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Lo scandalo Weinstein ci dice cos’è veramente Hollywood

FONTE: RT.COM

Weinstein era un potentissimo produttore cinematografico, co-fondatore di Miramax Films e grande finanziatore di politici Democratici. È stato licenziato dal suo incarico di co-presidente della Weinstein Company dopo che il New York Times ha pubblicato un articolo che rivelava le sue seriali molestie sessuali verso impiegate donne. La sua storia è una tale tempesta perfetta di corruzione, depravazione ed ipocrisia che rappresenta alla perfezione il decadimento morale dell’America.

Il pezzo del Times ha rivelato che Weinstein negli anni ha patteggiato almeno otto diverse cause legali per molestie sessuali. L’articolo era solo la punta di un iceberg veramente grottesco, perché a séguito è emersa una serie di altre accuse.

In un articolo del New Yorker, ironia della sorte scritto da Ronan Farrow, figlio del presunto pedofilo Woody Allen, emergono ulteriori conferme del comportamento predatorio di Weinstein. Sarebbero state coinvolte anche l’attrice/regista italiana Asia Argento ed altre due donne che dicono di esser state violentate.

Le accusatrici più famose sono Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Ashley Judd, Rose McGowan e Rosanna Arquette.

Praticamente ogni personaggio pubblico ora sta facendo il proprio ipocrita teatrino di denunce. Tutte le star del cinema, membri dei media e politici che ora rimproverano aspramente Weinstein, durante il suo grottesco regno non avevano mostrato altro che vile codardia.

Molti pesi massimi di Hollywood, come Meryl Streep, George Clooney, Ben Affleck e Jennifer Lawrence, fingono di non sapere che Weinstein era un depravato. Il rotondo e ripugnante Harvey è noto nell’industria cinematografica per il suo approccio petulante ed imperioso, che comprende l’abuso fisico dei propri sottoposti e l’essere una bestia lasciva con le donne. I racconti dei suoi cattivi comportamenti sono così numerosi che anche un signor nessuno come me li conosceva.

Allora come ha fatto Harvey a fare il pervertito impunemente per così tanto tempo? La ragione principale è che possedeva un talento raro che tutta Hollywood brama, cioè la capacità di far guadagnare ai propri film candidature all’Oscar. I suoi film sono stati nominati per Best Picture 26 volte negli ultimi 28 anni e sono stati nominati complessivamente per oltre 300 Academy Awards. In altre parole, Harvey poteva rendere le persone ricche e famose al di là dei loro sogni più selvaggi, motivo per cui tanti ad Hollywood guardavano dall’altra parte quando si comportava da troglodita. Per citare Upton Sinclair, “è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire”.

La cieca ambizione non è l’unica ragione per cui Hollywood ha lasciato fare Weinstein, anche l’opportunità politica ha giocato un ruolo. Weinstein è un vecchio sostenitore dei Democrats, in particolare di Obama e della Clinton, ed ha donato un sacco di soldi per le loro campagne.

Un esempio perfetto di patto col diavolo con Weinstein per motivi politici è Lena Dunham. La Dunham, grande sostenitrice della Clinton e femminista devota, ha ammesso che conosceva la reputazione di Weinstein, ma che nonostante ciò gli ha stretto la mano e si è esibita ad una raccolta fondi per la campagna di Hillary. La Dunham ha dichiarato di aver tradito i propri valori da femminista perché “voleva disperatamente sostenere la Clinton”.

I liberal di Hollywood hanno chiamato i Cristiani Evangelici ipocriti per aver sostenuto Trump, nonostante la sua depravazione morale e misoginia. Concordo che lo siano, ma lo sono anche i liberal di Hollywood per aver lasciato fare Weinstein. Entrambe le parti dovrebbero scendere dal piedistallo e leggere Matteo 7:5: “Ipocrita, prima togli la trave dal tuo occhio, poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

3 decenni di molestie sessuali: gli scandali del pezzo grosso di Hollywood ‘coperti’ per anni https://t.co/vbVjPTCywp pic.twitter.com/tf8cyHafhd
– RT America (@RT_America) 10 ottobre 2017

Lo scandalo di Weinstein mi ha portato alla mente un verso di una canzone degli U2: “se cerchi qualcuno da incolpare, lancia un sasso in aria, colpirai un colpevole”. Quando lancio il mio sasso, spesso ricade sui media, e così è anche in questo caso.

