Prodromi di guerra civile in USA ?

di Eugenio Orso
comedonchisciotte.org

Il discorso che mi accingo a fare, in estrema sintesi, riguarda la debolezza attuale degli Usa, come principale potenza di riferimento e strumento imperialista per l’élite finanziaria e globale, di ispirazione giudaica e sionista.

Fondamentale sembra essere, per i dominanti, la realizzazione del progetto del club di Davos, chiamato The Great Reset e firmato da un esponente del WEF, Klaus Schwab, ottuagenario e membro attivo della gerontologia elitista, nonché da un suo collaboratore, Thierry Malleret. The Great Reset è il suggello al dominio elitista sul mondo e se dovesse andare in porto sconvolgerebbe la stessa idea che abbiamo dell’uomo e delle società umane. Il Davos “virtuale” di gennaio, rivelatore delle intenzioni elitiste, lette fra le righe, è stato una conseguenza della diffusione del Covid.

In pratica, il “distanziamento sociale” imposto dalla pandemia Covid è funzionale al controllo delle popolazioni, ad accelerare i processi di automazione dell’industria, a rendere gli stati più ricattabili con l’aumento del debito pubblico e i crolli di PIL, i lavoratori più docili a causa della disoccupazione indotta e della progressiva perdita di diritti e di reddito, e via discorrendo. Quanto precede in “armonia” con il piano elitista noto come The Great Reset, che non sarà, come millantato, un nuovo inizio felice per l’umanità, con un colpo di spugna a ciò che di brutto caratterizzava il passato, ma semmai il contrario, più simile alla realizzazione di una grande distopia che darà sostanza al “trasumanesimo” e alla perdita totale di controllo sulla propria vita per miliardi di dominati.

Personalmente dubito che il cambiamento previsto nel piano elitista ci sarà solo se la “gente” lo vorrà, come sostengono lor signori, ma sono certo che implicherà la subordinazione completa degli stati nazionali al potere elitista esteso a gran parte del pianeta, oltre a un forte cambiamento nelle attività produttive, molte delle quali moriranno, lasciando spazio al “green” di Greta e di Gates (roba da ricchi, ovviamente), all’automazione esasperata e alla telematizzazione.

L’arma biologica Covid e tanto più quella legata ai vaccini di produzione americano-occidentale, sono state usate proprio per rendere possibile la realizzazione del piano elitista in tempi brevi e non storici, con qualche effetto “positivo” anche per quanto riguarda la riduzione della popolazione, da molto tempo obbiettivo dei cosiddetti potenti della terra. Gli stessi potenti che esprimono in modo abbastanza chiaro un “imperialismo finanziario privato” assolutamente nuovo, per il pianeta, in prospettiva dell’avvento della (loro) Governance mondiale. La Governance mondiale elitista sarà il vero esito finale del grande reset planetario. In pratica, sviluppo cosiddetto sostenibile e riduzione della natalità rientrano in pieno nel piano elitista in via di realizzazione, assieme alla demolizione della sovranità dello stato, al ferreo controllo delle popolazioni e alla lotta senza quartiere (terrorismo, destabilizzazioni, provocazioni continue e sanzioni), tipica di uno “scontro di civiltà”, nei confronti di stati e nazioni che ancora fanno resistenza.

Il punto che qui ci interessa è che il principale strumento geopolitico elitista per mettere in atto il piano è ancora rappresentato dagli Stati Uniti, con l’appendice militare minacciosa della Nato e la colonia chiamata Unione Europea che segue scodinzolando.

Ritengo che la tenuta degli Usa, ancora per qualche anno, fino a completamento del grande reset, sia fondamentale per gli elitisti, così come è fondamentale sconfiggere, con ogni mezzo e correndo qualsiasi rischio, i principali nemici del loro progetto, piegando anche loro alle ragioni dei detentori del grande capitale finanziario e del grande gioco crematistico in corso.

I nemici del Great Reset diventano di giorno in giorno più potenti, non soltanto militarmente, inoltre hanno già da tempo “mangiato la foglia” e stabiliscono alleanze difensive, perciò per l’élite è vitale “fare presto”, bruciare le tappe e riuscire nel breve/medio periodo a sconfiggerli, destabilizzarli, indebolirli, sottometterli. A tale scopo si manovrano i Naval’nyj & C., oppure la soldataglia ucraina nel Donbass contro la Novorossyia e i civili di etnia russa, non si ritirano le truppe di occupazione illegali dalla Siria e dell’Iraq, manovrando e spostando a piacimento i resti del isis, si predispongono imponenti e provocatorie manovre militari nell’est Europa, come Defender Europe 2021.

