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Movimento 5 Stelle all’implosione?

DI FEDERICO GIULIANI

ilgiornale.it

Il Professor Tarchi analizza la situazione politica italiana, a cominciare dalle mosse rischiose di Movimento 5 Stelle e Lega

La nascita del governo Conte bis presenta evidenti problemi strutturali a partire dalle sue fondamenta, costituite dall’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico, cioè due partiti che nel recente passato si sono ricoperti reciprocamente di ogni tipo di ingiuria politica.
Questa mossa rischia di portare il Movimento 5 Stelle sulla via dell’implosione e del definitivo ridimensionamento elettorale. Buona parte di coloro che, dal 2012 in poi, hanno concesso loro fiducia votandoli li vedeva come una formazione avversa all’establishment e alle discutibili pratiche del ceto politico tradizionale. Non a caso, uno dei loro bersagli polemici preferiti – si potrebbe dire quello principale – era il Partito democratico”.Parole che escono dalla bocca di Marco Tarchi, politologo, tra i massimi esperti in materia di populismo nonché professore di scienza politica all’Università di Firenze.

Professor Tarchi, Il M5s ha stretto un accordo con il Pd per dare vita al Conte bis. Quali conseguenze avrà questa mossa sul futuro politico dei grillini?

Questo brusco cambio di strategia potrebbe sconcertare gli elettori e indurli all’astensione. L’unica speranza che il gruppo dirigente del M5s ha per tenere legato almeno un 20% dell’elettorato è dimostrare di potere, di fatto, guidare le scelte del governo “neutralizzando” gli alleati e costringendoli all’insignificanza. Ma la nascita del partito di Renzi complica molto le cose. E anche fra i militanti è evidente un crescente disaccordo sulle scelte fatte di recente.

Come si è evoluto il M5s in questi ultimi anni? Ha tradito i suoi elettori e le missioni che si prefiggeva di completare?

Qualche risultato lo ha portato a casa, durante l’esperienza di governo, ma ha dovuto rinunciare alla pretesa e alla promessa di governare da solo, piegandosi alla logica dei compromessi, poco digeribile per molti dei suoi sostenitori. E la rottura del “contratto” con la Lega lo pone di fronte ad un bivio pericoloso: integrarsi in una sorta di nuovo centrosinistra o condannarsi, in futuro, ad una opposizione solitaria ma fortemente minoritaria.

Come valuta la mossa di Salvini di staccare la spina al governo? Quali errori ha fatto il leader della Lega?

È stata un errore molto grave, che ha già comportato conseguenze molto negative per la Lega, come la perdita di spazi mediatici e la nomina di Gentiloni a commissario dell’Unione europea al posto di un suo esponente. Può darsi che, come taluni sostengono, la rottura sia stata decisa fidandosi di rassicurazioni di Mattarella e Zingaretti su nuove elezioni, ma se anche così fosse si tratterebbe di un esempio di ingenuità ben poco compatibile con le ambizioni del leader leghista.

Ora che la Lega non è più al governo, come crede evolverà la figura di Salvini?

Immagino che insisterà sui suoi temi-chiave, che potrà sostenere con ancora maggiore radicalità, non avendo più i vincoli dell’azione governativa, che impone sempre un ricorso alla moderazione dei progetti massimalisti. Ma se Pd e M5S non romperanno, ancorarsi a una sempiterna richiesta di elezioni senza raggiungere l’obiettivo potrebbe nuocergli, facendolo apparire privo di influenza sulle politiche del paese.

La Meloni potrebbe trarre un buon vantaggio elettorale in seguito allo scivolone di Salvini? Può rosicchiare consensi alla Lega?

Limitatamente, almeno fino a quando la sostanza del suo progetto politico si limiterà a una sorta di riedizione solo parzialmente aggiornata del trittico Dio-Patria-Famiglia. Il sovranismo meloniano pare una riproduzione di un nazionalismo d’altri tempi, di corto respiro. E la concorrenza diretta alla Lega nel suo terreno di caccia è condizionata dal fatto che Fratelli d’Italia guarda anche alla possibilità di un recupero di elettori moderati. Ne deriva uno strabismo che, alla lunga, può diventare paralizzante.

