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Un bar di cinesi sotto casa? Avete figli giovani? Ecco cosa fare, urgente.

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Quanto siano tragicamente serie le parole che sto per scrivere, lo capirete appena più sotto.

Se davvero avete a cuore il destino lavorativo dei vostri figli, dovete affrontare la verità. L’Italia si è auto-esclusa da ogni chance di sopravvivere nella globalizzazione del III millennio – quindi sappiate con assoluta certezza che perderemo il nostro posto nel G8 fra meno di 10 anni, se non di nome, almeno di fatto. E non si sta scher-zan-do, ok?

Per cortesia, genitori che leggete, siamo seri, perché qui vi giocate la vita dei figli. Hey, sveglia, non siete più nell’Italia che avete sempre conosciuto, siete coi piedi fissati coi chiodi sul pavimento marcio di una nave che sta affondando in queste ore, neppure in questi mesi, per non dire anni. Ma cosa vi ci vuole ad aprire gli occhi? La frase, epica, riportata da un serio informatico italiano nel mio pezzo precedente, e cioè E’ vero che l’Italia è al centro del mondo… perché l’Italia resta ferma e tutto il mondo gira intorno è la diagnosi di cancrena terminale per il Bel Paese, e non so quante volte io ve l’ho già gridato a voi pubblico ‘Travagliato’ che… la Casta, che… il Porcellum, che… con le pensioni d’oro.

E allora, se avete a cuore il destino lavorativo dei vostri figli, e se siete genitori di un bambino/a di 6 anni; o di un/a adolescente; ma anche di un/a liceale; e se avete un bar di cinesi vicino a casa, fate di tutto per convincere sia i gestori del bar che la vostra prole a fare 1 ora al giorno (lun-ven) di conversazione in cinese Mandarino. Fidatevi.

Ok, la provocazione è del tutto voluta, perché chiunque non sia così idiota in Italia da credere di poter ancora sistemare i figli laureati in Regione o dall’amico avvocato o con le ‘conoscenze’ all’USL per più di qualche misero annetto rimastoci, oggi capisce la portata della seguente notizia, che dovrebbe far titolo d’apertura del Corriere e del TG1 per un anno:

La Cina ha scavalcato la Gran Bretagna come meta prestigiosa per gli studenti internazionali, e sta insidiando lo storico podio degli USA”.  (fonte: Institute of International Education – MIT Boston)

Una laurea italiana con 110 e lode, e intesa come speranza d’ingresso a un lavoro da colletto bianco stabile, varrà fra meno di 10 anni come un vecchio gabinetto se non accompagnata da almeno due fattori: 1) la conoscenza perfetta di cinese Mandarino e inglese INSIEME; 2) qualsiasi sia la materia studiata, conoscenze a livello di Dottorato di Ricerca (PhD) in matematica, o fisica, o ingegneria informatica TUTTE INSIEME, ma conseguite in università straniere. E, se possibile, anche di biologia. In un mio articolo del 16 novembre scorso dimostravo questo italico dramma con una fonte di altissimo livello, la Brookins Institution di Washington.

Essa (senza ripetere l’articolo) ha condotto forse il più attento studio sulle nuove opportunità di lavoro per noi occidentali, e in sostanza ha concluso che, appunto, il fattore che deciderà se guadagnerai 1.000 euro al mese o 8.000 non è il tipo di laurea che hai preso e neppure che voto, ma il livello di conoscenze digitali che hai. (figura sotto che riporta il rapporto fra digitalizzazione e ampiezza redditi)

Ma per voi genitori di qualcuno che va dai 0 anni, ai 20 anni al massimo (perché dopo è troppo tardi), il problema non è solo su quali materie indirizzare i vostri figli, ma anche DOVE FARLI STUDIARE. E qui arriviamo a picco sul tema. Inutile che io spari cretinate irrealistiche del tipo “In America, a Stanford o a Princeton…”, sì, sticazzi, per prima cosa non c’è posto neppure per uno spillo e secondo ci vuole il caveau della Banca d’Italia per pagarle. Invece la ‘buona’ notizia c’è, per chi si può permettere buone notizie in questo campo, e intendo brutalmente purtroppo per chi ha i soldi in casa. La Cina. Ho scritto sopra che oggi il flusso migratorio di quelli proprio come i vostri figli, cioè istruiti, cioè desiderosi di un futuro fuori dai Call Center, sta deviando verso Est a stormi giganteschi. Ma capire il perché è essenziale.