Ronan Farrow ha pubblicato la sua storia sul New Yorker solo perché la NBC, sua datrice di lavoro, ha rifiutato di seguire la storia. NBC è in affari con Weinstein su vari progetti cinematografici e televisivi e senza dubbio non ha voluto infastidire un uomo tanto potente. Questa storia quindi ci dice molto anche dei media.

Anche il New York Times, che per primo ha diffuso la cosa, ne è uscito profumando più come un mucchio di letame che come una rosa. Si è infatti saputo che nel 2004 il giornale aveva insabbiato una storia simile su Weinstein dopo le minacce dei suoi avvocati.

Il NYT che omette una storia importante nei primi 2000 non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia seguito le nefandezze di Bush. La cosa scioccante è chi ha contruibuito a nascondere il suddetto articolo del 2004. Matt Damon. Sì, Matt Damon, il signor Will Hunting e presunto bravo ragazzo, chiamò il giornalista del Times per difendere Weinstein e fermare la storia. Lo stesso fece Russell Crowe. Mi chiedo come Damon e Crowe facciano a dormire di notte, sapendo di esser stati complici di ulteriori tredici anni di donne abusate?

È scomodo dirlo, ma un altro gruppo di persone che avrebbero potuto fermarlo ma non l’hanno fatto sono le sue vittime più famose, cioè Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Mira Sorvino ed Ashley Judd. Avrebbero potuto fermarlo se si fossero fatte avanti anni fa. Il motivo per cui punto verso di loro e non verso le altre vittime è perché erano sia in grado di difendersi sia di sfidare Weinstein. Voglio dire che la Paltrow, la Jolie, la Sorvino e la Judd provengono tutte da famiglie dell’entertainment, ben conosciute ed apprezzate nell’industria. Non erano impotenti perché hanno forti alleati e connessioni profonde nel settore. Queste donne, a parte la Judd, hanno anche vinto Oscar, il che dava loro, ancor di più, credibilità e visibilità per fare le loro affermazioni. Non “incolpo” queste donne di esser state molestate o aggredite da Weinstein, vorrei solo che fossero andate oltre le proprie ambizioni ed avessero salvato altre da quel terribile destino.

La carrellata di condanne per Weinstein continuerà senza sosta nei prossimi giorni e settimane, a ragione, ma vederlo solo come bersaglio di derisione sminuisce quel che lui rappresenta. Weinstein è semplicemente un sintomo della più ampia malattia che io chiamo “reality show America”. Essa vede gli esseri umani come cose usa e getta e merci il cui valore è misurato in termini di utilità per intrattenimento o piacere.

Questa storia ci conferma che il “reality-show America”, che impera nell’ambiente politico-culturale, è una raccolta di ipocriti egocentrici ed amorali, rapidi a condannare gli altri ma incapaci di guardarsi allo specchio.

Gli abitanti di “reality-show America” ad Hollywood, Washington e nei giornali si chiederanno quanto abbiano contribuito alla cultura che ha coltivato un uomo come Harvey Weinstein? Sinceramente ne dubito, perché l’elusione, la miopia emotiva e l’amnesia storica sono americani quanto la torta di mele.

Questo scandalo è un’opportunità, non solo di vedere Weinstein per quel che è veramente, ma anche di vedere l’America per quel che siamo diventati… un branco di codardi senza più etica, allergici all’introspezione ed alla verità.

