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Ho un amico a cui è successa una cosa terribile…

DI MEMORIE DI UNA VAGINA

linkiesta.it

Tutto quel che avreste voluto sapere da un vegano (e non avete mai osato chiedere)

Ho un amico a cui è successa una cosa terribile, assurda, pazzesca, che mi ha lasciata interdetta, diffidente, un po’ turbata persino: è diventato vegano. Non vegetariano, badate, VEGANO. Ciò significa che non solo non mangia la carne e il pesce (scelta ormai praticata da circa il 10% della popolazione italiana), ma neppure il latte, le uova, i formaggi, il burro e in generale qualsiasi alimento di derivazione animale. Ciaoproprio al 95% del nostro regime alimentare. Ciao alla PIZZA margherita. Ciao alla parmigiana di melanzane. Alle crocchette di patate. Al cappuccino e brioche al bar. Alla lasagna. Alla carbonara. All’amatriciana. Agli agnolotti burro e salvia. All’agnello pasquale. Ai tortellini in brodo. Al risottino allo scoglio. Alla cotoletta. Ciao a qualunque cosa.

Se ti invito a cena, di grazia, che cazzo ti faccio mangiare?

«Esistono alimenti sostitutivi per tutto», mi ha detto. Ma io ero troppo sotto shock per ascoltarlo, perché va fatta una premessa: io sono italiana (pure lui, in effetti) e in Italia la tradizione gastronomica, si sa, è un pillar culturale primario, legato alla convivialità, al godimento condiviso, a valori affettivi, d’appartenenza, d’identità persino; di più, sono meridionale; peggio mi sento: sono PUGLIESE. Cioè io non solo — come tutti — sono cresciuta con il classico “mangia la carne che fa bene”, “mangia il pesce che diventi intelligente” e “bevi il latte che ti fa le ossa forti”, io vengo da un posto nel quale la virilità di un uomo si misura in kg di arrosto che riesce a ingerire; non assaggiare i formaggi (la burratina, la stracciatella, i nodini di mozzarella, la scamorza affumicata, il caciocavallo) dopo la pasta al forno e il polpettone con le patate di contorno, è tipo un CRIMINE. Dove il capocollo è una fede. Dove è sempre il momento giusto per arrostire qualche spiedino di BOMBETTE. Dove nelle ricette si usa la mortadella, invece del prosciutto cotto, che così viene tutto più saporito. Dove le polpette al sugo alla domenica sono un rito più trasversale e più sacro della Santa Messa. Dove non c’è nulla che possa inebriarti quanto il profumo di una bella frittura di pesce, che se ti impregna i capelli e i vestiti va bene, non è puzza, è allure.

Va detto pure, tuttavia, che da anni sono sensibile al problema della qualità della carne e del pesce che mangiamo, che di solito, nei dibattiti sul tema, riassumo in “mangiamo la merda, gli ormoni, gli antibiotici”. Quindi l’argomento mi incuriosiva e così, con il mio amico, abbiamo fissato un pranzo insieme, in una veg-burgeria, a Milano (Flower Burger in Via Vigevano, se v’interessa), per farmi spiegare come gli è successa questa disgrazia del veganesimo.

Mi ha raccontato che è partito tutto per caso, con un paio di mesi di prova da vegetariano. Poi che è inciampato in un documentario su YouTube, poi in un altro, poi che ha letto due o tre libri sul tema, e che gli si è aperta la mente, che gli è sembrato assurdo non averci pensato prima. E come nessuno ci pensi, in generale.

«A cosa?», gli ho chiesto.

«A quanto sia insostenibile, in termini etici e ambientali, il nostro regime alimentare. E su quante menzogne si fondi, su quale radicata distorsione culturale si basino i nostri costumi a tavola. In primis c’è l’idea di aver bisogno di proteine animali, come se fossimo degli atleti, quando poi esistono atleti vegani che stanno benissimo, che le proteine le prendono dai legumi, dai semi, dalle verdure, dalla frutta».

L’ho ascoltato e mi ha spiegato che alla base del veganesimo c’è il rifiuto ideologico dello “specismo”, secondo il quale una specie (la nostra) è superiore alle altre e ha pertanto diritto di sfruttarle per sostentarsi, quando NON è necessario farlo. Ho appreso che c’è innanzitutto un tema etico, dunque. La scelta consapevole, politica persino, di non supportare l’industria alimentare che tortura, stupra, ammazza milioni di animali ininterrottamente; che, se ci pensi, un maiale non è diverso da un cane; un gatto non è diverso da una gallina; che sono tutti esseri senzienti, dotati di istinto di sopravvivenza, riluttanti a soffrire e a morire; che non arrivano in natura confezionati sotto forma di pancetta, o di salsiccia, e che prima di diventare pancetta o salsiccia, conducono una vita di merda, in cattività, fatta di costrizioni, di sofferenza, fino a essere macellati. E questo è il piano etico, per sommi capi. E vale anche per i pesci, che ci pensiamo meno, ma basta guardare un video girato su una tonnara, per capire quanto anche quella sia una vera e propria mattanza. I tonni non nascono già inscatolati pronti a farsi tagliare con un grissino.

«Ci sono quelli che sono quasi infastiditi dalla tua scelta, che la vedono come una forma di fanatismo, di estremismo, senza capirla, senza approfondire. Il razzismo all’incontrario, mi spiego? Io non pretendo di evangelizzarti, secondo me i vegani che assumono quell’atteggiamento sbagliano, perché mettono l’interlocutore sulla difensiva»

«Per non parlare dell’industria casearia – mi fa -. Di tutti i falsi miti che ci sono attorno al latte, del fatto che non esiste una sola altra specie in natura che, in età adulta, beva il latte, di un’altra specie per giunta!». In effetti, non puoi darci torto, neppure su questo punto. Come non si può negare che quello che subiscono le vacche è letteralmente uno stupro continuo. Non è che quelle il latte ce l’abbiano infinito, di default, a babbo morto. Lo producono quando sono gravide, quindi vengono continuamente inseminate artificialmente (il vitello poi viene separato dalla madre appena nato) e nel frattempo ci sono le pompe attaccate alle mammelle che ciucciano, per dare a noi la sottiletta da metterci dentro il toast.

«E se, per esempio, ti rifornisci da allevamenti etici? Se ti fai arrivare i prodotti a casa, direttamente dalla cascina?»

“Ci ho pensato, ma a parte che non puoi sapere DAVVERO come vivano gli animali, e comunque li stai sfruttando, stai condizionando la loro vita. Poi cosa vuol dire ‘allevamento etico’? Esiste un modo per ammazzare eticamente? Esiste uno stupro gentile? Ti sequestro e ti uso per i miei scopi, ma lo faccio con carineria? Non è un po’ ipocrita?”

«Ma allora non dovresti neppure indossare il piumino di piume d’oca, perché pure quelle non fanno una bella vita»

«Infatti sì. È assurdo anche che la gente si senta figa ad avere l’auto coi sedili in pelle, senza chiedersi di chi sia quella PELLE. Però è anche vero che si parte sempre da un punto, e poi si mette a posto il resto. Certo, se pensi di essere solo una goccia nell’oceano ti deprimi, ma è una scelta personale, è pur sempre qualcosa ed è di esempio».

«A questo proposito, come reagisce la gente? Per esempio, i tuoi genitori?»

«Mia madre non è mai stata particolarmente carnivora, del resto nessuno di noi lo è, biologicamente parlando. Tu non assomigli a un leone, la tua mandibola non si divarica come quella di una tigre, non hai gli artigli e i canini appuntiti. Tu assomigli più a un gorilla…»

«Molte grazie!»

«No, hai capito cosa intendo. Che vive mangiando vegetali. Banane, bambù, ed è un animale fortissimo. Mio padre, invece, mi guarda pensando che sia un fuori di testa. Ma mio padre ha 70 anni…»

«E i tuoi amici?»

«La maggior parte delle persone rispetta la scelta, molti ne sono incuriositi. Secondo me il trend aumenterà esponenzialmente nei prossimi anni o, per lo meno, me lo auguro. Naturalmente poi le teste di cazzo ci sono…»

«Cioè?»

«Quelli che sono quasi infastiditi dalla tua scelta, che la vedono come una forma di fanatismo, di estremismo, senza capirla, senza approfondire. Il razzismo all’incontrario, mi spiego? Io non pretendo di evangelizzarti, secondo me i vegani che assumono quell’atteggiamento sbagliano, perché mettono l’interlocutore sulla difensiva. Per contro però mi fa piacere se mi chiedi informazioni, e in generale mi piacerebbe se rispettassi la mia decisione senza trattarmi come un caso umano, senza fare battute ogni volta che a tavola arriva un tagliere di salumi, o qualunque altro cibo che ho escluso dalla mia alimentazione…»

«Ma, fammi capire, è come quando sei a dieta? Che arrivano le patatine fritte a tavola, e tutti si ingozzano, e tu soffri in attesa delle tue verdure grigliate?»

«No, quando sei a dieta non PUOI mangiare le patatine fritte. Io NON VOGLIO mangiare il salame. È differente».

«Ma non ti mancano gli alimenti che ti piacevano fino a 3 mesi fa?»

«A volte sì, naturalmente. Specialmente all’inizio. Poi pian piano alcune cose non rientrano più nella categoria “cibo” e viene più spontaneo»

«Perché è un lavoro culturale insomma»

«Esatto. E poi è importante non concentrarsi su ciò a cui si rinuncia, ma su ciò che si ha a disposizione; che è un UNIVERSO alimentare nuovo, ricco di cibi, alcuni anche buonissimi».

E, in effetti, il veggie burger che ho strafogato mentre ci facevamo questa chiacchierata, era davvero molto buono.

«Quindi tu vai al supermercato e trovi tutti surrogati?»

«Al supermercato e anche nei negozi dedicati»

«Costa di più mangiare vegano?»

«Io a volte mi faccio infinocchiare e spendo 50 euro di semi e bacche, ma in linea di massima no, se pensi a quanto costano la carne e il pesce»

“E quando vai a cena fuori?”

«Quello è un problema; la ristorazione non è pronta per la clientela vegana. O vai in ristoranti appositi, oppure ti trovi in situazioni in cui puoi davvero ordinare solo riso in bianco. Però, devo essere onesto, ho trovato anche ristoratori che si sono ingegnati per prepararmi una pietanza più elaborata, vegana»

«Come ti senti, fisicamente? Indebolito? Normale? Hai fatto le analisi prima e le farai dopo?»

«Le faccio il prossimo mese. Fisicamente mi sento benissimo, ho più energia, nessun disturbo digestivo, magari è un effetto placebo, ma comunque va bene! Il fatto che si sviluppino carenze è un altro falso mito. Poi a me piace cucinare, sto sperimentando nuove ricette, esistono centinaia di vegan-blog, pieni di spunti che ti aiutano a pensare piatti equilibrati, non è difficile».

«Ammetterai però che non è neppure semplice o immediato»

“Non lo è, devi documentarti un po’, studiare un minimo per garantirti di assumere tutti gli elementi nutritivi di cui hai bisogno. Ma basta avere l’apertura mentale e riformulare la propria alimentazione. Inizia una nuova stagione della tua vita, non so come dire; come quelli che fanno coming out”, conclude, sorridendo.

Tra una chiacchiera e l’altra è emerso un secondo tema legato al veganesimo, ed è quello dell’inquinamento. Pare esista il cosiddetto “agriculture pollution”, di cui si parla molto poco e che ha un impatto ambientale decine di volte superiore rispetto a quello derivato dai combustibili fossili (per questo vi rimando al documentario Cowspiracy, prodotto da Di Caprio e disponibile su Netflix).

E poi c’è il tema della salute. Che mangiare tutta questa carne e tutto questo pesce contaminati, queste uova prodotte da galline che vivono in cattività ammassate le una sulle altre, questo latte che il cagotto ce lo fa venire non a caso, ecco tutto questo forse tanto bene non ci fa.

Sono tornata a casa con diversi pregiudizi in meno e mediamente affascinata da chi fa questa scelta. Con la voglia di approfondire ancora. Di valutare l’opzione. Certo, al momento non posso permettermi di prendere alcuna decisione avventata, non a pochi giorni dal Natale in Puglia (darei un dolore troppo grande alla mia famiglia, probabilmente capirebbero meglio se mi bucassi, se battessi per vivere, se rubassi, se scegliessi di cambiare genere, se entrassi in Scientology, ma NON se rifiutassi ciò che mi mettono in tavola).

Però ci penso. E ci penserò. E una riflessione, forse, per capire meglio di cosa parliamo, dovremmo farla tutti.

 

Fonte: www.linkiesta.it

Link: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/12/31/tutto-quel-che-avreste-voluto-sapere-da-un-vegano-e-non-avete-mai-osat/32840/

30.12.2016

Pubblicato da Davide

  • massi

    “L’ho ascoltato e mi ha spiegato che alla base del veganesimo c’è il rifiuto ideologico dello specismo, secondo il quale una specie (la nostra) è superiore alle altre e ha pertanto diritto di sfruttarle per sostentarsi”
    La nostra specie mangia altre specie da sempre, come fanno in natura tanti altri animali.
    Poi le terribili condizioni di vita negli allevamenti industriali e la qualità della carne che mangiamo è un altro discorso.

    • Roberto Giuffrè

      C’è un libro fantastico Veg Pyramid, documento ufficiale della SSNV italiana.
      Lì c’è ogni dettaglio sui nutrienti, cosa fa bene e cosa male, e perché.

      Molta gente lo dovrebbe leggere. Anche perché ormai dopo 40 anni di studi si sa veramente tanto sul cibo e i suoi effetti sull’organismo.

      La nostra specie non ha sempre mangiato altre specie. Non a tutte le latitudini. Lo ha fatto solo se costretta dalle condizioni climatiche, e solo a patto di tornare alla sua dieta originaria altrimenti si ammala e muore. Questo è un dato di fatto.

      Siccome oggi ne sappiamo abbastanza sugli effetti del cibo sulla salute, non ha più alcun senso perseverare a farsi del male e fare del male ad altre specie.
      Se ne eravamo costretti era un conto, ma se non ci serve più è un altra questione.

      Vieni a mangiare a casa mia cucina vegana, non ti farò per nulla rimpiangere carne e latticini.
      Si possono veganizzare perfino arancine siciliane, lasagne e cannelloni.
      E non hanno quasi differenza se sai come prepararli.

      • massi

        Non ho la pretesa di sapere ciò che va fatto, non sono uno scienziato, ma cerco di informarmi. Come dici tu ormai si sa tanto sul cibo.
        So che mio padre ammazzava il maiale, prima di lui mio nonno, e il nonno di mio nonno, e il prosciutto “di casa” era eccezionale. E so che ho il privilegio di vivere in Italia, nel centro Italia, una terra la cui tradizione gastronomica è invidiata in tutto il mondo.
        In età adulta ho progressivamente limitato il consumo di carne, cerco di mangiare frutta, verdura, ortaggi, pesce e soprattutto legumi che mi piacciono molto, variando il più possibile.
        Sono d’accordo sul fatto che oggi la carne non ha l’importanza che aveva cento o duecento anni fa, più che necessità oggi è una debolezza e il discorso etico ci sta tutto, ma non credo riuscirò mai a rinunciare ad una bistecca di Chianina e un buon vino rosso.
        Grazie per l’invito che accetto volentieri, a me piace assaggiare qualsiasi cosa, sul fatto che non ci sia differenza ho qualche dubbio.

  • neroscuro2014

    Beh, visto che qualcosa ‘sto vegano mangia, lo specismo non riguarda i vegetali, i funghi, etc… Non mi ricordo chi lo disse: essere vegano in sostanza è non mangiare e rispettare i protagonisti dei film Disney: gli animali con gli occhioni. Altrimenti, come disse Woody Allen: sono vegetariano non perché amo gli animali, ma perché odio i vegetali!

    • Roberto Giuffrè

      Anche un mio amico mi disse non mangio tutto ciò che ha gli occhi.

  • natascia

    Senza andare molto lontano, guardo al mio passato e so di provenire da una famiglia contadina veneta e di aver vissuto nei primi anni della mia vita immersa in un cosmo sensato e rispettoso degli uomini e della natura. Non sento in me alcun rimorso per come hanno vissuto i miei antenati contadini, mezzadri e fattori veneti negli ultimi 300 anni almeno . Questa era l’alimentazione: polenta, vino, fagioli, uovo quasi tutte le sere: mezzo. Coniglio, faraona, tacchino o pollo una volta a settimana, minestre e minestroni di verdura, salame cotto una o due volte la settimana: una fetta. Veniva consumato pochissimo latte e al mattino era diffuso l’uso l’orzo. Verdure cotte, crude ,lesse, in “tecia”,gratinate, al forno, sott’olio sempre anche al mattino come i formaggi freschi della stalla. Frutta degli alberi propri e dei vicini, spanciate di uva da star male nel momento della vendemmia, fichi, cachi … anche a pranzo con la polenta . Il manzo e il vitello, solo alla feste comandate. Pesci gatto dei fossi, sardine sotto sale e baccalà. Assenza di pasta e di zucchero, ma miele…. tanto miele e con questo si producevano delle marmellate e delle confetture per l’inverno. Gnocchi di patate, rare paste all’uovo fatte in casa. Ogni prodotto o frutto o verdura derivava da semi raccolti dalla precedente produzione e ogni integrazione esterna era un fatto circoscritto, studiato, sperimentato e assimilato dopo lunghe stagioni di prove. Ogni animale era nato da riproduzioni naturali senza forzature e con regole etiche simili a quelle umane. Mancavano pomodori , sale, olio, caffè, pepe e spezie, cacao: per questi si usava il baratto. Nulla di esotico a guardare il nostro passato, ma nemmeno inquinante nè violento. Il frutto di un lento sapere umano ormai perduto. Nelle scarsità od eccessi di questa dieta si sono visti pellagra e rachitismo, ma adesso c’è di peggio. Essere vegani oggi potrebbe essere un ritorno al passato con il rifiuto agli allevamenti intensivi e al danno ambientale e sociale che essi hanno comportato a partire dagli anni ’60. Comunque se si tralascia stagionalità, la territorialità e si applica la modificazione genetica c’è molto da discutere.

    • Tizio.8020

      C’era la Pellagra perchè mancavano fonti sufficienti di acido ascorbico ed altre vitamine, ma era una dieta molto più sana.
      Potendola integrare con frutta fresca, sarebbe l’ideale.

    • Roberto Giuffrè

      Sono cresciuto in Sicilia, la dieta era molto più ricca di frutta e verdure, e la poca carne proveniva dai monti Madonie, da allevamenti naturali.
      Per me passare al veganismo è stato semplice, mia madre ha decine di ricette solo per melanzane e carciofi.
      Ciò che mi ha rovinato negli anni è stata proprio l’alimentazione industriale col cioccolato al latte, i dolci con derivati del latte, e i salumi salati e gustosi, ma praticamente tutti cancerogeni.
      E l’ho visto con mio figlio di 3 anni al quale la madre appena gli ha dato qualche wurstel o medaglione di prosciuto col famigerato nitrito di sodio ha avuto subito pelle arrossata e secca con prurito a tutto il corpo.
      Se fanno questo ad un bambino, figurati mangiandoli abitualmente per anni, avvelenandoti poco per volta…

      La dieta vegana anche se non sei vegano per motivi etici è fantastica per la salute. A patto però di evitare cibi vegani industriali, perché anche lì dove tocca la legge del profitto non gliene frega più niente a nessuno della salute della gente.

  • Servus

    E ai bambini cosa gli fanno magiare al posto del latte materno? Succo di verdure?

    • Leno Lazzari

      Qualche cretino nonché presuntuoso l’ha fatto mandando nel contesto i figli in ospedale in stato di grave denutrizione e ora ne deve rispondere al giudice e forse anche agli assistenti famigliari che potrebbero volergli togliere la patria potestà.

      • Roberto Giuffrè

        Ti ho già risposto su questa cazzata.
        Mio figlio è stato cresciuto fin dalla nascita con latte di soia specifico per neonati, è identico a quello in polvere dove la base proteica è di origine vegetale invece che animale. È cresciuto normalmente e sta fisicamente benissimo. Mai stanco, non di ferma mai giocherebbe per 12 ore di filato.

        I bambini che hanno avuto problemi non li hanno avuti per il regime alimentare, ma per denutrizione. Gli atti dei processi sono pubblici e sono lì apposta per essere letti. Non bisogna fermarsi al titolone dei giornali venduti alla propaganda dell’industria alimentare…

        • Leno Lazzari

          Un bel respiro profondo, esala lentamente, libera la mente .
          Ho scritto io stesso che si trattava di denutrizione, non sono tua sorella e le cazzate semmai le scrivi tu.
          E grazie per il consiglio su come si legge un giornale ma non mi serviva .

        • Bella di Giorno

          Fin dalla nascita? Ma lei conosce l’importanza del colostro MATERNO per il neonato? Non c’è niente che possa sostituirlo e infatti in natura è così. Altro che derivati della soia…

          • Alessandro V.

            Premesso che quelli che danno ai bambini latte di soia andrebbero internati molte madri non hanno la possibilità di allattare e nutrono i figli con latte artificiale. Mio figlio è fra questi anche se mia moglie ebbe comunque la possibilità di dargli il colostro tirandoselo visto che lui non si attaccava al seno ma ci sono madri che non hanno neanche quello e crescono benissimo.

          • Roberto Giuffrè

            La madre di mio figlio era una di queste senza latte.
            I latti vegetali a base di latte vaccino gli facevano male. Le coliche sono sparite con quello derivato dalla soia.

          • Alessandro V.

            Quindi non c’entra il veganesimo?

          • Bella di Giorno

            Allora anche quelli che vengono su a latte di soia hanno delle chance. Perché sarebbero quindi da internare?

          • Alessandro V.

            Sono da internare quelli che lo fanno per motivi etici, non per necessità.

