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A Barcellona manca solo un idraulico moldavo, poi il cast è al completo. Ma il segnale è arrivato

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

C’è una sola cosa che mi sento di dirvi senza timore di smentita: anche dopo la peggior notte di bisboccia, il mattino dopo ho sempre fornito versioni dell’accaduto più lineari e credibili di quelle degli inquirenti spagnoli. Sempre. Magari sbiascicando ma mai inondando di cazzate il mio interlocutore come il fiume in piena di non-sense che arriva a getto continuo dalla Catalogna. Riassumo, per quanto sia riuscito a capirci qualcosa, per sommi capi. Attorno alle 5 del pomeriggio di ieri, un furgone entra nella rambla all’altezza di Plaza de Catalunya e falcia 13 persone, lasciandone ferite sul selciato oltre un centinaio. Schiantatosi contro un chiosco, dal van esce una persona con una camicia bianca a righe azzurre, qualcuno dice che stia ridendo e si dilegua.

Prima certezza. chi guidava il furgoncino della strage, l’esecutore materiale, è sparito. In compenso, fioccano i comprimari come in un film di Woody Allen: prima è un solo complice, con il quale il guidatore fuggitivo si sarebbe asserragliato in un ristorante turco con alcuni ostaggi, pare il personale. Balla. Poi, gli attentatori diventano quattro: uno in fuga, due arrestati e un morto. Poi, altro colpo di scena: nella migliore tradizione, dentro il furgone viene trovato un passaporto, spagnolo ma con identità araba: si tratterebbe di un cittadino di origine maghrebina ma residente a Marsiglia. Et voilà, compare all’orizzonte la pista del radicalismo francese. Il titolare della carta, però, vistosi tirato in ballo, va dalla polizia a dire che non c’entra un cazzo e che gli hanno rubato i documenti, poi utilizzati per noleggiare il van della strage. Sarebbe stato il fratello.

Nel frattempo, a Barcellona è caccia all’uomo. Anzi, agli uomini. Anzi, no, perché alle 20 la polizia autorizza tutti a uscire dai luoghi pubblici in cui avevano trovato rifugio durante l’emergenza, la rambla parzialmente riapre. E l’autista? E il presunto complice del ristorante? Sa il cazzo, spariti. Comincia la danza macabra della contabilità di morti e feriti, cominciano le dichiarazioni ufficiali di solidarietà dal mondo intero, si spegne la Torre Eiffel. Insomma, la solita menata. Si va a dormire con il computo fermo a 13 morti e oltre 100 feriti, 15 dei quali gravi. Ma, colpo di scena, attorno all’una di notte scatta una seconda parte del presunto piano terroristico, questa volta a un centinaio di chilometri da Barcellona, a Cambrils, di fatto la Pinarella di Cervia di Tarragona: chi non va a immolarsi lì per trovare gloria eterna, santo cielo!

I morti sarebbero 5, tutti terroristi che avrebbero cercato di emulare il commando di Barcellona, facendo però solo 7 feriti, tre dei quali pare poliziotti. Tre sono anche le versioni che danno altrettanti quotidiani spagnoli dell’accaduto: due terroristi sarebbero stati ammazzati in uno scontro a fuoco e tre all’interno del van; tutti e cinque uccisi all’interno del van; quattro morti, di cui due per ferite di armi da taglio e uno in fuga. Anche qui, chiarezza assoluta. In compenso la notte folle di Cambrils ha un elemento in comune: i cinque terroristi avrebbero tutti indossato cinture da kamikaze. Finte, ovviamente.

Ora, capite da soli che mancano solo un trapezista uzbeko e un odontotecnico macedone e il quadro di questa caccia all’uomo pare completo. C’è tutto: il furgone-killer, l’autista in fuga, il passaporto, lo scambio di persona, il secondo commando e i kamikaze annientati. Roman Polanski pagherebbe oro per l’esclusiva. Ovviamente, l’Isis ha rivendicato l’atto come opera di suoi soldati. Lo ha fatto un po’ alla cazzo, però, tipo conferenza stampa per l’addio al calcio di Antonio Cassano: prima sì, poi no, poi la versione ufficiale. Ormai anche SITE di Rita Katz fatica a credere alle cazzate che spara e tende a scordarsi le rivendicazioni, salvo metterci pezze ben peggiori del buco. Insomma, abbiamo un clamoroso caso di violazione di una zona interdetta da parte di un furgone killer e poi una serie di eventi che definire quantomeno poco chiari è dir poco.

Ci sono i morti e i feriti, per carità: lungi da me mettere in campo tesi tipo quelle dei figuranti pagati o dei manichini con il succo di pomodoro addosso. Resta il fatto che lasciar fare a un mezzo squinternato – come al solito, noto alla polizia – equivale a non aver fatto il proprio dovere: non credo minimamente al fatto che la polizia catalana sia precipitata in un vortice di errori e incapacità tali. A meno che, stante l’approssimarsi del referendum sull’indipendenza da Madrid e il rischio di nuove elezioni anticipate, qualcuno non si sia divertito a far fare loro una bella figura di merda in mondovisione, dimostrando inconsciamente come sia necessario stare uniti per vincere la minaccia terroristica. La quale era pressoché sparita, dopo un paio di colpi di coda tutti da ridere in Francia (tipo l’attentatore in retromarcia che arriva indisturbato davanti alla sede dell’antiterrorismo), salvo ora ritornare in grande stile.

