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DDL Gambaro: arriva la Censura Online

DI MARCO BORDONI

sakeritalia.it

Se foste stati eletti nelle liste di un movimento nato e cresciuto online, se poi fossero successi incidenti, vi avessero espulsi e aveste occupato la legislatura in un lungo pellegrinaggio fra i più cangianti gruppi parlamentari (Misto, Gruppo Azione Partecipazione Popolare, Italia Lavori in Corso…) per poi approdare alla corte di Denis Verdini (sì, il gruppo di Ascari inviati da Berlusconi in missione dall’altra parte dell’emiciclo per tenere in vita i vari governi del PD)…

Se aveste votato la fiducia a qualsiasi ipotesi di governo avesse il coraggio di presentarsi alle camere, e se nonostante questo, a legislatura ormai agli sgoccioli, vi trovaste senza una reale possibilità di essere ricandidati, cosa fareste?

Mettereste la faccia su un disegno di legge che abolisce la libertà di espressione imponendo la censura sui nuovi media? La risposta dipende evidentemente da molti fattori, fra cui il vostro appetito, il vostro amor proprio, ed ovviamente la qualità della vostra faccia. La senatrice Gambaro, per fare un esempio, ha questa faccia qui:

Sono simpatica e innocua: salvo per il fatto che vi tolgo il diritto di espressione

Prendiamola alla larga. Con sentenza n. 54.946/16 la Corte di Cassazione ha stabilito che risponde penalmente il gestore del sito internet che consente la pubblicazione di un commento dal contenuto diffamatorio nei confronti di terzi. Diciamo questo per sgombrare ogni dubbio: gli strumenti legali per difendere i diritti fondamentali delle persone esistono già, e sono tranquillamente applicati dall’ordinamento. Ma qui non si sta parlando, evidentemente, di questo.

Quello uscito dal cilindro ieri è un disegno di legge (che vi invitiamo a consultare tenendo un sacchetto assorbente, di quelli che si trovano in areo infilati nel sedile davanti, sotto mano, cliccando qui) la cui unica finalità è quella di ammazzare ogni critica e di consolidare un nuovo autoritarismo.

Riassunto degli ultimi 30 anni per i distratti: fine dell’URSS, offensiva del capitale sul lavoro, tradimento dei chierici della sinistra parlamentare ed extraparlamentare convertitasi al dogma Liberismo & NATO & Unione Europea & Euro, esplosione del debito pubblico, esplosione del debito privato, disintegrazione della compagine sociale, vi facciamo paura “arriva Putin!” ma dopo un anno non se la beve più nessuno. Ci siete? Avete vissuto nello stesso mondo in cui ho vissuto io? OK, andiamo avanti.

Oggi siamo al punto in cui se tanto tanto il cittadino capisce quello che è successo (e lo può fare solo online, visto che i media mainstream sono una versione glamour del Volkischer Beobachter), si organizza e vota anche Attila pur di punire i responsabili del disastro. Contromisura: impedirgli di votare (vari papocchi elettorali con premi, sbarramenti e magheggi assortiti) impedirgli di informarsi (un saluto alla senatrice Adele) e, quando poi ci saranno le sommosse (perché ci saranno, anche se noi non ce le auguriamo*) esercito europeo. In due parole: regime e repressione. Tutto chiaro? Speriamo di si.

E’ il momento di entrare nel merito. Siamo di fronte ad una proposta di legge che entrerà in vigore fra tre mesi, fra un anno o mai a seconda del grado di priorità che le verrà assegnato dal governo, che non si è ancora espresso sul punto. Visto che questo testo è un mostro giuridico da competizione mondiale, possiamo contare sul fatto che nel corso dei lavori parlamentari cercheranno di pettinarlo, di fargli indossare un frac, e di presentarlo come un affabile gentiluomo. Nella sostanza, però, repressione era e repressione rimarrà.

