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TUTTO CIO’ CHE E’ INDISPENSABILE CAPIRE ADESSO. (esclusivo per Comedonchisciotte)

DI PAOLO BARNARD

comedonchisciotte.org

Dopo 102 anni dalla fondazione, la Boeing è arrivata a valere 193 miliardi di dollari. Dopo 3 anni dalla fondazione, Google-Alphabet è arrivata a valere 720 miliardi di dollari. Non vivi più sulla Terra che hai sempre conosciuto, dillo ai tuoi politici, e…

THINK.

Di seguito scrivo tutto ciò che è indispensabile capire oggi, e subito, ma ci sarebbe tantissimo altro. L’ho sintetizzato in 6 facili paradigmi, tenuti davvero il più corti possibile dato che asciugano contenuti che starebbero in un intero libro. Tengo a freno il Barnard-style e non inzuppo queste righe di citazioni, studi accademici, grafici, statistiche, cifre. Voglio essere davvero fruibile dal maggior numero di persone, sognerei i molto giovani dei licei (ma figurati). Chi conosce me, i miei libri e come ho sempre lavorato, sa che a sostegno di queste righe c’è un diluvio di fonti. Fidatevi, non mi sbaglio mai sui grandi capitoli, perché se sbaglio io ci rimettete voi, e quando non ho materiale profondo preferisco non scrivere nulla.

Istruzioni per la lettura: non è brevissimo ma l’ho scritto in 6 blocchi che possono essere letti uno alla volta con calma – ma sempre in ordine di numero – e poi lasciati lì, per riprendere il resto più tardi.

PARADIGMA 1: LA NAZIONE-ETERNA PARROCCHIA, E I DANNI CHE SEMPRE CI FACCIAMO.

E’ indiscutibile che l’Italia vada anche gestita nella quotidianità, perché nella quotidianità la gente deve poter accendere la luce e ritirare lo stipendio o la pensione, le leggi vanno fatte, Deputati e Sindaci vanno eletti e via dicendo. Fin qui siamo all’ovvio. Ma in una nazione che si possa definire intelligente – e di seguito uso la metafora del paesello e dei suoi abitanti – vi sarà una vitale ripartizione fra chi si occupa degli orti, delle strade, delle scuole, dei tetti da riparare e delle fontane, e chi invece si preoccupa che la montagna accanto non frani spazzando via l’intero paese, che non arrivi un esercito contiguo a far guerra, o che a monte del fiume altri più furbi non costruiscano una diga tagliandogli tutta l’acqua. Attenti ora: l’Italia è zeppa stipata dei primi, ma praticamente non si trova traccia dei secondi.

In Italia, dal 1948, si pensa ostinatamente che tutto si crei e tutto si distrugga qui da noi, quando chiunque altro al mondo ha compreso da almeno 40 anni che ormai quasi nulla di essenziale si crea e si distrugge a casa propria, e quasi tutto ormai si crea o viene distrutto altrove, e da esseri del tutto sconosciuti agli elettori. Questi non sono genericismi, i danni al Paese per colpa della nostra ostinata decennale incurabile parrocchialità sono adesso incalcolabili, e forse anche irrimediabili… mai sentito parlare di Eurozona? Maastricht era per caso un infuocato tema nazionale nel 1993? Lasciamo perdere.

Il governo appena installato, i media e le forze politiche e sociali italiani stanno di nuovo oggi splendidamente ripetendo quello schema parrocchiale, ma questa volta a fronte però del più immane cambiamento di paradigmi economici, sociali e soprattutto di potere dell’intera storia umana, in piena esplosione globale. L’Italia sarà di nuovo tagliata fuori a languire in periferia, ma infinitamente peggio di prima, e fra 40 anni un giornalista scriverà “…i danni al Paese per colpa della nostra ostinata decennale incurabile parrocchialità sono adesso ancor più incalcolabili e certamente irrimediabili”. Sta a voi impedire che accada.

PARADIGMA 2: LA PIU’ GRANDE DISRUPTION DI SEMPRE.

Un vocabolo del solito inglese che adesso tutti devono obbligatoriamente imparare è la Disruption. Indica nel gergo del Terzo Millennio un cambiamento che altera come mai prima ogni cosa, e che decreta che da quel punto in poi nulla sarà più come lo si era conosciuto. Una Disruption sta, senza ombra di esagerazioni, ridipingendo oggi l’intera vita sulla Terra, e nulla sarà più come prima. Una prova to blow your brains away: la più grande azienda aerospaziale del Pianeta ha lavorato 102 anni per arrivare a valere oggi 193 miliardi di dollari. I produttori d’idee a Google-Alphabet hanno lavorato 3 anni per arrivare a valere 720 miliardi di dollari. Vi basta?

Oggi la civiltà, e in essa anche quest’Italia, è davanti a due monumentali cambiamenti (A. e B. di seguito), tali da far impallidire ogni altro grande capitolo dello sviluppo precedente in recorded history.

A -Da una parte le Chiavi per la vita, cioè per il funzionamento e progresso in tutti i campi della razza umana si sono concentrate in mani che mai avremmo previsto, infatti esse nulla hanno a che vedere con il classico Potere che la Storia ci ha insegnato. Poi: queste mani sono in numeri ancor più esigui rispetto a quel noto modello Capitalistico, e già queste due prime cose sono sbalorditive.

Nota imprescindibile su Chiavi: Quando uso il temine Chiavi sto ovviamente parlando delle nuove tecnologie. Sono già pronte, e voi non potete neppure immaginare il loro attuale livello di penetrazione, e con quale potere di Disruption. L’alimentazione di miliardi di noi, la sanità, tutte le comunicazioni, gli scambi commerciali globali e al dettaglio, i sistemi finanziari e i pagamenti, la gestione della legalità (sic), l’informazione, l’istruzione, la sicurezza, il clima, il lavoro, lo stesso mestiere politico (sic), avranno come forza propulsiva obbligata le nuove tecnologie, cioè le Chiavi. Queste Chiavi sono però private, e peggio: sono ormai incomprensibili a chiunque altro, governi inclusi, ne parlo sotto. Ciò fa paura, non so che altro termine usare. L’ambito umano che sarà più stravolto a brevissimo è l’impiego, e a questo dedico un PARADIGMA dopo.