          • Roberto Giuffrè

            Nella religione buddista c’è il concetto di compassione che ha un significato diverso da quello della nostra cultura.
            E il veganismo etico di chi ci crede veramente e non lo fa per moda, si poggia sulla compassione per qualsiasi creatura vivente anche gli animali.
            Se la scienza nutrizionale ci da tutti gli strumenti per poter vivere solo di vegetali, se la produzione e distribuzione di prodotti vegetali è capillare e ci permette di pianificare la dieta per non avere problemi.
            Ma cosa costa alla gente introdurre la compassione nella propria vita e fare a meno della carne?
            La maggior parte della gente vuole mangiare carne solo per abitudine, ma anche per dei meccanismi di dipendenza che si instaurano nei confronti dei peptidi contenuti nella carne, che reagiscono coi recettori oppioidi del cervello e danno assuefazione e soddisfazione.

          • Alessandro V.

            e quindi?

          • Roberto Giuffrè

            E quindi niente, sei libero di mangiare tutta la merda che vuoi, ammalarti come vuoi, non fare alcun percorso di crescita personale e consapevolezza, e vivere esattamente come tutte le masse che seguono istinti, abitudini, credenze (spesso false), e la dipendenza dal cibo di origine animale.

            Mentre altri l’hanno fatto, e sono in tanti, ne hanno giovato ed è stata un’esperienza che le ha cambiate come persone.

            Quindi, non spetta a me importi la dieta vegana o il percorso di consapevolezza che non serve torturare ed ammazzare animali, avvelenarsi, inquinare, ecc. Per nutrirsi.
            È un percorso che la gente deve fare individualmente.

          • Tizio8020

            Considerando che l’1% della popolazione possiede la stessa ricchezza del rimanente 99%, seguendo questa logica basterebbe eliminare loro e tutti gli altri possederebbero il doppio.

          • nekromantica

            Sono vegetariana da tre anni e progressivamente mi sto avvicinando al veganesimo, cioò che haI scritto è bellissimo e sono d’accordo con ogni singola parola.
            Purtroppo le persone non si fanno problemi su questi aspetti, anche quando si parla di politica internazionale ci si perde in discorsi riguardandi sul chi ha annesso chi, su chi vuol far la guerra, sullo spostamento di capitali… non frega niente a nessuno delle politiche animaliste di una nazione, ma anche dei diritti sociali delle persone, come vengono trattai omosessuali, immigrati, donne; sono persone completamente cieche di fronte a queste problematiche.

          • Bella di Giorno

            Ma se il risultato non cambia e lei ha la certezza che i figlioli vengano su bene lo stesso, che sia per etica o per necessità importa poco. O mi sbaglio?

          • Alessandro V.

            Francamente non saprei dire se il latte di soia ha gli stessi nutrienti del latte artificiale. Dubito. Volevo solo confutare il mito del “latte materno a tutti i costi”

          • Bella di Giorno

            A tutti i costi non ha alcun senso, perché se la madre ha dei problemi a produrlo non c’è costo che tenga, non c’è e basta, una se se fa una ragione e provvede diversamente. Ma sono casi rari. Però, potendo scegliere, il latte materno sarebbe secondo natura, perché non c’è alcuna manipolazione esterna e la temperatura, il dosaggio, i COSTI, e tanti altri pregi sono lì, messi a disposizione dalla natura. Non c’è soia, né farina lattea, né integratori, né altre cose che tengano.
            Per esempio, il pediatra di famiglia che ha seguito tutte le nascite dei miei nipoti e figli di cugini, ma come lui anche gli altri specialisti che ho sentito parlare, in convegni di biologia a cui io stessa ho partecipato in qualità di traduttrice, tutti dicevano, non so se lei lo sa, che chi è stato allevato con latte artificiale aveva più facilità (non necessariamente, ma era esposto) di presentare prima o poi delle intolleranze e allergie alle proteine del latte vaccino, oltre a una maggiore propensione a future malattie della digestione. Adesso, io le auguro che non succeda mai ai suoi figli, ovviamente. Ma, leggendo di chi lo fa per scelta ideologica, rabbrividisco per l’inconsapevolezza che regna sovrana.

          • Alessandro V.

            Il problema è che in molti ospedali fanno sentire le donne che non sono in grado di allattare delle cattive madri che non nutrono i loro figli. Ho visto mia moglie piangere e sentirsi responsabile perchè mio figlio non si attaccava e non è una scena a cui si può restare impassibili. Io e mia moglie siamo cresciuti con il latte artificiale e non abbiamo nessun tipo di disturbo. Come al solito il problema è la radicalizzazione delle posizioni.

          • Bella di Giorno

            Una cosa è non esserne in grado un’altra è sceglierlo per ideologia.
            Lei e sua moglie siete fortunati a non avere sviluppato nulla. Ma non è infatti matematico che si palesino allergie, solo ci sono più possibilità che si sviluppino. Questo io ho imparato da chi ne sa più di me.

  • vocenellanotte

    Il veganesimo è un solo un lieve disturbo mentale, associato a problemi di relazioni sociali e familiari irrisolti. Può essere tranquillamente classificato nel medesimo settore della anoressia o di ogni altra ortoressia (macrobiotica, fruttariano, vegetariano, eccetera che ce ne sono centinaia).
    Il suo successo è solo dovuto al fatto che di ammanta di un falso e tutto da dimostrare ambientalismo e di empatia per il mondo animale.
    Posto che la sua inutilità è evidente per cambiare le sorti della terra e anche le relazioni umane, direi che esso può essere ricomposto in un fanatismo para religioso. Tutto qui.
    Le ragioni che vengono esposte nel post oltre che patetiche e infantili dimostrano ancora una volta se ce ne fosse bisogno del presupposto di superiorità che anima i vegani.

    • ignorans

      Non è che i vegano siano superiori. Piuttosto il punto è che te sei inferiore, e non solo ai vegani ma anche ai macrobiotici, ai fruttariani, ecc,ecc. Ma come ti permetti di usare un linguaggio così squallido? Senza neanche provare vergogna. Chiedi scusa.

      • Gino

        purtroppo vocenellanotte ha toccato un punto fondamentale invece.
        Queste sono mode “social”. Sono pochissimi quelli che ci riflettono sopra la maggior parte, avendo “problemi di relazion i sociali e familiari” ed emotivi (aggiungo io) segue qualunque moda spunti. Forti delle convinzioni attaccate con lo sputo e più superficiali di un capello di una parrucca, la sufficenza e superiorità mostrata da questi ignoranti è veramente fastidiosa.

        • ignorans

          Caro amico, in una società inesistente, dove sono tutti in fuga, dove nessuno fa più un cazzo, dove nessuno fa più ESPERIENZA di nulla il veganesimo è interessante perché si mette in gioco qualcosa. Il risultato può essere anche un fallimento, ma l’esperienza ti ha arricchito. Oppure preferisci altri “fenomeni sociali”? C’è ne sono tanti…..andare alla partita, guardare la TV,

          • airperri

            Ma la gallina che sta all’aperto nel terreno, se le prendo un uovo che danno le faccio? Oppure se una mucca pascola in un campo, e dopo che ha finito di allattare vado e ls mungo, che danno le arreco?

          • ignorans

            Ah, ah, ah il problema nasce perché non hai stabilito qual è il tuo cibo. Qual è il tuo cibo? Non sei uno che gira per i campi così per caso. Devi decidere tutto tu

          • airperri

            ma che stai dicendo ? Ma che risposta è ? E’ una domanda molto precisa, almeno Roberto ha risposto restando in argomento.

          • ignorans

            Tu credi che il problema sia del pollo, ma il problema è tuo, non del pollo!

          • airperri

            Grazie, ora me lo segno !!! Mi hai salvato la vita !!

          • Roberto Giuffrè

            7 miliardi di individui possono fare come lei?
            Chi vive in un grattacelo di una città ha la gallina a cui rubare l’uovo? E chi munge la mucca per lui e per altri milioni come lui deve mungere a lungo tante mucche…

            Il discorso non va guardato nella scala personale, ma in quella globale.
            Dato che l’inquinamento degli allevamenti, la mancanza di acqua perché necessaria alla produzione di carne e latte, poi tocca anche lei.

            Io non sono per l’abolizione del suo comportamento. Sono per la consapevolezza che solo pochi di noi si possono permettere l’uovo fresco o il latte munto ma poco e senza toglierlo al vitello.

            E che gli altri ci dovranno rinunciare o che potranno farlo giusto solo una manciata di volte in un anno o nella propria vita.

          • Tizio8020

            Condivisibile.
            Però lo stesso discorso dovremmo applicarlo nel caso della casa, del riscaldamento, dei trasporti….
            Sicome la maggior parte delle persone nel mondo non hanno il riscaldamento, spegniamolo pure noi.
            Con questo metro, dovremmo tornare veramente all’età della pietra.

          • Roberto Giuffrè

            Ma che risposta è?
            Non si sta chiedendo di fare a meno del cibo.
            Si sta chiedendo di fare un percorso di crescita personale e consapevolezza che faccia capire che tra i cibi disponibili, quello animale è il più sbagliato, per molteplici motivazioni sia etiche che salutistiche.

            È come se dicessi che non dobbiamo spegnere il riscaldamento o di usare i trasporti, ma dei tipi di riscaldamento e di trasporto scegliere quelli meno inquinanti e più sostenibili.

            Ed il cibo rispetta queste stesse regole, sia per le risorse che si sprecano, che per la sofferenza che si cagiona.

            Se fossimo tutti vegani questo pianeta potrebbe ospitare più del doppio degli abitanti di adesso.
            Perché è un enorme spreco se per fare una bistecca da 100gr che mangi in un solo pasto ci vogliono 10kg di cereali da dare da mangiare al bovino, quando quei 10kg di cereali ci mangia per una settimana un’intera famiglia.

          • Tizio8020

            Per me gli abitanti sono già troppi adesso.
            Ma tu usi sempre la parola “scegliere”, quando invece il 90% non può farlo.
            Grazie, lo so anche io che respirare roba cancerogena “potrebbe” portare a svilupapre dei tumori, ma se sono costretto a fare quel lavoro lì, che faccio, “non respiro”?
            Lo so anche io che un’auto nuova, magari ibrida metano/elettrico inquina meno di un diesel “euro 0”, ma costa.
            Sono convinto anche io che il riscaldare una vecchia casa male isolata con , chennesò, una caldaia ad olio combustibile sia molto inquinante.
            Ma non ci sono alternative.
            E andando avanti, visto che ci stanno impoverendo, ce ne saranno ancora meno.
            “Scegliere”, è un lusso.
            Beato chi può farlo.
            Perchè non convincere tutti quelli che bevono acqua inquinata, che è “molto più sano” bere quella pulita?
            Saran mica tutti scemi…

          • Roberto Giuffrè

            Il problema è sempre poter farlo.
            Noi occidentali possiamo farlo, possiamo scegliere tra alimentazione carnea e vegana.
            Non farlo dimostra solo attaccamento cieco alla vecchia abitudine.
            Come ho sempre detto il carnivoro irriducibile è equivalente al tossico o al fumatore, non riesce a lasciare un attaccamento affettivo ad un alimento che gli da soddisfazione.

            Eppure abbandonata la carne dopo 40gg non se ne sente più tanto il bisogno, dopo 2 anni da la nausea solo il suo odore.
            È solo questione di abitudine.

          • neroscuro2014

            Le condizioni di vita di molti occidentali sono decisamente peggiorate,
            non a caso le catene di rivendite alimentari a basso costo, tipo LIDL e
            IN’s sono in piena espansione. La dieta vegana è un lusso come lo è la
            dieta Bio. Cerca un prodotto che non contenga nessun derivato animale,
            per fare un esempio: il latte disidratato è dappertutto e scusa se non
            voglio passare la giornata a cucinare e a pulire verdure. Il
            parallelismo con il Bio non è a caso. Quando una dozzina di anni fa
            incominciò quella moda, conobbi una simpatica e intelligente
            ricercatrice, madre di famiglia, che preoccupandosi della salute del suo
            bimbo mi disse che comprava solo bio e che tutti avrebbero dovuto
            mangiare così. Peccato che già allora, i prodotti bio fossero
            inavvicinabili. Oggi, mutatis mutandis, non è cambiato nulla. Compra un
            kilo di insalata, non quella bio, e dimmi se conviene rispetto a un kilo
            di petto di pollo considerando l’apporto calorico e proteico. Uno che
            deve arrivare a fine mese, fa anche questi conti.

          • Roberto Giuffrè

            Come ho già scritto, la carne costa poco perché è fortemente inventivata rispetto ad altre produzioni.
            Sennò non avrebbe questi prezzi.
            E poi diciamocelo chiaramente, oggi persone malate fanno comodo a governi e aziende della salute.

          • Tizio8020

            Più che altro il problema è che non conta nulla!
            Le indagini delle Associazioni di Consumatori hanno dimostrato che gli alimenti “bio” non hanno nulla in più, se non il prezzo.
            Sono ammessi trattamenti simili e i residui sono gli stessi.

          • airperri

            Una risposta chiarificatrice. Ecco il punto, si ragiona su larga scala, e su questo non ci sono dubbi che con 7 miliardi tutto ciò è pura utopia, non è sostenibile.

          • Roberto Giuffrè

            E chi lo dice lei?
            Ha già fatto tutti i calcoli lei?

          • barranaiek

            Se la guardiamo da questo punto di vista, la dieta vegetariana è la più sostenibile, non la vegana, come dimostrato in recenti studi scientifici. La dieta vegana non è sostenibile per 7 miliardi di persone.

          • Roberto Giuffrè

            E perché do grazia quella vegana non è sostenibile e quella vegetariana si?

            Quella vegetariana prevede anche latte e uova. Quella vegana solo alimenti di origine vegetale.

            Quale sarebbe la discriminante che rende più sostenibile quella che in più ha parti di proteine animali?

          • Gino

            l’esperienza arricchisce se la si fa consapevolmente. Le chiamavo moda “social” proprio per dire che generalmente si seguono in maniera acritica e senza consapevolezza.
            Andare alla partita puo essere un’esperienza straordinaria
            Guardare la televisione anche!
            Personalmente non vado alla partita ma non vivendo da solo mi sono adattato a vedere cose in televisione che non vedrei mai. Dopo una resistenza iniziale e una lotta, ho ceduto ma guardandole sempre in maniera “critica” (cioè consapevolmente e ragionandoci sopra) imparo e apprendo anche guardando la pubblicità del detersivo per i piatti!

          • Roberto Giuffrè

            Io sono d’accordo con lei, mi sono scontrato con vegani che mi attaccavano perché non mi importava di comprare una giacca da moto o delle scarpe in pelle, o perché nonostante la mia dieta vegana se devo cucinare un piatto siciliano dove ci va l’acciuga io quelle 44-5 volte l’anno ce la metto.
            Per cui per molte persone massificate e prive di identità diventare vegano ha lo stesso scopo di chi spende 1000€ per un iPhone da mostrare al bar.

            Sulla TV invece devo dare la mia esperienza. Ci ho lavorato come grafico, facevo al computer le scritte animate delle pubblicità. E seguivo anche i corsi interni di marketing. E quello che dicevano anche se con parole diverse era che chi desidera di più sono bambini ed adolescenti, e quindi se vuoi far spendere di più alla gente la devi tenere in questo stato, ossia stupida, ritardata. Per cui tutta la televisione è studiata per creare idioti utili al loro profitto.
            Da allora non la guardo più. Anzi non l’ho voluta nella nuova casa. E quando mia madre me l’ha voluta regalare il suo utilizzo è stato di monitor gigante per il computer e ci ho attaccato un cavo dalla seconda porta HDMI del mio computer e ci leggo dal divano Comedonchisciotte e i miei video e articoli preferiti.

    • Roberto Giuffrè

      Ehm sinceramente io quando andai a chiedere e ottenni l’invalidità per artrite reumatoide ero in stampelle con ginocchia e caviglie che non entravano negli stivaletti e dovevo usare solo scarpe ortopediche conformate.
      Da quando ho abbracciato una dieta vegana ho gettato le stampelle, il mio organismo è tornato fisicamente normale fatto salvo le dita delle mani e dei piedi ormai piegate, e non ho più bisogno di farmaci a parte 2-3mg di cortisone al giorno nel solo passaggio dall’autunno ai giorni più freddi.
      Inoltre sono aumentate le prestazioni sessuali con erezioni fino a 1 ora e 30 quasi al limite del priaprismo, con tanta felicità della mia attuale compagna, cosa che mi sognavo perfino da giovane, ed è aumentata la lucidità mentale che mi ha portato perfino a volermi iscrivere a neuroscienze cognitive.

      Sì diciamo che essere vegani è una malattia mentale, ti ammali di onnipotenza.
      O diciamo che è la dieta onnivora che obbliga a vivere come subumani!

      Carl Lewis ha recentemente affermato in un’intervista che le migliori prestazioni e i record li ha avuti nel periodo in cui era crudista fruttariano.

      In Nuova Zelanda c’è una scuola per culturisti vegani dove l’alimento principale sono le banane (biologiche ovviamente). Insomma come i gorilla, ed hanno anche risultati niente male. Pensa un po’ te quanti malati di mente che ci stanno…

      • stefano passa

        wooow la cura di tutti i mali mangiare vegano…..

        che scemi noi poveri onnivori non abbiamo capito la retta via…

        • Roberto Giuffrè

          A me sinceramente non me ne frega niente di “voi onnivori”.
          A me ha dato giovamento, e condivido la mia esperienza.
          Io non vengo ad imporla a lei, ma soprattutto non me ne frega nulla di lei!

          Certamente però mi da fastidio chi scrive falsità contro vegani e dieta vegana, dato che sia a me che a milioni di altre persone ha giovato. E ci sono 40 anni di studi che ce lo ricordano.

          • stefano passa

            cosa ci ricordano che è migliore???
            fonti???

      • Toussaint

        Sig. Roberto, se la dieta vegana assicura erezioni da un’ora e mezza “al limite del priapismo”, spero che mia moglie mai legga il suo commento. Mi obbligherebbe a seguirla con la forza, e io purtroppo ciavrei ‘na certa età!

        • Roberto Giuffrè

          E lei non gliela faccia leggere.
          Non sono il solo che parla di questo. Anche la vista, l’iride e il cristallino degli occhi migliorano in alcuni vegani.
          E la pelle, più liscia ed elastica. E il colorito, e le occhiaie. E l’alito. E i problemi di reflusso, e le emicranie che spariscono.
          E il peso, si dimagrisce lentamente ma naturalmente.

          Il discorso sessuale ok per individui che non hanno problemi psicologici, molto delle prestazioni sessuali è legato alla psiche, un vegano con problemi psicologici non li sistema con la dieta.
          Ma chi aveva sintomi da affaticamento anche nell’attività sessuale per la dieta non li avrà più da vegano. Come è migliorata la tonicità dei muscoli e della pelle, è stato lo stesso per ogni parte del corpo compresa quella lì. Il sangue è più fluido e scorre meglio anche nel corpo cavernoso.
          Tutte le popolazioni con alimentazione vegetariana hanno meno problemi riproduttivi. Non è un mistero che gli occidentali come gli americani obesi abbiano la maggioranza di questi problemi.

      • Alessandro V.

        Ci mostri gli esami clinici che dimostrano ciò che dice e altri esami su vasta scala a conferma della scientificità di tali affermazioni.

      • barranaiek

        I culturisti vegani ci saranno pure certo, ma mai tra i campioni del mondo, perché per aumentare i muscoli mangiare carne o soia non è per niente la stessa cosa. La carne è insostituibile perché contiene anche Carnosina, Cretina, Colesterolo, tutti fondamentali per la crescita muscolare. Nella soia non c’è nulla di ciò, devi assumere integratori sempre di dubbia provenienza e che non hanno la stessa efficacia.
        Quindi lei rimanga pure vegano, scelta sua a pieno diritto, ma non venga a sindacare sulla bontà della sua scelta , perché le argomentazioni che porta sono vacue, come quelle dell’articolo. La dieta onnivora rimarrà sempre superiore, a patto ovviamente di scegliere cosa si mangia, la qualità degli alimenti e in dosi moderate. La dieta vegetariana anch’essa è superiore e completa. Per la cronaca i gorilla si possono definire vegetariani, non vegani.

      • amaryllide

        Carl Lewis le migliori prestazioni le ha ottenute quando veniva drogato come un cavallo. Ormai la federazione olimpica USA ha ammesso apertamente che a Seul non c’era UN atleta pulito.

        • Roberto Giuffrè

          Ok, io ho postato un elenco di decine di atleti vegani che hanno vinto un sacco di trofei.
          Erano tutti dopati? Lei lo sa, ne ha le prove?

    • Strijbos Dave

      TROLLallero TROLLallà……

  • ignorans

    Qui ci sarebbe da discutere per un anno e mezzo e non basterebbe.
    Certo che una che si firma “memorie di una vagina”, che dice di aver paura di dare un dolore troppo grande alla famiglia, fa riflettere.

  • Leno Lazzari

    Vero, si privano anche del latte, e ci può anche stare perché da adulti pare non serva . Io per aver avuto la gastrite non lo posso, anche volando, bere . Il vegano è liberissimo di non berlo. Ma mi pongo-si pone una domanda : Alcuni vegani hanno fatto cronaca per aver ridotto a mal partito bambini in tenerissima età per aver preteso di alimentarli senza alcuna proteina animale.
    Sia come sia, reagirei in malo modo se si cercasse di impedirmi il piacere del Provolone Auricchio piccante, del Gorgonzola Gran Riserva o del Formaggio di Fossa egubino.
    Insomma, a ognuno il suo e io non giudico chi si “veganizza” e non tollero essere giudicato da un vegano .

