La battaglia per Auschwitz

 

Israel Shamir
unz.com

Venerdì 17 gennaio 2020, tremila colpi di cannone hanno fatto tremare la terra della capitale russa, il cielo sopra Mosca è stato illuminato da imponenti fuochi d’artificio. Questa è stata la ripetizione della memorabile commemorazione, avvenuta settantacinque anni fa, il 17 gennaio 1945, che, con 24 salve di 324 cannoni di grosso calibro, aveva celebrato la liberazione di Varsavia da parte dell’Armata Rossa. Varsavia in rovina era stata salvata dalla distruzione totale.

Questa avrebbe potuto essere un’eccellente occasione per mostrare un po’ di cordialità tra le due nazioni slave. I Polacchi avrebbero potuto ricordare i 200.000 soldati e ufficiali russi uccisi in azione a Varsavia e dire: sono morti perchè noi potessimo vivere. Avrebbero potuto ringraziare la Russia per le estensioni di territorio e le città che erano state strappate alla Germania sconfitta e cedute alla Polonia: Danzica era diventata Gdansk, Stettino era diventata Szczecin, Breslavia era diventata Wrocław e Posen era diventata Poznań. Avrebbero anche potuto ringraziare la Russia per aver ceduto all’Ucraina i territori popolati da Ucraini che erano stati sotto il dominio polacco tra le due guerre, periodo che si era concluso con un grande massacro dei residenti polacchi da parte dei nazionalisti ucraini.

La gratitudine non è una delle migliori caratteristiche del carattere nazionale polacco: il governo polacco aveva ignorato l’evento. Infatti i Polacchi avevano già distrutto i monumenti e le tombe dei soldati russi. Era stata una cosa abbastanza seccante, ma molto meno importante della decisione di Varsavia di rendere operativo sul proprio territorio la rete radar americana dello scudo missilistico europeo, il sistema che ha fatto diventare molto realistica la possibilità di un improvviso attacco nucleare statunitense contro la Russia. Lo sforzo della Polonia di minare il gasdotto russo verso la Germania, l’invito della Polonia alle forze corazzate americane a schierarsi sul proprio confine orientale, la perenne ostilità della Polonia nei confronti della Russia nell’Europarlamento hanno indotto i Russi a considerare questo vecchio membro fondatore del Patto di Varsavia come il loro nemico n° 1 nel continente europeo.

Non vi stupirà il fatto che i Russi abbiano approfittato di una buona occasione per ripagarli della stessa moneta. Questa opportunità è arrivata dall’offensiva ebraica contro la Polonia. Gli Ebrei hanno attaccato questo baluardo anticomunista dell’Occidente contemporaneamente da due parti, con gli influenti Ebrei americani e il potente Stato Ebraico. O quasi contemporaneamente. Gli Ebrei americani avevano iniziato facendo approvare da un Congresso compiacente il Decreto S774. Questo disegno di legge impone alla Polonia il versamento di 300 miliardi di dollari alle organizzazioni ebraiche americane.

Secondo questa legge americana, tutte le proprietà in Polonia che un tempo appartenevano ad una persona di origine ebraica devono essere trasferite alle organizzazioni ebraiche americane. Un terzo di Varsavia, metà di Cracovia, gran parte della proprietà residenziali in Polonia prima della guerra appartenevano agli Ebrei, ed ora stanno “tornando indietro” agli Ebrei statunitensi. La legge ha creato una situazione unica: ciò che apparteneva ad un Ebreo rimane per sempre nelle mani degli Ebrei. E non è possibile intentare azioni giudiziarie contro queste “mani ebraiche.” Cioè, se un Ebreo polacco muore lasciando dei debiti, questi debiti scompaiono. Ma se muore senza aver fatto testamento, allora la sua casa va alle organizzazioni ebraiche americane, che possono sfrattare i Polacchi residenti o fargli pagare un affitto per quelli che pensavano fossero i loro appartamenti.

