Home / Attualità / Torna Che Guevara, le élite non capiscono

Torna Che Guevara, le élite non capiscono

 

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Quelli che stanno cambiando profondamente in questi anni, sotto i nostri occhi ma senza che noi quasi ce ne si accorga, sono gli assetti internazionali, e non solo, usciti dalla Seconda guerra mondiale. Grandi Paesi, come Cina e India, che a quella guerra non avevano partecipato, e quindi, a differenza dei vincitori, non ne avevano potuto cogliere i frutti, si sono affacciati con prepotenza sull’arengo mondiale accogliendo il modello di sviluppo occidentale che è riuscito a sfondare in culture antichissime che gli erano antitetiche, come appunto quella cinese e indiana. Ma se ciò ha aperto all’Occidente enormi mercati prima preclusi, praterie ancor più sterminate si sono presentate davanti a Cina e India che proprio in quell’Occidente una volta egemone si abbeverano mettendolo in gravi difficoltà.

Donald Trump, che è molto meno sprovveduto di quanto lo si faccia fermandosi alle sue ‘mise’ stravaganti, ha capito, e lo ha anche detto, che gli Stati Uniti non possono, e non vogliono, più essere i ‘gendarmi del mondo’. The Donald non farà mai guerre ideologiche, tipo Afghanistan o Iraq, per raddrizzare le gambe ai cani, per convincere, con le armi, certi Paesi riottosi ad adottare la democrazia, l’uguaglianza fra uomo e donna, il rispetto dei ‘diritti umani’ che sono da sempre, almeno a partire dalla Rivoluzione francese, il ‘core’ del pensiero occidentale. Ciò che interessa a Trump è conservare il primato economico o condividerlo con la Cina che al momento appare, su questo piano, l’avversario più pericoloso.

I tedeschi, con la copertura dei francesi, stanno cercando di ottenere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu o quantomeno un seggio per l’Ue che sostituirebbe quello attualmente occupato dalla Francia. Cosa che era impensabile fino a pochissimi anni fa. E verrà anche il momento in cui sarà tolto alla Germania democratica il divieto di possedere l’Atomica, perché è fuori da ogni logica che quest’Arma, che è un deterrente decisivo per non essere spazzati via come fuscelli (Kim Jong-un insegna), ce l’abbiano oltre a Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna anche India, Pakistan, Israele, Corea del Nord e non il più importante Paese europeo. Del resto la Nato, che in teoria avrebbe dovuto garantire la sicurezza agli Stati membri, è in crisi come ha ammesso lo stesso Trump e l’Europa ha urgente bisogno di una difesa che non sia affidata solo alle armi convenzionali, che oggi stanno all’Atomica come un tempo la spada al fucile o la cavalleria ai carri armati. E l’Unione europea avrebbe dovuto cogliere al volo le incertezze di Trump sulla Nato per togliersi finalmente di dosso la pesante e pelosa tutela americana.

Ma, al di là di questo, il vero pericolo, per tutti, è un altro e si chiama Isis, ulteriore fenomeno nuovo che non era presente alla fine della Seconda guerra mondiale, che sconfitto a Raqqa e a Mosul risorge ovunque come un’Idra dalle mille teste, in Egitto, in Libia, in Mali, in Somalia, in Kenya, in Nigeria, in Pakistan, in Afghanistan e, sporadicamente, in alcuni centri nevralgici dell’Europa. Perché Isis è un’epidemia ideologica che potrebbe anche contagiare occidentali che non hanno alle spalle alcun retaggio islamico. Tutto il fenomeno dei foreign fighters è un segnale dell’angoscia di vivere in un modello di sviluppo che non è in grado di dare alla vita un senso che non sia puramente materiale.

Sono state le democrazie a uscire vincitrici dalla Seconda guerra mondiale. Si pensava quindi che questa forma di governo fosse non solo la più giusta ma anche la più efficiente. Così non è stato. Perché, salvo rari casi, le democrazie non sono mai state democrazie ma oligarchie o, come le chiamava pudicamente Sartori, poliarchie (“Democrazia e definizioni”). E queste élite, soprattutto economiche, non sono state all’altezza, come ha sottolineato Galli della Loggia in un editoriale sul Corriere (“Gli errori delle élite globali”, 10/1/19), facendo innanzitutto e soprattutto i propri interessi ai danni di quelli della popolazione. Tutti i cosiddetti ‘populismi’, pur così variegati e diversi fra loro, sono una rivolta contro le élite economiche e partitiche affinché il popolo si riprenda i propri diritti e la propria sovranità. Fino all’altroieri queste rivolte avevano calcato i solchi tradizionali, con ideologie riconoscibili e leader riconoscibili. Ma adesso queste rivolte sono diventate trasversali, non sono individuabili come appartenenti alla destra o alla sinistra, e tendono alla violenza. Non ci sono solo i gilet gialli francesi ma anche i serbi che hanno dato vita a una rivolta contro il presidente Vucic, che non ha ancora un nome e che mette insieme categorie eterogenee. Siamo all’alba di un nuovo mondo? Siamo alla rivincita postuma di Ernesto Che Guevara che non era né di sinistra né di destra ma uno che si è sempre battuto per il riscatto degli “umiliati e offesi” di tutto il mondo?

