Supermercati digitali

Supermercati digitali

Nestor Halak per Comedonchisciotte.org

Molti telegiornali hanno recentemente presentato una “sconvolgente” novità negli sforzi tesi a modernizzare la nostra società per raggiungere gli standard delle nazioni più “avanzate” (naturalmente gli Stati Uniti), e migliorare conseguentemente la vita della popolazione: finalmente (!?) anche in Italia, ai margini della grande pianura ipermercata, è stato inaugurato un supermercato senza più casse nel quale il pagamento può essere comodamente effettuato esclusivamente tramite i dispositivi elettronici di sorveglianza e controllo che tutti noi ci portiamo felicemente appresso in ogni circostanza della nostra vita e chiamiamo eufemisticamente “telefonini”.

Nonostante la grande enfasi che caratterizzava il “servizio” del “giornalista” di turno, l’unico reale vantaggio del nuovo metodo di pagamento che il propagandista è stato capace di evidenziare era “l’eliminazione delle file alla cassa”. Be, sì, certo, non c’era più la cassa.

Sembra chiaro che lo stesso fine avrebbe potuto essere raggiunto molto più semplicemente aggiungendo qualche cassa in più, ma evidentemente le casse costano e soprattutto costano i cassieri. A ben guardare, quindi, lo scopo dell’operazione non è tanto la sbandierata eliminazione delle code, ma piuttosto l’eliminazione dei cassieri con conseguente aumento dei profitti del supermercato.

Posta in questi termini, però, la faccenda risulta molto meno appetibile al grande pubblico, specie in una contingenza sociale nella quale la disoccupazione, la sotto occupazione, la precarietà del lavoro e l’insufficienza degli stipendi al mantenimento di un dignitoso standard di vita sono problemi da decenni costantemente crescenti, la propaganda preferisce pertanto focalizzarsi su qualche raro aspetto pratico positivo.

Naturalmente questa tendenza all’eliminazione del personale, non è limitata ai supermercati, ma si evidenzia in ogni settore dell’industria e dei servizi, anche le banche, ad esempio, tendono a eliminare sempre di più gli operatori al pubblico facendo eseguire direttamente ai clienti il lavoro prima loro riservato con evidente risparmio sui costi che vengono in tal modo accollati all’utenza; anche la pubblica amministrazione si “informatizza”, riducendo sempre più sportelli e operatori umani in favore di procedure automatizzate da far eseguire e gravare sostanzialmente sul pubblico. Se non funzionano, tanto peggio per loro: si può sempre dire che non sono “al passo coi tempi”.

E’ facile peraltro vedere che molto spesso il preteso “guadagno” di velocità per l’utente è tutt’altro che scontato: dopo l’informatizzazione della procedura, ottenere un passaporto è diventato un problema serio e i tempi, lungi dal diminuire, sono diventati biblici, tanto da far sospettare che il vero fine non sia tanto quello di snellire le procedure, ma quello di rendere più difficile l’acquisizione del documento senza ricorrere a impresentabili misure giuridiche.

Molte aziende sono diventate di fatto non contattabili: loro hanno il tuo numero e lo usano con larghezza al fine di venderti ciarpame, puoi star certo che se non fosse a loro vantaggio non chiamerebbero. Se ci provi tu, riesci solo a parlare con un computer che ti fa fare una procedura lunga, complicata ed inutile e poi ti prende pure per i fondelli chiedendoti una valutazione della “soluzione” proposta.

Questa tendenza generale all’abolizione dei posti di lavoro umano per sostituirli con procedure automatizzate che, come abbiamo visto scaricano i costi, il lavoro e l’acquisizione delle necessarie competenze per operare sull’utente finale aumentando il profitto dei fornitori, è per il momento parziale, ma potrebbe essere portato decisamente più avanti, fino a fare dei mezzi lo scopo. Se il fornitore umano del servizio diventa inutile, perché mai non potrebbe diventare inutile anche il fruitore del servizio stesso? Si potrebbe paradossalmente arguire che l’economia potrebbe funzionare meglio automatizzando anche l’utenza ed eliminando così tutti quei noiosi problemi del vecchietto che sbaglia il tasto da premere o si rivolge al sottosistema sbagliato.

