Ritorno alla “NUOVA NORMALITÀ” (2a parte)

C.J. HOPKINS • 20 maggio 2020

Fonte: The UNZ review

 

I miei articoli non sono stati molto divertenti ultimamente. Anche questo non sarà più divertente. Mi dispiace. Il fascismo mi fa incazzare.

Non mi riferisco al tipo di fascismo su cui i media aziendali e la finta Resistenza si sono disperatamente accaniti negli ultimi quattro anni. Che Dio mi aiuti, ma non sono terribilmente preoccupato per qualche centinaio di idioti bianchi-suprematisti che vanno in giro con fiaccole di tiki urlando slogan nazisti l’uno contro l’altro, o consiglieri giudiziari ebreo-messicano-americani che sbandierano cartelli “OK” in TV, o scolaretti sorridenti con berretti MAGA.

Parlo di fascismo vero, di fascismo autentivo, o di totalitarismo, se si vuole essere tecnici. Il tipo in cui i governi dichiarano lo “stato di emergenza” globale a causa di un virus con una letalità tra lo 0,2% e lo 0,6% (e che causa sintomi lievi, simili a quelli dell’influenza, o assolutamente nessun sintomo, in oltre il 97% degli infetti), rinchiudono tutti nelle loro case, sospendono i loro diritti costituzionali, li terrorizzano con la propaganda, e scatenano squadre di sicari in uniforme su chiunque non rispetti i loro dispotici decreti.

Parlo di quel tipo di totalitarismo in cui la polizia ti rintraccia con i dati del tuo smartphone e poi viene a casa tua per molestarti personalmente per aver partecipato a una protesta politica, o per attaccarti per aver contestato la loro autorità illegittima, e poi ti accusa di “aggressione” per aver reagito, e poi fa pubblicare ai media una storia che ti accusa di aver “incastrato” i poliziotti.

Parlo di quel tipo di totalitarismo in cui alla polizia segreta viene data carta bianca per monitorare l’attività di tutti su Internet, e per scansionarvi con i loro “caschi di sorveglianza“, e decidere quanto potete stare seduti vicino ai vostri amici, e minacciarvi con droni e cani robot, e strappare violentemente i vostri figli dalle vostre braccia e arrestarvi se osate protestare.

Parlo di quel tipo di totalitarismo che tortura psicologicamente i bambini con rituali di lealtà autoritaria destinati a condizionarli a vivere nella paura, e a rispondere ad assurdi stimoli pavloviani, e che incoraggia le masse a spegnere il cervello e a ripetere meccanicamente slogan propagandistici, come “indossare una mascherina” e “appiattire la curva“, e a denunciare i propri vicini alla polizia per una festicciola privata “illegale” … e a colpevolizzare comunque l’isteria di massa fabbricata di cui le autorità hanno bisogno per “giustificare” il loro totalitarismo.

Sì, questo genere di cose mi fa incazzare.

E sapete cosa mi fa davvero incazzare? Ve lo dico io: sono le persone che si proclamano pubblicamente come “anti-autoritari” e “anti-fascisti”, o che si definiscono come “anti-establishment” e “dissidenti” sui social media, o anche nei media aziendali, o tifando zelantemente per questo totalitarismo o guardando da un’altra parte e non dicendo nulla mentre viene messo in pratica da quelle stesse autorità e da quei propagandisti dei media cui fingono di opporsi. Non so esattamente perché, ma queste cose mi fanno particolarmente incazzare.

Vi fornirò alcuni esempi.

I militanti “antifascisti di Portland”, di cui i media aziendali si sono innamorati e che hanno reso famosi per aver coraggiosamente combattuto negli ultimi quattro anni la minaccia rappresentata da Trump che ama il nazista Putin, non appena è iniziato il Corona-Totalitarismo, hanno fatto quello che fanno tutti i veri antifascisti quando lo Stato diventa realmente fascista… no, non hanno “distrutto lo Stato”, o “occupato le strade”, o niente del genere. Si sono mascherati e hanno iniziato a fare disinfettanti vegani per le mani.

