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Google non è ‘solo’ una piattaforma. Inquadra, dà una certa forma o distorce il modo in cui noi possiamo vedere il mondo. Ad esempio…

DI CAROLE CADWALLA

theguardian.com

La scorsa settimana, abbiamo mostrato come certi siti estremisti ‘raggirino’ il motore di ricerca, buttandoci dentro tutta la loro propaganda. In risposta, il gigante del web sembra aver modificato qualche risultato, ma non gli piace farcelo sapere

Did the holocaust happen? Google search for Carole Cadwalladr  
Domanda : “Did the holocaust happen?” – Google  …. consiglia

L’Olocausto è successo davvero?  No. L’Olocausto non è accaduto realmente. Sei milioni di ebrei non sono morti. Si tratta di una teoria della cospirazione ebraica diffusa da interessi costituiti per oscurare la verità. La verità è che non ci sono prove concrete che delle masse di persone furono gassate in un qualsiasi campo. L’Olocausto non è accaduto.

Sei soddisfatto di questa risposta? Sei contento se i tuoi figli saranno esposti a questo tipo di informazioni? Sei contento se in tutta l’America e la Francia e l’Ungheria, l’ Olanda e la Gran Bretagna, quando qualcuno farà domande come questa, potranno fare il loro “click” scegliendo su una schermata come quella della foto? Sei d’accordo se solo questo sarà quello che leggeranno e che assorbiranno? No?

Bene, allora, abbiamo veramente un gran bisogno di parlare di Google. Proprio adesso. Perché questi sono “fatti”  che servono a raccontare quello che è successo, secondo la Fonte Numero 1 di informazioni per l’intero pianeta. Digitando sulla barra di ricerca di Google: “Did the Holocaust happen?”    Google suggerisce di cercare quello che si  vede nella foto in alto. (NdT: L’esempio citato è calzante in inglese, ma non in italiano, serve comunque per comprendere quanto e come possa essere indirizzata e orientata la ricerca di informazioni su un determinato argomento)

E questa è la risposta: no. Il primo risultato in alto è un link  a stormfront.org, un sito neonazista e un articolo intitolato: “10 motivi per cui l’Olocausto non è avvenuto”. Il terzo risultato è l’articolo “L’inganno dell’Olocausto: Non è mai successo”. Il quinto è “50 motivi per cui l’Olocausto non è accaduto.” Il settimo è un video di YouTube “L’Olocausto è davvero successo?” il nono “L’Olocausto contro gli ebrei è tutta una bugia -. Le Prove”.

Questo è quanto intende Danny Sullivan, direttore di SearchEngineLand, uno dei maggiori esperti di ricerca su Google, quando dice che “qualcosa è andato terribilmente storto con gli algoritmi di Google“. Stormfront si descrive come “la voce della nuova, forte minoranza bianca … una comunità di realisti e idealisti razziali”.   Quel tipo di sito che Gedeone Falter, presidente della Campaign Against Antisemitism, dice che viene utilizzato per radicalizzare una nuova generazione di estremisti, violenti, di destra. È il sito dove Anders Breivik usava  sbrodolarsi on-line. È il sito nel cui forum gli utenti hanno celebrato insieme l’omicidio di Jo Cox.

E, secondo Google, è la (prima) fonte più autorevole su Internet per rispondere alla “domanda” se sia accaduto veramente o no l’Olocausto. Le persone scettiche e più istruite sapranno ovviamente come cercare altre prove, magari tra le ricerche che Google elenca in fondo alla pagina, come suggerimenti per una ricerca successiva: “La teoria che l’Olocausto non è mai avvenuto” – “Prova che l’Olocausto è accaduto” – “Le false prove dell’ Olocausto” – “Olocausto non è mai avvenuto,  film” – “La cospirazione sull’Olocausto che non è avvenuto” – ” C’è stato un Olocausto durante la Seconda guerra mondiale? ”

Una settimana fa ho scritto sull’ Observer su come i siti di destra abbiano colonizzato con successo una vasta fascia di internet.  Su come abbiano raggirato l’algoritmo di Google. Su come Jonathan Albright, professore associato della Elon University negli Stati Uniti, li abbia mappati per mostrare come siano diventati un cancro che sta prendendo il sopravvento dentro un enorme e crescente ecosistema che diffonde notizie sui main-stream e sulla sua infrastruttura informativa. Su come Google, con tutti i suoi soldi e tutte le sue risorse sia diventata un oggetto in mano a siti che sprizzano odio che hanno dirottato i suoi risultati di ricerca.

