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L’anello mancante (Siria, gli Stati Uniti attaccano nella notte con decine di missili. Colpita la presunta base del raid chimico)

DI PEPE ESCOBAR

facebook.com

 

Gli  S-400 russi posizionati in Siria avrebbero potuto facilmente disabilitare quei goffi  Tomahawks.

Ma l’ ordine è venuto dal cielo – e quindi non hanno fatto nulla.

Il Pentagono aveva mandato, per tempo,  la dritta a Mosca perché sapeva che  cosa c’era in gioco.

Così Mosca ha deciso di far marcia indietro – in cambio di QUALCOSA tutti gli attori possono accettare – qualche volta – di fare la mamma.

Lo Show dei Tomahawk è il modo con cui il Pentagono è riuscito a  demolire la credibilità del Ministero della Difesa russo –  quello che aveva spiegato che l’ “attacco chimico” è stato in realtà il risultato del bombardamento di un magazzino segreto di Jabhat al-Nusra dove si produceva  gas nervino.

Così adesso il Ministero della Difesa russo è NUDO.

Ci sarà una risposta.

Non ora.

Bisognerà ancora aspettare un  paio di mosse, dopo questa partita.

 

Pepe Escobar

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/pepe.escobar.77377/posts/10155089396471678

7.03.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di  Bosque Primario

Pubblicato da Davide

  • Gino2

    Mi incuriosisce la posizione di quelli che non vogliono accogliere i Siriani ma sono con Trump (che bombarda), che però sono anche per Putin che non è con Trump (che bombarda), anche perchè quelli che sono per Putin sono anche per Assad e contro gli USA ma gli Usa di Obama…ma sono per Trump.
    Aahaahha…poverini gli verrà il mal di mare!!!

    • PietroGE

      Beh, visto che Israele è con Trump, ma anche con l’ISIS e che vuole annettere definitivamente il Golan, perché non li accoglie Israele i siriani?

      • Gino2

        devo rispondere? è una vera domanda? 😀

        • PietroGE

          Si

          • Gino2

            boh non ho capito il nesso.
            Israele ha interesse a buttare giù gli ultimi stati “integri” (della regione) che sono Iran e Siria. (Iraq, Libia, Algeria, Tunisia, Egitto ma anche lo Yemen, sono state devastate negli ultimi anni a causa di guerre dirette e delle rivoluzioni verdi). Perchè Israele dovrebbe accogliere i profughi siriani? Non mi risulta abbiano la vocazione per l’aiuto del prossimo soprattutto se islamico!

          • PietroGE

            Sei tu che introdotto l’argomento di coloro che non vogliono accogliere i siriani. Per quanto ne so io in Europa tutti hanno accolto i siriani, i tedeschi più di un milione. Gli unici che non li hanno accolti, ma che parlano di accoglienza giorno e notte (nei Paesi europei, non nel loro) sono gli israeliani e gli ebrei europei. Eppure c’è una frontiera terrestre tra Siria e Israele e i rifugiati non dovrebbero neanche andare ad affogare nel Mediterraneo.

          • Gino2

            ???
            Scrivevo delle capriole necessarie per mantenere rigidamente alcune tesi.
            Non ho introdotto nessun argomento era un post ironico.
            Forse sei tu che vuoi “introdurre” una discussione sull’accoglienza avendo dedotto da ciò che ho scritto che sono per l’accoglienza….

            Non sono nè per l’accoglienza nè contro l’accoglienza.
            Mi tiro fuori da questo modo mediatico-limitato di vedere e giudicare le cose grazie al quale il buon senso è evaporato senza scampo!

            Il buon senso vorrebbe come giustamente dici, che le nazioni vicine accolgano i profughi di guerra…purtroppo però chi fa la guerra alla Siria è “indirettamente” (ma non tanto) proprio Israele!
            Il buon senso vorrebbe che se comunque in un paese (come l’Italia) arrivano dei profughi di guerra non si sollevano polveroni mediatici confondendoli con i migranti economici.