Questa “reality-show America”, attualmente interpretata dai Trump e dalle Kardashian (con special guest i Clinton) e prodotta da Harvey Weinstein, rivela quanto l’America sia moralmente caduta in basso e quanto tutti noi cittadini non abbiamo più alcuna autorità etica perché, come i nostri padroni, siamo incapaci di essere onesti con noi stessi.

È dura ammetterlo, ma se trovassimo il coraggio di vederci come siamo veramente, riconosceremmo che Harvey Weinstein è l’America e l’America è Harvey Weinstein. Entrambi sono tronfi, corrotti, bulletti ambiziosi, pieni di paura e di odio, che usano il proprio ingombrante potere per sfruttare gli indifesi alimentando i loro impulsi più scuri

 

 

Fonte:

LInk: https://www.rt.com/op-edge/406478-weinstein-hollywood-scandal-women/

12.10.2017

Traduzione per  www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Primadellesabbie

    A parte lo scontro Trump Hillary, del cui contesto sembra essere una schermaglia, perché hanno tirato fuori questa banalissima storia e la tengono in prima pagina così a lungo?

    • paolfili

      Condivido appieno !

  • olmo

    Come disse qualcuno la dialettica si prende sempre le sue rivincite impietose; di fronte ad un mondo hollywoodiano che sbarellava all’idea di un trump sessista e misogino come presidente con tanto di roboanti discese in campo, si disvelano ora per quello che sono cioè un branco di arrivisti ipocriti, narcisisti senza un pensiero coerente e dignità, strumenti della manipolazione mentale dell’inconscio collettivo che ribolle nelle fucine degli studios, un settore dominato della classe dominante! (continuare nell’elenco sarebbe inutile)

  • gix

    Nulla da aggiungere sulla bassezza morale dell’impero, che l’autore denuncia. Ma lo stesso cognome del laido soggetto denuncia l’appartenenza ad una parrocchia che nel mondo dello spettacolo americano, e non solo, va per la maggiore, o almeno così è stato finora. Che dire, probabilmente si tratta di colpi bassi, nel vero senso della parola, tra congreghe che litigano.

    • Holodoc

      Esattamente, probabilmente se la storia è venuta fuori adesso è perché qualcuno ha deciso che fosse il momento di farlo fuori.
      Riguardo alla famosa “parrocchia”, fa riflettere che siano solo il 2% circa della popolazione americana…

  • enricodiba

    Che risate, ma perché anche nella provincialotta italia non funziona cosi, basta pensare ai nostri produttori dei tempi d’oro e delle loro mogli attrici o modelle dell’epoca.
    Oggi il cinema italiano è morto, ma questo meccanismo funziona ancora in tv, dove veline e soubrette varie sono le prime che la danno a dirigenti e presentatori per un posticino in tv, dove il massimo che fanno è mostrare un po’ di coscie, tanto poi vanno ad arrotondare.
    http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/cronaca/vittorio-emanuele-2/sottile/sottile.html
    Anche le attrici americane alla fine tolte pochissime eccezioni, come Meryl Streep che ha messo a posto De Laurentis in italiano quando era una sconosciuta( https://www.youtube.com/watch?v=MihpVBrtGLM); ma le altre sono per lo più delle minus habens, che hanno avuto molta fortuna, tra cui andare con qualche produttore.
    Del resto già la Monroe lo definiva un un bordello sovraffollato.

  • Cataldo

    Spero che l’america non sia come questo personaggio laido, non dobbiamo confondere troppo il popolo con la sua leadership, è vero che ognuno ha i leader che merita, ma non siamo più ai tempi di Voltaire, e le cose sono più sfumate e forse più complicate di allora.
    Sul punto specifico mi sembra che ci sia oggi la corsa a dare il “morso dell’asino” al potente di turno che cade, da personaggi che mi risultano ancor più ripugnanti del laido profittatore.

  • giorgio peruffo

    Condivido in toto l’articolo e penso che Harvey Weinstein non sia l’unico, ma uno dei tanti dalle parti di Hollywood.
    Non si capisce come mai i nostrani “giornalai” non abbiano mai realizzato che Hollywood e sempre stato un enorme puttanaio sostenuto da politici e produttori che di mestiere fanno i magnaccia.

