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Le vaccinazioni, e il resto

FONTE: ILPEDANTE.ORG

Secondo il ministero della Salute, nei primi mesi del 2017 è esplosa un’epidemia di morbillo. Qualcuno parla già di «incubo». Al 23 maggio si contavano 2.581 casi dall’inizio dell’anno (lo 0,004% della popolazione nazionale). In tutto il 2016 erano stati 866, nel 2015 solo 259. Secondo il ministro Lorenzin e diversi esperti, il picco sarebbe dovuto al calo delle vaccinazioni passate dal 90% (2013) all’85% (2015) di copertura. Osservando gli anni passati, nel 2008 vi furono 5.312 casi (+793% rispetto all’anno precedente) preceduti da un aumento della copertura vaccinale simmetrico al calo oggi lamentato: dall’86% (2004) al 90% (2007). Nel 2011 i casi erano 4.671 quando ormai la copertura si era ininterrottamente attestata sul 90% o più nei cinque anni precedenti. Su quale base statistica si afferma quindi che l’epidemia del 2017 è dovuta al minor numero di vaccinazioni?

Elaborazione pedante su dati OMS, EpiCentro (al 23/05/2017).

Incrociando i dati epidemiologici regionali dell’ultimo anno e mezzo con le coperture più recenti si conferma l’incoerenza del trend: a una maggiore copertura non corrispondono sempre meno casi. È anzi leggermente vero il contrario (R2 = 9,2%).

Elaborazione pedante su dati EpiCentro (al 23/05/2017).

A prescindere da valutazioni sull’efficacia e sull’importanza del vaccino antimorbillo in sé, è evidente che in queste bande percentuali di copertura le correlazioni con l’incidenza della malattia non sono coerenti, sicché la causazione addotta a giustificare l’«emergenza» in corso non è necessariamente fondata. Soprattutto se si considera che da fine marzo (settimana 13) a oggi i casi sono in costante diminuzione.

Che «non siamo in emergenza» lo ha confermato anche il presidente del Consiglio. Quindi perché ricorrere alla decretazione d’urgenza? E se anche si confermasse un’emergenza morbillo da sottovaccinazione, che c’entrano la varicella e la meningite B? E le altre? Ad abundantiam?

Il tema delle vaccinazioni è caldo, ma è anche costellato di dubbi. Già alla fine del 2015 le perplessità sull’indipendenza dei redattori del nuovo calendario vaccinale dalle industrie produttrici erano oggetto di un Atto di Sindacato Ispettivo al Senato (n. 4-04966) dove si denunciavano conflitti di interesse e lo scarso coinvolgimento della ricerca pubblica. Gli interroganti chiedevano di sapere:

[1] quali siano i criteri collegiali che hanno portato all’individuazione della commissione per la redazione del piano nazionale vaccini; [2] quali misure intenda intraprendere il Ministro in indirizzo, affinché siano pubblici i documenti contabili delle società scientifiche impiegate nella stesura; [3] quali siano le motivazioni per cui le competenze di ambito universitario non siano state considerate come utili e indispensabili nell’elaborazione del piano; [4] se non ritenga opportuno procedere alla revisione del piano, nonché valutare un maggiore approfondimento di carattere scientifico sull’opportunità dell’ampliamento dell’offerta vaccinale, anche in considerazione del conflitto di interessi che sarebbe stato attribuito al presidente dell’AIFA, nonché delle criticità evidenziate.

Qualche mese prima l’epidemiologo Vittorio Demicheli aveva scritto sul Sole 24 Ore che il calendario 2016-2018 pubblicato dal ministero sembrava la copia perfetta del «Calendario per la Vita 2014» diffuso da alcune associazioni mediche private. Il medico si prese per questo una diffida, sicché noi lasciamo il giudizio ai lettori:


Fonte: salute.gov.it

Fonte: epirev.it

Ci si interroga anche sui danni da vaccino, secondo alcuni irrilevanti e per altri più gravi e frequenti di quanto non si dica. Chi ha ragione? In assenza di dati certi hanno ragione tutti e ha torto chi non fa chiarezza. Ascoltiamo quel complottista di Silvio Garattini:

Il punto, per me, è la trasparenza. Che riguarda tutti i farmaci, non soltanto i vaccini. Perché non possiamo valutare le conseguenze dell’assunzione dei farmaci basandoci soltanto sugli studi presentati dalle industrie farmaceutiche. Sugli studi è riportato il 10 per cento di quello che dovremmo sapere sulle sostanze che assumiamo… [Abbiamo bisogno d]i una farmacovigilanza attiva. Di studi indipendenti e approfonditi. Perché un conto sono analisi compiute in laboratorio, in condizioni ottimali, un altro sono studi compiuti su persone vere, che magari insieme con quel farmaco assumono altre sostanze.