            Siccome tutte queste sono manfrine per la televisione me ne tiro fuori e mi astengo dal prendere posizione sulle assurdità essendo ogni posizione estrema e assurda.

  • gianni

    finche’ non verranno annientati gli USA provocheranno sempre guerre nel mondo

  • gianni

    ora i russi devono armare pesantemente l’ esercito siriano

  • Gino2

    Ora, che Trump decida di bombardare la Siria a causa dei bambini morti non ci crederò mai.
    Chiaro che per fare queste cose ci voleva uno come Trump al posto di uno come Obama, ovvero uno che ha la fama di guerrafondaio razzista piu a destra della estrema destra degli USA.
    Quindi ecco palesarsi pian piano i motivi per cui Trump ha vinto le elezioni!

    Ma faccio un’altra riflessione: Con questa mossa si incrinano i rapporti con Putin.
    Ma Trump incrina i rapporti con Putin per proteggere bambini massacrati???
    E non ci sono comunicazioni Russa – USA prima dei bombardamenti?
    Trump non dialoga con Putin visto il clima “disteso” tra i due?
    Non si accordano? Non si parlano?
    Cosi Trump bombarda e Putin si incazza.
    Ognuno ha quello che gli serve!
    Continuano ad essere “manfine” televisive, telenovelas geopolitiche mentre dietro le quinte le cose si svolgono in tutt’altro modo!

    • Holodoc

      Si sono accordati, eccome se si sono accordati!

  • Holodoc

    Ora voglio vedere cosa ha da dire chi sostiene che Trump sia stato eletto con l’aiuto dei russi!!!

    Con questa mossa Trump si è sicuramente molto rafforzato nei confronti dell’opinione pubblica americana e ha indebolito chi ha intenzione di trovare il modo di destituirlo.

    I russi hanno permesso questa azione americana per porre fine alla faccenda dell’attacco chimico, ma hanno appena annunciato che da ora in poi non garantiranno più la sicurezza di chi entrerà nello spazio aereo siriano… quindi non credo si ripeteranno altre incursioni.

  • Senna

    Che articolo ridicolo sarebbe questo ? ” ll Pentagono è riuscito a
    demolire la credibilità del Ministero della Difesa russo ” ? Ma non
    pubblicate nemmeno queste cagate.

  • Concordo con Escobar riguardo all’esistenza di un accordo fra Americani e Russi. D’altronde anche Trump ha affermato di aver preavvertito Putin. Secondo me ha fatto molto di più. L’attacco è stato concordato fra i due.
    Americani e Russi già si parlano per via dell’offensiva su Raqqa. In prossimità della “Conferenza sul futuro della Siria” gli Yankee avevano bisogno di accreditarsi e di poter porre delle condizioni ad Assad, dall’alto della loro posizione di sceriffi del Mondo e Supremi Difensori della Morale. E poi si sa, quando i sondaggi ti danno perdente in casa, non c’è niente di meglio di una guerra lontana dai confini nazionali… Per Trump un’occasione ghiotta di indossare stivali e speroni e appuntarsi sul petto la stella di latta.
    Così Putin – che probabilmente non vede l’ora di mettere fine al conflitto in Siria – avrà dato l’ok a Trump: “fai il tuo show, ma vedi di limitarlo ad un’azione dimostrativa; poi sistemiamo la questione siriana una volta per tutte: la guerra non sei riuscito a vincerla, ora spartiamoci il bottino”.
    I Russi hanno fatto finta di non vedere i missili americani (chissà quanto gli prudevano le mani dalla voglia di tirare giù quei pezzi di ferraglia…) e hanno lasciato che facessero a pezzi un bersaglio altamente pagante per 59 missili Tomahawk: al costo di un milione di dollari al pezzo, la U.S. Navy ha buttato 55.462.000 € su una striscia di asfalto in mezzo al deserto. Probabilmente a quest’ora la pista aerea sarà quasi nuovamente operativa.
    In confronto è stato molto più grave l’unico missile sparato dai Turchi quando hanno abbattuto il Sukoy russo al confine con la Siria.
    Spero di averci visto giusto, perché l’alternativa è che invece si vada verso un’escalation che potrebbe portare gli eventi bellici al di fuori della Siria (tradotto: cazzi acidi a profusione per tutti!).