    La frase di Upton Sinclair, riportata nell’articolo ” è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire”, calza benissimo anche per tutta ia “informazione” italiana.

  • Annibale Mantovan

    Secondo me articolo pieno di illazioni. Parrocchia a parte… Di cosa si sarebbe macchiato il signor Weinstein, cosa si intende per molestie sessuali? Un linquaggio scurrile, dei palpeggiamenti non accettati? Erano ricatti o una sorta di scambio? Non si capisce. L’ articolo non specifica, non dice niente. Le stesse denunce delle attrici fatte oggi in un altro contesto, dopo anni, non valgono nulla.

    • Holodoc

      Nel mondo dei media accusa e condanna coincidono. Si vede che era arrivato il momento di metterlo fuori gioco.

  • Gino2

    “Lo scandalo Weinstein ci dice cos’è veramente Hollywood”

    Non ci dice niente che non sapessimo già.

  • Filippo Gregoretti

    Splendida la frase finale…

  • Zerco

    La scrofa che dà del maiale al verro. Angelina Jolie, la missionaria delle ricche statunitensi purchessia nei paesi poveri, quella che protegge povere donne con le bombe, sarebbe una vittima? Asia Argento che per un pacco di droga e un po’ di notorietà che non merita venderebbe, se non ha già venduto, sua madre e suo padre, drogati pure loro, sarebbe una vittima? Quelle altre che chiamarle ‘attrici’ è come definire ‘statista’ Gasparri, sarebbero vittime? Cominciamo a dare i nomi giusti alle cose. Non c’è nessuna vittima, solo feccia.

    • natascia

      Le donne veramente aggredite non possono fare a meno di chiedere cure mediche tempestive. A mio avviso, questo maiale ha perso dei protettori.

  • Sandrokan

    Per parlare di Hollywood e l’industria musicale a certi livelli, dovremmo tirare in ballo MK
    Ultra, handlers, pedofilia, satanismo, sacrifici e quanto di più perverso e disgustoso si possa immaginare.
    Per quanto riguarda Weinstein, tenendo conto che le informazioni arrivano dai Mass Media, quindi distorte, mi sento di dire che per molestia o violenza sessuale io intendo un uomo che con la forza abusa di una donna non consenziente ed incapace di difendersi.
    Se Weinstein offriva a queste donne il posto X nel film Y in cambio di sesso, e quest’ultime accettavano in nome di fama e denaro, questo si chiama prostituzione.

    • pingus

      Concordo.
      “terribile destino” , “complici di ulteriori tredici anni di donne abusate”…
      un po’ troppo moralista, ma Russia Today ha i suoi motivi.
      Di tutti questi scandali sulle manie sessuali di qualcuno, soprattutto nel
      mondo dei media, non ce ne frega niente, nessuno si e’ mai scandalizzato. Se poi c’e’ di mezzo un politico puzza ancora di piu’ di scandalo a orologeria.
      Secondo qualcuno la cosa punta ai dem, con propaggini nella pedofilia, fino al clan Clinton ed e’ una manovra di Trump
      https://scenarieconomici.it/pedofilia-usa-sta-per-scoppiare/

    • Glock

      Beh, non esageriamo, è un po’ più complicato. Una (o uno) dovrebbe poter lavorare nel cinema anche senza dover per forza prostituirsi al megaproduttore quasi monopolista. Il caso di Asia Argento mi perplime: figlia di un regista di fama mondiale, nipote di un importante produttore… boh.

