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Photo Credit: Shutterstock.com / Shane Trotter

Uno sguardo dall’Interno: La Nera Rigidità dell’America Contadina (Nel profondo rosso dell’America bianca, il Dio Cristiano Bianco è Re)

Subito dopo l’elezione di Donald Trump  si è cominciato a capire  che c’era un tema che saltava fuori da più parti: “I Democratici non sono riusciti a comprendere la classe operaia, bianca che aleggia su tutta l’America”.
I sostenitori  di Trump lo stanno dicendo. I sapientoni progressisti lo stanno dicendo.  I tuttologi lo stanno dicendo su tutti i media. Qualche leader democratico lo sta dicendo, ma non importa quanti sono a dirlo,  è tutta M.
Si tratta di un gioco di prestigio intellettual-linguistico con lo scopo di distogliere l’attenzione dal vero problema. Il vero problema non è la élite della East Coast che non capisce o che si preoccupa per l’America rurale. Il vero problema è che gli americani rurali – i contadini –  non capiscono i motivi di quello che gli sta succedendo, non capiscono i loro timori e non hanno mostrato nessun interesse per cercare di scoprirli. Non vogliono sapere perché si sentono a disagio o perché sono in difficoltà, perché non vogliono ammettere che questo dipende, in gran parte, dalle scelte che hanno fatto e dalle cose orribili a cui – loro stessi – si sono permessi di credere.

Sono cresciuto nelle zone rurali dell’America bianca cristiana. Fareste fatica a trovare una parte in tutto il paese, con una maggiore percentuale di cristiani o di bianchi. Ho passato la maggior parte dei miei primi 24 anni della mia vita profondamente radicato in questa cultura. Ho religiosamente (e non è un gioco di parole) frequentato la chiesa cristiana. Ho lavorato fuori e dentro le fattorie contadine. Ho rimorchiato le figlie dei contadini, quelle che vestivano con gonne lunghe di cotone, ho fatto campeggio, ho cacciato e ho pescato con i loro figli. Ho ascoltato i loro sproloqui politici al bar e alla fermata dell’autobus. Ho trasalito per le loro battute razziste e bigotte e a quegli epiteti detti più per ignoranza che per animosità. Ho guardato la città e negli ultimi 30 anni ho visto un’economia robusta dove c’erano case ben tenute e con solide infrastrutture diventare un’economia in difficoltà, dove le imprese chiudono, dove le case sono fatiscenti e le infrastrutture cadono a pezzi. Il problema non è che non capisco queste persone. Il problema è che loro non capiscono se stessi, né le ragioni della loro rabbia e della loro frustrazione.

Nel profondo rosso dell’America, il dio cristiano bianco è re, in senso figurato e letterale.

Il fondamentalismo religioso ha plasmato la maggior parte dei loro sistemi di credenze. I sistemi basati su un quadro fondamentalista non favoriscono l’introspezione, la discussione, lo studio o il cambiamento. Quando vivi in un sistema dove le credenze sono costruite sul fondamentalismo, non si accettano critiche che arrivino dal di fuori, soprattutto da parte di chiunque, non un sia uno della tua stessa tribù e che non sia in posizione di potere. Il problema non è che le élite costiere non capiscono gli americani rurali. Il problema è che l’America rurale non si capisce e non vorrà mai ascoltare nessuno che vive fuori dalla sua bolla.

Non importa quanta “comprensione” tu possa avere, quanto tu sappia ascoltare bene o che lingua parli … se sei  visto come un estraneo, le tue opinioni, automaticamente, non valgono niente. Ho parlato centinaia di volte con i contadini americani bianchi e ogni volta che parlo di qualcosa che contraddice  le loro convinzioni più radicate, non importa che suono abbiano le mie parole, quanto sia indiscutibile quello che dico, quanto sia ovvio  …  non viene nemmeno presa in considerazione la possibilità che quello che io dico possa essere vero. Il loro rifiuto è una conseguenza della natura del loro sistema  fondamentalista di credenze e del fatto che io sono un estraneo, un nemico, perché io sono un liberale, istruito.

Ad un certo punto durante la discussione, sentirò dire: “Parli come uno che ha studiato” perentorio, dando il ben servito a tutto quello che ho detto. E credono veramente che questa sia una risposta legittima, perché per loro non si deve credere all’istruzione. L’istruzione è nemica del fondamentalismo, perché il fondamentalismo, per sua natura, non è basato sui fatti. I fondamentalisti con cui sono cresciuto non sono contrari all’istruzione,  vogliono che i loro figli sappiano leggere e scrivere.  Sono contro la qualità dell’istruzione, contro una profonda formazione specializzata. L’apprendimento serve solo fino ad un certo punto. Una volta raggiunto il livello in cui quello che si impara contraddice la dottrina o gli argomenti fondamentalisti, questo diventa pericoloso.