  • Davide

    L’azzardo di Trump. Gli USA attaccano la Siria. L’ISIS esulta

    Militarmente l’attacco ha l’immediato effetto di aiutare lo Stato Islamico, già all’offensiva, Erdogan e Netanyahu hanno espresso compiacimento. Cosa succede ora?

    Circa 60 missili Tomahawk sono stati lanciati dalla US Navy contro la base aerea di Ak Sharyat in Siria. L’attacco è stato condotto dalle cacciatorpediniere
    lanciamissili Ross e Potter della classe Arleigh Burke, che incrociano nel Mediterraneo.

    Oltre ad alcuni morti tra il personale della base, pesanti i danni materiali: sarebbero state
    molte infrastrutture (hangar, pista, magazzini di deposito) e danneggiati circa 15 caccia. Nella base era presente personale russo al momento dell’attacco.

    La base siriana si trova a circa 20 km a sudest di Homs ed è la principale struttura utilizzata per dare copertura aerea al fronte di Palmira e Deir Ezzor. Proprio
    poche ore dopo l’attacco, unità dell’ISIS avrebbero provato ad approfittare della situazione bombardando check point e postazioni dell’esercito siriano.

    L’attacco sarebbe la risposta ad Assad al presunto uso di armi chimiche, nonostante ci siano forti indizi che siano stati i ribelli a stoccare armi non convenzionali.

    Appena avuta notizia dell’attacco, che militarmente ha l’immediato effetto di aiutare lo
    Stato Islamico, il Presidente turco Erdogan e il leader israeliano Netanyahu hanno espresso compiacimento.

    Cosa succede quindi in Siria?

    Trump chiude l’annuncio dell’attacco, chiamando alle armi il mondo intero contro il terrorismo.

    Ad una prima lettura il corto circuito è totale. Il Presidente americano, in sole 24 ore, si
    sarebbe rimangiato il progetto di collaborazione contro il fondamentalismo proposto alla Russia e avrebbe deciso di prendersela con la Siria, alleato di Mosca e in questo momento l’unico Paese al mondo che combatte sul terreno gli integralisti islamici. Nemmeno Obama era riuscito a fare tanto.

    I retroscena sono inquietanti. Costretto dalla lobby militare antirussa a muoversi, il
    presidente starebbe dando prova al proprio interno di non essere un burattino nelle mani di Mosca.

    Dopo il siluramento di Michael Flynn e di Bannon, gli atlantisti della vecchia guardia pare
    stiano prendendo il sopravvento ed esultano. Trump sarebbe costretto ogni giorno di più ad allontanarsi da quanto promesso in politica estera in campagna elettorale.

    Per ricompattare il fronte interno, formato da democratici interventisti (nonostante la
    batosta del 9 novembre, Hillary Clinton da settimane sta chiamando alla guerra contro Assad tutte le cancellerie occidentali) e da repubblicani conservatori legati alle logiche della Guerra fredda, Trump doveva muoversi. Che lo abbia fatto nel modo sbagliato, lo vedremo nel prossimo futuro.

    Va detto però, che con ogni probabilità l’attacco rimarrà isolato e politicamente dimostrativo. Il Presidente americano avrebbe così per il momento frenato i falchi
    antirussi di Washington che si contorcono all’idea di un asse con Putin e che incalzano contro la sua investitura (si parla di impeachment praticamente dal 20 gennaio, giorno dell’insediamento).