Il Decreto S774 è un’idea geniale. Ripristina l’Ebraismo polacco medievale, uno stato nello stato. Nella Polonia prebellica non era così, gli Ebrei polacchi erano cittadini polacchi e, se un Ebreo polacco moriva senza lasciare eredi, la sua proprietà non reclamata andava alla Repubblica Polacca, così come la proprietà di un Polacco cattolico o ortodosso morto senza aver fatto testamento. Gli Ebrei americani hanno deciso di trasformare l’Olocausto nel più grande scippo immobiliare del 21° secolo, ripristinando i concetti del 16° secolo. Si impossesseranno di tutte le proprietà che prima della guerra appartenevano ai cittadini polacchi della Legge mosaica.

Questa brillante idea non si applica agli Stati Uniti o all’Inghilterra. Se un Ebreo americano (o britannico) muore senza nominare eredi, la proprietà verrà trasferita allo stato. Ma per la Polonia è prevista la restituzione completa. Se funzionerà con i Polacchi, potrebbe funzionare altrove: gli Ebrei non saranno normali cittadini dei loro paesi, ma piuttosto membri dell’Ebraismo sovranazionale. I debiti se li terranno gli altri, ma i beni saranno degli Ebrei. Fantastico, vero?

Ai Polacchi non era piaciuto il Decreto S447. C’erano state manifestazioni contro la legge e richieste per l’espulsione dell’ambasciatore americano, che aveva aggiunto la beffa al danno facendo gli auguri agli Ebrei polacchi per l’Hanukkah, dimenticandosi però di inviare gli auguri di Natale ai Polacchi cattolici, la stragrande maggioranza della nazione.

All’epoca, Israele aveva sostenuto gli Ebrei statunitensi e aveva chiesto alla Polonia di pentirsi per essere stata cattiva nei confronti degli Ebrei, di accettare una parziale responsabilità per l’Olocausto e di pagare. Israele, da parte sua, ha succhiato molti miliardi dalla Germania, ma questi miliardi sono ormai esauriti. La Polonia non aveva mai pagato nulla ad Israele. I bolscevichi che avevano governato la Polonia del dopoguerra non avevano pensato che i Sionisti dovessero essere pagati: consideravano la Polonia una vittima dei nazisti, non un beneficiario. Ora non ci sono più i comunisti, quindi per favore pagate, hanno detto gli Ebrei americani.

Israele e gli Ebrei americani continuano a tenere sotto pressione la Polonia. Chiamano Auschwitz un “campo di concentramento polacco,” cosa che offende molto i Polacchi. Dicono che molti Polacchi avevano aiutato i nazisti a realizzare la “soluzione finale alla questione ebraica.” I Polacchi hanno approvato una legge che proibisce di dirlo, gli Ebrei hanno iniziato a cantarlo per le strade.

Il conflitto sta ora venendo alla ribalta con il 75° anniversario della liberazione di Auschwitz (da parte dell’Armata Rossa, tra l’altro, lo zio del Presidente Obama non aveva combattuto in Polonia, nonostante questa sciocca affermazione dell’ex presidente americano). Verrà celebrato in due località: Gerusalemme ed Auschwitz. A Gerusalemme si riuniranno tutte le personalità più importanti: il presidente francese, il vicepresidente americano, la cancelliera tedesca, il Presidente Russo Putin.

Anche il Presidente Polacco Andrzej Duda è stato invitato, ma non come oratore, solo come ospite. Ha preferito quindi saltare l’evento e partecipare alla celebrazione, molto più modesta, tenutasi ad Auschwitz nel campo vero e proprio.