I popolari “anti-imperialisti” di Internet hanno iniziato ad accusare tutti coloro che si oppongono all’isolamento di far parte di un qualche complotto repubblicano di estrema destra per “promuovere la morte di massa sotto la bandiera della libertà” o per “normalizzare la morte” a beneficio dei ricchi, o di essere membri di un “culto della morte”, o qualcosa del genere. Celebrità socialiste sono andate su Twitter per avvertire che a breve avremmo avuto “il sangue di migliaia di persone sulle nostre mani“, e ci chiamano “anti-vaccino” e “fottuti terrapiattisti“. Gli analisti politici e militari “indipendenti” hanno pazientemente spiegato perché i governi dovevano poter cacciare le persone dalle loro case contro la loro volontà e metterle in quarantena. Antropologi anarchici hanno sostenuto come l’isolamento non danneggiasse l’economia produttiva; danneggiava solo “l’economia delle stronzazte”, e coloro che si lamentavano di essere senza lavoro erano persone il cui lavoro è “in gran parte inutile”.

Altri semplicemente distoglievano lo sguardo o se ne stavano seduti lì in silenzio mentre noi eravamo confinati nelle nostre case, e ci facevano portare le “auto-dichiarazioni” per andare al lavoro o al negozio di alimentari all’angolo, e venivano picchiati e arrestati per non aver fatto “social-distanza”, e venivano altrimenti maltrattati e umiliati senza alcun motivo giustificabile (stiamo parlando di un virus, dopo tutto, che anche gli esperti medici ufficiali, ad esempio il medico capo del Regno Unito, ammettono essere più o meno innocuo per la stragrande maggioranza di noi, non la fottuta peste bubbonica o una sorta di Letale Influenza Terrorista Aliena e … quindi risparmiatemi la razionalizzazione “non abbiamo avuto scelta che diventare totalitari”).

Il mio intento non è solo quello di sfottere queste persone (cioè di questi tipi “radicali”, “anti-establishment” che si sono messi in riga ed hanno iniziato a fare il passo dell’oca perché i media hanno detto loro che stavamo per morire tutti), ma anche di usarli come un chiaro esempio di come le narrazioni ufficiali nascono e prendono piede.

Questo è un po’ pertinente in questo momento, perché la narrazione ufficiale della “Nuova normalità” è nata, ma non ha ancora preso piede. Ciò che accadrà in seguito determinerà se lo farà.

Per capire come funziona, immaginate per un momento di essere una di queste persone normalmente scettiche nei confronti del governo e dei media, e che vi considerate un anti-autoritario, o almeno un amico delle classi lavoratrici, e ora cominciate a capire che non c’è nessuna Letale Influenza Terrorista Aliena (esattamente come non c’erano “armi di distruzione di massa”, “hacker russi”, “video della pipì“, ecc. ), e così ti rendi conto che ti stai comportando come un isterico cui hanno fatto il lavaggio del cervello, un tirapiedi fascista dell’establishment cui apparentemente ti opponi… o per lo meno come un abietto codardo.

Immaginate come potreste sentirvi in questo momento.

Probabilmente vi sentireste piuttosto stupidi, vero? E con più di un po’ di vergogna di voi stessi. Quindi … OK, cosa fareste a riguardo? Beh, avreste un paio di opzioni.

L’opzione numero Uno sarebbe ammettere quello che avete fatto, scusarvi con chiunque dobbiate, e cercare di non farlo di nuovo. Non molte persone sceglieranno questa opzione.

La maggior parte delle persone sceglierà l’opzione numero Due, che consiste nel cercare disperatamente di negare ciò che hanno fatto, o di razionalizzare disperatamente ciò che hanno fatto (e in molti casi lo stanno ancora facendo attivamente). Ora, questo non è così facile come sembra, perché fare questo significa che dovranno continuare a credere (o almeno fingere di credere) che ci sia una Letale Influenza Terrorista Aliena che ucciderà centinaia di milioni di persone nel momento in cui smetteremo di rinchiuderli tutti, costringendoli alla “distanza sociale”, e così via. Dovranno continuare a fingere di credere che questa Letale Influenza Terrorista Aliena esista, anche se sanno che non è così.

Ed è qui che entra in gioco quel “bis-pensiero” orwelliano. La gente (cioè questi “anti-autoritari”, per non parlare della maggioranza del pubblico “normale”) non vorrà affrontare il fatto di essersi comportata come un branco di fascisti (o di codardi) senza alcuna ragione giustificabile. Quindi, quello che faranno invece è fingere disperatamente che il proprio comportamento fosse giustificato e che la propaganda che hanno ingoiato, e rigurgitato, non fosse propaganda, ma piuttosto “la Verità”.