Il Presidente cinese Xi Jinping è in sella al più faraonico progetto economico del III millennio, avendo buttato, solo come antipasto, 900 miliardi di dollari nella conquista economica globale chiamata La Nuova Via della Seta. Si immagini quindi – nell’era dove le super TECH & Artificial Intelligence (AI) sono come la scoperta della macchina a vapore nel XVIII secolo – la mole di esperti in super TECH, ma non solo, che la Cina sta cercando per sostenere quel progetto immenso. Infatti Pechino ha lanciato il cosiddetto Risveglio Cinese con un primo centro di studio sulle AI del valore di 2,1 miliardi di dollari. Ma c’è un altro trucco che rende la Cina oggi IL POSTO dove spedire un figlio a studiare e/o a cercare un lavoro di prestigio.

Ed è che nel solo 2016 qualcosa come 440.000 super tecnici, docenti universitari, colletti bianchi cinesi cresciuti e arrivati al Top in USA e Canada, sono tornati in Cina a portarvi la crème de la crème del sapere occidentale in diversi campi cruciali. Ed è una fuga di cervelli in continuo aumento.

Ma non solo, cari genitori dei 0-20 anni: la Cina investe con DENARO PUBBLICO cifre immani in istruzione superiore ed economia (lo scrivo in lettere maiuscole perché la spesa pubblica è un termine estinto nel meraviglioso parco giochi di BruxellesLand). Ma di più.  Anche i soldi privati internazionali stanno seguendo il sopraccitato flusso di studenti esteri che mirano a Pechino come terra per il loro futuro. Sì, ho scritto proprio ciò che avete letto: i soldi occidentali vanno là, a cascate. Cina e sud est asiatico (cioè Cina al 98%) erano solo pochi anni fa una specie di luogo dove investire 10 dollari per pagare 100 lavoratori a far scarpe da tennis; oggi sono sulla soglia del sorpasso sugli USA come beneficiari d’investimenti, con un astronomico 71 miliardi di dollari investiti dai Venture Capitals occidentali nel solo 2017. Sommate quel ‘gruzzolo’ a quello che ci mette il Tesoro cinese, e capite perché là i posti di lavoro e le imprese crescono come i batteri nel brodo tiepido.

D’altronde cosa si aspettavano gli Yankees da un Paese con 751 milioni di persone che usano Internet, col più affollato Social del pianeta che è WeChat, e su cui Bloomberg chiosa “Eh… 3 delle 5 più ricche Startup del mondo sono in Cina, non in California…ehm”.

Mi fermo. Nella Tolemaica, ‘Travagliata’, fantozziana Italietta dove per davvero le gggènte di ogni sorta e livello crede che “l’Italia è al centro del mondo…” solo perché neppure si rende conto che “è l’Italia che resta ferma e tutto il mondo le gira intorno, io scrivo con un senso d’incurabile disperazione, e scrivo per i vostri figli. Ma paradossalmente ho condiviso appena ieri questo sentimento proprio con… un cinese che lavora qui a Bologna come piccolo imprenditore, perché mi ha detto “Te lo confesso, io venni qui 15 anni fa convinto di fare un figurone con la famiglia in Cina. Oggi mi vergogno a tonare, anche se lo vorrei disperatamente. Perché non posso tornare più povero dei miei amici studenti-contadini che lasciai là”.

Ok, ultima precisazione per i genitori: tutto quanto sopra vale, come ho scritto, per i giovani istruiti desiderosi di un futuro fuori dai Call Center e Job Act. Ma sentite bene: se avete in casa dei tonti bambocci col ciuffo o con la bambolina pucci che pende dal retrovisore in auto a 30 anni, no, teneteli qui. Non voglio dei morti in Cina sulla coscienza.

 

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1994

12.01.2018

Pubblicato da Davide

62 Commenti

  1. Purtroppo è vero anche se fa male sentirselo dire.
    La Cina investe in I.T. e tecnologia mentre l’occidente investe in guerra e saccheggi.