Il Presidente Putin è a conoscenza della controversia polacca e ha deciso di far vedere ai Polacchi che la loro continua ostilità nei confronti della Russia non paga. Poche settimane fa, il 24 dicembre, durante un discorso al Ministero della Difesa russo, Putin aveva presentato alcuni documenti risalenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale che dimostravano l’atteggiamento rabbiosamente antiebraico della leadership polacca prebellica. Ad esempio, Jozef Lipsky, l’ambasciatore polacco nella Germania nazista fino al 1939, aveva detto ai Tedeschi che i Polacchi avrebbero eretto a Varsavia un monumento al Reichskanzler Adolf Hitler se solo avesse liberato la Polonia dagli Ebrei. “Un vero e proprio maiale antisemita!” aveva esclamato Putin con indignazione.

I Polacchi avevano quindi fatto un maldestro tentativo di reinterpretare questa cruda affermazione, asserendo che l’ambasciatore polacco, in realtà, avrebbe voluto salvare gli Ebrei mandandoli nella sicura Africa, in Madagascar ad esempio, con gli innocui lemuri, in collaborazione con i Sionisti, e quindi sarebbe stato un maiale sionista. Non era stata una gran trovata.

Ma Putin aveva altri documenti ed altre prove in cassaforte. Aveva esibito un documento datato fine 1944 – inizio 1945, quando militanti polacchi filo-inglesi dell’AK [Armia Krajowa] avevano tentato di liberare Varsavia dai Tedeschi prima dell’arrivo dell’Armata Rossa. Il rapporto afferma che i combattenti dell’AK avevano sistematicamente ucciso tutti gli Ebrei sopravvissuti alla repressione tedesca dell’insurrezione del ghetto di Varsavia (1943). Questo potrebbe spiegare perché l’esercito russo non considerasse un suo sacro dovere aiutare i militanti dell’AK.

I Russi sono sempre stati piuttosto buoni e tolleranti con gli Ebrei. Non ci sono stati pogrom in Russia, solo in Polonia, Ucraina e Moldavia, gli stati indipendenti che un tempo facevano parte dell’Impero Russo. I Russi hanno salvato milioni di Ebrei, compresi milioni di Ebrei polacchi a cui era stato permesso di trasferirsi in Russia. Nessun altro paese, neanche lontanamente, ha mai accettato tanti rifugiati ebrei come la Russia. Gli Ebrei l’hanno ripagata con una nera ingratitudine, aiutando l’Occidente nella sua guerra psicologica contro la Russia. Masha Gessen e Leonid Gozman sono i tipici Ebrei filo-occidentali e anti-russi che non sarebbero mai nati se non fosse per il coraggio e la generosità dei Russi.

Nonostante ciò, la Russia è un buon posto per gli Ebrei. Fanno parte integrante delle moderne élite russe, i centri ebraici sono nelle migliori proprietà immobiliari a Mosca e altrove. Anche le relazioni con Israele sono piuttosto buone, nonostante lo scontro a bassa intensità in Siria. Durante la visita a Gerusalemme per le celebrazioni su Auschwitz, Putin inaugurerà anche un nuovo memoriale agli Ebrei sovietici che eramo morti durante il crudele assedio di Leningrado. Netanyahu è particolarmente amichevole con Putin e questa personale amicizia ha permesso di evitare un’escalation del conflitto in Siria.

I Liberali israeliani, nemici di Trump e di Netanyahu, non sono particolarmente felici di questo sviluppo. Preferirebbero che Gerusalemme ospitasse il presidente polacco, anche al modico prezzo di chiudere un occhio sulla pulizia etnica degli Ebrei polacchi. Ma non sono ancora al governo in Israele, anche se il loro principale quotidiano, Haaretz, è anti-Putin tanto quanto gli altri media occidentali.

I Polacchi sono fregati. Pensavano che gli Ebrei americani li avrebbero sostenuti contro la Russia, ma gli Ebrei hanno i loro progetti e i loro interessi. Se i Polacchi pensavano che i Russi non avrebbero mai scoperto le loro vulnerabilità, si sbagliavano. È vero, i Russi avevano conservato nei loro archivi numerosissimi documenti compromettenti del periodo prebellico e non li avevano fatti trapelare, ma allora Varsavia era alleata di Mosca. Ora questo non vale più e i Russi presentano le terribili prove dei violenti atteggiamenti antiebraici dei Polacchi.