Con l’avvento di Biden, miglior marionetta democratica in mano agli elitisti, diventa importante il “timing” per la realizzazione del piano, tenendo in debito conto che:

1) Russia, Cina e Iran sono sempre più forti, non soltanto dal punto di vista militare e dei sistemi d’arma, con la Russia che ha ottenuto nel recente passato qualche successo geopolitico, da sola o assieme agli alleati, come la relativa “messa in sicurezza” della Siria, l’appoggio salvifico alla Bielorussia e la liberazione della Crimea, e la Cina che sia avvia nel 2030, o addirittura entro il 2030, a diventare la prima economia del mondo, surclassando gli Usa. Non c’è molto tempo per mettere sotto i paesi resistenti, perché fra non molto saranno troppo forti e più “federati”, grazie alla minaccia Usa.

2) Gli Usa stessi, principale base elitista per la conquista integrale del mondo, non godono di buona salute, se pensiamo alla frattura che si è approfondita nella cosiddetta società americana con l’ascesa temporanea (e anomala) di Trump alla presidenza federale, a partire dal 2016. Una frattura che è ben lungi dall’essere ricomposta, oggi che Trump pare fuori gioco e gli elitisti “ci hanno messo una pezza” facendo eleggere il fidato Biden, democratico “liberal”, con brogli elettorali, due tentativi di impeachment nei confronti di Trump, una lunga campagna mediatica diffamatoria, il Russiagate e chi più ne ha più ne metta.

Per quanto riguarda il primo punto, mi rifaccio a ciò che ha scritto di recente il filosofo russo Aleksandr Gel’evič Dugin: “Da parte di Biden, l’atteggiamento verso la Russia è abbastanza simmetrico. Lui e l’élite globalista in generale vedono la Russia come il principale avversario di civiltà, che rifiuta ostinatamente di accettare il vettore del progressismo liberale e difende ferocemente la sua sovranità politica e la sua identità.” Aggiungo solo che la Russia rischia di diventare ogni giorno più forte e di ottenere altri successi geopolitici, così il tempo stringe, per Biden e i suoi padroni elitisti e questo spiega non solo la frenesia nel voler circondare la Federazione Russa, minacciandola ai suoi confini, ma anche gli insulti di Biden nei confronti di Putin, senza precedenti nella storia postbellica delle relazioni Usa-Urss, prima, e Usa-Federazione Russa dopo.

Quello che ci interessa, però, è il secondo punto, cioè i fermenti interni agli Stati Uniti e la prospettiva di scollamento dell’unione o, addirittura, nelle più ardite previsioni di vera guerra civile, che diverrebbe la seconda guerra civile americana. Anche questa possibilità, credo, è stata contemplata dagli elitisti, che hanno ancora bisogno della potenza Usa per raggiungere i loro obbiettivi planetari, oggi sintetizzati nell’espressione Great Reset. Infatti, l’aggressività insultante di Biden rappresenta, non un problema gerontologico di demenza senile come sostenuto da alcuni, ma anche un tentativo di scaricare verso l’esterno le tensioni interne, non più tanto sotterranee dopo l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio scorso e la militarizzazione della capitale federale, in occasione dell’insediamento di Biden.

Ho sempre sostenuto che nel caso di implosione degli Stati Uniti, che sarà diversa per caratteriste e esiti da quella dell’Unione Sovietica avvenuta nel triennio 1989-1991, si sovrapporranno tre conflitti altamente disgreganti e forse molto sanguinosi:

1) Il conflitto razziale, mai sopito in USA, nonostante gli Obama e le Kamala Harris giunti sulla vetta. La memoria corre inevitabilmente a Los Angeles 1995 (Rodney King) e ai più recenti disordini per la morte del nero George Floyd, nel 2020. Con l’aggravante che dall’altra parte, in un prossimo futuro, ci potrebbe essere il proletariato bianco che ha sostenuto Trump nel 2016.