Ah, dimenticavo: uno dei fermati/latitanti – visto che non si capisce un cazzo, inserisco entrambe i ruoli – sarebbe di Medilla, una delle due enclave spagnole in Marocco sotto assedio dalla nuova tratta dei migranti, la quale dopo mesi e mesi di fedeltà al Mediterraneo, ha stranamente deciso di cambiare rotta nelle ultime due settimane, scegliendo la penisola iberica come meta dei viaggi di fine stagione. Nel caso a Ceuta e Medilla, nelle prossime settimane, servisse usare il pugno duro – magari anche con scafisti e ONG – chi potrebbe dire nulla, a fronte di un sospettato e 13 morti sul marciapiedi?
E poi, culmine dei culmini, ecco che due mesi fa la CIA avrebbe avvisato le autorità catalane proprio del forte rischio di un attentato sulle Ramblas durante l’estate. E i catalani? Niente, duri come il muro: e adesso si piangono vittime e inseguono fantasmi in camicia bianca a righe azzurre. Incredibilmente, l’avviso della CIA è stata la seconda notizia giunta ieri da Barcellona, dopo quella del camion sulla folla: che tempismo, trattandosi di materiale d’intelligence, non vi pare? D’altronde, ultimamente con il tempismo e i servizi gli americani ci vanno forte, basti vedere il caso Regeni, riesploso dalla sera alla mattina nella noia sudaticcia di Ferragosto. Ma attenzione, perché come ci mostra questo video tratta dalla diretta,della CNN di ieri pomeriggio

spesso anche le cose raffazzonate, possono risultare utili: soprattutto quando una delle principali tv del mondo scende così in basso da mettere in relazione diretta quanto accaduto a Charlottesville e sta grigliando il presidente USA fra le critiche con l’attacco a Barcellona, dicendo che i perpetratori di quest’ultimo avrebbero forse preso esempio dai suprematisti in azione in Virginia. Insomma, in prime time, l’americano medio, il quale non sa nemmeno dove stia Barcellona, viene indottrinato sul rischio che quanto sta accadendo in America attorno ai monumenti confederati possa addirittura ispirare gli atti di terrore dell’Isis. E tranquilli, nessuno – di fronte a quei corpi sul marciapiedi – si chiederà come mai, di colpo, i miliziani dello Stato islamico abbiano deciso di venir meno a una delle loro regole numero uno, ovvero applicare il martirio a ogni loro azione. A Barcellona, nessuno era intenzionato a morire.

Anche perché, al netto delle chiacchiere dei presunti “esperti anti-terrorismo” che parlano di un reticolo di contatti e cellule ben radicate nel territorio, a Barcellona sono morti solo civili: l’autista è in fuga e gli altri presunti membri del commando non si sa bene quale fine abbiano fatto. Né, se esistano. I cinque di Cambrils, poi, se è andata come dicono, più che terroristi erano partecipanti a un addio al celibato con sorpresa, finito male. Occorreva dare un po’ di adrenalina da paura all’Europa, adagiatasi troppo sulla sua ritrovata serenità post-elezioni francesi? Serve aprire un fronte spagnolo del timore radicalista e dei foreign fighters? Bisogna minare alla radice il referendum sull’indipendenza di Barcellona da Madrid? Bisogna tenere vivo lo spaventa-folle chiamato Isis in Europa, dopo le debacle sul campo in Siria e Iraq?

O magari fiaccare lo spirito che in febbraio ha portato in piazza, proprio a Barcellona, 200mila persone per dire sì all’arrivo di migranti, in nome dell’accoglienza e della solidarietà? E non perché i migranti non siano un problema, anzi ma perché occorre creare nell’opinione pubblica un clima particolare proprio in certe roccaforti dell’immaginario collettivo liberale, quale Barcellona è. Chissà, può essere tutto e può essere nulla. Ma quando si parla senza il minimo dubbio di reticolati di contatti e commando jihadisti sul territorio a fronte di un autista-killer sparito nel nulla, il dubbio che quelle lacrime e quei volti straziati dalla paura siano strumentali a qualcosa, sorge davvero spontaneo. E si staglia nitido. Come un documento nella cabina di un van. Perché ricordatevi che la paura deve essere il vostro unico Dio.

Mauro Bottarelli

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/08/barcellona-manca-solo-un-idraulico-moldavo-cast-al-completo-segnale-arrivato.html

18.08.2017

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    Piu’ che altro uno si dovrebbe chiedere come mai (semmai) 200.000 persone “vadano in piazza” per invocare l’arrivo dei migranti!

    • Hito

      Avevo postato un articolo sul forum tempo fa… Pare preferiscano i migranti ai turisti… miracoli della propaganda UE -.-

    • Annibale Mantovan

      Ditemi che non è vero. E’ successo veramente?

    • televisione falsa

      C’è mai stato un nero negli attentati ISIS-USA-israele in europa ??

  • Hito

    Della relazione con Charlottesville non ho sentito, ma stamattina a RaiNews24 hanno provato l’esercizio dialettico di far coincidere l’attentato con la sconfitta dell’ISIS nei territori conquistati e ora persi… parlavano di una possibile rivendicazione sull’Andalusia, una volta araba…

    Roba da allucinati -.-

    • Jane “XD” Doe

      Malati mentali! Rai news 24 inguardabile come il resto della tv!

    • Mascal

      La stessa stronzata l’ho sentita anche su skytg24. È roba che fanno girare, come le droghe.

    • yakoviev

      L’ha detto Gentiloni: siccome sono sconfitti in Iraq (si badi bene: non in Siria, loro non contano) ora tentano di rifarsi qui

  • Zerco

    I me(r)dia, ormai, ad ogni automezzo che travolge qualcuno sperano che diventi una “bella” strage terroristica. Sono pronti lì con le dirette, i video artigianali, gli esperti, gli opinionisti, i cartelloni prefatti della Katz, soubrettes sempre in caldo, per mettere in moto la giostra mediatica, risparmiarsi di produrre programmi costosi e spremere il cervello per qualche contenuto trash moderno, da alternare alle esibizioni delle donnenude e dei freaks cocainomani assortiti.
    Da un mese facevano paginoni per macchine che uscivano di strada, desiderosi di peggio. Che finalmente è arrivato per l’orgasmo degli sciacalli mediatici. Dài, adesso ce n’è per tutti! Viva l’ isis!, è meglio della figa, arrapa di più e costa molto meno.