Facebook per quasi tutti è un colossale social network. La verità è che la gestione del social è l’ultima delle occupazioni di Mark Zuckerberg. I suoi ricercatori in una miriade di sue Ventures stanno colonizzando con le Artificial Intelligence e i Neural Networks le magistrature, le forze dell’ordine, la lobbistica politica, le Banche Centrali, quelle commerciali, l’insegnamento, l’agricoltura, la Medicina… Come Facebook, sono al lavoro altri giganti ormai infermabili, e sempre nascosti in luoghi dove nessun cittadino medio può credere di trovarli. Anche questo suscita paura.

B – Dall’altra parte, e qui si stia estremamente attenti, questi ‘nuovi arrivati’ sembrano portare nel ‘codice genetico’ del loro stesso potere un innegabile, e davvero inaudito, progresso universale in democrazia, equità sociale, e pace. Sì, avete letto bene: democrazia, equità sociale, e pace. Mi è stata quasi ‘fatale’ la fatica nello scoprirlo, è un paradosso che risulta insormontabile, ma non potevo chiudere gli occhi. Una volta visto questo, credetemi, saltano letteralmente tutti i comuni paradigmi della vita politica e degli studi sociali che noi oggi usiamo. Qui la Disruption potrebbe essere al suo apice assoluto. Forse qualcosa di straordinariamente nuovo, affascinante, sta accadendo là fuori nella sostanziale inconsapevolezza di tutti, soprattutto della politica.

PARADIGMA 3: SE E’ MAI ESISTITA UN’EPOCA DA DOVER MANOVRARE, E’ QUESTA.

La mia paura di cui sopra (in A.), non è più quella che descrissi nel mio saggio “TECH-GLEBA SENZA ALTERVANTIVE” e dei molti miei articoli successivi. La Disruption sta mutando a una velocità inconcepibile proprio perché il suo carburante, fatto di scoperte a uscite esponenziali e di turbo-finanza, sta superando tutte le nostre aspettative, letteralmente ha spiazzato tutti, persino gli stessi cervelli coinvolti. “TECH-GLEBA SENZA ALTERVANTIVE” vi avvisava di un mondo dove gli standard di vita di almeno 9 miliardi di umani venivano sì pareggiati verso una media, quindi un bene, ma solo per creare altrettanti consumatori ‘schiavi’ (captive demand) e (in modi complessi descritti nel saggio) moltiplicare a livelli mai sognati i profitti di pochissimi ‘Imperatori del Business’ (citaz. Lloyd Blankfein). Molto di questo rimane vero, ma sono costretto dalle evidenze che sgorgano ogni minuto a raccontare un’altra storia.

C’è infatti una cosa che intimorisce ancor di più e di cui non sappiamo le conseguenze reali: per la prima volta nella Storia i detentori del sapere indispensabile alla sopravvivenza della specie umana (le Chiavi) siedono anche come Amministratori Delegati delle più potenti aziende del mondo, e questo accade con frequenza sempre maggiore. Ciò non era mai accaduto prima in 30 secoli di Poteri, pensateci. Il potere esecutivo supremo – figure pubbliche o private – fu quasi sempre ben distinto dai creatori di conoscenza, che erano subalterni. Oggi si sono fusi e non sappiamo prevedere questo che effetti avrà. Ma non solo.

Per la prima volta nella Storia i detentori del sapere indispensabile alla sopravvivenza della Specie umana (le Chiavi) detengono una conoscenza che i Settori Pubblici non sanno più capire, e soprattutto non potranno più replicare. Anche solo quest’ultima frase apre riflessioni che superano per conseguenze nell’umanità quelle seguite alla scoperta della luce elettrica. Ma attenti anche qui: non è detto che questa esclusione dei governi dai giochi massimi sia così nefasta, ed esistono lunghe ragioni su cui potremmo dibattere. Di fatto una cosa emerge, painted across the sky, che deve coinvolgere tutti:

Vista l’incalcolabile posta in gioco, se è mai esistita un’epoca da dover manovrare, è questa, e non è detto che sia bene incaricare i governi di questo confronto con la Disruption. Anche qui il dibattito è affascinante (se esistesse qualcuno con cui farlo in Italia).

PARADIGMA 4: E SE ESISTESSE UN BENE ‘GENETICAMENTE’ DETERMINATO NELLE NUOVE TECH, NONOSTANTE TUTTO?

Invece la meraviglia, nel senso di scoperta, di cui parlavo (in B.) e che potrebbe annullare ogni timore del punto A. e del PARADIGMA 3, è la seguente. Una brevissima fondamentale premessa però: mi è chiarissimo che la democrazia, l’equità sociale, la pace, non possono più essere cercate, né tanto meno sperate, nella vita politica e nella partecipazione delle masse a essa (un’attività estinta per motivi che ho a lungo scientificamente descritto). Il potere di creare progresso di politica e umanesimo è di certo esistito per 2.600 anni, ha svolto il suo egregio compito, ma ora le evidenze sono schiaccianti: ha esaurito il suo potenziale. Infatti, in termini relativi, la curva del miglioramento umano si sta invertendo, questo prima dell’arrivo delle nuove tecnologie.

Invece sembrano inarrestabili le evidenze secondo cui democrazia, equità sociale e pace sono nel ‘DNA’ delle nuove tecnologie (e qui nuove significa tutto, in sintesi: esse non sono più le tradizionali che nascevano al 90% dalle guerre). Cioè, sembra che esse siano programmate proprio in sé stesse, strutturate in sé stesse, per evolversi solo su terreni democratici, di equità sociale e di pace, senza altra possibilità. La metafora genetica non è ad effetto, essa è voluta e calzante: così come il genoma delle specie ha solo potuto puntare al raffinamento (quindi un bene) delle medesime per 400 milioni di anni e (salvo gli scontati incidenti di percorso) senza interruzioni né involuzioni, allo stesso modo potrebbero funzionare oggi le nuove tecnologie. Esse sembrano davvero aver scritto nel loro ‘genoma’, per la loro stessa sopravvivenza, l’assoluta necessità di ambienti democratici, socialmente equi e pacifici (salvo quelli che saranno gli scontati incidenti di percorso, destinati però a essere superati). Lo si deduce da evidenze ormai talmente ripetute nelle politiche dei colossi TECH da imporre questa ipotesi. Essa è, lasciatemelo dire, sconvolgente, fa saltare tutto ciò che finora avevamo immaginato come progresso e i mezzi per ottenerlo.