Quel poco che oggi sappiamo lo dobbiamo intuire, ad esempio dalle testimonianze dei danneggiati o dagli oltre 600 indennizzi riconosciuti dai tribunali italiani per gravi danni da vaccino. Dal 2013 l’Agenzia nazionale del farmaco non pubblica più l’annuale «Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia» con l’elenco e la descrizione delle reazioni avverse nei vaccinati. Perché? Non si sa. L’ultimo, scarno rapporto a disposizione del pubblico (Osmed 2015) parla di 7.892 reazioni segnalate dagli operatori sanitari. Quante di queste sono gravi? Non si sa, perché la percentuale indicata (32%) include tutti i tipi di farmaci. Il rapporto dell’anno precedente ci diceva che le segnalazioni sono state 3.577 nel 2013 e 8.182 nel 2014. Si tratta di numeri non «irrilevanti» e verosimilmente destinati a crescere con l’aumento delle inoculazioni, ma impossibili da commentare in assenza di altre informazioni. Tra i pochi altri spunti che offre il rapporto scopriamo un paio di dettagli: che «[l’aumento] dei disturbi psichiatrici (+66% rispetto all’anno precedente [2013]) è da attribuire in particolar modo all’aumento delle segnalazioni da vaccino», e che «sono particolarmente aumentate le segnalazioni da vaccini e questo incremento… è da ricollegare principalmente all’attivazione di specifici progetti di farmacovigilanza attiva che nell’anno 2014 sono stati focalizzati in particolar modo proprio sui vaccini». Prendiamo atto che, almeno fino al 2014, le segnalazioni sottostimavano il fenomeno. E oggi?

Questa reticenza non giova alla fiducia. Perché il Ministero non rende accessibili i numeri e le caratteristiche di tutte le reazioni avverse? Quel database sarebbe prezioso anche per l’avanzamento delle conoscenze scientifiche. Provvedimenti di buon senso come il rafforzamento della farmacovigilanza attiva, risarcimenti automatici per chi subisce danni, protocolli diagnostici e anamnestici pre-vaccino per escludere intolleranze o condizioni di rischio, o per stabilire chi abbia davvero bisogno di vaccinarsi, misurazioni post-vaccino dei titoli anticorpali per evitare richiami inutili, follow-up a campione, disponibilità di vaccini monovalenti ecc. rassicurerebbero molto di più del martellamento pubblicitario a reti unite sulla «sicurezza assoluta» delle vaccinazioni.

Anche la ricerca sperimentale deve essere pubblica e indipendente. Perché si lascia che siano le aziende produttrici a dichiarare i rischi? A distanza di più di un secolo non esistono studi comparativi sugli eventuali danni di medio-lungo termine dei diversi vaccini: patologie autoimmuni, disturbi neurologici, malattie degenerative ecc. Ben più che le ipotesi e gli aneddoti che circolano su questi temi, allarma il fatto che non se ne occupi la ricerca di Stato.

***L’introduzione del nuovo calendario vaccinale poteva, doveva essere l’occasione per portare il dibattito nelle aule del Parlamento coinvolgendo sia i rappresentanti dei cittadini sia gli esperti di ogni orientamento, e riscattare così l’argomento dal sottobosco delle insinuazioni. Non c’era, non c’è emergenza. Si aveva il tempo per farlo. Ma non la volontà. Perciò si è fatto il contrario e si è imboccata la strada peggiore: la decretazione d’urgenza e senza dibattito, la coercizione d’imperio a pena di sanzioni che farebbero ridere se non facessero inorridire, l’approvazione in fretta e furia (sì, sono gli stessi che se-voti-No-ci-si-mettono-anni-per-fare-una-legge), l’umiliazione e la squalificazione degli avversari. Così agendo, sicut fur in nocte, i dubbi dei dubbiosi si sono trasformati in certezze, la fiducia dei fiduciosi in dubbio. E da oggi è più difficile dar loro torto.

