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An image grab taken from a propaganda video released on March 17, 2014 by the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL)'s al-Furqan Media allegedly shows ISIL fighters raising their weapons as they stand on a vehicle mounted with the trademark Jihadists flag at an undisclosed location in the Anbar province. The jihadist Islamic State of Iraq and the Levant group has spearheaded a major offensive that began on June 9, 2014 and has since overrun all of Iraq's northern Nineveh province. AFP PHOTO / HO / AL-FURQAN MEDIA === RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / HO / AL-FURQAN MEDIA" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS FROM ALTERNATIVE SOURCES, AFP IS NOT RESPONSIBLE FOR ANY DIGITAL ALTERATIONS TO THE PICTURE'S EDITORIAL CONTENT, DATE AND LOCATION WHICH CANNOT BE INDEPENDENTLY VERIFIED ===

Si può distruggere il Califfato. Non la Jihad, perché è un’epidemia, ideologica, sociale, esistenziale

DI MASSIIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Nonostante la furiosa e disperata resistenza degli uomini di Al Baghdadi, Mosul e Raqqa, le roccaforti di quello che ai suoi esordi si chiamava ‘Stato Islamico dell’Iraq e del Levante’, definizione che avrebbe già dovuto mettere in allarme, stanno per capitolare e il Califfato per essere spazzato via dalla faccia della terra. Ma con esso non sparirà la Jihad. Perché la Jihad è un’epidemia, ideologica, sociale, esistenziale, che finora, oltre che in Iraq e in Siria, si è manifestata, sia pur in forme non omogenee, in Libia, in Egitto, in Tunisia, in Algeria, in Marocco, in Somalia, in Mali, nelle Filippine, in Bangladesh, in Pakistan (l’Afghanistan fa storia a sé) e potrebbe contagiare anche gli occidentali propriamente detti (non solo i figli degli immigrati che vivono in Europa e i figli dello ‘ius soli’).

Le ragioni più profonde della Jihad, di questa Jihad, che solo in parte, più in superficie che nella sostanza, appaiono religiose, emergono da uno splendido libro Ma quale paradiso? Tra i jihadisti delle Maldive (Einaudi) non a caso recensito in modo entusiasta dal fisico Carlo Rovelli, che non è proprio l’ultimo della pista, di Francesca Borri, collaboratrice del Fatto e di una ventina di media internazionali, che nonostante la giovane età (37 anni) ma già con una lunga esperienza sul campo, a partire dal Kosovo, è secondo me il migliore inviato di guerra oggi in circolazione, perché ha il coraggio degli storici inviati del Giornale Gian Micalessin e Fausto Biloslavo (per la verità Biloslavo, se fosse per lui, si metterebbe anche a combattere) ma a differenza di costoro, filoamericani e filoccidentali a oltranza, il che nuoce non poco all’obbiettività delle loro corrispondenze del tutto unilaterali, è molto più ‘open mind’, mentre di Lorenzo Cremonesi, l’inviato di punta di Esteri del Corriere, ha la limpidezza nell’esporre ma ci mette una passione che l’altro non dimostra per cui i suoi scritti sono più affascinanti.

Le motivazioni più profonde e più vere della Jihad vengono fuori dai colloqui (Borri non intervista, conversa con gli interlocutori, cerca cioè di capire anche le ragioni dell’’altro’, cosa proibitissima in tutto il mondo occidentale per non dire in Italia) che la giornalista ha con gli jihadisti delle Maldive (circa 300 sono partiti per l’Iraq, per la Siria e per altri luoghi di combattimento).