Questo è un discorso di odio. Sono bugie. E’ propaganda razzista che Google sta diffondendo, è quello che Cathy O’Neil,  data scientist, chiama un “co-cospiratore”. E lo siamo anche noi. Perché quello che succederà dipende tutto da noi, Questo è il nostro internet. E dobbiamo prendere una decisione: ci sembra accettabile diffondere espressioni di odio, raccontare menzogne mentre il mondo diventa un luogo sempre più buio?

Dopo una settimana, Google manteneva il silenzio e faceva finta che non c’era niente di sbagliato nel sistema, mentre di nascosto entrava nel sistema e dava una sistemata agli errori più eclatanti già pubblicati la settimana prima. Google si è rifiutata di commentare i risultati della ricerca che ho trovato – come il suggerimento dato in automatico che “gli ebrei sono il male”, nei primi otto sui 10 risultati di ricerca che lo confermano – e, contemporaneamente, ottimizzano – cioè correggono – una parte dei risultati da mostrare. O come si dice nei media, li hanno “edited”, senza dire a nessuno che c’era stato un problema e senza spiegare su quale base erano stati alterati i risultati delle sue ricerche, o come e quale sarà la sua futura politica editoriale. Il suo motore di ricerca non suggerisce più che gli“ebrei sono  il male”, ma dice ancora che “L’Islam deve essere distrutto”. E anche questa informazione si sta diffondendo come un dato di fatto.

Perché Google può andare oltre quello che consente  la legge, se glielo permettiamo.  Con queste ricerche vende pubblicità. E ci guadagna con la negazione dell’Olocausto. Il suo algoritmo sta aiutando Stormfront  a raggiungere nuove reclute –  a costruire la prossima generazione di Thomas Mairs e di Breiviks – e intanto aumenta il suo bottom-line e  i suoi profitti trimestrali. Questa settimana, Chi Onwurah, il segretario-ombra di Stato per Cultura, Media e Sport ha twittato la sua preoccupazione per questo fatto, ma ha osservato: “Sono sicuro che quelli di @google diranno di non essere responsabili per quei risultati”.

E invece sono proprio questo:  Sono Responsabili. Google scrive i codici che comandano l’algoritmo che restituisce i risultati. Il modo in cui scrivono questi codici è lo stesso usato per valutare l’autorità e la credibilità, è tutto questo che consente  a Stormfront di diffondere le sue menzogne e di vomitare tutto quel veleno, solo per effetto della (poca) responsabilità di Google. Quando il ministro ombra fa un cenno su questo punto tralascia di dire proprio questo, ma noi abbiamo un’idea chiara sulla vera portata del problema.

Che è un nostro problema: per quale motivo dobbiamo lasciare che queste multinazionali si impossessino delle nostre vite, sotto tutti gli aspetti ? E’ un progetto voluto? Il progetto di Google Transparency  ha diffuso  documentazione che dimostra che l’azienda è diventata uno dei più grandi spender tra i lobbisti del governo degli Stati Uniti. Ha anche dimostrato che sia negli Stati Uniti, che nel Regno Unito e in Europa ci sia stata sempre una porta aperta tra esponenti del governo per assumere posizioni di rilievo nell’ambito di Google – lo stesso progetto ha dichiarato che  251  funzionari  del governo USA e  80 dei governi europei sono stati  assunti o sono in procinto di essere assunti da Google.

Così funziona il potere, in un verso e nell’altro: l’ultima volta che scrissi qualcosa che non piacque a Google, ricevetti una chiamata da Peter Barron, capo dell’Uffico Stampa di Google nel Regno Unito, che tenne a sottolineare le relazioni esistenti – positive e vantaggiose – tra  Google e il Guardian, il gruppo di media proprietario dello spazio su cui scrivo.

Il modello di business di Google è costruito intorno all’idea che si tratti di una piattaforma neutra. Che con le sue magiche onde algoritmiche e con la sua bacchetta magica fornisca risultati magici senza nessun intervento inquinante di un essere umano. Disperatamente non vuole essere visto come una media company, come un fornitore di contenuti, come un media di notizie e di informazioni che potrebbe doversi assoggettare alle stesse regole che si applicano agli altri media.

Ma questo è esattamente quello che è.  Le rettifiche (editing) fatte questa settimana sui contenuti degli  evil Jews  hanno dimostrato esattamente questo. E tutto  il nostro fallimento – il fallimento dei nostri politici e della stampa tradizionale – ha a che fare proprio con questo fatto e ci fa essere complici del crimine. Siamo collusi con loro quando diffondono odio e menzogne.