    • Roberto Giuffrè

      I 2-3 casi ampiamente strumentalizzati di vegani che hanno creato problemi ai figli si sono poi rivelati denutrizione bella e buona. Cioè non che la dieta vegana fosse cattiva, ma proprio non gli davano da mangiare.
      I casi di denutrizione ci sono ogni giorno anche da parte di onnivori, ma quelli dai media non vengono strumentalizzati e rimangono appannaggio del tribunale dei minori e degli assistenti sociali…
      In un caso italiano si voleva proprio mettere in dubbio la valenza della dieta vegana in età pediatrica e in tribunale sono intervenuti membri della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, a togliere ogni dubbio.
      Oggi infatti la dieta vegana è accettata anche in età pediatrica e somministrata dalle materne e gli asili nido e porta la firma del prof. Leonardo Pinelli che ha +150 pubblicazioni scientifiche sull’alimentazione vegana anche in età pediatrica.

      E poi c’è la ADA (American Dietetic Association) coi suoi 70.000 membri medici, scianziati e ricercatori che dopo 40 di studi ha detto:

      “È posizione dell’Academy of Nutrition and Dietetics che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Queste diete sono adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi la gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta, per gli anziani e per gli atleti.”

      • stefano passa

        infatti nessuno sostiene che una dieta vegana è carente, solo uno deve stare molto attento a pianificare la dieta… detto questo non vedo il motivo di fare una dieta vegana

        • Roberto Giuffrè

          Beh il motivo per alcune persone è arrivato naturalmente con il diabete mellito, o molti altri malanni, allora se hanno avuto la fortuna di leggere le ultime ricerche sull’alimentazione e capire ciò che hanno letto, avere incontrato un medico di fiducia che gliele ha spiegate, allora avranno avuto motivo di passare ad una dieta vegana.

          Poi ci sono quelli che nel loro percorso di crescita di consapevolezza hanno deciso di diventare vegani per compassione nei confronti del regno animale. E non farsi complici dello specismo.

          In altre culture come quelle induiste e tibetane è molto radicato il vegetarianismo e veganesimo. Per cui per loro è del tutto naturale.
          E non mi pare che si siano estinti a causa di carenze alimentari. Anzi molti hanno una longevità elevata.

          • stefano passa

            non c’è nessuna evidenza scientifica che la dieta vegana sia migliore di una onnivora , un conto è il consumo moderato di proteine animali,
            un conto è eliminarle tutte ..

          • Roberto Giuffrè

            Ma se l’ho appena scritto che l’evidenza scientifica c’è e proviene da 40 anni di ricerche della maggiore istituzione scientifica del mondo!

            La ADA (American Dietetic Association) coi suoi 70.000 membri medici, scienziati e ricercatori dopo 40 di studi ha detto:

            “È posizione dell’Academy of Nutrition and Dietetics che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Queste diete sono adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi la gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta, per gli anziani e per gli atleti.”

            Fonte:
            http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/AND_ital.html

          • stefano passa

            ma mica dice che migliore puo ridurre il rischio di alcune patologia ma puo aumentarale su altre patologie…

            http://ajcn.nutrition.org/content/103/1/218.long#T1

      • Leno Lazzari

        Che si trattasse di denutrizione l’avevo scritto (ma che vi piglia, avete tutti la coda di paglia !?) e una dieta vegana, se non si è esperti di nutrizione e di neonatologia sfocia facilmente in carene di questo o quell’elemento . Questo è stato l’errore di alcuni e io NON HO scritto ne dato a intendere che i figli dei vegani siano denutriti .

  • Leno Lazzari

    E comunque ho 67 anni e naturalmente mi sono dato un limite di consumare carne non più di due volte a settimana per invece aumentare legumi (che mi piacciono tutti) e formaggi purché stagionati .
    E non penso affatto di privarmi del tutto del piacere della carne, purchè di qualità .

    • Roberto Giuffrè

      Il limite oltre il quale non andare con le proteine animali per non avere conseguenze per la salute è il 5% che è una volta a settimana.

      Poi ogni individuo tollera in modo differente.

      Non sono io che lo dico ma il China Study.

      Se ci si fa caso il 5% è la capacità di smaltire una sostanza non salubre per il nostro organismo che sia la carne come anche l’olio di palma o qualsiasi altro prodotto alimentare non adatto all’uomo.

      Per cui se l’organismo umano è versatile e ti permette di alimentarti di cibi che non sono i suoi, se non torna a quelli predisposti dalla natura per lui ossia frutta e verdura, va incontro a malattie.

      Che sia vegetariano lo dimostra il fatto che puoi ingozzarti di vegetali vari quanto vuoi senza sviluppare problemi. Non è lo stesso per nessun altro cibo.

      • Leno Lazzari

        Alla facciaccia del China Study il 10% che raggiungo io non mi può causare problemi perché da una parente stretta con un piccolo allevamento (cinque sei vitelloni, ottto dieci maiali all’anno) mi approvvigiono di approvvigiono periodicamente di carni così bio come non se ne comprano in nessuna macelleria “di fiducia” o Conad del menga.
        Comunque qualcosa devo averla azzeccata perché tranne lo sporadico
        antiacido la sera (colpa degli amici a cena) grazie a Dio non prendo medicamenti a differenza di tutti i miei amici e parenti coetanei .

        • RenatoT

          i medicamenti, servono solo a contrastare gli effetti dannosi del cibo che fa male. Se si azzecca il tipo di alimentazione giusta, le medicine non servono a nulla.
          Diversamente ti mettono una pezza al problema (Lo nascondono) per poi sviluppare altri problemi, spesso gravi.

  • Tex42

    Articolo interessante perchè non si concentra solo sugli effetti collaterali della scelta vegana, ma riporta anche la filosofia di fondo, cioè quella di rinnegare lo specismo.

    Io su questo non sono d’accordo. Ritengo la specie umana superiore a quelle animali e avente il diritto di mangiarle, sfruttarle ecc. ecc. ovviamente però, ogni crudeltà non necessaria andrebbe proibiti o ridotta al minimo, anche a costi di mercato maggiori (ahimè, temo sia però una utopia).
    Insomma, il mio modello, che purtroppo mi rendo conto essere forse irrealizzabile, è quella della fattoria vecchio stile, dove il contadino alleva personalmente gli animali e quando arrivato il tempo li ammazza in prima persona e se ne nutre. In questo, io non ci vedo nulla di male.

    Mi fa invece orrore l’ipocrisia della nostra società moderna, dove per alcune specie animali vige il feticismo più esasperato (cani, gatti ecc. ecc.) per altre, invece, l’unica vita è possibile è quella negli allevamenti lager. Questo è possibile perchè, semplicemente, non c’è consapevolezza di ciò che accade in questi allevamenti. Sono quasi sicuro che se ogni persona vedesse cosa c’è dietro la fetta di carne che arriva in tavola, ci penserebbe due volte prima di mangiarla.

    • Tizio.8020

      Sono considerazioni che può permettersi chi ha soldi e tempo per “scegliere” cosa acquistare e quindi, mangiare.
      Chi è già contento di poter mangiare qualcosa, ‘sti problemi non li ha di sicuro!
      Sarei curioso di sapere che lavoro svolge l’amico dell’articolista.
      E’ bello cambiar vita perchè non vuoi sopraffarre altre specie, ma in primis vuol dire che questa scelta, con lo stile di vita che comporta, te la puoi permettere.
      Credimi che chi lavora in contesti degradati, ha ben altri problemi di salute che il veganesimo!
      Mi immagino l’operaio dell’Ilva di Taranto (per fare un esempio pugliese).
      Data la roba che respirano e che li porta ad avere falde inquinate da metalli pesanti, e percentuali di morti per tumori esagerate, credo che stia peggio lui, delle altre specie…
      E credimi, ne so qualcosa.

      • Roberto Giuffrè

        Come dico sempre io, una volta il cibo biologico e salutare era la norma e alla portata di tutti anche del poveretto.

        Oggi addirittura la salute partendo dal buon cibo è appannaggio solo del ricco!
        E questo è paradossale!

        • Tizio8020

          Mi sa che conosciamo “poveretti” molto diversi!
          Nei paesi “veramente” poveri fra le due guerre, l’alimentazione tipica delle “femmine giovani” (che NON producevano ancora nulla) erano le teste dei pesci! Parliamo di paesini della campagna Ravennate, non del terzo mondo.
          Poi, nel microcosmo dello stesso paesino, c’erano gli estremi: chi si poteva permettere solo pesce, poco e di infima qualità, all’altro chi mangiava carne tutti i giorni (e quasi solo quella).
          Mi rifaccio al libro “La memoria del pane”, che parla dei paesi di S.Alberto , Mandriole e Casal Borsetti nel periodo fra le due guerre.
          Le memorie della mia famiglia dicono che l’unico periodo in cui hanno potuto mangiare le patate “salate” (invece che insipide) è stato nell’autunno del 1944 (poco prima di essere sfollati da Riolo Terme), quando un bombardamento Inglese ruppe le tubazioni che portavano l’acqua alle Terme.
          I bambini poveri quindi raccoglievano l’acqua sulfurea che fuoriusciva dalle tubazioni, e la portavano a casa, dove evniva utilizzata per bollire le patate!!!
          E questo nell’Italia che aveva conquistato un “Impero” e dove grosse fasce di popolazione pativano la fame.

          • Roberto Giuffrè

            Beh in Sicilia dove sono cresciuto io nel dopoguerra non era molto diverso, ma la Sicilia è un mondo a parte, è molto rigogliosa e non ha mai dato problemi da quel punto di vista ai suoi abitanti.

            Ma oggi non ci sono motivi.
            L’abbondanza c’è. La conoscenza c’è.
            La scelta è possibile.

            Chi si fa del male, lo fa volontariamente o per ignoranza.

            A me sinceramente non me ne frega niente degli altri. La mia scelta mi ha giovato, sono contento così.

            Non evangelizzo, non obbligo nessuno. Porto la mia esperienza e cosa scrivono ricerche, istituti di nutrizione ecc. Contro il lavoro di disinformazione dell’industria alimentare che in Italia è tra le uniche senza crisi.

        • Leno Lazzari

          Paradossale dici ?

          Io ho un’altra idea in merito . Secondo me troppe persone scambiano la pubblicità per informazione e comunque gli industriali producono in base alle richieste .

          Allego questo articolo di un amico………….

          http://www.ilgiornale.it/news/cronache/supermercato-seggio-cos-siamo-telecomandati-1346148.html

          …………sperando di farti cosa gradita.

          • Roberto Giuffrè

            È il settore in cui studio io.
            Ora gli studi su cosa fa scegliere alla gente determinate cose si fanno dentro la macchina per la risonanza magnetica. Ossia ti infilano nella macchina volontari profilati, li mettono davanti a messaggi pubblicitari o oggetti e osservano quali parti del cervello reagiscono, che sostanze vengono rilasciate nel sangue ecc.
            E davanti a questo livello di sofisticazione nessuno ha più alcun tipo di difesa.

            Ma quella che più farà incazzare gli onnivori è il fatto che la maggior parte di loro sono dipendenti dalla loro dieta.
            I peptidi della carne reagiscono coi recettori oppioidi del cervello dando assuefazione.
            I meccanismi con cui agisce la carne sono tali e quali a quelli delle altre droghe, e l’onnivoro che non riesce a smettere nonostante abbia chiari benefici salutistici, ambientali, etici, risultano essere dei tossicodipendenti.
            Si inizia a cercare articoli che gli danno ragione. Iniziano a fissarsi sulla questione B12, e hanno la stessa reazione di paura e avversione del tossico minacciato di avere tolta la dose quotidiana di “roba”.

  • sotis

    Salviamo una pianta…mangiamo un vegano.

  • Gino

    un conto è mangiare sano, ovvero limitando cibi industriali
    un conto è il discorso dell’allevamento intensivo e della tortura degli animali
    un conto è limitare le proteine animali il cui abuso porta alcuni problemi di salute
    un conto è mangiare prevalentemente verdure
    un conto è rifiutarsi di mangiare altro che verdure

    la gente, come sempre, mischia il tutto, fa un bel brodo e ci capisce cio che piu gli fa capire il main stream.
    Sono contro gli allevamenti intensivi. Non per questo mi rifiuto di mangiare carne.
    MAngio prealentemente verdure e non cibi industriali precotti
    non per questo mi rifiuto di mangiare qualche porcheria ogni tanto

    le fissazioni sono il problema.

    Se imparate ad ascoltare il vostro organismo ve lo dice lui cosa ha bisogno di mangiare
    se invece ascoltate la televisione….o le leggende…problemi vostri!!!

    ps. vi do dhe notizie strepitosa in anteprima: prima di morire la maggior parte di noii si ammalerà a prescinere dalla vita salutista che fa.
    alla fine moriamo tutti

    Citando Bill Hicks: Jim Fix l’jnventore del footing e salutista fissato, è morto d’infarto mentre faceva footing!
    Mio zio fumatore e mangiatore accanito è morto alla bellezza di 89 anni senza mai vedere un dottore.

    non significa mangiare e non fate footing…significa altro che dovreste cercare di capire da soli

    pps: amo gli animali
    m non capisco perchè le verdure si possano ammazzare senza problemi! mah

    • Enrico S.

      Sottoscrivo parola per parola!

    • Roberto Giuffrè

      Mi stupisce questa tua frase:
      “Se imparate ad ascoltare il vostro organismo ve lo dice lui cosa ha bisogno di mangiare se invece ascoltate la televisione….o le leggende…problemi vostri!!!”

      Io da studente di neuroscienze ho imparato che nello stomaco ci sono quasi più terminazioni nervose che nel cervello, e seguono abbondantemente degli stimoli primordiali che hanno origine nell’infanzia e nell’educazione.
      Cioè i sapori e le sensazioni con cui siamo cresciuti.

      Ma se cresci con l’alimentazione industriale, i sofficini, i medaglioni di prosciutto che sono al 50% carne avariata e rilavorata, e il resto proteine del latte, fecola di patate e conservante E250 nitrito di sodio, quando sarai adulto il tuo organismo ti dirà che vuole quello con cui sei cresciuto, che non è necessariamente ciò che ti fa bene fisicamente, ma ciò che ti fa stare bene psicologicamente.

      È un inganno della psiche, ma anche una questione fondamentale!

      Per questo non riesco ad accettare il tuo “ascoltare il vostro organismo, ve lo dice lui di cosa ha bisogno” perché se sei cresciuto con la merda lui ti dirà che ha bisogno di merda.

      • Gino

        a me stupisce che uno studente di neuroscienze (o comunque di scienze e de corpo umano in generale) abbia così poca “fiducia” dell’organismo umano!!!

        Hai detto comunque bene, parlando di “stare bene psicologicamente”.
        Questo è quello che accade e che ci fa mangiare e nutrire male. (o drogare o farci altro male)

        Ma se non ascolti la “psicologia” ma il tuo organismo, insisto, lui ti dirà di cosa ha bisogno.
        Devi andare oltre la parte psicologica del benessere istantaneo.
        Se un cibo (o una sostanza) è dannosa è dannosa perchè fa un danno. Se ascolti l’organismo riuscirai a sentire quel danno che molte volte è evidentissimo ma viene oscurato dalla parte “psicologica”.
        Prendiamo l’esempio dell’acool (o altre droghe).
        Il danno indotto dal’alcool lo si sente gia dopo una media sbornia, l’indomani mattina!
        Ma la parte psicologica non frega tutti.
        La maggioranza di noi è in grado di capire che il danno è superiore al benessere.
        Solo una minoranza mette da parte il danno e si fa imbrigliare dal benessere psicologico e diventa alcolista
        Vale per tutto e anche per il cibo.
        Mi piace molto la nutella e cioccolata in genere. Da anche del benessere fisico e psicologico.
        Non per questo non riconosco banalmente che ho l’intestino gonfio e irritato, se esagero, e l’indomani a riprova, farò la sciolta.
        Stessa cosa vale per l’eccesso di carne, di pasta, di panini del macdonald, di cocacola etc etc etc
        E’ molto a molto piu facile di cio che sembri!

        • Tizio.8020

          Per favore, non confondiamo “Nutella” con “cioccolata”.
          La nutella e tutte le creme spalmabili sono composte di : olio (di palma!), zucchero, nocciole, cacao”.
          Sostanzialmente merda, inutile e dannosa.
          La cioccolata è composta di zucchero, pasta di cacao e burro di cacao.
          Non ci puoi campare, ma non è paragonabile all’olio di palma.

        • Roberto Giuffrè

          Ok mi hai convinto, statistica degli ultimi giorni il 40% dei giovani inglesi si ammala di una qualche malattia oncologica sotto i 25 anni.

          Il 40%! Siamo a quasi la metà, e sotto i 25 anni. Se poi tieni anche conto che quelli che ce la fanno dopo la chemio hanno ancora un’aspettativa di altri 5 anni prima di riammalarsi…
          Statistiche ufficiali ah, mica mie invenzioni.

          A nessuno di loro l’organismo ha parlato o sono stati tutti sordi?

          Oppure è come ho scritto io, che se cresci mangiando merda il tuo organismo inconsciamente sarà convinto che l’unico cibo adatto è la merda e continuerà a ricercare merda. Anche se quella merda ti porta alla morte.

          C’entra la psicologia, c’entrano le neuroscienze!
          Conoscerli serve a tutti, come serve conoscere cosa è il cibo, cosa fa bene, cosa fa male.

          Oggi in nome del profitto sullo scaffale c’è tutto, anche la merda e i veleni. E viene lasciato alla gente il capire come districarsi quando fa la spesa. Armarsi di lente di ingrandimento per leggere gli ingredienti scritti piccolissimi, di tabelle comparative per capire cosa è un conservante E250. E l’industria alimentare chiede sempre più di non dichiarare se è OGM o poter nascondere il veleno nelle diciture generiche come “aromi”.

          Tu potrai ascoltare quanto vuoi il tuo organismo, ma se lui ti dice che ti stai avvelenando, ti ci vorrà parecchio tempo per capire sotto quale sigla è nascosto ciò che ti sta avvelenando… Ed allora quando l’avrai scoperto magari sarà troppo tardi… E prova a farti risarcire da chi ti ha avvelenato!

          • Gino

            aspetta non postare statistiche sul cancro. Non sempre il cancro è dovuto a ciò che mangi e a come ti avveleni da solo. ma ci sono dentro molti fattori.

            Se cresci mangiando merda il tuo organismo inconsciamente continuerà a cercare merda. Si!
            Ma se questa merda ti fa del danno il tuo organismo lo subisce questo danno. E se lo subisce reagisce di conseguenza. e se reagisce di conseguenza lancia dei segnali che possono essere riconosciuti o no, ascoltati o no.
            Questo non significa che non ti ammalerai mai.
            Significa che il tuo organismo reagisce alle cose e se riesci a capire come reagisce mangi meglio.
            Una cosa banale è il senso di sazietà. Tutti siamo portati a dare due o tre (almeno) bocconi in più se mangiamo una cosa che ci piace. Ma l’organismo reagirà al troppo cibo. Sempre! Non puo non farlo! Puoi abituarti a ignorare quei segnali, o puoi imparare ad ascoltarli.
            Mi sembra una cosa logica.
            La chimica e la fisica funzionano anche nell’organismo umano. A un’azione corrisponde una reazione. Sempre. Al”veleno” (in genere e per semplificare) l’organismo reagirà chimicamente sempre (non puo non farlo). ripeto sta a noi imparare ad ascoltarlo. Certo poi imparare troppo tardi o anche imparandolo non significa che non ti ammalerai o che sceglierai sempre di seguire il buon senso. In fondo siamo umani!

          • Roberto Giuffrè

            Si ma diventa una lotta contro la psiche, l’inconscio vuole la merda, l’organismo sta male, l’intelletto ti aiuta e soffoca la psiche, ma nei momenti di crisi la psiche prende il sopravvento.
            Vivere in questo modo è molto stressante. Ne sto leggendo di studi e documenti su queste questioni.

            La tradizione alimentare deve essere alla radice nel non creare individui malati psichicamente e fisicamente. E la tradizione occidentale è piena di Nutella, sofficini, salumi, latticini, e cose che anche di qualità non ti permettono di mangiarli a lungo. Specie i derivati del latte e i salumi anche artigianali.

            Poi come ho scritto nel mio messaggio, mangi con veleni nascosti dall’industria alimentare che ti dice che non fanno male, magari dentro sigle e diciture che non capisci per cui non riesci a capire dov’è la fonte del malessere… Vedi celiaci che non hanno ancora la forma conclamata e dai sintomi più palesi della malattia.

          • Gino

            la lotta contro la psiche è una questione fondamentale e nello sviluppo ed evoluzione di una persona.
            Viviamo separati in due, ragione e istinto. venire a capo di questa “faccenda”, in maniera totale e definitiva non è una cosa facile e solo una ristretta minoranza ci riesce. si entra nella “metafisica”, nella “filosofia” e “religione”. Comunque concordo con la sostanza del tuo messaggio

          • Roberto Giuffrè

            No no la lotta con la psiche è questione risolta, ma che non fa comodo a nessuno divulgare.
            EFT, PsychK, iponosi regressiva e altre tecniche di riprogrammazione dell’inconscio sono argomenti attuali di epigenetica, psicologia, neuroscienze.

            Diciamo che solo chi ha i soldi e le conoscenze può stare bene, come chi ha i soldi si compra il cibo bio e sta meglio.
            Chi ha i soldi esce da malattie come il disturbo borderline di personalità o da quello narcisista che comportano fino a 5 anni di cure psicoanalitiche intensive e costose.

            La malattia è un business e la salute ormai costa esattamente come tutte le altre cose.

            Il capitalismo mercatista vive di penuria. Qualsiasi cosa ce ne sia poca in giro fa guadagnare, come i diamanti in eccesso vengono distrutti per tenere i prezzi alti, lo stesso lo si fa con i prodotti agricoli quando c’è stata buona produzione e i prezzi crollano.
            E lo stesso sarà anche con la salute e il buon cibo.

