutto il mondo attraverso vignette e fumetti degradanti. “L’incitamento all’odio mira a servire la politica del divide et impera. Cristiani e Musulmani devono cementare una cultura di fratellanza e solidarietà e dobbiamo lavorare insieme, ora più che mai, per sconfiggere tutti i piani e le cospirazioni che mirano a dividerci e a creare discordia tra le nostre file,” ha detto il vescovo palestinese.

P.S. Si presta molta attenzione al modo insolito di uccidere di questi presunti terroristi. In realtà, la decapitazione è tipica dei Francesi, come la zuppa di cipolle. La ghigliottina è stato il loro metodo di esecuzione nazionale preferito (come la sedia elettrica negli Stati Uniti). I Francesi avevano decapitato il loro re e la loro regina. Durante la battaglia per l’Algeria, i parà francesi erano soliti giocare a calcio con le teste mozzate dei ribelli. Era stato Napoleone ad aver portato la decapitazione in Medio Oriente, non viceversa. Durante la campagna d’Egitto, il generale Bonaparte, avendo saputo di una rivolta in un villaggio, aveva ordinato al suo aiutante Croisier di recarsi sul posto, circondare l’intera tribù, uccidere tutti gli uomini senza eccezioni e portare donne e bambini al Cairo. I suoi ordini erano stati prontamente eseguiti. Molte delle donne deportate insieme ai figli erano morte lungo la strada e, qualche ora dopo, nella piazza principale del Cairo erano arrivati degli asini carichi di sacchi. I sacchi erano stati aperti e le teste dei giustiziati appartenenti alla tribù ribelle erano rotolate per tutta la piazza, secondo uno storico. Non dovremmo forse dire che tutti i nodi tornano al pettine?

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/charlie-hebdo-rides-again/
02.11.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org