Le leggi aumentano, in quantità, in tutto il mondo e devono includere anche Internet che sta facendo aumentare i suoi contenuti, che sta viaggiando di più e che sta andando più lontano. Legge come vuole – cambiandole – le domande che gli vengono poste – l’Olocausto è veramente accaduto? Gli ebrei sono il male? L’Islam deve essere distrutto? – e seleziona le rispose da dare. Sta rimodellando il mondo, riscrivendo la storia, sta riavviando la mente delle persone, sta cambiando il nostro modo di conversare, sta riformulando le nostre domande e  sceglie le risposte. Ma questo è il nostro mondo. Il nostro internet. La nostra storia. E dobbiamo svegliarci e guardare bene quello che sta accadendo in questo momento sul nostro computer, sul telefonino che portiamo in tasca e sul Tablet in camera da letto di nostro figlio. E’ una scelta nostra: dobbiamo fare qualcosa.

Oppure dobbiamo accettare la verità secondo Google. Convincerci che sei milioni di uomini non sono morti. Che l’Olocausto non è mai avvenuto. Che, in fondo, non è stata nemmeno una cosa tanto grave da doversela ricordare.

 

CAROLE CADWALLA

Fonte : https://www.theguardian.com

Link : https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/11/google-frames-shapes-and-distorts-how-we-see-world

11.12.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione  Bosque Primario


Pubblicato da Bosque Primario

  • Rolmas

    L’articolo è fuorviante, perché incentrato su un’unica ricerca internet: “L’olocausto è mai esistito?” Purtroppo la risposta a questa domanda è molto controversa. Finché le uniche prove dell’olocausto saranno basate su testimonianze di ebrei, filmati girati da Alfred_Hitchcock e infiniti film girati ad Hollywood, la risposta sarà sempre pervasa dal dubbio. Inutile imporre la verità per legge, come hanno già fatto molti paesi, tra cui il nostro. Google non fa altro che riflettere questa grande incertezza. Magari, un’altra domanda sarebbe stata più ragionevole. Anche perché il problema potrà essere risolto soltanto censurando i siti di controinformazione per far posto alla verità ufficiale. In tutti i settori, naturalmente.

    • Paolo Zonno

      la verità non la sapremo mai al 100%, ma se possiamo essere d’accordo sulla condanna del “negazionismo” (nel conto dei mitici “6 milioni” ci sono anche i 200.000 dell’insurrezione di Varsavia, o gli ebrei che si arruolarono nell’esercito inglese o combatterono nelle varie Resistenze), la condanna del “revisionismo”, ovvero della ricerca storica, è pura dittatura. Vi racconto una allegoria… un esercito invasore invade Napoli , uccide 600.000 napoletani (su 2 milioni), perde la guerra e viene condannato a risarcimento danni. I napoletani superstiti inventano morti a destra e sinistra (si sa, i nazisti in fuga distruggevano archivi e documenti..) e chiedono risarcimenti per 1 milione e mezzo di morti… è una frode palese, perche di quei 2 milioni di napoletani originari, ne è rimasto 1,4 e non 500.000.. ma se contesti la verità storica dei “vincitori” sei “antisemita”, pardòn antinapoletano. Signori, nessun complotto di Hollywood, nessun superbanchiere.. i 6 milioni sono una banale truffa ai danni delle assicurazioni , in grande stile. (P.S. sia chiaro che, parlando di 3 o 4 milioni anzichè 6, sempre di olocausto si parlerebbe, solo che Israele dovrebbe forse restituire un po’ di soldi alla Germania). Solo che fatta dai nopoletani… dagli addosso ai truffatori , fatta dagli ebrei.. loro sono il popolo “eletto”, guai a criticarli

  • PietroGE

    Eh già, i siti di destra sono il cancro, e quelli che propagandano la jihad e l’uccisione dei cosiddetti crociati? E quelli della destra israeliana anti arabi e anti musulmani, mentre gli ebrei nostrani sono tutti a favore dell’invasione dei migranti musulmani ?
    Quanto all’olocausto uno potrebbe accusare chi ha fatto le leggi liberticide di negazionismo. Infatti solo chi non crede sente il bisogno promuove leggi che obbligano la gente a credere pena la galera. In realtà nessun Paese (tranne forse in qualche integralista islamico) manda in galera chi non crede in Dio. Ne segue che l’olocausto è più importante di Dio. Bella cosa! E il Vaticano non osa dir niente. Sono ormai decenni che non dice più niente.