          • Gino

            La lotta con la psiche non si risolve completamente con le cose che hai citato . Quelle possono servire per risolvere le questioni patologiche. LA lotta alla quale mi riferisco è insita in ognuno di noi e si risolve solo quando il modo di vedere la questione è totalmente stravolto. Come dicevo ha piu a che fare con la filosofia e la religione che con la medicina o la psicologia o psichiatria. Ha a che fare con il “conosci te stesso” e la realizzazione di sè.

          • Roberto Giuffrè

            Il processo di consapevolezza è molto complesso.
            Il vegano etico per davvero non quelli che lo diventano per acquisire un’identità fuori dal “branco” degli onnivori, non fa proseliti, non attacca gli altri, ecc.
            Lui ha sviluppato la compassione (nel significato buddista del termine) per il regno animale, ha raggiunto un equilibrio tale e le conoscenze per sapere che può vivere meglio con il proprio corpo e la propria coscienza senza fare uccidere animali.
            Io ho iniziato con la questione salutista, ma inizio a capire cosa voglia dire non voler cagionare sofferenza a nessuno.

            Il percorso di consapevolezza ricopre ogni sfera della persona e della sua coscienza. E passa anche dalla presa di coscienza che la felicità proviene dalle relazioni umane armoniche, non dall’accumulo seriale di denaro, né dal ricoprirsi di oggetti per lo più inutili.
            Ma la felicità proviene anche dall’armonia con la natura e il regno animale. Ed anche quello vegetale. Che va rispettato in egual modo coltivando nei modi e tempi corretti, senza chimica e senza forzature, poiché se perdi quell’equilibrio poi ti si rivolta contro nei modi che tutti sappiamo con OGM, pesticidi, moria delle api, ecc.

    • ignorans

      Ma non fai audience. Quindi la tua esperienza è tua e basta. Se hai fatto delle esperienze interessanti restano a te e solo a te. Quindi puoi condividere ben poco.

      • Gino

        credo di non aver afferrato.
        di che esperienza parli?
        Perchè le fissazioni sono necessarie?

        • ignorans

          Mi riferisco alla tua descrizione dei tuoi gusti alimentari e di come sei arrivato lì. Anche se ci fosse qualcosa di valido, non lo condividi.
          Le fissazioni sono necessarie perché si deve anche sbagliare.

          • Gino

            “Le fissazioni sono necessarie perché si deve anche sbagliare.”
            Si ok! è vero.
            Se dovessi condividere su questo forum andrei molto fuori tema.
            mi limito a stimolare riflessioni.

    • Filippo Gregoretti

      Completamente d’accordo. Mangio vegano, ma quando le circostanze lo impongono, o le rare volte che mi va, mangio anche altro. Ammetto di essere stato ossessionato tanti anni fa. E soprattutto, di essermi identificato nel “vegano”. Grazie a Dio si cresce. Un saluto.

  • clausneghe

    Il discorso fila, ma nel mio caso specifico inciampa nella logica..
    Mi spiego: In casa abbiamo dieci gatti più una pastora maremmana di 40kg e tutti vogliono mangiare carne, solo carne.
    Ora, io amo molto gli animali anche se un tempo fui cacciatore e pescatore, ci si ravvede e ci si migliora, non è questo il punto, il punto è che anche se io sono diventato quasi vegano, (mia moglie lo è del tutto), i maialini i vitellini eccetera ecc.vengono ancora uccisi per soddisfare i bisogni carnivori della mia “famiglia” e lì casca l’asino.
    Ovvero se voglio davvero essere vegano e non causare più morte e sofferenza negli animali, devo mollare cani e gatti, loro di diventare vegani non gli va proprio.
    Allora, rispetto per gli animali ma non fanatismo intransigente e illogico.

    • Roberto Giuffrè

      Il cane è onnivoro può vivere senza carne, il gatto è carnivoro non può farlo.

      La questione non è tentare di cambiare la natura di una creatura vivente.
      Ma quella di ascoltare quale è la vera natura nostra.
      Se per il gatto è inevitabile essere carnivoro, per l’uomo no, perché dopo 40 anni di studi nelle scienze dell’alimentazione ora può scegliere e sa benissimo di poter vivere meglio senza mangiare proteine animali.

      Anche per te cosa ha dichiarato la ADA dopo 40 anni di studi:

      “È posizione dell’Academy of Nutrition and Dietetics che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Queste diete sono adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi la gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta, per gli anziani e per gli atleti.”

      Basta non ha più senso pensarci. All’uomo le verdure ed al gatto, pazienza, ancora la trippa. Ma solo per lui…

    • Tizio8020

      Per curiosità, legiti la lista ingredienti di un comune mangime ” croccantino” per gatti.
      Vedrai che di carne ce ne è ben poca.
      Leggerai: “cereali, carni e derivati 4%, sottoprodotti di oriigne vegetale, olii e grassi etc etc.
      Il 4%!!!!
      Mi sa che siamo mooolto più carnivori noi.

  • nicolass

    sono un ex carnivoro pentito… mangiare carne, ma anche uova, latte e derivati appartiene, infatti, alla mia vita precedente quando il cibo doveva servire solo a riempirmi la pancia e a ottenebrare i mie sensi senza tanti rimorsi. I dubbi di Vagina, che tra l’altro seguo con piacere da tempo, non possono che farmi contento perché troppa gente ancora si rimpinza di porcherie senza un minimo di vergogna. Mangiare è un fatto culturale, infatti se fossimo cinesi sarebbe per noi perfettamente normale mangiare i cani, mentre se fossimo induisti per noi le vacche sarebbero sacre. Fatta questa doverosa premessa, la nostra cultura è permeata dal carnismo o se volete dallo specismo, ovvero dalla pretesa che l’uomo abbia il diritto di sfruttare gli animali, uccidendoli, torturandoli e seviziandoli in quanto esseri inferiori. Questo ha portato all’attuale sistema di produzione di carne, pollame, uova e latte dove gli animali sono solo ingranaggi di una fabbrica infernale della morte il cui fine ultimo è il profitto. Animali rinchiusi in capannoni lager senza mai vedere la luce del sole, nutriti con mangimi ogm, imbottiti di ormoni e antibiotici. Nessuno sano di mente potrebbe pensare che l’attuale sistema di produzione industriale di carne, uova, latte sia salutare per l’uomo, ma è l’unico sistema di produzione possibile se la gente non è disposta a rivedere le proprie scelte alimentare. La carne uccide, quella rossa è stata dichiarata potenzialmente cancerogena dall’OMS (organizzazione mondiale di sanità), le carni trasformate (insaccati, affettati, prosciutti etc.) sono stati invece dichiarati cancerogeni al pari del fumo di sigarette. Il consumo di latte e derivati aumenta il rischio di cancro al seno nelle donne e di cancro alla prostata negli uomini. Le malattie legale all’alimentazione sono in aumento nei paesi occidentali: malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione arteriosa, obesità, cancro. Per contro i vegetariani soprattutto i vegani hanno un’incidenza molto minore dei fattori di rischio legate a tutte queste malattie. I vegetariani/vegani sono mediamente più magri, più sani e vivono molto più allungo degli onnivori e ormai le evidenze scientifiche in tal senso sono schiaccianti. Ci sono in USA famosi medici e scienziati che da tempo cercano di informare la gente dei benefici in termini di salute che una scelta vegana comporta alcuni nomi: Colin Campbell, Esselstyn, John MacDougall, Pritikin, Joel Fuhrman e tanti altri. Alcuni di questi studiosi hanno dimostrato che il semplice passaggio da un’alimentazione onnivora a una esclusivamente vegetale integrale riduce in maniera esponenziale il rischio di infarti e ictus, permette di guarire dal diabete mellito, previene l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, riduce in maniera sensibile il rischio di cancro al colon retto, alla mammella, alla prostata etc.. Abbiamo di fronte una scelta.. possiamo scegliere di continuare a mangiare cibi non adatti alla nostra specie (carne, uova, latte e derivati) con la consapevolezza che questo ci farà inevitabilmente ammalare e allora dovremo ricorrere alla cure mediche con la speranza che questo basti a salvarci la vita, oppure possiamo prenderci la responsabilità di quello che mettiamo nel nostro piatto scegliendo attraverso un’alimentazione vegetale e integrale di non ammalarci e di garantirci una vita lunga e in salute. In fondo si tratta solo di scegliere ma è proprio questo che fa paura a tanta gente.
    Scegliere di non nutrirmi della sofferenza di nessun essere vivente è stata la scelta più importante della mia vita, è stato un riallineamento con l’universo e la parte più intima della mia essenza. Sono in forma, in salute e pieno di energia.
    Ps. il sistema ci vuole confusi, deboli e malati e il carnismo è perfettamente funzionale allo scopo.

  • stefano passa

    gli altri animali non bevono il latte… vero.. non prendono neanche i farmaci…. non si vestono ecc ecc ma che razza di discorsi…
    per quanto riguarda il mangiare merda… cosa credono i vegani, che nell’agricoltura non si usino prodotti chimici???

    • Roberto Giuffrè

      Dipende da che vegano hai preso come esempio…
      Il vegano etico non mangia animali per non arrecare sofferenza.

      Io sono vegano salutista, degli animali mi interessa relativamente, ed infatti sto attento anche agli alimenti vegetali.

      In fondo le patatine fritte sono vegane!

    • nicolass

      per quanto si possano utilizzare fertilizzanti e pesticidi in agricoltura non c’è minimamente paragone tra le sostanze tossiche che possono concentrarsi in una mela o in cespo di lattuga rispetto a quelle che invece si concentrano in un chilo di carne… Il carico di inquinanti e tossici nella carne è enormemente più concentrato che quello presente nei vegetali a parità di peso.

      • Roberto Giuffrè

        Aggiungiamoci quelle che si formano durante la cottura.
        Oltre i 110 gradi si formano glicotossine, nella frittura le HCA ammine eterocicliche e nell’arrosto gli idrocarburi policiclici aromatici.
        Anche i vegetali le producono ma il rapporto è 1/10 o 1/20 a seconda del metodo di cottura.

        Mangiar bene passa anche attraverso la conoscenza non solo del cibo, ma anche di come prepararlo.
        Nel soffritto il trucco è tenere sempre un bicchiere d’acqua da aggiungere perché l’acqua bolle a 100 gradi e finché è nel fondo impedisce al soffritto di salire oltre i 110 gradi e produrre glicotossine.

        Un testo interessante dove ho imparato queste cose ed ha tutti i riferimenti bibliografici “Jacqueline Lagacé – L’alimentazione antidolore”:

        https://www.amazon.it/Lalimentazione-antidolore-Jacqueline-Lagacé/dp/8868362856/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1483794783&sr=8-1&keywords=l+alimentazione+antidolore

        • nicolass

          le nitrosamine sono sostanze cancerogene che si formano con la cottura della carne a partire dal nitrito di Na e dalle ammine eterocicliche…. i nitrati e nitriti sono presenti anche nei vegetali che li assorbono dal terreno, però, affinché si formino le ammine eterocicliche è necessaria la presenza di una sostanza chiamata carnitina che si trova solo nella carne. Per cui nella cottura dei vegetali non si sviluppano sostanze cancerose a differenza della carne.

          • stefano passa

            https://it.wikipedia.org/wiki/N-nitrosammine

            tali nitriti trovano le condizioni ottimali per produrre N-nitrosammine all’interno dello stomaco o tramite trattamenti di cottura quali la frittura o l’arrostitura. Il possibile introito alimentare di nitrosammine può derivare da diverse fonti, quali ad esempio la birra, i vegetali, il pesce, la carne, i salumi e i formaggi.

  • stefano passa

    ll veganesimo è una religione. Comprende le principali caratteristiche di tutte le religioni:
    – il concetto di peccato (“mangiare carne = uccidere animali”);
    – il progetto di salvezza (“non mangiare carne = salvare il mondo”);
    – la distinzione fra puro e impuro;
    – la divisione fra fedeli che si salveranno e infedeli che bruceranno all’inferno;
    – le norme rituali (questo sì, questo no), codificate da una classe sacerdotale (i bloggers);
    – il proselitismo (basta andare a cena col vegan medio);
    – i testi sacri (di solito “Il dilemma dell’onnivoro” di Michael Pollan, ma in epoca di internet non esiste un solo testo sacro, quanto una molteplicità di siti incaricati di diffondere e mantenere il Sacro Verbo Vegan).

    • nicolass

      se il veganismo è una religione il carnismo cos’è?
      -la pretesa che l’uomo abbia il diritto di uccidere, seviziare, maltrattare tutte le altre specie viventi in quanto essere superiore
      -la principale causa della deforestazione nel mondo per creare pascoli per il bestiame e per coltivare mangimi ogm con cui nutrire gli animali da allevamento
      – la principale causa delle malattie cronico degenerative dell’età moderna (malattie cardiovascolari, tumori, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia)
      -la principale causa di fame nel mondo… se tutti fossimo vegetariani nessuno al giorno d’oggi sarebbe costretto a morire di fame perché ci sarebbe cibo per tutti
      – la principale causa di inquinamento nel mondo è l’allevamento intensivo del bestiame
      -la principale causa di perdita di biodiversità perché l’habitat naturale viene distrutto per fare posto ai pascoli
      -la principale minaccia alla sopravvivenza del pianeta
      Certo che è proprio furbo fare del carnismo la propria religione … è il modo migliore per scavarsi la fossa con le proprie mani

      • stefano passa

        noi non siamo “carnisti” ma onnivori, un conto è criticare l’attuale sistema di produzione di cibo, un conto è abolire le proteine animali dalla dieta…
        tra l’altro non creda che l’agricoltura non inquini…
        altra balla secondo lei il diabete deriva dall’eccesso di zuccheri o da proteine?? l’ipertensione da cosa deriva???
        per quanto riguarda la fame nel mondo.. le risulta che manchi il cibo o manca l’accesso al cibo???
        la principale causa di inquinamento nel mondo sono gli allevamenti???
        hahahahahahahahah vabbe ho capito lei ripete a pappagallo quello che dicono i sacri testi vegani

        • nicolass

          – il carnista è colui che si nutre di animali proprio come un onnivoro.. chiaramente questo non vuol dire che il carrista/onnivoro si nutre solo di carogne
          – le proteine animali sono le principali responsabili delle malattie croniche degenerative, infatti, la dieta occidentale si caratterizza per l’eccessivo carico acido che l’assunzione di cibi animali comporta.
          – le proteine sono presenti anche nei cibi vegetali: 100 grammi di broccoli appartano più proteine che 100 grammi di carne.
          -le pratiche agricole inquinano anche se l’agricoltura biologica è più rispettosa dell’ambiente, ma niente inquina di più delle eiezioni degli animali allevati negli allevamenti intensivi. Anche in termini di emissioni di CO2 gli allevamenti intensivi inquinavano più di tutti i mezzi di trasporto messi insieme (auto, treni, navi. aerei). Fonte FAO.
          -il diabete deriva da un eccesso di zuccheri nel sangue ma forse ignora che l’organismo è in grado di trasformare l’eccedo di proteine della dieta in glucosio quindi in zuccheri
          – a me risulta che in africa e in molte altre zone del terzo mondo i bambini continuino a morire per la fame o per malnutrizione… pensi se quei cereali che vengono utilizzati per ingrassare i maiali e i vitelli che finiscono nel suo piatto venissero, invece, utilizzare per sfamare chi muore di fame… se tutti fossimo vegetariani non ci sarebbe la fame nel mondo
          -l’ipertensione è causata da un eccesso di Na (sodio) nella dieta e gli alimenti più ricchi di sodio sono proprio le carni trasformate

          • stefano passa

            forse si dovrebbe informare meglio…
            le proteine non vengono trasformate in zuccheri,dal corpo umano
            i broccoli contengono pochissime proteine ,casomai sono i legumi che contengono proteine vegetali
            gli allevamenti intensivi non producono CO2 ma metano….
            INSIEME alle coltivazioni di RISO noto alimento animale…

          • nicolass

            non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire… non se la prenda se considero perfettamente inutile continuare a risponderle. Saluti.

          • stefano passa

            bhe certo da uno che dice che i broccoli sono pieni di proteine è un tutto dire…

          • Tizio8020

            Non cambierebbe nulla.
            IL problema dei poveri è di esser poveri.
            Pensa che se domani sparissero per incanto i carnivori, i ricchi comincerebebro a distribuire denaro?
            Se fosse un problema di utilizzo, basterebbe dare la carne ai poveri!!!

            Non mischiamo la povertà con altre cose.

        • Roberto Giuffrè

          La ASL di Milano ha formato 1000 medici in giro per la Lombardia per prescrivere diete vegane ai diabetici perché guarirebbero o starebbero molto meglio.

          http://www1.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Salute-Asl-Milano-a-medici-prescrivete-dieta-vegana-ai-diabetici_314256700116.html

          Il dr. Gabriel Cousens di una clinica in Arizona che promuove la dieta come mezzo per curare questa malattia ha 5 casi di diabete di tipo I guariti con diete crudiste fruttariane che l’associazione americana sul diabete si rifiuta di riconoscergli, dicendo che si tratta di errate diagnosi o addirittura di meriti da attribuire ai farmaci che quei malati hanno preso per qualche periodo della loro vita.

          • stefano passa

            hai letto l’articolo….
            dieta vegana 65% carboidrati a basso valore glicemico
            dieta onnivora 60-70% carboidrati e grassi monoinsaturi….
            ti pare una comparazione fatta bene???
            il diabete deriva dall’apporto dei zuccheri……. non dalle proteine animali…
            infatti oltre a milano nessuna asl ha fatto una cosa del genere….

          • Roberto Giuffrè

            C’è in giro quel film interessante “Simply raw, reversing diabetes in 30 days”, che in Italia è conosciuto con “Crudo e semplice, fermare e guarire il diabete senza farmaci e insulina”

            https://www.youtube.com/watch?v=zCnz1R_Lin4

            Che fa seguire per 30 giorni la cura della malattia a un gruppo di diabetici e obesi americani a cui viene somministrata una dieta vegana crudista per 30 giorni.

            Sono moltissime le persone che ci sono riuscite nello stesso modo.
            Solo a voi stupisce o non conoscete questi documentari.
            Eppure uno dei pazienti del film Kirt Tyson che nel frattempo si è laureato in medicina anche lui, era un diabetico tipo I che ha avuto totale remissione, che è venuto spesso in Italia in convegni a parlare della sua esperienza.

            Con remissione non parlo di guarigione, parlo della sparizione dei sintomi e la cessazione dell’obbligo dell’utilizzo di farmaci. Ma non dei controlli periodici e il rispetto dello stile di vita che ha portato alla remissione.

            Il diabete va più facilmente in remissione se si tolgono le proteine animali.
            Per quello la ASL di Milano ha seguito quella strada.

          • stefano passa

            va benissimo una dieta che contiene il diabete, ora pero mi dovrebbe dimostrare cosa c’entra l’eliminazione delle proteine animali
            se io prendo una persona (come dice nel video) che mangia 68 kg di zuccheri l’anno e gli do una dieta vegana a base di cereali integrali poca frutta (anche quella contiene zuccheri) verdure ecc ecc è normale che la glicemia si abbassi…. ma non è l’assenza delle proteine animali che determina l’abbassamento ma la quasi assenza di zuccheri….

    • Roberto Giuffrè

      Si si vabbè sempre a ripetere la stessa cazzata ripresa da siti che difendono lo status quo.

      Il veganismo è una dieta.
      Alcuni la trasformano in religione perché è caratteristica di molti individui lo scegliere una ideologia per scopo identitario.

      Per lo stesso motivo potrei dimostrarti come per molte persone diventa una religione il motociclismo, l’aeromodellismo, la filatelia e qualsiasi altra passione portata all’estremo.

  • CarloBertani

    Concordo che una dieta vegana può essere migliore di un’abbuffata di carne: per quel che mi riguarda, è una questione di misura. Sono un orticoltore da mezzo secolo, e so di quel che parlo. C’è, però, un problema politico di non facile soluzione.
    Solo nel 2016, la Regione Liguria ha stabilito in 23.000 il numero dei cinghiali da abbattere, senza contare i caprioli. Come si risolve?
    Riportare l’equilibrio naturale? La vedo dura. Immettere dei predatori? Bisogna rivedere la normativa sulle armi e poi…facciamo degli immensi zoo a cielo aperto?
    Le zone collinari stanno andando incontro ad un inevitabile spopolamento, e non basta agire sui costi delle abitazioni. La tradizione orticola degli italiani sta sparendo nelle nuove generazioni, e chi ci assicura che, domani, non sorgano delle multinazionali del veganesimo, che turlupinino le persone come oggi fanno con gli altri alimenti?
    Non lo dico per partigianeria, né di una parte e né dell’altra, ma la gente non coltiva più anche perché caprioli e cinghiali si mangiano tutto, servono a poco le recinzioni.
    Insomma, un problema in più da risolvere.

    • Nicolass

      un problema alla volta… partendo dal presupposto che è l’uomo spesso l’origine di tutti i mali. La natura è capace invece di autoregolarsi da sola.. ad un aumento di una specie di solito corrisponde l’aumento dei predatori naturali di quella specie in maniera tale da mantenere in equilibrio l’ecosistema. Non credo che abbattere cinghiali e caprioli possa essere la soluzione adatta, almeno nel lungo periodo. Sicuramente sarebbe più etico reintrodurre in natura il lupo che è il predatore naturale di queste specie e creare delle zone in cui la natura possa fare il suo corso. Il problema è l’eccessiva antropizzazione del territorio e non il contrario. Con tutto il rispetto in termini evoluzionistici e di preservare l’habitat naturale, la creazione di un luogo dove gli animali possano vivere senza essere costretti alla vicinanza forzosa con l’uomo, è più importante del suo pezzettino di orticello.
      Per quanto riguarda il pericolo delle multinazionali del vaganesimo è reale e concreto, ma questo sta alla singola persona sottrarsi alle leggi del mercato e vivere la propria scelta etica e salutista nel modo appropriato. Le faccio un esempio: una nota industria del latte da qualche tempo ha affiancato al latte vaccino e allo yogurt tradizionale la vendita di latte di vegetale e yogurt alla soia. Chiaramente questa è una strategia di mercato che ha finalità esclusivamente economiche e non ha nulla a che vedere col veganesimo. Però nulla ci vieta di comprare quel latte o quello yogurt e magari scegliere di produrci il latte in casa a partire dai fagioli di soia. La sfida più grande è diventare consumatori consapevoli.

