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Risposta di un africano alla lettera di Padre Alex Zanotelli sull’Africa

DI DANIEL WEDIKOBARIA

mediacomunitaeritrea.it

Padre Alex Zanotelli elenca una serie di “è inaccettabile” per descrivere la drammatica situazione in cui versano tanti Stati africani e lo fa, ovviamente, puntando il suo dito accusatorio sugli africani stessi. Praticamente è come se si accusassero i Sioux o gli Apache della drammatica situazione che si è creata nel Nord America.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.” Inizia così la LETTERA del profondo conoscitore dell’Africa padre Alex Zanotelli, nella quale, senza ritegno alcuno, chiede di “rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne.” Ma i mainstream media parlano fin troppo dell’Africa anche a sproposito. Come hanno sempre fatto continuano a diffamare ancor di più l’Africa e gli africani. Tutte le narrazioni che una grossa fetta del giornalismo ha prodotto negli ultimi decenni sull’Africa e sugli africani straripano di stereotipi al limite della xenofobia e del ridicolo.

L’attempato canuto elenca una serie di “è inaccettabile” per descrivere la drammatica situazione in cui versano tanti Stati africani e lo fa, ovviamente, puntando il suo dito accusatorio sugli africani stessi. Praticamente è come se si accusassero i Sioux o gli Apache della drammatica situazione che si è creata nel Nord America.

La sua elencazione inizia con: “È inaccettabile il silenzio sul Sudan retto da un regime dittatoriale…” dando l’idea di non essere ancora soddisfatto della sua suddivisione in due Stati. Forse vorrebbe farlo ancora a pezzi, oltre al Sud Sudan facciamo anche quello Est e quello Ovest? In fondo, Dividi et impera è sempre stata una strategia usata dai colonialisti che hanno stravolto i confini nazionali africani per innescare guerre interetniche.

Non risparmia nemmeno il paese che crede nell’autosostentamento o self reliance, il paese che rifiuta di offrire un solo ettaro della sua terra al fenomeno del Land grabbing praticato in Africa dalle multinazionali, il paese che ha rispedito a casa tutte le ONG e rifiuta gli aiuti umanitari considerati l’oppio della popolazione africana. “È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo…”  Questa dichiarazione è la menzogna più evidente di tutta la sua lettera, una frottola che poteva anche risparmiarsi. Ai giornalisti italiani si può dir di tutto tranne che siano mai rimasti in silenzio sull’Eritrea. Lui mente sapendo di mentire perché da tanti anni esiste una sistematica demonizzazione mediatica dell’occidente nei confronti del Paese descritto come “l’inferno sulla terra”, “la Corea del Nord africana”, “una prigione a cielo aperto”, ecc. L’unica cosa che gli rimane da dire ancora sarebbe che gli eritrei mangiano i bambini!

Padre Alex è convinto che i leader africani che osano negare l’accesso al loro paese ai neocolonialisti, evitando così di farsi derubare, siano da annoverare come i peggiori dittatori di questo mondo.

Quello eritreo è un regime oppressivo forse perché l’unico in Africa a non volere più gli aiuti umanitari occidentali? In effetti questa cosa rende automaticamente tutti quelli come Alex delle persone inutili. Lo so che è difficile digerirlo per quelli come lui che vanno in giro con l’aureola in testa ma, volenti o nolenti, l’Eritrea diventerà un esempio per l’Africa perché insegnerà agli altri Stati africani che si può vivere senza mendicare aiuti umanitari. Solo quando questa filosofia, germogliata in Eritrea, attecchirà e radicherà in tutto il continente africano tutta l’Africa si salverà e allora lui e tutti i suoi compari dovranno tornarsene a casa loro.

Trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad”. Guarda caso l’Eritrea è assente dalla sua lista. Si è chiesto il perché? Eppure è la stessa area geografica del Corno d’Africa colpita dal fenomeno climatico El Nino. Se si fosse documentato con più serietà saprebbe che l’Eritrea sta lottando da sola contro il cambiamento climatico piantumando alberi e costruendo dighe per fermare l’acqua piovana con l’idea di raggiungere l’obbiettivo del Millennio sulla sicurezza alimentare. Obiettivo quasi raggiunto, in Eritrea più nessun bambino muore di fame. Se anche gli altri paesi africani adottassero questo progetto politico smentirebbero quella stima ONU da lui citata che dice che a fine secolo l’Africa avrà tre quarti del suo territorio non abitabile e circa cinquanta milioni di profughi climatici entro il 2050. La mia speranza è che questa rivoluzione alla maniera eritrea si compia molto presto in tutto il continente africano alla faccia di tutti gli uccelli del malaugurio!

Ma forse il buon padre Alex intendeva dire che in Eritrea c’è un regime oppressivo perché si nega l’accesso all’AFRICOM, l’invasione militare statunitense in atto in tutta l’Africa? Allora, piuttosto che puntare il suo dito contro gli africani e colpevolizzare le vittime, perché non trova il coraggio di raccontare la presenza di AFRICOM in 52 paesi africani tranne che in Eritrea e nello Zimbabwe? Perché non spende due parole o anche un solo “è inaccettabile” sulla presenza massiccia di basi militari, armamenti ed aeroporti di droni motivati sempre dall’assurda idea di proteggere la sicurezza nazionale o gli interessi nazionali statunitensi? Perché Alex non accusa mai gli Stati Uniti della devastazione e della destabilizzazione africana? È forse per il suo passato a Cincinnati dove era stato mandato dai Padri Comboniani a completare gli studi di Teologia? Perché, colto da amnesia, si rifiuta di raccontare che dietro al caos e al disastro del continente africano c’è sempre la loro longa mano?