  2. Mi sembra naturale che il più grande mercato del mondo sia uno dei possibili futuri luoghi di lavoro, non serve mica una scienza. La cosa che mi fa pensare e che anche Monti, si quello lì, ha già detto mesi fa che si deve investire su se stessi e non in case . Mantra tutto italiano quello delle case.
    Io per iniziare mi sono diretto verso un corso di arabo che credo possa portarmi dei benefici sul lavoro, ma anche il cinese non mi dispiacerebbe sarà per la prossima volta.

    • Su quello Monti ha ragione, ma purtroppo gli italiani restano dei provincialotti ignoranti, c’è gente che spende migliaia di euro in auto, che può a male pena permettersi e non ha mai viaggiato in vita sua.

  3. Secondo Barnard o saremo cinesi o vivremo nel deserto, vi pare possibile? L’Italia non è stata mai la prima potenza mondiale di qualcosa eppure solo negli ultimi anni è diventata un Paese dove ogni indicatore punta in basso. Nel nostro piccolo ce la cavavamo perfettamente. Non serve essere tra i primi 10 paesi del mondo per avere una vita vivibile e una società florida. L’idea di Barnard che solo altrove si trovano fama e ricchezza, tutta legata all’Hi-Tech, è sbagliata tanto quanto quella che vedrebbe solo in Europa o negli Stati Uniti il futuro. Non possiamo paragonarci ad una nazione da 1,5 miliardi di persone negli intenti e nei progetti. Tanto per dire, una mia amica cinese mi disse che veniva da una piccola città di “soli” 4 milioni di persone. Questo sorpasso della Cina era ovvio e perfino tardivo, devo dire. Ma la gente, in tutti i posti del mondo ha bisogno di cibo, di case, di servizi, di sanità, di istruzione e di sicurezza e l’unico problema è avere un lavoro per soddisfare questi bisogni che generano altri posti di lavoro. L’Italia ha tutte le carte che servono per avere tutto questo, eccetto una classe politica decente.

  4. Solo un appunto, dai 6 ai 20 anni? No, prima dei 6, perché dopo ciabbiamo liddentità e siamo fottuti.

    Ma possiamo fare i cappuccini, che vanno sempre, magari al bar del cinese.

  5. Che l’Italia esca dal G8 e contesti del genere, i quali in realtà sono club occidentali con invito aperto di volta in volta a chi è disposto ad allinearsi al programma prestabilito, non dovrebbe preoccupare più di tanto. Specie se, in sostituzione, l’Italia stessa venisse accolta nei nuovi circuiti economico-politici in crescita, tipo Brics ecc. L’Italia attuale, certamente, dopo anni di crisi imposta, non è messa molto bene, ma ancora rappresenta una potenza di portata forse non esorbitante, ma nemmeno trascurabile. Per quanto piccola inoltre, rappresenta ancora un mercato di un certo livello e grandezza, prova ne sia che le principali potenze industriali, almeno europee e non solo, non rinunciano ad essere presenti con i loro prodotti. Una volta chiariti i rapporti con l’Europa, liberati dai vincoli assurdi di politiche economiche disgregatrici, sarebbe probabilmente sufficiente un po’ di sviluppo economico del meridione per tirare su il paese nel suo complesso, anche il Nord industriale e delle piccole medie aziende. Il Cinese si, potrà servire, forse potrebbe essere persino opportuno il suo insegnamento nelle scuole al posto dell’inglese, ma l prima cosa da rimettere in sesto è il nostro mercato interno.

    • Sono d’accordo ma temo che non sia possibile fare questo fintanto che le politiche di casa nostra vengono decise prevalentemente da gente che parla lingua inglese e tedesca.

    • Nelle poche scuole italiane che funzionano, che di solito sono quelle professionali che hanno le mani più libere da parte del ministero dell’istruzione, il cinese già si insegna, mica sono scemi.

  6. E’ un bel po’ che dico a parenti ,amici, conoscenti ,che le cose per questo paese peggioreranno sempre più.E quei pochi figli che stiamo facendo, una volta abbastanza cresciuti ci disprezzeranno come cani , arrabbiati con noi per la nostra miopia e stupidita di non aver voluto capire che mantenere quella mentalità da gattopardo havrebbe
    auto distruggendo l’italia e l’italiani.