Nel caso del supermercato, se fosse il “telefonino” stesso a scegliere gli articoli da acquistare e, magari, anche a consumarli, non si sarebbe forse raggiunta la perfezione? Sembra paradossale, ma in fondo è questa la tendenza del sistema, quella di rendere sempre più inutili e sostituibili larghe fasce della popolazione che non servono più né come produttori, né perfino come consumatori e vengono sempre più messe ai margini della società, un po’ come i palestinesi a Gaza: sono lì, ma la loro presenza fisica non è evidentemente gradita, dovrebbero trovare il modo di sparire, possibilmente di loro iniziativa e con discrezione per non recare disturbo alla superiore sensibilità altrui e comportare costi di smaltimento irrecuperabili che, tra l’altro, sono anche ecologicamente insostenibili, non inclusivi e dannosi per “ il pianeta”.

Ora è tutta una questione di capire bene quali sono gli obbiettivi e cosa si vuole ottenere: se lo scopo è il buon funzionamento del sistema economico in sé, l’attuale tendenza ha un senso, il problema è che il sistema economico in sé non ha alcun motivo di esistere se non è al servizio della società, in altre parole non può essere un fine, ma solo un mezzo per servire in ultima analisi la vita umana, dato che è l’umanità che li ha creati. Qui sta l’inganno fondamentale, il tentativo da parte di esigue oligarchie di far percepire la popolazione come un ostacolo al buon funzionamento di un sistema che, almeno ufficialmente, dovrebbe esistere per servirla. Insomma la propaganda tende a far apparire la gente obsoleta o di troppo davanti ai suoi stessi occhi. Compito in apparenza piuttosto difficile, ma a tale scopo si sgolano i fanatici dell’elettronica e dell’ecologia. In ultima analisi cosa ce ne importa che l’economia di carta giri alla perfezione per la gioia di Wall Street e l’ecologia fiorisca per la “salvezza del pianeta”, se, come dice la canzone, noi non ci saremo? Se è prevaricante ricercare la nostra salvezza come specie, quale immensa arroganza potrebbe farci pensare di poter “salvare il pianeta”, insignificante puntolino nell’immensità del tutto, se non in relazione a nostra esistenza?

La Costituzione italiana stabilisce che la Repubblica è “fondata sul lavoro”, cioè la produzione della ricchezza nazionale e la sua distribuzione hanno come criterio fondamentale la quantità e qualità del lavoro fornito da ciascun componente, ciò implica che diminuire i posti di lavoro esistenti senza fornire una valida alternativa è impedire di fatto al cittadino di far parte di una società e va in direzione contraria alla legge fondamentale. Questo non significa che non siano auspicabili e benvenute tutte quelle tecnologie che migliorano, risparmiano e facilitano il lavoro, ma non si vede alcun motivo legittimo per il quale il vantaggio tecnologico debba andare a favore del solo profitto di pochissimi individui nascosti nei consigli di amministrazione.

In altre parole se il cassiere, attraverso ausili tecnologici, raddoppia la propria efficienza, la soluzione è che lavori la metà, non che il guadagno che ne deriva si trasformi in profitto per la multinazionale che gestisce il supermercato.

D’altra parte capisco che tutto ciò non è scritto sulle stelle (ma sulla costituzione sì): non è necessario che la società debba per forza essere basata sul lavoro, potrebbe infatti basarsi ad esempio sulla gerarchia, come è avvenuto spesso in passato (il feudalesimo, per dire), ma in questo caso occorre ripensare completamente tutto il tema della redistribuzione della ricchezza nazionale in base a criteri equi, ma diversi dal lavoro (uno, ad esempio, è il reddito di cittadinanza), fatto sta che tutto questo deve essere discusso in parlamento, esplicitato in un progetto sociale presentato come tale, non semplicemente fatto passare sottotraccia dai propagandisti di regime che lo gabellano come progresso e modernità ineluttabili-

Ma quant’è figo pagare al supermercato col telefonino? Di sicuro lo fanno anche i Maneskin, eccellenza italiana all’estero! Chissà perché in questo caso l’”italianità” esiste, conta e diventa un valore positivo al contrario di quando si parla di immigrazione di massa.