Per esempio nella Repubblica Centrafricana, per poter fermare l’avanzata dei cinesi, gli Stati Uniti hanno scatenato un’improvvisa guerra di religione così drammatica da dividere la pacifica popolazione in due distinti gruppi, per non parlare della zona saheliana del Ciad e del Mali dove sono stati finanziati alcuni gruppi jihadisti creati ed armati assieme ai francesi. Perché Alex non ha il coraggio di puntare il dito contro chi sta creando i terroristi in Africa, a cominciare dai BokoHaram in Nigeria e Al Shabaab in Somalia? Crede davvero che in Somalia si divertano a fare una guerra civile da trent’anni? A chi giovano questi terroristi se non al neocolonialismo? La War on terror non è forse la nuova evangelizzazione del continente africano? Se vogliamo rompere il silenzio sull’Africa diciamo di chi è veramente la colpa. Quale altra potenza conosciamo impegnata a destabilizzare l’Africa ed il mondo intero con il terrorismo? Padre abbia il coraggio di puntare quel suo santo dito sull’America! Pure se per questo dovesse sacrificare la sua vita non tema, mi batterò anch’io perché la facciano santo subito!

Ma torniamo all’Eritrea dove lei non è mai stato e che conosce solo per sentito dire. L’Eritrea è spesso stata la fonte di tante bufale per quegli stessi giornali che oggi lei rimprovera di non scrivere abbastanza menzogne. Trovo che non sia affatto onesto da parte sua, eppure il suo abito talare le imporrebbe di perseguire la verità cristiana, blaterare dei giovani eritrei in fuga verso l’Europa senza approfondirne il vero motivo, la sua vera causa, la sua radice. Non diventerà certo un santo per aver volutamente ignorato, o peggio omesso, che i ragazzi eritrei vengono in Europa perché gli viene promesso il paradiso con il welfare nord europeo, del resto il loro Paese sotto sanzioni USA non offre occupazione a volontà e la sua economia è ancora da post guerra quarantennale. Il loro è un paese che non gli offre sicurezza in quanto la minaccia di invasione etiopica è annuale come la stagione delle piogge, i raid militari etiopici sono frequenti, ancora ci sono territori eritrei sotto occupazione nonostante il verdetto dell’EEBC. Perché la fuga dei giovani eritrei è un progetto USA come ammesso anche dallo stesso presidente Obama per facilitare il suo alleato numero uno in Africa, l’Etiopia, che mira allo sbocco sul Mar Rosso. E per convincere i ragazzi eritrei a lasciare il loro paese li hanno attirati con le allettanti promesse di distribuzione di visti per l’America, promesse fatte nei campi rifugiati etiopici, campi dell’UNHCR gestiti da ARRA, un’agenzia di intelligence del regime etiopico. Come sappiamo l’UNHCR è finanziato dallo State Department americano per costruire in Etiopia vicino al confine con l’Eritrea altri campi rifugiati con l’intenzione di svuotare il Paese dei suoi giovani.

Perciò Santissimo Alex, se lei vuole davvero fermare questa “invasione degli eritrei” sulle sue coste provi a convincere l’Europa, paese garante degli accordi di Algeri, ad intimare all’Etiopia il rispetto del diritto internazionale ed abbandonare i territori sovrani eritrei. Questi problemi sono alla radice della sua imbarazzante e superficiale analisi: “con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa”. Stia pur certo che il fenomeno migratorio eritreo diminuirà drasticamente una volta risolte le sue cause e vedrà anche il ritorno a casa di una miriade di persone perché in tanti si sono già stufati dell’accoglienza italiana stile mafia capitale che ha arricchito persino le strutture religiose.

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Ma è sintomatico il suo punto di vista sull’Africa perché esaminando il resto della sua lettera ho notato un uso eccessivo di termini negativi per descrivere il continente africano,sentenze definitive e previsioni quasi apocalittiche senza speranza alcuna: “la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati”, “ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga”, “un regime dittatoriale in guerra contro il popolo”, “il popolo martire dell’Africa”, “in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni”, “uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa”, “dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai, potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera”, “situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti”.

Eppure, io sono convinto che l’Africa sia diversa da come la racconta il bianco Alex. L’Africa è un continente di gente ospitale che si indebita per offrirti cibo, di persone umili che vivono alla giornata, di bambini che sorridono con sguardi innocenti, di popoli con valori autentici e bellissime tradizioni millenarie.  L’Africa è ricca, così ricca che potrebbe sfamare tutti gli africani anche se il numero dei suoi abitanti dovesse quintuplicare. L’Africa non è stupida e ha imparato che non può continuare a mendicare un chilo di farina in cambio di un chilo d’oro.

Ma forse lo scopo di questa sua lettera è quello di tornare protagonista della scena mediatica per sentirsi ancora il salvatore di un intero continente e per avere più visibilità agli occhi dei suoi ignari concittadini e raccogliere da loro l’ennesima beneficenza e, siccome viviamo in un’epoca in cui per mettersi la coscienza a posto basta donare 2 euro con un sms, il santissimo Alex si incaricherà lui stesso di distribuire i soldi degli italiani agli africani più bisognosi e quindi restare sul trono africano vita natural durante. In passato si è visto come venivano distribuiti quegli aiuti umanitari in terra africana, creavano un bacino clientelare, un piccolo gruppo di fedeli all’interno del quale si praticavano il ricatto ed il baratto, in cambio di un chilo di latte in polvere si pretendeva l’anima o la verginità. Quando nell’Eritrea liberata il governo laico eritreo ha deciso di controllare gli “aiuti umanitari” gestiti dai soliti missionari è stato subito chiaro che questi si sarebbero quantomeno irritati. A quanto sembra, anche padre Alex non ha mai digerito questa fastidiosa ingerenza governativa perciò quando egli scrive di Africa la bile gli si contrae e lo stomaco gli provoca degli spasmi che gli offuscano la mente e gli impediscono di esprimere giudizi sereni ed obiettivi.

Per me, la sua lettera non è altro che il delirio di onnipotenza di un missionario colonialista convinto di essere l’unico africanista con l’aureola in testa rimasto in vita su questo pianeta. Uno che ha vissuto l’intera sua vita nel continente africano con il pretesto di fare del bene. E mi chiedo, cosa ha prodotto la sua presenza cinquantennale in Africa? A cosa è servito il suo lavoro, cosa ha migliorato? Che cosa ha risolto? Nulla ha risolto, anzi ha creato dipendenza! Può forse uno spacciatore aiutare le sue vittime ad uscire dalla droga? No, credo proprio di no.

