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Tribù indigene (mai contattate) continuano ad essere massacrate in Amazzonia

DI LEWIS EVANS

counterpunch.org

Dieci indigeni, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi nella regione della Valle di Javari in Amazzonia nel settembre di quest’anno, secondo alcune fonti. I loro corpi sarebbero stati mutilati e scaricati in un fiume. Si pensa che l’assalto sia opera dei cercatori d’oro, due dei quali sono stati successivamente sentiti mentre se ne vantavano in un bar del posto.

Questa non è la storia di qualche conquistadores o di qualche cercatore di caucciù dell’era coloniale. Questo fatto è accaduto nel 2017 – solo poche settimane fa – nell’odierna Repubblica del Brasile. Nonostante tutti gli apparenti ‘progressi’ compiuti dall’umanità negli ultimi secoli, intere popolazioni di popoli indigeni vengono ancora sistematicamente annientate da chi invade le terre e dai coloni.

Estremamente vulnerabili

Al di là dei circoli per i diritti degli indigeni, molte persone sono ancora stupite che possano esistere tribù mai contattate. L’ipotesi più diffusa è che quell’epoca sia finita: oggi il mondo intero è stato colonizzato e proiettato nel mainstream industrializzato.

Ma, come rivelano le straordinarie foto aeree pubblicate da Survival International nel 2008 e nel 2011, semplicemente non è così. Ci sono persone, in Amazzonia come altrove, che scelgono di rifiutare il contatto col mainstream.

Non si tratta di reliquie primitive o arretrate di un passato remoto. Sono nostri contemporanei e una parte di vitale importanza per la diversità umana.

Le tribù mai contattate vivono forme di vita autosufficienti e diversificate, cacciano, si nutrono, coltivano cibo negli orti e si aggrappano alla loro lingua, mitologia e prospettiva del mondo. Hanno tutto il diritto di continuare a farlo, e noi del mondo esterno abbiamo una grande responsabilità nel garantire che possano.

Certo, non tutti condividono questo punto di vista. Ci sono sempre state persone disposte a contattare le tribù isolate con la forza. Che si tratti di missionari evangelici determinati ad imporre la propria teologia o di opportunisti che cercano un modo di far soldi, c’è una lunga e sanguinosa storia di violenza genocida contro i popoli tribali.

Le tribù mai contattate sono estremamente vulnerabili non solo alla violenza dei forestieri che vogliono rubare le loro terre e le loro risorse, ma anche alle malattie come l’influenza e il morbillo, alle quali non hanno resistenza. Questo rende le tribù mai contattate le popolazioni più vulnerabili del pianeta.

Lobby dell’agribusiness

Popoli recentemente contattati ancora soffrono di malattie infettive che possono spazzare via intere popolazioni. Gli Ayoreo in Paraguay stanno ancora combattendo una misteriosa malattia simil-tubercolosi che fu introdotta dai ranchers negli anni ‘90.

Per quanto scioccante possa essere, la violenza che presumibilmente è stata inflitta agli Indios lo scorso mese non è senza precedenti. E probabilmente neanche così rara.

Survival mette in guardia da anni a proposito di “genocidi nascosti” che hanno luogo nella profonda Amazzonia. Le prove emergono spesso molto tempo dopo. Almeno in questa occasione, siamo stati in grado di vedere chiaramente l’orrore che affrontano molti popoli non contattati e il destino che molte altre tribù potrebbero affrontare senza una rigida protezione delle loro terre.

Tutte le tribù mai contattate devono affrontare la catastrofe, a meno che la loro terra non venga protetta. Senza questa sicurezza, molti rischiano di fare la fine degli Akuntsu, una piccola tribù amazzonica adesso ridotta solo a 4 membri dopo la brutale violenza inflittagli dagli allevatori nel 1980.

In modo assolutamente sconcertante, l’attuale governo è riluttante ad assicurare tale protezione. Il Presidente Michel Temer e la sua amministrazione sono strettamente legati alla potente lobby dell’agribusiness – i grandi proprietari terrieri che guidano l’industria agricola del Paese. Il Governo ha inoltre operato importanti tagli alla FUNAI, l’agenzia governativa responsabile della protezione delle terre indigene.

Foreste inoltrate

I politici brasiliani non hanno fatto abbastanza per prevenire i massacri come quello del mese scorso. Per quanto li riguarda, sembra, i popoli indigeni e il loro diritto alla terra sono, nel migliore dei casi, un fastidio e nel peggiore dei casi un ostacolo al profitto che deve essere rimosso con la forza.

Questo è contrario sia alla Costituzione del Brasile sia al diritto internazionale. Ed è anche fondamentalmente immorale – permettere il genocidio di intere popolazioni e il disboscamento dell’Amazzonia per l’arricchimento di pochi.

