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Chi si era arricchito con Auschwitz

Yury Gorodnenko
stalkerzone.org

La ricorrenza del 27 gennaio, una data commemorativa stabilita dalle Nazioni Unite per la Giornata della Memoria dell’Olocausto, è stata celebrata in tutto il mondo. In questo giorno, 75 anni fa, le truppe sovietiche avevano liberato i prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz.

Secondo i calcoli effettuati dagli storici sovietici, qui erano state uccise oltre 4 milioni di persone, di cui almeno 1,1 milioni di Ebrei. Non ci sono state tragedie simili nella storia. Così tanti membri di così tanti gruppi etnici non erano mai stati sterminati, in tutto il mondo, in un’unica località.

Non è un caso che Auschwitz sia un simbolo non solo dell’Olocausto, ma anche dell’essenza criminale del nazismo (fascismo).

Eppure, nonostante l’importanza di Auschwitz, la sua storia è ancora piena di lati oscuri. La ragione è che la verità completa su Auschwitz è estremamente scomoda per l’Occidente.

In primo luogo, è scomoda per gli stessi Polacchi. Dopotutto, l’autore del progetto del campo di concentramento di Auschwitz, il generale tedesco Arpad Wigand, aveva preso come modello … l’esempio polacco.

Il fatto è che, dopo la proclamazione della Seconda Repubblica Polacca nel 1918, il governo polacco aveva annunciato la costituzione di uno stato “nazionale” e, di fatto, mono-etnico. Come conseguenza, si era presentato il problema di che cosa fare di tutti gli altri gruppi etnici, che costituivano quasi il 50% dell’intera popolazione. Questa decisione anticipava di molto l’ideologia dei nazionalsocialisti. Un certo numero di Bielorussi, Ucraini, Lituani e Russi avrebbero dovuto essere sterminati, mentre i rimanenti sarebbero stati assimilati. Era prevista l’espulsione degli Ebrei.

Pertanto, uno dei primi atti con cui il governo polacco aveva iniziato l’edificazione della nuova nazione era stata la costruzione dei campi di concentramento. Queste istituzioni avevano il compito di segregare non solo i prigionieri di guerra, ma anche tutti coloro che venivano considerati “inaffidabili,” cioè non soggetti ad assimilazione. Quest’ultimo gruppo comprendeva i Russi.

E non aveva importanza se fossero sostenitori dei Bolscevichi o dell'”Idea Bianca.” Entrambi venivano considerati dal governo polacco come “nemici dello stato.” [I Polacchi] avevano lo stesso atteggiamento nei confronti degli Ucraini. In alcuni campi di concentramento vi erano i sostenitori della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina e i seguaci di Symon Petliura, insieme ai simpatizzanti della Repubblica Popolare dell’Ucraina Occidentale. C’erano anche rappresentanti delle comunità bielorusse, lituane ed ebraiche.

Con gli Ebrei, i Polacchi si erano rivelati particolarmente cinici. Inizialmente, erano stati reclutati nell’esercito polacco e gettati in battaglia contro le forze sovietiche. Ma, quando i Polacchi avevano ottenuto la vittoria nella battaglia di Varsavia, nell’agosto 1920, il Ministro degli Affari Militari della Polonia, il generale Kazimierz Sosnkowski, aveva ordinato l’arresto di tutti gli Ebrei.

Erano stati arrestati 17.000 fra soldati e ufficiali dell’esercito polacco di origine ebraica. Il fatto che avessero servito lo stato polacco e che per esso avessero versato il loro sangue non aveva avuto la benchè minima importanza per la leadership della Seconda Repubblica Polacca. Erano stati dichiarati “agenti dei Bolscevichi.” Alcuni degli arrestati erano stati poi inviati nei campi di concentramento situati nella zona di Cracovia, Dąbie e Wadowice. Secondo la documentazione dei campi si trattava di “spie” e di “persone sospette.” Il loro destino era stato leggermente migliore di quello dei Russi, degli Ucraini, dei Bielorussi e dei Lituani. Gran parte dei prigionieri era morta per fame, malattie infettive e violenze da parte delle guardie.

Tutto questo, insieme ad altre attività svolte dai Polacchi, fa sì che si possa sostenere che Seconda Repubblica Polacca era iniziata con una pulizia etnica. Un esempio simile era stato poi adottato dai nazisti.