2) Il conflitto fra i sostenitori di Trump, che qualche volta sono usciti in strada armati, e i democratici “liberal”, utili idioti dell’élite al potere e sostenitori, anche se non troppo consapevoli, della globalizzazione e della conseguente distruzione delle vecchie identità collettive, che invece i supporter di Trump difendono. Donald Trump è sopravvissuto all’attacco elitista e all’impeachment, che mirava ad annichilirlo politicamente, sta prendendo il controllo del vecchio partito dell’elefante, o almeno di una parte di esso e, pur espulso e tacitato dai grandi social sotto il controllo elitista, sta già pensando a un suo social network alternativo, segno che non ha alcuna intenzione di mollare la presa.

3) Il conflitto “secessionista”, come lo chiamo io, che potrà rivelarsi importante nell’epoca critica del Covid e di Biden, perché diversi stati sono governati da repubblicani e in diversi stati si rifiutano le misure anti-Covid di Biden e altri suoi decreti. Sembra che la protesta si concentri in una decina di stati federati, o poco più, ma fra questi c’è il Texas e ci sono “disobbedienze” anche in Florida, due stati importanti, se non cruciali per la persistenza dell’unione.

I tre conflitti citati nascono dal profondo della società americana e sono proprio le politiche e le manovre elitiste a suscitarli e ad aggravarli progressivamente, tanto che ormai non sono definibili come latenti, cioè nascosti, ma tendono a diventare manifesti.

Se i “liberal” abbattono o sfregiano statue e monumenti, in quanto simboli razzisti e del “suprematismo bianco”, i sostenitori di Trump idealmente li difendono, se Biden impone le mascherine e stringenti misure anti-Covid, in certi stati si disobbedisce e le mascherine si bruciano, talora con la popolazione armata per le strade. Da un momento all’altro può esplodere un nuovo caso come quello di Floyd con conseguenti riots. Tutto questo mentre Biden se ne sta alla Casa Bianca difeso con le armi da quello che dovrebbe essere il suo popolo, minacciando mezzo mondo, a partire da Russia e Cina.

Quanto precede dovrebbe far comprendere la gravità della situazione, con una presidenza federale screditata fin dal quadriennio di Trump, per gli attacchi al presidente in carica orchestrati dagli elitisti, e un nuovo presidente, odiato dagli sconfitti, che potrebbe risultare più guerrafondaio di Hitler.

Una situazione potenzialmente esplosiva quanto quella che portò alla prima guerra civile americana 1861-1865, anche se in contesti culturali, economici e sociali molto diversi. Quando provo a fare questo tipo di parallelismi storici sono generalmente molto cauto, ma non c’è dubbio che la vittoria alle elezioni presidenziali di Abraham Lincoln sul sudista John Breckinridge, il 6 novembre 1860, mise in moto definitivamente un processo di disgregazione che condusse rapidamente alla guerra, scoppiata il 12 aprile del 1861 con l’attacco confederato alle truppe unioniste di Fort Sumter, vicino al porto di Charleston.

Le ragioni della prima guerra di secessione americana non maturarono in pochi mesi, ovviamente, perché il divario fra un nord industrializzato, sempre più ricco, che non aveva necessità di schiavi e un sud agricolo che ne aveva bisogno era già evidente da tempo, gli interessi degli unionisti ormai divergevano da quelli dei secessionisti, ma l’elezione di Lincoln fu il fattore scatenante che accese la miccia.

Così, oggi osserviamo che il confronto fra l’élite onnipotente, supportata soprattutto dai democratici “liberal”, da una parte, e l’”America profonda”, il ceto medio impoverito e il proletariato bianco, i “populisti” locali diventati sostenitori di Trump, dall’altra parte, non data da ieri, ma l’elezione di Biden (che non voglio paragonare a Lincoln, sia chiaro!) potrebbe fungere da detonatore, forse addirittura con Trump nelle vesti di Jefferson Davis, che fu presidente dei confederati (anche qui senza paragonare le due figure!).

I tre conflitti prima ricordati si sovrapporrebbero e la situazione potrebbe degenerare, anche se al momento è difficile dire quale dei tre potrebbe (sottolineo potrebbe) scoppiare per primo, innescando gli altri. Personalmente, con Biden e Kamala Harris al vertice per c/elitista, fido sul conflitto “secessionista” vero e proprio e sui governatori che ancora seguono Trump, ma anche su uno scontro aperto e diffuso fra “trumpisti” e sostenitori dell’attuale presidenza.