  • nicolass

    Per i maschietti…. passare da un alimentazione carnea a un’alimentazione esclusivamente vegetale e integrale consente di ritrovare e/o mantenere la potenza sessuale dei tempi migliori. Adottare un’alimentazione vegetariana, meglio se vegana, per un periodo di tempo sufficientemente lungo permette, infatti, di avere erezioni più stabili e durature… per la felicità delle vostre signore. Anche qui la scorciatoglia è assumere farmaci contro l’impotenza come il Viagra, ma avere la possibilità di ritrovare il proprio vigore sessuale senza cedere alla sirena della chimica non ha prezzo e aiuta la propria autostima.

  • Filippo Gregoretti

    C’è anche chi, come me e mia moglie MANGIA vegano ma non E’ vegano. Non è un’identità, ma una semplice dieta. Apprezziamo la tradizione culinaria, e quella volta che andiamo a trovare nonna, se ci ha fatto le lasagne con tanto amore, le assaggiamo con gemiti di piacere per non ferirle i sentimenti. Noi seguiamo la dieta vegana perchè ci piacciono frutta e verdura, perchè ci piace alzarci da tavola sentendoci bene, e fondamentalmente perché dopo qualche tempo di prova ci fa ormai un po’ schifo il cibo animale, quindi è una scelta molto facile a questo punto. Nessuna rinuncia, mangiamo esattamente ciò che ci va. Ma nessuna ideologia, e soprattutto nessun giudizio nei confronti di chi mangia di tutto. Lo specismo è una stronzata anti tradizionale. L’animalismo serve solo a dividere verticalmente la società, per allontanarci ancora di più dalla lotta di classe. Il problema dell’alimentazione come magistralmente descritta nell’articolo, è la quantità. Erano piatti della tradizione, che però nella tradizione si mangiavano due volte all’anno, non tutti i giorni, con ingredienti inquinati comprati in cattedrali del commercio e della disumanizzazione come i supermercati.
    Inoltre, la “pizza margherita” è una chimera che non esiste quasi più. Entrate nelle cucine delle pizzerie, e vedrete che la “mozzarella” è in realtà un parallelepipedo bianco, coperto di plastica, su cui c’è scritto “preparato alimentare a pasta filata”. Questo il 90% delle pizzerie. E così via per tutto il resto. Cordialmente, la lascio agli altri la pizza al preparato alimentare a pasta filata.

    • Tizio8020

      Era così anche trenta anni fa.

  • RenatoT

    La logica mi suggerisce che la dieta ideale è la PaleoZona, la dieta dell’uomo paleolitico.
    Basata su quello che si potrebbe trovare in natura se fossimo primitivi.
    Il cibo su cui per milioni di anni si è evoluta la specie umana.
    Si latte materno (l’ultimo figlio di 5 anni è stato allattato per 4 anni). Carni selezionate, frutta, verdura, noci di vario tipo e uova.
    No a prodotti di qualsiasi tipo industriali. No ai cereali, tipico cibo altamente calorico utilizzato dagli uccelli e ricco di metalli pesanti, pesticidi… i quali fanno solo ingrassare, acidificare il corpo e la vitalitá scende sotto i piedi (a vita finchè si muore delle classiche patologie come cancro, infarto e le varie malattie degenerative come parkinson o altzeimer).
    No ai latticini che alla fine producono disenteria a vita e osteoporosi.

    Le cotture sbagliate sono un’altro modo di intossicarsi, chi mangia carne spesso la brucia ed è come mangiare il prodotto di scarico di un automobile. Ormai non posso piu’ toccare cibo cotto al ristorante o si producono entro 12 ore emicranie e sfoghi sulla pelle come brufoli, cisti, pruriti vari e addirittura torna la forfora (ormai debellata da 5 anni).

    I vegani non mi convincono affatto, producono, per fare un esempio, panna da un intruglio al 50% di olio di semi e 50% di latte di soia… come mangiare nutella.

    • nicolass

      Da un confronto tra la vera dieta del Paleolitico (analizzata e studiata dagli antropologi), l’attuale paleo-dieta e una dieta vegana è risultato che la dieta vegan si avvicina molto di più all’alimentazione dei cavernicoli rispetto alla “paleo-dieta” per quasi tutti i macro e micronutrienti presi in esame.
      La nuova paleo, infatti, si avvicina alla reale paleo solamente per l’apporto di proteine, vitamina A e zinco, mentre l’apporto di grassi è quasi il doppio, di colesterolo il triplo, di sodio ben cinque volte tanto, e contiene solo un terzo di carboidrati, la metà di vitamina C, di calcio e di fibra.
      Al contrario, la dieta vegan ricalca gli apporti nutrizionali della reale dieta paleolitica per l’apporto di carboidrati, grassi, fibra, riboflavina, tiamina, vitamina C, E, ferro, calcio, sodio e potassio.
      Questi risultati sono condizionati soprattutto dalla diversità delle carne assunte oggi rispetto ad allora: gli animali selvatici venivano consumati in toto (compresi tutti gli organi interni) ed erano ben diversi dagli animali allevati con mangimi, ormoni, antibiotici e altri contaminanti alimentari; la loro carne ha caratteristiche nutrizionali ben diverse, soprattutto per quanto riguarda l’apporto di grassi; inoltre gli ortaggi coltivati e consumati oggi sono meno ricchi di nutrienti rispetto a quelli disponibili naturalmente in quell’era. Quindi, le persone che desiderino avvicinarsi alla vera paleo dieta dovrebbero esplorare le diete a base di cibi vegetali, essendo queste risultate molto più sovrapponibili alla reale alimentazione di quel periodo.
      Inoltre, lo stile alimentare della nuova paleo non tiene in considerazione né il maggior rischio di sviluppare patologie croniche dovuto al consumo di carne e pesce (la nostra vita è molto più lunga e molto diversa da quella dei nostri progenitori), né gli impatti etici, ambientali e sociali legati a un’alimentazione basata sul consumo di carne.

      • Tizio8020

        C’è da tener presente un piiiicolissimo particolare.
        Quanto territorio serve per mantenere in vita una persona in caso di “Paleo Dieta”?
        Quanti chilometri quadrati servono per una sola persona?
        Già da qui, vi renderete conto che state parlando del nulla.

  • stefano passa

    per me il vero veleno sono le farine raffinate….
    questa è una opinione di un nutrizionista
    https://www.youtube.com/watch?v=QsHLrHH__mc
    https://www.youtube.com/watch?v=EYUpitGo8qg

    • nicolass

      l’unica cosa sensata che ha scritto finora

  • Teopratico

    Secondo me questa discussione è figlia dell’abbondanza in cui viviamo e infatti fa il paio con l’articolo sulla povertà del 1974 in home. Il consumismo abbiamo scoperto non è un sistema salubre, benissimo, ridimensioniamoci, impoveriamo anche nella dieta. Alla prima crisi economica ( petrolio, trasporti costosissimi), quando la maggior parte dei consumatori non potrà consumare, si ripartirà daccapo, come i nobili rinascimentali, con selvaggine ripiene di piccioni e maiali all’ingrasso e gotta a go go. Solo per una cosa pregherei i vegani contemporanei: nel dubbio, ché la scienza non può essere perfetta, una alicetta a settimana datela ai minori.

    • cdcuser

      a mio parere, più che figlia dell’abbondanza è “occidentalistico-centrica”;

      poi, come giustamente dici, la scienza non può essere
      perfetta
      e i sostenitori di questa “pratica” (il veganesimo)
      basa le proprie ragioni su alcune ricerche scientifiche (logicamente direi,
      poiché su qualcosa bisogna sostenere delle tesi, caso contrario bisogna “imporre” dei dogma) ma la biologia ed in particolare la zoologia, che si occupa dello studio degli animali (di cui l’uomo fa parte se non sbaglio), identifica i seguenti tipi di nutrizione: Erbivoro, Carnivoro, Insettivoro, Granivoro, Frugivoro, Folivoro, Nettarivoro;

      quindi,

      [la scienza non può essere
      perfetta e non lo è, non è la Verità assoluta ed è (e deve essere) Revisionista (anche perché non potrebbe essere il contrario, senno diventa altra cosa)]

      dove viene collocato in ambito scientifico il veganesimo? ma forse non è che con la scienza non ha niente a che vedere? forse avrà a che vedere con il marketing, la pubblicità o la propaganda? boooh!

  • GioCo

    C’è un problema etico nel cibarsi di carne, ma attenzione a non generalizzare. Un conto è la carne prodotta in America, dove le lobby di produttori di carne hanno sufficiente forza da obbligare la politica interna ed estera a favorire i loro profitti, diventando così il primo fattore di inquinamento mondiale in assoluto. Questo tipo di allevamenti devono essere intensivi e ammassati se no non possono crescere economicamente, ma sono giganti dai piedi d’argilla e ogni secondo rischiano di fare il botto cadendo. Se il problema al solito lo si parcellizza in un aspetto, come l’allevamento intensivo e l’etica specistica, si fa la solita demagogia gorillica perfettamente inutile. Più o meno come “lavoratori di tutto il mondo unitevi” di altri tempi. Fico, se non che poi ti ritrovi (oggi) in un call center per 800€ e un contratto da rinnovare ogni bimestre, se ti va bene. Cioè siamo diretti sparati a sognare impieghi del tipo “Ciàula scopre la Luna”. Ma con l’Iphone. Sai che merda.

    Senza contare che “la colpa è tutta degli extracomunitari”, portati a vagonate sulle nostre coste da un business multimiliardario che accontenta tutti quelli che contano, perchè fornisce abbondanza di schiavi manipolabili a piacere, da mandare nei vari macelli.

    Il problema è etico, certo, ma affrontato così è strutturalmente deficiente, come il medioevo affrontato dal cristianesimo, valuti una superficie e attribuisci il male tutto a un aspetto dell’insieme, il che in un certo senso è peggio. Quando dico “deficiente” indico l’etimo, cioè una mancanza di conoscenza, una parzialità di vedute che impedisce una critica pensata complessa. Ci si accontenta delle quattro cagate che si leggono su qualche libro e su qualche sito, assorbendo passivamente quello che non è sottoposto a critica e per ciò appare di “buon senso”, anche se in effetti è esclusivamente un dogma religioso camuffato. Perchè non esiste un ragionamento ma solo una valutazione di merito su cos’è giusto o sbagliato.
    In apparenza è “buon senso”, soprattutto perché si eleva a metodo di guerra contro uno stile di vita fondato sugli eccessi. In questo senso è sicuramente positivo.
    Ma in effetti se ci si ragiona un attimo, non rifiuta niente di quello stile, non cambia nient’altro che la superficie, la pelle dell’etica: sposta il problema più in là, come si fa con gli stronzi che galleggiano quando ti accorgi che la merda ti è arrivata sotto il mento.

    Ora, facciamo giusto quattro conti, tanto per far capire il livello epico delle ca%%ate di cui stiamo parlando. La carne, il latte e le farine bianche sono spesso piene di schifezze al punto da essere puri veleni. Oggi è davvero un terno all’otto vinto riuscire a consumare cose “commestibili”. Ma se è successo a questi alimenti, perché acqua, aria e terra si stanno arricchendo di quei veleni questi prodotti (pensiamo solo agli scarti industriali che sono circa 9 volte quello che ogni singolo prodotto ci arriva in casa poi produce come rifiuto) e perché le pratiche che abbiamo pensato per abitare il pianeta (come l’uso di combustibili fossili, dighe, centrali nucleari, inceneritori, guerra, e molto altro) sono semplicemente TUTTE inadatte alla vita, quanto tempo occorrerà per avere altrettanto veleno nella merce vegana? Cosa sperano di ottenere i “vegani” a parte spegnere i pochi neuroni che gli sono rimasti nel cervello nel tentativo di far tacere la coscienza? Non è penoso oltre ogni ragionevole giudizio sentirsi meglio perché non mangi carne e pesce o derivati dello “sfruttamento animale” quando il semplice abitare case o spostarsi in auto è la principale ragione per cui stiamo sterminando il resto della vita su questo pianeta? Non è togliere la pagliuzza dall’occhio del vicino per non rimuovere la trave che sta nel proprio?

    Se si volesse essere davvero pratici e non obbiettivamente sciocchi (e attenzione che io sono il primo a dirmi appartenente al secondo gruppo, anche se almeno ho la decenza di non nascondermi dietro un dito e lo ammetto) lo stile di vita che si cercherebbe è prima di tutto un cambio di paradigma che rovesci ogni idea che ci abita come un calzino. Una cosa che manderebbe in pappa il cervello del 99% della mentalità occidentale cresciuta nell’idea della propria salvaguardia ad ogni costo. Cioè CRITICO, ma non per salvare il Dio Moloc che ci sta chiedendo in sacrificio il pianeta ne tanto meno pensare che ci si può salvare con l’anello di Sauron se si usa per combattere Sauron. L’anello è Sauron. Così “Vegano” è parte del problema, nasce dentro il modello che ha generato carne e latte immangiabili e non può pertanto essere in nessun caso una soluzione.

    Ma ovviamente non pretendo che nessuno salga nei QI oltre quello che occorre per godere un film di fantasia di Hollywood. In America insieme al fenomeno dei predicatori, dei caucus e degli altri raduni oceanici, anche aziendali, come ai concerti per eleggere idoli che poi sono pupazzi che saltellano e gridano facendo scena (ma possibile che a nessuno venga in mente “il teatrino di mangiafuoco”?) come le diete che ci hanno ammorbato la mente con super-ca%%ate dagli anni ’60 per salvare la merdacucina del fast-food e ottenere obesi da 200 Kg per ritenzione idrica che bisogna spostare con la gru, l’America ci ha dato sta ennesima fetecchia del vegano.

    Ciò che mi perplime oltremisura però, non è che ci sia un seguito così orgoglioso di persone che ci credono a ste vaccate, ma che ancora si riesca a credere ed accettare acriticamente qualcosa che arriva da quella parte di pianeta che è fonte della maggior parte delle pene che sta passando il resto dei viventi qui ed ora. Globalmente.

    Questo davvero ancora non ho capito come sia possibile. A meno che non sia ammesso che siamo di fronte a un collasso di intelligenza generale.

  • Strijbos Dave

    Premesso che in questo genere di discussioni la maggior parte dei carnivori non manca mai di mettere in mostra una bella dose di ignoranza,presunzione e patetici luoghi comuni, lasciamoli pure mangiare tonnellate di carne e derivati. S chiama selezione naturale…e tra qualche anno si vedrà chi è campato più a lungo e più in salute. In questa epoca gli ignoranti non durano tanto, in tutti i campi.
    Siamo ancora al livello di cultura che se si ammala un vegano (raro) è colpa della dieta, se si ammala un “buongustaio” di cadaveri (facilissimo) è sfiga.
    Pensate che chi critica la salubrità delle diete veg,macro,crudiste,ecc, spesso ha appena portato i figli a mangiare merda dal Mec…. (ma questi non andrebbero internati…è NORMALE, quindi va bene.
    Pace e bene.

    • stefano passa

      prima di tutto noi siamo innivori non carnivori, poi non mangiamo nessun cadavere, casomai carcasse, le faccio notare che le popolazioni piu longeve al mondo mangiano ANCHE carne…… i vegani si ammalano di meno?? fonti????

      • Strijbos Dave

        Lo so benissimo che siamo onnivori (anche se agli albori dell’umanità eravamo frugivori), x “carnivoro” intendo chi si nutre di carne (faccio notare che i consumi odierni – 125 kg/annui procapite negli USA- non si sono mai visti nella storia umana!).
        Premesso che personalmente son convinto che ci siano alimenti ben più dannosi della carne (quella sana) le statistiche dei paesi occidentali hanno come 2 cause principali di morte patologie cardiovascolari e tumori, entrambi associate (non da me ma da moltissimi studiosi) al consumo di cibi animali.
        A questo punto vorrei un chiarimento sulla differenza tra cadavere e carcassa,grazie.

        • stefano passa

          i primati sono onnivori si presume che anche noi siamo sempre stati onnivori.
          se negli USA si mangia troppa carne è un problema loro, da questo ad abolirla ce ne passa
          per quanto riguarda il termine “cadavere” esso è riferito solo ai morti umani, per gli animali il termine è carcassa o carogna

  • Strijbos Dave

    al di là di ogni considerazione salutiscitcca (ognuno sceglie di ammazzarsi come preferisce) ed etica (c’è gente che non gliene fotte niente dei figli e della moglie, cosa vuoi che gliene importi di un coniglio??) uno degli aspetti più importanti che riguarda TUTTI ma proprio TUTTI è l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi… Avete mai sentito parlare di overshoot day? Lo stile di vita occidentale NON è sostenibbile a lungo e questo lo capisce un bambino di 5 anni. Ma magari gente con 2 lauree no. Amen, alla fin fine siamo una razza animale come ce ne sono a migliaia, alcune sopravvivino alla storia, altre si estinuono..e noi, dall’altro della nostra grande “intelligenza” stiamo facendo di tutti per distruggere il pianeta che ci ospita.
    (Ma vuoi mettere una fiorentina, rispetto al futuro dei miei figli? Ahahaha!)

  • leo

    Sono stato vegetariano per anni. Poi sono diventato credente e, leggendo gli Atti degli Apostoli ho trovato questo passo. Pietro ha una visione. Vede in cielo un enorme lenzuolo sorretto da quattro angeli. Sopra vi sono una miriade di animali. Poi sente la voce di Dio che gli dice “Coraggio Pietro. Uccidi e mangia”. La visione sparisce. Pietro rimane perlesso.
    Questo passo ha fatto terminare la mia visione animalista della vita. Non credo più alla parità delle specie. Certo, mi disgustano le atrocità compiute sugli animali (soprattutto ritengo un abominio la vivisezione) ma, nel mio medesto modo di vedere la vita ed i suoi accadimenti, ritengo che dietro la filosofia animalista, come in tanti altri aspetti del mondo moderno, ci siano all’opera forze che una sana mente razionalista taccerebbe come paranoie da fanatico religioso. Per conto mio, per quel che vale, grazie a queste paranoie ho trovato un senso ed un ordine a ciò che prima era solo caos. Col senno di poi, sarei anche potuto rimanere vegetariano (per la mia avversione alle verdure non ho mai contemplato la possibilità di diventare vegano) ed evitare la certezza di un destino superiore dell’uomo diventasse anche disprezzo per gli altri esseri viventi. Ecco, di questo mi dispiace, ma se devo scegliere un mentore, meglio la Parola di Dio che di qualunque Guru.

    • nicolass

      è strabiliante pensare che al giorno d’oggi ci sia ancora qualcuno che basa le proprie scelte di vita sulla credenza che il verbo si è fatto carne e sulla moltiplicazione dei pane e dei pesci…. del resto cosa sarebbe ancora oggi il cattolicesimo senza lo specismo.

      • leo

        Non sono cattolico

  • GioCo

    Ho provato a postare la mia, ma si è bloccato il browser per un errore di questo sito e il mio post è stato cancellato (dopo essere stato salvato e tra una modifica e l’altra) dall’errore.
    Segno che si devono essere accavallati un po’ troppi tentativi di commentare contemporanei.

    Devo dire però che non sono scontento di aver perso il precedente commento, eccessivo sotto troppi punti di vista. A tratti biloso. Ma vorrei riprendere alcuni concetti chiave che cercavo di esprimere circa il vegano, sperando che tra le memorie di questa vagina rimanga anche qualcosa di buon senso, oltre le stupidaggini. Il vegano non è un movimento di buon senso, ma capire perché ci vuole un piccolo sforzo.

    Il primo punto da mettere bene in chiaro è che il movimento che si auto-dichiara contro il consumo di carne e contro l’allevamento intensivo, non è contro queste cose.
    Non è cioè il suo obbiettivo REALE a meno che le anime pie non vogliano coprirsi gli occhi e vedere l’evidenza con tanto di segnaletica al neon che hanno davanti.

    Partiamo dal primo problema: il movimento isola un idea, quella dello specismo, come se fosse il motore ideale che produce gli allevamenti intensivi. Ma già qui si capisce che c’è qualcosa che non va. Gli allevamenti intensivi sono una soluzione tecnica a un problema pratico ed economico sistemico: produrre una massa di carne senza precedenti con tecniche industriali avanzate che uniscono ricerche moderne sulla vita in diversi campi scientifici.

    Si tratta cioè di un prodotto tecnologico altamente avanzato ma in campo industriale e per ciò è tutt’uno con la ricerca medica, chimica, biologica e quant’altro.

    E’ un prodotto di questa struttura consumistica e le grandi distribuzioni (leggi “centri commerciali”) sono parte del problema che ha come obbiettivo quello di produrre aumentano produzione insieme alla consumazione di qualsiasi cosa.
    Non importa cosa.

    Quindi, la prima cagata è che se si va al supermercato a prendere cibo vegano, si alimenta la stessa struttura che ha prodotto (come soluzione) gli allevamenti intensivi e quindi ti becchi il transgenico o qualche altra schifezza.

    Quindi il vegano non è un rifugio per un alimentazione salutare. Lo potrà essere per un tempo necessario a renderlo appetibile a una parte di popolazione, ma la sostanza è identica al fast-food, però orientato al “cibo complicato”. Non nel senso che è complicato cibarsene, ma che è un prodotto altamente tecnologico che finge di essere “più naturale” e mira a sostituire quello non tecnologico (in tanti modi e vedremo quali). Infatti uno degli alimenti centrali è la soia e nessuno si chiede perché come non ci si chiede perché si ricava così tanto dalla soia (latte, olio, farina e quant’altro).

