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L’assassinio di Soleimani: che cosa potrebbe accadere dopo?

The Saker
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Dobbiamo iniziare riassumendo rapidamente ciò che è appena accaduto:

1. Il generale Soleimani era a Baghdad in visita ufficiale per partecipare ai funerali degli Iracheni assassinati dagli Stati Uniti il 29 dicembre.
2. Gli Stati Uniti hanno ora rivendicato ufficialmente la responsabilità di questo omicidio
3. Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato ufficialmente che “In ogni caso, una grave rappresaglia attende i criminali che hanno hanno sporcato le loro corrotte mani con il sangue suo e dei suoi compagni martirizzati ieri sera.

Gli Stati Uniti hanno messo se stessi,  e l’Iran, con le spalle al muro

Gli Iraniani, semplicemente, non avevano altra scelta che dichiarare che ci sarà una rappresaglia. Ci sono alcuni problemi fondamentali riguardo a ciò che potrebbe succedere in seguito. Vediamoli uno per uno:

1. In primo luogo, è abbastanza ovvio dagli sproloqui patriottardi che si sentono negli Stati Uniti che lo zio Shmuel è “pronto e carico” per azioni e reazioni ancora più violente. In effetti, il segretario Esper ha sostanzialmente infilato gli Stati Uniti in quello che definirei un “vicolo cieco di iper-reazione” quando ha dichiarato che “il gioco è cambiato” e che gli Stati Uniti prenderanno “misure preventive” ogni volta che si sentiranno minacciati. Pertanto, gli Iraniani devono presumere che gli Stati Uniti reagiranno in modo eccessivo a qualsiasi cosa che, anche lontanamente, sembrerà una rappresaglia iraniana.

2. Non meno allarmante è il fatto che ciò crea le condizioni assolutamente perfette per un false flag come quello della “USS Liberty.” In questo momento, per i militari e le strutture statunitensi in tutto il Medio Oriente  gli Israeliani sono diventati un pericolo almeno altrettanto grande degli stessi Iraniani. Come mai? Semplice! Sparate un missile, un siluro, una mina contro una qualsiasi nave della flotta americana e incolpatene l’Iran. Sappiamo tutti che se ciò dovesse accadere, le élite politiche statunitensi faranno ciò che hanno fatto l’ultima volta: lasciare che i militari statunitensi muoiano e proteggere Israele a tutti i costi (informatevi su ciò che era successo alla USS Liberty, se ancora non lo sapete).

3. Esiste anche un rischio molto reale di “ritorsioni spontanee” da parte di altri attori (non da parte dell’Iran o degli alleati iraniani). In effetti, nel suo messaggio, l’Ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato espressamente che “Il martire Soleimani è un volto internazionale della Resistenza e tutti gli amanti della Resistenza condividono una richiesta di ritorsione per il suo sangue. Tutti gli amici, così come tutti i nemici, devono sapere che la strada del Combattimento e della Resistenza continuerà con il doppio della volontà e la vittoria finale sta decisamente aspettando coloro che lottano in questo cammino.” Ha ragione, Soleimani era amato e venerato da molte persone in tutto il mondo, alcune delle quali potrebbero decidere di vendicare la sua morte. Ciò significa che potremmo vedere qualche genere di ritorsione che, naturalmente, verrebbe attribuita all’Iran ma che potrebbe non essere affatto il risultato di una qualche azione iraniana.

4. Infine, se gli Iraniani dovessero decidere di non vendicarsi, allora possiamo essere assolutamente sicuri che Zio Shmuel lo vedrebbe come una prova della sua putativa “invincibilità” e lo considererebbe una licenza per intraprendere azioni ancora più provocatorie.

Se esaminiamo insieme questi quattro fattori, dovremmo giungere alla conclusione che l’Iran deve reagire e deve farlo pubblicamente.

Perché?

Perché, che gli Iraniani reagiscano o no, è quasi certo un altro attacco da parte degli Stati Uniti come risposta a qualsiasi cosa assomigli ad una rappresaglia iraniana, indipendentemente dal fatto che l’Iran ne sia, o meno, coinvolto.

Le dinamiche della politica interna degli Stati Uniti

Diamo poi un’occhiata alle dinamiche della politica interna degli Stati Uniti.

Ho sempre sostenuto che Donald Trump, per i Neoconservatori, è un “presidente usa e getta“. Che cosa intendo con questo? Intendo dire che i Neoconservatori hanno usato Trump per fare ogni sorta di cose veramente stupide (praticamente TUTTE le sue decisioni politiche nei confronti di Israele e/o della Siria) per una ragione molto semplice. Se Trump dovesse fare qualcosa di estremamente stupido e pericoloso [ci sono due possibilità], o riuscirà a farla franca, e la cosa andrebbe benissimo ai Neoconservatori, o fallirà e le conseguenze delle sue decisioni saranno catastrofiche e, a quel punto, i Neoconservatori lo metterebbero da parte e lo sostituirebbero con un individuo ancora più sottomesso (diciamo Pence o la Pelosi). In altre parole, per i Neoconservatori fare in modo che Trump faccia qualcosa di fantasticamente pericoloso e stupido è una situazione comunque vantaggiosa!