Ma c’è qualche speranza. Quando il diritto alla terra delle tribù mai contattate viene rispettato, queste continuano a prosperare. Sappiamo che ci sono più di un centinaio di tribù del genere nel mondo, per esempio, e vista la raffica di attenzioni che hanno ricevuto negli ultimi nove anni sta emergendo un movimento globale che ne domanda il diritto alla terra.

Unendo organizzazioni indigene, attivisti per i diritti umani e ambientalisti, attori di spicco come Gillian Anderson e Sir Mark Rylance, e membri attivi di tutto il mondo, sempre più persone alzano la voce e spingono i Governi ad agire nei confronti di queste tribù mai contattate.

E la pressione ha funzionato. Nell’Aprile 2016 è stata fatta pressione al Ministro della Giustizia brasiliano affinché firmasse un decreto che delimiti la terra della tribù Kawahiva – estremamente vulnerabile – che vive in fuga nelle foreste inoltrate dello stato del Matto Grosso.

Società contemporanee

E’ nell’interesse di tutti noi prevenire l’annichilimento delle tribù mai contattate. Il loro sapere è insostituibile e si è sviluppato nel corso di migliaia di anni. Sono i migliori guardiani del loro ambiente, e le evidenze dimostrano che i territori tribali sono la miglior barriera alla deforestazione.

Survival International sta facendo tutto il possibile per assicurare la terra delle tribù mai contattate e per dar loro la possibilità di determinare il proprio futuro. E’ una lotta che conduciamo dal 1969.

Tragedie come quella riferita, che hanno avuto luogo in Amazzonia sono certamente demoralizzanti, ed è sconvolgente dover sentir parlare di incidenti che non siamo stati in grado di prevenire. Ma non ci arrenderemo mai finché non avremo un mondo in cui i popoli tribali siano rispettati al pari delle altre società contemporanee e i loro diritti umani vengano protetti.

 

Lewis Evans

Fonte: www.counterpunch.org

Link: https://www.counterpunch.org/2017/11/16/uncontacted-people-still-being-massacred-in-amazonia/

16.11.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GEA CAVOLI

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    Cito:

    “Per quanto scioccante possa essere, la violenza che presumibilmente è stata inflitta agli Indios lo scorso mese non è senza precedenti. E probabilmente neanche così rara.”

    “Presumibilmente”…”non è senza precedenti”…”probabilmente (forse…non è sicuro…) non è rara…”

    Ma questo arriva dalla montagna del sapone…?

    Gli indios sono regolarmente massacrati, mutilati e i bambini violentati tanto non gliene frega niente a nessuno.
    Anzi quei metodi sono usati come deterrente dagli inviati delle grandi multinazionali come quella italiana di quel signore che non si sa se si è suicidato davvero che mandava i suoi “advogados” con documenti falsi per espropriare i campesinos del Sertao dopo che avevano reso fertile il terreno.
    Non accettavano?
    Una volta gli mandavano il cangaceiro, oggi manda prima l’advogado e se non basta quello passa alle vie di fatto con scherani di varia estrazione, anche insospettabile.

    Però con i campesinos gli basta un colpo di fucile, con gli indios no…con loro si scatena la furia demoniaca di non so quale forza oscura…come fanno i neri africani con i pigmei che li ammazzano o li mutilano per fare le prove di coraggio marziale…anche con gli albini…

    Guardatevi il più bel film degli ultimi anni, El abrazo de la serpiente.

    • Anastasia Svevi

      El Abrazo de la serpiente è davvero un gran film. Altre due “pellicole” che mi vengono in mente su temi simili sono La Terra degli uomini rossi e Xingu.

  • DesEsseintes

    Splendida foto…ben cinque esemplari autentici di homo sapiens non di allevamento in una sola immagine…ne sono restati pochissimi al mondo…molto bello davvero…

    • Nat

      Belli e destinati a soccombere.

    • –<>– –<>–

      A giudicare dagli archi e dai machete, che non sembrano affatto artigianali, direi che così isolati, come si sostiene, non lo siano.

  • Holodoc

    In un mondo dove non viene rispettato il diritto di un genitore italiano di accettare o meno una cura medica per il proprio figlio come fate ad aspettarvi che vengano rispettati i diritti degli indigeni dell’Amazzonia a vivere la vita secondo le loro tradizioni?

  • olmo

    E’ inconcepibile però che ancora persistano al mondo gruppi identitari così compatti da rifiutare la cultura moderna e scientista, attaccati a religioni strane che condizionano ogni loro passo quotidiano, dove le donne sono costrette a mansioni stereotipate e tradizionaliste (come gli uomini che però sono maschilisti), in comunità che, dalle definizioni di alcuni avventori di questo sito, sono chiaramente proto-fasciste in quanto appunto identitarie fino al midollo?
    Si uniranno i progressisti per fermare questa barbarie e portare via dalla umida foresta quelle povere creature per una bella aula scolastica però senza crocifisso?
    Meno male che c’è il capitale a fare il lavoro sporco!