Ho visto tanti dei miei compagni che erano veramente  intelligenti, bloccare la loro formazione al giorno del diploma. Per la maggior parte delle signorine, sposarsi e avere figli era più importante che continuare a studiare. Per molti giovani, entrare all’università è  visto come una inutile perdita di tempo. Per i pochi che sono andati al college, quello che hanno imparato doveva essere tutto filtrato attraverso i loro sistemi di credenze fondamentaliste. Se qualcosa che veniva insegnato non confermava uno dei loro preconcetti, sarebbe stato ignorato e dimenticato e se fosse capitato ancora avrebbero mollato gli esami.

Sapendo come funziona il loro sistema di credenze e la loro visione sulle informazioni che vengono da fuori, questo porta a pensare  che il problema non siano le élite costiere che non li capiscono e che mancano completamente l’obiettivo.

Un altro problema dei contadini americani, bianchi e cristiani è che sono razzisti. Non sto parlando di cappucci bianchi, di croci bruciate, di linciaggi razzisti (anche se qualche volta succedono). Sto parlando di persone che nel profondo del loro cuore credono veramente di essere superiori perché sono bianchi. Il loro dio bianco li ha fatti a sua immagine e chiunque altro è una versione meno-che-perfetta,  quindi imperfetta e maledetta.

La religione con cui sono stato cresciuto insegnava questo. Anche se qualcuno ha fatto marcia indietro su alcune delle dichiarazioni più razziste, molti credono ancora ai diritti originali. I non-bianchi sono del colore che sono a causa dei loro peccati, o per lo meno dei peccati dei loro antenati. I neri non hanno la pelle scura per il posto dove hanno vissuto e per la loro evoluzione; hanno la pelle scura perché sono maledetti.  Dio li maledisse per qualche motivo e se Dio li maledisse, trattarli alla pari sarebbe andar contro la volontà di Dio. E’ davvero facile giustificare che trattiamo le persone in modo diverso,  se sono maledetti da Dio, perché non potranno mai essere buoni come siamo noi e non importa quello che fanno, perché il loro status è già predestinato.

Una volta accettato questo punto di vista, è facile non mettere al proprio livello i gruppi esterni e non trattarli alla pari. Anche in questo caso, ci sono diversi livelli di razzismo in gioco nelle zone rurali cristiane dell’America bianca. So che esistono razzisti ardenti e so che ne esistono molti di più, il cui il razzismo è molto più sottile, ma comunque  è razzismo. Non ci vuole il pentothal per farsi confessare dalla maggior parte di queste persone che credono di essere fondamentalmente migliori e superiori alle minoranze.

Sono la supremazia bianca che si veste in camicia bianca, cravatta e abiti a quadri. Portano una bibbia e ti dicono, “tutti sono figli di Dio”, ma dimenticano di dire che alcuni dei figli di Dio sono più favoriti di altri e il colore della pelle è il criterio da cui riconosciamo chi è – o non è  –  in cima alla lista dei figli eletti di DIO.

Per noi, che siamo una  “élite costiera” che sa di evoluzione, di genetica e di scienza, nulla di quanto possiamo dire verrà ascoltato perché non stiamo combattendo solo  contro un sistema di credenze che sono contrarie all’istruzione, ma stiamo mettendo in discussione il loro Dio. Non possiamo vincere una battaglia contro le credenze con queste persone se DIO non sta dalla nostra parte. Non è una questione di livello di comprensione, solo la parola di Dio li renderebbe meno razzisti, più aperti alla ragione e ai fatti.  Dicono che le  “élite urbane” hanno bisogno di capire i contadini americani, ma questo non porta a un bel niente perché non si arriva alle cause del problema.

Perché i contadini cristiani americani bianchi non ascoltano argomenti colti, supportati da fatti che vanno contro i loro sistemi di credenze fondamentaliste da gente che è “outsider” – che viene da fuori –  perché qualsiasi cambiamento deve provenire dal loro interno. Un cambiamento interno in questi sistemi può avvenire, ma succede raramente e in ritardo, sempre molto in ritardo rispetto alla realtà. È per questo che temono tanto i cambiamenti, non ci sono abituati. Naturalmente, in realtà non è  importante che lo vogliano o no, come l’evoluzione o il cambiamento climatico, anche se non ci credono, succede sia se ci  credano, sia che non ci credano.

Un altro grosso problema dei sistemi di  credenze fondamentaliste chiuse è che sono molto sensibili alla propaganda. Lo sono, in una certa misura,  tutti i sistemi ma i sistemi fondamentalisti lo sono ancora di più perché al loro interno non hanno né controlli, né bilanciamenti. Se entra nel loro sistema una cattiva informazione, poi non ne esce più  perché non ci sono meccanismi interni che la blocchino e, di solito, finisce per danneggiare tutto il sistema. Un sistema di credenze chiuso è come il fluido spinale, va tutto bene finché non arriva qualcosa che lo infetta. Se qualche batterio viene a contatto con il fluido spinale, provoca un danno incredibile perché non ci sono globuli bianchi per respingere gli invasori e per proteggere il sistema. Senza i servizi di protezione delle cellule bianche del sangue nella colonna vertebrale, l’infezione si diffonde a macchia d’olio e fa danni grossi in poco tempo. Una volta all’interno del sistema chiuso del midollo, i batteri sono liberi di distruggere tutto quello che vogliono.