      • Sandrokan

        Non e’ affatto complicato, si può benissimo lavorare nello spettacolo senza darla al produttore, lo dimostra il fatto che Asia Argento già lavorava prima di farsi sbattere da Weinstein.
        Si può fare l’attore o il cantante e vivere bene, magari senza diventare famosi in tutto il mondo e senza essere ricchissimi, ma “solo” ricchi.
        Qua interviene il fattore squallore, chi accettava le avances di Weinstein lo faceva per arrivare al TOP, per essere nelle produzioni da Oscar, per guadagnare ed essere famoso in tutto il mondo.
        C’è’ chi accetta di vendere l’anima per fama e soldi, figurati se non c’e’ chi accetta di darla (o darlo), ma far passare questo “scambio” per violenza non è giusto per tutte le donne che sono state realmente violentate.
        Ci sono svariate testimonianze di donne che sono scappate da Weinstein, non accettando le sue sporche proposte, quindi, a quanto pare, una via d’uscita c’era, cosa che durante una violenza non c’è’.
        Pare che Mira Sorvino ad esempio abbia avuto un brusco stop alla carriera dopo aver rifiutato Weinstein, lui è un merdoso e siamo d’accordo, ma lei adesso può guardarsi allo specchio e vedere una donna vera.

  • Se andiamo anche un po’ oltre nei media nostrani è un continuo mea culpa da parte dei maschi ,cui viene “passato il microfono”: non capisco perché una persona, uomo o donna che sia, in questo caso uomo, si deve sentire in colpa perché Tizio ha o avrebbe abusato di Sempronia? Solo perché uno ha il pisello ? Non so mi ricorda troppo i discorsi sui femminicidi e giornate delle varie memorie e ricordi (che vale sempre e solo per alcuni, altri vanno rimossi e gettati nell’oblio). Arriverà, e sta in parte arrivando quando guardiamo al nostro cinema e mondo dello spettacolo (e il mondo della musica?) , qualcuno che dirà “ma anche qui, ma pure lui però “, e non solo per allargare la visuale, ma proprio per trovare spunti per servizi, reportage, e consumare inchiostro e minuti nei media.

  • Vamos a la Muerte

    Tutto giusto, Tutto corretto ma… gli Stati Uniti non hanno MAI avuto un’Etica. MAI pervenuta.
    Gli yankees sono oggi, erano ieri e saranno domani soltanto un branco di “ipocriti egocentrici ed amorali, rapidi a condanne gli altri ma incapaci di guardarsi allo specchio”.
    Che poi Hollywood sia il Trionfo di quest’immondezzaio chiamato “Stati Uniti d’America” è senz’altro vero: ed è la più straordinaria Macchina di Propaganda che ha lobotomizzato – e continua a lobotomizzare – centinaia di milioni di babbei che credono che gli Usa siano “la più grande democrazia”, “la terra della libertà”, “il Paese delle opportunità” e tutto il corollario di castronerie spacciato per verità.

  • –<>– –<>–

    Lo scandalo Weinstein ci dice cos’è veramente Hollywood …
    Ci dice anche cos’è il partito democratico.

  • MarioG

    Lo scandalo Weinstein ci sussurra anche cos’è veramente Asia Argento?

    • An 19th century man

      Che tra l’altro da piccola era caruccia ma mo non si può guardare…

      • MarioG

        Beh, è già un miracolo, se si tiene presente il sembiante del pur valente genitore.

  • An 19th century man

    Non capisco due cose:
    1. Perché il bubbone scoppia solo ora.
    2. Perché le sue presunte vittime sono considerate tali visto che lui le ha pagate bene benissimo, con fama, soldi e sempiterna gloria e loro lo sapevano, quindi si è trattato più che altro di uno scambio di sesso per soldi, anche se con modalità apparentemente più complesse.. Depravato magari si, ma io non sono sicuro che questo signore possa essere chiamato stupratore o molestatore.