    • Concordo in tutto ma non sul motivo per cui ci disprezzeranno i figli: lo faranno per aver lasciato che fossero loro a direzionare la società, far guidare chi conosce solo il volante ma non l’auto e tantomeno le strade porta a incidenti sicuri.

  7. Potremo accogliere i milioni di cinesi in vacanza..e guadagnarci bene..se gli italiani ne fossero all’altezza..
    Ma sicuramente saremo costretti a vivere spendendo come monaci zen..senza laghetto con i pini ma solo liquami e monnezza…

  8. “… ho udito stronzate che voi barnardiani non potreste immaginare (…). Ho udito che “la Cina è vicina” e che l’Italia è solo un’espressione geografica confinata, coi suoi marmocchi, ai margini estremi di una galassia, come miliardi e miliardi di altri marmocchi. Ho udito anche che, in virtù delle sue funzioni bassamente digestive, la sua “classe digerente” ha una rilevanza che è meno che polvere, (s)perduta nello spazio e nel tempo”.

    Insomma, ho udito stronzate del tempo profondo che andarono a toccare i temi cruciali della natura, della storia e della (sotto)specie italica; fino ad arrivare, ai giorni nostri; ossia al “salto di specie”: La Grande Ammucchiata (trad. il grande inciucio)!…

    Ergo, una sorta di preveggenza social-darwinista che traccia il percorso della società italiota verso quello che ritiene “il manifesto di un nuovo umanesimo italico-coglione” partorito nell’Empireo dell’Oligopolismo e messo in pratica dalla I.A, galattica. In alcune allucinazioni sembra essere un saggio di antropologia culturale, in altri di storia, in altri ancora di divulgazione (e)scatologica.

    Sono tanti gli spunti di riflessione offerti da questo (per me straordinario) incubo, la promessa, almeno in termini teorici, suscita lo strano desiderio di saltare oltre il presente per entrare in un futuro ignoto e affascinante. La Morte!…

  9. Buongiorno Barnard!!! Finalmente anche dalla tua torre dorata sei riuscito a capire che il posto fisso come impiegato pubblico non è più facile da ottenere come un tempo. Ma, dato che la realtà familiare e lavorativa da cui provieni non ha conosciuto altro, questa cosa è per te così scioccante da dover scrivere un articolo per avvisare tutti gli italiani.
    Peccato che tu sia rimasto L’ULTIMO ad accorgetene.
    Ma ancora non sei riuscito a metabolizzare la cosa e dai suggerimenti perché gli 0-20enni possano comunque arrivare ad ottenere un buon lavoro.

    Barnard, cosa vuoi che gliene freghi ai cinesi se gli arriva un italiano che mastica un po’ di mandarino strascicato e ha un’infarinatura di informatica quando le loro università sfornano migliaia di laureati ben formati ma soprattutto estremamente motivati e contenti di lavorare 12 ore al giorno senza alzare la testa???

    E quel diagramma che mostri con le retribuzioni, non crederai mica che i posti come “Financial Manager” o “Computer System Analyst” riescano ad assorbire tutti i figli di impiegati statali e parastatali d’Italia che vogliono il posto fisso come i loro viziati genitori??

    Zài jiàn caro Barnard!!!

    • Non migliaia: ogni anno UN MILIONE di laureati in piu’ solo in INGEGNERIA. E l’anno scorso la Cina ha superato gli USA come numero complessivo di brevetti. Noi siamo al livello dell’India: che pero’ SALE mentre l’Italia scende a livelli africani. A proposito, non e’ che c’entri per caso un famoso piano di ridurre tutta l’Europa a meticciato ininfluente con Q.I. degno solo per lavori minimi ?

      • In India, Nepal, Pakistan le università britanniche sono alla continua ricerca di giovani diplomati su cui investire e far laureare presso di loro dato che parlano già un perfetto inglese… e Barnard si preoccupa del fatto che gli italiani non parliano cinese!!!

        • Vero.