Massimo Fini

Il Fatto Quotidiano, 17 gennaio 2018

Pubblicato da Davide

6 Commenti

  1. mario michele d'onofrio

    dispiace e un po’ fa male vedere gente come Fini parlare dell’Isis come di un’epidemia ideologica.

  2. The Donald non farà mai guerre ideologiche, tipo Afghanistan o Iraq, per raddrizzare le gambe ai cani, per convincere, con le armi, certi Paesi riottosi ad adottare la democrazia, l’uguaglianza fra uomo e donna, il rispetto dei ‘diritti umani’ che sono da sempre, almeno a partire dalla Rivoluzione francese, il ‘core’ del pensiero occidentale.’
    Il pensiero geopolitico di Fini e’ infantile: gli americani non hanno mai fatto guerre ideologiche

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ben venga il Che con tutto quello che rappresenta per le speranze del Mondo!
    Però vorrei precisare che l’ISIS è solo una creatura dei neonazisti/imperialisti anglo-giudaici-amerikani.
    Il fatto che il Che (scusatemi il “broglio” di parole) non era ne di sinistra ne di destra è indiscutibilmente vero: infatti egli era solo un comunista vero! Niente a che fare con il dilettanti del M5S o con gli pseudo(ex)comunisti del PCI…. o altre sigle “imbroglia-popolo“!
    […]E queste élite, soprattutto economiche, non sono state all’altezza[…]“: non sono state all’altezza perché il loro sistema socio economico era ed è fallimentare, semplicemente insostenibile sotto tutti i punti di vista, sia economico, sia sociale, sia ambientale!
    Hasta la Victoria! Siempre!

  4. Il rivoluzionario buono ed onesto, dotato di una coscienza elevata, io lo ho sempre paragonato a Gesù cristo, uno che a fianco dei poveri ed umili si schiera gli aiuta e combatte a loro fianco, queste sono persone da santificare, leggere la sua vera storia per credere.
    Oggi situazioni come quelle se ne vedono poche.
    Gli stati oggi finanziano ribelli rivoluzionari e mercenari controrivoluzionari, poi costituiscono forze amiche, per la pace, per la democrazia, ( mai per soldi? ) per occupare territori, instaurano governi fantoccio per espropriare risorse alla nazione amica, ( ma amica di chi?)
    Esempio l’Iraq, la Libia.
    A me questo tipo di umanità piace poco, non rispetta l’essere umano, è troppo egoista.

  5. Io non ho capito

  6. Nè di destra nè di sinistra, stai a vedere che pure il Che era grillino senza neppure saperlo. ( lasciate a Cesare ciò che è di Cesare, almeno il Che e Marx lasciateceli, Castro se lo volete a destra, se ne può discutere)
    La Cina non ha fatto la seconda guerra mondiale, beh magari non ha mai firmato alleanze con il blocco ma è indubbio che ha combattuto i Giapponesi con l’aiuto dei Russi, guadagnandosi il rispetto e l’indipendenza dai Russi.
    Trump è senz’altro meno stupido di quel che appare (notizia di oggi, la Cina aprirà il suo mercato drogato dai dazi alle merci americane) ma che non voglia più fare il gendarme del mondo, mi pare affermazione piuttosto avventata, l’economia americana senza guerre e guerricciole, non ha nessuna speranza di stare in piedi (ha molte proprietà intellettuali ma senza un esercito pronto a difenderle, si copiano con estrema semplicità, Cina docet)
    Sull’isis, onestamente non ho ben capito il pensiero Finiano, invece in merito alle elites anche (le elites hanno fatto le elites, cosa aspettava Fini che facessero beneficenza al popolo solo perchè c’è la democrazia)
    Il che Guevara servirebbe se ci fossero i veri populisti (quelli di potere al popolo e fucilate per les elites) ma per ora, anche per l’ormai ipercitati gilet gialli, non serve nè il Che e neppure Garibaldi, dove li trovano mille garibaldini da comandare all’attacco e disposti a prendersi qualche fucilata?
    Per ora solo populismo accattone, in piazza o al governo per chiedere un pò di elemosina all’elite, qualche anno in meno di lavoro, uno sconto sulle tasse (eco e non) insomma qualche frustata in meno da barattare con qualche leccatina in più all’elitisme.

    P.S.
    Tra l’altro………chiamarli padroni senza sti francesismi è troppo di sinistra?