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M5S: la creatura

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il nostro Giggino Di Maio è troppo giovane per guidare una forza politica della portata del M5S, troppo giovane e inesperto, non perché abbia sbagliato qualche congiuntivo in corso d’opera, quello può capitare anche ai pasdaran della cultura accademica, magari nell’epoca degli apocalittici e degli integrati, ma soprattutto perché è privo di letture fondamentali per affrontare un compito così arduo.

Probabilmente non ha letto “Il Principe” di Machiavelli (a differenza di Salvini), un manuale di strategia politica criminale che insegna ai governanti a conquistare il potere, a potenziarlo e infine a mantenerlo, anche attraverso la truffa, l’inganno, il tradimento, l’omicidio, la strage. Diversamente saprebbe che nel suo caso, nell’abbraccio mortale con un politico navigato come Salvini, complice delle più immonde schifezze dei governi berlusconiani, lui è destinato ad essere spellato vivo, ingoiato e digerito in un sol boccone .

Probabilmente non ha letto nemmeno “Non pensare all’elefante” di George Lakoff, che ci insegna che le persone non votano secondo ragione, ma secondo emozione valoriale, non votano per il proprio interesse, ma per i valori in cui si identificano. Un voto in cambio di un desiderio, un voto in cambio di un’identità. Il marketing elettorale per convincere gli elettori dovrebbe limitarsi a trasferire nelle loro coscienze i loro stessi modelli di vita.

Ecco perché i miti dell’Illuminismo non si sono mai realizzati nella storia, perché la verità non può incidere sul reale, dato che le persone non ragionano politicamente secondo logica, ragionano per frames, cioè per metafore identitarie. La presunta verità dei fatti, la possibile verità razionale, per essere accettata, deve rientrare nei frames mentali che le persone già possiedono. Se i fatti non rientrano nei frames (valori identitari, ideali sociali, origini etniche, stereotipi culturali), i fatti vengono sistematicamente rifiutati. Si vota con il cuore e con la pelle, non con il cervello.

La rappresentazione politica della civiltà occidentale è ideologicamente spaccata in due, si dibatte tra due miti familiari opposti: quello del padre severo (patriarcale, autoritario, politicamente di destra), e quello del padre comprensivo (politicamente progressista, che divide le responsabilità con la madre). Questa divisione tra i due modelli educativi, dice Lakoff, rispecchia la divisione tra due modelli di cultura, due sistemi di valori, due visioni politiche del mondo, due visioni economiche (neoliberista e keynesiana). Ecco perché la proposta politica per essere vincente dovrà toccare le corde più inconsce del tessuto culturale di una nazione, evitando di mettere in crisi gli stereotipi consolidatisi attraverso i millenni, perché se ciò accade entra in crisi anche il sistema culturale ed economico: il pater familias ed il mos maiorum.

Ora invece con la nuova coppia di fatto gialloverde ci troviamo di fronte ad un unicum per la politica italiana. Non più un maschio e una femmina, ma due maschi… ma chi è il vero pater familias vincente tra i due? Il pater della destra conservatrice, nazionalista e sovranista, che difende i valori della famiglia, i confini del territorio, il mos maiorum di una nazione…? Oppure il padre progressista permissivo che condivide la responsabilità educativa con gli altri componenti del gruppo, ma che ha un’identità confusa, smarrita, impacciata, nebbiosa, e pronta ad obbedire ai diktat e ai ricatti del vero macho della coppia genitoriale?

È chiaro che se Di Maio è pronto ad interpretare la parte femminile della coppia, è inesorabilmente destinato a perdere su ogni fronte. Se il capo politico del MoV non si rende conto che contraddire la metafora culturale più profonda della nostra identità occidentale, significa perdere la legittimazione di un vasto consenso popolare, allora la tenuta elettorale del MoV si trova di fronte ad un grave rischio.

Anche Chiara Volpato scrive così in Psicologia del maschilismo”: “Le immagini dei cardinali riuniti in conclave, del vertice della Banca Centrale Europea, di governi, consigli di amministrazione, gerarchie militari mostrano senza bisogno di parole la perdurante supremazia maschile. Il soggetto è irritante, ma capitale. Lo asseriva Simone de Beauvoir, nell’introduzione al Secondo Sesso. Non possiamo che pensarlo anche noi, sessant’anni dopo”.