        • Ho viaggiato in quei paesi ed il perfetto inglese è solo di una minoranza minima…ciò non toglie che siamo molto malmessi sia con le lingue straniere che con la conoscenza scientifica in generale. Ma se abbiamo da chiedere lumi alla ministra attuale della scuola siamo fritti….!

  10. La Cina investe sul futuro DEI SUOI CITTADINI, noi che c’azzecchiamo? Al limite possiamo andare laggiù a fare loro da servi (cuochi, sarti, arredatori) che è quello che ci riesce meglio.

    • Cosa ci trova di così inverecondo?

      • nulla d’inverecondo. grazie a dio c’è sempre qualcuno a cui piace fare il servo.

      • La mia era soprattutto una risposta a Barnard che vede con immensa disperazione il fatto che per i giovani italiani sarà sempre più difficile trovare un lavoro “di concetto”. Se ne deduce che per lui quelli manuali sono degradanti.

  11. Non sottovaluterei l’importanza del cantonese.

  12. Parole vuote di chi figli non ha avuto. Le lingue e l’avanzato uso del computer sono mezzi. Gli intenti o fini sono altro. Magari qui in Italia, ferma mentre tutti girano, si è salvato qualcosa di bello, di raro , di diverso.

    • Sarebbe potuto succedere se solo i burocrati ci avessero lasciato vivere, ma sono venuti a mettere il naso su come facciamo la minestra fin nelle più sperdute valli alpine, e hanno distrutto tutto ben prima che i cinesi si svegliassero.

      In assurdità burocratiche siamo molto più efficienti, ispirati e motivati di chiunque.

      (Poi c’é chi dà la colpa all’euro.)

      • Europa, parli del club privatistico chiamato furbescamente “unione europea” che fa le veci e il baciapile alle politiche totalitarie dell’impero con sede washigton?

        Non è questione solo di “dare le colpe” ma di riconoscere il lupo vestito da agnello.

        Poi che i padroni ci abbiano studiato e ci abbiano demolito già da prima è ampiamente risaputo, che l’italia si stia guadagnando la fama del messico di fronte al mondo deriva sostanzialmente dalle ingerenze criminali subite in maniera sistematica e pesante dalla metà degli anni 70 in poi e che oggi continuano con l’infame progetto europeoide.

  13. Ed è che nel solo 2016 qualcosa come 440.000 super tecnici, docenti universitari, colletti bianchi cinesi cresciuti e arrivati al Top in USA e Canada, sono tornati in Cina a portarvi la crème de la crème del sapere occidentale in diversi campi cruciali.

    Noi invece in Italia ma suppongo anche in tutta Europa, abbiamo importato dalla Cina: gestori di bar, gestori di esercizi di Pompini orientali chiamati pudicamente ‘Centri benessere.
    Che straordinaria contromossa da parte di un Paese fallito!

  14. C’e’ anche il problema che una volta i laureati erano pochi. Ora sono troppi.

  15. Il vero pericolo per l’Occidente che potrebbe arrivare dalla Cina é la possibilità che i cinesi cambino i parametri di interpretazione della Realtà.
    In tal caso noi saremmo costretti a re-inventarci e ci impiegheremo generazioni a farlo.
    Per il momento la Cina fa quello che fece il Giappone negli anni ’60: copiare i ns, sistemi di organizzazione e di manifattura di prodotti, migliorandol ove possono..

    Nel ‘600 d.c. circa l’Occidente prese l’abbrivio perchè mutò il modo di pensare ed interpretare la Realtà materiale. Poco dopo arrivò come naturale conseguenza la 1.a Rivoluzione industriale e nessuno ci tenne dietro per 3 (tre) secoli.

    • La fase della ‘copia’ appartiene al passato. Gli USA se ne sono accorti e sono corsi ai rimedi. Noi siamo a Prodi e Berlusconi che inneggiavano tronfi e felici alla dislocazione laggiu’ del nostro apparato industriale come cosa sommamente utile ai nostri destini. E c’e’ chi ancora li considera grand’uomini…e li vota.