    Navalny, attentato a San Pietroburgo (dimenticato da tutti), armi chimiche, reazione militare di Trump. La sequenza delle ultime settimane concretizza uno scenario è a
    dir poco imbarazzante.

    Giampiero Venturi
    Fonte: http://www.difesaonline.it
    Link: http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/lazzardo-di-trump-gli-usa-attaccano-la-siria-lisis-esulta.
    7.04.2017

    • PietroGE

      Sono quasi sicuro che prima di lanciare l’attacco Trump abbia telefonato a Putin dicendogli di evacuare il personale russo dalla base. Il numero di morti riportato : sei, è molto basso rispetto ai danni causati. La base infatti è stata totalmente distrutta.

  • Davide

    SU TRUMP COMANDA JARED, IL “CUCK GLOBALISTA”

    Tutto sta a vedere se gli americani si contentano di questa
    vendettuzza meschina (dopo tutto quello che la superiorità strategica e
    mentale di Putin gli ha fatto subire in Siria: ricordiamo che gli Usa
    non sono stati invitati alle trattative di Astana), oppure intendono
    dare seguito all’invasione e cambio di regime. I primi indizi sembrano
    indicare di no: i loro Tomahawks hanno colpito una base aerea che –
    hanno reso noto a Mosca – era stata già evacuata: quindi russi erano
    stati avvertiti? Se è così, il bombardamento di Trump resterà un atto
    di quelli a cui ci ha abituato la “strategia” del Pentagono:un atto di
    bullismo, anzi teppismo militare: ammazziamo un po’ di gente per far
    vedere che siamo noi quelli che ce l’hanno più grosso.

    Ora è chiaro che la cosa è stata fortemente voluta dal cognato,
    Jared Kushner – che era nei giorni scorsi in Irak insieme al generale
    Mattis, evidentemente per coordinare la sorpresa che doveva far felici
    Netanyahu, Isis e McCain, e tutta la lobby neocon che andava placata.

    Sulla presuntuosa nullità e inesperienza di questo giovinotto,
    abbiamo già detto a suo tempo: figlio di un palazzinaro ebreo newyorkese
    di lusso nonché pregiudicato (il padre si è fatto anche qualche anno
    di galera per malversazione), scrivevo, “Jared è figlio-di-papà di un
    figlio di papà; figli di papà da generazioni. Dati gli affitti alle
    stelle a New York, si intuisce che quando si gestiscono migliaia di
    appartamenti, i soldi arrivano tanti e sicuri: non occorre nemmeno
    sviluppare uno spiccato senso degli affari.

    Né ci si aspetta da Jared che nutra profonde riflessioni in
    politica estera e filosofia politica, o che si doti di una cultura
    superiore. Vero è che Jared ha frequentato Harvard: vi è stato
    ammesso dopo che suo padre ha fatto alla prestigiosa università una
    donazione di 2,8 milioni di dollari. E dopo, il bel Jared ha
    preferito spostarsi alla New York University dove ha preso un dottorato
    (MBA), previa donazione paterna di altri 3 milioni di dollari”.

    Insomma si capisce il tipo: ignaro di politica estera, anzi privo di
    ogni esperienza politica, è un burattino in mano a Netanyahu e alla
    lobby, da cui arde di farsi accettare nonostante la sua macchia (ha
    sposato una goy, i suoi figli, per i rabbini, non sono giudei). Ora è
    chiaro che è stato lui a far cacciare Steve Bannon, l’intellettuale di
    quell’accolta che “Donald”aveva radunato attorno a sé.

    Non poteva durare. Ora apprendiamo da “The Daily Beast”, uno dei
    siti meglio informati sulla politica politicante di Washington, che
    Bannon chiama il bel Jared “a globalist” e “a cuck”.

    Sul “globalist” non occorre spiegare molto, essendo Bannon al
    contrario un sovranista e nazionalista, e guida dell’elettorato di
    destra lavoratrice che ha votato Trump.