Infatti nell’arco della storia la figura femminile è stata costantemente svilita, ridotta al silenzio ed esclusa dal discorso pubblico autorevole, distinto dalle chiacchiere da salotto, ancora oggi associate soprattutto alle donne. Rivendicare il diritto di parola e violare le norme della tradizione reclamava una punizione certa, espressa attraverso ingiurie, oltraggi, stupri e femminicidi.

I poemi omerici ci propongono l’immagine di una donna che doveva curare soprattutto la propria bellezza, eccellere nei lavori domestici, ma obbedire sistematicamente all’uomo, padre, marito o figlio. Nell’antica Roma poi la condizione della donna migliorerà ma di poco, le donne romane non erano più legate ad una funzione puramente biologica, perché fu loro affidata la fondamentale mansione socio-educativa nel confronto dei  figli, per farli crescere come dei valorosi cives romani. Le tappe fondamentali della vita però rimanevano le stesse, e passavano dalla sottomissione ai padri, a quella dei mariti, a quella dei figli maschi, che avevano potere di vita e di morte su di loro.

Basti pensare al matricidio praticato dall’imperatore Nerone nei confronti della madre Agrippina, raccontato da Tacito negli “Annales”, oppure alle tante donne rappresentate da Boccaccio nel “Decameron”, cui veniva negata costantemente anche l’eredità familiare, perché trasmessa per via maschile dal padre ai figli maschi, scartando addirittura la moglie o la madre.

Inoltre la secolare lontananza delle donne dalla sfera pubblica, ovvero la difficoltà di accesso alla cosiddetta “stanza dei bottoni”, appare oggi tutt’altro che risolta. Basterebbe citare proprio il governo gialloverde, per notare che il triumvirato Conte-Salvini-Di Maio è un’espressione totalmente maschile.

Ora torniamo sul voto sulla piattaforma Rousseau in merito al caso Diciotti-Salvini, in cui è apparsa per la prima volta una nuova ‘creatura’, che non conoscevamo.

Pilatesca e del tutto contraria ai valori del MoV la scelta di proporre un quesito ambiguo, che chiedeva di votare SI’, quando si negava l’autorizzazione a procedere, e NO, quando la si concedeva… corredato per di più da un lavaggio del cervello a tutto tondo a favore del SI’, con video di Giarrusso incorporato e post apologetici del macho pater familias, salvatore della patria, che mostrava i bicipiti muscolosi contro le orde di invasori selvaggi, chiuso i porti ed alzati i muri della fortezza Italia, per tutelare la pace e il benessere nazionale.

A questo proposito molto si è discusso sull’editoriale di Marco Travaglio, intitolato “Movimento 5 Stalle”, e all’occasione si sono alzate molte grida d’indignazione, rabbia, irritazione, disgusto… dimenticando però che quello che dice Travaglio è sacrosanto,

“Perché, quando si chiede al ‘popolo’ di pronunciarsi non su questioni di principio, ma su casi penali dei quali non sa nulla, la risposta che arriva di solito è sbagliata. E quella data ieri dalla maggioranza degli iscritti 5Stelle non è solo sbagliatissima: è suicida. La stessa, peraltro, che auspicavano i vertici, terrorizzati dalla reazione di Salvini, cioè dalle ripercussioni sul governo e dunque sulle proprie poltrone. Per salvare Salvini, i 5Stelle dannano se stessi. Nemmeno le parole sagge e oneste dei tre sindaci di punta – Appendino, Nogarin e Raggi – raccolte ieri dal Fatto sono servite a restituire la memoria alla maggioranza della ‘base'”.

Forse non tutti ricordano che Travaglio ha seguito la nascita e l’ascesa del MoV fin dalle origini della sua storia, che teneva una rubrica settimanale sul blog di Grillo ‘Passaparola’, in cui faceva l’analisi politica settimanale, quindi che l’opinionista più famoso del giornalismo italiano  ha corredato la storia del MoV con molti editoriali sia positivi che negativi, ma soprattutto ha difeso sempre molti valori chiave del MoV, difesa dell’onestà politica, lotta alla corruzione, lotta ai potentati d’interesse, che monopolizzando la costruzione di grandi opere (Tav, Mose, Inceneritori, Tap), fanno lievitare i costi 3/4 volte rispetto al resto d’Europa, ed evitavano anche indagini, processi e condanne grazie all’impunità assicurata dalla lentezza della giustizia e dall’uso sistematico della prescrizione.