Molti giornali continuano a invocare pericolose “ombre nere” sull’Italia, alludendo a un imminente pericolo fascista. Crede sia una reazione esagerata?

Senza dubbio. I micropartiti nostalgici del fascismo sono marginali e ininfluenti. E non avrebbero il seguito militante di cui per adesso dispongono se, a suo tempo, i postfascisti di Alleanza nazionale non avessero gettato a mare la loro organizzazione giovanile, che secondo Fini dava ombra al suo riciclaggio in senso liberale. Mancando un progetto di formazione credibile, a qualche migliaio di ragazze e ragazzi non è rimasta altra scelta che rituffarsi in vecchi miti. Che politicamente non hanno alcun margine di spendibilità.

Allarghiamo lo sguardo all’Europa: i partiti sovranisti e populisti sono in difficoltà. Come se lo spiega?

Non c’è un unico motivo, al di là dell’avversione generalizzata di cui sono oggetto nella scena mediatica e in quella intellettuale, che in una certa misura li penalizza. In alcuni casi sono stati vittime della loro impreparazione ad assumere ruoli di corresponsabilità governativa (vedi l’Austria, con il clamoroso caso-Strache, ma non solo). In altri si sono visti sottrarre da partiti “mainstream” alcuni dei loro cavalli di battaglia: si vedano Danimarca e Olanda, dove persino i socialisti hanno varato misure molto stringenti contro l’immigrazione. Ma non è una novità che i consensi per i partiti populisti abbiano un andamento ciclico: è sempre stato così. Dipende soprattutto al fatto che raccolgono molti voti di protesta: in periodi in cui la sensazione di star vivendo una crisi è meno diffusa (magari perché i media la attutiscono, sciorinando statistiche rassicuranti o dando molto spazio ad altre questioni), la loro capacità di attrazione cala.

Lei, Professor Tarchi, ha definito il populismo come una mentalità piuttosto che un’ideologia o un semplice stile comunicativo, sottolineandone la trasversalità rispetto alla classica dicotomia destra/sinistra. Ma c’è qualcosa che differenzia un populismo di destra da uno di sinistra?

Sì. Se il populismo fosse un’ideologia, non lo si potrebbe suddividere in queste sue forme. Ma proprio perché è una mentalità, i suoi elementi di base si possono combinare, a seconda delle circostanze, delle opportunità esistenti o degli obiettivi coltivati dai suoi esponenti più influenti, con suggestioni ideologiche di vario genere. Così, fra Chavez e Marine Le Pen, ad esempio, esistono molte differenze di accenti e specificazioni se si leggono o si ascoltano i loro discorsi. Tuttavia, in entrambi i “filoni” sono presenti le caratteristiche basilari del populismo: l’elevazione del popolo a soggetto supremo della vita pubblica, la denuncia dei vizi delle “oligarchie”, l’insofferenza per le mediazioni e i compromessi, la convinzione che “chi sta in basso” sia eticamente superiore a “chi sta in alto”.

 

Federico Giuliani

Fonte: www.ilgiornale.it

Link: http://www.ilgiornale.it/news/politica/marco-tarchi-m5s-rischia-limplosione-salvini-ha-commesso-1764045.html

12.12.19

Pubblicato da Davide

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15 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Non ne posso più di questi “professori” . Ma cosa ” producono” per la società? Solo chiacchiere che lasciano il tempo che trovano e per di piú vengono pagati (dai cittadini) profumatamente. Meglio se imparavano il mestiere dello zappatore (il quale è più utile alla società di certi professoroni)!

  2. Purtroppo la situazione politica italiana è veramente deludente.

    Negli ultimi anni ho votato per il M5S nella convinzione che, anche se si capiva che era un’armata Brancaleone, gli intenti fossero nobili.
    Dopo la formazione del governo giallo-fucsia sono arrivato quasi a pensare che in futuro avrei potuto votare Lega come rappresentante almeno di un populismo trumpiano, ma le ultime uscite di Salvini sull’euro hanno dissolto ogni dubbio in proposito. Se non spara alto neanche quando è all’opposizione non lo farà a maggior ragione se torna al governo.