    Su “cuck” invece, bisogna ricorrere alle indicazioni che danno i
    siti: in origine è una parole gergale che indica l’uomo regolarmente
    sposato che invece, di nascosto, se la fa coi finocchi; un finocchio
    nascosto. Nello specifico gergo delle destre sovraniste, è
    l’appellativo carico di sottintesi razziali (ebreo) e sessuali
    (kulattone) che indica il RINO, sigla che sta per “Republican in Name
    Only”, uno che si dice repubblicano, che frequenta i meeting
    repubblicani, ma ha idee da “democratico” all’americana. Effettivamente
    Jared, e anche suo padre e suo nonno, hanno sempre staccato grossi
    assegni a favore del Partito Democratico, e condiviso le idee “Liberal”
    (in senso americano: aborto legale, lgbt, nozze gay eccetera).

    Per esempio, Jared ha introdotto nella cerchia di Trump Zeke
    Emmanuel, il fratello di Rahm Emmanuel (il sindaco di Chicago, ebreo
    ed amichetto di Obama, anche sessuale) con l’intenzione di farne,
    forse, il ministro della Sanità o qualcosa del genere. Bannon e i suoi
    seguaci, nel 2009, chiamarono questo Zeke “Dottor Morte”, perché mentre Obama e Rahm confezionavano l’Obamacare, aveva promosso l’idea del suicidio assistito dei malati terminali.

    Il solito anonimo interno alla Casa Bianca ha parlato di “scontri
    continui” fra Bannon e Jared durante le riunioni, praticamente su tutto:
    sanità, tasse, commercio internazionale, immigrazione”.

    Bannon dice che Jared “un un democratico di base”. Inoltre, pare che
    Trump stesse diventando invidioso della dominanza intellettuale di
    Bannon, e di come i media indicavano in Bannon il suo
    suggeritor-dominatore. Delle scenette satiriche su Saturday Night Live,
    dove Bannon appare con la faccia della Grande Falciatrice a suggerire al
    presidente quel che deve fare, mentre il presidente (un imitatore di
    Donald) gioca con giocattoli da bambino, ha particolarmente irritato
    Trump.

    Inoltre, l’errore di Bannon – conclude il solito anonimo – è di aver
    contrastato apertamente Jared, “l’unico aiutante presidenziale che non
    può essere licenziato”. Oggi, Jared Kushner, Dina Powell e Gary Cohn
    sono i tre sinistroidi che dominano la Casa Bianca”.

    Questa è la guida della superpotenza, oggi come oggi. Comanda il cognato “cuck”.

    Si tratta adesso di vedere come reagirà – se reagirà – l’elettorato che ha votato Trump perché non era un bellicista.

    E come l’ha preso Xi Jinpin, che era a cena con Trump quando
    partiva l’attacco missilistico contro la Siria, e Trump non pare lo
    abbia avvertito. In Oriente, far perdere la faccia a una persona
    importante, non è cosa che passa liscia.

    Maurizio Blondet
    Fonte: http://www.maurizioblondet.it
    Link: http://www.maurizioblondet.it/trump-comanda-jared-cuck-globalista/
    7.04.2017

    • PietroGE

      D’accordo con Blondet. I neocon avrebbero preferito la Clinton, ma, come assicurazione hanno posto il genero a garante dei loro interessi e di quelli di Israele. Probabilmente il deal è stato : il giudice conservatore alla Corte Suprema contro un attacco contro Assad. Gli avvertimenti contro Trump sono già arrivati a destinazione con il fallimento della revisione di Obamacare e con i giudici scatenati contro il blocco dell’immigrazione musulmana. Trump non è un dittatore, deve passare per un Congresso che Pat Buchanan, il vecchio saggio del patriottismo americano, definiva come territorio occupato da Israele.

  • Enrico S.