Sarà importante la reazione che la cittadinanza riuscirà a dispiegare alla notizia e che verrà certamente misurata dai reali promotori (per trovare i quali bisogna partire dalla Senatrice Adele -acqua- salire alla Presidente Boldrini -acqua- e poi al Parlamento Europeo -fuochino- al Partito Democratico USA -fuoco- all’establishment che gestisce il mainstream -fuochissimo-). Se sarà fiacca prenderanno coraggio, se sarà veemente rimetteranno con gesto elegante il topo morto nella tasca da cui è uscito (quella della Senatrice) e diranno che scherzavano.

L’impianto del progetto di legge si basa sostanzialmente su tre articoli:

Art. 1: € 5.000 di multa per chi pubblica “attraverso piattaforme informatiche” (quindi non organi di stampa ufficiali: la chiameremo clausola salva Goracci) notizie “false, esagerate, tendenziose, che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi”. Capito? L’”esagerazione” e la “tendenziosità” diventano reati. Sull’”antipatia” stiamo lavorando… ah già. Sull’antipatia non si può o finisce dentro tutta la maggioranza parlamentare.

Art. 2: € 5.000 di multa e minimo 12 mesi di reclusione  anche per “chiunque… svolga una attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche”. Montepremi raddoppiato (€ 10.000 e due anni di reclusione) per le campagne volte a “minare il processo democratico, anche a fini politici” (chi sa quali altri fini ci dovrebbero essere per minare il processo democratico… fare colpo sulla fidanzata?).

Art. 4: obbligo di comunicazione al Tribunale e di pubblicità della identità del responsabile del sito, ovvero il soggetto poi destinatario delle attenzioni di cui agli art. 1 e 2 (senza esclusione della responsabilità di eventuali autori terzi).

In sostanza: se passa questa roba, la controinformazione è finita, morta, kaputt.

E’ sempre divertente vedere dispiegarsi nella pratica il paradosso filosofico a monte di tutto il progetto europeo (ne abbiamo parlato qui): quello di una struttura che pone il rifiuto di qualsiasi verità trascendente come pietra fondante della propria architettura che poi si arrabatta per affermarsi come  unica detentrice della verità e quindi reprimere tutto ciò che le si oppone. In questo caso ecco i “democratici” alla presa con la creazione di reati orwelliani intesi a punire “opinioni che se pur legittime rischiano di apparire più come fatti che come idee” (relazione introduttiva), “informazioni atte a fuorviare l’opinione pubblica”, “campagne d’odio e miranti a minare il processo democratico anche a fini politici”. Non ci vuol certo un consigliere di Cassazione per capire che si tratta di una pietanza avvelenata, cucinata per ammazzare la libertà di opinione assieme la principio di legalità [spiegone tecnico: il nostro sistema si basa(va) sul principio di legalità, a sua volta articolato nell’obbligo di tassatività e determinatezza della norma penale. La determinatezza concorre a chiudere l’insieme dei reati, impedendo al Giudice di crearne di nuovi in via interpretativa. La tassatività vieta al Giudice di ricorrere a strumenti che consentono l’applicazione delle norme penali al di fuori delle fattispecie astratte descritte dalle stesse, ossia il divieto di analogia. Fine della tassatività e della determinatezza, fine della legalità, fine della democrazia].

Ora abbiamo due problemi. Primo: vi immaginate il trattamento che riceverebbe sulla nostra stampa un parlamentare, diciamo Turco o Russo, che presentasse una proposta di legge del genere? Fine del mondo. Quindi in linea torica dovremmo aspettarci una levata di scudi proprio dagli operatori “ufficiali” dell’informazione, le vestali della democrazia. Questa levata però non ci sarà. Perché questa norma fa l’occhiolino in modo osceno ai giornalisti della stampa tradizionale, garantendogli una sorta di esclusiva ai remi della galera informativa a cui sono stati condannati. Da loro non possiamo attenderci alcun sostegno. Con le solite eccezioni che si contano sulle dita di una mano e che confermano la regola, gli sventurati risponderanno.