    Chi ci rimane? Marco Rizzo? Vox Italia? Mah…

  3. Francamente mi sarei aspettato qualcosa di più profondo e puntuale. Il problema del Mov va analizzato tenendo presente la composizione e le dinamiche al suo interno, visto che non è un monolite. Chi ha spinto e sta ancora spingendo, nonostante le resistenze, il Mov verso un futuro da ruota di scorta del Pd è Grillo più di ogni altro e così facendo alimenta i sospetti, che solo Sgarbi ha avuto il coraggio di indicare di fronte alla Gruber, cioè che lui è sotto ricatto a causa del figlio. Vedere ad esempio le resistenze di Di Maio ad una alleanza organica con il Pd nelle regioni. Rischieranno l’estinzione se diventeranno anche loro ‘casta’ come il Pd perché la gente sceglie sempre l’originale e mai la copia.
    Vedo che ancora impazza la leggenda metropolitana della crisi di Agosto come Papeete, mojito, colpo si sole ecc. ecc. In realtà non c’era solo il fatto che il governo era ormai diventato il governo del NO come dice Salvini, la cosa più importante era che il ‘capitano’ si era sporto troppo dalla finestra con la sua manovra economica da 50 miliardi e avrebbe dovuto andare a dire al ceto sociale di riferimento che …aveva scherzato, perdendo così la faccia. Meglio allora la crisi di governo e andare all’opposizione.
    La crisi del sovranismo a livello europeo si chiama :euro. Avevano puntato sulla fine della moneta unica ma non avevano fatto i conti con il popolo il quale vuole una moneta forte perché è anche popolo consumatore. Un altro limite del sovranismo è il nazionalismo stile primi anni del ‘900. Non funziona più, la gente sente che ci sarebbe bisogno di Europa, solo non questa, basata sull’austerità e l’invasione dei migranti.
    Quanto all’imminente ‘pericolo fascista’ la cosa ridicola è che il fascismo c’è già in questo Paese , è il fascismo rosso. Sono quelli che accettano la democrazia solo se il popolo vota a sinistra, se vota a destra è ‘l’emergenza democratica’.

  4. Saccente analisi del nulla imperante, non è il M5S all’implosione, o almeno non lo è più del sistema in se e di tutti i partiti che ne fanno parte. La stessa lega, arrivasse al governo, dimezzerebbe i consensi in 6 mesi.
    Dio, patria e famiglia (anche lgbt) non sono temi vetusti della sola Meloni, ma sono temi, con leggera sfaccettatura di tutte le forze politiche che compongono il parlamento. Temi buoni per attirare consensi e voti ma assolutamente inutili per rilanciare un paese allo sfascio.
    In nome di questa triade, o meglio, devi voti che questa triadecologica porta si stà distruggendo un paese. E’ il più classico curare i sintomi senza curare la malattia e non vedo nessuno che abbia la volontà di perdere voti e consensi per curare il paese.
    Dio dovrebbe essere in altre faccende affaccendato, i rosari ed i santini dovrebbero essere usati in luoghi consoni, il parlamento non è una chiesa e la politica nella patria dei nostri padri non può essere scritta nella sede del Vaticano (i nostri interessi non son i loro) la patria e la famiglia in primis necessitano di reddito da lavoro, di piena occupazione, e per avere la piena occupazione ci servono imprese e produzione (la destra dice che devono essere private, la sinistra che dovrebbero essere statali- sinceramente la diatriba non mi appassione, servono imprese è questo che mi interessa).
    Dio, patria, famiglia fanculo, qui serve lavoro, impresa e produzione per rilanciare la nostra patria e le nostre famiglie………ma si continua con bonus bebè e tasse sulle merendine (tanto per andare a pari).

  5. Il miglior amico di Renzi? Matteo Salvini.
    Ha fatto l’unica mossa possibile per riportare Renzi alla ribalta.
    Renzi non combinerà niente, si sa, è stracotto. Ma se lo lasciava dov’era, sarebbe stato meglio.