L’aspetto sanitario della vicenda passa così in secondo piano. Oggi ci si schiera pro o contro «le Vaccinazioni» come se fossero una squadra di calcio. E si passa per noiosi a ricordare che sono, le vaccinazioni, presidi sanitari al pari degli antibiotici o della chirurgia: in certi casi utili, in altri indispensabili, in altri ancora inopportuni, cioè dannosi. Chi critica il ricorso indiscriminato al taglio cesareo o alla circoncisione dei neonati non è «antichirurgico». E non è «anti-antibiotico» chi sconsiglia di prendere la penicillina dopo il primo starnuto. Spogliare una pratica sanitaria delle sue variabili applicative per farne nientemeno che il simbolo de «la Scienza», totalizzarla in un feticcio da esibire agli «amici» e brandire contro i «nemici» dà la misura dello scadimento fanatico e tribale del dibattito.

È vero, aumentano i genitori che non fanno vaccinare i figli. Raccontarsi che sono «cretini irresponsabili» non spiega però niente, né perché siano diventati eventualmente tali negli ultimi tre anni. Risolvere un fenomeno con l’insulto e il giudizio morale fa forse bene all’autostima, ma non alla comprensione delle cause. Che in questo caso sono più semplici e più gravi: quei genitori non si fidano. Non si fidano più. E non certo de «la Scienza», ma dei suoi interpreti istituzionali. Perché nei fatti la scienza non può prescindere dalla fiducia nell’autorità che la sancisce. Se in teoria il metodo scientifico non tollera nulla all’infuori dell’evidenza empirica, in pratica quasi tutto ciò che consideriamo «scientificamente provato» è stato in realtà provato da qualcun altro con procedimenti che non siamo in grado di replicare. E non è una questione di competenze: un pediatra della Asl e un metalmeccanico hanno le stesse possibilità di verificare empiricamente le dichiarazioni dei produttori dei vaccini o le statistiche dell’OMS. Cioè zero. Sicché non possiamo che delegare la certificazione dell’autorità scientifica a un’altra autorità: quella politica. Lo «scienziato» e la «comunità scientifica» sono costrutti sostanziati da atti politici: titoli di studio, cariche, onorificenze, premi, carriere ecc. Chi non li riconosce non rifiuta la scienza, ma l’istituzione che li ha investiti.

Il problema è grave. Perché senza autorità scientifica non può esserci un avanzamento scientifico in senso moderno. In ciò è tuttavia difficile non vedere le responsabilità dei garanti di quella autorità. I sospetti di maneggi, le inspiegabili reticenze e le acrobazie numeriche a cui si è fatto cenno, nonché i modi furtivi del legislatore, giustificano riserve ben più ampie dello strombazzato calo dei vaccinati. Ma è anche difficile non riconoscere che il caso delle vaccinazioni è solo una minuscola spia, la goccia nell’oceano di uno scollamento più generale tra cittadini e governi.

Si può far finta di non saperlo, ma le istituzioni politiche che ci chiedono oggi di triplicare in pochi mesi le vaccinazioni dei nostri figli sono le stesse che per anni ci hanno giurato che i sacrifici, le riforme, il risanamento dei conti e l’integrazione europea avrebbero portato prosperità e sviluppo. E per farlo hanno arruolato una coorte di esperti provenienti dall’accademia e da posizioni prestigiose proprio come fanno oggi con le vaccinazioni, e irriso chi si defilava dal coro. Sono anche le stesse che da anni deflazionano la sanità, che hanno ridotto i letti e il personale degli ospedali del 10% e aumentato i ticket sanitari del 40% (Aiop 2016). E il ministro che ha firmato il decreto è lo stesso che due anni fa voleva mettere in carico ai pazienti più di 200 esami e prestazioni «inutili». E non senza effetti. Secondo il Censis 11 milioni di italiani rinunciano alle cure sanitarie per difficoltà economiche o liste d’attesa troppo lunghe. Sicché ora la preoccupazione per la terribile varicella può anche essere sincera. Ma qualche problema c’è.

L’emergenza è l’ecosistema emotivo della shock doctrine, è la cifra stilistica delle decisioni antidemocratiche. Ma più ancora lo è l’emergenza potenziale. In un altro articolo si osservava l’inclinazione dell’opinione pubblica più conformista «ad anteporre nella gerarchia dei pensieri le conseguenze immaginabili dei fatti ai fatti stessi», in un prevalere dei «diritti dell’immaginazione… sulla realtà e [della] potenza sull’atto». Perché la colpa muove le menti più del dolore. Sicché il timore di non avere fatto abbastanza per scongiurare un pericolo spaventa molto di più del pericolo stesso. Le idee oggi più illiberali si collocano quasi tutte in quell’alveo: il ridimensionamento della libertà di tutti perché il terrorismo potrebbe colpire, le riforme dolorose care al capitale finanziario perché lo spread potrebbe salire e, salendo, potrebbe farci fallire (?), il rinvio e la limitazione delle consultazioni elettorali perché i «mercati» potrebbero prendersela, la demonizzazione di alcuni partiti politici perché potrebbero portare la guerra, la dittatura, la «fine della civiltà». Nell’urgenza dei problemi immaginati si trascurano e si alimentano quelli reali, più spesso se ne creano di nuovi.