Lo stesso vale con i sistemi chiusi di credenze. Senza nessuna protezione come l’analisi critica, l’auto-riflessione, l’apertura mentale a contro-prove, e alla volontà di revisionare, una ad una, tutte le credenze, una deviazione, in un sistema chiuso, finisce per fare danni enormi e in un breve periodo di tempo. Quello che è successo a troppi sistemi fondamentalisti è che una serie di informazioni pericolose sono entrate perché portate de persone che avevano acquisito lo “status di esperto”. Se a qualcuno è concesso di entrare in un sistema chiuso e le sue informazioni sono ritenute accettabili, tutto quello che poi dirà  sarà prontamente accettato e diventerà Vangelo per tutti.

Certi contadini cristiani americani bianchi – come Rush Limbaugh, Sean Hannity, Bill O’Reilly, come La donna perfetta della Fox, e tutti i predicatori evangelici – hanno lanciato dalla televisione dei messaggi razzisti e bigotti contro-gli-intellettuali, contro-la-scienza, con cui hanno detto alle “loro persone” quello che le loro stesse persone vogliono sentirsi dire e che possono dire perché chi le pronuncia, dice di essere uno di loro. La verità è che nessuna di queste persone darebbe mai il culo per questi contadini bianchi e cristiani americani, eccetto che quando possono sfruttarli e per  attirare la loro attenzione in modo da farci i soldi. Nessuno di loro ha niente in comune con chi li ha lasciati  entrare nei loro sistemi di credenze, anche se sono bianchi e se parlano la lingua della superiorità bianca.

Consentire il matrimonio ai gay è  una minaccia. I neri che protestavano per l’uccisione dei loro amici e dei loro famigliari disarmati sono una minaccia. Gli ispanici che sono manodopera a basso costo nelle loro aziende sono visti in qualche modo come una minaccia. Il presidente nero è una minaccia. Due miliardi di musulmani sono una minaccia. I cinesi sono una minaccia. Le donne che vogliono essere indipendenti sono una minaccia. L’istruzione universitaria è una minaccia. Gli scienziati senza Dio sono una minaccia. Tutti coloro che non sono come loro vengono spacciati come minaccia, come gente che cerca di agganciarli e di ingannarli.

E dato che non ci sono meccanismi di autoregolazione nei loro sistemi di credenze, queste minacce crescono e col tempo si moltiplicano. Dal momento che né fatti, né realtà hanno importanza, non si potrà dire niente per far cambiare le loro credenze. “Il presidente Obama è nato in Kenya, è un membro segreto dei Fratelli Musulmani che odia gli americani bianchi e che vuole togliere le armi a tutti”.

Mi sento ridicolo anche solo a scrivere queste cose, è così assurdo, ma è vangelo in tanta parte dell’America contadina. Questi contadini cristiani americani bianchi hanno  paura? Accidenti, certo che hanno paura. I loro timori sono razionali e giustificati? Diavolo, certo che no. Il problema non è capire le loro paure. Il problema è come dissipare i timori nati sulla base di bugie entrate in sistemi chiusi di credenze fondamentaliste, che non hanno gli strumenti necessari per valutare correttamente perché sono nate queste paure.

Non ho una buona risposta a questa domanda. Quando un bambino ha una paura irrazionale, se ne può parlare, perché si fida di noi ed è pronto a comprendere. Quando qualcuno non si fida di noi e non è aperto a qualsiasi altra cosa che non sia stata già accettata come vera nel suo sistema di credenze, non c’è davvero molto che si può fare.

Questo è il motivo per cui penso che l’idea che “i democratici devono capire e trovare un terreno comune con l’America contadina”, è fuorviante ed è una completa perdita di tempo. Quando si dà ad un libro scritto  2.700 anni fa –  da persone ignoranti che non conoscevano la scienza, tradotto innumerevoli volte, e aggiornato per le  millenarie pressioni politiche ed economiche di papi e di re – maggiore autorità intellettuale che non a fatti rigorosamente e costantemente rivalutati da un sistema di autocritica che può e deve correggere gli errori,  non c’è nessun modo per intendersi, non c’è nessun modo per riuscire a cambiare le loro menti e a  placare le loro paure.

Sapete che cosa, qualche volta,  può modificare le credenze dei fondamentalisti?  Quando qualcosa entra nella loro sfera personale. Molti fondamentalisti hanno cambiato idea sulla LGBT, quando qualcuno dei loro cari ha cominciato a venir fuori dall’armadio. Molti non hanno cambiato idea, ma chi l’ha fatto, lo ha fatto perché la sua esperienza personale è entrata in diretto conflitto con le sue credenze.