Ora il motto ‘i politici si devono difendere nei processi e non dai processi’ si è tramutato in ‘quando il reato è politico e compiuto nell’interesse dello Stato’ non è un reato, i giudici non ci devono mettere becco, solo il governo è legittimato a giudicare se stesso.

Con l’eterno ritorno dell’uguale, tutto il fronte politico, compresi i 5S, si sono messi a parlare all’unisono come il mafioso di Arcore, la magistratura non si deve interessare di processi politici, ogni azione compiuta da un ministro nella pratica delle proprie funzioni è legittimata se svolta per la difesa dello Stato. La stessa indipendenza della magistratura sembra diventata inutile, superflua e dannosa.

Ma questa è una “storia diversa”, “non ci sono di mezzo le tangenti”, e tanti  bei “saluti a quei fresconi dei sindaci Raggi, Appendino e Nogarin, più volte indagati o imputati non certo per storie di vil denaro, ma per atti compiuti nell’esercizio delle funzioni di governo, che mai hanno detto una parola contro i magistrati e si sono sempre difesi nei, non dai processi” (Marco Travaglio).

Il governo non sarebbe certo caduto, questo ce lo ha raccontato l’apologeta delle bufale felpate, esponente di spicco della casta, dato che possiede una Onlus ‘Più Voci’ che prende soldi da uno dei peggiori palazzinari romani, il signor Luca Parnasi, prima incarcerato poi agli arresti domiciliari.

Ribadire ad ogni occasione la propria identità, non sarebbe stato tradire Salvini, in questo caso particolare si doveva difendere la propria coerenza, non subire i suoi ricatti, rispettando la magistratura anche se politicizzata, perché la divisione dei tre poteri è il fondamento stesso della democrazia, quindi se mai proporsi come imputati dello stesso ‘reato’ ipotizzato dai magistrati di Catania, concedendo l’autorizzazione a procedere anche per se stessi. Solo così sarebbero apparsi all’opinione pubblica coerenti, leali e rispettosi della magistratura, ancora una volta i 5S di sempre.

Perché battersi contro di essa, anche se legittimo, comporta il risvegliarsi dell’eterno ritorno dell’uguale, della guerra contro le toghe rosse di tragica memoria… e gli elettori provenienti da sinistra, che rappresentano la maggioranza, sono particolarmente sensibili su questo tema.

Un atto non dovuto, gratuito di sottomissione a Salvini, lo stesso che ha boicottato il contratto di governo in tante occasioni, Tav, Decreto Dignità, Trivelle, Inceneritori e poi pretende l’asservimento totale degli alleati.

A questo punto ci si chiede se Di Maio sia solo sprovvisto di letture, sia troppo ingenuo o addirittura complice. Il MoV si sta trasformando in partito, perché si è accorto che occorre una struttura più solida, visto che perde quasi tutte le amministrative, manca un suo profondo radicamento sul territorio, non ha saputo allevare una classe dirigente all’altezza del compito.

Il nostro Giggino dice che occorre una Segreteria che operi un ampio monitoraggio sulla crescita del partito, e che alle europee presenterà professionisti affermatisi nella società civile.

Insomma il MoV sta diventando una creatura politica diversa da quella fondata dieci anni fa da Grillo, Casaleggio e decine di migliaia di militanti, sembra essere qualcosa di radicalmente diverso, ma che per il momento non ha ancora assunto un’identità precisa.

La ‘creatura’ uscita dalla votazione di Rousseau per ora assomiglia a una sorta di Jabba the Hutt, una grossa lumacona informe, priva di arti inferiori e con una lunga coda.

La metamorfosi è ancora in fieri, ma se il M5S perde la stella polare della ‘legge uguale per tutti’, alla fine gli resta ben poco, perché quello era il fondamento di tutte le altre battaglie, il caposaldo della sua stessa identità, della sua diversità rispetto ai vecchi partiti della casta. Speriamo che non abbia preso troppe lezioni dallo sciamano felpato di verde, salvatore della patria, dei derelitti e delle donnicciole indifese.

Anche perché un po’ imbranati ma onesti i grillini ci erano piaciuti molto, ma incapaci e anche disonesti non so se riusciremo a sopportarli.