    Il vegano è un dogma. Infatti non mira a spiegare perchè dovrebbe esistere un allevamento intensivo, ma crea un idea a prescindere di “errore” nel consumo di carne e derivati in generale. Cioè non ci spiega perché da almeno 8000 anni ci sono popolazioni che hanno vissuto di carne e derivati, stando benone, ma dice che “la carne fa male”. A prescindere e per “palese incompatibilità biologica”. Sarà, ma dimostrare un cosa del genere è dura, invece creare un dogma non lo è affatto. Ma perché creare un dogma di questo tipo? Semplice, perché così il vegano crea problemi aggiuntivi alla catena di produzione locale di carne e latticini, già messa in ginocchio dagli ormoni (che sono obbligatori per legge, dato che sono distribuite come “vaccinazioni” e chi ha orecchie per intendere stia attento, no?) e dai tanti altri interventi sanitari obbligatori di circostanza che alzano i costi di produzione, dalla difficoltà di approvvigionamento degli alimenti, dalla concorrenza con le multinazionali e tanto altro ancora. Così ecco spiegato l’arcano: si tolgono di mezzo gli allevatori locali comprando per due soldi le produzioni locali che sono in questo modo costrette ad adeguarsi, come in America.
    Così il vegano (che si sente a posto con la coscienza come con la sua salute) lottando per un ideale condivisibile, finisce per ottenere l’opposto.

    E’ pur vero che oggi mangiare cibi che siano almeno non avvelenati è un terno all’otto. Acqua, aria e terra sono continuamente alimentati di veleni, basta ricordare che per ogni cosa che comperiamo viene prodotto 9 volte lo scarto industriale (in peso). Questo vuol dire che la raccolta differenziata funziona come il vegano. Mette a posto (al meglio delle prospettive) il l’10% dei rifiuti prodotti dal ciclo produzione-consumo, così nessuno si interessa dell’altro 90%.
    Ma questo fa il gioco del vegano che non dice che la carne e il latte oggi non hanno niente a che vedere con gli alimenti di 50 anni fa. Non mette sotto accusa il centro della questione, cioè che siamo obbligati a consumare veleno. No, dice che “la carne fa male a prescindere da sempre”.

    Ma da dove arriva questo “aulico” giudizio? Da quel paese che all’inizio degli anni ’60 ci propinava le diete sane, con bilancini e tabelle complicatissime che dovevi imparare a usare tramite appositi corsi salutisti. Era perchè la popolazione Americana (non la nostra, attenzione!) iniziava ad essere sovrappeso, si diceva per eccesso di consumo e gli zuccheri erano al centro della guerra. Tutto vero, peccato che il primo prodotto naturale da sempre sia lo zucchero: con cosa dovremmo credere facciano le api il miele? Lo sterco? Mica sono mosche! Con lo zucchero prodotto dalle piante. Lo zucchero è la benzina delle cellule e il primo alimento necessario a un corpo vivente, ma io non vedo api grasse (se lasciamo perdere la regina ovviamente). Come non vedevo persone grasse prima che arrivassero i fast food. Meglio, era un grasso molto diverso che si accumulava fino a un certo punto ed erano pochi quelli che ne accumulavano in eccesso. In genere un poco di moto metteva le cose a posto.
    Mentre adesso il problema è la ritenzione idrica che sembra grasso ma è gonfio. Grazie alle diete dimagranti ora in USA ci sono persone sopra i 200 Kg. Ha funzionato? Evidentemente no. Perchè le cose sono peggiorate visibilmente. Ma questo ha attivato un pochetto almeno la critica? Evidentemente no. Perchè le diete dimagranti ancora ci obnubilano il cervello ci ca%%ate. Però una cosa l’anno ottenuta, la distrazione dal problema centrale che è la diffusione di fast food. A cui è legata la diffusione della carne prodotta da allevamento intensivo.

    Avete mai sentito o visto un movimento vegano protestare davanti a un fast food? No? Ma che strano. Però a tavola sentenziano facilmente che la carne fa male a prescindere, perchè l’uomo non è adattato a mangiare carne. Sapete qual’è il modo in cui uno studioso capisce che un animale è adattato al consumo di carne? La presenza di canini perché il corpo ci mette milioni di anni a svilupparli. Mio cugino è nato senza canini, ma questo non conferma che la nostra specie non è adatta al consumo di carne in generale, si chiama “eccezione che conferma la regola”. In particolare tutti i primati sono adattati al consumo di carne occasionale. Perchè quindi non dovrebbe esserlo l’uomo, dato che l’ultima volta che ho controllato ho trovato che eravamo anche noi primati? Facciamo eccezione? Certo che a mangiare la merda velenosa che sembra carne, forse poi uno qualche problemuccio può svilupparlo, no?

    Ma c’è un altro aspetto ancora più pernicioso, più appiccicoso e repellente della demagogia vegana. Lo stile di vita che conduciamo è il diretto responsabile dell’estinzione di massa dei viventi di questo pianeta. Questa estinzione, questo collasso della biosfera che sta mettendo a rischio non solo il nostro futuro, ma il futuro della vita su questo pianeta e che si profila cataclismatico (perchè multi-sistemico) è un nostro sotto-prodotto, ma garantito esclusivamente dal fatto che noi si possa continuare a gozzovigliare tra le meraviglie del progresso tecnologico.

    Quindi il consumo è obbligatorio e centrale per la sopravvivenza di un sistema tecnofrenico, il primo responsabile di un aspetto (se vogliamo anche del tutto secondario) che è l’allevamento intensivo oltre che dell’estinzione di massa in corso.
    Avete visto per caso qualche vegano sollevare dubbi sul proprio stile di vita? No, va al super, gira in auto, ha una casa come tutti gli altri, va in vacanza, insomma fa tutto quello che fanno gli altri. Solo non mangia carne e latticini e con questo pensa di essersi messo a posto la coscienza: con il suo stile stermina il 90% della popolazione vivente di questo pianeta, ma si sente con la coscienza a posto; e lo fa credendo che la sostituzione di tecnocoltivazioni sia funzionale al combattere i tecnoallevamenti. Che è come dire che se Godzilla batte King Kong (al cinema) siccome lo dice il cinema, allora di sicuro il mondo potrà essere salvo.

    Pentitevi, questo non è solo un dogma è la chiamata alle armi (propagandistica ma per il bene dell’umanità!) per il guerriero della “cosa giusta” 2.0 (che manco le crociate): salvate le povere mucche o perirete nella colpa di aver incentivato gli allevamenti intensivi e di avere fatto del male a degli innocenti animali.

    Penso che se potessero avere la parola “gli animali” forse potrebbero spiegare alle menti vegane che “innocenti” è un termine cretino riferito a loro, per quanto ho controllato, non si sono mai preoccupati che uccidere ed essere uccisi attribuendo a questo “una colpa” (anche facendolo in modo estremamente brutale) e questo è andato bene giusto per qualche miliardo di anni, garantendo (tra le altre cose) una longevità invidiabile alla vita stessa sul pianeta. Da quella vitalità straordinaria è poi uscita l’umanità, che forse il resto della vita oggi è tentata almeno in un caso, il nostro, a fare una eccezione che confermi la regola: farci sparire dalla storia come non fossimo mai stati qui e per sovraccarico di idiozia. La nostra.

    • ignorans

      Questo post è molto peggio di quello cancellato!!
      Tu proprio non sai leggere la realtà è perciò sbagli continuamente.
      Il movimento vegano è invece molto positivo pur con i suoi limiti.
      E perché? Mi piacerebbe che tu fossi in grado di rispondere da solo, ma siccome non lo sei, devo suggerirti la risposta.
      Il veganesimo è positivo perché ha come base l’autolimitazione, l’autocontrollo, cosa che in una società liberale viziosa e marcia non pratica più nessuno. Hai capito vizioso? Hai capito che l’eroe è chi frena le pulsioni più basse come la sagra della salsiccia? Hai capito che vivi in un paese il cui massimo culturale è la sagra del fringuello?

      • Teopratico

        Stai rasentando il moralismo così, comunque io la penso come GioCo e ti domando: rinunci tu anche al supermercato? Ti limiti nel riscaldare casa? Nel comprare oggetti di plastica? Bruci idrocarburi raffinati per spostare il tuo leggerissimo corpo ? Etc. Etc. Come in ogni periodo di decadenza, come nel medioevo, i vegani dovrebbero andare a piedi nudi vestiti di stracci e magari auto-infliggersi qualche scudisciata sulla schiena, allora si potrebbero fare la morale. Altrimenti no. Ci sono passato anch’io, so che significa rinunciare a un consumo devastante come quello del petrolio, mi sentivo un santo e facevo la morale e giustamente le persone reagivano male. Oggi ho smesso, vado in bici perché mi rende più sano e felice ma non rompo più le palle a nessuno, non mi sento migliore degli altri e comprendo che non tutti possano o debbano fare questa scelta, dico solo di guidare piano e stare attentia pedoni e ciclisti.

        • ignorans

          Ma non riesci a osservare il fenomeno “vegani” senza dargli una colorazione tua? Ci sono degli individui che, magari per motivi sbagliati, si pongono dei limiti. Punto. La questione è: è giusto porsi dei limiti? Risposta si è giusto. Tutti devono porsi dei limiti. Beato chi si limita! Grande chi si considera limitato! Chi conosce i suoi limiti sa stare meglio in questo mondo. E pesa meno sugli altri.

      • Gino

        Ignoranz. Occhio. Controllati per essere consapevole non significa frenati.
        Controllati significa GUARDATI attentamente ma senza giudicarti quindi senza forzarti. Guardati forzarti guardati eccedere guardati sbagliare guardati giudicare etc etc.
        La repressione di ciò che si vuole esprimere è causa di conflitto. La non concoscenza di se ,causa questo. Il cattolicesimo ne è un esempio con il sesso.
        Le pulsioni basse nonn vanno frenate. Vanno comprese, accettate. Poi tutto viene da se. Se agisci con sforzo nel volerle frenare vai nella direzione opposta

        • ignorans

          Te sei troppo avanti. Prima ti devi controllare, poi capisci dove esageri e infine trovi un equilibrio. Che senso ha fare l’elogio della terza fase senza apprezzare le prime due? Le prime due hanno lo stesso valore della terza. Ma tu te ne scordi e pensi solo al finale. E diventi un “liberale”. Ma si diventa liberali solo dopo aver ristretto. Il liberale che non sa stringere è uno perso.

          • Gino

            se non metti come base la conoscenza non puoi trovare l’equilibrio.
            Cosa controlli se non sai?
            Cosa controlli e come se non sai cosa e perchè?
            Prima devi controllare, non TI DEVI controllare.
            Prima devi controllare e conoscere te stesso, cioè esaminare. Su questa base potrai decidere di controllarti in alcune cose o no.
            Se parti dal controllarti crei tensione.
            L’essere parsimoniosi e controllati (come nei monasteri) non è una lotta contro se stessi ma uno studio di se stessi.
            Fino a quando è una lotta non c’è consapevolezza. quando arriva la consapevolezza non c’è lotta.

            Non mi freno nella sagra della salsiccia perchè così non conosco nè me di fronte alla saslsiccia nè la salsiccia. Uso una morale imposta da qualcuno : la salsiccia è male.

            Chissenefrega della morale.
            Faccio ciò che sento. mi strafogo di salsiccia (se lo sento) ma consapevolmente studiando me e la salsiccia.
            Alla prossima sagra della salsiccia non avrò bisogno di nessuno sforzo per controllarmi. Tutto diventerà naturale e non mi strafogherò piu perchè ho conosciuto me, la salsiccia e il risultato dello strafogamento.

            tu dici : prima devi controllarti poi capisci dove esageri. (usando morali e etiche preordinate da qualcuno)
            Io ti dico prima devi fare esperienza. poi non avrai bisogno di controllarti.
            senza esperienza non c’è studio senza studio non c’è conoscenza senza conoscenza non c’è equilibrio.
            Se ti forzi a autocontrollarti (reprimerti)non farai esperienze e baserai il tuo controllo e equilibrio non sulla tua esperienza ma su quella di altri.

          • ignorans

            Non c’è niente di imposto dall’esterno quando tu, forte della tua esperienza, vivi la tua vita come desideri, cioè con i limiti che hai deciso tu stesso.
            Certo, ci sono icondizionamenti ma non puoi prescindere dai condizionamenti. Prima devi passare dal condizionamento e poi tene devi sbarazzare anche se molti si incagliano da una parte o dall’altra di questo processo. Ma la scoperta del limite o l’auto imposizione del limite è molto importante nella costruzione di te stesso, nella tua uscita dalla massa.
            Siamo umani e l’umano è un essere limitato. Quando incontro qualcuno gli dico:”Buongiorno essere limitato, come va?”

          • Gino

            “Non c’è niente di imposto dall’esterno quando tu, forte della tua esperienza, vivi la tua vita come desideri, cioè con i limiti che hai deciso tu stesso.”

            Gia! Ma come fai esperienza se inizi limitandoti e dunque non conoscendo? Conoscenza è no limiti, esplorazione è rischio.

            p.s.: Non potrai mai sbarazzarti del condizionamento ma solo dell’illusione che esista un qualcosa di condizionato e un condizionamento stesso!

            pps: la discussione è interessate ma credo siamo molto OT. se vuoi ho creato adesso uno spazio aperto di discussione
            https://disqus.com/home/channel/nondualita/

          • Roberto Giuffrè

            Lei non studia, e non si informa per poi fare scelte corrette.
            Lei studia e si informa per creare sovrastrutture che soffochino le sue angosce.
            E non sto a fare il suo analista. Semplicemente osservo i suoi messaggi, verbosi pieni di rabbia per poi andare a dire che la sua scelta è migliore perché dettata da studio e scelta oculata.
            Ma di tutto ciò che lei studia, tiene solo ciò che le fa comodo tenere per giustificare le sue scelte. Egoistiche il più delle volte.

            Come ho scritto, per fare 100gr di carne ci vogliono 10kg di cereali, dobbiamo scegliere se mangiare un solo pasto di carne o settimane con quegli stessi cereali che avremmo dato ad un bovino per darci quei 100gr di carne.

            Ma lei rifiuta questo semplice confronto e usa le sue sovrastrutture e tutte le cazzate che ha letto e raccolto tra tutto lo scibile a cui ha avuto accesso, per giustificare la sua dipendenza affettiva dalla dieta carnea, che lei stesso riconosce ma nasconde abilmente sotto le sovrastrutture e i fiumi di parole.

          • Gino

            I messaggi scritti non contengono il tono della voce nè niente altro che lo scritto. Perciò solo chi legge attribuisce un'”emozione” allo scritto. La rabbia la deduce lei, deduco avendocela dentro. verbosi…è possibile. non lo nego.
            Le scelte che faccio io lei non le conosce.
            Cosa leggo e studio nemmeno.
            Se io abbia angosce o meno e quali eventualmente, nemmeno.
            Deduce anche una mia dipendenza dalla dieta carnea.
            Fa tutto da solo.
            Conosco benissimo le proporzioni da lei descritte e ho scritto di non essere a favore degli allevamenti intensivi.
            Deduce anche che io abbia letto e/o raccolto cazzate.
            Non ho mai detto che la mia scelta sia la migliore.
            Forse se si arrabbia di meno capisce meglio ciò che c’è scritto.

          • stefano passa

            basta tornare all’agricoltura ed allevamento non intensivi….
            non abolire del tutto la zootecnia, anche perchè se manca l’allevamento poi è costretto ad usare fertilizzanti chimici…

            https://www.youtube.com/watch?v=EYUpitGo8qg&t=345s

          • Gino

            comunque forse ha sbagliato a rispondere e voleva rispondere a un altro.
            Chi ha mai detto che rifiuto il fatto che per 100gr di carne ci vigliono10kg di cereali??? bbboh!

          • Roberto Giuffrè

            Era per Gioco la risposta mi spiace…

          • fb76

            ancora con il rapporto 100gr di carne = 10 kg di cereali? e basta…. e chi li produce sti 10 kili di cereali ? tu ? se non servono al bovino ne fanno biocarburante… non li danno certo a gratis a te o ai morti di fame del terzo mondo

          • Roberto Giuffrè

            Giusto, cambiamo argomento, glissiamo, qualunquiamo, l’importante è tornare a mangiare la bistecca che sennò coi cereali ci fanno la benzina.
            Tutto va bene purché non si smetta di mangiare la bistecca.

    • Roberto Giuffrè

      Da studente di scienze psicologiche a indirizzo neuroscienze cognitive non posso che rimanere basito, ma anche esterrefatto davanti ad un commento del genere… Cervellotico, esagerato, e solo per esternare rabbia proveniente da angoscia e paura. Che conferma proprio tutto ciò che sto studiando sul funzionamento della psiche umana.

      Mi spiego meglio da quasi-neuroscienziato ma con parole semplici e comprensibili e frasi molto brevi.
      La carne contiene peptidi che reagiscono coi recettori oppioidi del cervello dando soddisfazione e quindi in molti individui anche assuefazione.

      La rabbia proviene dall’angoscia, la paura.

      Chi ha instaurato una dipendenza affettiva nei confronti del proprio cibo segue meccanismi identici a quelli di un qualsiasi tossico-dipendente.

      Davanti al pericolo che si diffonda e sia riconosciuta come corretta e valida una dieta vegana, molti consumatori di carne che sono anche dipendenti da questo cibo hanno la medesima reazione che un tossico o un fumatore avrebbero davanti alla minaccia che gli venga tolta la sostanza da cui dipendono.

      In persone semplici la reazione è violenta, verbalmente e fisicamente.

      In persone sovrastrutturate come lei la reazione è verbosa, prolissa, bilosa. Cercando argomenti che invalidino il veganismo e allontanino il pericolo che lo si debba accettare rinunciando alla propria dipendenza affettiva nei confronti della carne.

      Come le è stato risposto dall’utente Ignorans, il veganismo ha di interessante l’autolimitazione.
      Per un semplice motivo, la dieta carnea è insostenibile eticamente, ambientalmente, economicamente. Per gli sprechi di acqua, carburanti, l’inquinamento e i costi in salute che questa comporta.

      Solo un esempio facile da capire. Per far produrre ad un bovino 100gr di carne ci vogliono circa 10kg di cereali. 100gr di bistecca li mangia una sola persona in un pasto. 10kg di cereali ci sfami una famiglia per una settimana.
      La dieta carnea è insostenibile.
      Limitarsi deve essere una questione etica e consapevole che non si può andare avanti così.

      Per questo dico sempre che questo pianeta non avrebbe alcun problema ad ospitare più del doppio degli attuali abitanti se fossimo tutti vegani. Perché la dieta vegana è la più efficiente dal punto di vista ambientale, energetico e di preservazione delle risorse.

    • Roberto Giuffrè

      Lei non studia, e non si informa per poi fare scelte corrette.
      Lei ho capito che studia e si informa solo per creare sovrastrutture che soffochino le sue angosce.
      E non sto a fare il suo analista. Semplicemente osservo i suoi messaggi, verbosi pieni di rabbia per poi andare a dire che la sua scelta è migliore perché dettata da studio e scelta oculata.
      Ma di tutto ciò che lei studia, tiene solo ciò che le fa comodo tenere per giustificare le sue scelte. Egoistiche il più delle volte.

      Come ho scritto, per fare 100gr di carne ci vogliono 10kg di cereali, dobbiamo scegliere se mangiare un solo pasto di carne o settimane con quegli stessi cereali che avremmo dato ad un bovino per darci quei 100gr di carne.

      Ma lei rifiuta questo semplice confronto e usa le sue sovrastrutture e tutte le cazzate che ha letto e raccolto tra tutto lo scibile a cui ha avuto accesso, per giustificare la sua dipendenza affettiva dalla dieta carnea, che lei stesso riconosce ma nasconde abilmente sotto le sovrastrutture e i fiumi di parole.

  • nicolass

    E’ sempre divertente vedere le contorsioni mentali di chi cerca di auto assolvere se stesso e le proprie perversioni culinarie. I vegani sono mediamente più attenti all’alimentazione dei frequentatori di fast food questo mi sembra abbastanza ovvio. I vegani non solo rinunciano a cibarsi di prodotti animali (carne, uova , latte e derivati, miele) ma rifiutano di indossare pellicce di animali, di usare scarpe o accessori di cuoio, farmaci, creme e lozioni testati sugli animali. Per contro il resto dell’umanità, la stragrande maggioranza purtroppo, trova perfettamente normale tutto ciò. In fondo lo specismo cos’è se non la pretesa che l’uomo in quanto essere superiore abbia il diritto e il dovere di uccidere, seviziare, torturare tutte le altre specie animali in quanto ritenute inferiori e indegne anche di vivere. Sull’altare dello specismo miliardi di esseri senzienti vengono sacrificati ogni giorno per sfamare chi si nutre di carogne. Lo specismo a ben vedere è sinonimo di razzismo, di prevaricazione del più forte sul più debole. La radice di quell’odio che è alla base dello specismo è la stessa che giustifica la violenza e il sopruso verso l’altro che è diverso da noi. L’ideologia che sta dietro allo specismo è la stessa che giustifica i peggiori crimini commessi dal genere umano. Il parallelismo tra un campo di concentramento di Auschwitz e i moderni capannoni lager delle industrie alimentari della carne non è molto distante dalla realtà. La nostra società, il nostro modello di vita è permeata dalla violenza, dal sopruso, dalla sopraffazione ed è questo che da tanto fastidio del veganismo inteso come rispetto di tutte le forme di vita. Per gli ipercritici di convenienza quello che i vegani fanno non è abbastanza perché ancora si ostinano ad abitare nelle loro case, ad usare l’automobile o lo smartphone. Per altri invece è tutto inquinato per cui che senso ha prendersi la briga di non uccidere per mangiare, di vestire pelli animali, di vivisezionare cavie di laboratorio perché tanto la merda è sempre merda e muoia Sansone con tutti i Filistei. Per altri ancora essere vegano non va bene perché anche i vegetali hanno un’anima.
    Ci sono poi quelli che giustificano il tutto perché tanto poi ci sono le lobbies dei vegani che sfrutterebbero il mondo allo stesso modo se non peggio delle lobbies tradizionali. Anche qui quello che fa la differenza è la conoscenza. Mediamente i vegani essendo più attenti all’alimentazione degli onnivori scelgono di acquistare prodotti biologici e a Km zero, rifiutano la logica del fast food e del supermercato, sono attenti ad un modello di vita più attento e solidale. Non è abbastanza o non è sufficiente? sempre meglio che stare a pontificare con un cosciotto di agnello tra i denti per giustificare le proprie perversioni alimentari.
    La verità è che è più facile scegliere il modello sociale e alimentare che ci è stato imposto facendoci credere che sia una scelta libera, piuttosto che decidere di andare contro corrente per essere coerenti con se stessi.