Mio padre può essere un buon esempio. Per anni ho avuto lunghe e accese discussioni con lui sui diritti degli omosessuali.  Essendo il buon fondamentalista religioso, non riusciva nemmeno a pensare alla possibilità di sbagliarsi. Quando la chiesa disse che era sbagliato, lui disse che era sbagliato. Nessuna domanda. Non ha avuto bisogno di pensarci sopra o di fare analisi. La situazione è cambiata quando uno dei suoi figliastri adorato è venuto, anche lui,  fuori dall’armadio. Non ha fatto un giro a  180°. Ora ha un raggio di azione per cui accetta i diritti degli omosessuali, ma  allo stesso tempo  vede l’essere gay come un peccato mortale, perché il suo bisogno di viver in un suo sistema di credenze che sia giusto, supera tutto il resto.

Questo non è raro. Le credenze più profonde di solito sono alterate o sostituite in circostanze catastrofiche e personali. Questa alterazione al sistema delle credenze funziona in due direzioni. Conosco irriducibili, progressisti di  mente aperta che sono diventati fondamentalisti ardenti a causa di un evento traumatico nella loro vita. Un buon esempio di questo è il comico Dennis Miller. Ho visto Miller in concerto per quattro volte nel corso del 1990. Il suo umorismo era complesso, pieno di riferimenti e pronto a dire  battute in qualsiasi campo. Poi arrivò l’11 settembre. Per un qualche motivo, il trauma del 9/11 ha provocato un cambiamento sismico nel sistema di credenze di Miller. Ora è uno dei pilastri di un talk radio conservatore. Il suo umorismo è stato sostituito da rabbia e frustrazione.  Il 9/11 ha cambiato il suo sistema di credenze, perché quell’evento catastrofico è stato qualcosa di personale per lui.

La catastrofe della Grande Depressione insieme con la cura progressista di F.D. Roosevelt ha contribuito a far nascere una generazione di democratici da una classe che era stata di repubblicani irriducibili. Gente che fino a quel momento aveva creduto solo che il libero mercato avrebbe potuto aiutare l’economia, non certo  il governo, cambiò idea quando la realtà brutale della Grande Depressione la colpì direttamente e personalmente.

Avevo creduto che la crisi finanziaria del 2008 avrebbe avuto un impatto simile, anche se minore, su molti repubblicani. Non è stato così. I provvedimenti messi in atto dopo la grande recessione per affrontare la crisi economica con una risposta rapida ed intelligente da parte del Congresso e dell’amministrazione hanno solo trasformato quello che avrebbe potuto essere un evento catastrofico in un normale evento negativo.  La gente ha sofferto, ma non abbastanza da mettere in discussione le proprie convinzioni più profonde. Per il fatto che questa discussione non ha avuto luogo, perché  la Grande Recessione non ha portato a nessun vero cambiamento politico, a nessuna nuova regolamentazione dei mercati, a nessun cambiamento in campo economico e non ha dato nessuna risposta ad una crisi finanziaria. Questo è il motivo per cui, anche se i contadini cristiani americani bianchi sono stati colpiti duramente dalla Grande Recessione, non solo non hanno data la colpa al partito politico che hanno votato per anni, ma lo hanno ricompensato con il loro voto in un numero record stati e consegnandogli  la Casa USA.

Certo, non ha aiutato le cose l’aver trovato dei capri espiatori disponibili verso i quali indirizzare le loro paure, la rabbia e la supremazia bianca. Sono molti i contadini americani  che credono che il presidente Obama fosse già in carica quando è cominciata la crisi finanziaria e ancora di più  sono quelli che credono che la crisi dei mutui sia stata provocata dal governo che ha costretto le banche a concedere prestiti a  minoranze non qualificate. Non importa che entrambe queste notizie siano false, sono  comunque il Vangelo dell’ America rurale. Perché rivedere le proprie convinzioni e il proprio modello di voto quando si possono scaricare le colpe su qualche capro espiatorio in bella mostra?

Come si fa a convincere  che i cambiamenti climatici siano effetto del comportamento dell’uomo, a qualcuno che crede che solo Dio possa alterare il tempo? Come si fa a dire che l’uguaglianza delle razze dipende dalle proprie convinzioni personali, a qualcuno che crede i bianchi siano naturalmente superiori ai non-bianchi? Come si fa a  dire che la parità di genere è qualcosa che dipende dalle proprie convinzioni personali, a qualcuno che crede le donne dovrebbero essere serve degli uomini per ordine di Dio? Come si fa a far comprendere ad una persona che le minoranze non minacciano chi non vive in quelle stesse minoranze e che nemmeno le frequenta? Come si fa a dire che si stanno togliendo i soldi dalle loro tasche con dei massicci tagli fiscali e tagli  alle spese del governo, quando hanno votato per queste politiche per decenni? Non credo che si possa fare proprio niente,  a meno che non avvenga un qualche evento catastrofico, e forse neanche allora cambierà qualcosa. La guerra civile fu  dannatamente catastrofica, ma una grande parte del Sud credette – e crede ancora – che erano loro ad aver ragione, per la superiorità morale. Erano e sono anche i fondamentalisti per lo più cristiani che si credono superiori per il colore della loro pelle e per la religione che professano. E’ un modello che può riconoscere chiunque abbia tempi di  unire i puntini.