Nelle Maldive lo jihadismo nasce dai resort. Dice Kinan: “I camerieri, i cuochi, ormai vengono tutti dal Bangladesh, sono tutti immigrati disposti a farsi trattare come schiavi. Mentre per le mansioni superiori, quelle a contatto con i turisti, vogliono solo occidentali. Solo bianchi…Qui accoltelli fino a quando non vieni accoltellato, nient’altro. E per una guerra che non è la tua. In Siria, se non altro, sarei ucciso per una ragione migliore”. Dice Mohamed studente ventenne in partenza per la Siria: “L’Islam è giustizia. Giustizia come è intesa ovunque. Come uguaglianza di diritti e di opportunità…Qui non siamo cittadini. Siamo mendicanti”. La Jihad è una questione innanzitutto sociale, oltre che esistenziale, il tentativo di recuperare una dignità perduta. Un combattente di Aleppo, parlando con la Borri aggiunge: “La sicurezza non viene dalle armi, è inutile. Viene dalla giustizia. Oggi nel mondo una minoranza della popolazione possiede tutto. Quanto sarà? Il 10%? E però voi non è che pensate che il mondo così non può funzionare: pensate che volete essere in quel 10%. Poi dici a me violento. Non siamo mica più brutali di altri. Per niente. Avessimo i droni, staremmo anche noi ad abbattervi con il telecomando. Senza mezzo schizzo di sangue. In fondo voi volete liberare noi. E noi vogliamo liberare voi”.

Il grande reportage della Borri, che parla dal campo, conferma un’intuizione che, da qui, avevo avuto in due pezzi pubblicati dal Fatto, il primo del 29.6.2016 intitolato Califfo in salsa marxista, il secondo del 5.3.2017 che concludevo con queste parole: “Io leggo l’Isis, in ultima istanza, come una guerra che i popoli poveri, o almeno una parte di essi, stanno muovendo a quelli ricchi”.

Massimo Fini

Fonte:  www.ilfattoquotidioano.it

23.06.2017

Pubblicato da Davide

  • Gino2

    Ma quale “ragioni pofonde” della Jihad? Hanno fatto il lavaggio del cervello a loro quanto a noi. Loro hanno anche sangue e macerie con cui nutrire l’odio. noi ancora no.
    Ma vorrei dire al sig.dott. gran.giornalist. di st. caz. Fini e colleghi suoi, di cui non posso più sentire la superficialità, che venga dagli ordini che gli vengono dati, o dalla loro semplice incapacità e ottusità, che queste sono sempre cose create a alimentate in un modo o nell’altro.
    Basta datevi all’ippica!

    • natascia

      Il motivo per cui le riflessioni del sempre ottimo Massimo Fini sono fondate, risiedono nei principi del sistema bancario islamico.

      • Gino2

        spiegalo a Fini e dirgli di smettere di essere superficiale! Grazie

      • Gino2

        “sempre ottimo” significa a prescindere dalle cose che scrive?
        Personalmente non lo conosco ma sono certo sia una ottima persona.
        Ma un giornalista non può sempre scrivere sulla superficie delle cose senza spingersi mai in considerazioni e osservazioni più profonde.

        • natascia

          Per me ” sempre ottimo ” perché fuori dalla corrente principale . Di questi tempi si tratta di valore a prescindere.

          • Gino2

            Non ti voglio rompere….
            Ma la corrente principale è la superficialità……che apre la porta alla falsità.

          • natascia

            Concordo. Esiste altresì la pericolosa schiera dei falsari profondi. Tutto sommato i visionari in buona fede possono aprire degli spiragli di luce inaspettati.

  • yakoviev

    Non vedo “popoli ricchi” attaccati dai jihadisti, fin’ora i jihadisti hanno attaccato e stanno attaccando in grande stile solo “popoli poveri” (vedi Siria, Iraq, Libia etc…). Lì le vittime non si contano in unità (come nei paesi occidentali), ma in decine di migliaia, ma forse per Fini, un eurocentrista con la sindrome del “buon selvaggio”, non valgono…

  • clausneghe

    Fini non capisce che non esiste nessuna Jihad e nessun Isis, mostro creato con un mix di Captagon, false parole e dollari. La religione è solo una superstizione e quei “combattenti” da una parte e dall’altra sono solo esseri degenerati e abbruttiti.
    Sanno solo urlare scannare distruggere e basta.
    I posteri, se mai ci saranno, giudicheranno questi tempi come i tempi della follia e della violenza insensata degli umani .
    Il Creatore dei giochi prima li fa impazzire e poi li prende.
    Nè onore nè gloria per questi assassini, sono solo delle bestie, anzi peggio degli animali che tra l’altro massacrano senza nessun riguardo e questo sia i “ribelli” fanatici idioti superstiziosi, che i governativi Siriani, o Russi, o Americani, sia ben chiaro.
    Mi fanno tutti solo schifo.