A quanto pare il destino dell’Africa continua con lo stesso trend anche ai nostri tempi, il colonialismo del passato si è trasformato in neo colonialismo. Nulla è cambiato, i predatori del passato sono ritornati indossando altre vesti e i missionari come Alex Zanotelli forniscono informazioni, dati, statistiche, numeri, coordinate geografiche e quant’altro alle potenze colonizzatrici. In breve sono finiti per diventare gli informatori del neo colonialismo. In passato erano proprio i missionari, con fucile a tracolla ed una bibbia in mano, a guidare le carovane dei predatori e mentre questi compivano le razzie loro evangelizzavano i “barbari” distraendoli con qualche nuova preghiera da recitare a memoria. In Eritrea, per esempio, fu il lazzarista Giuseppe Sapeto a favorire la penetrazione italiana nel Mar Rosso dando così il via alla sua colonizzazione.

Facciamo qualcosa per l’Africa” scrive padre Alex e come africano vorrei replicargli e suggerirgli che la scelta migliore per il continente africano sarebbe quella di essere lasciato in pace e da solo, ossia di essere completamente abbandonato al suo destino. Lo so che sembra un azzardo ma l’Africa deve farcela da sola. Deve poter iniziare a camminare con le proprie gambe. E se lui avesse veramente a cuore le sorti di quel continente che l’ha nutrito di fama e di gloria per un intero mezzo secolo, non fosse altro che per una sorta di gratitudine, se ne dovrebbe tornare nella sua terra natia a chiudersi in un convento a coltivare l’orto e al tramonto praticare l’autoflagellazione col cilicio come penitenza per i suoi peccati di tipo narcisistico.

Per citare la sua conclusione in “Rompiamo il silenzio sull’Africa” da africano le vorrei svelare caro Alex che domani saranno i nostri nipoti a dirvi quello che voi oggi dite dei nazisti! Personalmente, lei per me resterà sempre uno di quelli che Jomo Kenyatta ai suoi tempi aveva ben inquadrato:

Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: Preghiamo e noi chiudemmo gli occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.

 

Daniel Wedikorbaria

 Fonte: www.mediacomunitaeritrea.it

Link: http://www.mediacomunitaeritrea.it/risposta-un-africano-alla-lettera-padre-alex-zanotelli-sullafrica/

27.07.2017

Pubblicato da Davide

  • Ital Ucni

    non so come esprimere la mia piu convinta solidarieta al sig Daniel
    non avevo mai letto una cosa cosi vera .
    direi che l unica cosa che possiamo fare e` quella di fare leggere questo articolo a quante piu persone possibili .
    Grazie

  • pippuzzo

    Leggi una frase come: “Padre Alex è convinto che i leader africani che osano negare l’accesso
    al loro paese ai neocolonialisti, evitando così di farsi derubare, siano
    da annoverare come i peggiori dittatori di questo mondo”

    E capisci che stai leggendo una tale scemenza che non merita nemmeno di essere letta fino in fondo…

    Qualunque possano essere le critiche, non si possono stravolgere l’evidente intenzione e la trasparente dedizione di una persona, rovesciando il senso di quello che dice per poterlo criticare.

    Il senso stesso della lettera di Zanottelli, evidente a chiunque si prenda 5 minuti per leggerla, è di CONDANNARE i neocolonialismi…e il silenzio di cui parla è proprio su

    • DesEsseintes

      Non mi pare proprio.
      La lettera di Zanotelli è qui e chunque può leggerl e giudicare da solo

      http://www.fnsi.it/appello-di-padre-alex-zanotelli-ai-giornalisti-rompiamo-il-silenzio-sullafrica

      C’è un lungo elenco di misfatti con un solo responsabile bianco che sono i venditori di armi ossia il ridicolo paravento portato in voga dal Papa.
      Per il resto c’è l’inaccettabile Shoah, l’inaccettabile regime oppressivo, l’inaccettabile massacro e via dicendo di inaccettabile in inaccettabile ma se non mi dici di chi è la colpa si resta sempre in Africa ossia, il responsabile non ha un nome e un cognome quindi sono gli africani stessi.
      Anzi si sottintende che l’unico che può dal are l’Africa è l’occidente…

      Zanotelli deve indicare i responsabili e i complici ma non lo fa quindi è ovviamente alla ricerca di qualcosa che non è né la libertà né la rivolta dei paesi africani contro i colonizzatori.

      Il bravo Daniel Wedikorbaria fa quello che dobrebbero fare tutti gli africani e cioè cominciare a mandare a quel paese inlinea di principio tutti i bianchi e pazienza se ci va di mezzo qualcuno “buono”.

      Cosí dovremmo fare anche noi con ci colonizza la politica, la cultura e lo spirito quindi anche con i personaggi da naso come Zanotelli.

      • pippuzzo

        A parte il fatto che parla chiaramente della “nostra” guerra a Gheddafi e che parla dell’Italia che esporta 14 miliardi di armi verso l’Africa, come cause dei problemi tra gli altri…lei scrive come se tutto quello che si sa di Zanottelli fosse questa lettera.
        E questo è forse vero per lei, ma non per molti altri.

        Zanottelli ha passato più di 20 e più anni in Africa, in contesti difficilissimi, difendendo i più poveri, e ha passato altri 20 anni e più in Italia dirigendo riviste con cui ha denunciato (con nomi e cognomi) i responsabili dei traffici di armi e del sostegno politico ai regimi dittatoriali e dei traffici sporchi tra Italia e Africa.

        Attaccate piuttosto la gente che se lo merita. Capisco la rabbia e il rancore, ma non questo stupido livore autolesionistico che porta ad attaccare le persone che lavorano al proprio fianco.

        Moltissimi governi africani SONO corrotti, violenti, repressivi e dittatoriali. E lo sono perchè le multinazionali e i governi occidentali hanno interesse che lo siano per poter predare le risorse avendo come interlocutori solamente delle bande di briganti e non gli interessi nazionali.
        Zanottelli ha SEMPRE denunciato la situazione, fin dagli anni ’60 e ’70, quando NESSUNO pensava all’Africa.

