Le anime morte

Le anime morte

Di Giorgio Agamben

«Essere governati significa essere, in ogni operazione, in ogni transazione, in ogni movimento, annotati, registrati, contati, valutati, timbrati, quotati, brevettati, concessi in licenza, autorizzati, postillati, ammoniti, impediti, riformati, rettificati, corretti da esseri che non hanno né titolo, né scienza, né virtù».

Pierre-Joseph Proudhon

Nabokov, nel suo libro su Gogol’, ha provato a definire che cos’è il pošlost', lo squallore dozzinale e smaccato in cui vivono i personaggi di quell’immenso scrittore dal cappotto del quale, diceva Dostoevskij, «noi tutti siamo usciti». Del pošlost', emblema, sbirro e, insieme, incarnazione è Čičikov, l’ineffabile compratore di anime morte, cioè di quei defunti servi della gleba, per i quali il padrone continuava a pagare il testatico, procurando così loro una specie di fasulla sopravvivenza.

Non credo di proporre nulla di stravagante, suggerendo che Čičikovsia per noi il simbolo di coloro che oggi governano – o credono di governare – la vita degli uomini. Come Čičikov, essi manipolano e trafficano, infatti, anime ormai morte, la cui sola parvenza di vita è che pagano esse stesse il testatico e acquistano i beni di consumo che gli si dice di comprare.

Se poi queste anime siano veramente morte o se tali appaiano soltanto a coloro che li governano, non fa troppa differenza, dal momento che essenziale è che esse si comportino – e lo fanno così bene – come se fossero morte. «Sì, certo sono morti» dice Cicikov delle sue anime «ma d’altra parte che cosa si ricava dai vivi di oggi? Che razza di uomini sono?», e all’interlocutore che gli obietta che questi almeno sono vivi, mentre le sue anime sono soltanto una finzione, risponde sdegnato: «Una finzione? Ma proprio! Se solo li aveste veduti… vorrei proprio sapere dove trovereste una finzione simile».

È bene riflettere su che cosa sia un tale stato-pošlost', in cui tutto è organizzato in ogni particolare presumendo di aver a che fare soltanto con delle anime morte, che occorre puntualmente registrare, contare, timbrare e orientare nella direzione voluta. Se qualche anima sfugge alla conta e risulta invincibilmente viva si provvederà, quando non sia necessario eliminarla, a isolarla o a respingerla nei margini. Un tale stato-pošlost' ha, infatti, unicamente bisogno di anime morte e guai a chi si ostina a essere vivo, a non obbedire ai decreti televisivi e alle prescrizioni del cellulare che è stato provvidenzialmente inserito nella sua bara.

Eppure anche Čičikov non riesce a farla franca fino alla fine, chi ha comprato solo anime morte si ritrova in ultimo a mani vuote e solo con la fuga riesce a sottrarsi al castigo. Un giorno, anche se non si sa quando, le anime che si sono lasciate finallora trattare come morte bruscamente si desteranno e non è detto che questa volta Čičikov riuscirà a salvare la pelle.

Di Giorgio Agamben

24.07.2023
Giorgio Agamben. Filosofo. Ha scritto opere che spaziano dall’estetica alla filosofia politica, dalla linguistica alla storia dei concetti, proponendo interpretazioni originali di categorie come forma di vita, homo sacer, stato di eccezione e biopolitica.
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Fonte: https://www.quodlibet.it/sul-governo-degli-uomini
https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-le-anime-morte

Commenti (18)

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Mostra commenti 18 caricati
    1. emilyever 26 luglio 2023

      Leggendo il pezzo di Agamben mi è subito venuta in mente la frase di Draghi con la quale si accomiatava dagli Italiani nel 2021 prima di chiudere il Parlamento per il riposo estivo:- Vaccinatevi e seguite le regole". Le regole?? si sta parlando del gioco dell'oca? Ancora una volta aveva ragione Agamben quando parlava di stato duale: rimangono una costiruzione e i codici, ma sono i dcpm dati giorno per giorno che veramente "regolano" lo Stato

    1. mazzam 26 luglio 2023

      Un’altro che tanfa de ziniztra… un’altro che legge Davila ma si vergogna di farlo sapere. Un’altro che non serve a niente.

    1. Nestor Halak 26 luglio 2023

      Se per anime morte si intende la gente che segue acriticamente le "istruzioni per l'uso" della cultura nella quale è inserita,credo che il fenomeno sia riscontrabile sempre e dovunque: l'uomo è un animale sociale e la società è in fondo basata su questa sua capacità mimetica.
      E' l'eccezione alla regola, l'"errore di replicazione" che, come nell'evoluzione, conduce al mutamento sociale.
      Per avere una società pluralista è necessario che diversi punti di vista siano attivamente rappresentati in politica e nei media in modo che le "anime morte" possano scegliere.
      Sfortunatamente ciò avviene sempre di meno nella nostra società che corre verso il totalitarismo, per cui il fenomeno degli "zombi"diventa evidente.