  • cenzino fregnaccia pettinicchi

    Massì, ma infatti, vuoi mettere il jihad dei peruviani e dei muratori romeni.

  • Primadellesabbie

    Come spesso accade, sembrano esserci più narrazioni possibili e sovrapposte, conseguenza della differente esperienza dei vari soggetti: combattenti addestrati e prezzolati, drogati pronti per ogni ‘impresa’, e idealisti con sete di giustizia che accorrono a sporcarsi le mani per scoprire la loro colpevole ingenuità.

    Ad ogni modo io andrei più a fondo per cercare di scoprire quale genere di giustizia vadano cercando questi ultimi, quale ‘mix’ culturale prevalga tra gli ignari idealisti.

  • PietroGE

    Articolo allucinante nella sua ignoranza. La jihad non ha radici religiose? Ma perché Fini non si legge il Corano? Non c’è neanche bisogno di comprarlo, sta su internet. Purtroppo il bisogno di documentarsi si scontra con la paura che poi si potrebbe scoprire qualcosa che va contro la propria ideologia anni ’60, e allora si prende per propria la prima sciocchezza che viene pubblicata ma che si conforma all’ideologia. Senza comprendere che se si definisce la jihad come una lotta di classe con altro nome, allora si dovrebbe anche spiegare perché non succede in tutte le situazioni di disuguaglianza economica e sfruttamento in ogni parte del mondo. Anche Fini purtroppo si è messo i paraocchi ed è in buona compagnia. Quanti sono quelli che nella loro ignoranza o opportunità politica vanno dicendo da anni che gli jihadisti non sono islamici, oppure che sfruttano la religione per i loro fini? Vanno dal Papa ad Obama a tutta la schiera di giornalisti che vuole indorare la pillola dell’invasione ad una popolazione sempre più scettica. Da notare come sull’islam non c’è un solo documentario alla tv o nei media che abbia il coraggio di confrontarsi con la realtà di quella religione. Unica eccezione il Channel 4 inglese che ha ricevuto tante di quelle minacce di morte che ha dovuto lasciar stare.

    • Gino2

      PietroGE, la jihad ha connotazioni religiose che vengono dal Corano, ok.
      Ma il problema attuale non è questo.
      Che sia diventato un “problema” globale non è a causa del Corano e di ciò che c’è scritto ma di chi sta usando quello per ottenere “questo problema”.

      • PietroGE

        La jihad ha SOLO basi religiose. Deriva dal fatto che nell’islam, per quanto possa sembrare strano ai cristiani, non esiste la garanzia di andare in paradiso, anche se ci si attiene a tutti i precetti. Come viene ripetuto molte volte nel Corano, Allah fa quello che gli pare, le sue azioni non sono limitate da nulla. C’è solo una eccezione : la morte nella guerra santa. Allora si va direttamente in paradiso. La motivazione che spinge migliaia di giovani ad andare in Siria a combattere per il califfato non è l’avversione a Assad (che è musulmano alawita) ma la ricostituzione dello stato di Dio così come descritto nella narrazione islamica. La jihad esiste solo dove ci sono musulmani. Al di fuori c’è la lotta di classe o le rivendicazioni sociali, che sono però altra cosa.

        • Gino2

          Si PietroGE. ma non è quella base a creare il problema ENDEMICO di oggi.
          Infatti riguarda sempre una ristretta minoranza di fondamentalisti a cui è stata data importanza armi soldi e logistica. Non tutti gli islamici si fanno saltare in aria per la Jihad o la combattono perchè c’è scritto nel Corano. Anzi non lo fa quasi nessuno!

          Non cadiamo in basse considerazioni antistoriche antireali e anti tutto facendoci trasportare da una parte del racconto MAINSTREAM.

          • PietroGE

            Non tutti gli islamici sono religiosi. Anzi la grande maggioranza di essi non va neanche in moschea. Il problema esiste quando diventano religiosi. Siccome è vietato parlarne, nel mainstream si è inventato il termine : ‘radicalizzato’, una vera scemenza che serve solo a non citare il termine proibito : islam. Non esiste la possibilità di evitare la jihad all’interno dell’islam. Cominciano a capirlo adesso anche i pochi giornalisti che parlano, più o meno sottovoce, della incompatibilità tra islam e società occidentale. Una cosa che nel Medioevo avevano capito perfettamente.