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

21.02.2019

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

17 Commenti

  1. ” difendersi nel processo, non difendersi dal processo” ??
    NO grazie mi difendo come mi pare.
    Una semplice osservazione dimostrerà come questo slogan invocato nel caso specifico del tentato processo a Salvini sia contraddittorio. Per mandare a processo Salvini occorreva dire preventivamente che il suddetto ha agito per interesse privato, non pubblico, ma se dico che ha agito per interesse privato ho già ANTICIPATO il giudizio di colpevolezza proprio quello che un processo dovrebbe cercare di stabilire.
    L’attività di governo sta facendo bene al M5s aiutandone la maturazione nel confronto con i gravi problemi della amministrazione della cosa pubblica.
    Non sappiamo che farcene di un Movimento che fonda la sua “diversità” su stupidi slogan.
    E’ dai risultati, dalla coerenza, dall’onestà della sua classe dirigente che ci aspettiamo il bene del nostro Paese.

  2. Rossana Spadini ed Alessandro Guardamagna sono due bravi e valenti giornalisti.
    Per questo motivo, considerata la loro sviscerata ed incondizionata fiducia in uno dei tre poteri dello Stato e nella sua totale e perfetta autonomia, chiedo se possono verificare chi sponsorizza la rivista “Diritto, immigrazione e cittadinanza”

  3. Articolo divertente.Condivido molti commenti ma a me sembra che sfugga comunque quale sia il vero problema. In Italia ci sono duecentomila leggi. Ne abbiamo più noi che tutti i Paesi della UE messi insieme. Inoltre abbiamo aderito a tutti i trattati internazionali possibili ed immaginabili. In teoria un cittadino Italiano può essere condannato anche se sputa per terra.
    La Magistratura è rimasta l’unica vera categoria di intoccabili tant’è che non risponde dei propri errori e i suoi esponenti vengono giudicati da altri magistrati, per non parlare degli aspetti economici e dei privilegi che non sono stati minimamente toccati rispetto ad altre categorie. L’idea che un qualsiasi Magistrato possa bloccare l’azione di un Ministro o dello stesso Governo, non per delitti comuni, ma sindacando sull’azione politica è tipico dei Paesi privi di reale sovranità. La sovranità appartiene al popolo e la ragion di Stato ha il primato su tutto il resto. Si possono commettere delitti in nome della ragion di Stato? Si si possono ed in qualche caso si debbono. Un Paese che non lo fa non è un Paese né libero, né sovrano.
    Il buon Obama ha controfirmato centinaia di assassinii a mezzo di droni. Sembrerebbe che anche Francia ed Gran Bretagna abbiano sezioni dei servizi segreti per operazioni “speciali” per non parlare di Israele. Qualcuno ricorda la “moria” degli scienziati e dei Fisici iraniani? La idealizzazione della figura del Magistrato fa parte di un pensiero debole e mi dispiace per Camillo Davigo ma fu la magistratura ad eliminare un’intera classe politica, certamente corrotta, ma con ancora il senso dell’interesse nazionale e fu sempre la magistratura a far fuori Baffi e Sarcinelli aprendo allo sfascio ed alla svendita della nostra sovranità monetaria e del nostro Paese.

  4. SACRIFICARE AL FETICCIO DELLA LEGGE
    Dimostrerò perchè col suo articolo “dalle stelle alle stalle” M. Travaglio
    questa volta è in errore.
    Nella prima parte T. sostiene che è stato un errore affidare il quesito
    agli iscritti perchè quando si evita di prendere le proprie
    responsabilità la plebe libera i Barabba (nel caso specifico
    Salvini). Se fosse vero dovremmo abolire i referendum che talvolta ci
    presentano quesiti tecnici in cui le competenze della persona media
    paiono insufficienti. Ma non era questo il caso, alla “plebe” è
    stato solo chiesto se Salvini e il governo si fossero ben comportati.
    Il quesito era chiaro e proporlo in altri termini avrebbe suscitato
    critiche di segno opposto. Travaglio ha quindi dimostrato di avere
    una concezione elitaria della democrazia questa certo non in linea
    con le nostre istituzioni. Tralascio la parte centrale dell’ articolo
    in cui fa sostanzialmente un processo alle intenzioni dei dirigenti
    M5S accusandoli addirittura di aver abbracciato lo stile arrogante
    del berlusconismo.
    Ma veniamo al secondo argomento che sostiene Travaglio. I capi del M5s
    sono accusati di aver derogato ad una storica parola d’ordine di
    Grillo e Casaleggio: “ogni volta che deroghi ad una regola,
    praticamente la cancelli” adducendo quelle che secondo T. sono un sacco di fesserie tipo “non si tratta di tangenti”, “il caso è diverso”, “i sindaci i
    processi li hanno affrontati” e il famoso “ci si difende nei
    processi, non dai processi”.
    Vi racconto una storia dalla Bibbia. Dopo la fuga dall’Egitto Yahwe
    diede le leggi agli israeliti e stabilì che il sabato era sacro e
    nessun lavoro era permesso a pena di morte. Ora avvenne che un sabato
    un poveretto fu sorpreso a raccogliere sterpi per riscaldare la sua
    tenda. Le guardie lo arrestarono e lo condussero a Mosè che però
    non se la sentì di farlo giustiziare e diede ordine di metterlo in
    una cella. Nella notte Yahwe gli comparve in sogno e disse: “Mosè,
    quell’uomo ha peccato e deve essere messo a morte”. Così fu fatto
    il mattino seguente. Qualche secolo più tardi un certo Gesù
    giustificò il pastore che di sabato andò alla ricerca della
    pecorella smarrita perchè, disse, il sabato è fatto per l’uomo non
    l’uomo per il sabato. Così io vi dico le regole sono al servizio
    degli uomini non gli uomini al servizio delle regole che è ciò che
    poi fanno i giudici quando valutano ogni specifico caso alla luce
    della legge.
    Perciò l’articolo di Travaglio è una vaccata.