In questo momento, i Democratici (ancora il partito favorito dei Neoconservatori) sembrano essere assolutamente decisi a commettere un suicidio politico con quella ridicola (e insidiosa!) stupidaggine dell’impeachment. Ora, mettetevi nei panni dei Neoconservatori. Potrebbero essere in grado di indurre i goyim americani a colpire l’Iran e a liberarsi di Trump. Suppongo che il loro pensiero potrebbe svilupparsi più o meno così:

Trump sembra destinato a vincere nel 2020. Non lo vogliamo. Tuttavia, abbiamo fatto tutto il possibile per scatenare un attacco degli Stati Uniti contro l’Iran, fin dal 1979. Facciamo in modo che sia Trump a farlo. Se “vince” (con qualsiasi definizione del termine, ma ne parleremo più avanti), vinceremo. Se perde, gli Iraniani saranno comunque in una situazione dolorosa e possiamo sempre gettarlo via come un preservativo usato (presumibilmente usato per fregare qualcuno senza rischi personali). Inoltre, se la regione esplode, questo aiuterà il nostro amato Bibi e unirà gli Ebrei statunitensi a sostegno di Israele. Alla fine, se Israele verrà attaccato, chiederemo immediatamente (e, ovviamente, otterremo) un massiccio attacco degli Stati Uniti contro l’Iran, supportato da tutto l’establishment politico e dai media statunitensi. E, infine, se Israele dovesse essere colpito duramente, potremo sempre usare le nostre armi nucleari e dire ai goyim che “l’Iran vuole gasare 6 milioni di Ebrei e cancellare dalla faccia della Terra l’unica democrazia in Medio Oriente” o qualcosa di ugualmente insulso.

Da quando Trump è entrato alla Casa Bianca, lo abbiamo visto leccare il culo alla lobby israeliana con un godimento che è eccessivo anche per gli standard statunitensi. Suppongo che questo calcolo sia sulla linea di “con la lobby israeliana alle mie spalle, sono al sicuro alla Casa Bianca“. È ovviamente troppo stupido e narcisista per rendersi conto che è stato usato, da sempre. A suo merito (o per uno dei suoi consiglieri principali), NON ha permesso ai Neoconservatori di iniziare una guerra vera contro Russia, Cina, Corea del Nord, Venezuela, Yemen, Siria, ecc. Tuttavia, l’Iran è un caso totalmente diverso, dal momento che è il bersaglio “numero uno” che i Neoconservatori ed Israele voleva colpire e distruggere. I Neoconservatori avevano persino questo motto “i ragazzi vanno a Baghdad, i veri uomini vanno a Teheran“. Ora che Zio Shmuel ha perso tutte le guerre che aveva scelto di combattere, ora che le forze armate statunitensi non hanno più credibilità, ora è il momento di ripristinare l’autostima da “macho” di Zio Shmuel e, in effetti, di “andare a Teheran,” per così dire.

I Democratici (Biden) stanno già dicendo che Trump ha appena “gettato un candelotto di dinamite in una polveriera,” come se si preoccupassero di qualsiasi cosa al di là dei loro meschini obiettivi politici e di potere. Tuttavia, devo ammettere che la metafora di Biden è corretta, questo è esattamente ciò che Trump (e i suoi veri mandanti) hanno fatto.

Se diamo per scontato che abbia ragione nella mia valutazione di Trump come “presidente usa e getta” dei Neoconservatori/Israele, allora dobbiamo anche accettare il fatto che le forze armate statunitensi sono le “forze armate usa e getta” dei Neoconservatori/Israele e che gli Stati Uniti come nazione sono anch’essi la “nazione usa e getta” dei Neoconservatori/Israele. Questa è davvero una brutta notizia, poiché ciò significa che, dal punto di vista neoconservatore/israeliano, non ci sono rischi reali nel gettare gli Stati Uniti in una guerra contro l’Iran.

In verità, la posizione di Democratici è un capolavoro di ipocrisia che può essere riassunto così: l’assassinio di Soleimani è un evento meraviglioso, ma Trump è un mostro per averlo reso possibile.

Bellissimo, vero?

Quale sarebbe il probabile esito di una guerra degli Stati Uniti contro l’Iran?

Ho scritto così spesso su questo argomento che non entrerò ora in tutti i possibili scenari. Tutto ciò che dirò è il seguente:

  • Per gli Stati Uniti, “vincere” significa ottenere un cambio di regime o, in mancanza di ciò, distruggere l’economia iraniana.
  • Per l’Iran, “vincere” significa semplicemente sopravvivere all’attacco degli Stati Uniti.

Questa è un’asimmetria ENORME e, sostanzialmente, significa che gli Stati Uniti non possono vincere e l’Iran può solo vincere.

E, no, gli Iraniani non devono sconfiggere CENTCOM/NATO! Non hanno bisogno di impegnarsi in operazioni militari su larga scala. Tutto quello che devono fare è: rimanere “in piedi” una volta che il polverone si sarà dissolto.