Anche escludere il dibattito pubblico e parlamentare è illiberale, come lo è il fatto di imporre sanzioni sproporzionate all’illecito. Vi si intuisce la disperazione di un direttorio rinchiuso a Versailles che nel popolo non vede più il titolare della sovranità, ma una turba nemica e bestiale da costringere e punire. Un popolo da mettere sotto tutela perché incapace di discernere il proprio bene, immeritevole di essere coinvolto nelle decisioni che lo riguardano. Non sfiduciato, ma infido. Non da riconquistare, ma da riprogrammare con le minacce.

La disperazione è però anche una cattiva consigliera. Presi com’erano a immaginare le epidemie del futuro, ai nostri è sfuggita una certezza della storia: che l’obbligo di vaccinare non fa aumentare le vaccinazioni (v. ASSET, qui e qui). E minacciando la sottrazione dei figli ai genitori si sono spinti, con una leggerezza che lascia interdetti, nel fondamento biologico delle relazioni umane, affettive, e quindi anche sociali. Comunque la si racconti, l’avere accettato, espresso e tradotto in legge l’idea di distruggere le famiglie – e quindi le esistenze dei bambini che ci vivono – per motivi così controversi e immotivati da urgenza, è una pietra miliare, è la prova generale di una protervia di Stato degna di altri regimi.

Ma l’illiberalità è anche la ricetta infallibile del conflitto. Sia essa sfiducia nelle istituzioni o motivato scrupolo scientifico (o entrambe le cose), la polemica sui vaccini cova sotto traccia da anni. L’avere umiliato ed escluso i critici della linea governativa in modo così esemplare e feroce li ha dati in pasto al fanatismo dell’altra sponda, ha gettato benzina sullo scontro agitando, come è ormai prassi quando si tratta di derogare alle ragioni dell’intelletto, lo spettro dei bambini cadaveri o menomati. Il divide et impera si arricchisce così di un altro capitolo. Dopo i pensionati privilegiati, gli statali parassiti, i professionisti evasori e i giovani svogliati, ecco gli «antivaccinisti»: genitori immeritevoli di amare i propri figli, scienziati indegni della laurea, opinionisti da zittire, medici che, per essersi posti dubbi di natura medica su una pratica medica, devono essere radiati. Il caso identifica un pattern: il conflitto sociale si coltiva dapprima nei messaggi di politici e opinionisti «accreditati», poi, quando è maturo, lo si trasforma in legge nella certezza di raccogliere il plauso e la complicità degli esasperati. Da quel momento in poi l’odio è legittimo: può diventare persecuzione, emarginazione, delazione. Diventa odio di Stato.

Come andrà a finire? In realtà è già finita male. È l’ennesimo colpo inferto a un edificio civile traballante dove la sfiducia nei governanti si riscatta con la guerra tra i governati. È l’esperimento riuscito di trasformare una verità di Stato in un tabù da difendere con il terrore di sanzioni inaudite. Una verità forse pretestuosa che può aprire la strada ad altre censure nel nome di terribili emergenze ugualmente presunte: in campo economico e militare, sui temi dell’immigrazione, del lavoro e dell’ordine pubblico, nella politica estera ed europea.

Ci saranno prevedibilmente ricorsi, proroghe ed emendamenti, applicazioni differenziate e l’incertezza del diritto che puntuale accompagna quasi tutto ciò che si fregia oggi del titolo di «riforma». Non si esclude che il decreto, volutamente esagerato in prima stesura, si lascerà ammorbidire in sede di conversione. Lì i «poliziotti buoni» potrebbero portare a sette-otto i vaccini obbligatori, ottenendo anche sconti sulle pene. Nulla di nuovo (ibid.):

Manipolare l’opinione di chi ama qualificarsi come moderato è quindi semplice: basta fissare d’ufficio gli estremi della dialettica con la certezza che il soi-disant moderato vi si collocherà disciplinatamente nel mezzo, in perfetta equidistanza dalle sponde.