          • natascia

            Beh…. anche si qui si potrebbe discutere. Nel 797 il Califfo Harun al Rashid donò un magnifico elefante a Carlo Magno………forse la civiltà era più avanti…….

          • Gino2

            ti faccio notare che l’islam e le altre religioni hanno da sempre convissuto. Non sempre pacificamente. esistono paesi di religione e cultura islamica non fondamentalisti Generalizzare è sempre una pessima cosa perchè porta inevitabilmente a ignorare la realtà che non coincide con il nostro “generalizzare”.

            Il problema della Jihad nel senso della guerra al NON islamico riguarda una minoranza di “correnti” e paesi.
            Infatti non è mai esistito il problema al livello globale fino a che qualcuno ha pensato bene di servirsene e di farlo diventare un pretesto per “la guerra al terrorismo”.

          • PietroGE

            Guardati intorno e dimmi se dalla Cina alla Russia, all’Europa agli USA c’è mai stata una integrazione di islamici in una società non islamica. L’islam ha certamente convissuto in MO con il cristianesimo. Bene guarda il risultato. Dove sono i cristiani in MO o in Nord Africa? Sono scomparsi.

  • Invisible man

    “Oggi nel mondo una minoranza della popolazione possiede tutto. Quanto sarà? Il 10%? E però voi non è che pensate che il mondo così non può funzionare: pensate che volete essere in quel 10%.” E qui è riassunta la forza del sistema di autoperpetuarsi grazie al consenso delle stesse persone che schiaccia. Non è che alla fine la jihad converrebbe anche a noi?

    • Denisio

      Potrebbe servire se fosse veicolata dai popoli e tra i popoli in una lotta di classe sacrosanta e dichiarata ma alla prova dei fatti essa viene strumentalizzata dal comparto dei cani da guardia del potere, dunque gli effetti non sono mai a discapito di costoro ma a ben guardare vanno a loro vantaggio attraverso la “supersorveglianza” che di fatto impedisce ogni eventuale forma di coalizione reazionaria comune tra mussulmani e cristiani.

  • vocenellanotte

    Ancora una volta Fini, che peraltro apprezzo e ammiro da tempi non sospetti, comincia a perdere colpi. Sarebbe il caso che si astenesse dallo scrivere boiate, che sono solo buone al mainstream.
    Ripeto, l’Islam non è una “religione”, nel senso della valenza spirituale di una credenza, ma solo precetti (lavarsi le mani, prostrarsi invocando Allah, non mangiare certi cibi, digiunare secondo il ciclo della Luna) che erano buoni in una società pecoraia di 1.400 anni fa. Niente a che vedere con le astrazioni greche o romane pure anteriori.
    L’Islam è barbarie che ha però una grande valenza “sociale”, cioè da un senso a una vita inutile attraverso l’appartenenza.
    In questo non ci vedo niente di diverso da quello che la domenica va allo stadio con la sciarpa della Juve al collo.

    • Gino2

      io lo capisco che è complesso.
      Ma l’Islam è una cultura che ha in ogni caso messo in piedi una civiltà intera e di tutto rispetto, che non è certo l’AMMERICA capitalista globalista con i flim di hollywood e i grandi fratelli.
      Per pietà…

      • vocenellanotte

        Se leggi la storia troverai non poche sorprese. Prima dell’Islam il Medio Oriente era il cuore della civiltà: artisti, pensatori, scienziati, commercianti si trasferivano li, tant’é che anche la capitale dell’impero fu spostata a Costantinopoli.
        Con il diffondersi dell’Islam si è fermato il pensiero critico, che è la benzina della macchina della storia, e si sono fermati all’età della pietra, o giù di lì.
        Dimmi quale poeta, musicista, artista, danzatore, scultore, letterato, filosofo, ha dato un contributo importante negli ultimi 1400 anni.