  • CarloBertani

    Sintesi:
    1) Il capitalismo internazionale ha bisogno di una Africa poco popolata, giusto quel che serve per i processi d’estrazione dei minerali: l’Africa è tutta una miniera a cielo aperto. La più “primitiva”, ciò significa che le profondità d’estrazione non sono molto onerose. Perciò, 50 milioni (come disse, mi pare, Kissinger o comunque un grande farfallone statunitense) bastano per avere mano d’opera a buon mercato.Gli altri, fora di ball.
    2) Ovvio che questi scappano, e il posto più vicino per scappare è l’Europa, dell’Europa l’Italia. Qui, fioriscono – mafie, ONG, governo – gli intrallazzi più sporchi, dei quali abbiamo già parlato in altri articoli.
    3) Al seguito di queste masse – sono una modestissima minoranza – giungono anche gli “incazzati”, perché il trattamento che l’Europa pretende dai nuovi schiavi è proprio la schiavitù. Qualcuno non ci sta, qualcun altro fornisce armi ed esplosivi ed il gioco è fatto. Noi italiani siamo troppo preziosi come territorio di transito per colpirci: Minniti lo sa bene.
    4) La polizia catalana è divisa in tre sezioni: la vecchia Guardia Civil e la Policia National, e il Mossos de Esquadra. I primi due statali, la terza catalana. Almeno la Guardia Civil mostra ancora la sua incapacità nelle indagini complesse: forse è il vecchio DNA del franchismo che li assegnava più al controllo della popolazione (soprattutto i baschi), mentre la Policia National non la conosco, ma immagino che siano da paragonare ai nostri SCO, reparti un poco più preparati. Infina, i Mossos de Esquadra: un fallimento epocale – ignari turisti picchiati a sangue nei superrmercati, casini a non finire al porto (me lo raccontò mio fratello) con la Guardia Civil che rideva sotto i baffi ed ammiccava, solo gente violenta, ma scarsissima preparazione. Per concludere, un casino così fra le forze di polizia è il massimo raggiungibile, nemmeno l’Italia ci crede, e non ho difficoltà a credere a Bottarelli, che saluto.
    5) Ultima domanda, necessaria: perché l’Europa, invece d’importare schiavi, non s’attrezza con più sistemi d’automazione? La strada del progresso è quella, non serve il magrebino pagato due soldi, serve una macchina che sostituisce 10, 100 schiavi. I popoli che hanno matenuto la schiavitù più a lungo (Portogallo, ad es) sono rimasti molto indietro nel progresso tecnologico. Saluti

    • mirti59

      Commento da incorniciare!!!

    • Shidu

      Chapeau.

    • Grandepuffo

      Ma infatti l’Europa non li vuole,ci paga per tenerli in Italia.

    • Cair

      Commento ASSURDO e vergognoso soprattutto se è scritto da una persona che si ritiene un grande opinionista.
      Ha liquidato il complesso fenomeno dell’immigrazione con la sua storiella complottista dello spopolamento minerario dell’Africa.
      Giudica GROSSOLANAMENTE i corpi di Polizia operanti a Barcellona, du cui lui stesso ammette di conoscere poco, dal racconto di suo fratello in vacanza in quel luogo.

      PESSIMO COMMENTO!

      • Piramis

        Discorso interessante, puoi argomentarlo meglio?
        o è solo un attacco personale?

        • Cair

          Non è un attacco personale ma contro certe opinioni e argomentazioni scritte a vanvera.
          Ho già argomentato ma continuo.
          1) l’autore del commento vuole comprovare la suo fantomatico e gratuito complotto minerario-africano con una frase detta da qualcuno. Chi? Forse Kissinger o qualche altro “farfallone statunitense”. Lui non ricorda. METODO MOLTO RIGOROSO.
          2) vuole spiegarci come funziona la polizia catalana. Ma lui stesso non conosce come funzione e si fa riferimento al racconto ricordi di una serata barcellonese di suo fratello. METODO MOLTO RIGOROSO.
          Ti basta?

          • Piramis

            “Ti basta?”
            a dire la verità no e non vedo perché dovrebbe.
            Nella tua “spiegazione” ribadisci solo che ritieni inattendibile quello che Bertani commenta, ma senza argomentare perché quello che dice sia falso o assurdo.
            Indipendentemente da come lui si sia procurato le sue argomentazioni, se ritieni le stesse assurde, dovresti poter controbattere nel merito e non nella sorgente.
            Potrebbe darsi, per ipotesi, che quello che dice sia vero indipendentemente dal fatto che la sua fonte sia attendibile o meno, oppure potrebbe avere una fonte molto attendibile, ma che dice il falso.
            In entrambi i casi, da dove mutui il concetto che quello che dice è assurdo o che tu decidi che la sua fonte, quale che sia, è inattendibile?
            Attendo sempre una spiegazione, argomentata, dell’assurdità dei concetti che critichi.

      • Adriano Pilotto

        Svuotare l’Africa, in pieno boom demografico, con l’emigrazione è come svuotare il mare con un cucchiaino.

    • fastidioso

      Carlin, quello di spopolare l’Africa non mi sembre proprio…

      • Cair

        Non mi sembra proprio?

        • fastidioso

          ehhh, è quello che hai detto anche tu !

          • Cair

            Allora noto con piacere di non essere da solo.

    • riefelis

      Argomenti molto campati in aria.

    • Eric Maria Gerets

      Bertani riesce nei commenti a far addirittura peggio rispetto a quello che argomenta nei suoi articoli. E ce ne vuole.
      Il punto 3 e il 5 sono da colpo di sole ferragosto, tralascio gli altri per carità di patria.