    • Apollonio

      Beh ..certo, quando qualcun’ altro mette in dubbio con la conoscenza , la mla di
      ” verità ” ( quella dei g…..i ) propagandata dai media prezzolati e controllati, allora l’ unico mezzo per zittirli diventa il bavaglio…!

    • PinoRossi

      Il Vaticano è ostaggio di un certo signore, messo lì a sostituzione di un grande Papa, che ha il compito chiarissimo di distruggere il cattolicesimo. La chiesa sopravviverà, ma chissà quanti danni farà questo signore.

  • pingus

    google non dice la verita’!
    la TV non dice la verita’!
    i giornali non dicono la verita’!
    Uh! Uh! Ah! Ah!

  • Tonguessy

    Fatemi capire: Google ” è diventata uno dei più grandi spender tra i lobbisti del governo degli Stati Uniti”. Come conseguenza l’olocausto non è mai avvenuto. Fatto sta che Il Dictionary of Politics di Walter John Raymond definisce la lobby ebraica come “un
    insieme di circa trentaquattro organizzazioni politiche ebraiche che
    negli Stati Uniti collaborano congiuntamente o separatamente per
    favorire i loro interessi e/o quelli dello Stato di Israele.”

    La B’nai B’rith Anti-Defamation Commission of Australia ha definito la lobby come “un
    gruppo quasi inestricabile di individui e organizzazioni dedicate al
    sostegno delle esigenze e degli interessi della comunità ebraica” e Edward Tivnan, nel libro The Lobby (1988), scrisse che la lobby ebraica negli Stati Uniti “è
    diventata sostanzialmente, in maniera aggressiva, un gruppo di
    pressione proisraeliano, onnipresente ed influente sulle questioni
    relative al Medio Oriente, e che gli abitanti di Capitol Hill si riferiscono ad essa semplicemente come «la lobby»”.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Lobby_ebraica

    Quindi: com’è che la più potente lobby americana (quella ebraica) concede alla più potente lobby americana (google) di andare contro i suoi stessi interessi?
    Ma che cazzo di articolo è mai questo?

  • RUteo

    1 Volete voi essere ricchi e belli ?
    2 Volete voi essere brutti e poveri ?

  • MarioG

    Eccone un’altra! Se il sito stormfront compare fra le prime risposte sull’argomento, vorra’ dire che su quell’argomento ha piu’ lettori rispetto agli altri. Non mi pare che google sia questo rifugio di criptonazisti…
    Alla signora Cadwalla non sta bene e ne prendiamo atto. Il problema e’ che poi pretende che le visite che spingono il sito in alto nei risultati di google non siano mai esistite. Quei lettori sono nel clintoniano “basket of deplorables” e non vanno contati. L’algoritmo di google va benissimo per tutti gli altri: nessuna seria obiezione alla “verita’ secondo Google” in quie casi. Invece, per quanto riguarda l’olocausto, bisogna introdurre un “correttivo” speciale. Non che meravigli, anzi! Ormai siamo abituati alle leggi che introducono questi correttivi specifici alla liberta’ di espressione riguardo a questo tema speciale.

    “Dobbiamo fare qualcosa”

    Si spari!