    • simonlester

      Se non metti le faccine, potrebbero non capire che è sarcasmo

      • olmo

        Penso che tu sia d’accordo sul fatto che l’ironia, come il sarcasmo, camminino per loro stessa natura sul filo dell’incomprensione (proprio lì sta il gioco!)
        Lasciamo ad altri la segnaletica stradale.

        • simonlester

          sono d’ accordo. Comunque avevo sbagliato termine, era ironia ma proprio non mi veniva

    • pincopallo

      E magari li portiamo in città e facciamo veder loro come sono belli gli outlet…o forse meglio impiantarne qualcuno nel bel mezzo della foresta, dopo aver insegnato loro ad usare il bancomat, che dici ?

  • natascia

    Luoghi protetti. Sembra che non ne esistamo più. E se ancora se ne trovano devono essere violati come i loro abitanti. Violazione. Termine che rappresenta l’attuale condizione umana, animale e ambientale del nostro pianeta.
    Colui che viola non riconosce alcun essere all’infuori di sé stesso. Nessun scambo, nessuna curiosità, nessuna ritrosia.
    Solo violenza. Questa è la società in cui viviamo.

    • televisione falsa

      ce bisogno della grande punizione per questa societa’

      • natascia

        Non credo nelle punizioni ma nelle riparazioni forzate.

  • –<>– –<>–

    Non possono essere lasciati così, vacciniamoli!
    Tra l’altro hanno società omofobe e sessiste, dove l’uomo va a caccia e la donna è costretta a mantenere i figli.

    • pincopallo

      Concordo, un dodecavalente anche per loro !!!!

      • –<>– –<>–

        Lo ius soli viene applicato a prescindere.
        “Io arrivo nelle tua terra …. Ed è anche mia”

  • ignorans

    Bisognerebbe fare due conti e vedere qual è il consumo energetico di queste persone. E poi, per giustizia, dichiarare che nessuno può consumare di più (riscaldamento invernale a parte).

  • Tonguessy

    C’è un gran cianciare sulla biodiversità.Nella realtà dei fatti l’umanità sta scegliendo la monocoltura (e la monocultura). Le culture “svantaggiate”(scarso contenuto tecnologico) che hanno uno scarso impatto ambientale sono assai poco remunerative per il capitale. Quindi, esattamente come le specie vegetali e animali, non sono tutelate. Il mais, ad esempio, è stato ibridato per generare pannocchie enormi rispetto ai lontani parenti importati dal sudamerica. Perchè dovrebbe essere interessante, in questo mondo dedito alla quantità, mantenere piante di mais che fanno pannocchie piccole? Meglio tutelare le piante OGM della Monsanto. Le specie native possono sparire mentre continuiamo a parlare delle nostre vittorie a sostegno della biodiversità

  • orckrist

    Intanto anche noi italiani siamo orgogliosi di essere rappresentati in questo business dai novelli hidalgos della famiglia Benetton.
    Si sono comprati la Patagonia (900 mila ettari) e il popolo Mapuche che ci abita non ha più diritti.

    • pincopallo

      Le autostrade italiane non bastavano…

  • mystes

    Ciò che succede in Brasile per “merito” dell’attuale governo presieduto dal sig.Temer non solo è disumano ma dovrebbe essere oggetto di indagine e di intervento internazionale, ma non della solita ONU facilmente maovrabile e condizionale dai poteri forti, ma da una commissione di giustizia affidata ad un Tribunale super partes. Non sono solo lo smantellamento della foresta amazzonica e lo sterminio degli indios a preoccupare, ma preoccupa soprattutto il fatto che a beneficiarne sono gli amichetti della “bancata ruralista” che appoggia il governo corrotto e disonesto del sig, Temer. Sarebbe ora che il Brasile si inventi una rivoluzione che la liberi dal servaggio e dal sottosviluppo che lo hanno relegato tra i paesi più arretrati e corrotti del pianeta

  • Pedroburgo

    La ricchezza non può essere bella, perchè fondata sullo sfruttamento. C’è sangue e c’è morte dietro alle nostre ricchezze, perchè soltanto quando qualcuno soffre c’è ricchezza. Non c’è cosa più brutta, ma ognuno dentro di sè desidera la ricchezza. Quanti schiavi sono morti per costruire le piramidi….e poi per chi….per dei fanatici faraoni. L’ostentazione della ricchezza è l’altra faccia sporca del potere,eppure tutti lo vogliono, tutti vogliono dominare per il terrore radicato dell’annullamento dell’essere, che porta in noi la spinta a prevalere l’uno sull’altro per cercare di vivere questa vita nel modo migliore che riteniamo per noi stessi a discapito degli altri e dell’ambiente.

  • pincopallo

    Missionari o opportunisti criminali, è il principio della “Terra nullius” che qualche lobby, vecchia o nuova, vuole rinnovare/ripristinare.
    Ci sarà un altro Lord Balfour ?