    • MarioG

      Ha poco senso affermare che il “capitalismo globale” vuole l’Africa spopolata; vuole l’Europa diversamente popolata. La cosa e’ evidente, se non altro, per ovvie ragioni di proporzioni (non solo di superficie-popolazione complessiva, ma di tasso di crescita).
      Anche l’impersonale “capitalismo globale” mi sembra poco illuminante; si tratta semplicemente di coloro che comandano in Europa dal ’45 in poi (che incidentalmente possono pure essere ‘capitalisti globali’).

    • Deheb

      Non capisco la logica del ragionamento.

      Prendendo spunto da questo:

      http://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean

      i paesi d’origine sono relativamente polarizzati verso una particolare zona d’Africa, in più Siria e Bangladesh non sono paesi africani. Dalla Grecia poi ( in percentuali minori) transitano iracheni, pakistani, siriani e afgani.

      Come dice MarioG spopolare l’Africa è dura, ma molto, e non avrebbe peraltro senso (come ha poco senso incolpare un fantomatico “capitalismo internazionale”)

    • dadafari

      non saprei se avesse riconosciuto i fenomeni piuttosto che le loro cause, oggi effettivamente ci si orienta a fatica. Con il binocolo se si trattasse di Africa. Trovo i suoi punti di “sintesi” spunti interessanti che spero approfondisca meglio.
      una tra le tante piccole cose che trovo bizzarre del fenomeno immigrazione sarebbe quella delle politiche congiunte tra gli stati interessati al fenomeno, tra quelli che fanno import e quelli che fanno export umano. Ognuno di questi stati ha un seggio Onu e una rappresentanza più o meno interpellabile e senza deficit comunicativi. Eppure queste politiche non esistono. In africa daltronde il sistema pubblicitario funziona bene quanto da noi, ci sono pubblicità di telefonini dappertutto, ma nessuna che ti dice di non accettare passaggi in gommone dagli sconosciuti. Eppure sarebbero a prezzi stracciati da quelle parti. L’Onu nei casi estremi lancia persino le zanzariere con gli aerei su villaggi in difficoltà se si tratta di debellare l’ignoranza rurale. Ma una semplice pubblicità progresso su questo tema cosi allargato, no. “E se torni tardi piuttosto piglia il taxi”. del mare.

  • PietroGE

    Mah, io consiglierei al Bottarelli, smanioso di essere il primo a denunciare il ‘false flag’, ad attendere almeno di avere tutti i fatti. Eviterebbe di sparare ipotesi fantasiose tipo : punizione per il referendum o, peggio ancora, punizione per la dimostrazione dei buonisti a favore degli immigrati, sempre che sia andata poi così. Manca solo l’ipotesi dei tifosi delusi per la campagna acquisti del Real Madrid (o del Barcellona) e poi siamo a posto.

    • Eric Maria Gerets

      Invece io aspettavo il commento smanioso di PietroGE sulla invasione mussulmana pianificata non si sa da chi dell Europa giudaicocristiana (tuttattaccato ovviamente).

      • PietroGE

        Arriva non ti preoccupare. Correggerei Europa cristiana, il ‘giudaico’ se ne è andato da un’altra parte e non accetta nessuna invasione (e fa bene!) da parte dei non giudaici.

  • ton1957

    Se cciaveva la camicia bianca ed azzurra, non si tratta ne di isis e neppure di laziali…….questi sono i colori della corea del nord….manca il rosso ma non si hanno notizie del colore dei pantaloni o del furgone………Kim jong-un, che è un pò ignorante, ha confuso Guam con Barcellona……………aspettiamo almeno il twitter di Trump per conoscere la verità.
    P.S. ma sto Kim jong-un……non si poteva chiamare Pasquale ?……….tutte le volte mi tocca andare su wikipedia.
    R.P.S. commento ironico non per i morti, ma per l’uso strumentale che ogn’uno ne fà.

    • fastidioso

      “…questi sono i colori della corea del nord….”

      e di quella bandiera con la stella a sei punte in mezzo ? nooooo ?

  • Echoes

    Sarebbe interessante tracciare una linea cronologica post 9/11 lungo questi attentati e analizzare cosa ne viene fuori. Sapete se qualcuno se ne è gia occupato seriamente?

    • fastidioso

      Ormai lo ha capito anche il mio uccello, quello che sta in gabbia !
      HAnno circondato la russia….ma sono in attesa del colpo finale…
      Ma lo Tzar la sa più lunga!!!!!!!!!

      • Echoes

        Lo tzar è morto tempo fa e il mio di uccello è volato via.

        Tornando seri credo che non sia un progetto cosi semplice quello in corso.

        • fastidioso

          “credo che non sia un progetto cosi semplice quello in corso.”

          Appunto… e poi da un’accozzaglia in via di estinzione

          http://www.maurizioblondet.it/usa-la-nuova-peste-stermina-luomo-bianco-ormai-superfluo/

          Sperando che non arrivi anche in Italia…

          • Echoes

            Bell articolo, scusa ma mi sfugge il nesso con gli attentati in corso nelle varie città europee degli ultimi anni.

          • fastidioso

            il nesso è con il popolo do debosciati , in estinzione. ne muoiono 91 al giorno solo di overdose, non ti basta ?

    • Riccardo

      Hai centrato il punto. Il fenomeno va discusso ed analizzato nella sua interezza, partendo dal 11/9, l’evento scatenante. Certi blogger tendono a concentrarsi in modo spasmodico sui singoli casi perdendo di vista il disegno cardine che secondo me risulta molto più semplice di quel che sembra se si valutano i fatti, le reazioni innescate e gli obiettivi prefissi. Già oggi si potrebbe redigere un’attenta analisi a riguardo degli attentati alle torri Gemelle, e tutto ciò che ha comportato: l’applicazione del patriot act, gli attacchi in Afghanistan ed Iraq, la giustificazione della cosiddetta guerra preventiva, processo conclusosi con la sconfitta del cattivo di turno e la dispersione delle sue ceneri, il bene prevalso sul male, come in un film della Marvel. Ora stiamo vivendo il sequel, secondo atto, con Al Baghdadi, il califfato, le bandiere nere ed i tagliatori di teste ma scenario ed attori sono sempre gli stessi, solo un po’ rivisitati.