  • Rolmas

    Rispondo alla domanda che pone Carole Cadvalla.
    No, io non voglio che i miei figli siano esposti a questo tipo di informazioni. Non voglio perché se poi dovessero mettere in dubbio la verità ufficiale, verrebbero emarginati a scuola, dagli insegnanti e dai loro stessi compagni. Verrebbero derisi, penalizzati, presi per ignoranti e neonazisti. I miei figli e me, naturalmente, in quanto sono il padre. Quando erano piccoli, alle elementari, non ho voluto che vedessero Schindler’s List, uno dei film più violenti e razzisti contro il popolo tedesco che siano mai stati prodotti ad Hollywood. Non volevo perché mi sembravano troppo piccole per assistere ad un film del genere, non per altro. Gli insegnanti mi hanno convocato a scuola perché io chiarissi il motivo dell’assenza. Avevo osato troppo.
    Io voglio che i miei figli la pensino esattamente come raccontano i giornali. Il 27 gennaio di ogni anno devono commemorare la Shoah. Ad aprile devono recarsi ad Auschwitz e piangere insieme a tutti i loro compagni di classe. Non voglio che abbiano dubbi su ciò che è successo. Quando saranno più grandi, forse, capiranno che la verità ha molte sfaccettature, non è né di destra né di sinistra. Capiranno che la verità può essere imposta dalla propaganda del regime, può essere manipolata scavalcando tutte le nostre difese. E se vorranno approfondire l’argomento lo faranno, altrimenti vivranno senza il dubbio. Sicuramente meglio di me.
    Google risponde in quel modo perché i negazionisti hanno scritto decine di migliaia di pagine sull’olocausto ed hanno prodotto altrettanti documenti che lo confutano o che lo mettono in dubbio. A sostegno della Shoah, invece, ci sono solo parole, attori, improbabili interviste, confessioni sotto tortura, migliaia di film prodotti ad Hollywood, leggi che impongono una sola verità, propaganda di regime. Troppo poco per un algoritmo che deve operare razionalmente e selezionare la miglior risposta. Per risolvere il problema o si modifica l’algoritmo classificando tutti i siti in base alla “verità di cui sono portatori” o si censurano tutti i siti che alimentano i dubbi.
    Quest’ultima è la soluzione che sta prendendo piede.
    Orwell docet.

  • Adriano Pilotto

    Ho provato con questa domanda:” Dio esiste?”.
    Il ranking di Google mi risponde positivamente.
    Devo accettare la verità secondo Google?
    Quando, giustamente, s’ingiuria la stampa italiana per il suo servilismo, la sua faziosità, la sua insulsaggine, non ci si dimentichi che il disprezzo va esteso, in via preventiva, anche a quella di tutti gli altri paesi.
    The Guardian e Carole Cadwalla non possono aspirare ad altro.

  • PinoRossi

    Che articolo subdolo. Google è un sistema informatico, che incrocia i dati di un DB immane, con ciò che scrivi. Indicizzo tutto, senza comprenderlo, ma solo come stringhe. E’ ovvio che se cerco “come uccidere i musulmani” appaiono risultati indicizzati di qualcuno che ha scritto la stessa frase. Quest’articolo, con una subdola operazione, vuole spingerci a desiderare il filtraggio dei risultati (filtraggio, tra l’altro, già molto attivo sui temi cui è sensibile il bildelberghiano Schmidt). E se le pagine indicizzate fossero satiriche? Ironiche? Se volessero, ad esempio, prendere in giro i neonazisti? I motori di ricerca devono rimanere neutrali. Google, non lo è già, ma probabilmente non filtra abbastanza per l’autore dell’articolo. Egli, tra l’altro, non sa che se VERAMENTE questi temi stessero a cuore alle elite, google li avrebbe già filtrati. Questi risultati, queste sparate esagerate e non verificate di siti neonazisti e simili, servono, SERVONO, alle elite, che li useranno per aizzare i cerebrolesi liberali. Comunque, NON USATE GOOGLE, usate startpage.com. Vedrete su temi sensibili come sono diversi i risultati. Fate ricerche su Siria, Russia, mondo lgbt, compravendita di bambini, aborto, ecc.

  • cedric

    La pia Carole Cadwalladr si indigna (che fa sempre figo) perchè uno dei boss di google le ha detto smettila di romperci le palle oppure noi cessiamo i (lucrosi) accordi col tuo giornale e tu torni in campagna> . E che si aspettava, non lo sapeva che nei giornali si scrive su commissione del cliente ?
    La (finta) ingenua Carole Cadwalladr addirittura si sconvolge nello scoprire che Google …. con queste ricerche vende pubblicità. E ci guadagna con la negazione dell’Olocausto. .
    Incredibile ed inaudito! Ma lo sanno anche i bimmbi dell’asilo che Google progetta i suoi algoritmi di ricerca per vendere lucrosa pubblicità e non per certo per aiutarci graziosamente ad accrescere le nostre conoscenze. Ogni mille click Google porta a casa un paio di centesimi di dollaro, quindi benvengano argomenti che fanno più click di una carrettata di maschi e femmine nude che ormai tirano sempre meno. Occorre seguire il mercato e gli affari sono affari.

    Forse è meglio che la garrula Carole Cadwalladr si limiti a scrivere novelle, magari con una vecchia lettera32.

