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Su cosa si sono accordati Surkov e Volker al sole carezzevole di Dubai

DI НОВОСТИ. СОБЫТИЯ.

fondsk.ru

«È passato un giorno dall’incontro [N.d.T. l’incontro si è svolto il 26 gennaio] tra Volker e Surkov. Tutti i media ucraini citano solo la reazione di Surkov e Peskov ai risultati di questo incontro. Nessun commento di Volker a nessun media ucraino. È il rappresentante della parte ucraina? O – di chi?»,«Dove è sparito Volker dopo l’incontro con Surkov?» – su «Twitter» vi è stata preoccupazione generale.

Infatti, prima dell’incontro con l’Assistente presidenziale russo a Dubai, il Rappresentante speciale degli Stati Uniti aveva detto così tanto, da ricordare Koz’ma Prutkov(1e il suo consiglio di tenere la bocca tappata.

E poi è caduto il silenzio. La sera del 26 gennaio, Dmitrij Peskov, Segretario alla stampa presidenziale russo, era imbarazzato per questo silenzio: ha segnalato di non aspettarsi risultati concreti dai negoziati negli Emirati Arabi Uniti. «Lì l’ordine del giorno è abbastanza libero–si tratta di sincronizzazione e di scambio di opinioni su questioni attuali, questioni in bilico sulla situazione nel sud-est dell’Ucraina. È a malapena probabile aspettarsi un qualche risultato da quest’incontro, e certamente non conviene. Si tratta di sincronizzazione, e procedura di lavoro», – ha chiarito Peskov.

Più tardi sono apparse le dichiarazioni di Vladislav Surkov, che hanno messo in chiaro quanto segue:

1) le parti non hanno trovato comprensione reciproca sulla legge della cosiddetta reintegrazione del Donbass, frettolosamente adottata dal parlamento ucraino nel 2018, che i suoi sostenitori si sono affrettati a soprannominare «legge croata» (apparentemente, perché questo documento presuppone che i territori della DNR e della LNR ritornino ucraini, proprio nello stesso modo in cui la Croazia ha operato nella Krajina serba nel periodo 1992-1995, alla presenza delle forze ONU). «La delegazione russa ha anche richiamato l’attenzione della parte americana sulla cosiddetta legge ucraina sulla reintegrazione. Al momento dei negoziati, il testo di questa legge non era stato pubblicato. Ma è già chiaro che il suo obiettivo è la tardiva normalizzazione delle azioni illegali durante il conflitto nel sud-est da parte dell’autorità di Kiev. Per tre anni, l’Ucraina ha usato illegalmente l’esercito contro i suoi stessi cittadini», così Vladislav Surkovha commentato la posizione della parte russa ai negoziati con Kurt Volker. Secondo lui, la legge votata dalla Verchovna Rada viola i diritti dei residenti del Donbass: «Limita in maniera illegale la libertà di movimento e così via. La legge sulla reintegrazione sancisce queste pratiche violente, fornendo loro una base legale. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di verificare che nella legge non vi siano disposizioni che contraddicano direttamente l’insieme delle misure di Minsk. Gli Americani hanno reagito adeguatamente alle preoccupazioni espresse»;

2) le parti hanno raggiunto un accordo su questioni umanitarie. «Nell’incontro a Dubai è stata toccata anche una serie di questioni umanitarie, come lo scambio di detenuti, l’apertura di posti di controllo aggiuntivi e la fornitura di servizi di comunicazione ai residenti del Donbass. Qui abbiamo pieno accordo con Kurt Volker», ha detto Surkov;

3) le parti hanno scambiato opinioni sulla questione che più preoccupa Kiev – l’introduzione di una missione per il mantenimento della pace delle Nazioni Unite nell’est dell’Ucraina. Surkov ha definito questo argomento «fondamentale» durante i colloqui a Dubai e ha osservato che gli Stati Uniti si sono preparati a ciò in modo più approfondito, rispetto a quanto fatto in precedenza. «L’argomento principale dei colloqui è stato di nuovo la discussione sull’iniziativa russa di schierare una missione delle Nazioni Unite nel sud-est dell’Ucraina. Gli Americani questa volta hanno portato proposte di gran lunga più costruttive. Il «pacchetto di Dubai» delle osservazioni preliminari americane, a differenza di quello di «Belgrado», in generale, sembra del tutto attuabile. Almeno, a prima vista»,- ha osservato l’Assistente presidenziale. Inoltre, Surkov ha promesso che a Mosca il «pacchetto di Dubai» sarà studiato e sarà invitata la delegazione americana per discuterlo nuovamente. «La cosa principale è un piano piuttosto dettagliato per lo schieramento graduale della missione, in connessione all’attuazione dei punti politici degli accordi di Minsk. Questo è un approccio equilibrato, che è da molto tempo che cerchiamo di raggiungere. Lo studieremo attentamente e daremo prontamente una risposta. Quindi invitiamo Kurt e i suoi colleghi a un nuovo incontro», ha comunicato alla stampa l’Assistente presidenziale russo. In altre parole, «alla prossima puntata».