        “Il bravo Daniel Wedikorbaria fa quello che dobrebbero fare tutti gli
        africani e cioè cominciare a mandare a quel paese inlinea di principio
        tutti i bianchi e pazienza se ci va di mezzo qualcuno “buono”.”

        Questo è l’atteggiamento più stupido che si possa avere: quello che condanna in partenza ogni “rivoluzione”.
        Commenti al livello dell’articolo…

        • DesEsseintes

          Intanto si calmi.
          Poi Zanotelli si scrive con una “t” sola e non con due come ripetutamente fa lei in preda all’irrefrenabile turbamento.

          Successivamente (ha fatto un bel respiro?) conosco piuttosto bene i cristiani e la religione cristiana quindi so quello di cui sono capaci, conosco prefettamente i loro sottotesti, ho visto con i miei occhi la loro “opera” con i poveri di tutto il mondo.
          Sono da sempre la testa d’ariete della colonizzazione.
          Salvo in Sudamerica con la Teologia della Liberazione quando, cosa che lei evidentemente non sa, i preti – come sarebbe loro dovere cristiano – finalmente imbracciavano le armi e combattevano contro gli americani e i loro complici.
          Come ha reagito la chiesa con Giovanni Paolo II?
          Ha santificato quei sacerdoti eroici?
          No, li ha spretati.
          Quando andava dai dittatori argentini però era tutto sorrisi e abbracci…
          Poi con Bergoglio alla conferenza di Medellin tutto è ritornato nel solco della Chiesa alleata del potere e non rivoluzionaria.

          Lei queste cose non le sa…come mai?
          Si informi, no?

          Per di più lei non ha mai messo il suo riverito nasino in Africa se non per qualche vacanzuola di quindici giorni e probabilmente nemmeno quelle.
          Lei non conosce mimimanete il Sudamerica.

          Ci vada e impari che quando va in quei posti girando a lungo nelle zone non turistiche scoprirà delle cose che la lasceranno a bocca aperta e capirà che per quella gente esiste una sola via.
          Quella intrapresa dai preti della Teologia della Liberazione e non le zanotellate che il signor Daniel Wedikorbaria fa benissimo a denunciare.

          • pippuzzo

            A- non ha risposto a niente di quello che ho detto, riguardo a Zanotelli.

            B- io sono un antropologo e un ricercatore universitario, faccio ricerche in Marocco. Di colonialismo e di Africa ne conosco credo più di lei.

            C- Non conosco istituzione peggiore e più ipocrita della Chiesa Cattolica. Il che non modifica di una virgola la stima che ho per persone oneste e integre che vi sono inquadrate, come Zanotelli.

            D- lei e l’autore dell’articolo mi ricordate la sinistra extraparlamentare italiana del dopoguerra: sempre a frammentarsi in gruppuscoli che dibattevano e si insultavano e lottavano per il titolo di più puro e più rivoluzionario. Poi trent’anni dopo essersi condannati collettivamente all’irrilevanza, hanno scoperto che parecchi dei loro leader erano infiltrati dei servizi segreti e che il loro atteggiamento era quanto di meglio potessero sperare i capi di coloro cui si opponevano.

          • DesEsseintes

            A – Lei si attacca a un argomento credendo che con quello risolve tutto.
            Se è cosí che fa l’antropologo otterrà pochi risultati

            B – Di Zanotelli so qualcosa che ho letto nei giornali, articoli suoi e di altri, interviste televisive.
            Di Africa e di Sudamerica invece so abbastanza, certamente (certamente) più di lei quindi se leggo un signore che mi dice che la colpa è dei trafficanti di armi e che denuncia i regimi “oppressivi” SENZA PARLARE DELLE RESPONSABILITÀ DEGLI STATI OCCIDENTALI (perché lei non lo sa ma le ragioni economiche dei suoi trafficanti sono solo la conseguenza delle ragioni geopolitche) io penso che sia un parolaio.
            Se poi non ascolto dalle sue labbra nemmeno una singola parola che inciti quei popoli alla rivolta allora ho la certezza che lo sia.
            Le ho parlato dei sacerdoti della Teologia della Liberazione sui quali lei svicola imbarazzato.
            Quelli erano preti in buona fede.
            Il suo Zanotelli invece è un PAROLAIO.

            C – per quantor riguarda la conoscenza sul campo dubito molto che lei abbia mai sentito anche solo nominare i posti dove andavo io né che lei conosca quei secoli di storia dimenticata che si ritrovano in Sudamerica come certi strani oggetti che saltano fuori quando si rovista nella soffitta della nonna.
            Secoli interi cancellati dai libri.
            Per esempio lei non ha la più pallida idea di cosa siano i Gahets o Agotak.
            Si informi che ci fa un paper di quelli coi fiocchi.
            Deve cercare qualcuno che di cognome faccia Etchevarria (o Etcheverry, Hetchegarray etc etc) e scoprirà che lei deve ancora aprire gli occhietti.
            Pensi che c’entra anche Montesquieu quando faceva il giudice a Bordeaux.
            Cominci dalla Guascogna, Navarra, Aragona, Paese Basco e poi va in Sudamerica a vedere se trova qualche discendente.
            Poi a quello ci aggancia il problema delle caste sudamericane di cui però magari qualcosa sa visto che ne ha scritto il suo collega (per modo di dire) Darcy Ribeiro.
            Non sa nulla nemmeno di quello…? Non mi dica…
            A quel punto lei capirà perché in Sudamerica esistono due borghesie che litigano fra loro ma si rifiutano di unirsi al popolo diventando una borghesia realmente nazionale.