Secondo problema: se non facciamo molto rumore adesso il regime fa un passo avanti determinante nella sua affermazione. Se c’è una cosa che abbiamo imparato da questa storia è che l’informazione online è potente e fa paura. Utilizziamo questo potere: condividiamo questa informazione ed il nostro sdegno con tutti i mezzi in nostro possesso. Facciamogli capire che il prezzo in credibilità da pagare per toglierci il diritto al dissenso è troppo alto per le loro tasche, già da anni vuote, visto che questa moneta se la sono giocata tutta sulla roulette di Bruxelles. Condividiamo, commentiamo, dibattiamo in pubblico, in privato ed anche online. Oggi la lotta per la libertà si fa anche così. Ce lo stanno dicendo loro.

****
Articolo di Marco Bordoni per SakerItalia.it

*specificazione ad usum del censore prossimo venturo;

 

Fonte: http://sakeritalia.it/

Link: http://sakeritalia.it/europa/italia/ddl-gambaro-arriva-la-censura-online/

16.02.2017

Pubblicato da Davide

29 Commenti

  1. Voglio dire ciò che penso sperando che nessuno si offenda e che per molti possa essere, prima di rispondere subito inviperiti, uno spunto di r i f l e s s i o n e.

    Questo commento vale ovviamente anche per l’altro articolo sulla censura.

    Premetto che non sono affatto per la censura.

    Ma quanto sono davvero pericolosi questi siti e blog di controinformazione?
    Siamo su uno dei siti piu cliccati d’italia, comedonchisciotte, quanti utenti fa non lo so, non ho trovato il dato isponibile Quanti utenti veramente attivi? qualche decina? Su quali temi? Sono davvero di contro informazione o sono piuttosto di un’informazione alternativa diventata comunque infromazione di primo ruolo su internet? Quali pericoli fa correre questo sito e tutti gli altri? Crea eversori? Crea rivoluzionari? Organizza sommosse, proteste, scioperi?
    Ovviamente tutto questo vale per tutti gli altri. Al massimo si organizzano conferenze dove partecipano commentatori ormai noti come contro informatori. Cosa c’è di davvero alternativo? Certo paragonato al TG1 ok, anche Topolino lo è. MA tutti questi nuovi blogger che spesso vengono riportati qui e su tutti gli altri quanto sono davvero pericolosi per l’establishment? Qual’è il pericolo che viene?
    Se mi rispondete dell’elezione di Trump, insisto a dire che l’elezione di Trump è l’esempio perfettamente calzante per dire iò che stò dicendo. Si, internet sposta voti e consensi perchè la tv ormai è davvero di fascia bassississississimissima! Ma ha portato Trump, non Cheguevara!
    Personalmente non riesco a vedere il pericolo.
    Aggiungo che molti di questi siti “alternativi” sono altrettanto censori di quelli istituionali. Qui si deve dare atto a Comedonchisciotte di usare la censura in casi veramente estremi e di lasciare ognuno di esprimersi. Ma piu volte sono stato espulso da siti alternativi perchè portavo una idea alternativa alla loro…….

    Ciò che si deve fare è vedere il meccanismo. La censura di internet è argomento del momento. C’è una versione mainstream e una versione alternativa. se vogliamo essere veramente alternativi dobbiamo esserlo davvero a entrambe le versioni, perchè il gioco è sempre lo stesso A o B? Il main stream è per A, i canali di controinformazione per B.
    Trump o no?
    Renzi o no?
    Mov o no?
    Censura giusta o no?
    Sanremo si o no?
    Liberismo o no?
    etc etc etc

    • Questo commento e’ alternativo. A cosa non lo capisco. Al mio paese si dice cosi’: dove vai? Son cipolle; cosa porti? Vado a Pisa. Chiaro no?

      • ho espresso delle idee chiare e nette. I commenti come il tuo sono veramente insignificanti e difensivi oltre che fastidiosi e inutili. Rispondi nel merito se sai fare una riflessione.