    2. sbregaverse 26 luglio 2023

      Ma chi SOPRAVVIVE non è , forse, quello che si :
      《ADATTA》 ¿?

    3. Nestor Halak 26 luglio 2023

      Sembrerebbe un buon motivo per conformarsi, no?

    4. sbregaverse 26 luglio 2023

      Nestorione , l'hai detto tu non io :-)))

    5. emilyever 26 luglio 2023

      Per le notti in camper ricordami di portarti il romanzo "I quasi adatti" di Peter Hoeg

    1. Primadellesabbie 26 luglio 2023

      Per commerciare senza resistenze la loro soia geneticamente modificata, gli americani hanno disposto che venga mescolata con quella naturale in modo che i compratori non abbiano possibilità di scelta.

      Analogamente, le istituzioni laiche e religiose fanno in modo che, a cominciare dall'istruzione obbligatoria, le anime siano forzate in un unico destino, di modo che non si posano distinguere, e che anche le anime vive siano indotte a comportarsi e a credersi morte, qualsiasi posizione occupino nella gerarchia e nella vita.

      Solo gli eretici inossidabili e gli autentici selvatici, protetti dai loro Dei, riescono a sfuggire.

      PS - Non si potrebbe trovare un modo diverso dal faccione, più o meno deformato, dell'autore per illustrare i suoi articoli.

    1. sbregaverse 26 luglio 2023

      Am~bara~bà Cîcícokov.
      Il dottore s'ammalò ....
      Am~bara~bà Cîcícokov !

    1. Gear of destiny 26 luglio 2023

      in questo caso sarebbe opportuno dire "finchè c'è speranza c'è vita"; le anime morte sono solo rassegnate ma finchè hanno la speranza o la fede sono immortali

    1. natascia 26 luglio 2023

      Il movente per cui siamo sottoposti a esseri senza “titolo, scienza, virtù “risiede nell’essere massa. Nell’essere massificati. È una condizione indotta, instillata dal sistema fin dalla nascita con il pretesto
      di gestire il caos. È una condizione peggiore di quella del servo della gleba, perché elimina la presa di coscienza della propria individualità. La lingua è lo strumento dei massificatori. Non so da chi possa mai venire il castigo, probabilmente dal caos stesso purificatore estremo dei fatti umani.

    1. Arthur 25 luglio 2023

      Un'anima vive come se fosse morta quando il suo detentore crede di non possederla negandone l'esistenza o quando questi vive disinteressandosene o addirittura facendosi beffe di essa.
      In definitiva la vera dignità di un uomo consiste nella percezione autentica della propria anima e in una condotta personale che la onori con una vita retta.

    1. Vincent1 25 luglio 2023

      Bella riflessione. Condivido.

    1. DrCaligari 25 luglio 2023

      Cicikov è il diavolo. Lo si descrive solo per negazioni, nè alto nè basso, nè bello nè brutto, nè giovane nè vecchio. I suoi servitori sono personaggi infernali. Data la sua natura compie una doppia truffa, passa per volgare truffatore e compra le anime morte corrompendo gli uomini. Ma quando viene smascherato come truffatore è proprio lì che realizza la sua vera truffa mascherando la sua natura diabolica. Che dire, geniale. Anzi, diabolico. Un libro che amo tantissimo.

    2. Jimbo 25 luglio 2023

      Non conosco questo diavolo ma lo identifico con Loro, i dominanti che si avvalgono dei governanti/servitori infernali.
      Coloro che invece sono governati invece li vedo suddivisi in tre categorie.
      Nella prima le anime morte, i senza cuore, che credono nel diavolo e seguono pedissequamente il suo volere e infliggono danno alle altre due categorie.
      Nella seconda i morti di sonno: menefreghisti fino al midollo, non credono al diavolo, fanno lo stretto indispensabile che gli viene chiesto per non scivolare nella terza categoria.
      Quella dei non morti, i non allineati che non hanno però la forza di opporsi al diavolo, ai suoi servitori infernali e alle anime morte.
      Alla fine nonostante l'odio del diavolo verso anime morte, morti di sonno e non morti queste tre categorie, ormai irrimediabilmente separate, riescono sorprendentemente non solo a sopravvivere ma anche a godersela.

    1. BrunoWald 25 luglio 2023

      Perché? L'analogia mi sembra piuttosto azzeccata.

    2. indipendente 26 luglio 2023

      Appunto. Perfetta per i tempi.

      Nel frattempo l'anima continua il suo lavoro, con o senza la consapevolezza di coloro che ne beneficiano.

    1. indipendente 25 luglio 2023

      Anime vive anime morte... va bè, anche Agamben è andato... se mai c'è stato.

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