  5. Dopo aver letto questo suo pezzaccio, non posso che salutarla definitivamente; cari saluti signora Rosanna.
    Un eventuale, improbabile, governo PD/FI o un eventuale, probabile, governo tecnico la ringraziano sentitamente.

    Per fortuna, resta ancora una quona percentuale di italiani non obnubilati dall’auto-lesionismo; non resta che sperare in loro.

  6. Ho sempre letto con interesse gli articoli della Spadini e che ne ho sempre apprezzato i contenuti ma questa volta non concordo in nulla se non nel fatto che il M5S debba stare molto attento agli interventi demagogici di Salvini all’interno della dialettica del “contratto” e dello spazio mediatico ed elettorale che cerca di procurarsi a gomitate. Non condivido affatto invece la posizione “giustizialista” alla Travaglio. E’ realtà di fatto che molte persone note e meno note, Enzo Tortora tra queste, sono state rovinate da inchieste giudiziarie costruite sul nulla o con premesse sbagliate da magistrati incompetenti o in malafede. Salvo poi scoprire anni dopo, grazie alla farraginosità del nostro sistema giudiziario, che erano innocenti. E socialmente rovinate. E’ facile ipotizzare che il pd utilizzi o i pasdaran di MD o teste di legno per false accuse di reati ( ma c’è l’obbligo dell’azione penale) contro i suoi avversari politici. Un ministro (non particolarmente simpatico ma molto macho) con il sostegno dell’intero governo prende una decisione politica in una determinata situazione. Decisione forse opinabile ma sicuramente politica e concordata. Un magistrato interviene ravvisandone un reato ministeriale. Il riformato art.96 della Cost. stabilisce che non si tratta di tale fattispecie se la decisione è presa “per tutelare un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o per perseguire un preminente interesse pubblico”. Chiunque non sia intellettualmente disonesto è in grado di capire che ci troviamo in questa situazione. L’unico risultato che si sarebbe ottenuto andando a processo sarebbe stato quello di far cadere il governo. Salvo poi capire a posteriori che si trattava di un tipico esempio di “lotta politica” alla Renzi. E’ questo che auspicano Spadini e Travaglio?

  7. Quante parole……mi sono perso, quale era il fine? E il mezzo? Boh..?!?

  8. A me pare che il “tradimento” su vaccini, euro, TAP, ecc. sia molto più grave di un eventuale tradimento dei principi formali, tutto da dimostrare poi.
    Per una volta ancora, e mi sembra ogni volta un miracolo, la decisione condivisa denota grande saggezza “pratica”, se così si può dire. E’ un giudizio di buon senso, ma non per questo privo di carica politica, che è poi la sostanza, in accordo con le forme istituzionali della situazione pretestuosamente creata da un opposizione sempre più becera, questa sì, nella sostanza come nella forma.

    Comunque se do per certa la buona fede di Rosanna, lo stesso non posso dire di Travaglio.

  9. Rosanna gigio e i suoi amici han gia’ fatto 2 mandati, secondo te voglion tornare a fare i bibitari al san paolo o mestieri simili? Van dietro a salvini,che e’ protetto da usa, anglo, israele, penosamente per i click, invece di imporre loro politica, la gente vuole poi l’originale,inoltre han promesso tutto a tutti in campagna elettorale.