“L’ America bianca dei contadini ha bisogno di essere compresa meglio”, questo non è uno dei punti, ma  è solo un espediente,  con lo scopo di evitare i problemi reali, perché parlare di veri problemi sembra troppo sconvolgente, troppo profondo, troppo arrogante, troppo d’elite, troppo snob. Dire con chiarezza quali sono le opinioni della zia Bea sui messicani, sui neri e sui gay è bigotto, non è una cosa si fa nella buona società. Peccato che siano tante le persone che non pensano la stessa cosa sulle opinioni della zia Bea. E’  un classico stratagemma, “Sei un razzista perché hai detto che sono razzista”.

Credo che siano necessari argomenti razionali, anche se questi verranno ignorati e ridicolizzati. Credo che bisogna trattare la gente con il rispetto che si è guadagnato, ma il punto chiave qui è il termine “guadagnato”. Mi piacerebbe tanto potermi sedere con la zia Bea ( Ndt.: La casalinga di Voghera) per farmi  una bella, conversazione, in modo educato,  sulle sue convinzioni su “gay,  neri e  clandestini” e non mi permetterei mai di chiamarla né bigotta, né razzista. Ma questo non significa che lei non sia una bigotta e una razzista, e se mi venisse chiesto di descrivere le sue credenze sarebbero queste le uniche parole che onestamente mi verrebbero in mente.

Il fatto che i media, gli esperti su tutto quello che succede e alcuni leader democratici non vogliano chiamare razziste e bigotte le azioni di molti contadini americani bianchi e cristiani, non significa i loro comportamenti che non lo siano.

Evitare di parlare di cose ovvie può solo ritardare le cure necessarie. L’America ha sempre avuto un problema razziale. Il paese è stato costruito sul razzismo e sull’intolleranza. Questo non è tutto miracolosamente finito nel 1964 quando fu approvato il Civil Rights Act. E non è nemmeno finito con l’elezione di Barack Obama. Questi eventi, anche se sono nascosti dietro una tenda, sono ancora il ventre razzista di una America, di quella America bianca a cui piace far finta di non esistere, perché è  la ragione per cui esiste.

Dai nazionalisti bianchi alle mamme bianche che accompagnano i bambini a giocare al calcio in periferia e che hanno votato per Donald Trump, passando per i progressisti di estrema sinistra che non hanno votato per nessuno, il razzismo esiste ed è stato ancora una volta legittimato e normalizzato dall’America bianca.

Ecco le oneste verità che i contadini  cristiani americani bianchi non vogliono accettare  e  fin quando non accetteranno queste verità, nulla potrà cambiare:

  • La loro situazione economica è in gran parte il risultato di aver votato per politiche economiche che hanno prodotto la più grande redistribuzione di  ricchezza – dal ceto-basso-medio verso quello alto – nella storia degli Stati Uniti.
  • Gli immigrati non hanno rubato il loro posto di lavoro. Se tutti gli immigrati, legali o no, fossero cacciati dagli Stati Uniti, la nostra economia subirebbe una brusca frenata e i prezzi dei generi alimentari si impennerebbero.
  • Gli immigrati non sono responsabili delle industrie che hanno spostato i loro impianti all’estero. I proprietari delle industrie sono quasi esclusivamente bianchi e sono loro i responsabili di preoccuparsi più degli azionisti (anche loro in gran parte bianchi)  che dei lavoratori americani.
  • Nessuno ha chiesto di togliere loro i fucili. Tutto quello che è stato proposto durante l’intera amministrazione Obama è stato un controllo sulle armi, più attento di prima.
  • Che i gay si sposino non è una minaccia alla loro libertà di credere nel loro Dio bianco a cui vogliono credere. Nessuno vuole far sposare i gay in chiesa, che un gay diventi pastore o che si accetti un gay come socio.
  • Nemmeno le donne, con il controllo delle nascite, influenzano la loro vita, soprattutto le donne adolescenti, madri e single.
  • I neri non sono “Ladri-fannulloni che vivono con i soldi sudati delle loro tasse” più di quanto non lo sia qualche loro amico contadino che vive nella fattoria vicina.
  • Gente in stato di bisogno è gente in stato di bisogno  e quelli che non riescono a trovare lavoro per la loro situazione, per una economia in trasformazione o per l’ outsourcing all’estero, sono persone che non hanno razza.
  • Ricevono enormi  aiuti da un governo che – dicono – che non fa niente per loro:  strade e recinzioni sono sussidi per l’agricoltura, assicurazioni sui raccolti e protezioni per le materie prime, sono tutti benefici della assistenza pubblica. Il Contadino Bill è una delle voci di spesa più grande per le finanze del governo degli Stati Uniti. Senza l’assistenza del governo, la loro vita sarebbe decisamente peggiore.
  • Ricevono  la quota maggiore dei buoni pasto, del Medicaid, del Medicare e del Social Security.
  • Si lamentano della globalizzazione, ma si mettono in fila come tutti gli altri per comprare gli ultimi prodotti della Apple e non si fanno nessun problema a comprare pistole, mirini e attrezzature da caccia di fabbricazione straniera . Non ci pensano due volte prima di salire su camion con motori fatti in Canada, pneumatici made in Japan, radio fatte in Corea, e parti di computer realizzate in Malesia.
  • Usano droghe illecite tanto quanto chiunque altro. Ma quando lo fanno gli altri si tratta di un “fallimento morale” che deve essere punito severamente e legalmente. Quando invece sono loro che si drogano, si tratta di “crisi per motivi di salute” da trattare con la dovuta comprensione.
  • Quando non c’è più  lavoro per un qualsiasi motivo, si rifiutano di trasferirsi, ma gridano contro i poveri  che restano a vivere in città fallite.
  • Sono sempre pronti a chiamare  le minoranze  “Ladri di welfare”, ma non ci pensano due volte prima di incassare i loro assegni assistenziali tutti i mesi.
  • Si lamentano dei liberal delle coste, ma sono le tasse della California e di New York che servono per pagare i loro sussidi agricoli e che aiutano a mantenere in uso le loro strade e a mantenere aperti gli ospedali anche nelle zone rurali scarsamente popolate.
  • Si lamentano “per i piccoli commercianti che devono chiudere” e poi corrono a  fare acquisti dai  big-box stores.
  • Non vogliono che gli estranei siano i benvenuti, negano permessi di  costruzione e poi si lamentano che nelle zone rurali non si aprono industrie e impianti.
  • Il governo non ha fatto abbastanza per aiutarli in molti casi, ma i loro governi locali e statali sono quasi completamente in mano ai repubblicani  e così i loro rappresentanti e senatori, ma continuano a  votarli ancora.
  • Tutte le politiche e le idee economiche e che potrebbero aiutare l’America rurale sono state approvate dal Pd: aumento del salario minimo, rafforzamento dei sindacati,  spesa per le infrastrutture, crescita delle energie rinnovabili, rallentamento dei  danni causati dai cambiamenti climatici, e riforma sanitaria. E’ tutto questo e molto altro ad aiutare davvero tanti contadini americani bianchi.

Quello che ho capito è che i contadini cristiani americani bianchi sono trincerati dentro sistemi di credenze fondamentaliste; che non si fidano di persone che vengono da fuori; che da decenni fanno una dieta forzata di disinformazione e di bugie; che non sono disposti a rendersene conto e che veramente credono che i bianchi siano superiori a tutte le razze. Non basterà mai cercare di comprendere i loro motivi per cambiare queste cose o per cambiare le loro convinzioni. Non basterà mai nessuna buona volontà per spingerli verso una vera introspezione. Nessuna politica economica portata avanti da qualcuno che non provenga dal loro gruppo, dalla loro tribù, verrà mai accettata e seguita, indipendentemente dal fatto che, per loro, possa essere conveniente o svantaggiosa.

Io capisco fin troppo bene l’ America rurale cristiana bianca. Capisco che i loro timori si basino su falsi miti e bugie. Capisco che si sentono lasciati fuori da un mondo che non capiscono e del quale non gliene importa niente.

Sono disposti a votare contro i propri interessi purché il loro voto serva  a fare più danni alle minoranze che a loro. Le loro credenze e la morale cristiana valgono solo per le persone cristiane e per le persone bianche. Sono loro il problema che ferma il progresso e lo saranno sempre, perché i loro sistemi di credenze sono costruiti contro il progresso.

Il problema non è che le élite costiere non li comprendono. Il problema è una mancanza di comprensione del perché i contadini dell’America bianca cristiana credono, votano e  si comportano come contadini dell’America bianca cristiana.