Inoltre, la leadership delle SS, per “risolvere una volta per tutte il problema ebraico,” aveva inizialmente pianificato di “usare” uno dei campi polacchi, a Dąbie o a Wadowice. Il motivo di questa scelta non era solo la disponibilità, in quelle località, delle infrastrutture dei campi. Un’altra circostanza aveva giocato un ruolo importante. Il governo polacco aveva realizzato le istituzioni per l’incarcerazione di massa in territori abitati da Polacchi etnici. Allo stesso tempo, aveva incoraggiato la diffusione della xenofobia tra i normali Polacchi. Il calcolo era stato semplice: la popolazione polacca, ostile alle altre etnie, sarebbe stata felice di denunciare tutti quelli che avrebbero osato fuggire dai campi.

A causa della “insufficiente capacità,” la leadership delle SS, alla fine, aveva abbandonato l’idea di usare i campi di Dąbie o di Wadowice. I nazisti avevano così deciso di costruire un nuovo complesso, più grande. Ma, ai leader delle SS, era piaciuta l’idea di usare la xenofobia polacca. Pertanto, come sito per il nuovo campo di concentramento, era stato scelto Auschwitz, situato a pochi chilometri da Wadowice. Inoltre, per lavorare ad Auschwitz, erano stati reclutati dei Polacchi locali, incoraggiati concretamente ad essere crudeli verso i prigionieri.

Se si vuole dire tutta la verità su Auschwitz, non si può fare a meno di ricordare un’altra circostanza. Qualsiasi crimine ha alla base un interesse finanziario. La domanda è: chi è che ha guadagnato di più da questa atrocità? Per identificare i principali beneficiari del genocidio polacco e poi nazista, è necessario ricordare quanto segue.

La Bank Gospodarstwa Krajowego, BGK, aveva finanziato la costruzione degli istituti penitenziari nella Seconda Repubblica Polacca. Alcuni dei fondi utilizzati nel progetto erano stati presi in prestito. Erano stati erogati da “partner” anglo-francesi attraverso la “British and Polish Trade Bank A. G.,” istituita congiuntamente con la BGK. Quelli che stavano dietro questa struttura erano stati i principali beneficiari della costruzione dei campi di prigionia polacchi.

Dopo l’occupazione della Polonia da parte della Wehrmacht, nel settembre 1939, la BGK era diventata di proprietà del Terzo Reich. Allo stesso tempo però, la banca aveva continuato a finanziare i progetti relativi alla costruzione e al funzionamento dei campi di concentramento. La “British and Polish Trade Bank A.G.” non aveva cessato di esistere. Al posto dei proprietari polacchi erano subentrati i Tedeschi, mentre quelli francesi e britannici … erano rimasti. Non è difficile indovinare chi avesse incamerato parte dei profitti derivanti dall’esistenza dei campi di concentramento sul territorio della Polonia.

Per quelli in Occidente che troveranno “non abbastanza convincente” tutto questo, citeremo un altro fatto, documentato dagli storici occidentali. Uno dei collaboratori di BGK era stata Armia Krajowa. Aveva contribuito con fondi, anche ingenti, durante l’occupazione tedesca della Polonia, cioè quando la banca era di proprietà del Terzo Reich. Era rimasta nella BGK fino alla rivolta di Varsavia, nell’agosto del 1944. Durante tutto questo periodo erano stati regolarmente pagati gli interessi sui depositi dell’Armia Krajowa. Somme che provenivano dallo sfruttamento dei prigionieri nei campi di concentramento nazisti. Durante questo periodo, Armia Krajowa era subordinata al “governo polacco in esilio” e si posizionava come “forza antifascista.” Tuttavia, non si conoscono battaglie importanti di questa unità militare contro i Tedeschi [oltre la rivolta del Ghetto di Varsavia, N.D.T.]. Ma non avevano esitato a cooperare con i nazisti e a trarre profitto dall’omicidio dei prigionieri nei campi di concentramento nazisti.

Il Comandante Supremo dell’esercito polacco, con sede a Londra, supervisionava queste operazioni. Il consigliere politico e segretario del “comandante in capo,” che era anche capo del “governo in esilio,” era Józef Lipski. Questo è il medesimo diplomatico che aveva servito come ambasciatore della Polonia in Germania negli anni ’30 e che, in sintonia con il programma razzista di Hitler, aveva promesso di dedicare al Führer un monumento per lo sterminio degli Ebrei. A Londra, come gli altri membri del “governo in esilio,” aveva operato sotto l’egida del governo britannico.