Commenti (50)

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    1. carla 16 novembre 2023

      Diventerò visceralmente vegana, amo il fruttivendolo (sempre pieno) sotto casa che ha adottato il metodo self service come ai supermercati, ma con prezzi decisamente + convenienti trattandosi di negozi con proprietario che tiene attività ai mercati generali e assicura quindi zero passaggi intermedi che sui prezzi e si vede eccome.

    2. Nonso 16 novembre 2023

      Ma se lo ami, è fatta

    1. GioCo 16 novembre 2023

      Dimostrazione plastica: oggi ero in uno dei minimarket che di solito frequento. Prendo delle pere. Vado alla cassa automatica che mi risponde che quella roba "non esiste". Mi risponde esattamente così... Provo a mettere il bar code a mano. Uguale, "non esiste". Mi faccio la fila all'unica cassa aperta. Passa tutto senza problemi. Ok, la "fila" la saltavo se facevo tutto con le casse automatiche, poi però se non funzionano che si fa ? Che le pere non te le comperi (te le fai ;)). Come col denaro elettronico, t'attacchi al tram e tanti saluti. Se l'opzione passa com'è già evidente dalla volontà della mafiocrazia corrotta eurocratica, è evidente che si creerà una economia parallela perseguita legalmente. Con quali consequenze sulla perdita di controllo generale del Governo, lo lascio all'imaginazione di ognuno...
      Per la serie: Volontà Deficienti.

    2. Nonso 16 novembre 2023

      A economia parallela, ma se dalle tue parti cominciano a mettere le automatiche anche nei minimarket che di solito frequenti, ci porti tutt'altro che buone speranze.

    3. GioCo 19 novembre 2023

      Purtroppo le grandi città (nemmeno in periferia) non lasciano spazio alla fantasia e credo ce le ritroveremo anche dai cinesi prima o poi. Non ti dico cos'anno combinato al Decathlon vicino casa mia per non mandarti in paranoia, cmq mancano poco ai robot inservienti. Vedo la "rivoluzione" dei deficienti avanzare attorno a me a passi lunghi e distesi. Una torre d'avorio costruita in fretta e furia, sempre più pericolante.

    1. carla 16 novembre 2023

      L'unica CO2 da eliminare sei TU

    2. Moderatore 17 novembre 2023

      Se intendo bene, lei si riferisce agli umani in genere in quanto respirando producono CO2.

      Il suo commento non è rivolto ad un commentatore/autore in particolare: è corretto quanto ho assunto?
      Se così fosse, mi scuso per la pedanteria.

    3. carla 17 novembre 2023

      E' semplicemente un motto che andrebbe scritto sui muri delle strade se fossimo esseri pensanti.
      Mi scuso io per aver scordato di metterlo tra virgolette

    1. sbregaverse 16 novembre 2023

      Ieri al supermercato ho contestato alla cassiera un difetto riguardo all'imbuto acquistato. Mi lamentavo del buco in fondo al tubicino.La poverina è andata in crisi, e forse lo è ancora.
      Dove sono finite le cassiere di una volta ¿?

    2. sbregaverse 16 novembre 2023

      Forse non tutti conoscono la differenza tra la cassiera e la nana.
      La cassiera mette la moneta nel cassetto
      mentre la nana mette il cassetto nella moneta.

    3. Nonso 16 novembre 2023

      No allo spreco

    4. Nonso 17 novembre 2023

      Anzi, sprechiamo pure che tanto che ce n'è

    1. mago 16 novembre 2023

      Gia` con il personale in formazione guadagnano un secchio,di commessi storici al mio Supermercato ne conto 3 su una trentina di persone ci sono sempre visi nuovi e provenienti da regioni limitrofe e tutti giovani.
      Bei tempi quando io e la moglie mettevano i ragazzi in due carrelli e facevamo le gare di velocita fra gli scaffali...