[Questi documenti] riscrivono l’intera narrativa bellica. Anche se ai Polacchi piace far iniziare la storia con il Patto Molotov-Ribbentrop, presentando l’URSS come un alleato della Germania nazista che aveva attaccato una innocente e pura Polonia, nella nuova narrativa russa (e nella realtà), il trattato tra la Polonia e la Germania nazista aveva preceduto di molti anni il Patto Molotov-Ribbentrop. La Polonia intendeva attaccare la Russia come giovane partner di Hitler. Questo è il motivo per cui il confine occidentale della Polonia (con la Germania) era del tutto indifeso e non fortificato, al contrario del confine orientale con l’URSS pesantemente fortificato. Se non fosse stato per questo errore di calcolo strategico della leadership polacca tra le due guerre, i Tedeschi non sarebbero stati in grado di sconfiggere l’esercito polacco in due settimane.

I Russi hanno prodotto documenti che dimostrano come mezzo milione di Polacchi avessero prestato servizio nella Wehrmacht di Hitler. Sono la prova che la leadership polacca amava i nazisti tedeschi, non da ultimo a causa dei loro atteggiamenti antiebraici. Hitler aveva personalmente partecipato al servizio commemorativo del Primo Maresciallo polacco Jozef Pilsudski a Berlino, nel 1935.

In effetti, i furbi Polacchi avevano tentato di mettere l’Occidente contro la Germania e la Germania contro l’URSS ed era finita con il loro paese in rovina. Invece di imparare la lezione e capire che intrighi del genere non sono salutari per un paese di medie dimensioni, ci hanno riprovato dopo la Guerra Fredda, cercando di diventare la punta di lancia dell’assalto dell’Occidente contro la Russia. Il Forum su Auschwitz a Gerusalemme dimostra, ancora una volta, che questa politica porta ad un nuovo disastro.

Una risoluzione speciale del Sejm polacco, la camera bassa del parlamento polacco, ha condannato le dichiarazioni “provocatorie” e “false” del presidente russo Vladimir Putin sul ruolo della Polonia all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. “Due regimi totalitari, la Germania nazista e l’URSS comunista, hanno scatenato questa guerra,” sottolinea la risoluzione, che è stata adottata senza una procedura di voto giovedì 9 gennaio, mentre la Polonia è innocente.

Questo mantra ha funzionato bene per molto tempo, quando era necessario accusare la Russia e delegittimare i Sovietici. Ma ora anche gli Ebrei vogliono la loro parte di divertimento, guarda caso a spese della Polonia. Per la Russia è un cambiamento per il meglio. Gli Ebrei sono un prezioso alleato. Con Putin nel memoriale dell’Olocausto Yad va-Shem a Gerusalemme e il presidente polacco Duda tra i non presenti la voce della Polonia non sarà ascoltata.

Di recente ho ricevuto una lettera dal Dr. Ignacy Nowopolski, un nazionalista polacco; scrive che “noi Polacchi, dovremmo ritornare sotto la protezione del Patto di Varsavia, altrimenti gli Ebrei e i Tedeschi ci spenneranno.”

“Hanno iniziato ad accusare la Polonia di aver causato la Seconda Guerra Mondiale e l’Olocausto ebraico … Dal 1989 in poi, le corporazioni occidentali si sono impegnate nel mettere a punto la strategia migliore per depredare la ricchezza delle società post comuniste … L’Occidente ha portato una sofferenza immensa a innumerevoli popolazioni in tutto il mondo … i media imperiali sono riusciti a convincere i cittadini dei paesi postcomunisti ad unirsi volontariamente al nuovo paradiso ateo dell’UE. Oggi, dopo oltre tre decenni partecipazione alla sfera di influenza occidentale, le giovani generazioni polacche pensano che essere cittadini europei di serie B sia normale come la legge di gravitazione universale.