        • Il tuo commento era ad un articolo su un ddl giudicato liberticida rispetto all’informazione non mainstream. Posso dire che il tuo commento parlava di altro? O meglio era alternativo all’articolo, era alternativo all’informazione mainstream, era alternativo all’informazione alternativa. Ok ho capito: sei alternativo, come direbbe Toto’, a prescindere.

    • Quasi che a fare la differenza fosse il mezzo. Vorrei tentare di dire che forse internet manipola di più, le informazioni fluiscono artatamente a fini statici e distrattivi. Queste iniziative naif parlano da sole. Parlano della nostra classe politica che se ci azzecca con qualcosa di buono, è solo per eccesso di zelo nei confronti del padrone.

      • Sì, la differenza la fa il mezzo perché resterà solo internet. La vera informazione e trasgressione nel prossimo futuro verrà nuovamente dalla carta liberata dai contributi statali e privati. Viva di forza propria, grazie a vendite-donative. Carbonara e imprevedibile.

    • Qual’è il pericolo che viene da questi Blogger? chiedi e io ti rispondo con un fatto personale capitato a me medesimo. Avevo pubblicato sul mio Blog un Video, anzi una serie, sulla realtà del Donbass. Una realtà che, inutile dirlo, non coincideva con quella ufficiale propagandata dal mainstream. Erano video ripresi da un grande reporter di guerra, l’Inglese Graham Philip crudi e rudi come lo è la realtà vera.
      Ebbene, sono intervenuti misteriosi commentatori che hanno iniziato uno scambio di offese e minacce mortali con tanto di nomi e indirizzi anche dei loro parenti. Una indegna gazzarra che mi ha costretto a chiudere e togliere i commenti, conscio che potevo essere denunciato e chiuso il Blog (che non mi rende una cippa, per mia scelta) in quanto responsabile dei commenti. In breve ho smesso di aggiornarlo, anche perchè da mie successive ricerche risultavano indirizzi IP strani per non dire dei servizi. Vedi a che pro? Non vogliono verità scomode, tanto meno se documentate. Ciao.

      • Mica hai postato la foto dei bruciati dei sindacati di Odessa che non ho visto su nessun blog italiota ???

      • Si lo capisco. Se vedi quanti in internet o addirittura in TV in USA dicono cose scomode ti devi far la domanda : a che serve? Quale pericolo creava il tuo blog? Alcune persone consapevoli di ciò che succede nel Donbass? E poi? Avete visto ciò che fino ad adesso succede in Grecia? Qualche protestina, qualche manganellata…e si risolve.
        Si è vero a violenza con cui a volte semplici notizie vendono oscurate o minate fa impressione. E’ successo anche a me che ho smesso di postare video su youtube, del tutto tranquilli, niente di rivelatore si intende, proprio perchè venivo di continuo infastidito da piccole denunce, minacce di azioni legali per l’origine del video etc. Anche il M5S mi denunciò e provò a censurarmi perchè avevo espresso in un video il mio libero parere su una conferenza di Grillo. Provarono a dire che non avevo i diritti di quel video, che ovviamente avevo preso da youtube…..dunque ormai libero…..

        Se fate degli esperimenti su youtube, vedrete come la ricerca di parole chiave è controllatissima. Mettendo ad esempio, il nome di un personaggio e di un certo argomento per ritrovare filmati in cui quel personaggio si esprime su quell’argomento o su video in cui personaggio e argomento sono collegati, vedrete che in molti casi, dipendendo dal personaggio, i video non vi spunteranno. non riuscirete a reperirli se non ricordando il titolo esatto del video.
        Se non riescono a censurare mettono comunque il video in fondo e non viene fuori nemmeno con le parole chiave.

        Provate Travaglio – Israele per esempio..
        che vi farà capire come Travaglio sia protetto da questo sistema in quanto i video “critici” che lo riguardano non esistono!!!!

        Altra considerazione sono i video consigliati. Quelli davvero “pericolosi” non vi verannno consigliati mai. Quelli consigliati appartengono a blog e canali di “finta” controinformazione.