      • Echoes

        Esatto, grazie di aver colto e ampliato lo scopo del mio commento.

  • Nathan

    Condivido i commenti di chi indica questo articolo come la voglia di qualcuno di arrivare primo nel definire questo atto una falsa flag o chissà cos’altro. L’articolo è un insieme di tante informazioni mischiate condite anche da rafforzativi che nulla aggiungono ma tanto squalificano. Detto questo il momento è veramente complesso è credo sia necessaria una profonda riflessione in quanto dovremo convivere con questi eventi per molto tempo. Credo infine che rileggere alcune dichiarazioni del vecchio Cossiga unite alla visione del film la battaglia di Algeri potranno dare più spunti di riflessione di certi scritti ……

    • Cair

      Condivido

    • fastidioso

      “..la voglia di qualcuno di arrivare primo nel definire questo atto una falsa flag…”

      Non se ne ha bisogno.

      Basta la domanda chesi è posto Blondet:

      ” sarebbe interessante sapere per quale stortura mentale degli
      islamisti si erano rivestiti di cinture esplosive innocue. O
      qualcuno gliele aveva fornite facendo loro credere che erano vere?

      Anche i tre terroristi dell’attentato al ponte di Londra il giugno
      scorso indossavano cinture esplosive finte, fatte da bottigliette
      d’acqua ricoperte di nastro opaco argenteo. Peccato che i tre, Khuram
      Butt, Rachid Redouane and Youssef Zaghba, siano morti anche loro.

      http://www.maurizioblondet.it/cinque-terroristi-uccisi-cambrils-dalla-polizia-cinture-esplosive-finte/

      • Rolmas

        Aggiungo una considerazione: perché indossare finte cinture esplosive riempite d’acqua? Semmai avrebbero dovuto indossare finte cinture vuote, se non altro per essere meno pesanti nei movimenti e meno impacciati. Ma non possiamo chiederglielo, visto che questi vengono sempre uccisi. Più su ho messo il link di uno dei terroristi uccisi (pubblicato oggi su El Pais, mi raccomando, visionatelo. E’ molto istruttivo su ciò che è successo, parlare di tiro al bersaglio mobile e indifeso è poco. Almeno questa è stata la mia impressione.

        • fastidioso

          Alla fine sono riusciti a colpirlo e non è che ci volesse molto, nemmeno 10 metri !
          Era un “must” dettato da qualcuno.
          cia mossad mi6 ?

          • Rolmas

            Il bello è che non si capisce cosa sto presunto terrorista stia cercando di fare, alza le mani, cammina di qua e di là, non è armato, sembra impaurito. Proprio così, sembra il tiro al piccone da 10 metri. Dovevano ucciderlo. Punto. Ordini dall’alto?

          • Riccardo

            Tutto vero ciò che scrivi però proviamo ad immedesimarci nei poliziotti, il ragazzo aveva questa cintura esplosiva, risultata successivamente falsa, si muoveva in modo frenetico e confuso, come avrebbero dovuto comportarsi? Se si fosse avvicinato avrebbe potuto azionare il congegno, nel dubbio io avrei sparato, almeno la deflagrazione sarebbe avvenuta a qualche metro di distanza.

            Per il resto non mi sento di escludere, come sostieni tu, che abbiano ricevuto ordine dall’alto di ucciderlo.

          • Rolmas

            Si, ma lui non si stava avvicinando, aveva le mani alzate, diceva NO, non era armato… insomma, puoi sparargli a una gamba o dirgli di stare a terra con le mai ben visibili. Invece nulla, i poliziotti non dicevano nulla, gli sparavano e basta. Qualche dubbio rimane, visto che per smantellare la rete di terroristi bisogna prenderli vivi… ma se li ammazzi tutti, anche quelli che puoi catturare…

  • mystes

    “A meno che, stante l’approssimarsi del referendum sull’indipendenza da
    Madrid e il rischio di nuove elezioni anticipate, qualcuno non si sia
    divertito a far fare loro una bella figura di merda in mondovisione,
    dimostrando inconsciamente come sia necessario stare uniti per vincere
    la minaccia terroristica”

    E’ qui il nodo della questione. Tutto il resto è noia. Mi dispiace per i morti ma fanno parte del copione.

    • dadafari

      si, ma sono stati pagati a fine giornata?

  • Holodoc

    La prima cosa che ho pensato è stata: come mai proprio la Catalogna… poi ho pensato al referendum ed ho capito… dopo la brexit vogliono evitare la catalexit!

    • fastidioso

      catalexit !!!!!!!!
      : – ))))))))))))))))))
      MI piace !

  • disqus_VKUtLIms5T

    ERANO CONVINTI DI INDOSSARE DELLE VERE CINTURE ESPLOSIVE…
    CHISSA’ CHI HA FATTO LORO QUESTO SCHERZETTO…

  • Marco

    Sono d’accordo con ciò che scrivi, anche in questo caso, come in Francia, siamo di fronte alla solita “false flag”, infatti questa storia dell’indipendenza da Madrid, ovviamente avrò dato fastidio ai “poteri forti” che agiscono da dietro le quinte, per cui ecco uno dei risultati…
    Mi sono permesso di rebloggare l’articolo sul mio blog https://nonfake.blogspot.it. aggiungendoti anche nei siti-blog che seguo , un saluto!

  • Antonello S.

    Qualunque sia la verità (di cui dubito verremo nel breve a conoscenza), occorre anche tenere nel giusto conto quanto scrive Paolo Barnard in questo articolo
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1845

    • Rolmas

      Paolo Barnard, in quel post, getta benzina sul fuoco. Tanta benzina, non poca. E’ un comportamento irresponsabile, anche perché quelle parole sono scritte e provengono da un giornalista che ha una certa influenza.
      Da cestinare.