Una delle evidenze maggiori, e di affascinante portata storica, sta nel fatto che i nuovi detentori ‘genetici’ del progresso umano, nonché padroni delle Chiavi la cui ampiezza ho sopra ben specificato, nulla hanno a che vedere con la storica struttura di potere del Capitalismo industriale. Questo nessuno ancora in politica o nei media lo sta capendo. Infatti, come appena detto sopra, le nuove tecnologie non potrebbero proprio fiorire in una struttura che per definizione necessita di ineguaglianze su scala mondiale. Sintetizzo ora un pensiero enorme in poche parole:

Le tecnologie della Disruption più immane della storia umana a cui i padroni delle Chiavi lavorano, non sono quelle macroscopiche che hanno caratterizzato il XIX e XX secolo e quindi il Capitalismo che conosciamo. Le nuove tecnologie sono quasi unicamente Quanta di energia, cioè pezzi di energia atomica o addirittura sub-atomica che loro concretizzano nelle più straordinarie innovazioni di sempre, e le innovazioni sono solo idee. Ancora più semplice: il mostro mondiale Boeing vende aerei o missili o grandi sistemi elettronici; l’Audi vende oggetti di metallo/plastica da quasi 2 tonnellate; l’Industria Immobiliare parla da sé, vende apparati complessi e più complessi sono più valgono; ArcelorMittal riempie di acciaio intere flotte di immensi cargo. Google invece vende come prodotto principale qualcosa d’invisibile all’occhio umano, non ha peso fisico, ma Google si sta mangiando la vita moderna a morsi; per Apple è la medesima cosa, anche se inscatolata in cellulari o pc che non sono per nulla il suo vero prodotto e che verranno superati a breve da impalpabili aggeggi o addirittura da ologrammi; IBM Watson idem, produce A. I. che ficca dentro macchinari ospedalieri, o banche, o infrastrutture fatti da altre vecchie aziende; la Startup Preferred Networks stessa storia, ha sbancato tutto il Giappone vendendo un’idea fatta d’invisibili dati; DeepMind sta, sotto il naso ignaro di tutti, diventando l’azienda forse più cruciale per l’intero sviluppo umano, e di nuovo il suo prodotto di punta è… intelligenza, non dei SUV o abiti. E potrei continuare all’infinito. Ecco il punto:

Il Capitalismo del mondo dei prodotti macro era, ed è, costretto a vendere solo ai pochi che se lo possono permettere, e ha sempre dovuto sfruttare i molti per produrre per quei pochi. Al Capitalismo hanno sempre fatto gioco la corruzione democratica, l’ineguaglianza sociale, le guerre proprio per questo. I nuovi colossi delle nuove tecnologie non posso applicare quella logica, proprio non vogliono, semplicemente perché vendere dei Quanta di energia al 20% dell’umanità significa soffocarli su una torre d’avorio, soffocare quindi il loro stesso prodotto, lo ucciderebbero. Le nuove tecnologie, mi si creda, quasi non necessitano più della mano umana per creare e produrre, di certo non più in grandi numeri, e dunque non ci guadagnano nulla dal tenere milioni di umani in povertà. Le nuove tecnologie faranno i metalli, le plastiche e persino il cibo o le materie prime usando i batteri e gli acidi che essi producono a contatto coi gas dell’atmosfera, in quantità immense e gratis, e dunque non ci guadagnano nulla da colonialismo monetario e dalle guerre per le risorse. Anzi:

In un mondo di guerre, di masse allo sbando sempre più povere, di oligarchi genocidi, o di politicanti occidentali corrotti/mafiosi, le nuove tecnologie non sopravviverebbero, perché questi nuovi colossi vendono… intelligenza pura, non molto di altro, ed essa per definizione muore se privata della piena democrazia, del pieno benessere e della pace. Al contrario: più ne ha, più trionfa. But guess what:

Sono loro adesso i padroni delle Chiavi della vita per tutti, e adesso le regole le scrivono loro. Capito perché è forse vero che il futuro più certo della democrazia, dell’equità sociale e della pace sono solo loro?

Il Capitalismo è finito, e lo sa. C’è solo da sperare che non tenti un ultimo, apocalittico, colpo di mano.

E torno alla spinta ‘genetica’ verso il progresso delle nuove tecnologie. Nessuno finora, prima di me, ha tirato un parallelo fra la positiva forza che ha guidato il genoma delle specie per 400 milioni di anni e quella che sembra esistere nel ‘DNA’ delle nuove tecnologie. Non so quanti di voi stiano davvero comprendendo la portata di quanto sopra.

PARADIGMA 5: I GIGANTI DELLE NUOVE TECH POTREBBERO RIVELARSI I NOSTRI UNICI POSSIBILI E VERI INTERLOCUTORI PER IL FUTURO DI PROGRESSO DEGLI UMANI.

Abbiamo quindi l’ormai indiscusso potere delle nuove tecnologie su ogni cruciale aspetto dello sviluppo umano (alimentazione, sanità, comunicazioni, scambi, sistemi finanziari, legalità, informazione, istruzione, sicurezza, clima, lavoro, politica…) – e questo purtroppo non è affatto evidente agli arretrati e provinciali italiani, mentre lo è per tutti i popoli leader con investimenti senza precedenti. Le evidenze sono sempre maggiori secondo cui nel ‘genoma’ delle nuove tecnologie esiste un ‘senso unico’ verso il progresso che nessun altro attore politico o economico possiede nel proprio ‘genoma’. Ne consegue per forza che oggi chiunque di voi voglia agire per l’equità, per la democrazia, per avere lavoro e mezzi di sostentamento di qualità, e per non tornare a essere cieco schiavo di un mondo incomprensibile al popolo come lo fummo per 32 secoli, spreca solo del tempo a insistere nel cercare risposte da un mondo che la Storia ha ora sepolto per sempre: cioè la politica e le sue masse apatiche.

Dobbiamo estirparci fuori dai defunti schemi di azione politica, economica e sociale, e invece agire dentro e in relazione con i nuovi detentori ‘genetici’ del progresso umano. Mi si creda e lo scrivo sapendo di scioccare: chi nel futuro finalmente sigillerà la democrazia compiuta, chi otterrà la fine dei conflitti, chi eliminerà la povertà e la fame nel globo, saranno le nuove tecnologie e i loro cervelli. Non noi, né la politica. Mi spiace, so benissimo che il 99,9% di voi alla fine di queste righe sentirà l’istinto di correre ad azzuffarsi nell’arena della politica, dell’informazione, di sti cadaveri senza più un senso. Sono rassegnato, ma non posso non scrivere ciò che vedo. Infine, agire dentro e in relazione con loro è indispensabile anche per tenere sotto controllo le brutte derive che, seppur destinate a essere solo momentanee, possono scaturire da quanto descritto nel paradigma 3.