    2. ric 16 novembre 2023

      e' cosi dappertutto.

    1. absitiniuriaverbis 16 novembre 2023

      Il lavoro nobilita gli umani e li rende simili alle bestie.

      Era chiaroveggenza?

    2. LuxIgnis 16 novembre 2023

      Eh, ce ne sono molti di profeti inascoltati.

    3. Nonso 17 novembre 2023

      Amplifon potrebbe aiutare?

    1. LuxIgnis 16 novembre 2023

      Queste e molte altre cose sono la conseguenza di un pensiero ormai dominante un po' in tutto il mondo, in particolare dalle nostre parti dove è originato.
      E non è il capitalismo di per sé, quello è già una conseguenza.
      È il pensiero materialistico individualistico. È il pensiero che vede tutto come una merce e vede solo il profitto legato a un singolo evento. E non ha nessuna ma propria nessuna visione d'insieme, olistica.
      Ed è un pensiero che ci appartiene; tutti, nessuno escluso.
      Non è evitando le casse automatiche che si risolve il problema per poi magari cadere in qualche altro tranello di questo paradigma.
      Bisogna avere la comprensione e il significato di un evento, di un atto.
      Cioè, in questo caso, quello che ci ha portato ad accettare e creare una cosa inutile come le casse automatiche.

    2. Arthur 16 novembre 2023

      Mah, può darsi che tu abbia ragione.
      Io però resto dell'oponione che tutte le nefandezze siano una conseguenza di rapporti di forza, sbilanciati a favore di qualcuno.
      Chi sta al potere di fatto serve certi soggetti e usa la forza.
      Se non si risponde con la forza non se ne uscirà mai, a meno che il potere non commetta errori madornali e si suicidi.
      Reputo però che questo sia pressoché impossibile.
      Quindi bisogna usare altri metodi.
      Innalzare la ghigliottina nelle piazze è abbastanza risolutivo.
      E servirebbe per dare una lezione a lorsignori e un monito a chi verrà.
      Ma oggi la plebe è lobotomizzata e pacifista.

    3. LuxIgnis 17 novembre 2023

      Anche quello che dici è una conseguenza se ci ragioni sopra. Ora per motivi di tempo e spazio non elaboro ulteriormente il concetto, ma i rapporti di forza che esistono come dici tu nascono comunque da un pensiero individualista.
      Dove c'è l'uno contro tutti come attualmente è strutturata la società, è "normale" che chi è più forte domini.
      Su una risposta forte sono d'accordo ma questa deve essere orientata a eliminare questo tipo di pensiero altrimenti siamo d'accapo in quanto sarebbe solo un altro individualismo che si sostituisce a un altro individualismo.

    1. Esploratore 16 novembre 2023

      Buongiorno. Scusate l'intromissione, volevo solo ricordare che il lavoro non dovrebbe essere solo quella cosa per cui uno viene retribuito(ed attraverso il quale la moneta dovrebbe divenire solo unità di misura): la casalinga, il piccolo imprenditore, l'artigiano, l'artista, il soccorritore, il religioso, l'insegnante motivato, l'agricoltore e l'allevatore in proprio, ecc, sono impegnati più delle ore lavorative, perché potrebbe anche piacergli ciò che fanno, aiutando la famiglia, la società e l'economia"nazionale", sentendosi responsabili, ma liberi e socialmente utili, senza timbrare il cartellino. Altrimenti è proprio sostituire l'automa umano con quello artificiale!

    1. Arthur 16 novembre 2023

      Guarda che il paese all'avanguardia in queste mostruosità è la Cina.
      C'è una parte dell'Occidente che è allineata a questa roba ed è costituita dalla sinistra e dalla nota lobby, insieme ad una parte minoritaria del mondo liberale.
      In questa faccenda il Capitalismo neo-liberale non c'entra proprio nulla, sia chiaro.
      Quello che dico è la pura verità e lo dimostra un fatto: circa il 99% tra tutte le persone di sinistra che conosco (e ne conosco tantissime) è d'accordo con queste porcherie, crede nei cambiamenti climatici e nelle politiche green, si spara dosi di mucchino a raffica, etc., e se si prova a parlarci, si viene bollati come complottista semi-idiota.
      Ovviamente gente così c'è anche tra quelli che non sono di sinistra, ma la percentuale è notevolmente più bassa ed esiste un margine di dialogo piuttosto ampio.
      Quindi non è il Capitalismo neo-liberale il problema, ma avere il cervello fatto in un certo modo.
      E, guarda caso, sono proprio i cervelli di sinistra.
      Certi soggetti, tra cui in primis la nota lobby, hanno da oltre un secolo il controllo delle menti del popolo (la plebe) di sinistra.