Surkov e Volker si sono incontrati quattro volte: il 21 agosto scorso a Minsk, il 7 ottobre e il 13 novembre a Belgrado, il 26 gennaio a Dubai.  I tre precedenti incontri non hanno portato ad alcun risultato per gli Stati Uniti. Anche se l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina non lo riconosce: definisce i primi due incontri «preparatori» (diciamo, che tipo di fatti concreti possono esserci?), a proposito del terzo dichiara spavaldamente che «la Russia ha fatto marcia indietro», per giunta 26 delle 29 proposte americane sono state respinte dalla parte russa. «Gli amici americani hanno trasmesso le loro proposte alla nostra bozza di mozione del Consiglio di sicurezza in ventinove paragrafi. Tre di essi sono stati considerati accettabili dalla nostra delegazione. Pochi, di sicuro. Ma, dopotutto, tre non è zero. Meglio di zero. I Rappresentanti della Russia e degli Stati Uniti sono d’accordo nel complesso – gli accordi di Minsk dovrebbero essere implementati. Per fare ciò, è necessario accelerare l’adempimento degli impegni politici di Kiev, con il rafforzamento al contempo della sicurezza nella zona di conflitto», ha detto Vladislav Surkov.

Cosa rappresenta in sé il «pacchetto di Dubai» portato da Kurt Volker, che l’Assistente del Capo di Stato russo ha trovato «abbastanza attuabile», al momento è ignoto al grande pubblico. In attesa di chiarezza, la stampa sia americana che ucraina langue, ha tiratura su ciò che Volker ha fatto in tempo a sproloquiare prima dell’incontro. È necessario in qualche modo camuffare, per il pubblico, il fatto che in seguito a esso si sono udite solo le parole di Surkov. Nelle quali al momento manca qualcosa di incoraggiante per la leadership dell’Ucraina: sia in merito alla cosiddetta legge croata, alle questioni umanitarie, al dispiegamento della missione delle Nazioni Unite nel Donbass.

Lo sproloquio di Volker, che ha preceduto i colloqui a Dubai, ha promesso soluzioni rapide – a Kiev la «coalizione di guerra» si stava già fregando le mani, fantasticando sulle truppe di «caschi blu» armate fino ai denti che invadono la DNR la LNR «per stabilire la pace». E ora è chiaro: non tutte le ciambelle vengono con il buco.

НОВОСТИ. СОБЫТИЯ.

Fonte: www.fondsk.ru

Link: https://www.fondsk.ru/news/2018/01/27/o-chem-dogovorilis-surkov-i-volker-pod-laskovym-solncem-dubaja-45503.html

27.01.2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

Nota a cura del traduttore

  • Alexei Konstantinovic Tolstoj (1817-1875), poeta e scrittore satirico. Un tizio molto simpatico: insieme a una serie di cugini scriveva canzoni e poesie umoristiche e satiriche con lo pseudonimo “Kozma Prutkov”. Si era interessato anche di storia nazionale: scrisse, alla maniera di Shakespeare, una trilogia su tre diversi zar.

Fonte: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/10/04/non-solo-leo-gli-altri-membri-della-famiglia-tolstoj-che-sono-diventat/31932/

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • orckrist

    Probabilmente da parte russa è stata fatta la classica “offerta che non si può rifiutare” ben sapendo che gli americani non hanno una exit stategy per il pasticcio ucraino.

    Sembra che i russi stiano usando la strategia di Theodore Roosevelt: “Speak softly and carry a big stick” (Parla piano e va in giro armato, come direbbe Lucy dei peanuts).

  • Vamos a la Muerte

    Ripeto quanto già detto altrove: Giugno/Luglio potrebbero essere i mesi decisivi per un’invasione dell’Ucraina, spalleggiata dagli Usa, delle Repubbliche Rivoluzionarie DNR e LNR giocando sul fatto che in quel periodo gli occhi del Mondo saranno puntati sulla Russia causa Mondiali di Calcio e quindi reputando che Putin abbia in qualche modo le “mani legate”.
    Oppure gli Usa possono anche semplicemente puntare a una prosecuzione sine die dello status quo: in fin dei conti sono già riusciti a piazzare ai Nazistoidi Ucraini una paccata di Javelin e, si sa, quanto negli Usa conti il complesso militare-industriale…
    “Alla prossima puntata”.