 

Fonte :  http://www.alternet.org

Link : http://www.alternet.org/election-2016/rural-america-understanding-isnt-problem#.WMIeGzAu8-s.email

8.03.2017

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • Luca

    Mi pare di intuire che secondo l’autore a dispetto dei bigotti contadinelli dell’Arkansas, i liberal di cittá che sono tutti istruiti, open minded, gender friendly, pro globalization, e non ricevono sussidi, conoscono benissimo i loro problemi e i problemi degli USA?! Giusto?!
    Stranamente però a me non risulta che questi “super umani” siano in piazza un giorno sì e l’altro pure per protestare contro gli student loans (un cappio al collo fin dall’adolescenza), la speculazione finanziaria deregolarizzata, lo strapotere delle assicurazioni mediche, le ininterrotte campagne militari, un sistema di debito ormai incontrollabile. Del resto i paladini di tali persone sono Hillary Clinton, finanziata dalle peggio lobby americane e straniere, e barack Obama, il premio Nobel più guerrafondaio della storia. Però vabbé, glielo si può perdonare. Loro hanno capito tutto e sono in buona fede. Che posto terribile sarebbe il mondo senza le manifestazioni finanziate dal buon Soros, a base di pussycat hats, pianti isterici di massa, e devastazioni varie?!?! Me lo chiedo tutte le notti prima di dormire e ringrazio il bigotto Dio bianco di averceli offerto….. i liberal.

  • Guido Perrone

    L’autore dimentica i negri che gli violentano e ammazzano (ai contadini) le figlie mentre fanno jogging o i figli mentre vanno in palestra (Legga il sito New Nation e poi vedrà)

    • Toussaint

      Mentre lei, a sua volta, dimentica i poliziotti bianchi che quando vedono un ragazzo nero prima sparano e poi chiedono chi è. Mi perdoni, ma non è questo il modo d’impostare l’argomento. Il razzismo proprio no. Né da parte sua né da parte dell’articolista, che attribuisce la vittoria di Trump al disagio di alcune popolazioni dell’america rurale, dettato dalla loro ignoranza e sottocultura.

      Ma non è così (anche se alcune considerazioni sull’america rurale non sono campate in aria). Si lamentano anche i bianchi di Detroit, i residenti delle aree deindustrializzate, coloro che hanno perso il lavoro o ne hanno uno forzatamente part-time, i borghesi che hanno perso il loro status, i sottopagati in generale e coloro che non riescono a restituire lo student-loan ….. Quello dell’articolista, quindi, è puro e semplice razzismo verso alcune popolazioni del suo stesso paese. Il disagio è forte dappertutto, in America, non solo nelle zone rurali, come ha dimostrato il voto a Trump, nonostante gli ostacoli posti da un intero establishment.

  • Erchemperto

    Che sproloquio inutile e intessuto di alterigia radical chic. E per giunta razzista all’incontrario.

  • MarioG

    “Quello che ho capito è che i contadini cristiani americani bianchi sono
    trincerati dentro sistemi di credenze fondamentaliste; che non si fidano
    di persone che vengono da fuori; che da decenni fanno una dieta forzata
    di disinformazione e di bugie; che non sono disposti a rendersene conto
    e che veramente credono che i bianchi siano superiori a tutte le razze.
    Non basterà mai cercare di comporendere i loro motivi per cambiare
    queste cose o per cambiare le loro convinzioni. Non basterà mai nessuna
    buona volontà per spingerli verso una vera introspezione. Nessuna
    politica economica portata avanti da qualcuno che non provenga dal loro
    gruppo, dalla loro tribù, verrà mai accettata e seguita,
    indipendentemente dal fatto che, per loro,possa essere conveniente o
    svantaggiosa
    […]
    Sono loro il problema che ferma il progresso e lo saranno sempre,
    perché i loro sistemi di credenze sono costruiti contro il progresso.”

    Beh, dopo un QUADRETTO così, non resta che chiedere, a questo figlio RINSAVITO della schiatta dei “contadini cristiani americani bianchi”, cosa fare di questa ingombrante massa.
    Manca solo la conclusione finale (che aleggia tuttavia nell’ultima frase), che si astiene per pudore dallo scrivere esplicitamente, per conservare il suo prestigio da intellettuale liberal e liberato.
    Le credenze del vicino sono sempre le più fondamentaliste!

  • ignorans

    È difficile da dire. Si prova della sofferenza a dirlo, ma il contadino razzista bianco, quando sostiene che il culo serve per cacare, ha ragione.

  • Vamos a la Muerte

    Un papiro per scrivere una marea di fesserie sesquipedali condite qua e là da qualche parola sensata.
    Non metto in discussione che la maggior parte dei contadini statunitensi cristiani bianchi sia fondamentalista come scritto dall’autore ma non meno di quanto lo sia, all’estremo opposto, l’autore di questo articolo che crede, senza possibilità che “qualcuno venuto da fuori possa mettere in discussione le sue credenze”, che le élites costiere Usa siano l’apice del miglior progresso possibile. Credo che sarebbe inutile ricordare a questo giornalista o qualunque altra cosa sia che il disastro del 2008 risalga all’abolizione del Glass-Steagall Act voluta da Bill Clinton (del Partito Democratico per il quale questo signore tanto sbava) che eliminava la distinzione tra le banche addette esclusivamente al credito con le banche d’affari voluta da Roosevelt negli Anni Trenta per fermare la Grande Depressione; e questo signore non crederebbe né a me né a qualsiasi studioso europeo in quanto NON Americani e, se glielo dicesse un americano, lo accuserebbe di essere in combutta con i russi.
    Il problema degli Stati Uniti d’America, se vogliamo dire la Verità, è che trattasi di un Paese Fondamentalista in sè ma in cui convivono diversi fondamentalismi che si guardano con disprezzo ma che si sostengono l’uno con l’altro: e d’altronde, come spiegare le percentuali bulgare alle guerre d’aggressione che gli yankees portano in giro per il mondo – tra cui le SETTE Guerre del suo amatissimo Presidente di Colore?
    Pertanto questo prolisso pistolotto potrebbe riassumersi con il detto:
    “Perché evidenzi la pagliuzza nell’occhio altrui quando nel tuo c’è una trave”?