PARADIGMA 6: LA DISRUPTION CI FARA’ DEL MALE SOLO SE I NOSTRI FIGLI VI ARRIVANO IGNORANTI.

I vari Google, DeepMind, Facebook nella sua vera attività, Amazon, Apple, e la costellazione delle turbo-Startups; le TECH di Machine Learning, dei Neural Nets, della Blockchain & Cryptovalute, la robotica, la super medicina del CRISPR-cas9, e gli straripanti loro omologhi, faranno male solo a popoli e a politici che vi arriveranno ignoranti, recalcitranti e indisposti a co-gestirne le Visions. E quei popoli e quei politici saranno i condannati dell’umanità, vivranno in una retrocessione degli umani a forme di ominidi moderni, a confronto con chi invece ha agito al contrario.

Ecco perché oggi quasi il 100% della mia illimitata energia di pensatore e scrittore lo sto buttando su Technology & Employment Education, ovvero portare una Disruption nel mondo della formazione dei giovani affinché arrivino ai loro vent’anni con in mano le redini vere della loro vita. E state attenti a cosa intendo per “giovani”: un arco d’età che va dai 14 ai 18 anni al più tardi. Per quanto scioccante sia, per quanto odioso vi appaia, la realtà del fulmineo sviluppo delle nuove tecnologie e dei padroni delle Chiavi della vita decreta che aggiornarsi dopo l’istruzione liceale non serve più quasi a nulla. La metto nei termini più brutali: se sei al secondo anno d’università e già non sei a tuo agio con Machine Learning, Neural Nets, Thought Experiments, Creative Thinking, Calculus, o gli skills per le Startups, sei fregato. Là fuori c’è gente che alla tua età quelle cose le ha già digerite da un pezzo, poi magari ha anche finito un dottorato, sempre alla tua età. Sono masse di milioni, sono indiani, arabi, cinesi, indonesiani, koreani, malesi, slavi, russi, poi i soliti americani. Le aziende e le istituzioni, anche in Italia, chi crederete che assumeranno? E attenti al seguente titolo, giovani italiani:

How technological Disruption changes everything”. Quel “everything” è piazzato nel titolo originale in evidenza, senza appelli di sorta. Ve lo ha piazzato la Harvard Business School, ma quello che vi deve allarmare è che lo fece… 17 anni fa esatti, il 19 maggio del 2001. Milioni di ragazzini internazionali lo capirono allora, e sono corsi ai ripari. In Italia?

Per non essere macinati e umiliati da scelte magari spinte da genitori che non hanno la più pallida idea di cosa sia la Disruption, o da insegnanti parimenti ignari, ai ragazzi giovanissimi va prima di tutto resa chiara la distinzione fra le nuove tecnologie Enabling e quelle Replacing. Questo è vi-ta-le. In sintesi: la Disruption porterà di sicuro la morte definitiva di una massa ampia d’impieghi quando le nuove tecnologie saranno del tipo Replacing, cioè rimpiazzeranno del tutto il compito umano, come nei casi dell’operaio metalmeccanico, del 90% dei radiologi e dei chirurghi, i postini, il 90% dei contabili, e molti altri. La Disruption porterà invece alla nascita d’infinite nuove occupazioni quando le nuove tecnologie saranno del tipo Enabling, cioè arricchiranno le professioni di mansioni impensate oggi, come sarà nei settori dei servizi umani specializzati, dei materiali avanzati, della produzione d’idee nelle aziende (Creative Thinking), nell’esplosivo mercato dei beni di consumo in A.I., nelle energie rinnovabili, o in politica, e altro.

Un giovane oggi deve assolutamente sapere già al liceo quali impieghi moriranno sotto il Replacing e quali potrà invece trovare sotto l’Enabling. Lo capite che se queste illuminazioni gli capitano a 25 anni, a 5 esami dalla laurea, con un curriculum già quasi blindato ma privo degli skills che ho citato prima, il/la poveraccio/a non ha speranza, perché non ha più il tempo materiale per rimediare, e sul mercato del lavoro qualitativo sarà bruciato.

Al contrario, e in linea col titolo di questo PARADIGMA, aver compreso la Disruption, cioè chi sono i nuovi veri interlocutori del progresso, come governarli e come arrivare ben solidi al mondo del lavoro, significa beneficiare dalla Disruption come società, come elettori e come lavoratori.

CONCLUSIONI.

Un’ultima cosa non bella, perché questo articolo lo leggono gli italiani. La congiunzione fra quanto ho scritto nel PARADIGMA 1 e l’ostinata arretratezza dell’Italia nella penetrazione delle nuove tecnologie, porterà a tutti voi un falso, quanto letale, senso di sicurezza. Alla fine di queste righe il 99,9% di voi si guarderà intorno a Grosseto, Milano, Cuneo o Reggio Calabria e si dirà “Booo, io qui non vedo niente di quello che dice quel Barnard”, poi sbircerete la Tv e sarete istantaneamente risucchiati dalla mentalità nazionale del tutto si crea e tutto si distrugge qui da noi, contano i 5S, la Cassa Depositi e Prestiti, quello che mi dice il prof a lezione, poi mio papà ha un gruzzolo, e forse sto governo farà davvero la differenza. Lo so che ricascherete tutti lì. Non mi scompongo.

In un recente studio proprio su Technology & Employment a firma della Consultancy globale PwC UK, si sosteneva che ancora il continente Africano avrà un relativo vantaggio nei tassi d’occupazione, poiché data l’arretratezza ahimè obiettiva ancora schiere di lavori tradizionali a bassa tecnologia e a basso tasso d’istruzione specialistica troveranno stipendi ad accoglierli. Sotto l’Africa, come area geografica con caratteristiche affini anche se non ovviamente identiche, c’eravamo noi, incastonati con Spagna, Grecia, e Malta sotto la dicitura “Mediterranean Area”.

Cosa volete che vi dica. Sarebbe davvero un gran peccato perderci per un intero secolo la straordinaria prospettiva dei PARADIGMA 4 & 5 mentre il resto del mondo la naviga e prospera, quando Barnard ve l’aveva donata un secolo prima. Peggio, ritrovarci per la centesima volta a leggere “…i danni al Paese per colpa della nostra ostinata decennale incurabile parrocchialità sono adesso ancor più incalcolabili e certamente irrimediabili”. Sta a voi impedire che accada.

Fate circolare il più possibile questo scritto, se vi ha convinti. Soprattutto se avete figli. Fidatevi.