  16. ”55 giorni a Pechino”!!! Ricordate lotofagi??
    Il remake verrà ”leggermente” modificato: ”55 giorni a Roma ma anche Napoli, Milano, Torino e perchè no anche Pescara e Sulmona”! Mondo e paese incoerente! Monta ed aumenta l’acrimonia e lo sdegno vs le ”risorse migranti” che, sia chiaro, mi stanno sui c(omissis)ni ma non leggo sdegno vs i giallognoli tutti sorrisi e ipocrisia!!! Ma quella bella gente porta el dinero?? Allora tutto cambia! Por el dinero gli italioti svenderebbero casa, famiglia, antenati e future generazioni! VERGOGNA MALSANI DECEREBRATI E MERCENARI SVERGOGNATI!!!!!

  17. Io Barnard non l’ho mai capito, perché mi pare che non abbia mai sciolto il nodo di fondo della questione, nodo da cui derivano tutte le successive considerazioni.
    La domanda è: che questa società prosegua per la sua strada, che abbia “successo” mi interessa o no? A me no. E Barnard non si capisce che scelta abbia fatto.

    • Temo che non abbia scelto, ma che sia semplicemente incapace di immaginare qualunque cosa anche solo lontanamente diversa da questa società. Un po’ come il popolo bue verso cui ostenta disprezzo… Chi disprezza compra.

  18. Insomma, tutti in Cina…Povero Barnard, non sa più cosa scrivere…
    Quei genitori ai quali lo scrivente fa riferimento dovrebbero indirizzare i propri figli a bla bla bla, bla bla bla; genitori che per primi (anzi secondi, dato l’atteggiamento che hanno avuto i precedenti genitori) si sono lasciati andare a passività, menefregrismo, qualunquismo e indifferenza rispetto a ciò che stava succedendo da tempo. Mollare, scappare, rifugiarsi altrove, BELLA ROBA! E pensare che alle mie figlie ho cercato sempre di far capire tutt’altro: che la vita è dura e le cose te le devi conquistare, meglio se insieme agli altri. Cambiarle, rovesciarle se è possibile, ma provarci, sempre…
    Posso dire che il Paolo è un vigliacco? E poi anche la Cina porta in sè problemi seri, e non mi pare che i lavoratori e il proletariato in generale siano così felici….

  19. L’Unione fa la forza: noi insegnano l’individualismo fin da piccoli

  20. Riporto per Barnard e chi come lui una storiella illuminante:
    Ho un amico che, come tanti, dopo la laurea e alcuni lavoretti saltuari ebbe l’occasione di andarsene dall’italia (volutamente minuscolo) per un posto in una prestigiosa università USA. Il contratto era di due anni (come è normale nelle università USA) ma lui partì senza problemi con tutta la famiglia.
    In breve i contratti gli vennero prontamente rinnovati alla scadenza e nel frattempo lui riceveva allettanti offerte anche da altre università di altri paesi. Girovagò per alcuni anni dove lo portavano i contratti migliori e alla fine accettò un posto fisso in una grande università cilena.
    Nel frattempo i figli crescevano ed al momento di decidere dove farli studiare per il diploma superiore li mandò in italia perchè, avendo sperimentato il sistema scolastico in vari paesi, reputava quello italiano migliore, nonostante tutti i tentativi di degradazione da parte della classe politica.
    Ora il maggiore sta per concludere la quinta superiore e sembra comunque intenzionato a proseguire gli studi in italia, nonostante la sua conoscenza di tre lingue gli permetta di andare in altre università estere.

    • ancora per poco nonostante ne siano state minate le fondamenta
      La scuola cinese si modella su quella anglosassone.
      Saper fare un sola cosa e bene.
      Se esci dal seminato sei morto !

  21. Se si parte dal presupposto che ci sia bisogno di una paese che faccia da traino o da apripista o che sia “il faro” di quello che volgarmente si definisce progresso allora la Cina avendo alacremente lavorato per copiare negli ultimi decenni la tecnologia occidentale e il modello di sviluppo oggi ne ricalca l’impostazione con pochi pregi e i molti difetti, amplificati. Accingersi ad inseguire e copiare come dice Barnard invece di lavorare sodo per risolvere i problemi sistemici usando la propria lingua, la propria testa e le proprie radici culturali è il chiaro segnale che si è affetti da sindrome della globalizzazione coatta unipolare come viene imposta da “open society” e massoneria.