  • Vic Lee

    Questo scandalo rientra tutto nella guerra che va avanti tra Trump ed il Deep State ( e che secondo me porterà alla guerra civile gli u.s.a). Senza Trump al potere questo scandalo non sarebbe mai venuto fuori. Trump sta rispondendo colpo su colpo, questa roba è un altro durissimo colpo a quella cloaca dell’entourage dei Clinton (pedofilia, satanismo, affiliazioni col i fratelli musulmani, riciclaggio). Detto questo, queste cose ovviamente si sapevano già, in quell’ambiente è prassi per gli uomini di potere questi comportamenti, o forse credete che uno come Spielberg,, il sionista Spielberg ( e ne posso tirare fuori a decine tra registi e produttori) ste cose non le faccia? ah ah ah

    • Gianfranco Attanasio

      D’accordo…è una ‘solidarietà’ fra J. ed un mito che si vanno incrinando: si comincia a capire che anche lì, tra gli ‘eletti’ vi sono i ‘buoni’ ed i ‘cattivi’… posto che la differenza è assai sottile…Comunque aleggia sempre la ‘morale’ degli americani, che è sin dai tempi del Mayflower puritana. Questo dà significato alle tardive prese di posizione di note squinzie hollywoodiane: non si lamentano per i fatti, del resto ampiamente noti a tutti, nè per i loro virginali cedimenti al bruto, ma vogliono semplicemente riaffermare la loro ‘fedeltà’ PUBBLICA ai ‘valori’ USA. E basta. Per tutto il resto c’è il red carpet che farà dimenticare tutto fino alla prossima nomination. Piuttosto, legioni di madri saranno in angoscia: come fare con le loro ingenue figliole ora che ( forse ) non se pò fare più mercato delle loro grazie ? Damn…!

  • Nieuport

    Uno scrittore francese che non si può nominare, in un libro che non si può leggere racconta di un produttore di Hollywood venuto a Parigi nel 1937 a cercare nuovi talenti, cui le madri portavano le figliolette, che si vantava di avere preso 37 verginità in 30 giorni.

    • Annibale Manstretta

      Chi era costui, che sono curioso? Non fare nomi, basta il cognome..

  • DesEsseintes

    Forse varrebbe la pena di ricordare cosa succede fuori dell’albergo di un calciatore o di un cantante o di un attore che siano delle superstar.
    Lo stesso identico ma meno pubblicizzato con produttori cinematografici, politici, grandi imprenditori etc

    Harvey Weinstein è un piccolo esempio su scala molto ridotta di come e secondo quali istinti si impone il potere. Weinstein non fa altro che ripetere al suo livello intermedio quella che è la modalità in cui si realizza il dominio di un gruppo sociale nei confronti di tutti quegli altri che si trovano in posizione subordinata. “La unica modalità”, che sia esplicita o metaforica non cambia, sempre quella è.
    Come dice l’ultima frase sono “impulsi oscuri”.
    Quello che non si dice però, e che non si può dire, è che le persone corrono avidamente a cercare di essere sottoposte agli impulsi oscuri altrui.
    Lo fanno le ragazzine di tutte le età urlanti e piangenti che fanno le poste alle superstar, lo fanno i genitori che gliele offrono, lo fanno maschi e femmine anche adulti che smaniano per essere introdotti in certi ambienti, in certi salotti, in certi circoli e non lo fanno solo dimostrandosi “disponibili”, magari loro malgrado, ma desiderando precisamente di essere parte di quel tipo di rapporto in cui loro stessi si trovano a doversi “sottomettere”, a essere “sfruttati sessualmente” considerandolo una sorta di privilegio rispetto a quelli che restano fuori dal giro.
    Agli oscuri istinti di dominio corrpisondono oscuri istinti di sottomissione e secondo me è qui la chiave della “permanenza” del potere.
    Se non si ha il corsggio di parlare anche di questo, la storia di Weinstein e del degrado della società americana diventa solo, paradossalmente, un modo per alimentare questa smania di partecipare agli “oscuri istinti”.

    • scimmia

      Si può giustificare una sottomissione per fame, necessità, bisogno. Cercare di diventare “qualcuno” non rientra certamente nei bisogni. O forse lo diventa nel momento in cui la società e l’individuo sono malati.
      Ottima riflessione.