 

Paolo Barnard

Fonte: www.comedonchisciotte.org

22.05.2018

 

Pubblicato da Davide

24 Commenti

  1. Grande Barnard, sentivamo la tua mancanza !!

  2. “Altai” di Wu Ming ha come protagonista la tecnica, ancor più di quanto in precedenza la tecnica caratterizzava “Q”. Il protagonista umano considera volgare chiacchierare di tecnica, e poi muore perchè aveva capito in ritardo il tremendo potere innovativo della tecnica sulle navi da guerra. Insomma aveva sotto gli occhi fin dall’inizio la costruzione di potenti cannoni senza rinculo sulle navi veneziane, ma non vi aveva fatto caso.
    Meno vistosa ma più potente è la tecnica centrale di “Q”, è la stampa che sconvolge gli equilibri di tutta l’Europa, provocando guerre e scismi. Lutero viene comprato e diventa un traditore, ma il terremoto provocato dalla stampa ormai si è propagato. Servirà molta fatica al potere centrale per mettere qualche pezza a questo disastro.
    Vabbuò, volevo dire che è da molto tempo che la tecnica provoca sconvolgimenti. Evidentemente può essere utile studiare le tecniche, ma io di solito preferisco studiare mitologie, mitopoiesi, mitocrazie, mitomachie (combattimenti tra miti). C’è qualche somiglianza tra la ripetibilità della tecnica e quella del rito (il rito si lega strettamente al mito ed in sostanza è di solito la sua attualizzazione). Solitamente la tecnica funziona anche se non ci credi, mentre il rito funziona se ci credi, ma la differenza a volte non è così grossa quanto si potrebbe pensare; chiunque conosca un po’ di medicina sa che il placebo può curare, insomma la fede può essere una terapia più potente del farmaco.

  3. Non condivido questa lettura del futuro.
    Le biotecnologie, gli ortaggi geneticamente modificati, i vaccini, stanno tutti incontrando freni che il politico della parrocchia non capisce perche li mette (i freni) ma intuisce che li deve mettere.
    Non credo che il valore di Google-Alphabet sia solido come quello della Boeing bensi altamente volatile…ricordate Tiscali?
    E’ innegabile che la disruption e’ in atto, ma il nostro parrocchiano sta gia’ lavorando alla redistribuzione a molti della ricchezza prodotta da pochi.
    Il nocciolo della questione sara’ proprio la redistribuzione: cioe’ se i pochi detentori della ricchezza saranno disposti a redistribuirla ed in che modo.

  4. Il “paese parrocchia” esiste. Non so se qualcuno ha notato queste mogli affacciate a i balconi intente a stendere i panni o queste signore di 70-80 anni magari un po’ cicciottelle, che ostinatamente stanno in vestaglia fuori dall’uscio, oppure questi terremotati anziani che sembrano vivere in un altromondo.
    Infatti quando vedo questa gente e penso al mondo della Tech mi domando: “ma com’è che queste due cose stanno insieme? Come è possibile?”.
    La risposta che mi do io è: il mondo della Tech è un falso, è una corsa verso il nulla, è l’illusione dei nostri tempi. L’unico mondo vero è quello di questi che sembrano “in ritardo”, che ancor cuociono la pasta, aspettano la pensione, ecc. Il mondo della Tech fallirà proprio a causa di questi ritardati. Hanno due velocità diverse e per quanto la Tech vada veloce non riesce ad accelerare il tempo, non riesce a modificare nulla di veramente importante.
    È un po’ come due tizi, uno che vive a New York e L’altro in campagna. Quello di New York neanche ci pensa al campagnolo o ai paesi di collina dato che è troppo occupato con l’eccitazione della metropoli e le luci della città, ma il campagnolo esiste ed è silenzioso ma molto pesante da smuovere. Purtroppo non ha capito, essendo un po’ ritardato, che a un certo punto dovrà combattere una battaglia in cui sarà trascinato dalla voglia di correre della Tech.

  5. Bentornato Paolo, sentivamo la mancanza delle tue ombre minacciose, proiettate sul fondo della caverna di Platone dove siamo tutti incatenati.
    Ma ormai il re è nudo, e queste minacce non spaventano più.
    Sappiamo che la realtà non esiste, è solo il frutto della nostra percezione.
    Quindi se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo solo cambiare la nostra percezione.
    Le persone stanno cominciando a capire di avere ancora il potere di cambiare davvero la propria vita, anche con un semplice voto, e non c’è èlite o aristocrazia finanziaria o tecnologia che possa impedire questa rivoluzione del pensiero.
    Quando il 99% della popolazione decide di cambiare, la storia ha sempre dimostrato che non c’è tecnologia o potere che possa impedire alla società di farlo, soprattutto se scopre la sua capacità di fare rete e di ragionare in modo collettivo e non individuale.
    Perchè noi saremo schiavi solo fino a quando seguiteremo a pensare di esserlo.
    Dobbiamo riscoprire l’importanza dell’essere umano e metterlo al centro della nostra attività e dei nostri interessi, perchè non dobbiamo mai dimenticare che :
    – nessuna tecnologia potrà mai sostituire una persona;
    – nessuna ricchezza potrà mai essere paragonata ad un individuo.
    Questa è la vera rivoluzione che sta avvenendo, la rinascita spirituale delle persone.
    Altro che Tech-Gleba, abbiamo la possibilità di andare tutti verso una Umanità-Libera se solo riusciremo a liberarci dalle catene del debito che offuscano la nostra mente.
    L’aristocrazia finanziaria è terrorizzata all’idea che le persone si rendano conto che il debito pubblico può essere cancellato e/o che i soldi si possono creare senza alcun problema e per il benessere di tutti, quindi non solo per pochi privilegiati.
    Ma soprattutto è terrorizzata all’idea che un popolo riscopra la propria sovranità e la utilizzi per decidere e costruire il proprio futuro per sè e per i propri figli.
    Altro che Tech-Gleba, dobbiamo riscoprire il nostro territorio, la nostra cultura, il nostro immenso patrimonio ambientale, artistico ed umano, per valorizzarli come meritano.
    Ma per far questo è necessario riprenderci le Chiavi di casa e sbattere fuori gli “intrusi”.
    Quando vorrai confrontarti con me su questi temi, Paolo, io sono sempre a tua completa disposizione, dove, come e quando vuoi. Grazie comunque di essere tornato.