      • mikaela

        Paolo Barnard ha ragione da vendere. (come sempre)

        • Rolmas

          Può darsi che Barnard abbia ragione da vendere, questo non lo so. Ma di sicuro sta gettando benzina sul fuoco e avvelenando l’aria che respiriamo. Giunti a questo punto, sarebbe meglio non aizzare la gente aggiungendo nuovi problemi e generando altri dubbi. Questo è quello che penso io.

          • mikaela

            Lei pretende di giudicare un articolo che ne’ ha letto ne` ha capito e semmai l’avesse letto mi spieghi perchè Barnard stà gettando benzina sul fuoco. Io vissuto parecchio (quasi 20 anni, in- and – out ) in un paio di paesi in medioriente e a prescindere dagli articoli di Barnard posso raccontarle anche il mio vissuto che non si sposta di tanto da quello che dice Barnard.

          • DesEsseintes

            Barnard scrive questo:

            “LASCIAMOLI LIBERI, PER LIBERACI DI LORO. VANNO BANDITI DALL’OCCIDENTE DI ROUSSEAU, A PATTO CHE NOI LASCIAMO LIBERI LORO DALL’ENI, EXXON, TOTAL, HALLIBURTON, CARLYLE, RENZI, ENI, FINMECCANICA, GENERAL ELECTRIC… bla bla bla… lettori che dopo 20 anni ancora non avete capito un c…”

            Quindi via loro ma anche via noi.
            Solo che su di loro si sfoga a base di insulti mentre su di noi dice ben poco ma, lo afferma lui stesso, è altrettanto essenziale mandar via quelli di cui parla.

            Tutto sta a capire se l’Islam ha una sua natura maligna o se, come dice esplicitamente Barnard, sta reagendo a una occupazione straniera.

            Questi discorsi generalizzanti su “un popolo” o su “una religione” mi sembrano idenici a quelli che molti facevano sui briganti e ancora fanno sui meridionali italiani salvo poi a scoprire che il Risorgimento non era esattamente quello che raccontano i libri di storia.

          • VanderZande

            Concordo. Ho frequentato islamici per tanti anni, e quello che dice, pur nel suo modo violento, Barnard, lo ho osservato anch’io. Se chiedi ad uno o una di loro, anche quelli che si professano molto moderati, di esprimersi su pratiche disgustose come sposare delle bambine, tagliargli il clitoride o far girare le donne conciate come mummie, o non rispondono o al massimo ti dicono ” si’, certe cose sono un po’ un’esagerazione”. che significa che mai e poi mai si esprimeranno contro quello che fa un musulmano. Ricordo per l’ennesima volta la manifestazione indetta a Colonia che nelle intenzioni avrebbe dovuto vedere i musulmani di Germania prendere posizione contro gli attacchi terroristici, e che e’ andata DESERTA. Il punto e’ che ci odiano per il solo fatto che noi non siamo musulmani, qualunque cosa facciamo.

          • dadafari

            cosi siamo un po’ alla paranoia. tassativo: non frequentare certi posti e certa gente per un po’. il musulmano con cui interloquire di certe cose bisognerebbe scieglierlo con cura, quanto l’italiano, non faccia come paolo barnard, che va incazzato a disquisire dal benzinaio sotto casa, a fine giornata.

          • VanderZande

            Ma certo. Peccato pero’ che io non sia andata ad interloquire con il benzinaio turco sotto casa per interrompere una routine di frequentazioni di “bovghesi miei pavi”. Ci vivo insieme da 15 anni e ci ho lavorato fianco a fianco per almeno 10. Quando ci parli tutti i giorni per mesi se non anni, viene fuori tutto. Per quanto io abbia ancora delle amiche fra loro, so benissimo che non prenderanno mai posizione contro il loro gruppo di appartenenza. E Colonia lo ha provato senza il minimo dubbio.

          • dadafari

            beh mi dispiace innanzitutto della sua spiacevole esperienza. Fare domande cosi sconvenienti e pretendere risposte escatologiche in merito, credo sia semplicemente azzardato. Non mi stupisce che non le rispondano. Se invece avesse avuto davanti una persona che avesse applicato quelle pratiche e fosse reticente, allora capirei meglio la sua indignazione.
            Barnard daltronde sembrerebbe aver incontrato proprio quella risma.
            La mia esperienza nei vari paesi arabi è stata buona, insopportabili certo, per un bovrghese come me, ma persone con un umanità decente. potrei essere stato solo fortunato. Colonia è tutta un altra storia, putroppo criminale.

          • DesEsseintes

            Cito.

            “so benissimo che non prenderanno mai posizione contro il loro gruppo di appartenenza”

            Questa è una cosa positiva.
            Se sono donne ovviamente non sono contente di certe cose che sono del tutto inaccettabili ma capiscono che prima viene la coesione del gruppo soprattutto quando è in grande difficoltà come sono loro oggi e solo dopo la giustizia, l’equità, i diritti dell’uomo etc
            Quelli sono lussi, la prima è una necessità vitale.

            Se le classi subalterne facessero lo stesso con le classi dominanti non ci troveremmo a questo punto invece basta che arrivi la voce di un media mainstream a redarguire sulle “indegne” ideologie della “gente” e tutti che si fanno umilmente l’esamino di coscienza.

            Si parte da quello che si è e poi ci si evolve ma è possibile farlo solo se si mantiene l’identità del gruppo e l’indipendenza culturale.

            Noi invece cerchiamo l’identità in qualcosa che non è nostro ma è una imposizione delle classi dominanti.

            La nostra identità dovrebbe fondarsi innanzitutto sull’opposizione alle classi dominanti non su una presunta tradizione d’accatto che non c’entra niente con le nostre vere origini.