  10. La Thacher, la Killary, la Merkel, la Bonino. la Albright, Condoleza etc… il sesso debole? Forse Di Maio ha capito che ruolo vince nella coppia…prima del principe ci fu’ Matilde di Canossa!

  11. Qui come al solito i giornalisti commentano sul movimento senza conoscerlo , commentano per quello che si sono autoraccontati e allora il movimento è una creatura di travaglio come dicono tutti quando invece è travaglio ad essersi accodato per opportunità , il movimento è la magistratura ecc.. ma la verità è che il movimento è democrazia diretta e onesta intellettuale prima che slogan chi ha votato sperando in altro o meglio perché non sapeva chi votare puo anche riprendersi il voto alle prossime elezioni noi siamo qui per restare e cambiare le cose non per adulare questo o l’altro elettore

  12. Sembra la sindrome delle cd professoresse in cattedra, coraggio!

  13. E con questo scontro tra partigianerie si seppelisce il fondamento di una Democrazia:” la Legge è uguale per tutti” . Con questa decisione, la classe politica, ancora una volta, si ” autoreferenzia” ,…basta che sia per ragioni di Stato . Così , un domani, ” per il bene della Nazione” si potrà espropriare i privati della propria casa. Sempre per il bene della Nazione, s’intende! Oppure, caso reale, già avvenuto, con provvedimenti di legge, espropriare centinaia di migliaia di cittadini, dei risparmi ,facendo fallire le banche ,forzatamente. Ma è stato per il bene della Nazione !
    A proposito, se , al posto di Salvini, ci fosse stato Berlusconi ?!
    La fattoria degli animali, vedo, è ancora in auge

  14. Come dici tu,la realtà è una cosa la verità è un’altra.Visto e considerato che salvini e di maio,sono gli utili idioti del momento,quando sarà necessario il cambio,finiranno come l’ignorante renzi,oppure come berlusconi,che per salvare le sue aziende deve ancora elemosinare quel poco di potere che gli concedono.Per il resto lo spettacolo continua.

  15. Posso “buttarla” qui? Perché a volte vengo assalito da cattivi pensieri.
    Fino a poco tempo fa pensavo che Salvini fosse un burattino del Berlusca facile da gestire, ora invece, grz al “saper fare” il suo consenso è in continua ascesa perché sa come parlare alla pancia del Paese.
    Nonostante ciò nn è un fesso per rischiare, “sollecitato dal nano di arcore, di staccare la spina a qst patto di governo, anzi le cose con Di Maio vanno sempre per il meglio.
    Allora, ecco adesso la Magistratura …
    E chi mi dice se un prossimo domani”, nn potrebbe essere “terminato” “accidentalmente”,( il come, credo che su qst blog lo si dia per scontato ) affinché “il solito sistema” nn prenda con i suoi uomini l’OPA del partito?

  16. La prima parte dell’articolo è condivisibile. Per il resto è del tutto inconferente il riferimento alla solita menata del maschilismo.
    Quanto alla richiesta di autorizzazione a procedere, prescindendo da quanto abbia detto Salvini, qui quello che è del tutto errato (per usare un eufemismo) e degno di una repubblica delle banane, è il fatto di avere indagato un ministro per un atto politico di alta amministrazione di ordine pubblico, espressamente previsto dalla legge. Con buona pace della divisione dei poteri.

  17. Ma che ragionamenti fa?
    È proprio perchè credono nell’onestà e nella giustizia che
    quei 4 cittadini sfigati hanno votato a favore di Salvini in quanto
    in primo luogo il reato contestato non sussiste e un processo
    avrebbe comportato … sappiamo bene cosa…(è lampante poi che
    il caso dei sindaci processati e poi assolti sia ben diverso da quello
    di Salvini, e quindi il paragone non è attinente).

    Inoltre le chiedo, lei si fa ancora obnubilare dall’importanza
    strategica delle quote rosa presenti in politica o nell’esercito?
    Brava ha capito veramente tutto…
    Io di certe donne politiche, lascio a lei immaginare chi, e ve ne
    sono sia di destra che di sinistra, faccio volentieri a meno con-
    siderando soprattutto le ideologie deleterie che hanno abbracciato.

    Poi lo sapeva che l’ultima preoccupazione di Simone de Beauvoir
    quando era in fin di vita, era far uscire le ultime opere di Sartre?
    Di cui era succube.