La guerra di secessione americana 1861-1865 causò più di seicentomila morti in un campo di battaglia che era quattro volte la Francia, molte vittime, fin troppe per la demografia di allora. Se scoppierà una nuova guerra civile americana, quanti potranno essere i morti, visto che il campo di battaglia sarà ancora più esteso e i motivi dello scontro più complessi e profondi?
Eugenio Orso

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

29 Commenti
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VincenzoS1955
VincenzoS1955
23 Marzo 2021 10:56

Se scoppierà una nuova (ma è altamente improbabile, ovvero è piu probabile che faranno scoppiare un conflitto mondiale) guerra civile americana i morti “si estenderanno” oltre confine, è logico no?

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  VincenzoS1955
23 Marzo 2021 15:06

Già.

danone
danone
23 Marzo 2021 11:49

“La guerra di secessione americana 1861-1865 causò più di seicentomila morti in un campo di battaglia che era quattro volte la Francia, molte vittime, fin troppe per la demografia di allora. Se scoppierà una nuova guerra civile americana, quanti potranno essere i morti, visto che il campo di battaglia sarà ancora più esteso e i motivi dello scontro più complessi e profondi?”

Difficile pronostico essendo gli States un crogiolo di etnie, diciamo però che per gli ebrei-americani il pronostico sul numero delle possibili vittime è facilmente presumibile, direi circa 6 milioni.

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  danone
23 Marzo 2021 12:11

Non uno di meno e non uno di più ! 😉

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  danone
23 Marzo 2021 14:54

Altra guerra, stessa origine…

wahrheit
wahrheit
Risposta al commento di  danone
24 Marzo 2021 5:52

difficile accollare agli americani
quello che è stato accollato ai tedeschi

Gunsite
Gunsite
23 Marzo 2021 12:38

Trump sta lavorando in “questo modo” proprio per evitare una guerra civile.
una guerra civile non è lontanamente nei piani, il terzo giorno gli USA sarebbero invasi…..deboli e divisi.
No, la strategia è uno stato nello stato, 20 stati rispondono a Trump a partire da De Santis e la kristy. Ora il problema è del Deep State…Biden è stato “eletto” (eletto un cacchio…) senza essere “fit” per l’incarico, è vero vogliono la Harris al comando, non possono però farlo ora, sarebbe troppo palese che Biden non era fit già prima del 3 novembre……il rischio è grosso, d’altro canto la gente sta svegliandosi e capisce che qualcosa non va, anche gli addormentati.

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  Gunsite
23 Marzo 2021 13:31

Non c’e’ nessun bisogno di invaderli, si faranno tutto da soli, mentre gli altri potranno tirare fuori il popcorn e stare a guardarsi lo spettacolo.

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Dino79
23 Marzo 2021 17:39

Poveretti…ma che colpa ne hanno i cittadini americani se son vittime? Sionismo, massoneria, satanismo. Gli stessi mali che hanno loro albergano anche da noi.

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  Annibal61
23 Marzo 2021 19:01

Anche noi, eh

Gunsite
Gunsite
Risposta al commento di  Dino79
24 Marzo 2021 8:06

ripeto, non ci sarà guerra civile. questo è il motivo per cui Trump (ma più che altro chi sta dietro lui) non hanno usato quanto potevano per stroncare il colpo di stato……la gente deve camminare nelle tenebre….svegliarsi….poi……

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  Gunsite
23 Marzo 2021 14:41

Bellissimo quel ” eletto un cacchio”.
Palma d’oro del giorno!

RUteo
RUteo
23 Marzo 2021 13:09

Se ciò dovesse avverarsi , compro subito una cinepresa , per rivedere il filmato H24 per anni .

redfifer
redfifer
23 Marzo 2021 14:12

I fomentatori del Grand Reset come Klaus Schwab sono tutti ottuagenari, ma perché invece di rompere le palle al prossimo, non iniziano a liberarsi la coscienza, sempre che l’abbiano, visto che il prossimo passo non sarà vedere la realizzazione di quanto preventivato, ma mettere il piede nella fossa che l’attende?