    Aspettiamo di sentire cosa dicono Lucia Annunziata, Vittorio Zucconi, Corrado Augias e Barbara D’Urso. Prima di perdere la testa informiamoci seriamente.

    • Senna

      E’ una battuta ?

      • Enrico S.

        Per me, si. Per troppi, mi sa di no.

        • wld

          😀 Hai perfettamente ragione; non male la battuta, però non hai menzionato un personaggio importante, un certo Mieli

          • Enrico S.

            Avrei dovuto stilare un elenco telefonico: Mieli, Berlinguer (Bianca), Botteri, Goracci, Furio Colombo…
            Loro sono tanti, il mio stomaco è uno solo. Cercate di capirmi. 🙂

    • Michael Guidara

      E Paolo Mieli ….

  • wld

    Questo video: https://www.youtube.com/watch?v=k7LPILjBAmo
    potrebbe farci capire le vere cause del conflitto in Siria (e tutti i gessetti colorati del Medi Oriente) che hanno provocato più di 400mila morti solo in Siria.

    • Enrico S.

      E’ chiaro che le vere ragioni delle guerre non sono quelle ‘ufficiali’, di ritorsione o umanitarie che siano. Ridisegnare le mappe della politica e dell’economia è sempre la vera causa, oltre al fatto che non esistono più le mezze stagioni.
      Ora: credo che questa del bombardamento USA sia nient’altro che un ‘mostrare i muscoli’, con la speranza magari da parte loro di provocare qualche reazione inconsulta da parte del Cremlino. Non credo succederà.
      La Siria è nel mirino, ma non sarà QUI e ORA che si spareranno i colpi decisivi. Queste sono le avvisaglie. Il resto del film, da qui a fine anno.

      Queste mie considerazioni potrebbero venire smentite entro stasera.

    • Senna

      Tutto vero, ma la mente di tutto ciò sono gli angloSION, gli arabi non sono in grado di escogitare nulla, hanno l’onore di finanziare l’operazione e reclutare mercenari, mentre i paesi Nato forniscono armi e chimica. L’obbiettivo finale è la caduta e sottomissione della Russia, quello che gli angloSION tramano da 150 anni, per quello deve cadere prima la Siria, poi l’Iran, dopodichè la Russia è completamente circondata.

      • adestil

        tutto sta a capire se Putin è d’accordo oppure no con questo piano,Senna.
        Altrimenti quando ti hanno abbattuto un aereo militare,2 aerei civili,diversi attentati,ucciso il portavoce negli USA,ucciso l’autista a Mosca,ucciso l’ambasciatore in Turchia e tu dici ancora come ha detto Lavrov ”i danni di questo bomabrdamento potrebbero non sono irreversibili nel rapporto USA-Russia” mi fa capire che o sei d’accordo o sei un fantoccio o non c’hai il fisico del ruolo che ti attribuisci..

        • fuffolo

          Ventisette milioni nella II GM, a volte e da certuni, il fattore umano è diversamente ponderato.

        • Senna

          La Russia sa molto bene quello che fa ed il tempo lo dimostrerà ; sono anni che fanno di tutto per evitare la guerra con gli USA e stringere collaborazioni economiche con tutti, Cina, Iran, tutti paesi CEE, USA, paesi sud america etc., ma qualcuno (che non sono gli USA, bensì gli ANGLOSION) vorrebbe tanto che scoppiasse la guerra e che la Russia reagisse ; ci hanno provato prima con la Georgia, poi con l’Ucraina, poi con la Turchia, per poi coinvolgere gli USA, ma non hanno abboccato e gestito la situazione al meglio. Cade la Siria, poi il prossimo obbiettivo sarà l’Iran, dopodichè ? La Russia sarebbe circondata, quindi non permetterà mai la caduta della Siria.

  • CLAUDIO8888

    bellissimo intervento del delegato boliviano all’Onu….ha elencato i crimini commessi dagli usa, fatti non opinioni…