            Comunque lei vive nel mondo dei sogni accademici quindi le insegno una regoletta: i popoli colonizzati hanno una sola via che è la ribellione.
            La via migliore e più efficace sarebbe quella gandiana ma l’importante è che sia ribellione.
            Chi dice di aiutare quei popoli può essere considerato in buona fede solo se:

            1) denuncia i responsabili autentici e i loro piani strategici.
            Quindi mi parla delle mire degli Stati Uniti, di come entrano in conflitto con quelle cinesi, di quelle dei governi europei in Africa occidentale.

            2) parla di come e per cosa quei popoli si devono ribellare e combatte con loro come hanno fatto gli eroici preti centroamericani.

            Mi stia bene.

          • Glock

            Quel che dice Zanotelli è molto chiaro: sono i principi gondamentali del dirittoumanismo. Il suo appello ha il solito fine: bisogna intervenire, bisogna salvare i bambini, bisogna rimuovere i dittatori sanguinari. Posto che nessuno qui si beve più la manfrina dei diritti umani (dopo Saddam, i Talebani, Gaddafi e Assad sarebbe il colmo), c’è da chiedersi: Zanotelli è in buona fede? Perché è anche possibile che lo sia. La narrazione dirittoumanista può essere convincente per un uomo che ha vissuto anni in Africa ad assistere malati e poveri. Essa non esclude elementi di verità, non nega la responsabilità delle multinazionali e dell’occidente. Ma, come tutta l’ideologia umanitarista, è ingannevole, si riferisce a una realtà idealizzata (pur anche in negativo) e, soprattutto, già superata. Oggidì problemi degli stati africani sono simili ai nostri: privati del potete di spesa, diventano preda di stati o di altre entità che possono spendere più di loro. Questa è la base del cosidetto neocolonialismo che ha nel tris FMI, ONG e Fondazioni la sua invincibile task force. Amnesty International, per esempio, ha un potere di spesa superiore a quello della Nigeria. Da sola potrebbe organizzare un regime change in quello stato. Il grande paradosso dell’appello di Zanotelli è che chiede a tutti noi di dare più forza alla task force umanitaria. Non sono sicuro che lui se ne accorga. Credo che se parlassi con lui mi sciorinrebbe una sfilza di dati e testimonianze tutte volte a dimostrare quanto cattivi sono i signori della guerra e sì, potrebbe anche parlarmi dei trafficanti di armi israeliani, perchè no. Ma, alla fine, continuerebbe a svolgere il suo ruolo di mappatore del territorio per conto degli imperialisti. Io ho l’impressione che sia in buona fede. altrimenti non è altro che un criminale.

          • DesEsseintes

            Il grande paradosso dell’appello di Zanotelli è che chiede a tutti noi di dare più forza alla task force umanitaria. Non sono sicuro che lui se ne accorga.

            Questo è il punto che dimostra la malafede o quantomeno la assoluta inutilità politica.

            E se ne accorge benissimo ma il vero fine dei preti è convertire i potenti alla bontà, non mutare l’ordine costituito per cui riesce a sentirsi comunque in buona fede anche se sa di sostenere nei fatti quello stesso status quo che a parole sta criticando.
            Il risultato ovviamente è che i preti, volenti o nolenti, consapevoli o no, finiscono per farsi cooptare.
            Infatti vedi il coro unanime di potenti che dichiarano il loro amore per Francesco.

          • Glock

            “il vero fine dei preti è convertire i potenti alla bontà”
            Ottima osservazione. Il più delle volte la Chiesa parla DEI POVERI, non AI POVERI. In fondo per la Chiesa i poveri non sono altro che una risorsa, non degli interlocutori.

          • anonymouse 89

            Il fatto che fa “delle ricerche ” in Marocco non vuol dire che lei conosce l ‘Africa o il colonialismo!!! Si dia una calmata, quasi sempre i ricercatori universitari dimostrano la loro ignoranza parlando di argomenti di cui non capiscono un fico secco!
            Essendo marocchina sono molto curiosa di sapere cosa ha capito lei dell’Africa?

          • DesEsseintes

            Cara anonima, quello che i presuntuosi uomini bianchi non riescono ad accettare è che per gli africani possano essere più importanti l’indipendenza nazionale e l’orgoglio dell’appartenenza africana piuttosto che il pacchetto “diritti umani e bontà” che i furbacchioni occidentali vengono a vendervi in cambio delle vostre anime e delle vostre materie prime.

            Méfiez vous des blancs e restate sempre belli incaz… ti che arriverà il vostro momento.

          • cane libero

            Allora dica che Zanotelli ha sbagliato contro l’ #Eritrea.. in quanto è l’unico paese socialmente giusto e che sta costruendo un modello come voleva san Francesco..una società giusta..io sono d’accordo con Daniel wedi Korvaria che critica il padre per totale disinformazione, confondendo l’ #Ethiopia attuale con l’ #Eritrea che sono due poli diversi per fatti..sig. pippuzzo si informi veramente come diceva qualche lettore sopra

          • PietroGE

            “..conosco piuttosto bene i cristiani e la religione cristiana quindi so quello di cui sono capaci, conosco prefettamente i loro sottotesti,”
            Ridono polli, galline e pulcini!
            E gli esportatori di armi israeliani dove li metti? E l’armata di migranti finanziata da George Soros? La manovalanza che serve all’invasione dell’Europa e alla estinzione degli europei.
            L’Africa viene sfruttata in ogni modo, dai dittatorelli africani che rubano quel che possono rubare e poi scappano in Europa con il malloppo, agli islamici che cercano di fare quello che hanno sempre fatto: la conquista del territorio fino agli americani che cercano basi militari e ai cinesi che depredano il continente di materie prime.

          • DesEsseintes

            E qui i tacchini sghignazzano a crepapelle.

            Ho mai negato che possano esistere responsabilità israeliane nel traffico di armi?
            Che gli ebrei abbiano preso parte al commercio di schiavi come cristiani e musulmani?
            No.
            Però Pietro si mette il colapaste in testa e parte all’attacco.

            Qui si parla di Alex Zanotelli che è cristiano e io sostengo che sia un parolaio.
            Punto.

          • Jane “XD” Doe

            Sottoscrivo tutto quello che ha detto des esseintes…mi ha rappresentata perfettamente!