  • GioCo

    Articolo lungo … ma forse è giustificato dalla complessità dell’argomento. Sulle opinioni in oggetto non mi pronuncio perché della realtà americana non ho la stessa visibilità dell’autore, tuttavia su frasi come: “Quando qualcuno non si fida di noi e non è aperto a qualsiasi altra cosa che non sia stata già accettata come vera nel suo sistema di
    credenze, non c’è davvero molto che si può fare” mi sento in dovere di fare una precisazione.

    Penso che l’ignoranza non fa di una persona un fondamentalista almeno come l’istruzione non è una garanzia per uscire dal fondamentalismo, se per “fondamentalismo” intendiamo un atteggiamento di credenza cieca e viscerale di tipo emotivo. Si può credere nei buchi neri perché spuntano da una formula matematica derivata da teorie che si poggiano sulla pura speculazione fantastica senza averne alcuna prova oggettiva e poi scoprire che i buchi neri esistono per davvero, come si può essere convinti di poter volare su trabiccoli inventati a partire da altrettante teorie fantasiose al punto da suicidarsi in folli tettativi di dimostrarlo, lanciandosi giù per dirupi scoscesi, finché poi qualcuno scopre di avere ragione (sopravvivendo per dirlo a tutti). Allo stesso modo la fede in Dio potremmo scoprire un giorno che ha più verità di quante vorremmo ammettere (anche se dubito fortemente tra queste ci sia “la superiorità della razza di chicchessia”).
    Personalmente trovo che l’ignoranza o la conoscenza sono totalmente svincolate dalla saggezza o dalla sapienza ma queste ultime fanno parte di una specifica conoscenza che non si apprende dai libri o dalle lezioni scolastiche ma dalla esperienza personale. Non una esperienza particolare ma una esperienza compiuta con l’atteggiamento e la predisposizione particolari e che favoriscono l’intuito.

    Quindi non credo che esistano sistemi chiusi di fondamentalismi, credo che i fondamentalismi siano parte inscindibile del nostro modo di intendere e volere l’esistenza in questa realtà e credo che i sistemi chiusi si basino sulla cieca incoscienza dei meccanismi dei apprendimento, tanto nell’ignoranza generale, quanto nella conoscenza accademica degli argomenti.

  • disqus_dY0jUsUrlQ

    Gesù Cristo è Re ovunque.
    O ci credi, o ti adegui, o ti distrugge.
    Quid est Veritas?

  • Pino Rossi

    Articolo insopportabile. Di parte e ipocrita. Non parla mai di protestanti, ma solo d cristiani. Ciò che dice sul sistema digmatico di credenze è ancora più applicabile ai liberal (come d’altronde l’autore ammette di essere), e infatti n quanto liberal ha ragione e basta percui, lui, ha il dovere di non accettare punti d vista diversi. Per non parlare degli israeliani. Probabilmente l’autore stesso è il figlioccio gay di cui parla. Risentimento personale tramutato in analisi accusatoria: 100% liberal.

  • Truman

    Articolo farraginoso, ma che prova a mettere in campo diversi elementi interessanti, in particolare quella che io chiamerei “impermeabilità al ragionamento” di chi vive immerso in un sistema di credenze. L’esempio dei fondamentalisti religiosi rende abbastanza bene l’idea di come ci si possa richiudere in un mondo autoreferenziale, dove tutte le conclusioni sono prestabilite. AMDG, aggiungerei, “ad maiorem dei gloriam”. E’ il motto dei Gesuiti invece che dei fondamentalisti, ma rende l’idea di cosa vuole un sistema autoreferenziale.
    Solo che l’autore non pensa minimamente di essere anche lui immerso in un sistema autoreferenziale dove tutte le conclusioni sono prestabilite: il clima cambia indubitabilmente per effetto delle attività umane, il sesso non esiste più, si deve parlare di genere e soprattutto parla con ardore del “progresso” come qualcosa di assodato, senza voler sapere che il mito del progresso discende direttamente dall’escatologia cattolica e dal mito cattolico della “fine dei tempi”.