  6. Marco Tarchi è il vero post-ideologo della Destra italiana o, se preferite, il post-ideologo del MSI. Il quale ha qualche seguito da parte della Nuova Destra ma, paradossalmente, è limitato alla periferia del fenomeno, come lui stesso racconta:

    “I micropartiti nostalgici del fascismo sono marginali e ininfluenti. E non avrebbero il seguito militante di cui per adesso dispongono se, a suo tempo, i postfascisti di Alleanza nazionale non avessero gettato a mare la loro organizzazione giovanile, che secondo Fini dava ombra al suo riciclaggio in senso liberale. Mancando un progetto di formazione credibile, a qualche migliaio di ragazze e ragazzi non è rimasta altra scelta che rituffarsi in vecchi miti. Che politicamente non hanno alcun margine di spendibilità.”

    Se vogliamo tracciare un parallelo, la Destra italiana confluì nel grande progetto neoliberista europeo con AN, poi “cannibalizzato” da Berlusconi, come del resto la sinistra, che finì col generare il PD.
    La scommessa di oggi è, invece, come trascinare fuori da questo consesso l’Unione Europea: qualche successo il M5S lo ha avuto in questo senso, ma – come ben afferma Tarchi – troppo poco per non finire come un partito di centro sinistra un po’ più velleitario. Allo stesso modo sono conciati a destra, anzi, peggio, perché credono che la fumosa ideologia sovranista e salviniana sia un’ideologia di destra al pari dei Gentile o Grandi, o Balbo…mentre non c’entra niente, è una nuova sfaccettatura del liberismo, come lo sono le varie facce dei repubblicani americani, che vanno dai Nashville Agrarians ai neo-conservatori, mentre il presidente eletto è solo un fantoccio dei potentati economici.

  7. C’è un problema in questo articolo, sarà anche un noto politologo colui che viene interpellato ma considerare il movimento 5s una fazione politica con una storia e delle idee ben precise secondo me è un errore madornale, non so se intenzionale o non voluto. L’analisi del movimento dovrebbe essere fatta sulla sua creazione e sull’utilità nel metterla in essere, mi spiego meglio…perchè venne creato? Che utilità portò alla scena politica italiana il suo essere li in quel momento? Qua nessuno prende in considerazione la possibilità che tale operazione di marketing sia stata fatta per catturare e inglobare persone di vario genere e di ideologie diverse ormai deluse dallo scenario politico per dare loro una ipotetica collocazione e speranza, dando così tempo all’élite di riorganizzare una situazione strabollita come quella italiana! In poche parole hanno messo in piedi un teatrino ben guidato dall’istrione Grillo per interpretare e mettere in scena il grande inganno ai danni di noi creduloni (me compreso) affinchè cambiasse tutto per non cambiare nulla!….ora la speranza è che gli elettori di tale movimento capiscano questo e che magari si organizzino altrimenti…perchè se aspettano un qualsiasi cambiamento da sta teatranti grotteschi e impacciati…aspettano un pezzo!!

  8. “La convinzione che chi sta in basso sia eticamente superiore” come uno dei pilastri del populismo mi pare veramente una grande stupidaggine non degna di un politologo come si afferma essere l’autore del pezzo; correggerei con l’implementazione di politiche realmente a favore delle classi popolari tradizionalmente subalterne come tratto distintivo del vero populismo.
    Accogliendo questa definizione però vediamo che si farebbe fatica per certi versi a vedere una forza come la Lega come populista tout court stante la sua spiccata predilezione per misure tanto sbandierate come la flat tax che in realtà sarebbero niente più che la tassa regressiva per cui chi ha di più paga meno e viceversa.
    Il 5 stelle invece tra alcune contraddizioni, ha comunque palesato durante l’esperienza di governo Conte 1 una tendenza alla volontà di attuare politiche redistributive verso il basso della piramide sociale, cosa che in passato era caratteristica di una autentica sinistra poi smarritasi completamente divenendo il partito del globalismo finanziario, parlo in particolare del Pd.
    Ora questo Conte bis anche a me come a molti altri già elettori 5 stelle, ha lasciato molto perplesso, se non altro per il fatto di essersi alleati col Pd stesso finora partito dell’élite globalista.
    Gli sviluppi però potrebbero anche non essere nefasti del tutto se lo stesso Pd nel frattempo recuperasse almeno in parte una vocazione sociale.
    Personalmente non ci credo molto ma certo non nutro alcuna speranza sul centrodestra che è il solito vecchio arnese di 25 anni fa anche con Salvini.