          • cane libero

            Avrei voluto tanto sapere la sua opinione della situazione attuale del #Venezuela sig. desEsseintes e anche quella di sig. Zanotelli

          • Glock

            Chiesa, Israele e finanza sono forze a volte concorrenti, mai contrapposte. Assicurarsi che i poveri continuino ad esistere e che aumentino sempre è il fondamentale obiettivo dei potenti.

        • cane libero

          padre zanotelli, pecca quando mischia i coscienti dagli addormentati, l’ #Eritrea è uno dei paesi socialmente corretti, e il padre punta il dito ad unisono alla tendenza occidentale che demonizza uno dei pochi stati al mondo di oggi giusto, dovrebbe informarsi di più.

  • ton1957

    Grazie signor Daniel per aver chiarito perchè gli Africani ci detestino nonostante tutti gli aiuti, gli SMS inviati e le copie di bibbia stampate con il nostro 8Xmille, copie di bibbia di cui francamente non si comprendeva perchè fossero di si tale primaria importanza……continui a scrivere, oggi ho compreso a cosa servono le bibbie e se ne sà qualcosa, le chiedo di spiegarmi a chi ed a che cosa servono gli interventi armati umanitari………forse, se ci tenete informati sul come vi fottono, noi riusciamo a comprendere sul come ci fottono…….l’Africa da sola, così come l’occidente da solo, nulla può contro questa elite che distribuisce santini tra sorrisi ed ammiccamenti……noi si tende la mano per restituire la gentilezza, loro son lesti a prendere la mano e ad incatenarti per sempre………..forse in coppia….chissà ?

  • PietroGE

    Un articolo interessante. Da prendere nota :
    -“Gli eritrei fuggono perchè allettati dal benessere Nord europeo”. Coloro che devono decidere delle richieste di asilo lo devono sapere.
    -“L’Africa è ricca, così ricca che potrebbe sfamare tutti gli africani anche se il numero dei suoi abitanti dovesse quintuplicare.” Benissimo, come sopra.
    -L’accusa di neocolonialismo dovrebbe essere sollevata contro tutti quelli che vengono a sfruttare le risorse africane, non solo contro i bianchi. Ad esempio i cinesi che cosa fanno in Africa, vengono ad ammirare il panorama?
    -Per far prendere atto alla popolazione locale della gravità dell’esplosione demografica in Africa, c’è solo un modo : chiudere ogni immigrazione dall’Africa e costringere così quella gente a prendersi cura del loro ambiente. Daniel ha detto benissimo : l’Africa deve essere lasciata in pace. La stessa cosa dico io per l’Europa.

  • natascia

    Sembra si stiano scalfendo omertà colpevoli. Molto. È preoccupante perché cosi procedendo la cappa di piombo che ci sovrasta potrebbe far intravvedere delle crepe e persino un po’di luce.

  • MarioG

    Conclusione del “padre” Zanotelli:

    “Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
    Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
    Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
    Ma i disperati della storia nessuno li fermerà”.

    Ecco dove vuole arrivare il “padre”:
    “giornalisti, parlate dei drammi dell’Africa, cosi’ il popolo italiano ‘capisce’ e non alimenta piu’ queste ideacce xenofobe.”

    F…utto.

    • Vamos a la Muerte

      Appunto: da “bracciante” religioso del NeoColonialismo, la conclusione non può che essere a sostegno dei folli progetti dell’Èlite globalista e neocolonialista. Che sono poi gli stessi senza i quali il buon Alex avrebbe dovuto cercarsi un lavoro piuttosto che inculcare (anche male, tra l’altro) gli insegnamenti biblici a poveri malcapitati africani ai quali non interessava un fico secco.
      La soluzione sarebbe davvero quella di lasciare in pace l’Africa permettendole di camminare sulle proprie gambe ma… il NeoColonialismo non lo permetterà MAI. E il traffico di esseri umani dall’Africa all’Europa rientra nel folle progetto di questa Élite spalleggiata da gentaglia come Zanotelli e affini.

  • PietroGE

    Alla lettera di Zanotelli uno può rispondere da orgoglioso autoctono che non vuole intrusioni nel suo continente, come giustamente fa Daniel, oppure come europeo che è ormai stufo dell’invasione che proviene da questo continente e deve preoccuparsi per una situazione africana che si aggraverà senza dubbio nel corso dei prossimi anni, sia per l’esplosione demografica che per la devastazione dell’ambiente e le guerre per il controllo del territorio.
    La chiesa cattolica ha una buona parte di responsabilità ( e questo Zanotelli non lo dice) per la politica sulla natalità e l’opposizione ai mezzi anticoncezionali. Una politica in parte dovuta alla concorrenza con l’islam e in parte alla propria incapacità di vedere la realtà demografica dei Paesi del terzo mondo. L’islam poi che anche oggi spinge le donne a fare sempre più figli per ragioni di conquista del territorio, sia in Europa che Africa, merita di essere espulso dall’Europa e di essere combattuto in Africa. E anche su questo Zanotelli non dice una parola, se la prende con gli xenofobi, rivelando tutta la sua ristrettezza intellettuale.
    Perchè non dice lui come risolverebbe i problemi africani?

    • Glock

      Non vuole risolvere un fico secco. I poveri devono aumentare, in Africa e in Europa. Quindi niente politiche per il controllo delle nascite, niente controllo dell’immigrazione.

  • redfifer

    Arrivarono i missionari in Africa con le Bibbie e noi Africani avevamo la terra,
    quando ripartirono noi avevamo le Bibbie e loro la terra.

    Zanutte’ faciteve li cazz’ vostr’ che noiatre se facimme e’nostre!

    • Anni Venti (Ex Invisible man)

      E tu si prop nu maccarone…

    • PASCAT

      Non diciamo sciocchezze. La bibbia gli abitanti dell’altopiano abissino la conoscevano molto prima di noi. L’ignoranaza spesso è alla base di odiose semplificazioni.

      • DesEsseintes

        Forse l’Africa non è fatta solo dall’altopiano abissino, che dici?