  6. Ci penso, ci penso a queste possibilità, anche se non ho fatto il “salto” che ha spiccato e propone PB.

    Questi strumenti , “mezzi impalpabili” mi sembra scriva, che permettono e permetteranno la diffusione delle tecnologie avranno un impatto non indifferente sul pianeta (verificate la iperbolica quantità di energia necessaria al funzionamento di internet, poi onde, metalli rari, opportune variazioni del clima e della chimica che ci circonda, ecc. ecc.) come anche, in modo diverso, il comportamento sicuramente caratteristico e forse insopportabile per gli altri (finché ce ne saranno) degli adepti liberati, acconciati, “aggiustati” in vario modo, e ci saranno delle vittime che dovranno subire, loro malgrado, tutto questo.

    Pensate che i dati o gli algoritmi non inquinino, e con modalità inesplorate in aggiunta?

    Già oggi ci sono problematiche di questo genere, pensiamo ad altre scale di impatto…

    Lo si accetterà passivamente come stiamo facendo dall’inizio dell’era industriale?

    Poi, magari, il dramma si svolgerà diversamente, e non é detto, senza essere millenaristi, che la continuità, nel senso e nel segno degli Zuckerberg, non incontri qualche radicale ragione per nebulizzarsi, e rimaterializzarsi poi in maniere imprevedibili.

    Non so se troverò la determinazione per fare il salto proposto da PB, anche solo ‘per provare l’effetto che fa’, posto che sia (ho concreti dubbi) nella gamma delle mie possibilità.

    Approfitto per suggerire una traccia per uscire comunque dalla nazione-eterna-parrocchia, un uovo di Colombo che finalmente trovo menzionato da qualcuno (Gioele Magaldi, uno che voglio ascoltare), che ritengo da sempre essenziale, e mi piace pensare rimanga percorribile anche nel caso la vision di PB dovesse implacabilmente calare su di noi, ad imporre una democrazia dai contorni sicuramente sorprendenti, e forse inquietanti. Dice Magaldi:

    “…«Al primo posto c’è il lavoro, l’equilibrio tra chi vuole legittimamente arricchirsi e chi, altrettanto legittimamente, si accontenta di una vita dignitosa, sostenuta da un impiego e magari da un reddito di cittadinanza integrativo»…”

    Da qui:

    http://www.libreidee.org/2018/05/magaldi-imbecilli-a-reti-unificate-minacciano-lega-e-5-stelle/

    PS – Ad ogni modo va bene, PB, cercherò di diffondere (anche a dispetto della barriera di scetticismo che dimostri di conoscere bene).

  7. Il succo dei paradigmi è la nota frase di Altan “Porgi l’altro culo”. Dalla controinformazione alle multinazionali. Per il bene dell’umanitá.

  8. Intanto dico che mi fa estremamente piacere poter riprendere a leggere Barnard. Poi, non avendo figli da seguire e un’età che mi estromette dal tema, aggiungo che mi sono rassegnato all’obsolelescenza umana e tecnologica.

  9. Al crollo dell’impero romano c’erano troppi schiavi e troppi barbari a controllarli. Domani ci sarà troppa tecnologia e troppi barbari ad usarla. Il prossimo articolo di Barnard sarà sulla nascita dell’uomo androide del transumanesimo al posto dell’uomo nuovo del socialismo. Barnard e’ come Marx, ottime diagnosi e pessime prognosi.

  10. Grazie PB! Un gigante tra i microbi del giornalismo. Avanti anni luce.

  11. Innanzitutto sono contento di rileggere Barnard e ancora di più leggerlo su queste pagine, mi stava preoccupando la sua assenza.
    La visione di quello che scrive è, come spesso suo costume, avanti di qualche decennio e, per quello che mi riguarda, uno dei motivi per i quali non ho mai voluto figli.
    I prodromi erano già chiari anche 30/40 anni fa e la direzione delle cose va decisamente in questo senso.
    D’altra parte, anche una rinascita spirituale e umanistica come quella prospettata da Conditi e da tante correnti di pensiero, potrebbe essere un punto di arrivo.
    Personalmente ritengo che si vada verso la direzione prospettata da Barnard, non ho affatto fiducia nell’uomo.
    C’è, però, un presupposto da tenere in considerazione: tutto quello che Barnard cita si basa su un assioma e cioè che tutta questa struttura è tenuta in piedi dai computer, fisicamente non esiste nulla di tutto ciò.
    Ora, se, per ipotesi, questa condizione venisse di botto a mancare, tutta l’infrastruttura citata crollerebbe, sarebbe come se non fosse mai esistita, semplicemente e totalmente inutile.
    C’è anche una variabile: l’eruzione solare con relativo brillamento – o solar flare per gli anglofili -, con conseguente tempesta magnetica causata sulla Terra.
    La variabilità di questo evento non è data dal SE succederà, ma dal QUANDO succederà
    Quando questo succederà, prima o poi, tutto quel castello di carte fondato sull’elettronica è destinato a sparire in un soffio.
    Il dubbio è solo sul chi vedrà questo crollo, se noi, se i vostri figli, se i figli dei figli, ma qualcuno lo vedrà.
    Questo non vuol dire che poi si starà meglio, sia chiaro, ma solo che il paradigma cambierà di nuovo.
    E chi ci sarà, si adatterà.
    L’uomo è una specie infestante per questo: si adatta a qualsiasi cosa.

  12. Barnard crede nei superpoteri, ne e’intimamente affscinato, e ne e’ caduto vittima

  13. non siamo pronti, ne oggi, ne tra mille anni…non siamo pronti noi e ancora di più non sono pronti quelli che detengono il potere. Un bel sogno che finirà col estinzione del 99% del essere umano