È ovvio che la pista dell’Olocausto porta alla “capitale finanziaria del mondo.” Evidentemente, ciò è legato al fatto che il Regno Unito e gli Stati Uniti sono lenti a rispondere alle istanze per proteggere la memoria del genocidio dei cittadini e degli Ebrei sovietici. In particolare, sono rimasti in silenzio dopo che la Russia aveva chiesto una riunione dei leader della coalizione antinazista, i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Durante l’evento, è stato proposto di discutere della conservazione della memoria del genocidio nazista e della salvaguardia della pace. Il gatto sa di chi era la carne che aveva mangiato

Yury Gorodnenko

Fonte: stalkerzone.org
Link: https://www.stalkerzone.org/who-became-rich-from-auschwitz/
27.01.2020

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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10 Commenti

  1. “Secondo i calcoli effettuati dagli storici sovietici, qui erano state uccise oltre 4 milioni di persone, di cui almeno 1,1 milioni di Ebrei.”

    Gorodnenko, si aggiorni!

    Non so chi sia, ma sta facendo puntualmente da spalla all’operazione estorsiva lanciata contro il governo polacco.

  2. Dal 1990 la targa esposta ad Auschwitz riporta la cifra di 1.500.000 deceduti totali nel campo, come accertato dalla moderna storiografia. Uno strafalcione o una balla quella dell’estensore dell’articolo?

    Forse i 300 miliardi di dollari che le associazioni ebraiche americane stanno cercando di estorcere alla Polonia fanno luce.

  3. E’ tempo che la retorica sull’olocausto si dissolva nella storia, che è piena di sciagure e atrocità, ancora vive nei ricordi degli interessati, ma non per questo sbandierate. Oggi anche gli ebrei hanno finalmente una loro casa e sanno ben difendersi, come vediamo, quindi le lamentazioni sono ingiustificate, anche perché sempre strumentalizzate ad altri fini poco nobili.
    Penoso questo mercanteggiamento sulle responsabilità dei vari paesi nei confronti delle minoranze (anzi della sola minoranza presa in considerazione, quella ebraica), vittime di atrocità, sulle quali bisognerebbe riflettere solo nel senso di cercare di capire come evitarle in futuro, invece di tentare un’impossibile analisi fine delle responsabilità, dando luogo a contestazioni, ricatti e speculazioni. Credo dovremmo semplicemente prendere atto umilmente della propensione degli umani (di tutti) verso tali atrocità e sciagure e cercare di dimenticare.

  4. Io capisco che la vicinanza militare tra USA e Polonia sia oltremodo sgradita alla Russia, e capisco che i missili stazionati in Polonia ci metterebbero solo pochi minuti ad arrivare a Mosca, però a sparare un articolo del genere dove forse non sono vere neanche le virgole, uno non ci fa una gran bella figura. L’autore ‘dimentica’ :
    -Il massacro di Katyn, circa 22 000 tra ufficiali e civili polacchi, che i sovietici volevano addossare ai tedeschi, nonostante le prove schiaccianti nei loro confronti. L’URSS, ha riconosciuto il massacro solo nel 1990 ma si è rifiutata di condannare i colpevoli.
    -Il governo polacco massacrava anche la minoranza tedesca in Polonia ed ha continuato a farlo nonostante le minacce di Hitler perché aveva le ‘assicurazioni’ (rivelatisi una bufala) delle nazioni occidentali Francia e sopratutto Inghilterra.
    -L’URSS dopo la guerra ha fatto pulizia etnica di tedeschi e polacchi nei territori dell’Est e si è annessa parte della Germania e della Polonia nonostante l’accordo di Berlino del 1945 dove aveva riconosciuto la Germania nei confini del 31/12/1939.
    -Al Tribunale internazionale i sovietici accusarono i tedeschi di aver ucciso solo a Auschwitz 4 milioni di ebrei. Le prove non furono mai portate perché la cosa venne dichiarata evidente di per se. Qualche anno dopo, quando esplose la prima bomba atomica sovietica fu immediatamente chiaro che i segreti erano stati portati a Mosca da ebrei americani. Una strana ‘coincidenza’.
    -L’URSS ha fatto affari con il governo nazista fin quasi al 1941.
    L’autore potrebbe fare un servizio alla verità, invece di fornire strumenti per l’estorsione ebraica se facesse pubblicare i resoconti dell’Armata Rossa sulla liberazione dei campi di concentramento. Quelli veri, non le bufale.