            Fra l’altro siamo mediterranei e storicamente, al di là delle guerre che ci siamo fatti reciprocamente (reciprocamente) abbiamo avuto sempre dei momenti e dei luoghi in cui riuscivamo a trovare un’intesa.

            La convivenza di ebrei, cristiani e musulmani (in ordine di apparizione) ha avuto grandi momenti di conflitto e grandi momenti di pacifico avvicinamento con rispetto e interesse reciproco.
            Tutto sta a comprendere che un momento non esclude l’altro SE NON NEI PIANI DELLE CLASSI DOMINANTI COSMOPOLITE CHE VOGLIONO PRECISAMENTE IL CONFLITTO IRRISOLVIBILE.

          • natascia

            Alle volte sei tranquillo.

          • DesEsseintes

            Ma sai, Vanderzande ha una cosa che la distingue da voi, per questo con lei si può scrivere sapendo che capirà (pur rimanendo, giustamente, della sua opinione).
            La pensa in maniera opposta alla mia, quindi su questo è come voi, ma a lei “dispiace”.
            Ci ha messo tempo per arrivarci e non ne è contenta, si sente costretta a farlo dalle necessità della vita.
            Infatti ha la insolita abitudine di considerare sempre anche i punti di vista diversi dai suoi senza partire in quarta o senza atteggiarsi in posture ridicolmente contegnose e pompose.
            Posture buffissime, difficili da mantenere, soprattutto per chi non è davvero abituato e si deve sforzare, tanto che poi gli scappano frasi come “le caste sono una cosa naturale” e insomma…sono figure da percottaro che metterebbero in imbarazzo chiunque…salvo, ovviamente, quelli che arrivano al punto di non rendersi nemmeno più conto che stanno “recitando” quella parte contegnosa e ridicola.
            Quelli sono messi male male, eh?

          • DesEsseintes

            Vander, leggiti questo che è il bestseller in Germania e ti interessa sicuramente

            https://www.amazon.it/Finis-Germania-Rolf-Peter-Sieferle/dp/3944422503

            Purtroppo io sono somaro e il tedesco non lo so…

          • VanderZande

            Grazie. Lo leggero’. Poi ti dico 😉

          • Rolmas

            Non avrei mai espresso la mia opinione su un post che non ho letto. Non so in base a cosa lei si senta autorizzata ad offendermi liberamente. E per favore, non mi risponda, perché non penso che lei sia in buona fede. Anzi, è proprio questa che le manca. E dei suoi pareri non so che farmene

          • dadafari

            beh nell’articolo Barnard offende tutti i musulmani, quelli conosciuti, gli sconosciuti e quelli che lo sono senza sapere di esserlo. E figurati se lo contraddici..se mi fosse piaciuto ti avrei offeso anchio..cosi.. istigato dall emozione. Barnard bisogna prenderlo comè, gli piace esagerare, avrebbe vissuto nel wild west. Dal articolo sappiamo che esiste una parola araba che indica che si puó fare il monaco senza l’abito, che si puó essere fascista di sinistra. E si incazza perchè l’hanno vocalizzata prima di noi, che l’applichiamo da millenni.

          • VanderZande

            Effettivamente dire che tutti i musulmani mentono e’ una stronzata. Io penso che il loro rifiuto a schierarsi contro gli aspetti piu’ discutibili della loro cultura si spieghi in gran parte con la difesa del gruppo a cui appartengono. Peccato che l’effetto finale sia praticamente lo stesso.

          • dadafari

            capita nelle migliori famiglie, nelle migliori ideologie, nelle migliori parrocchie. E’ un fattore umano difficile da eradicare, mettere in discussione l’alveo culturale in cui si è cresciuti. Credo che perlopiù dipenda dal grado di moderazione di certe adesioni religiose, ideologiche e culturali, quanto dalle esperienze fatte e dai genitori che hai ( se ce li hai), una questione in fondo di “culo” come per il resto.

          • Rolmas

            “Durante il regno del califfo abbaside Harun al-Rashid (786-809), venne inaugurata a Baghdad la leggendaria Casa della Saggezza… Le maggiori capitali islamiche di Baghdad, Cairo, e Cordova divennero i principali centri per la scienza, la filosofia, la medicina e l’educazione. Durante questo periodo, il mondo musulmano era una collezione di culture; misero insieme e fecero progredire la conoscenza ottenuta grazie alle antiche civiltà Greca, romana, persiana, cinese, indiana, egiziana e fenicia”. Tratto da wikipedia:
            https://it.wikipedia.org/wiki/Mondo_islamico
            Esemplare fu il loro comportamento in Spagna, dove vivevano in perfetta simbiosi con ebrei e cristiani.
            Paolo Barnard offende il 99% dei musulmani, che sono oggi più di1,6 miliardi di persone disperse in tutto il mondo. Li definisce TAQIYYA, cioè bugiardi per la fede, capaci di qualsiasi cosa. Dice poi, anzi urla che “STI ISLAMICI devono avere il tempo che noi abbiamo avuto per capire cos’è la civiltà, devono avere i loro Russeau, ecc. ecc.”
            Un insopportabile e presuntuoso senso di superiorità. Come se i cristiani porgessero l’altra guancia quando offesi o non si fossero macchiati dei peggiori crimini contro l’umanità. E sto parlando di oggi, non di secoli fa. Paolo Barnard mi viene a dire che quelli sono bugiardi per la fede. I cristiani, invece, che devastano mezzo pianeta e uccidono milioni di persone? Cosa fanno poi, si pentono? Si confessano? Recitano dieci Ave Maria e sei Pater Noster per ogni persona assassinata? Si lavano la coscienza facendo la carità? Prima di morire pensano addirittura di meritare il Paradiso? Cosa fanno i cristiani per farsi perdonare di essere vissuti senza nemmeno prendere in considerazione la parola di Cristo, quel Cristo che ha ispirato la loro religione? E Paolo Barnard mi viene a parlare di ipocresia? Ma da quale pulpito viene la predica!
            Paolo Barnard, giornalista di professione, dovrebbe fare un po’ più di attenzione a quello che scrive, oppure dovrebbe scrivere soltanto quando è in sé (cosa sempre più rara). Lo dico perché le sue parole possono influenzare qualche esaltato o essere strumentalizzate da chi considera inferiori i palestinesi e quindi si sente autorizzato a sterminarli. E le sue parole da esaltato potrebbero dare ragione a quei due che l’altro ieri hanno derubato, spintonato e fatta cadere per terra una donna incinta dicendole “negra di merda, devi abortire, tornatene al tuo paese” (due cristiani, per intenderci).
            Le parole hanno un peso, quindi soppesiamole. Se cadono sulla persona sbagliata possono fare danni. E Paolo Barnard, in modo irresponsabile, getta benzina sul fuoco, alimentando un conflitto surreale con 1,6 miliardi di persone.