In altre parole, per evitare la propria vergogna, faranno tutto ciò che è in loro potere per materializzare la narrazione ufficiale e delegittimare chiunque tenti di smascherarla come la finzione che è. Si uniranno ai media aziendali che ci chiamano “estremisti“, “teorici della cospirazione“, “anti-vaxxers” e altri epiteti del genere. Accuseranno quelli di noi di sinistra di allinearsi con le “milizie repubblicane di estrema destra” e gli “accelerazionisti di Boogaloo“, e di essere membri del “Querfront” sostenuto dai russi, e di altre cose orribili assortite per rimettere in riga, con la paura, la sinistra erratica.

Soprattutto, continueranno ad insistere, nonostante tutte le prove del contrario, che siamo “sotto attacco” da parte di un “virus killer” che potrebbe “colpire di nuovo in qualsiasi momento”, e quindi dobbiamo mantenere almeno un certo livello di totalitarismo e paranoia, altrimenti… beh, sapete, i terroristi vincono.

È questa materializzazione della narrazione ufficiale da parte di coloro che si vergognano troppo di ammettere quello che hanno fatto (e cercano di determinare perché l’hanno fatto), e non la narrazione o la propaganda stessa, che alla fine stabilirà la “Nuova normalità” come “realtà” (supponendo che il processo funzioni così bene come ha funzionato con la “Guerra al Terrore”, la “Guerra al Populismo” e le narrazioni della “Guerra Fredda”). I fatti, i dati, la “scienza” non avranno importanza. La realtà è la realtà del consenso… un nuovo consenso che si sta formando in questo momento.

C’è ancora una possibilità (adesso, non fra mesi) per queste persone (alcune delle quali sono piuttosto influenti) di alzarsi e dire: “Ops! Ho fatto un casino e sono andato a fare il nazista per un po'”. Ma dubito seriamente che questo accadrà.

È molto più probabile che la Nuova normalità (o qualche versione intermittente e ridimensionata di essa) diventi gradualmente la nostra nuova realtà. La gente si abituerà ad essere occasionalmente “rinchiusa”, a ricevere l’ordine di indossare mascherine, a non toccarsi, a stare in cerchi e scatole designate, come se si fosse abituata alle “misure antiterrorismo” e a credere che Trump sia una “risorsa russa”. L’imminente depressione economica sarà attribuita alla Letale Influenza Terrorista Aliena, piuttosto che al blocco che l’ha causata. Milioni di persone saranno condannate all’estrema povertà, o schiavizzate dal debito per il resto della loro vita, ma saranno troppo occupate a cercare di sopravvivere per tentare di impostare una qualche forma di resistenza ampiamente diffusa.

I bambini, naturalmente, non sapranno fare di meglio. Cresceranno con le loro “scatole d’isolamento”, le “barriere protettive” e la “ricerca di contatti”, e vivranno nella costante paura di un altro virus killer, o di un attacco terroristico, o di una rivolta della supremazia bianca sostenuta dai russi, o di qualsiasi altro spauracchio che possa apparire come una minaccia per l’impero capitalista globale, il che, va da sé, andrà benissimo.

Io, probabilmente rimarrò un po’ incazzato, ma cercherò di trovare il senso dell’umorismo in tutto questo. Abbiate pazienza con me… potrebbe volerci un po’ di tempo.

 

  1. C.J. Hopkins è un affermato drammaturgo americano, romanziere e satirico politico che vive a Berlino. Le sue opere sono pubblicate dalla Bloomsbury Publishing e dalla Broadway Play Publishing, Inc. Il suo romanzo distopico, Zone 23, è pubblicato da Snoggsworthy, Swaine & Cormorant. Il volume I dei suoi Consent Factory Essays è pubblicato da Consent Factory Publishing, una società interamente controllata da Amalgamated Content, Inc. Può essere contattato su cjhopkins.com o consentfactory.org.

 

Link: https://www.unz.com/chopkins/brave-new-normal-part-2/

Traduzione pro-bono di Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

Pubblicato da CptHook

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