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  redfifer
23 Marzo 2021 14:59

Era tradizione, in altri luoghi ed altri tempi, che i “buoni padri di famiglia” sistemati affari ed affetti si adoperasero per “salvare la propria anima”. Purtroppo per noi non erano di fede ebraica….

PietroGE
PietroGE
23 Marzo 2021 13:28

Analisi, a mio parere, sbagliata : -Il covid non c’entra niente con la guerra civile americana. La disgregazione della società americana è dovuta al multiculturalismo e all’immigrazione incontrollata di milioni di persone che non si sono mai integrate. Ogni gruppo etnico fa i suoi interessi e una composizione sotto le bandiere del nazionalismo diventa sempre più difficile. Secessioni e paralleli storici con la guerra civile americana non ne vedo. Quella era altra cosa. Da notare che il tipo di società europea ricalca da vicino quella americana e se è vero che la società russa è diversa da quella dell’Europa occidentale il multiculturalismo e le etnie non integrate esistono anche li. La differenza la fa la vastità del Paese. -Il virus non ha ‘controllato’ nessuna popolazione se non quella europea che era già in declino. In Asia e soprattutto in Africa il numero dei morti per covid non ha nemmeno scalfitto la crescita demografica. -Il Great Reset serve a salvare l’internazionalizzazione finanziaria, la quale è la colonna portante del finanz-capitalismo e quindi del potere delle élite. -Il principale avversario degli Usa è la Cina non la Russia. Le ‘schermaglie’ al confine occidentale della Russia servono a giustificare l’esistenza della NATO a… Leggi tutto »

Gianfranco Attanasio
Gianfranco Attanasio
Risposta al commento di  PietroGE
23 Marzo 2021 14:31

Cito: ”.. La differenza la fa la vastità del Paese..”. La differenza la fa l’ ortodossia con la sua politica multi-centrica…anche se i ceceni avrebbero qualcosa da dire: ma Kadirov ed i suoi sono corsi in massa a difendere la Siria di Assad insieme a Putin. Qualcosa vuol dire…e la negazione del ‘filioque’ rende accettabile a tante etnie riconoscersi in una identita’ comune perche’ comune ne e’ l’ origine ‘metafisica’… In secondo luogo, l’esito che vedo probabile non e’ la secessione o altro, come te, ma una cosa che forse e’ rimasta occultata finora ma che comincia a delinearsi con le sue faglie di frattura: l’esito Yugoslavo, ovvero un conflitto armato tra attori statali e non statali su base etnico-politica, sulla definizione di cosa sia e cosa debba essere la nazione americana, su come e chi sia destinato a rappresentarla proprio per realizzare la sua dottrina messianica. Infine, proprio per realizzare questa dottrina e’ stato messo Biden. Nota anche quanto avviene in Birmania: ‘condensazione’ e ‘spostamento’ non sono solo archetipi della psicologia, lo sono anche delle modalita’ cabalistiche di governo: ‘spostare’ li’ il conflitto interno che si preannunciava endemico agli USA, depotenziandolo e trasmettendolo ad un Paese tutto sommato marginale… Leggi tutto »

Dino79
Dino79
23 Marzo 2021 13:29

il Deep State potrebbe far uccidere Biden (magari col famoso novichok!) per poi incriminare Putin, facendo figurare la cosa come una vendetta per essere stato chiamato “assassino”. otterrebbero il casus belli e la presidenza alla Kamalla. il DS non ha nessuno scrupolo, tutti, assolutamente tutti sono sacrificabili ai loro progetti. Solo che la cosa potrebbe esplodergli in faccia.

merolone
merolone
23 Marzo 2021 13:53

Difficile che gli USA finiscano in una guerra civile, l’oligarchia apolide se li sta lavorando dai primi anni sessanta e ora sono completamente frammentati e corrotti, l’Europa occidentale è sottoposta ai loro piani disgregatori dai primi anni settanta, prima il sessantotto, la rivoluzione sessuale, quindi la marea di droga, difatti in Italia il crollo demografico è cominciato nei primi anni ottanta, quindi nei primi anni novanta i primi arrivi di massa degli immigrati e poco dopo l’inizio della deindustrializzazione radicale fino ai primi espropri delle proprietà pubbliche con privatizzazioni e tagli colossali della spesa pubblica, 50-60 anni di completo massacro dell’occidente, in Russia hanno cominciato solo negli anni novanta ma si sono dati molto da fare quindi i russi li conoscono bene, ultimamente avevano messo gli occhi sulla Cina ma Xi Jin Ping li ha bloccati per tempo.
Dal punto di vista militare la NATO non può sfidare Russia e Cina, possono puntare sulla minaccia nucleare ma è un’arma spuntata, probabilmente Russia, Cina ed Iran aspetteranno che l’occidente vada in bancarotta poi i loro servizi segreti si occuperanno dei membri dell’oligarchia apolide.
Forse per quello per bocca di Biden hanno dato terrorizzati a Putin del “killer”.