        Chiunque conosca l’Africa e il Sudamerica sa che i religiosi cristiani sono sempre stati la testa d’ariete della colonizzazione.
        Salvo lodevoli eccezioni come i gesuiti delle reducciones (immediatamente cancellati come ordine pochi anni dopo) e i preti combattenti della Teologia della Liberazione che naturalmente Giovanni Paolo II ha provveduto subito a sospendere a divinis (mentre con i dittatori argentini era tutto sorrisi e bendizioni).

        La religione cristiana a chiacchiere è una cosa, nella prassi tutt’altra.
        Basta leggere la Evangelii Gaudium e la Laudato Si’ di Francesco che sono splendide e poi confrontarle con la reale politica di questo Papa tanto apprezzato dai potenti.
        Il suo Principale era venuto a portare la spada, lui è venuto per mettersi all’umile servizio di quelli che contano.

  • snypex

    Questo prete che predica mi ricorda tanto le missioni di evangelizzazione che avvennero con la scoperta delle americhe: predatori che distribuivano distruzione, caos e terrore… con la scusa della fede.
    Per rigettare questo cancro che dura da secoli voi africani dovete rigettare la fede che vi ha resi schiavi, qualunque essa sia.

  • Fation Sejdaras

    leggendo il lungo articolo volevo comentare come l’ultima frase scritto in fondo 🙂

  • Anni Venti (Ex Invisible man)

    Vabbè dai, Zanotelli è ridicolo, ma noi non siamo da meno. Facciamo gli “impegnati” sul sito di controinformazione ma di rinunciare al nostro stile di vita non ci pensiamo proprio, Le varie guerre in giro per il mondo, civili e non sono ora causa, ora effetto della nostra voglia di comodità.. Si badi, è anche autocritica.

  • riefelis

    Un po’ di ONESTA’ intelletuale per piacere.
    Non si puo dare colpa agli Usa e al neocolonialismo per le guerre tribali e religiose che imperversano nel continente africano. Certi fenomeni sono del tutto intrinsechi a guerre interne delle popolazioni interessate.
    Nessuno nega la piaga del colonialismo e neocolonialismi

    • DesEsseintes

      Ihihih…ogni tanto arrivano questi… 😀

      Senti amico, chi è che ha tracciato i confini degli stati in Africa?
      Gli africani?
      E no, caro…
      Li hanno tracciati gli occidentali secondo i vecchi confini coloniali che corrispondevano alle “loro” zone di dominio e sfruttamento.

      “E allora? Che thignifica quethto?”, dici tu…

      Significa che li avrebbero dovuti tracciate secondo le appartenenze tribali e quindi se metti insieme nello stesso stato tribú che si fanno la guerra dai tempi del paleolitico questo stato resisterà solo pochi anni e poi scoppierà una guerra civile.

      Per motivi di denaro?
      Per lo sfruttamento di particolari risorse?
      Anche, solo che le perdone che si scannano l’una con l’altra con i machete non le sanno queste cose, non le capiscono proprio.
      In Africa si va a scannare qualcuno perché…”Egli ha le narici troppo larghe…”…oppure…”Egli è un Bakete, io sono Hobamba quindi io sono più bello e alto di lui…lui è uno stro… e deve morire”…
      Capisci che una divisione non secondo le linee tribali è una follia…ma gli occidentali ti sembrano dei folli…?
      E allora è stato fatto apposta per far sí che gli africani per i decenni a venire si trovino in condizione di dover chiedere l’aiuto o la mediazione delle potenze occidentali senza riuscire a realizzare davvero la loro indipendenza e autonomia.

      Comunque un comsiglio…mettilo il nasino fuori casa…prenditi qualche mese di ferie e fattk un bel viaggio in Africa o in Sudamerica o nell’estremo oriente profondo…
      Poi vedrai che se torni intero cominci a capire.

      • riefelis

        Sono o non sono comunque africani quelli che si scannano tra di loro per ragioni tribali? Hanno determinato confini arbitrari è vero ma tra di loro si scannano e si scannano già centinaia di anni prima dell’arrivo dell’uomo bianco colonizzatore e ora riescono a trovare un minimo di convivenza, mediazione o accordo.
        Noi non abbiamo nulla da insegnare agli africani in quanto la civile Europa Occidentale si è scannata fino a qualche decennio fa ma non bisogna dimenticare che ci sono fattori endemici di violenza nei popoli africani.

        • DesEsseintes

          Non mi risulta alcun fattore endemico di violenza nei popoli africani che non si ritrovi in misura esattamente uguale in qualsiasi altro popolo del mondo sia nel passato che nel presente.

          • riefelis

            Le violenze sono scaturite da cause e fattori interni di quei popoli. Ovviamente la razza (che non esiste in quanto siamo tutti umani) non c’entra per niente in questo discorso. Non ti risulta? Intanto le diverese tribù si scannano per le più diverse motivazioni.

          • DesEsseintes

            E quali sono queste cause e fattori?
            Non è la razza.
            Benissimo.
            Inoltre, dici tu stesso, noi europei ci siamo scannati esattamente come loro.
            Quindi quale sarebbe la peculiarità “interna” ai popoli africani?
            Non si sa.
            Però c’è.

            Per me finché non dici con precisione qual è significa che anche tu sai che non c’è.

          • riefelis

            Non hai ancora capito.
            Ci siamo scannati noi fino s poco tempo fa e si stanno scannando loro in africa. Nessuno è migliore di qualcuno Quello che volevo evidenziare è che non si possono attribuire questi conflitti solo agli americani e all’uomo bianco come cerca di farci intende maldestramente Wedikobaria nel suo mediocre e superficiale articolo. Nei paesi africani si scannano anche per motivazioni del tutto africane. Non tutto è colpa dell’uomo bianco.
            Serve un disegnino?

          • DesEsseintes

            No amico mio, quello che non capisce e che si ostina a chiacchierare di cose di cui non sa assolutamente nulla sei tu.
            Te l’ho già detto.
            Viaggia, fatti qualche mese (almeno) in giro in Africa e Sudamerica, parla con la gente, leggi i libri importanti e forse inizierai a capire.
            Per adesso parli a vanvera.