    Se si parte invece dal presupposto che non c’è bisogno di vivere in eterna competizione e lotta per il “primato” sul PIL procapite perchè c’è invece bisogno di darsi una calmata con la mania della produzione di oggetti, di case di novità credo che ormai nel 2018 troveremmo il consenso di molta parte di chi ha a cuore che il pensiero laddove ben indirizzato possa aiutare nel fondamentale e imprescindibile scopo di sviluppare soluzioni che siano in grado di diminuire l’impronta ecologica in maniera significativa.

    Per fare questo non c’è da inseguire nessun treno economico, che si chiami Cina o che si chiami Stati Uniti, per fare questo serve inanzitutto liberarsi di un modello economico che definire obsoleto è limitante. Per fare questo non è importante competere ma collaborare anche con la Cina, non è necessario trasferirsi perchè le buone idee possono viaggiare alla velocità della fibra ottica e lo sviluppo e la realizzazione di buone idee è un problema tanto Italiano quanto Cinese.
    Dal mio punto di vita il problema non è che i giovani italiani non imparano il mandarino ma che i vecchi capitalisti continuano a detenere le redini delle scelte macropolitiche mondiali.

    • se il mondo si muove ancora col motore a scoppio, tanto avanti non si e’…

      • Pensare quanto tempo ciascuno perde con l’auto, per l’auto e in auto questo è già un buon punto d’inizio per una riflessione…se poi pensi che per spostare i tuoi 80 chili usi l’energia che serve a spostarne 1500÷2500 i problemi non li risolvi nemmeno in elettrico. Veicoli leggeri sono un tabù per gli esperti mainstream, eppure non c’è competizione in cui il peso non sia al centro dell’attenzione.

    • Quoto in toto, avendo avuto a che fare con i ‘vecchi capitalisti’…e pure con quelli giovani, col rolexone d’oro, lo yacht e la cervice fatta di crassa ignoranza, quattro frasi fatte, berlusconismo come religione del danè ed il puttanone seduto nella Ferrari…

      • Fanno la loro parte di replicanti e ottengono sempre ciò che si aspettano: sguardi e sottomissione che soddisfano il loro ego, vincono facile nel loro mondo superficiale.

    • Marco Echoes Tramontana

      D’accordo, bello leggere un commento così.

  22. In Cina studiare costa tantissimo, tanto che ci sono delle università italiane, almeno quelle private e più funzionali, che stanno cercando di portare studenti cinesi qui in italia o farli studiare on-line.
    http://www.unimarconi.it/it/workshop-eurasia-2016-le-opportunita-di-finanziamento-tra-europa-e-cina-nell-ambito-del-programma-horizon-2020
    https://www.youtube.com/watch?v=O7dat2NsGG8
    Per le lingue gli italiani non hanno neanche un livello di B1 di inglese, figurarsi se raggiungono un livello di B2 fluente, che già sarebbe tanta roba, ma in un paese che si vede film solo doppiati o il grande fratello la vedo dura.
    Per le capacità informatiche è la stessa cosa, in italia non c’è nessuno tipo di cultura al riguardo; per l’italia non vedo nessuno futuro.

  23. arieccoci/lo:
    1)certo il posto pubblico è il sogno(vedi pure il successo del film)ma per poter far quello che si ama fare fuori orario…8-14 ,bollette e sopravvivenza assicurata e poi il pomeriggio dedicarsi a quello che si ama fare che può essere canotaggio,come studio di lingue morte o complottismo…Lo capisco!In un mondo ideale si dovrebbe poter campare con quello che si ama fare fosse pure osservare le mele cadere dall’albero(e magari scoprire le leggi di Newton..se Newton doveva lavorare in fabbrica tutto il giorno come ci avrebbe fatto fare un salto di 300anni?).Perchè il 99% dei grandi scienziati e scopritori del passato e pensatori erano figli di ricchi se no?Se ci volessero far evolvere veramente sarebbe garantito a tutti un minimo di sopravvivenza(avviene ad esempio in Australia)ma poi se riscopriamo le leggi di Tesla sull’energia ”gratis” o medicine per il cancro,come li controlli 6 miliardi di persone?