Si otterrebbe così il risultato di elidere dall’orizzonte del «buon senso» e della «disponibilità al compromesso» le posizioni di chi chiede una profilassi vaccinale ragionata, personalizzata e non obbligatoria. Sarebbe un modo più soffice, ma non meno pericoloso, di squalificare il dissenso e di reprimere la partecipazione al dibattito in un Paese i cui governi insistono a dirsi democratici e liberali.

Fonte: http://ilpedante.org

Link: http://ilpedante.org/post/le-vaccinazioni-e-il-resto

30.05.2017

Pubblicato da Davide

  • ignorans

    Bravo Pedante. Ma tanto, cosa vuoi, noi italiani abbiamo tempo, energia e soldi da buttare…quindi una bella polemica è proprio quello che ci serve!!

  • Zerco

    Questo è un contributo serio! E razionale, senza “olocausti” pelosi.

    • DesEsseintes

      Il termine Olocausto in effetti era un po’ pelosetto.

  • Ronte

    Il profitto è la dinamica di tutte le cose. E siccome il Sistema Capital-liberista si fonda sullo sfruttamento anche ai massimi livelli, va da sè che nello specifico tutti i ministeri della sanità, ovviamente capitanati dagli USA, siano pilotati dalle famigerate multinazionali farmaceutiche e chimiche…a meno che non si voglia ancora credere alla befana!

  • SanPap

    Il grafico nella Figura 1 mostra l’andamento dei casi di morbillo segnalati dal 1 gennaio 2006 al 30 giugno 2016. Nel 2016, sono stati riportate epidemie di morbillo in vari Paesi Ue/Eea, e nel 2017 si continua a registrare un continuo aumento del numero di casi segnalati. Alcuni dei focolai sono collegati all’attuale epidemia in corso in Romania. (sempre che sia vero)
    da
    http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/epidEuropa.asp

  • fra

    Ottimo articolo!

  • alien2012

    Articolo di oggi Corriere della Sera
    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_giugno_01/dodici-vaccini-quante-iniezioni-servono-52e07ef6-463c-11e7-9b23-80b3b0be0a6c.shtml
    La Guida ai Genitori (Punto 7)

    7 Quanti sono i casi di reazioni gravi ai vaccini?

    Rarissimi,
    uno su 1 milione. È molto più facile essere eletti in Parlamento che
    avere un danno da vaccino.

    Gli ultimi episodi risalgono a decenni fa
    quando veniva somministrato l’antipolio Sabin, contenente virus vivo
    attenuato. Proprio per questo le prime dosi sono state sostituite dal
    Salk, costituito da virus ucciso. Lo Stato ha rimborsato i cittadini
    danneggiati quando è stato possibile dimostrare il legame causa-effetto.

    • RenatoT

      come hanno fatto a risarcire 600 persone per danni da vaccino solo in Italia?
      Hanno vaccinato 600 milioni di bambini?

      mi commenta questo grafico:
      https://www.tacanow.org/family-resources/latest-autism-statistics-2/

      Anche Tepco aveva dichiarato: Tranquilli, Fukushima è sicura… ed è stato detto da giapponesi. Dobbiamo credere a tutto?

      Le proiezioni dei costi per autismo in USA nel 2025 saranno un Trilione di dollari. E una ricercatrice del Mit ha detto che nel 2025 ci saranno il 50% dei bambini autistici, l’80% nel 2032… e il grafico attuale fermo al 2010 dice proprio questo, basta allungare la linea.

  • Alberto

    Articolo ben scritto!

  • johnrebuxxx

    Premessa, ho letto solo le prime righe, vorrei tanto capire perchè tutto questo allarme sul morbillo, visto che quando ero piccolo, era normale prendere il morbillo e non ricordo nessuno che sia morto per questo, magari sono ignorante in materia e basta

    • RenatoT

      di morbillo si muore se si tira su un bambino a medicinali, latte artificiale, sterilizzazione dell’ambiente (Sistema immunitario immaturo) e tante tante merendine, caramelle… cibo a base di zucchero, olio di palma e farine raffinate (tralascio tutto il resto). Il 99% di quello che viene venduto al supermercato è tossico, anche il fresco. Se abbiamo piu’ di 20 anni, le malattie come morbillo e varicella le abbiamo fatte tutti. Anche chi pensa di non averlo fatto…

  • Cataldo

    Questo articolo, pur allargando un po troppo il discorso, evidenzia i punti solidi di partenza della critica da opporre alle iniziative governative, ma prima ancora, al sistema dell’informazione. Non contribuisce al gioco delle parti, come altri contributi recentemente in home.