          • mikaela

            Lei deve supportare le sue affermazioni e non insinuare con frasi ad effetto per demolire quello che ho scritto per supportare Barnard .
            Comunque le dico che sarei andata volentieri anche in Isdraele visto che era all’atro lato della frontiera, ma non mi hanno fatto entrare.

          • Rolmas

            “Lei pretende di giudicare un articolo che non ha letto e semmai lavesse letto non ha capito”.
            “Lei deve supportare le sue affermazioni e non insinuare con frasi ad effetto per demolire quello che ho scritto per supportare Barnard”.
            Prima mi insulta dicendomi che non ho letto l’articolo e quindi parlo a vanvera o, peggio ancora, scrivo senza nemmeno aver capito quello che voleva dire Barnard. Solo lei capisce, solo lei sa, gli altri no. Lei non supporta quello che dice Barnard, dice semplicemente che ha ragione. E basta. Poco dopo mi dice che io “devo supportare le mie affermazioni”. Io devo, lei no. Io non capisco, lei si. Io non leggo, lei si. Io non so, lei si. Ma lei chi si crede di essere? Strano che non l’abbiano fatta entrare nell’unico paese rimasto al mondo, dove vige aparheid e razzjsmo di stato. Pensavo laggiù fossero benvenute le persone come lei.
            Più sotto, in risposta ad altro utente, ho postato alcune delle mie riflessioni per cui l’articolo di Paolo Barnard lo ritengo indisponente e getta benzina sul fuoco. Se non dovesse bastarle, posso continuare con altre riflessioni. Naturalmente, mi attendo qualche motivazione oggettiva, non discriminatoria, da parte sua e che non sia riconducibile a fatti da lei vissuti, non si sa quando, in che circostanze, con chi, come e perché. Se vuole fare commenti senza motivarli, sostenendo che la discriminazione di Barnard è giusta è buona, a prescindere, ci sono altri siti più adatti, li dove si insultano il miliardo e mezzo di musulmani di giorno e di notte e si inneggia alla loro espulsione dal pianeta.

          • mikaela

            Credo che una vita in giro per il mondo mi bbiano fatto acquisire tanta di quella esperienza di vita e conoscenza del prossimo che basta per dire Barnard ha ragione, Non l’ho letto su Wikipedia.

          • Rolmas

            Mi dispiace molto, ma la sua esperienza personale, per intensa e profonda che sia stata, è comunque limitata e non può essere sufficiente a giustificare la discriminazione di un quarto della popolazione del pianeta. A meno che questi 1,6 miliardi di persone che professano la religione musulmana non abbiano un patrimonio genetico diverso dagli altri 4,8.
            Ma qui, senza ombra di dubbio, si tratta di un fattore socio-culturale, e non di un fattore genetico. Quindi, il ragionamento di Paolo Barnard, in questo caso, lascia il tempo che trova, poteva tenerselo per sé, e se non sapeva cosa fare quel giorno, poteva andare a giocare a bowling, anziché scrivere stupidaggini. Ripeto, le generalizzazioni sono sempre sbagliate, ma ancor di più quando riguardano 1,6 miliardi di persone, la maggior parte delle quali vivono in pace nei quattro angoli del pianeta e non hanno alcun vincolo di sangue.
            La copia del racconto dei suoi viaggi sarà ben accetta. Ricambio i saluti.

          • DesEsseintes

            Curiosa la scelta arcaica di “Isdraele” con la “d”.

  • Rolmas

    Nel sito de El Pais c’è questo video con l’uccisione di un terrorista, il quindo secondo loro. Io, sinceramente, dopo averlo visto, non so più cosa pensare. Mi ha sorpreso il fatto che sia stato diffuso.
    https://elpais.com/elpais/2017/08/18/videos/1503057854_819526.html

  • Rolmas

    Rita Katz, SITE, Amaq: sono queste le fonti della rivendicazione dell’ISIS. Rita Katz è l’unico essere vivente cui è data la possibilità di consultare il sito criptato dell’agenzia informativa dell’ISIS, sedicente Amaq. Lei sostiene di ricavare queste informazioni dal web profondo. Rita Katz, cittadina israeliana, sionista, vicina al Mossad, sostiene oggi (vedi profilo Twitter) che l’attentato è stato rivendicato dall’ISIS e che i jihadisti festeggiano. L’informazione data da Rita Katz è ripresa da tutte le agenzie di stampa del “mondo libero” e rilanciata con forza. Non ci sono altre fonti, soltanto lei.

    • fastidioso

      Non sai che sono in collegamento in temo reale col più grande immobiliarista dell’universo ?
      Loro possono !

  • Adriano Pilotto

    Il referendum catalano è l’appuntamento più prossimo a questi atti di terrorismo: non vedo altri elementi per il ragionamento politico.
    11 marzo 2004 dovrebbe ricordare a tutti che in Spagna, a volte, la politica viene decisa dal terrore.