  9. Dimentichiamoci i 5 stellasse come di un movimento “rivoluzionario”, dietro aveva la Link University, snodo di relazioni dei servizi NATO, quindi era un’organizzazione organica e ad uso del PD o meglio dei suoi dirigenti di area centrista (ormai pressochè tutti), non a caso dopo l’accordo di governo con i piddini i 5 stellasse hanno disdetto la loro festa torinese per improvvisa scomparsa dei militanti passati in massa alla Lega, mentre la loro pseudo festa nazionale l’hanno fatta a Napoli a casa di Di Maio, pupillo di Scotti ex leader della corrente DC detta “corrente del golfo”, e del centrosocialaro Fico, quindi i militanti non gli mancavano.
    Non è che i voti ai 5 stellasse gli manchino, a sud hanno vecchie clientele DC, raccordi con coop di area cattolica e ONG finanziate da Soros, poi attraverso Conte hanno buoni rapporti con la sant’egidio, potentissima lobby affaristica collegata alla comunità LGBT, attraverso Spadafora e simili.
    Insomma sono una versione 2.0 della DC, come quella dedita all’immobilismo e alla corruzione.

  10. Articolo lucido e coerente da condividere in pieno.

  11. Vedo che è ancora strapieno di coglioni che pensano di poter cambiare il sistema con una X ogni 5 anni…il problema siete voi,prima ve ne rendete conto meglio è.

  12. Nonostante tutto, nel bene e nel male, il M5S continua ad essere il vero elemento estraneo del panorama politico italiano; solo per questo meriterebbe di essere ancora preso in considerazione, anche tenuto conto di eventuali deliri del suo capo e quant’altro. D’altronde se in Italia, ancora oggi uno come mister B riesce a ritagliarsi un suo nocciolo duro di seguaci (anche se è vero che conserva le tv e i giornali), non si vede perchè il M5S dovrebbe estinguersi solo per far piacere a chi parla di sovranismo e di populismo un tanto al chilo. Non si tratta di condividere tutto quello che fa il M5S, di errori ne fa e anche grossi, come è stato recentemente per il taglio dei parlamentari, ma il movimento continua ad essere un riferimento politico per iniziative che non sono facilmente gestibili anche dai poteri che si presume dovrebbero avere il suo controllo. Se il capitano dice che uscire dall’euro non se ne parla proprio, e tantomeno dall’Europa, non si capisce perchè si dovrebbe adottare un metro diverso di giudizio nei confronti di un movimento o di un governo che cerca la via del compromesso e dell’accordo, come ad esempio sta avvenendo, in fase molto più avanzata, con la Brexit. Oscillazioni nel consenso, attualmente in Italia, riguardano tutte le forze politiche, compreso Salvini e la lega, e compresi eventuali piccoli nani sovranisti che potrebbero, contro ogni previsione e logica, essere strumentalmente favoriti (sempre dagli stessi poteri che creano divisioni dal nulla) nella loro ascesa, anche solo per frammentare il panorama complessivo degli scontenti

    • MisterB e zingaretti e renzie hanno i media in mano….SCUSA SE E’ POCO!
      I 5* e la Lega nulla nel condizionare la casalinga di Voghera….ah scusate la casalinga di 70 anni non è avvezza alle nuove tecnologie…

    • Come partito di puro potere senza onore idee e dignità ha senz’altro ha un futuro è indubitale anche se è un mondo piuttosto affollato . Come movimento che avrebbe dovuto aprire il sistema è le istituzioni come una scatola di tonno direi che non hanno un futuro , ma nemmeno un presente e ,se devo dar ragione a tutti i commentatori main stream che si sono accorti che i 5s altro non sono che dei criptopiddisti, neppure un passato. Insomma il loro futuro è fare la parte del tonno. Chiedo scusa se uso una battuta della meloni ma la trovo talmente carina e vera che non posso resistere dall’usarla!

  13. Se varano lo “ius soli” per l’Italia è FINITA!