    • Tizio8020

      Guarda , potrei anche condividere quasi tutto.
      Però vorrei che i vegani mi spiegassero “da dove” provengono i prodotti che consumano.
      Da dove viene la soia, e tutti quei prodotti esotici.
      Secondo me, scoprireste che la maggior parte di queste cose sono coltivate dall’altra parte del mondo, da poveracci, su terreni di proprietà di multinazionali, trasportate via mare, e sbarcate qui.
      Avete mai visto coltivare banane, in Italia?
      Avete idea di quanti trattamenti chimici subisce una semplice mela?
      Ripeto: non è possibile scegliere “cosa” mangiare, finchè il problema è “se” si riesce a mangiare tutti i giorni.
      Non si può generalizzare, ma se il fenomeno “vegan” verrà trattato come quello “bio”, allora vi hanno già fregfati!
      Sapete “come” si controlla se un prodotto è “bio” oppure no?
      Sulla carta!!!!
      IN teoria, tu potresti aprire una Azienda certificata “bio” , chennesò, di un ettaro, circondata da mille ettari di proprietà di una multinazionale che utilizza glifosate.
      Le falde sarebbero completamente inquinate, il glifosate arriverebbe per via aerea sulle tue piante, ma tu saresti “in regola” !!!
      Sulla carta è tutto bello , ma la realtà è molto diversa.

      • nicolass

        sai la proporzione tra coltivazione di soia destinata all’alimentazione umana e quella destinata alla produzione animale qual’è?
        solo il 6% della soia coltivata è destinata all’alimentazione umana mentre i 3/4 della produzione mondiale è destinata all’allevamento del bestiame (pollame e suini) e si tratta di soia transgenica principale responsabile della distruzione della foresta amazzonica.
        secondo le statistiche della Fao, il 50% della produzione mondiale di cereali ed il 90% di quella di soia sono destinate al bestiame come mangimi. L’industria alimentare sfrutta ad oggi circa il 40% dello spazio disponibile sulla Terra. Un esempio su tutti: la foresta Amazzonica, in cui l’88% del territorio disboscato è stato adibito a pascolo.

    • Gino

      Perversioni alimentari??? qui diamo di matto proprio ormai!!!

      mentre tu credi che non ti è stato imposto il modello alimentare vegano?
      ahahah
      buona domenica a te!

  • nicolass

    direi che da un breve sondaggio fatto su questo blog i vegani battono gli onnivori 4 a 0…. da una parte, infatti, argomentazioni avvalorate ormai da inconfutabili prove scientifiche e documentali, dall’altra solo elucubrazioni mentali e contorsioni verbali di chi cerca di non arrendersi all’evidenza pur di portare avanti le proprie scelte alimentari sbagliate e deleterie.

    • Gino

      ecco cosa non sopporto dei vegani.

      “contorsionismi verbali di chi cerca di non arrendersi all’evidenza pur di portare avanti le proprie scelte alimentari sbagliate e deleterie.”

      Già questo dimostra un indottrinamento forte.
      Scelte alimentari!
      Se scelgo di mangiarmi il detersivo puo essere sbagliato e deleterio
      Ma certo se compro una bistecca non puo essere considerato sullo stesso piano.
      La bistecca non è veleno.
      Quindi magari scegliere di avere un’alimentazione variegata può essere una scelta tanto valida quanto scegliere di mangiare prevalentemente vegetali o esclusivamente vegetali.

      • nicolass

        si fidi la sua scelta alimentare è sbagliata perché in primo luogo è un attentato alla sua salute predisponendola a malattie cronico degenerative come cancro, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e quant’altro…. in secondo luogo deleteria per l’ambiente e l’habitat che siamo chiamati a condividere.. poi per carità ognuno è libero di scegliere di che morte morire

        • Gino

          mangiare carne non è attentato a nulla. Una alimentazione squilibrata lo è. Mangiare troppa carne è un attentato come mangiare troppi fagioli. Sull’ambiente e l’habitat ciò che è dannoso sono gli allevamenti intensivi, non certo le vacche che pascolano nei prati.
          E guardi come le è stato imposto un modello che lei si beve senza porsi domande!

      • alessandroparenti

        Anche io sono contrario ai principi imposti dagli altri. Io stupro le tredicenni orfane e se lo consideri sbagliato sei libero di non imitarmi, ma perchè vorresti imporre agli altri di non farlo? Del resto io sono una persona perbene: non stuprerei mai tua figlia come tu non mangeresti il mio gatto.

        • Gino

          ma io non voglio imporre niente a nessuno. controbattere alle sciocchezze alle menzogne e alle falsità non è voler imporre nulla.

          purtroppo molti per giustificare una scelta dettata dal main stream non hanno altre Argomentazioni

          • alessandroparenti

            Forse non hai capito il senso del mio intervento,o l’hai capito al contrario.Intendevo dire che se tu pretendi che non ti venga imposto niente per principio,anche se questo principio è ritenuto giusto dagli altri, devi essere anche tu a tollerare azioni considerate ingiuste o crudeli da te . In parole povere: a nessun vegetariano interessa niente della tua salute, ma vogliono impedirti di provocare terrore e dolori atroci agli animali che vengono scannati. Come immagino che tu ti opporresti vedendomi stuprare una tredicenne per principio,anche se non riguardasse la sfera dei tuoi conoscenti. E non mi venire a dire che una persona è una cosa e un animale un’altra. Lo dimostra il fatto che se vedi una persona che sta ammazzando un cagnolino a bastonate e lo senti guaire sicuramente intervieni,. Poi magari mangi gli animali uccisi da altri perchè ti fa comodo non pensarci. E’ un comportamento da uomo?

          • Gino

            sei attorniato da cose testate sugli animali ma nemmeno te ne accorgi. le usi e ne hai bisogno.

          • alessandroparenti

            Le solite scuse. Ammettilo al meno: sei un debole. Per il tuo godimento più dozzinale e banale,quello di mangiare,per mandare in solluchero le tue papille gustative sei disposto a infierire su bestiole che hanno un sistema nervoso,pensano e provano paura. Al punto di farle scannare tra sofferenze pazzesche. Senza averne il benchè minimo bisogno. E così ci inventiamo cazzate come le proteine nobili,il valore biologico delle stesse o la convivialità. Convivialità che serve a mascherare i rapporti sempre più superficiali che abbiamo tra persone. Se al supermercato potessi scegliere tra sapone testato facendo soffrire animali o no so cosa sceglierei,se ci fosse scritto sopra. Ma se compri del cibo non è difficile scegliere. E’ solo egoismo. Chiamiamo le cose con il ìl loro nome!

          • Gino

            prima ero io quello che imponeva le scelte agli altri.
            Poi ho scritto chiaramente il mio pensiero e ho scritto chiaramente che non ho nessuna critica ai vegani.
            che giustamente hanno iniziato a insultarmi e a impormi la loro scelta!
            e per questo critico i vegani che vogliono fare gli eroi ma solo a convenienza e pavoneggiandosi di una scelta di moda.
            Butta tutti i prodotti testati sugli animali che usi e poi ne riparliamo ipocrita! adotta tre cani che trovi per strada e curali al costo di farti prestare i soldi e poi ne riparliamo, vivi la tua vita amando e stando attento anche alle formiche e poi ne riparliamo, fermati per strada e dai da mangiare a tutti i randagi che vedi e poi ne parliamo, adotta tuttii i gatti del vicinato che invadono il tuo cortile a costo di litigare coi vicinie poi ne riparliamo prenditi cura anche dei cani abbandonati che ti lasciano anche se gia non hai piu spazio pgni vola che la gente di merda li abbandona davanti casa tua. non ammazzare i toèi che ti entrano in casa ma lotta fino a che non li catturi con l’ingegno e poi lasciali in campagna in una scatola e poi ne parliamo.
            sono perfettamente coerente e senza il minimo senso di colpa. non impongo niente a nessuno mentre gli ipocriti alla moda e generalmente poco intelligenti e colti cercano di imporre le loro idee piccole piccole perche le hanno sentite in tv.

  • Leno Lazzari

    Non vorrei scombinare i ragionamenti dei “pro-vegani” ma anche dei carnivori indefessi e impenitenti . I vegani parlano (e forse è giusto in teoria) di un mangiare più sano evitando la “cadaverina” che pare si sviluppi nelle carni appena dopo la macellazione. E non metto in dubbio che sia così . Purtroppo il vegano per lo più osservo che trascura un dato fondamentale rappresentato dalla quasi impossibilità a trovare alimenti veramente biologici . La mia non è una disquisizione di lana caprina . Noi tutti sappiamo che in agricoltura (ma anche negli allevamenti) si usa una quantità spropositata di prodotti chimici che fanno crescere il prodotto più grande a parità di tempo, più bella e ne aumentano la vita di magazzino . Esistono dei negozi dove il compratore (utilizzatore finale) ha delle garanzie abbastanza solide ma sono davvero pochi . Il grosso guaio sta nel fatto che la maggioranza delle massaie non può permettersi il lusso di farvi spesa dati i prezzi .
    E’ però un dato di fatto che negli ultimi 20 o più anni sono, e di molto, aumentate le intolleranze o resistenze/allergie a medicinali come gli antibiotici .
    Un discorso a parte meritano, visto l’uso spropositato che se ne fa, i prodotti del bancone della norcineria dove si perpetrano forse le peggiori nefandezze a tutto danno del consumatore ignaro…………..anche per sua stessa colpa .

    • Tizio8020

      Esatto.
      Quindi ripongo la domanda.
      Dove prendono i “vegan” gli alimenti di cui si nutrono?
      Li coltivano da soli?
      Dove/come/quando?
      Uno che ha una masseria sperduta nei monti senza inquinamento può dire che “se li fa da solo”, ma il 99% mi sa che li acquista in negozio.
      E si fida di quel che gli viene detto.
      Quindi del nulla.
      Si stanno contrapponendo due cose agli antipodi: mangiare carne da allevamenti intensivi o non mangiarne affatto.
      Nel mezzo, ci sono miliardi di sfumature.
      L’ho già detto: gli abitanti dei soli USA consumano risorse come metà del resto del mondo.
      Eliminando loro, il resto camperà bene?

      • Leno Lazzari

        Caro Tizio, ho testé postato un link sull’argomento e che ti può interessare e rispondere meglio di me ai tuoi quesiti .
        Evito di augurarti buona lettura, sarebbe una contradizione .
        Per parte mia direi che la stragrande maggioranza dei vegetariani e vegani Sono costretti a fidarsi di quello che gli viene propalato come biologico . Un esempio facile facile ? Non so se tu sia mai stato a Forca Canapina sopra a Norcia . Si tratta di Castelluccio di Norcia che è assiso su un crinale di montagna che domina la bellissima piana omonima e che è famosa per la “Lenticchie di Castelluccio” DOP . Lenticchia che, anche a guardare il pianoro da profani uno si deve per forza domandare come cavolo facciano a coltivare li tutta la lenticchia etichettata Bio e di Castelluccio che trovi ovunque in Italia ma anche in migliaia di negozi negli USA, in Canada, in Australia e persino in estremo oriente .
        Appena ti sarai ripreso e se ne hai ancora lo stomaco di posso raccontare la favola della norcineria tipica DOP di Norcia ma ti avverto che ti servirà del Gaviscon………….meglio se prima .
        Poi ognuno fa le sue scelte in merito all’alimentazione da seguire . Insopportabile e chi vuole imporre agli altri quello che ritiene giusto per se .

        • Tizio8020

          Mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa.
          Ho vissuto in famiglia la grande mania dei cibi “bio”.
          Però quando chiedevo a chi li comprava “che garanzie aveva”, la risposta era ” mi fido del negoziante”.
          Non ci penso nemmeno!
          Sulla cassetta c’è scritto “bio”, ma quando è vuota, puoi metterci dentro quello che vuoi, è una cassetta!
          La frutta di mio padfre, son sicuro sia “bio”, ma credimi è inguardabile!
          “Frutta che cammina da sola”, la chiamo io.
          E qualche trattamento lo facciamo, sennò non raccoglieresti nulla.
          Non dico che si debba mangiar carne “tanto è tutta merda”, ma non crediate mica di mangiar sano, perchè è , semplicemente, impossibile.
          Qui si stanno ponendo solo due scelte: o consumi 6.000 calorie animali al giorno, oppure campi di bacche&radici.
          Ci sono miliardi di scelte intermedie.

    • nicolass

      la principale motivazione che spinge una persona a seguire una dieta vegana è quella etica cioè la compassione e il rispetto per tutte le altre forme di vita … al secondo posto c’è una motivazione salutistica perché tutte le evidenze scientifiche ormai hanno dimostrato che un’alimentazione basata sul consumo di carne, uova, latte e derivati apporta un eccessivo introito di proteine nell’organismo che è all’origine di patologie gravi come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, cancro…. è altrettanto vero che i vegani sono molto attenti a quello che mettono nel piatto cercando di privilegiare l’assunzione di alimenti biologi, salutari e a Km zero, ma questa non è la motivazione principale della loro scelta alimentare. Nessun vegano rinuncerebbe ad un’alimentazione vegetale perché la frutta e la verdura sono inquinate da pesticidi e fitofarmaci, semplicemente perché questa non è la principale motivazione della loro scelta. Allo stesso modo la difficoltà di reperire sul mercato alimenti biologici non può essere il pretesto per giustificare un’alimentazione a base di prodotti animali come cercano di fare molti onnivori, soprattutto perché l’alimentazione onnivora è molto più inquinante e impattante sull’ambiente di una a base vegetale. Inoltre per sua informazione gli antibiotici trovano impiego soprattutto nell’allevamento intensivo animale, perché altrimenti la necessità di allevare gli animali con tali metodiche li esporrebbe a gravi malattie e infezioni. Antibiotici che poi inevitabilmente finisco nel piatto in cui mangiamo.

      • stefano passa

        non esiste nessun studio dove si afferma che la dieta vegana è migliore di una onnivora……

      • leo

        Vorrei proporti un paradosso dinanzi al quale mi sono trovato io al tempo in cui ero vegetariano. Trovai un articolo sul web di una setta buddista americana in cui l’autore si genufletteva di fronte alla visita di un grande savio tibetano. Alla domanda se egli fosse vegetariano lui rispose che se fosse stato invitato a casa di altri e gli avressero proprosto di mangiare carne egli lo avrebbe fatto (mi sembra di aver capito che questa scelta dipendeva dal precetto buddista di non anteporre il proprio ego ecc.) A parte la motivazione egli la giustifico anche da questo altro punto di vista (cito a memoria) : “Tu dici di non mangiare carne per non contribuire ad uccidere esseri viventi. Ma quando il contadino ara il suo campo uccide una miriadi di insetti con la sua zappa. Quando mangi il tuo riso, tanto vale che ti beva una tazza di sangue”.
        Scusa, non voglio essere polemico (e non sono buddista, anche se tiro sempre fuori le religioni) ma riguardo al primo punto del tuo intervento, dove poni il limite tra le specie che non si possono uccidere e quelle che invece le si possono e perché?

  • Leno Lazzari

    Per chiudere il cerchio e completare il mio ragionamento di poc’anzi allego questo (poco confortante) articolo del bravo Stefano Filippi:

    http://www.ilgiornale.it/news/i-padroni-cibo-1316575.html
    ………..dalla cui lettura traggo una conclusione : salutisti, vegetariani e vegani avranno vita sempre più dura, di pari passo con la difficoltà di reperire alimenti davvero “puliti”, o se volete, naturali, che sono alla base di ogni forma di alimentazione che vuole essere anche solo minimamente sana . Ma a ben pensarci questo vale anche per i carnivori amanti, come me ogni tanto, del filetto alla tartara o dello stracotto alla toscana.

  • Andrea Tonon

    Non mangio carne da fine 2011 e non ricomincerò più, ho scoperto l’Alimentazione.
    La gente comune e rozza è superficiale anche nel mangiare…Come su tutto.

    • stefano passa

      per quale motivo chi mangia carne è rozzo e superficiale mentre chi è vegano non lo è????

      • ignorans

        Questa cosa che uno deve chiedere chiarimenti è incomprensibile. Fai l’esperienza e vedi da solo cosa succede.

        • stefano passa

          stiamo su un forum chiedere chiarimenti su alcune affermazioni mi sembra normale

          • ignorans

            Ma tanto a che ti serve che un altro ti descriva le cose? Puoi verificare solo provando. L’altro potrebbe mentire…

  • nicolass

    ho affermato che ci sono ormai numerose evidenze scientifiche riguardanti la minore incidenza di mortalità per patologie cardiovascolari e tumori nei vegetariani/vegani rispetto agli onnivori. Questi sono i principali studi scientifici per chi avesse voglia di approfondire:
    – L’Oxford Vegetarian Study: uno studio prospettico a lungo termine sulla salute di più di 11.000 persone residenti nel Regno Unito – Appleby, P. N.; Thorogood, M.; Mann, J. I.; Key, T. J. A. (1999). The Oxford Vegetarian Study: an overview. Am J Clin Nutr; 70(suppl):252S-31S.
    – lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) il più vasto studio di popolazione (coorte) condotto sui rapporti tra dieta e salute http://epic.iarc.fr/
    -EPIC-Oxford più ampio studio condotto ad oggi sui vegetariani e vegani dei Paesi Occidentali http://www.epic-oxford.org/
    -AHS (Adventist Health Studies) http://www.llu.edu/public-health/health/ index.page

    Buona visione.

    • Tizio8020

      Mi riservo di leggerlo.
      Ma un paio di domande sorgono spontanee: tutte questi studi, mettono a confronto persone che assumono lo stesso numero di calorie, hanno lo stesso tenore di vita e soprattutto, lavorano negli stessi ambienti?
      Se non fosse così, puoi arrivare a qualunque risultato voluto.
      Se ad esempio confrontassimo una persona che lavora con carbone & merda varia, assume 6000 (!!) Kcal al giorno di origine animale, magari pure bevitore e fumatore, con un artista miliardario che per diletto viaggia il mondo in barca a vela , e si nutre solo di zooplancton…capisci bene che non funziona!
      Sarà che sono sempre studi “statistici”, ma il più delle volte dimostarno esattamente quello che è richiesto dal finanziatore dello Studio stesso.
      Comunque è questione di scelte (nel limite del possibile).
      Che il fumo provochi il cancro è scritto persino nei pacchetti, ma la gente (compresi mooolti medici!!!!) fuma lo stesso!
      Che l’alcool sia tossico per l’organismo lo sappiamo da decenni, ma ancora c’è un giro d’affari miliardario dietro la sua vendita.
      A quando le etichette sul vino con scritto che “è tossico” ?

    • Roberto Giuffrè

      Guarda sempre lui quello di Oxford, arrivato prontamente ad inizio anno scorso dopo il calo significativo di produzione e vendita di prodotti carnei.
      Vegetariani e vegani ormai sono in aumento esponenziale, raddoppiano ogni 4 anni.

      Che ti aspettavi? Però professionisti seri come Berrino, il compianto

      Ah in un altro messaggio ho messo alcuni bei link sulle frodi scientifiche e la varianza statistica piegata ad arte…

      Allora facciamo una cosa, dato che qui è molto più semplice provare su se stessi.
      Io mi baso sulla mia esperienza personale e dei miei parenti che mi hanno seguito.

      Io ho avuto remissione artrite, calo di peso, miglioramento analisi del sangue, maggiori prestazioni fisiche e mentali.
      La mia ex quando mi ha conosciuto ed ha provato è dimagrita, sono sparite ipertensione, emicranie, reflusso gastrico. Dopo che ci siamo separati ha ripreso dieta carnea e sono subito tornati i disturbi precedenti.
      Mio fratello, dimagrimento, migliori prestazioni fisiche e mentali.
      Mia madre anziana miglioramento fisico e mentale, e ha ridotto alcuni farmaci che prendeva.
      Lei era già semi-vegetariana, ma diventando vegana ha visto ulteriori miglioramenti.

      Bastano 5 mesi senza proteine animali per vedere risultati tangibili.

      La maggior parte della gente non riesce perché col cibo ha abitudini radicate e dipendenza affettiva. È questione che comprende tutta la sfera psicologica dell’individuo ed è difficile da cambiare diversamente da molte altre abitudini.

      • Nicolass

        scusa Roberto forse non ti è chiaro, ma siamo dalla stessa parte della barricata.

  • nicolass

    se la maggior parte degli onnivori fossero costretti a uccidere per procurarsi la carne di cui si nutrono probabilmente smetterebbero di mangiarla… fanno tanto gli spavaldi ma vorrei vedere quanti di loro avrebbero il coraggio di uccide un agnellino, un maiale o un vitellino per cibarsi. Anche questo è un altro inganno del carnismo: creare nella mente delle persone la dissociazione che la carne è un prodotto come un altro, che nasce incelofanato e ammiccante negli scaffali del supermercato e non, invece, un pezzo di un animale che è stato ucciso perché in fondo la sua vita è meno importante delle nostre pulsioni culinarie. Per lavarsi la coscienza hanno delegato la sofferenza e lo strazio che c’è dietro l’uccisione di un animale a qualcuno altro. Qualcuno che faccia il lavoro sporco per noi e che venga retribuito per questo. Non per niente i macelli sono stati collocati in posti decentrati e periferici lontani dalla vista e dalla coscienza di chi se ne nutre come se questo bastasse ad assolverli.