    • Annalisa Rossi

      Assolutamente così. Sono stata testimone, moltissimi anni fa (una trentina) di un fatto che conferma la questione. Andai con un mio caro amico, regista teatrale professionista e bravo ma ben poco famoso allora come ora, ad una selezione regionale di miss Italia. Lui mi chiamò dicendomi:”Dai su, vieni, è divertente, sei attrice, sarai in giuria”. E vabbè. Vidi un nugolo di ragazzine improbabili che si esibivano nel ballo senza saper ballare, nel canto, stonatissime, sfilando come modelle ancheggiando vistosamente. Ma questo fu il meno. Alla fine di questa tristissima serata (mai più) la ciliegina sulla torta. Mentre eravamo pronti ad andare via, si avvicinò una signora con una bambina (sì, bambina, aveva 14 anni) vestita come una prostituta di periferia, con trucco pesante, tacchi altissimi e cosce esposte.”Lei è regista teatrale?”, fece la signora emozionata, “Mia figlia vorrebbe tanto recitare a teatro!”. Il mio amico:”Ha fatto una scuola di teatro? Io lavoro solo con professionisti”. E lei, con un sorriso da tenutaria di bordello:”Ha preso lezioni private… la provi, la provi… è bravissima… se vuole, potrei portarla anche a casa sua, una sera…”. Il mio amico, imbarazzato:”No signora, mi spiace, non ho spettacoli da preparare per ora, arrivederci”. La signora se ne andò visibilmente risentita, seguita dalla bambina, della quale non sentimmo nemmeno la voce. Poi, lui mi disse:”Se fossi un porco come ce ne sono tanti, mi porterei a letto una marea di ragazzine, gentilmente concesse dalle madri”. Non mi scorderò mai lo sguardo sperduto di quella creatura e l’aria da rapace della madre. Madre… che parola grossa…

  • Lupis Tana

    l’america è tutta una ollivud, (è scritto così), tutto finto e tutto tristemente grave. t l

    • marcobaldi

      Per forza. E’ da sempre il ministero della cultura (?) degli Stati Uniti. Che non a caso, credo, non ne hanno mai fatto uno ufficiale. O almeno. Io non ne ho mai sentito parlare.

  • Nicolass

    una nomination all’oscar vale pure una palpata del laido Weinstein.

  • enzo

    A Holliwood i più importanti produttori e registi sono tutti di stirpe ebrea come questo tipo, è mai possibile ?

  • Wal78

    Lo scandalo Weinstein ci dice semplicemente quello che un qualsiasi operatore di film festival vi direbbe con tutta ovvietà, ovvero che attori maschi e femmine sono tutti e dico tutti andati a letto con qualcuno per lavorare.

  • fastidioso

    vabbehhhhhhhh no c’entra niente, ma…

    …se vi dicessi che nel mondo del calcio (italiano, per quanto ne sappia) molti calciatori sono stati “sedotti”, compiacenti, obtorto collo, (pena la scomparsa dai campi di calcio) dai loro procuratori ?

  • buran

    Il primo Hollywood Babilonia di Kenneth Anger (seguito dopo qualche tempo dalla seconda parte) è uscito ormai circa 35 anni fa, e documenta che nella storia di quel mondo, fin dal periodo del muto, c’è stato di tutto:omicidi, stupri, serial killer (veri, non per finta), pazzi maniaci da ricovero, mafiosi etc., senza contare il periodo del maccartismo dove pochi hanno mantenuto dignità e schiena dritta, perdendo il lavoro, e molti si sono rivelati traditori, delatori, infami. Al confronto il caso Weinstein è una barzelletta…

  • yakoviev

    Il primo Hollywood Babilonia di Kenneth Anger (seguito dopo qualche tempo dalla seconda parte) è uscito ormai circa 35 anni fa, e documenta che nella storia di quel mondo, fin dal periodo del muto, c’è stato di tutto:omicidi, stupri, serial killer (veri, non per finta), pazzi maniaci da ricovero, mafiosi etc., senza contare il periodo del maccartismo dove pochi hanno mantenuto dignità e schiena dritta, perdendo il lavoro, e molti si sono rivelati traditori, delatori, infami. Al confronto il caso Weinstein è una barzelletta…

    • DesEsseintes

      Informatevi sul fratello dell’ultimo viceré dell’India, “Dickie” Mountbatten (detto Mountbottom nell’esercito), George Mountbatten, e di una sua collezione di foto attualmente al British che ovviamente non sarà mai esposta.
      Dopodiché cercate delle voci che girano sul baliato di Jersey.
      Hollywood viene dopo e Weinstein conta molto poco.