    2. Arthur 16 novembre 2023

      PS

      Io sono arcisicuro che la sinistra sia in balia di un pifferaio magico....

    3. ric 16 novembre 2023

      non dimenticare che le " sinistre" sono un prodotto del,. capitalismo neo-liberale , cenza le quali non esisterebbero

    4. Nestor Halak 16 novembre 2023

      Arthur, io sarei di sinistra eppure scrivo quel che scrivo: è un'etichetta che oramai non rappresenta più nulla, se il PD è un partito di sinistra, allora io sono di destra, se la Meloni è di destra, allora io sono di sinistra, non mi rappresentano entrambi allo stesso modo, tant'è che se mi mettono a scelta tra loro due,non voto, rappresentano entrambi lo stesso potere.
      Bisogna anche capire che i nostri ordini non vengono da Pechino, ma da Bruxelles e da Washington: i cinesi si fanno i fatti loro, gli americani rompono i cosiddetti in tutto il mondo, ti dicono cosa devi fare, con chi devi commerciare e persino cosa devi pensare e cosa devi credere, peggio della chiesa cattolica. Che se ne stessero a casa loro. Quando i cinesi faranno altrettanto, allora me la prenderò con loro..

    5. Arthur 16 novembre 2023

      Dunque, ti rispondo su alcuni punti.

      Primo: la sinistra.
      È vero che non tutte le persone di sinistra sono allineate a certa roba.
      Però resta il fatto oggettivo che a sinistra la percentuale di persone allineate è altissima, diciamo intorno al 98-99%.
      Onestamente non sono in grado di dire come sia possibile una cosa del genere.
      A sinistra si sono davvero bevuti il cervello.
      Onore alla minoranza di mosche bianche.

      Secondo: cosa sia oggi la sinistra.
      È anche vero che la sinistra negli ultimi decenni è mutata, evolvendosi in qualcosa di diverso (in parte) da ciò che era in passato.
      Ma non si tratta di una finzione, purtroppo é la dura realtà: la sinistra si è evoluta in un mostruoso utile idiota al servizio di certi poteri che hanno scardinato l'Occidente dalle sue fondamenta, procurando una devastazione culturale e morale che è sotto gli occhi di tutti.
      Spiace constatarlo, ma quelli che inneggiano alle idiozie climatiche, green, sessuali, woke e che imbrattato monumenti sono tutti indistintamente di sinistra.

    6. Arthur 16 novembre 2023

      Sarebbe opportuno che a sinistra i politologi, i filosofi, gli intellettuali, etc. che hanno mantenuto un briciolo di decenza si interrogassero delle possibili cause di questa drammatica involuzione che ha portato la sinistra a diventare promotrice e paladina delle peggiori nefandezze della modernità.

      Quanto alla Cina, mi limito ad osservare che per ovvie ragioni geografiche e storiche non interferisce con l'Occidente, come fanno invece gli Anglosassoni.
      Ma la Cina, a mio avviso, è perfettamente allineata al progetto di un mondo distopico.
      Che poi i Cinesi (mi riferisco al ceto politico) non suscitino neanche lontanamente l'antipatia dei bulli Anglosassoni, beh, per me è cosa evidente e comprensibile.
      Eppure io sarei prudente su molte questioni.
      Lo stesso discorso vale naturalmente per la Russia.

    7. Brule 16 novembre 2023

      Mi sembra che ogni tanto Massimo Cacciari ci provi, ma le vittime dell'incantesimo (elettori csx) iniziano a vederlo come un personaggio prossimo al mass shooting in un Walmart.