    • stefano passa

      io ho fatto per decenni pesca subacquea mai avuto problemi, come non hanno mai avuto problemi le generazioni precedenti

      • nicolass

        io invece per anni mi sono immerso limitandomi a godere del privilegio di nuotare con i pesci e godere della loro vista.. purtroppo questa fortuna è diventata sempre più rara in quanto di pesci ormai se ne vedono ben pochi… non è che per caso ci immergiamo nello stesso mare e sei tu la causa della loro sparizione?? A parte gli scherzi se i pesci avessero potuto gridare forse ti avrebbero sfondato i timpani con le urla di dolore mentre li infilzavi con la fiocina, ma forse per te non avrebbe fatto nessuna differenza lo stesso.

        • stefano passa

          ma sai sono consapevole che per nutrirmi devo uccidere…
          che sia una pianta,un pesce,un animale, bisogna farlo, cosi madre natura ci ha creato, e cosi va avanti da milioni di anni

          • nicolass

            sai anch’io sono consapevole che posso nutrirmi senza uccidere nessun animale… mi consola il fatto che godrò di una salute migliore della tua e che avrò una vecchiaia felice e serena. Ti auguro altrettanto naturalmente anche se la vedo dura.

          • stefano passa

            non ti preoccupare, i miei nonni hanno vissuto a lungo una nonna è arrivata a 97 anni, mangiando anche carne…

    • Leno Lazzari

      ……..”Non per niente i macelli sono stati collocati in posti decentrati e periferici lontani dalla vista e dalla coscienza di chi se ne nutre”…….
      Scusa la curiosità nicolass, ma dov’è che vivi ?
      Da me non sono affatto periferici .

      • nicolass

        facci un giro allora ogni tanto giusto per ricordarti da dove viene quello che finisce nel tuo piatto e apri bene le narici così potrai sentire il tanfo della morte almeno da un miglio di distanza.

    • Tizio8020

      Vero anche questo.
      Ma proviamo a “girarla” a rovescio, e vediamo se il ragionamento regge.
      “Se tutti i vegani fossero costretti a coltivarsi da soli tutto quello che consumano, vedi tu come tornerebbero a mangiar carne!”
      Ragionando per estremismi, non ci si accorderà mai…

  • Leno Lazzari

    Rozzo sarai tu e tutta la tua schiatta per sette generazioni passate e sette a venire .
    Lezi, lazi e celie a parte, questi studi alla fine lasciano il tempo che trovano, almeno con i più di noi . Personalmente sono un onnivoro che, vista la tenera età di 67 anni, ha ridotto il consumo di carne a due volte la settimana e gli insaccati e simili solo raramente e se caserecci, dunque senza anti micotici, antiossidanti etc. . Compenso con legumi, pesce azzurro, un po’ di formaggi stagionati e giù pesante con le verdure tra cotte e crude .
    Ma so di persone più e molto più avanti di me negli anni che mangiano da sempre carne “senza ritegno” e che stanno benissimo . Vivere in salute e a lungo in fondo dipende da uno stile di vita genericamente “misurato” . Per contro, un mio vecchio amico (ragazzi assieme), da sempre molto attento all’alimentazione (Tutti gli elementi scientificamente bilanciati e pedissequamente pesati) perché da sempre pentatleta ha avuto cinque anni fa due arresti cardiaci in mezz’ora mentre era in pronto soccorso . Talmente strana la cosa che il suo caso è usato per la didattica al Policlinico Umberto I di Roma .
    Il punto che mi preme fare è che molto ma non tutto dipende da stile di vita e DNA (l’eredità che uno si porta dietro) ma è fuor di dubbio che TUTTI gli eccessi possono portare a conseguenze spiacevoli, così che si ingozza da sempre di carne e grassi come fosse un muratore e così chi si inventa vegano senza avere la necessaria preparazione .
    Checché ne pensino gli altri e viste le mie condizioni (grat grat grat) credo di aver trovato il giusto equilibrio nel mio stile di vita, alimentazione compresa .

    • nicolass

      mi verrebbe da dire bravo Leno ma non lo faccio.. sappi però che il fatto di averla sfangata fino adesso non ti assicura una vecchia serena e felice considerando che il tuo stile alimentare probabilmente ti predispone in un caso su tre al diabete, in un caso su due al cancro al colon retto e ad una elevata incidenza di rischio cardiovascolare acuto. Tranquillo non è necessario che corri dal medico e a fare le analisi del sangue probabilmente la natura è stata particolarmente generosa con te e magari saresti capace di digerire anche i sassi di fiume. Il tuo caso però statisticamente è irrilevante così come quello del tuo vecchio amico salutariano. Buona vita e buona grattata.

      • Gino

        fai del brutto terrorismo e della pesante disinformazione a causa o del tuo bisogno di spargere l’ideologia vegana o solo per ignoranza. In ogni caso stai facendo una cattiva pubblciità a quello che vorresti sponsorizzare e manco te ne accorgi!

        • nicolass

          terrorismo?? Questo articolo parla di alimentazione vegana e io a differenza tua ho tutti i titoli per poterne parlare. Cos’è ti da fastidio che qualcuno possa fare scelte di vita diverse dalle tue? Non ti fa sentire bene e a posto con te stesso? Di colpo hai paura di guardare nel piatto in cui mangi? Puoi sempre scegliere di non partecipare alla discussione se provi tanto fastidio, visto che cmq il tuo contributo ad essa è pari allo zero assoluto. Fai pace col cervello sempre se ti riesce e vai in pace amico.

          • Gino

            ascolta. dire che il diabete e altre malattie vengano a causa del consumo di carne o lo dice uno in malafede o un ignorante.

          • nicolass

            cos’è fai il macellaio di professione?? perché in tal caso la tua crassa ignoranza sarebbe almeno in parte giustificabile con la malafede. Non lo dico io che il consumo di carne causa il diabete e altre malattie lo dice la SCIENZA. Lo dice l’OMS (organizzazione mondiale di sanità) che ha stabilito che la carne è potenzialmente cancerogena e le carni trasformate sicuramente cancerogene al pari del fumo di sigarette. Non ti piace? non ti soddisfa?? il mondo se ne farà una ragione.

          • stefano passa

            il diabete è una forma di cancro???
            mi posti gentilmente un documento dove si afferma che le cause del diabete ed ipertensione siano da imputare alle proteine animali??

          • Gino

            Vedi cosa è l ignoranza? questo! la scienza e l OMS non dicono questo. ma gli analfabeti funzionali non riescono a capire quello che leggono. quello che dice Roberto Giuffre gia è un’altra cosa su cui si può discutere.

          • Roberto Giuffrè

            Di sicuro però vanno in remissione abbandonando le proteine animali.
            Che facciamo, rifiutiamo i vantaggi tangibili sulla malattia dati dalla dieta vegana perché abbiamo dubbi su cosa sia la causa?

          • Gino

            no. certamente. parliamo di alcuni cancri. ma ancora non siamo certi. vedi il consumo di carne esiste da millenni mentre l esplosione endemica di alcuni tumori inizia con l era industriale. paesi dove il consumo di carne è altissimo (tipo il Brasile) non hanno una incidenza maggiore di certe malattie. in molti posti li le vacche girano libere in posti incontaminati. ci sarà relazione?

          • stefano passa

            perciò secondo te il diabete e l’ipertensione sono provocati dalle proteine animali………. ok abbiamo capito tutto

          • nicolass

            si è proprio così, ma non perderò più tempo a risponderti perché sono sicuro che sei sufficientemente intelligente per arrivarci da solo senza chi io stia sempre qui ad imboccarti.

          • stefano passa

            veramente nono mi hai mai risposto postando documenti…

          • Nicolass

            tutti i documenti di cui hai bisogno li ho postati più in basso se hai voglio di leggerli, ma ho come l’impressione che invece di cercare di capire un punto di vista diverso dal tuo cerchi solo delle argomentazioni pretestuose per screditare le mie affermazioni e portare acqua al tuo mulino. Questo non è l’atteggiamento giusto per approcciarsi alle cose. E’ un vero peccato perché un po’ di apertura mentale non potrebbe che farti bene.

      • Leno Lazzari

        Beh, mezza fatica me l’ha risparmiata Gino dandoti sostanzialmente del terrorista. Ma scherzi a parte, è ovvio che il mio caso (o del mio amico) non faccia testo . Come neanche tu hai la garanzia a vita per essere al riparo da pressione ballerina, porstata capricciosa e via elencando . Forse sarai meno “a rischio”, cosa che ti auguro . Ad ogni modo, avendo io avuto in famiglia casi di infarti per eccesso di colesterolo nel sangue, tumori vari etc è da anni che faccio periodicamente analisi di routine per tutto quello che può risultare dal sangue più roba più specifica come la prostata e la tiroide . Sono bradicardico e con la pressione tendente (talvolta fastidiosamente) al basso e dormo sei, talvolta sette ore per notte e se è quello buono non esiste che mi neghi un bicchiere di vino la sera a cena……………………..behhhhhhhh, certo che se ho amici a cena…………… .

        • nicolass

          a differenza di quello che pensa Gino non era mia intenzione spaventarti o creare inutili allarmismi… non scrivo mai cose a caso ma ho citato delle statistiche su cui baso le mie fonti per averle studiate e approfondite. Poi ognuno è libero di alimentarsi come crede.

  • Tizio8020

    http://www.myttex.net/forum/attachment.php?aid=437

    Se aprite la lista, noterete che è compreso, fra gli agenti “sospetti cangerogeni”, anche l’Ethanol” in beverage.
    Cioè l’alcool etilico.
    Come mai non hanno fatto campagne di divulgazione di questa cosa?
    Come mai non si mettono fuorilegge le enoteche, si vietano gli alcoolici, e tutto il giro di affari che vi gravita intorno?
    Poi, chiaramente, la lista comprende le “nitrosammine”, l’acrilammide etc. cioè sostanze che si formano cuocendo (male) la carne, friggendo, etc.
    Questo però l’hanno ben pubblicizzato e demonizzato.
    Occhio: fra le sostanze sospette, c’è pure la caffeina…

    • Roberto Giuffrè

      I soliti interessi economici, di chi vive delle malattie altrui, causate da chi vende prodotti che danno ancora da vivere a tanti che li producono.

      E tutti lasciati in balia del proprio giudizio, della propria coscienza, e di informazioni false che si susseguono.

      Studio che dimostra che una sostanza fa male, ed ecco studi commissionati da chi quella costanza la produce/vende che dicono il contrario.

      Orde di coccodè che si sono bevuti il cervello e le capacità logico-deduttive, che ripetono a pappagallo: “mostrami gli studi”, “il metodo scientifico lo conosci?”. Salvo poi basarsi per le loro scelte su quei soliti quattro siti antibufala di idioti più idioti di loro…

      E avanti tutti con coccodè, coccodè, coccodè nel pollaio degli italioti da tastiera.

      • Tizio8020

        Quella postata è la lista ufficiale , quella della IARC (International Agency for Research on Cancer).
        E’ una branca della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
        Non credo sia in discussione.

        Ah. ho visto adesso che la caffeina è ancora in “gruppo 3”. Fiuuu!

        • ignorans

          Noi possiamo anche consumare dei prodotti che fanno “male”. Non occorre essere dei fissati salutisti. Però sappiamo anche che:
          1) il corpo ha la capacità di difendersi (alcune persone poca)
          2)alcuni alimenti o pratiche migliorano le nostre capacità
          3) siamo in grado di “sentire” la nostra vitalità e quindi di regolarci
          4) non tutte le indagini che hanno fatto sono realistiche perché le fanno in laboratorio senza considerare che i nostri corpi sono dei laboratori che hanno modi particolari di reagire
          5} siamo comunque liberi

      • Leno Lazzari

        In primavera, puntualmente, mattino dopo mattino esco armato di tutto punto, spuntino e acqua da bere compresi, per girovagare per le colline della bassa Sabina a fare la posta agli asparagi selvatici . Surgelati li uso tutto l’anno e li regalo pure .
        Pappardelle asparagi e guanciale (fatto in casa in quel di Cascia)
        Omlette agli asparagi
        Risotto o orzotto asparagi e gamberetti sgusciati.
        E sempre accompagnato con massimo un bicchierozzo di Aglianico, Nero D’Avola ma anche altri come il bianco Vernaccia di San Gimignano .
        Ma sempre con moderazione e senza sensi di colpa .

  • Teopratico

    Quanti vegani fanno lavori pesanti qui? E quanti sono sportivi agonisti, professionisti o senior? Così, per curiosità e per ribadire che per la salute fisica è importante si l’alimentazione ma relativamente allo stile di vita e alla salute psicologica. I nostri avi consumavano dieci volte le calorie che consumiamo in media oggi. Quindi ben vengano queste diete povere visto che passiamo la vita in macchina, in ufficio e nel letto.

    • alessandroparenti

      Beh, a parte che ho vinto un paio di titoli italiani master over 40 in atletica leggera,da vegetariano.Poca roba,lo so,ma se ti documenti scoprirai che in tutte le discipline sportive più logoranti chi è passato alla storia per longevità sportiva e dominio mondiale ininterrotto fu quasi sempre vegetariano. Per chi non lo sapesse persino nel culturismo. Sapevate che Albert Beckles fu secondo a Mister Olympia a 55 anni dietro solo al grande Arnold Schwarzenegger? E a 59 anni era ancora tra i finalisti.

      • Teopratico

        Bene, uno…

      • Gino

        quanti atleti vegani o no si dopano come i pazzi? andiaaaaaaaaamo su!!!!!!!!
        i prfessionosti tutti? ma proprio tutti?

        • alessandroparenti

          Ma che cazzo c’entra, mi scusi,sa?

          • Gino

            no nulla. mi bomobo di steroidi ma sono vegano. certo se vinco mister muscolo, il fatto che sono vegano è determinante
            mah! ma con che criteri ragionate?

          • alessandroparenti

            Ma tu un minimo di logica la usi quando discuti? Nessuno sa se i vegetariani si dopino più degli altri. Forse lo sai tu. Boh? Ma se uno pensa che sia una dieta che non consente prestazioni fisiche equivalenti semplicemente lo informo. Per completezza e per chi sa chi siano posso aggiungere: Carl Lewis(4 ori olimpici consecutivi salto in lungo), Al Oerter(4 ori olimpici consecutivi lancio del disco),Edwin Moses(nove anni e nove mesi imbattuto nei 400 ostacoli),Martina Navratilova(ultimo Slam a 46 anni). Oltre ai migliori mezzofondisti del passato. L’elenco è solo per l’atletica, altrimenti diventa troppo lungo.

          • Gino

            ma chi lo ha detto che i vegani si bombano di piu? Boh
            Ho detto che se sono vegano non conta nulla come esempio di BUONA ALIMENTAZIONE se poi mi bombo. i risultati ci saranno perche mi bombo nonperche mangio zucchine.
            Voglio dire che è perfettamente inutile portare l’esempio di atleti vegani come esempio che mangiare vegano fa diventare suèperman o non debilità neanche gli atelti. Perchè generalamente gli atleti si bombano.
            E’ chiaro o devo fare un disegnino per renderlo piu comprensibile?

  • Gino

    Molti anni fa, piu di 20 anni facendo parte della Leal (lega anti vivisezione) decisi di diventare vegetariano!
    MIa sorella gia lo era. Ma aveva problemi di anemia.
    Io mi informai. NOn avevo voglia di contribiuire al massacro degli animali.

    Dopo un po’ rinunciai.
    Per coerenza!
    Se lo faccio per gli animali devo eliminare tutto ciò che riguarda la sperimentazione su animali, prodotti di origine animale nel vestiario e in tutto, cosmetici, medicinali e tutto.
    IN pratica avrei dovuto sostituire molte cose con prodotti specifici di cui c’è un grosso commercio per RICCHI visto che i prezzi sono altissimi.
    Non potendo permettermi i prodotti creati senza massacrare o torturare un animale ho capito velocemente che non ci sarei riuscito ad essere coerente.
    Avevo un gatto e dovevo comunque comprare carne e pesce per lui.

    I discorso è questo (il mio personale discorso).
    se lo faccio per amore degli animali devo essere coerente. INutile non mangiare carne e avere le scarpe con la tomaia di canguro o la cintura di pelle. O comprare il dentifricio che è stato testato sugli animali fecendoglielo ingoiare a forza fino a farli morore per determinare la lethal dose.
    Essere coerente è dispendioso e comunque impossibile. La maggior parte dei prodotti in commercio è macchiata di sangue animale!
    MI sono rassegnato. curo il mio gatto e i miei cani e fine! salvo anche gli insetti che mi entrano in casa buttandoli fuori dalla finestra delicatamente. non tocco ragni e altre bestie libere di fare le ragnatele dove vogliono. Faccio il mio per cio che posso. le zanzare e e mosche a volte le schiaccio per difesa. sono un assassino lo so!

    CHi vuole essere vegetariano per me è libero di farlo e non ho nessuna critica da fare.

    Critico chi lo fa pensando che la carne fa male.
    Fa male l’abuso di ogni cosa

    Critico chi lo fa per gli animali e poi ha lo shampo l’oreal in bagno. o le aspirine sul comodino o degli animali poi non gliene frega nulla.

    Citico chi non distingue gli allevamenti intensivi, veri e propri lagher, dall’allevamento che esiste da millenni e mai nessun problema ha provocato essendo nel ciclo naturale delle cose essendo una simbiosi tra uomo e animale con vantaggio per l’uno e per l’altro.

    Critico chi vuole imporre la sua ignoranza e superficialita ad altri che non sono vegetariani o vegani ma non sono meno sensibili e che quando hanno affrontato questi temi hanno deciso coerentemente e non sull’onda di nessuna moda che non esisteva in televisione o da nessuna parte.

    • alessandroparenti

      Comoda! Se non riesco a salvare tutti tanto vale non salvare nessuno! Logica curiosa.(ma che vien comoda. Tu non sei mai stato vegetariano,scommetterei).

      • Gino

        è sttraordinario come capiate le cose che vi interessano.
        Questa logica te la stai inventando. e siamo al limite del patologico.
        Ho detto altro.
        Non potendo salvare tutti faccio ciò che posso nel mio piccolo.
        cosa hai capito tu è l’opposto. allltro che analfabetismo funzionale. qui è proprio disfunzionale!!!
        ahahahah
        Scommetto che qui i vegetariano non fanno uso di sostanza testate su animali che sono praticamente tutte!?!?!?

        • alessandroparenti

          Te l’ho già spiegato prima: sei in conflitto con le tue debolezze e devi trovarti una scusante tu per soddisfare unicamente il godimento del tuo palato infliggi sofferenze ad altri esseri senzienti,basta non vederlo. E’ vigliaccheria, caro Gino, e lo sai.

    • Nicolass

      “nessuno ha mai commesso errore più grande di colui che non ha fatto nulla perché poteva fare troppo poco” (E. Burke)

      • Gino

        non ci senti e non sai leggere nè capire.

    • ignorans

      Non basta. Devi conoscere “la legge” in tema di alimentazione che gli umani devono rispettare per stare bene. Di che legge si tratta?

      • Gino

        no non la conosco

        • ignorans

          “mangia e bevi poco. Ogni abuso sarà punito”.

          • Gino

            giusto.
            ma vedi poco e molto sono parametri relativi.
            “ascolta il tuo organismo”è la mia legge!

  • V_1988

    Il veggie burger….vi prego , che cosa ridicola ,
    se non è moda questo .
    Costretti a mangiarsi il riso in bianco …un piatto di pasta al sugo senza la spolverata di formaggio ?Non è all’altezza ?
    E poi c è il video di Di Caprio , fa moda citarlo , lui si che va controcorrente .sicuro .
    Questa tipologia la conosco piuttosto bene ,avendo esperienza nella ristorazione . Vengono al ristorante , non guardano nemmeno la carta , anzi non ti danno nemmeno il tempo di accoglierli che subito ti dicono che vogliono i piatti vegani .
    E gli si dice gentilmente , guardi abbiamo tanti piatti che potrebbero andare bene , può guardare la carta , ma loro no , ti chiedono , le verdure grigliate ? Un po’ come il veggie burger …mi sento sciocca solo a scrivere veggie burger. e penso a chi davvero segue una dieta con dei principi ,in tutta semplicità e discrezione e non una moda , che quando vanno al ristorante non ti accorgi nemmeno che sono” vegani “‘( anche questa parola mi da fastidio scriverla , la solita etichetta ) perché sono e basta .A loro va tutta la mia stima …coraggio e pazienza

  • V_1988

    Il veggie burger….vi prego , che cosa ridicola ,
    se non è moda questo . C è pure il ristorantino consigliato .
    Costretti a mangiarsi il riso in bianco …un piatto di pasta al sugo senza la spolverata di formaggio .Non è all’altezza ?
    E poi il video di Di Caprio , è moda citarlo , lui si che va controcorrente .sicuro .
    Questa tipologia la conosco piuttosto bene ,avendo esperienza nella ristorazione . Vengono al ristorante , non guardano nemmeno la carta , anzi non ti danno nemmeno il tempo di accoglierli che subito ti dicono che vogliono i piatti vegani .Non vedono l’ ora di dirlo proprio .
    E gli si dice gentilmente , guardi abbiamo tanti piatti che potrebbero andare bene , può guardare la carta , ma loro no , ti chiedono , le verdure grigliate ? Un po’ come il veggie burger …mi sento sciocca solo a scrivere veggie burger. e penso a chi davvero segue una dieta con dei principi ,in tutta semplicità e discrezione e non una moda , che quando vanno al ristorante non ti accorgi nemmeno
    che sono” vegani “‘perché sono e basta