        • Gino2

          Guarda che l’islam sia una religione oscurantista è vero. Il fatto che non sono per la massa famosi poeti musicisti artisti o letterati non significa che in 1500 anni di storia l’islam non abbia prodotto altro che “barbarie”.

          • vocenellanotte

            Per favore astieniti dal mettermi in bocca cose che non ho detto. Se dico che l’Islam non è una religione, voglio dire proprio quello. Se per te una è religione oscurantista (non capisco neanche cosa voglia dire visto che si tratta di un ossimoro, le religioni sono per definizione la luce) sarebbe il caso che argomentassi.
            Non hai citato una sola opera d’arte o personaggio che abbia contribuito al progresso dell’umanità.
            Per finire l’Islam sarà complesso per te. È di una banalità e rozzezza finora ineguagliate.
            E qui chiudo.

          • Gino2

            dovresti darmi la tua idea di religione. Nemmeno la religione cattolica è un religione, da questo punto di vista, con cui concordo (è solo una questione di termini).
            Non ho citato opere d’arte i personaggi perchè non ho studiato la storia dell’arte nella cultura islamica ma non significa, ripeto, che la cultura e civiltà islamica non abbia prodotto opere d’arte etc.
            Chiudi pure, ma non puoi ridurre l’esistenza di una intera civiltà di 1500 anni senza scadere nel banale.
            Spiacente

        • Annibale Manstretta

          A me dell’islam non è mai piaciuto niente da tempi non sospetti (forse memorie biostoriche della scorrerie dei pirati saraceni), ma… la riscoperta di gran parte della scienza, della matematica, dell’astronomia, della filosofia della medicina etc etc classica in Europa nell’Età di Mezzo lo dobbiamo a pensatori “arabi” (volutamente tra virgolette). Il loro contributo alla storia della nostra civiltà non è stato indifferente.
          Ciò detto, niente a che vedere con i brutti musi che infestano le nostre città nel xxi secolo

          • vocenellanotte

            Si tratta di contributi che risalgono a prima dell’anno 1000, quando la spinta inerziale della forma mentis ancora si faceva sentire. Dopo l’anno 1000 zero assoluto dal mondo musulmano.
            Per inciso l’Islam sciita ha invece una vitalità latente che gli deriva alle origini dell’accettazione della sacralità familiare di Maometto, cioè una non detta predestinazione.

          • Gino2

            ma quale” zero assoluto”????
            Vabè..parlare dii aria fritta mi appesantisce lo stomaco! Hai ragione (cosi sei contento) resta nel buio dell’ignoranza!

  • gix

    Fini, come dire, sta sempre a metà strada sulla via dell’illuminazione, ma gli manca sempre un passo per raggiungerla. La Jihad che descrive lui è quella proletaria delle masse povere e sfruttate del terzo mondo, e probabilmente in questo ha ragione. Queste moltitudini non stanno tanto a guardare se l’islam è nel giusto o meno, se le 72 vergini sono il giusto premio per la indiscussa fede per questa religione. Ormai l’Islam è un simbolo che imbarca sempre più disgraziati incazzati del mondo che non è il nostro occidentale, il terzo, quarto e quant’altri. Il problema è che la maggior parte di questi non sanno che sbagliano obiettivi e soprattutto che lavorano, senza saperlo, per coloro che credono di combattere. E’ la solita storia, se non conosci il tuo nemico, sei destinato ad essere sfruttato come carne da cannone.

  • Nathan

    Non so perché ma da contro altare a quanto esposto vedo il giro del canadese che a oltre 3 km ha ucciso un poveraccio che non ha capito neanche cosa lo ha colpito. Se i soldi spesi per uccidere in quel modo oltre 50000 euro tra logistica addestramento e altro li avessimo spesi in merendine e le avessimo tiratenel campo avverso avremmo avuto risultati migliori. Purtroppo stiamo combattendo una guerra che non ci appartiene che non riusciamo a capire e che vogliamo incanalare in canali che ci diano sicurezza di essere nel giusto. Basti pensare che ci si mobilita in maniera passionale per un cane in Danimarca ma c’è ne freghiamo di migliaia di innocenti che soffrono in tutto il mondo.
    Da qui la nostra sconfitta che si traduce in una serie di guerre senza fine.