          • riefelis

            Noto parecchia superficialità. LA storia anche quella africana intanto è andata avanti.

          • DesEsseintes

            Su fai il bravo che non sai nemmeno di cosa parli.

          • Gino2

            lascia perdere. Questo è uno de coccio che pur di continuare a dimostrare una presunta superiorità culturale direbbe qualunque cosa.
            Hai ragione. Le guerre ci sono sempre state in africa come in ogni luogo, anche tra gli indiani d’america, prima dell’arrivo dell’uomo bianco. E’ ovvio, facile e banale (se non si deve difendere una tesi a prescindere come certa gente ).
            Questo non cozza affatto con la “zizzania” che l’uomo bianco ha seminato per dividere e comandare, per sfruttare meglio le risorse e sottomettere i popoli.
            E non cozza affatto con l’evangelizzazione che nascondendosi dietro una “esportazione della parola di cristo” non dissimile dalla “esportazione della democrazia” attuale, ha disintegrato intere culture per imporre una ideologia favorevole alla colonizzazione.

          • Glock

            E’ interessante quando gli abitanti di un paese colonizzato come il nostro discutono di colonialismo. Il più delle volte si finisce con il cercare di trovare scusanti per assolvere, almeno parzialmente, il comune colonizzatore. Quel che vale per gli africani, vale anche per noi: in fondo è comprensibile e giusto che in Italia ci siano 59 basi militari americane (USA, non NATO, quelle sono il triplo) con circa 13.000 militi yankee: abbiamo la mafia e la camorra!

      • Sepp

        Non mandare le gente cosi’ lontana, non c’e’ bisogno,
        se uno vuole farsi una cultura etnografica, basta che
        prende un giornale e guarda le facce di coloro che
        si fanno chiamare italiani, c’e’ di tutto, cripto-ebrei
        magrebini e spagnoli, valdesi, greco-albanesi, armeni
        ecc., sembrano tutti uguali ma un bravo etnologo o
        antropologo come lo e’ Jean Raspail, puo’ farsi una idea
        delle tribu’ e della mentalita’ tribale che esiste sull’uscio
        di casa.

    • cane libero

      spesso su interventi e manipolazioni di colonialismo, caro riefelis, se leggi di come i belgi hanno gestito il rwanda, capiresti, come gli inglesi durante il protettorato dell’ #Eritrea, capiresti..quindi la maggior responsabilità sta al colonialismo occidentale, fidati

      • riefelis

        Ora non ci sono i Belgi che uccidono i congolesi. Ora continuano ad uccidersi come hanno sempre fatto. I vari rifuggiati scappano dagli “uomini neri” che li massacrano nelle loro terre e non dall’uomo bianco. Arrendiamoci all’evidenza.

        • cane libero

          Ma sono stati loro a seminare zizannia in passato, con la politica di dividi et impera, favorendo una etnia a discapito dell’altra. Questo l’hanno fatto anche in Eritrea gli inglesi nei dieci anni di protettorato, usando la divisione in linea religiosa/etnica.

    • Proder

      Onestà intellettuale? Intellettuale? E dov’è l’intelletto nel suo commento? Lei di Storia è un totale ignorante altrimenti non avrebbe scritto frasi intellettualmente disoneste nel confronti di un Continente martoriato da secoli di oppressione europea prima e poi anche statunitense, unica causa di tutti i suoi mali.

      • Gino2

        se imparaste ad usare l’intelletto verreste meno accecati dalla foga e dalla rabbia e dalla bava alla bocca che vi schizza fin su gli occhi e vi acceca ancora di piu.

  • PASCAT

    Basta leggere i rapporti di Amnesty International per capire che la denuncia di Alex Zanotelli sia più che fondata. Più di questo l’intervento non merita.

  • Maria Grazia De Nardi

    Mi è piaciuta la risposta di Daniel Wedi Korbaria ad A. Zanotelli, perchè anch’io la penso così e da sempre sono convinta che i primi colonialisti sono stati i religiosi. Adoro l’Africa per averla vista un attimo solo come turista sono rimasta commossa dalla grandiosità e maestosità di quel paese, il più bello al mondo!

    • riefelis

      Mi è piaciuta la chiamata alla dignità e alla responsabilità all’autogoverno per popoli africani mi è piaciuta di meno la vittimistica attribuzione di tutte le colpe ai soliti uomini bianchi. Così è più comodo!

      • olmo

        Accettare l’idea della RESPONSABILITA’ DELLE PROPRIE AZIONI significa capire che come sta agli italiani decidere se vogliono essere, semplificando, un paese di merda o no, malgrado l’ovvia opposizione di forze interne ed esterne ( multinazionali, finanza, cia, nato, alieni e quant’altro ), ed è già un compito immane risolvere una simile questione, ALLO STESSO MODO nei vari paesi africani è, in ultima analisi, resonsabilità loro decidere se vogliono stare nella merda o TROVARE UNA LORO STRADA malgrado l’opposizione di forze esterne ed interne ecc. ecc.
        Come nei vettori che si studiavano in fisica alle superiori, ne più ne meno.
        Altrimenti si resta nel PIACERE DEL LAMENTO PERPETUO ( che noi italiani conosciamo bene, anche qui ) più o meno colto a seconda degli attori.

  • Vamos a la Muerte

    Articolo straordinariamente crudo ma VERISSIMO su ciò che rappresentano e sono i cosiddetti “benefattori” (si fa per dire) missionari: il braccio religioso del NeoColonialismo odierno come lo furono del Colonialismo dei secoli passati.
    Alex Zanotelli è soltanto un povero vecchio in crisi di visibilità che con questa lettera cerca, forse per un’ultima volta, la Ribalta Mediatica. La cosa buona, fuori da ogni ipocrisia, è che questo “signore” (sempre per dire) che compirà 79 anni il prossimo 26 Agosto, sarà ancora per poco pellegrino su questa terra. Buon per lui che crede nell’Aldilà: ma anche, e soprattutto, per gli Africani e per noi.