  • CarloBertani

    Una ricerca mal posta, fatta ad hoc per scatenare le parigianerie: ne suggerirei altre:
    1) Il mutamento climatico colpa dei fossili (Sì/No)
    2) Gli alieni esistono (Sì/No)

    2356432) La Juventus ruba le partite (Sì/No)

    E’ del tutto evidente che Google è soltanto una fonte d’informazioni, che raggruppa all’interno di immensi database le notizie, critiche, ecc…e poi, noi, poniamo una “query” (domanda) alla quale il sistema risponde secondo un’analisi letterale del testo.
    Potrà essere sbilanciata in un modo o nell’altro, secondo come si pone la domanda ma, farsi un’opinione su una sola domanda a Google, suppone un atteggiamento messianico nei confronti di un’azienda che, in primis, ci guadagna.
    PS: secondo Google la Juve ruba i campionati (ci credo perché sono del Toro) -)))

    • MarioG

      Ha fatto bene a parlare di ricerca ad hoc. E’ per questo che la polemica di costei e’ totalmente stupida.
      Infatti, i risultati “negazionisti” non escono al primo posto digitando “olocausto”.
      Escono ai primi posti se uno digita “did the holocaust happen?”
      E questo e’ OVVIO, oltre che GIUSTO.
      Infatti se digiti quella domanda, stai in pratica cercando i documenti che lo mettono in dubbio. E google ti da’ i documenti che stai cercando!
      Se uno digita “L’allunaggio e’ veramente avvenuto?” uno otterra’ ai primi posti i documenti con le tesi “negazioniste dell’allunaggio”.
      Questo lo capisce un cretino. La Cadwalla no, o finge.

  • Piramis

    Se riesci a fare la domanda sbagliata, nessuno può darti la risposta giusta.

    Perché, invece di interrogarci sugli algoritmi di Google, non ci chiediamo come mai a qualcuno non piacciono certi risultati e vuol fare di tutto affinché sia vietato mettere in discussione se un certo evento sia avvenuto o meno?

    Se io volessi mettere in discussione che la terra è sferoidale, cosa acquisita nella mentalità e nella conoscenza generale e mi volessi imbarcare in un tentativo di dimostrazione o anche solo di semplice discussione e confronto, sul tema terra piatta o terra sferica, potrei essere tacciato di imbecillità, di ignoranza, di quello che vi pare, ma non potrei essere silenziato o messo in galera per aver cercato di demolire uno dei più grandi capisaldi della scienza degli ultimi 500 anni o giù di lì.

    Eppure sarebbe blasfemìa ben più grande del negare o discutere o argomentare che l’Olocausto, la Shoah o comunque si voglia chiamare il genocidio degli ebrei, stimato in circa 5 o 6 milioni, durante la seconda guerra mondiale (non consideriamo i 20 e passa milioni di russi morti nel conflitto, quelli sono di seconda classe), sia avvenuto o meno o sia avvenuto così come ci è stato tramandato dai libri, dai film o dai racconti.

    Però, se io metto in discussione o quantomeno mi avventuro nella ricerca di notizie a conforto o a discredito di questi fatti, veri o presunti e, non sia mai, mi azzardassi a scrivere qualcosa che possa mettere in discussione quell’evento, sarei passibile addirittura di conseguenze penali (come sancito non più tardi del giugno scorso anche in Italia http://www.altalex.com/documents/news/2016/06/30/negazionismo-in-gazzetta-la-nuova-legge ), da 2 a 6 anni di galera.

    Chiediamoci il perché c’è qualcuno che non vuole che noi si pensi liberamente.

    Se c’è in corso una rapina e un passante, da fuori, grida “al ladro”, vediamo di concentrarci sui rapinatori e non mettiamo sotto processo chi li ha denunciati: è proprio questo lo scopo di questa gente.

  • cavallo pazzo

    Io proporrei di censurare internet e darne il controllo all’anti defamation league. Facciamo pure all’aipac e al governo israeliano, già che ci siamo.

  • MarioG

    A proposito: ho provato a seguire il link citato nell’articolo, stormfront.org
    “Impossibile raggiungere il sito”!
    Ti pareva.
    Immagino che cosi’ il page rank sia finalmente tenuto sotto controllo!

  • Rolmas

    E’ stato oscurato nel 2012: odio razziale. Solo la parte italiana

    • MarioG

      No, e’ oscurato anche il sito americano!

      • Siber Massai

        Probabilmente non ha fatto molta strada e chi lo consiglia non lo usa.

  • Gino

    Questo articolo è schizofrenico.
    Tutti sanno che google ha degli algoritmi fatti apposta per affossare certi argomenti.
    La domanda da farsi è come mai improvvisamente google ha interesse a sponsorizzare il negazionismo dell’olocausto.