  • olmo

    Leggere l’isis in salsa trotskista mi sembra una scemata che purtroppo non è attribuibile al gran caldo di questi giorni visto che Fini la solleva spesso perchè in sintesi lo vede come contrappasso della nostra mollezza occidentale nichilista.
    Uccidiamo il nostro “piddino interiore” (per chi non l’ha già fatto!) e anche in occidente ci potrà essere una svolta e Fini potrà andare finalmente in pensione!

  • Vamos a la Muerte

    Mi dispiace per Fini ma sull’ISIS e il Terrorismo Islamico continua a farla fuori dal vasino. E di tantissimo.
    L’ISIS è semplicemente una creatura degli Usa e di Israele – Rita Katz è l’unica ad avere un filo diretto con i jihadisti (chissà come mai!) Per non parlare dello “storico” incontro tra Al Baghdadi e John McCain immortalato da una fotografia ovviamente poco pubblicizzata – e non c’è assolutamente NULLA al di là di questo: il Terrorismo Islamico è solo uno Strumento con cui l’Imperialismo a stelle e strisce persegue i suoi obiettivi di dominio mondiale. Il resto è Fuffa. Poi certo, non metto in dubbio che la manovalanza del cosiddetto “Califfato” sia composta in buona parte anche da povere menti labili convinte della Propaganda Isis stilata a Washington: ma i loro capi sono soltanto dei mercenari che le manovrano per i propri scopi: ossia guadagnare più denaro possibile.
    Il buon Massimo Fini, straordinario intellettuale col quale spesso e volentieri sono d’accordo, sull’ISIS è vittima di un attacco di Romanticismo piuttosto attempato…

    • Jane “XD” Doe

      O forse propaganda voluta….

  • Wal78

    Ecco già solo per il fatto che la chiama Jihad al femmiile quando il termine è maschile denota che sta parlando della solita fuffa.

  • Ronte

    …In fondo voi volete liberare noi. E noi vogliamo liberare voi…
    Considerazione ineccepibile.

  • Luigi za

    “Io leggo l’Isis, in ultima istanza, come una guerra che i popoli poveri, o almeno una parte di essi, stanno muovendo a quelli ricchi”.

    Fini ha provato a raccontarla ai Saud la sua idea?

  • Newboyintown

    Che il senso di ingiustizia possa fare da catalizzatore e spingere molta gente verso l’azione e la vendetta è certo… ma alla base c’e’ comunque un tipo intransigente di Islam che non è una semplice religione come l’intendiamo noi, ma anche un sistema politico-sociale che vuole regolare ogni singolo aspetto della vita dei credenti. (giustizia, lavoro, tasse, finanza, rapporti umani, condizione della donna, ritmi della giornata, selezione dei cibi, come lavarsi …)

    • Gino2

      Quello che molti non riescono proprio a comprendere è che da un lato additano sempre il sistema “Usrael” come un sistema di valori finti e marci con cui il potere lava il cervello della gente.
      Poi però si guarda a una “cultura” diversa da quella “Usrael” dal punto di vista di uno a cui è stato lavato il cervello e quindi ogni cosa di quella cultura, va a cozzare contro i valori Usrael è necessariamente sbagliata. Cosi l’Islam è barbaro e sbagliato secondo la nostra visione buonista, piena di finti diritti e finti valori, non in assoluto!
      L’Islam vuole regolare la vita dei “credenti” e questo è sbagliato secondo il “modello democratico Usrael”, cercate di capirlo!

  • Manente

    Se la Jihad è una “epidemia” gli untori sono Israello, i Neo-con Usa e l’Arabia Saudita, con la connivenza dei governi “gender” europoidi ed il sostegno diretto ed indiretto dei gazzettieri “progressisti” che fanno finta di non vedere che il Daesh è una banda di mercenari assassini che Israello paga 5.000 euro al mese !

  • paolo ombras

    Da quando CDC pubblica gli articoli come questo di Fini, il sito è diventato identico alla moltitudine di siti che affollano la rete. Tutti mistificatori della verità storica dei fatti e propalatori della propaganda dittatoriale. Per quello che può valere, da adesso in futuro mi guarderò dal ritornare su codeste fetide spiagge.