  2. Ci siamo. Il Potere si toglie la maschera e comincia a combatterci sul serio. Segno che lo stiamo innervosendo. Prima ti ignorano poi ti deridono infine ti combattono ma noi vinceremo. Remember?
    Questa volta usano questa faccia da femmina slavata impiegata pubblica, una nuova Fornero di nome Adele Gambaro che proviene, transfuga e traditrice, dalle cinque stalle di Grillo, per mettercelo in quel posto o almeno cercare di..
    Che fare? Noi Blogger siamo sotto attacco frontale, possiamo rispondere solo con le nostre armi che sono le tastiere, ma loro hanno le armi vere appese alla cintura e se vogliono vengono a prenderci di notte a casa nostra, chi mai li fermerebbe?
    In un Paese dove se c’è un moribondo per strada la gente si scansa e fa finta di non vederlo? Non contiamo sull’Italiota medio, la maggioranza netta, egli non ci difenderà, anzi se ci impiccheranno lui sarà tra la folla ad applaudire. Sappiatevelo….

    • stiamo andando verso la follia, senti un bellissimo (postcad) su rischio calcolato IT32, fra poco assomiglieremo alla Francia, paese di sbandati, totalmente inadeguato a rappresentarci nella UE. figurarsi a partecipare al G 7 8 9 ecc. un paese finito e contagioso, visto che molti lo ammirano, ah ollande quello della birra, sarcoma, (un cancro devastante) che ha fatto uccidere ghedda, per due lire, tradirlo per gli interessi usraeliani. al patibolo, questi, se ci sarà mai una qualche rivoluzione nel paese della grandeur di ubriaconi. sì. ci sono stato là.

      claus, i blogger non contano un sasso, fra poco ci spazzeranno via come fuscelli al vento. l’unica speranza è che la crisi aumenti e allora si ne vedremo delle belle.

      saluti, tan lup

    • Non credo abbiano paura delle tastiere, quanto che un numero troppo alto di persone cominci ad agire. Poco sopra nominavi il Donbass. Qua in Germania viene spacciato ufficialmente come un problema di ordine pubblico che il governo ucraino ha con qualche terrorista pagato dai russi.
      Ma negli ultimi tempi e’ cambiato il tono dei commenti agli articoli sui siti mainstream. E qualcuno si chiede se non sia possibile fare qualcosa di pratico.
      Attraverso Internet ci si puo’ mettere in contatto con parecchi gruppi, privati e non allineati, che si occupano, per esempio di rifornire la popolazione di generi di prima necessita’, o gli ospedali di attrezzatura e medicinali.
      Su Sputniknews ho trovato le coordinate di un gruppetto di Jena che raccoglie dagli ospedali materiale che poi spedisce in convogli a Lugansk.
      Penso che il contributo maggiore che ora possa dare la rete sia quello di metterci in contatto nel mondo reale, in modo da avere un impatto, per quanto singolarmente possa sembrare molto piccolo.

  3. Qui sta trovando attuazione le predizione di Orwell nel romanzo “1984”, ovvero la realizzazione della cosiddetta “verita’ ufficiale”, con pene a chi si oppone ad essa. Ma cio’ di fatto e’ contrario all’art. 21 della Costituzione che sancisce la liberta’ di pensiero e parola. Ancora: perche’ tali pene solo ad Internet e non anche alla carta stampata? La legge non puo’ essere parziale. Qui ci vuole una vera protesta: non possono toglierci la liberta’ di espressione per instradarci nella “verita’ ufficiale”, artatamente creata ad hoc e quasi sempre falsa o parziale. Qui di fatto vogliono toglierci la possibilita’ ed anche, nel tempo, capacita’ di ragionare, commentare e criticare!!!

  4. La povera Gambaro? Un’italiana qualsiasi, una di noi: un popolo di camerieri, di sottomessi seriali, convinti, razionalmente motivati, complici volontari ed entusiasti dei manipolatori dilettanti che ci governano.

    Legge liberticida? No, una delle tante, infinite regole a disposizione per governare a piacimento, in maniera ampiamente arbitraria, la caserma “Italia”.