    • Non voglio fare l’avvocato del diavolo o parteggiare per l’autore ma anche se ciò che scrive è corretto, e molto altro sarebbe da scrivere, il titolo è Chi si era arricchito con Aushwitz. Dopo di che possiamo anche concordare con il fatto che Gorodnenko tiri acqua al suo mulino ma molte delle cose che dice meriterebbero un approfondimento e maggior conoscenza anche dalle nostre parti.

  5. “Non ci sono state tragedie simili nella storia”.
    Il genocidio degli amerindi fa apparire per confronto questo articolo ed i numeri che elenca uno scherzo da patronato. Si parla di cifre oscillanti tra i 50 ed i 100 MILIONI di persone uccise dall’incontro con i colonizzatori, ma alcune fonti parlano di addirittura 200 milioni su un totale di 250.
    Irritante poi che la giornata della memoria non si ricordi dei comunisti, dei socialisti, dei sindacalisti, degli zingari, degli slavi, degli “scomodi” (magari con problemi psichici) al regime nazista, ma si faccia coincidere l’olocausto soltanto con l’epurazione degli ebrei. Giornata della memoria selettiva sarebbe più corretta, come definizione.
    Dice wiki ” Oltre agli ebrei, furono vittime dell’Olocausto le popolazioni slave delle regioni occupate nell’Europa orientale e nei Balcani, e quindi prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, massoni, minoranze etniche come rom, sinti e jenisch, gruppi religiosi come testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali e portatori di handicap mentali o fisici”
    https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto

  6. La verita’ sta nel mezzo: si dice che i nazisti ce l’avessero con gli ebrei per questioni di razza, ma io penso che usassero tutte le scuse per farli fuori per un solo motivo: avevano bisogno di soldi per pagare i debitori di guerra, volevano armarsi e siccome gli ebrei notoriamente son ricchi, facendoli fuori, ne sequestravano i soldi. Il motivo e’questo e banale. I tedeschi avevano ripagato inglesi, francesi, debitori di guerra, solo uno stato non era stato ripagato: gli usa! C’e’ntra niente l’uso di hitler contro la russia in cambio di soldi.?Come i mafiosi che pagano il killer. Poi, sempre la memoria sugli ebrei che erano solo una parte, nessuna memoria sugli altrettanti gruppi e cioe’ comunisti e zingari,.

  7. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Allora é proprio vero: la storia la fanno sempre i vincitori.

  8. Non ho letto il nome: IG Farben
    Per chi volesse saperne di più su wikipedia vi è una pagina dedicata. Ne vale la pena.
    Anche perchè se è stata omessa dall’articolista, forse ci sarà stato un motivo…

  9. La colpa più grossa di quello che accadde dalla seconda metà degli anni trenta ricade tutta sulla classe dirigente britannica, sopravvalutando la potenza militare di una Francia dissanguata dalla prima guerra mondiale si limitò per tirchieria a mantenere un proprio esercito di poche divisioni mentre i tedeschi si stavano armando fino ai denti con decine di divisioni corazzate, e quando la Germania poteva essere ancora fermata e la Francia premeva per un accordo con i sovietici, terrorizzati come i francesi da una aggressione tedesca, i compassati gentlemen britannici schifati dai bolscevichi preferirono fare un accordo navale con la Germania, che poi userà il vantaggio acquisito per affondare centinaia di mercantili britannici, nonchè consegnare ai nazisti la Boemia-Moravia.
    In tutto questo scenario apocalittico la Polonia era il classico vaso di coccio, incastrata tra le gigantesche divisioni corazzate tedesche e le altrettanto colossali formazioni di T 34 russi con la sua cavalleria fece la fine del sorcio.
    I gentlemen inglesi irritati dall’essere disturbati nei loro week-end fecero scoppiare la guerra preparandosi a combattere i tedeschi fino all’ultimo francese.
    Polonia e Francia furono travolte in poche settimane prima una e poi l’altra e per fortuna dei sovietici Stalin riuscì a concludere un accordo che dilazionò l’attacco tedesco e fece guadagnare territorio, popolazione e risorse.
    Questo obbligò i tedeschi ad arrivare davanti a Mosca a dicembre e nel terribile inverno del 1941-42 persero un milione di uomini, il fior fiore della Wehrmacht.
    Questo permise poi ai sovietici grazie alle decine di migliaia di T-34 che avevano già prodotto di annientare le divisioni corazzate tedesche in terribili battaglie tra veicoli corazzati.
    Non a caso i tedeschi persero in combattimento dai 7 agli 8 milioni di soldati, e i sovietici tra i 10 e i 15, non è certo.
    Comunque Hitler poteva essere fermato prima, e la colpa ricade tutta sui britannici.

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