  14. Se posso permettermi faccio qualche considerazione con il rispetto che ho sempre avuto per Barnard, qui ci sarebbe da imparare prima di tutto a riappropriarsi dell’uso della lingua italiana, uno degli idiomi più ricchi del mondo, forse non siamo mediamente così trogloditi campanilisti ma un pò troppo assuefatti ad un certo schema mentale si e cerco di spiegarlo, ho letto l’articolo due volte per non sbagliarmi.
    Barnard parla di cambio di paradigma ma continua ad usare i modelli di riferimento dell’attuale sistema. Dice che la Boing VALE x e Google Alfabeth y, che esistono tecnologie che permettono di creare cibo ed io aggiungo energia all’infinito senza inquinare e che il mondo che verrà sarà perfettamente democratico e non ci sarà bisogno di politicanti obsoleti e cialtroni perchè la tecnologia permetterà di bypassare l’attuale sistema di potere, benissimo. Io lo auspico e lo spero, non perdo occasione per ribadirlo, all’interno dell’attuale paradigma non c’è speranza, o cade il modello, o cade la logica oppure regnerà solo il trasformismo di facciata. Quindi se deve cadere il modello che senso ha parlare del valore monetario di Google Alfabeth in relazione a Boing? Che senso ha dire che se a 18 anni non conosci questo e quest’altro sarai tagliato fuori come un cane? Questo presuppone ipercompetitività e discriminazione sulla base delle capacità >tecniche< Il nuovo paradigma dell'era dell'abbondanza pretende che siano tutti ingegneri quindi? Secondo me nella foga sensazionalistica pecca di pressapochismo poichè usa gli stessi termini di paragone dell'attuale paradigma per descrivere un nuovo paradigma! ASSURDO. Se c'è una cosa che ho capito è che il capitalismo infame ha boicottato la scienza e le scoperte potenzialmente rivoluzionarie sono state occultate (alle masse) quindi non solo da questo punto di vista gli italiani sono arrivati prima di altri a concepire metodi e sistemi rivoluzionari ma hanno subito più dei fantasmagorici indiani e cinesi le mire senza scrupoli dei boiardi che tengono le redini dell'attuale paradigma. Se c'è un'altra cosa che ho capito è che c'è un margine enorme di ottimizzazione nel'utilizzo delle attuali tecnologie che dipende da scelte politiche che oggi ci permetterebbe di vivere dignitosamente lavorando meno della metà del tempo permettendo anche ai popoli più arretrati di fare altrettanto ciononostante Barnard dice che nel nuovo paradigma bisognerebbe conoscere cose turche e non c'è spazio per chi non ha questa conoscenza specifica. Tesla diceva che il progresso scientifico non serve a nulla se non va a favore di tutti, lo diceva oltre un secolo fa, tu Barnard ragioni ancora in questi termini? O meglio cosa ci nascondi, ci stai prendendo in giro con l'ennesimo slogan trasformista che pretende di cambiar tutto per non cambiare realmente nulla nella condizione di sudditanza dell'uomo sull'uomo? Mi sembra proprio di si...

  15. Vorrei solo sottolineare nell’articolo la ripetizione ‘chiavi’…ne mancanomancavano due ( un tempo ) a chè la Quabbalah potesse fare tutto…Barnard, se ci leggi qui, la tua iterazione è sospetta a i miei occhi, vuoi forse riferirti a questo aspetto ? E quando parli dei ‘padroni della tecnologia’ non li stai forse identificandocelando con i ‘padroni del discorso’ ? Le aziende high tech che citi sono tutte saldamente in mano dei ‘soliti noti’. Non sarà mica un caso, vero Barnard ? Come non sarà mica un caso che noi siamo sospinti verso la periferia dell’Impero multimedialtecnologico mentre ‘altri’ ne sono alla guida ?
    N.B.: B., sempre che tu mi legga, non pensare che tutto ciò sia volto ad obiettivi di ‘pace’. Lo è OGGI FITTIZIAMENTE e transitoriamente come obiettivo ‘finale’ ‘polically correct’ MA solo perchè CHI ha le chiavi vuole obiettivamente CONSOLIDARE il suo potere e non perderlo in una guerra distruttiva, OPPURE farla e vincerla in un nanosecondo. La struttura di classe è tramontata perchè le vecchie classi hanno perso il dominio del sapere: ma quella che avanza è a tutti gli effetti una nuova classe sociale…anzi..possiamo dirlo ? Razziale. Mixed o non mixed perchè anche qui a tutta evidenza hanno le chiavi del genoma e delle sue modifiche a portata di mano ( basta un soffio, penso ) e potranno combinare come vogliono…

  16. Mah, è sempre imbarazzante contraddire un mito come Barnard, però…sarebbe bello che avesse ragione nel descrivere questa deriva progressista, globalizzante, buonista e spiritualista dell’intero mondo attualmente sfruttato e vessato dal capitalismo, grazie ai nuovi eroi delle multinazionali tecnologiche. Fa niente se il passaggio alle superiori dimensioni spirituali rimarrà comunque appannaggio di una minoranza tecnologica, mentre la massa informe rimarrà invischiata con la greve materialità delle occupazioni quotidiane di bassa manovalanza. Ma veramente dobbiamo credere che i nuovi padroni delle chiavi non hanno nulla a che vedere con il potere capitalista (e militarista) come è stato finora? I vari Bezos, Musk signor Tesla, e gli altri, sono diventati quello che sono grazie al riconoscimento del mercato per le loro innovazioni? Poi certo, naturale che uno dei primi problemi che un governo serio di una nazione, che vuole rimanere all’avanguardia, dovrebbe affrontare, è proprio quello di garantire tutto quanto possibile a livello di risorse, per assecondare lo sviluppo tecnologico di quella stessa nazione. Ma un conto è una politica di questo tipo, un conto affidarsi alle doti morali di questi nuovi padroni per elevare spiritualmente il proprio popolo. Inoltre, se non serve più la manodopera, che una volta era necessaria per forgiare i cannoni e le armi della vecchia economia, due sono le alternative. O elimini, fisicamente, la gran massa del proletariato imbelle e refrattario alla tecnologia intelligente, oppure gli regali un reddito altro che di cittadinanza, ma, che so, di meditazione, di esercizio spirituale, per non dire di nullafacenza. Per gente che stampa soldi, senza ritegno, forse costa meno regalarli, piuttosto che ammattirsi a trovare metodi di riduzione ed eliminazione fisica delle masse, investendo risorse enormi che poi, a quanto pare, non garantiscono i risultati sperati

  17. Il breve saggio di Barnard mi trova in totale accordo. Ha avuto qualche perplessità sulla ricerca precedente, TECH-GLEBA, ma in questa nuova versione quello che appariva ambiguo torna in modo convincente. I colpi di coda del Capitalismo residuale, però, non sono da sottovalutare.
    Sulla questione Italia-parrocchietta… ebbè, l’Italia è sempre stata provinciale. Quando sono all’estero e mi trovo a descrivere il mio paese, è la prima cosa che dico.
    L’Italia, però, è anche un paese che è stato usato, in passato, per sperimentare estensivamente nuove tecnologie consumer – i telefoni cellulari, per esempio, diffusissimi in Italia quando negli USA erano ancora al cercapersone – Eppure il nostro paese (ma anche l’Europa in generale) non è mai riuscito a fare tesoro di queste opportunità. Oggi nessuna telco è italiana. E neppure francese, anche se la Francia aveva il Minitel quando l’Internet non esisteva ancora.