    8. carla 16 novembre 2023

      Abbiamo visto come accorrono a far da cavia quelli degli "elefanti che volano".

      Un po' alla volta sto avendo conferma tra parenti e conoscenti che non sento spesso e come previsto finora ho sempre azzeccato nella scommessa caviasi caviano, i pdioti sono tutti plurisierati convinti e fanno fatica fare 2+2 anche dopo diversi acciacchi.

    9. carla 16 novembre 2023

      La sx è il pifferaio magico, vedi landini di questi giorni.

    10. carla 16 novembre 2023

      "...ti dicono cosa devi fare, con chi devi commerciare e persino cosa devi pensare e cosa devi credere, peggio della chiesa cattolica"
      Mentre gli yankee non hanno mai smesso di importare carburanti, terre rare e altro dalla Russia.

    11. carla 16 novembre 2023

      Ho sempre pensato che i sinistri abbiano zero senso critico, cosa che invece difficilmente manca completamente all'elettore di dx.

    1. Darkman 16 novembre 2023

      A ben guardare, quindi, lo scopo dell’operazione non è tanto la sbandierata eliminazione delle code, ma piuttosto l’eliminazione dei cassieri con conseguente aumento dei profitti del supermercato.

      Vabbè ma del personale per lo scarico e la sistemazione della merce nei reparti ci deve essere comunque e in molti discount i cassieri svolgono questa doppia mansione (quando non stanno alla cassa sistemano e riordinano gli scaffali). Quindi mi sembrano solo esperimenti: a meno che non riesci ad automatizzare il supermercato completamente coi robot a che serve levare le casse quando puoi avere degli impiegati sottopagati multimansione?

    1. Fedeledellacroce 16 novembre 2023

      A me sta sul cavolo anche il self service al benzinaio.
      Ma d'altra parte il benzinaio é stato il primo a perire...
      Poi vogliamo parlare dei centinaia di migliaia di posti lavoro persi con l'avvento della fotografia digitale?
      Ah, i prossimi a sparire saranno i taxisti....
      Potrei continuare all'infinito.
      Invece di piangere su se stessi, usate la vostra infinita intelligenza per capire, una volta per tutte, che lavorare piú di 3-4 ore al giorno é aberrante.
      E invece no! "La Costituzione italiana stabilisce che la Repubblica è “fondata sul lavoro”
      ......Il vostro, 8 ore al giorno.

    2. Shax 16 novembre 2023

      magari solo 8
      poi ci sono gli spostamenti, i turni spezzati, gli straordinari non pagati...
      si vive tristemente per lavorare, ma d'altronde già così il misero stipendio medio italiano a mala pena basta per fare una vita dignitosa...

    1. Shax 16 novembre 2023

      Casse automatiche che, ricordiamo, si bloccano di continuo. Quando mi capita di andare in uno di quegli ipermercati che ne sono provvisti, le evito come la peste. Si fa prima nella cassa 'umana', ed almeno si può scambiare anche una qualche parola di reciproca umanità piuttosto che rimanere bloccati nello spazio casse self con una voce metallica che ripete informazioni a caso bloccandoti l'uscita.
      D'altronde il capitalismo ha sentenziato: il capitale umano non serve più, perchè pagare per qualcosa che gli umani fanno dietro compenso mensile quando le macchine lo fanno gratis?
      Ai capitalisti deve però essere sfuggita una piccola postilla alla questione: se nessuno lavorasse più, chi comprerebbe i loro infimi prodotti made in china reimportati e quadruplicati del loro costo che poi noi comuni mortali dobbiamo comprare col nostro misero stipendio decurato del 40% causa tasse abnormi?
      E le imposte poi...chi le paga?

    2. Brule 16 novembre 2023

      Inizio ad avere un sospetto... forse le imposte, in termini di quattrini, non sono quello che pensiamo.
      Cioè un salvadanaio, un porcellino di terracotta da cui la mamma prende i soldi per il pane, l'olio e i cerotti.
      Forse sono solo catene, catene per il bestiame.