    Funziona così, per ogni novità che compare, da alcuni anni anche nel ‘domestico’. Cominciavo a meravigliarmi (e preoccuparmi) che si aspettasse ancora.

    Si applicherà quando e se qualcuno sarà giudicato ‘antipatico’, o per isolarlo “rendendolo” mortalmente antipatico ed indifendibile, come ogni altra delle infinite regole impraticabili a disposizione, dal divieto di sosta in su.

    (Basterebbe pretenderne l’applicazione rigorosa per paralizzare tutto e tutti. Altroché la UE !)

  5. Uno dei primi firmatari è il Senatore della Lega Nord, Sergio Divina.
    Capito il Salvini? Blatera tanto contro la Boldrini ma alla fine il suo Partito di diversamente onesti si accoda alla sottana delLA (sia mai!) Presidente della Camera in questa crociata liberticida e antidemocratica.
    Patetico lui e il suo Partito di cialtroni in camicia verde.

  6. “con le donne al potere il mondo sarebbe un posto migliore” mavaffanculooo

  7. La legge è stata scritta così male per non farla passare come legge Gambaro. Verrà respinta e ripresentata da Sergio Divina e passerà come legge Divina.

  8. SE TORNIAMO INDIETRO SARA’ UN GRANDE PROGRESSO…

  9. Di questo passo, si tornerà ai volantini fatti con il ciclostile (per chi se li ricorda), rigorosamente con la dicitura “stampato in proprio”. Però, ai tempi, in qualcosa si credeva, indifferentemente cosa fosse, per le idee ci si esponeva, per portarle avanti si rischiava. Oggi, all’entusiasmo, prevale il calcolo di convenienza e si aspetta sempre che qualcun altro cominci. Prevedo tempi bui, fortuna che mi sto allenando alla decrescita, non tanto felice, ma sopportabile.

    • Sì, ma hai presente cosa é stato fatto negli ultimi 40 anni per fare sentire in colpa e fuori strada chiunque avesse un’idea, chiunque coltivasse un sogno?

      E non dimentichiamo con quale sistematica meticolosità é stata vuotata di ogni contenuto e banalizzata qualsiasi visione politica che non avesse una finalità prettamente economica.

      Soprattutto da quelli che oggi vorrebbero addirittura affidarci al populismo e che, in questa ottica, si agitano e predicano una nuova versione della ‘Crociata dei fanciulli’ nella quale cercano canagliescamente di coinvolgerci.

      • Certo, è stato fatto un lavoro meticoloso e profondo. Limitandoci a constatare i risultati, si verrebbe presi dallo sconforto e accettare l’idea che”ormai, non è possibile fare nulla”. Credo, però, che questo pensiero abbia sfiorato molti, in epoche diverse, eppure qualcosa, di tanto in tanto, viene fatto. Oggi la vedo dura arrivare ad un cambiamento, almeno qui da noi, senza che interessi forti, anche stranieri, coagulino il malcontento e aizzino le folle. Siamo sempre lì, abbiamo bisogno di pastori che conducano il gregge ed è forse per evitare questo, che assistiamo a questa progressiva e invasiva repressione di ogni forma di dissenso, accompagnata dalla costante dis-educazione ad ogni forma di sviluppo dello spirito critico.

  10. Mah…sara’ difficile impedire di PARLARE e SOPRATTUTTO PENSARE cio’ che oggi si sta scrivendo.
    Ormai il vaso e’ rotto e la gente ne ha davvero le tasche pienissime. Ci sarebbe addirittura da scommettere se scoppia prima la legge marziale oppure implode quest’europa. In entrambi i casi, molto ci e’ gia’ stato tolto: ad alcuni resta la dignita’ per immaginare come fronteggiare la peggiore delle ipotesi.
    La democrazia in italia e’ morta da un pezzo, tranne per quel famoso 20% di compiacenti a tutti i livelli. Tuttavia sono convinta che non sarebbe facile ne’ gradevole nemmeno per loro. Scommettiamo?

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