  • Mario Poillucci

    L’articolo in questione mi sembra ottimo ed estremamente esauriente. Stando così le cose per la dannosa ministra di un servile governicchio e per la sodale stampa asservita, prona e compiacente si configura l’ipotesi di reato prevista dall’art. 656 del codice penale. Ergo il p.d.c., la ministrella, e la stampa complice tutti diffusivi di notizie false e tendenziose ecc.ecc. vanno denunciati ed inquisiti ed anche in tempi brevissimi!

    • SanPap

      le ministrelle: quella dell’istruzione, con licenza media inferiore a dimostrazione che le oligarchie possono tutto, ha dato manforte all’altra vietando le iscrizioni al sistema scolastico 0-6 anni e approvando le sanzioni per la scuola dell’obbligo.

  • adestil

    zerco lei si conferma un ignorante,spero per lei non abbia figli che purtroppo ha condannato anche a danni molto differiti(sclerosi riportati nel foglietto illustrativo dalle stesse case farmaceutiche non come danni post vaccinali,anche essi riportati, tra cui l’autismo)quindi chi vaccina tenga presente che c’è una possibilità non trascurabile di dove r aver a che fare con sedie a rotelle e danni cerebrali.. a fronte di quale vantaggio?

    nessuna seconda prove scientifiche ,molte se crediamo ai dogmi di chi li produce..

    se vuole capire come pubblicano ed agiscano i produttori di farmaci insieme a professori,medici alcuni,politici legga questo documento pubblicato dalla preasidenza del consiglio nel 2006 sul loro sito e cancellato la settimana scorsa due ore dopo che lo avevo linkato su twitter..che si capisce viene monitorato..

    ovviamente l’ho salvato e te lo linko

    tieni presente che è una commissione scientifica che lo dice..

    https://www.docdroid.net/LVEvpZO/conflitti-interessi.pdf.html

    e vedrà che se si studia un pò di documenti ufficiali inizierà a capire che cazzata che ha fatto se ha vaccinato i suoi figli..

    qui può leggere sul foglietto illustrativo i danni ammessi dai produttori stessi(che secondo garattini sono poco trasparenti,si figuri!) sul vaccino mmr morbillo rosolia parotite

    https://www.docdroid.net/E9uGwAF/mmr.pdf.html

    questo uno studio danese che correla autismo e vaccino(non è quello che i professori prezzolati citano come panzana,ossia quello inglese del medico radiato)
    questo studio mai smentito si preferisce non parlarne
    https://www.docdroid.net/kpJvM6H/relazione-autismo-mmr.pdf.html

    qui i grafici prima e dopo l’introduzione del vaccino che si dimostra ininfluente(i dati già diminuivano da soli) i professori parlano solo di quelli dopo l’introduzione

    i grafici sono ufficiali di tutto il mondo

    il riassunto è mio

    https://www.docdroid.net/lRIL1MG/statistiche-storiche-efficacia-vaccini.pdf.html

    anche quando fu introdotto la vaccinazione anti epatite B sono volate tangenti 600milioni a De Lorenzo,altro ministro salute,lui fini’ in carcere,ma mai radiato e questo le dovrebbe far entrare nel cervello che chi segue il sistema di potere non viene radiato,e di nuovo ha insegnato fino a pochi anni fa all’università di medicina..

    basterebbe questo perche lei comprenda..ma non comprenderà

    la glaxo mai condannata

    ecco l’articolo di giornale che lo ricorda

    anche allora i medici ed i professori erano tutti favorevoli..

    https://www.docdroid.net/MVvKRzq/de-lorenzo.pdf.html

    solo l’italia in UE ha un tale obbligo vaccinale e coercitivo(se passerà la legge,forse solo dopo le elezioni,viene rimandata mi sa!) nel nord europa non ci sono obblighi abbiamo il record..solo nel peggio

    https://www.docdroid.net/MVvKRzq/de-lorenzo.pdf.html

    • Marco Frighetto

      Complimenti per quanto scritto sopra, per i dati forniti ed inviati.
      Se possibile vorrei seguirla nei possibili social dove scrive ed avere link di materiale informativo (che di solito viene omesso e/o nascosto) che non si trova nei bugiardini dei vaccini somministrati in italia

  • Oltre a congratularmi per l’articolo vorrei aggiungere una domanda provocatoria: Perchè per i cani NON è obbligatoio nemmeno il vaccino ANTIRABBICO? forse potrebbe fare male al cane e quindi è meglio rischiare che sia attaccata all’uomo?