    3. Arthur 16 novembre 2023

      Togli pure il "forse".

      È proprio così: le tasse servono per non consentire agli strati sociali medi e bassi di elevare la propria condizione.
      Ai ricchi le tasse fanno un baffo.

      La spesa pubblica si finanzia semplicemente con immissioni di liquidità che sono proprie di una nazione sovrana.
      E quello che si racconta sulla potenziale inflazione è fuffa.
      Uno stato sovrano può controllare e regolamentare il mercato (compresi i prezzi) come meglio crede.

      Tutto il resto è soltanto un ammasso di "catene" per il bestiame, come dici tu.
      Gli usurai e gli schiavisti necessitano, per prosperare, di una plebe incatenata.

      E perché non si riesce a spezzare le catene?
      Questione di rapporti di forza.
      Se si vuole essere risolutivi, ci vuole la ghigliottina.

    1. massimo70 16 novembre 2023

      e pensare che basterebbe raggiungere una massa critica di esseri pensanti per mandarli a gambe all'aria su tutto, ma mi rendo conto di aver parlato di fantascienza.

    2. Jimbo 16 novembre 2023

      Questo é il punto centrale, basilare.

    1. Jimbo 16 novembre 2023

      Supermercati vegetali.

    1. ric 16 novembre 2023

      fate come me .

      vado al "ipermercato" faccio pieno il carrello di insaccati , formaggi, frutta , carne , ecc..... pieno zeppo. lo lascio in un angolo ed esco passando alla cassa con un tubetto di caramelle...

    2. sbregaverse 16 novembre 2023

      Non c'è, ancora, una taglia sulla tua testa ¿?

    3. ric 16 novembre 2023

      assolutamente no. eh ho insegnato ad altri a fare lo stesso .

      Ps : ad un supermercato del Pinerolese ( To ) il direttore si era rifiutato di cambiarmi una merce avariata( mangiativa) che ho appurato arrivato a casa ; MI HA DETTO che dovevo fare protesta alla sede del gruppo ( in belgio ) indicando il codice a barre,...

      grazie e arrivederci...ci siamo detti.

      qualcuno ( quelli GIUSTI....) una sera il codice a barre con pennelloni e catrame liquido il codice a barre glie lo hanno fatto sul suo bel SUV.....bianco, e diventato cme una zebra.
      stara' ancora bestemmiando ora dopo almeno 15 anni...

      per 4 euro di merce......

    4. mago 16 novembre 2023

      è meglio averti come amico,quasi quasi ti mando un cestone per Natale...

    5. ric 16 novembre 2023

      si ma essere presi per i fondelli da una catena di anonimi commercianti proprio non mi va giu' .

    1. mago 16 novembre 2023

      Li vedi al Supermercato fare la spesa con lo scanner o alle casse automatiche fa figo o la spesa online lasciando al commesso che metterti nel cestello,no la spesa è un rituale con la consorte che taglia le parti eccedenti alle verdure trova i conoscenti e si blocca a parlare con le cassiere/i e ci scambi 4 parole se non hai la fila dietro è un momento in cui si socializza ancora.

    1. Jimbo 16 novembre 2023

      IL RICCIO
      Personalmente odio con tutte le mie forze i centri commerciali e gli ipermercati. Quando li vedo deserti, in crisi o chiusi godo come un riccio.
      Viva i piccoli e medi negozi anche se i prodotti costano un pò di più.
      Sopporto i medi supermercati.
      E soprattutto lunga vita ai mercati settimanali all'aperto tornati molto di moda.
      Detto questo .. adesso leggo l'articolo.

    2. maghi 16 novembre 2023

      sapessi che guerra sta facendo il comune di Pistoia per rendere la vita difficile agli ambulanti del mercato all'aperto. L'obiettivo è farli sparire e costringere le persone a entrare nei negozi della grande distribuzione.

    3. Jimbo 16 novembre 2023

      Che gran bel salotto il centro storico di Pistoia, sconosciuto ai piú.
      Mi auguro che i pistoiesi rendano la vita difficile ai bastardi progressisti.
      O non sono del piddí?

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