lady Dodi
lady Dodi
23 Marzo 2021 15:03

Articolo b e l l i s s i m o !
Non so se ci sarà la guerra civile in usa ma sarebbe logico, conseguenziale e finalmente …normale.
Vorrei solo aggiungere che questi ottuagenari del gran reset , secondo me , si stanno già facendo clonare.
Piccoli mostri crescono.

lady Dodi
lady Dodi
23 Marzo 2021 15:13

Supplico la Direzione di lasciarmelo dire. Rai 1: decisa virata italiana verso i farmaci monoclonali e ……vaccini addio? PFE, dove sei?

CanarisW
CanarisW
23 Marzo 2021 15:15

Gerontocrazia non gerontologia….

lady Dodi
lady Dodi
23 Marzo 2021 15:22

News. Biden intende fare una ” stretta” sulla vendita delle armi d’assalto ai cittadini usa.
Per me ha messo in piedi l’ultima strage al supermercato per avere la scusa per emanare questo …. editto.

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  lady Dodi
23 Marzo 2021 18:59

Lo pensano molti americani.

Gunsite
Gunsite
Risposta al commento di  Dino79
24 Marzo 2021 8:03

peccato…. che non passerà 🙂

Lestaat
Lestaat
23 Marzo 2021 18:30

Orso ha ragione, lo strumento principale del potere non è mai stato così debole.
MA è soltanto che non serve più. Il controllo della narrativa è totale ormai. Anche nelle voci fuori coro c’è il seme della rovina. Anche nelle vostre, nostre, nella mia. Non se ne esce fino all’implosione che avverrà tristemente molto in là nel futuro. E non vi preoccupate dei problemi macroscopici di inquinamento, quelli li sistemeranno ci salveranno da tutte quelle cagate senza risolvere nulla, ci salveranno persino da noi stessi. Finchè inizieranno a nascere umani capaci di superare tutto ciò. E per fortuna della razza umana non avranno più il mito della democrazia e del pacifismo

mingo
mingo
23 Marzo 2021 18:36

Gli USA non vanno verso una guerra civile come la immaginano i più ,cioè due eserciti che si scontrano per rivendicare le loro idee .
Va molto più realmente in una situazione come gli “anni di piombo Italiani”,cioè in uno scenario fatto di disobbedienza agli ordini federali ,attentati vari di varie forze e categorie , scontri a fuoco di fazioni ,manifestazioni con scioperi ecc…
Tutto questo destabilizzerà gli USA ma in che misura lo si vedrà solo a fatti accaduti ,quindi non ci rimane che aspettare il volgere degli eventi futuri e sperare di non essere coinvolti direttamente o no.

Manente
Manente
23 Marzo 2021 19:53

Ottima analisi ed a proposito di precedenti storici, non vorrei sbagliare ma mi sembra che fu la Russia zarista a dare una mano al popolo americano che lottava per affrancarsi dal dominio inglese e chissà che adesso non sia proprio la Russia di Putin a ritrovarsi nella condizione di dover dare una mano al “popolo di Trump” che si vuole liberare dalla oppressione della cabala neo-con!

Primadellesabbie
Primadellesabbie
23 Marzo 2021 23:23

Gli US hanno mostrato di poter superare agevolmente una manifesta truffa elettorale che contraddice la loro prima ragion d’essere, si sono appena potuti permettere una ‘pittoresca’ presidenza sostanzialmente improvvisata e ondivaga, sopportano da decenni una situazione economica da bancarotta, per una frazione della quale si é disintegrata l’Urss.

Si cerchi di individuare e definire le ragioni profonde che tengono in piedi questo Paese e mantengono predominante la sua influenza , piuttosto che affannarsi a diffondere vaticini a buon mercato fondati sulle proprie fissazioni.