    2)Quella della conoscenza e dell’uso del computer è una balla clamorosa..tutti i grandi ricercatori e scienziati usano carta e penna o gesso e lavagna…è dimostrato che l’uso di computer riduce la creatività specie durante la fase di sviluppo del cervello (diciamo fino a 18anni)e l’immaginazione dimostrato con tac che il cervello è molto più attivo quando scrive con la penna che quando digita e ancora meno quando usa un solo dito per scrivere su uno smarthphone….roba da scimmie..(che infatti lo sanno usare,mentre non sanno scrivere)
    Quindi disgraziati quegli alunni costretti sin da bambini ad usare nelle scuole computer…meglio una scuola senza fondi con solo gesso e lavagna…
    Sulle competenze informatiche il mio prof di … mi diceva ”il progetto lo faccio con carta e penna e risolvendo le equazioni poi lo dò impasto il problema risolutivo al primo schiavetto informatico di turno che tireraà fuori i numeri di sicuro meglio di me,che senso ha che io mi metta ad impararli?”
    Ma chi glielo spiega questo a Banard?

    3)Banard scorda che in quanto a ricerca in campo fisico e medico non siamo secondi a nessuno con solo 60milioni di abitanti.
    Quindi non è questione di computer ma di preparazione di base e dna..

    4)L’unica cosa giusta che dice Banard ma con finalità sbagliate è che sapere di più disciplie aiuta di sicuro ,ma io lo voglio incontrare il cinese laureato in lettere che è anche un matematico…magari è vero il contrario ossia che un matematico o un ingegnere possa essere anche un folosofo..

    5)Andare in Cina?Condivido,si muore di smog…

    6)All’Italia basterebbe anche non far niente per campare..ma ce lo impediscono,mica sono stupidi….quindi scorie da ogni parte di europa,1 milione di alberi da tagliare dopo aver diffuso un pesticida(che chiamano Xylella ) impedire la manuntenzione del territorio e quindi esondazioni,frane,crolli etc…

    potrei continuare..

  24. E’ vero da molto tempo. quando vivevo a Pechino la Shanghai School of Economics era già molto più prestigiosa di istituzioni yankee o della perfida Albione. C’era anche il Raffles La Salle institute a Pechino, molto gettonato. La qualità del percorso formativo però era molto discutibile. Forse il buon Paolo dovrebbe farsi qualche annetto in Cina per rendersi conto di che posto di merda siano le metropoli cinesi. Allora, un occidentale guadagnava in media il quadruplo di un cinese (in posti di lavoro ovviamente, non parliamo di imprenditori o degli inimmaginabilmente ricchi). Oggi, un occidentale guadagna meno di un cinese. Le cose sono già cambiate. In Cina noi siamo visti come dei fessacchiotti senza spina dorsale, e oggi a mio avviso hanno ragione. Ai tempi di Matteo Ricci no.

  25. se il mondo gira e l’italia sta ferma, allora quando il mondo avrà finito il suo giro tornerà dova l’italia è già… quindi qual’è il problema?

  26. Ehm, anche il russo… Per fortuna siamo tutti almeno trilingui, in famiglia. Ho notato che solo io in famiglia tengo settati gli streaming in italiano, e neanche sempre.

  27. Io mi sono già mosso in tal senso da dieci anni: ho sposato una cinese, abbiamo due figli che stiamo cercando di crescere trilingui (italiano, cinese, inglese), e sto monitorando la situazione Nuova Via della Seta per poter compiere la scelta di studio giusta appena avranno 18 anni.
    Nonncredo però che occorra mitizzare o demonizzare loro, nè piangerci addosso. Loro hanno il dinamismo di chi si è appena affacciato alla ribalta della storia, ma noi abbiamo un bagaglio culturale umanistico inimmaginabilmente superiore. I talenti vanno saldati, o loro non riusciranno a diventare nient’altro di meglio che una malacopia degli americani, e noi non potremo far altro che discendere la china della nostra civiltà terminale.
    Il futuro è EURASIA.

  28. Qui nove minuti sul futuro feroce venturo. Il cinese non lo darei come indispensabile.https://m.youtube.com/watch?v=_7985zBEM3o