  • yakoviev

    E’ singolare vedere come il tizio sia stato osannato fino alle lacrime e alla commozione anche da alcune delle sue “vittime”…l’ipocrisia regna sovrana

    https://video.repubblica.it/socialnews/quando-hollywood-amava-weinstein-i-ringraziamenti-agli-oscar/287088/287700?ref=RHRD-BS-I0-C6-P1-S3.6-T1

  • alexxx82

    Probabilmente l’hanno fatto scoppiare questo caso per mandarlo a “casa”, e via avanti il prossimo, probabilmente peggio di lui!

  • Proder

    La domanda credo che debba essere posta in questi termini: come mai un potente uomo del deep state (perché l’ambaradan propagandistico di Hollywood ne è parte integrante) viene trascinato nel fango adesso e non quando era ora? Come sottolineato Weinstein è amico e finanziatore dei Democratici e contemporaneamente rappresenta il tipico maschio statunitense ossessionato dal sesso e abituato ad usare le donne per soddisfare i propri bisogni. Essendo potente e influente può permettersi qualsiasi cosa. Gli esempi sono infiniti, senza andare lontano dai Kennedy a Bill Clinton (giustificato in parte dall’aver sposato l’asessuata Hillary), tutto però coperto dall’ipocrisia puritana imperante negli usa. Mi permetto due ipotesi: secondo la prima Weintein viene sacrificato proprio in nome del puritanesimo che periodicamente deve riaffermarsi ipocritamente con un rito di sangue (metaforico) uccidendo una vittima riprovevole (e forse non così potente come appariva) e quindi rassicurando la bible belt sulla difesa del “valori morali”. Magari ammantandosi anche di femminismo, già che ci siamo.
    La seconda è che Trump è stato domato e dunque questo è il segnale che la campagna del deep state nei suoi confronti sta finendo, usando come capro espiatorio un importante sostenitore di Barak e Hillary, che hanno svolto finora il compito di maggiori denigratori del presidente. Lascio ad altri l’ideazione di nuove ipotesi …

    • Truman

      Ci sarebbe sempre la possibilità che Trump stia cominciando a levarsi qualche sassolino dalle scarpe.

  • Eric Maria Gerets

    TRAFFICANTI DI SOGNI Gianantonio Valli
    DIVI DI STATO John Kleeves
    IL FONDAMENTALISMO HOLLYWOODISTA Roberto Quaglia

  • marcobaldi

    Piacere a tanta gente e’ una gabbia seducente (cit.)

  • Glock

    Io non ho capito una cosa: c’ è un profilo criminale? Sono state fatte denunce alla magistratura?

  • Perfidissimo Volto

    Nani e ballerine, stiamo sempre fermi agli stereotipi e all’ipocrisia. Aggiungiamo gironi all’inferno dantesco per poterci poi fregiare di titoli di cavalieri della purezza pur andando a fare, in quei gironi, delle gite regolari. Tutta fuffa per distogliere l’attenzione.

  • Pyter

    Nonostante la catastrofe umanitaria femminile questa volta la Boldrini non è stata incisiva come altre volte. Cosa avrà mai quest’uomo di diverso dagli altri uomini?

  • Ythoccor Sirboni

    Ferdinand Celine, in uno dei suoi romanzi, tratteggiava mirabilmente una figura identica al laido Weinstein. Qualcuno si ricorda con più precisione in quale romanzo?