  18. useranno la tecnologia per fotterci come sempre. Già oggi ci sarebbero gli strumenti per far vivere tutti in pace, ma aimè la mano non è quella buona e usa questi strumenti per interesse personale, non è che la politica o la democrazia abbiano mai contato molto, questi si riuniscono e decidono per tutti. inoltre dubito che il 99% sia mai stato artefice di qualche rivoluzione ed inoltre nel caso nel corso degli anni qualcuno ci abbia provato, tra quel 99% una buona parte è pronta a vendersi per l’interesse suo e del padrone.

  19. Senza dubbio ci sono e ci saranno scoperte interessanti in questi campi, ma non sono affatto sicuro che o si sia del mucchio o si sarà spazzati via. Anzi, da quello che dice Barnard stesso, tutte queste tecnologie porteranno frutti a tutti. Forse sono tecnologie così intelligenti da essere capaci di evitare gli italiani perché sono troppo provinciali. Comunque, anche si svegliassero gli italiani ma solo quelli di età compresa tra i 14 e i 18 anni (quelli che normalmente pensano solo ad una cosa, tanto per intenderci), per il resto sarebbe comunque la fine. Che figata questa A.I., questi innesti cibernetici sono favolosi, il DNA ricombinante ci darà un cervello nuovo, ma saremo comunque scemi come una zucchina comparati ad un mainframe ed anche a letto sfigurereremo di fronte al maggiordomo elettronico e al dildo al litio. Che ci vogliamo fare? E’ il futuro che ci hanno sempre dipinto i film apocalittici, solo che in questo si finisce povery. Calma, che il mondo o gira come prima o non gira affatto.

  20. Siamo giunti all’apologia del transumanesimo e buona parte dei commentatori concordano?
    Cosa vogliamo concluderne? Che bisogna smetterla di difendere stolte istanze umane e spirituali e cercare di arrivare preparati all’industria 4.0? Tutto questo nel desiderio di un futuro fatto di pace ed equità sociale… ma se già oltre 70 anni di pace in occidente ci hanno portato alla putrefazione dell’anima, non oso nemmeno immaginarlo questo paradiso della tecnica senza che mi vengano pensieri suicidi. Anche se il futuro di cui parla Barnard si realizzasse chi ci dice che non sarebbe la via verso il peggior amorfismo umano di sempre? Quale bagaglio artistico, culturale e tradizionale c’è dietro le nuove super Tech? Dove starebbe la riconquista della fede nel prossimo? In che modo porrebbero un argine all’alienazione di massa? In che modo porterebbero pienezza vitale alle masse apatiche e sopratutto quale senso perduto dell’esistenza restituirebbero alle persone? Al contrario si sta invocando il Progetto Venus: una marcia serrata verso il sub-umano, un essere neutro e incolore simile a un formicone, con le formiche regine che sarebbero i padroni delle chiavi per riprendere l’espressione di Barnard. Niente più conflitti, niente più guerre, nessuna tensione interna… e a che servirebbe più la democrazia? Saremmo degli automi tutti uguali.

  21. Barnard ha proprio fuso le bronzine, anzi, ormai anche i pistoni.

    Dice di aver capito tutto ma non ha capito la cosa più importante: le nuove tecnologie non creano lavoro, neanche per chi è più capace o formato.

    Pensate solamente agli smartphone: una volta se avevi bisogno di fare delle fotoricordo ti dovevi comprare una fotocamera, adesso, a meno che tu non voglia qualcosa di professionale, non hai più bisogno di una fotocamera.

    Una volta se ti volevi orientare avevi bisogno di carte geografiche, bussole, atlanti, Tuttostrada.

    Se volevi tradurre in un’altra lingua avevi bisogno di un dizionario, e anche un libro di grammatica e qualcuno che ti insegnasse i rudimenti della lingua.

    Se volevi fare gli auguri a qualcuno gli mandavi una cartolina.
    Se volevi prendere appunti ti compravi un block-notes o un registratore.
    Se volevi sentire della musica ti compravi un giradischi o un walkman o un MP3
    Se volevi vedere un film ti dovevi comprare una TV e un videoregistratore
    Volevi fare un viaggio? Andavi all’agenzia o alla biglietteria della compagnia aerea.
    Volevi fare un bonifico, andavi dal cassiere della tua banca.

    Adesso per fare tutto questo basta avere uno smartphone. FINE.

    Una volta si progettavano e producevano, riparavano macchine fotografiche, carte geografiche, cartoline, dischi, TV, nastri magnetici, registratori, libri, penne… gente si alzava al mattino per sedere ad una biglietteria, o in una banca e servire decine di clienti.

    tutte cose ormai obsolete.
    Quante persone erano impiegate in tutti questi settori?

    Barnard ti dice: allora vedi che il mestiere del futuro è “Machine Learning, Neural Nets, Thought Experiments, Creative Thinking, Calculus”

    Ragiona Barnard… THINK!

    Quante persone servono per fare una APP? 10, 15… 50… 100?
    Quante persone usano una APP? 100, 500, 1000 milioni???

    Cioè, 50 persone possono soddisfare 1 miliardo di clienti… come diavolo fai a pensare quindi che ci sia posto per TUTTI in questo baraccone Hi -Tech, in cui c’è una concorrenza allucinate e solo i migliori dei migliori riescono??!?

    I posti di lavoro più richiesti sono ancora quelli non avvicinati dalle tecnologie: calzolaio, cuoco, commesso di negozio, benzinaio, meccanico, idraulico, elettricista, tecnico in genere.

    Se sai fare una amatriciana coi fiocchi sei a posto a vita.
    Se sei un bravo programmatore devi rimanere costantemente aggiornato e avere una mente sveglia, altrimenti il primo indianino che passa ti frega il posto.

    Buonanotte Barnard e, mi raccomando, Lucy in the Sky with Diamonds…

  22. Ciao Paolo, sono felice del tuo ritorno… anche se a leggerti qui sembra tu sia stato rapito e assorbito dai BORG (cit. da Star Treck). Io faccio davvero fatica ad attribuire buone intenzioni a quel manipolo di multi nazionali che stringono la mano sul mio collo possedendo le chiavi della vita (aria?, acqua, cibo, sanità, energia, ecc…)

  23. Se, e dico se, avessi ragione allora potremmo trovarci di fronte a quella che i fisici chiamano ‘civiltà di tipo 1’.