… I sentimenti anti-russi in Polonia e in altri paesi dell’Europa Centrale sono una mera dimostrazione di incaute tendenze all’interno delle loro società. Per sopravvivere, queste nazioni devono superare le animosità reciproche, che attualmente consentono ai loro nemici di impiegare con successo l’antica strategia del divide et impera. La risposta a tutto questo sta nella creazione di una sorta di “Euroslavia,” in cooperazione o addirittura in confederazione con la Federazione Russa,” vale a dire un ritorno al Patto di Varsavia.

Un tale sentimento sulla bocca di un nazionalista polacco della linea dura è il segno di un profondo cambiamento di mentalità. Se e quando simili persone dovessero occupare il vecchio Palazzo del Viceré, la Polonia farebbe la pace con la Russia e prospererebbe. Soldati, carri armati e radar statunitensi ritornerebbero in Virginia. I memoriali dell’Armata Rossa verrebbero ridipinti di fresco. I Russi dimenticano con facilità i vecchi rancori, hanno ancora un posticino nel loro cuore per i Polacchi, “i Francesi dell’est.” Quindi, la Russia potrebbe sostenere la Polonia contro le pretese di terze parti, come ha fatto per molti anni. Ma, nel frattempo, lasciamo che il Forum su Auschwitz sia una lezione utile per la Polonia: non bisogna suscitare ostilità in Oriente per ordine dell’Occidente.

Nella foto di copertina in alto: una dimostrazione di Polacchi contro il decreto di restituzione, intitolata “Protesta neonazista” in un giornale americano. Solo un neonazista preferirebbe rimanere proprietario del suo appartamento quando potrebbe essere ceduto ad un’organizzazione ebraica americana.

Israel Shamir

Nota del traduttore

Dopo la pubblicazione di questo articolo, la redazione di CDC ha ricevuto questa mail da parte del Dr Ignacy Nowopolski, che alleghiamo per correttezza.

Gentlemen,
Recently you have published translation of Mr. Shamir’s article: https://comedonchisciotte.org/la-battaglia-per-auschwitz/.
In this article my name was used in relation to some opinion that has been distorted by the author. It is not surprising, knowing the author, who frequently publishes stories that are full of distortions and outright lies, like the one cited above.
I will litigate my issues with the author separately, but because this translation also tarnishes my name, I have to request that you translate from English and publish my article from which opinion in question was extracted and distorted. Link to the publication is the following:
http://historyreviewed.com/index.php/special-news-from-poland-slavic-issues-russian-jews-agitating-against-slavs-attempts-to-create-tension/
I am also attaching Word file of my article.

Regards,
Dr Ignacy Nowopolski

Egregi signori,
Di recente avete pubblicato la traduzione di un articolo del sig. Shamir: https://comedonchisciotte.org/la-battaglia-per-auschwitz/.
In questo articolo il mio nome è stato usato in relazione ad alcune opinioni che sono state distorte dall’autore. La cosa non sorprende, conoscendo l’autore, che pubblica spesso storie piene di distorsioni e di palesi bugie, come quella sopra citata.
Farò valere le mie ragioni con l’autore in separata sede, ma, dal momento che questa traduzione infanga anche il mio nome, devo richiedervi la traduzione dall’inglese e la pubblicazione del mio articolo da cui è stata estratta e distorta l’opinione in questione. Il link al pezzo è il seguente:
http://historyreviewed.com/index.php/special-news-from-poland-slavic-issues-russian-jews-agitating-against-slavs-attempts-to-create-tension/
Allego anche il file Word del mio articolo.

Cordiali saluti,
Dr Ignacy Nowopolski

 

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/the-battle-for-auschwitz/
20.01.2020