Ho Chi Minh aveva detto una volta ai Francesi “Potete uccidere dieci dei miei uomini per ognuno dei vostri, ma anche con questa disparità, voi perderete e io vincerò“. Questo è esattamente il motivo per cui l’Iran alla fine prevarrà, magari ad un costo enorme (Amalek deve essere distrutto, giusto?), ma sarà comunque una vittoria.

Ora diamo un’occhiata a due tipi più elementari di scenari di guerra: al di fuori dell’Iran e all’interno dell’Iran.

Gli Iraniani, incluso lo stesso generale Soleimani, hanno dichiarato pubblicamente molte volte che, nel loro tentativo di circondare l’Iran e il Medio Oriente con numerose forze e basi militari, gli Stati Uniti hanno fornito all’Iran un lungo elenco di obiettivi di valore. Il campo di battaglia più ovvio per una guerra per procura è chiaramente l’Iraq, dove ci sono un sacco di forze pro e anti-iraniane che forniscono le condizioni per un lungo, sanguinoso e prolungato conflitto (Moqtada al-Sadr ha appena dichiarato che l’Esercito del Mahdi sarà rimobilitato). Ma l’Iraq non è certo l’unico posto dove può avvenire un’esplosione di violenza: tutto il Medio-Oriente è ben all’interno della zona a “portata di mano” dell’Iran, sia per un attacco diretto che da parte di forze simpatizzanti/alleate. Accanto all’Iraq c’è anche l’Afghanistan e, potenzialmente, il Pakistan. Per quanto riguarda la scelta degli strumenti, le opzioni iraniane vanno dagli attacchi missilistici, alle azioni dirette delle forze speciali, al sabotaggio e a molte, molte altre possibilità. L’unica limitazione qui è la fantasia degli Iraniani e, credetemi, di quella ne hanno veramente un sacco!

Se si verificasse una simile rappresaglia, gli Stati Uniti avrebbero due opzioni di base: colpire gli amici e gli alleati iraniani al di fuori dell’Iran o, come ha suggerito Esper, colpire all’interno dell’Iran. In quest’ultimo caso, possiamo tranquillamente presumere che un tale attacco comporterebbe una massiccia rappresaglia iraniana contro le forze e le strutture statunitensi in tutta la regione ed una chiusura dello Stretto di Hormuz.

Tenete presente che il motto dei Neoconservatori “i ragazzi vanno a Baghdad, i veri uomini vanno a Teheran” implicitamente riconosce il fatto che una guerra contro l’Iran sarebbe qualitativamente (ed anche quantitativamente) un conflitto assai differente da una guerra contro l’Iraq. E, in verità, se gli Stati Uniti avessero seriamente intenzione di colpire in Iran si troverebbero di fronte ad un’esplosione che farebbe impallidire al confronto tutte le guerre successive alla Seconda Guerra Mondiale. Ma la tentazione di dimostrare al mondo che Trump e i suoi servi sono “uomini veri,” e non dei “ragazzi,” potrebbe essere troppo forte, specialmente per un presidente che non capisce di essere uno strumento usa e getta nelle mani dei Neoconservatori.

Ora diamo rapidamente un’occhiata a ciò che NON accadrà

La Russia e/o la Cina non saranno coinvolte militarmente. Né gli Stati Uniti useranno questa crisi come pretesto per attaccare la Russia e/o la Cina. Il Pentagono, chiaramente, non ha lo stomaco per una guerra (convenzionale o nucleare) contro la Russia e la Russia non ha alcun desiderio di una guerra contro gli Stati Uniti. Lo stesso vale per la Cina. Tuttavia, è importante ricordare che la Russia e la Cina hanno altre opzioni, politiche e nascoste, per fare veramente male agli Stati Uniti ed aiutare l’Iran. C’è il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui Russia e Cina bloccherebbero qualsiasi risoluzione americana che condanni l’Iran. Sì, lo so, a Zio Shmuel non frega niente delle Nazioni Unite o del diritto internazionale, ma alla maggior parte del resto del mondo si e molto. Questa asimmetria è ulteriormente esacerbata dalla soglia di attenzione di Zio Shmuel (al massimo di qualche settimana) in confronto a quella di Russia e Cina (decenni). È importante?

Assolutamente!

Se gli Iracheni dichiarano ufficialmente che gli Stati Uniti sono una forza di occupazione (e lo è), una forza di occupazione impegnata in atti di guerra contro l’Iraq (e li fa) e che il popolo iracheno vuole che Zio Shmuel, con tutti i suoi discorsi ipocriti sulla “democrazia,” faccia i bagagli e se ne vada, cosa può fare il nostro Zio Shmuel? Cercherà di resistere, ovviamente, ma una volta che la piccola foglia di fico della “costruzione della nazione” sarà sparita, sostituita da un’altra malvagia e brutale occupazione americana, la pressione politica sugli Stati Uniti affinché se ne vadano diventerà estremamente difficile da gestire, sia fuori che dentro gli stessi Stati Uniti.

In effetti, la televisione di stato iraniana ha definito l’ordine di Trump di uccidere Soleimani “il più grande errore di calcolo da parte degli Stati Uniti” dalla Seconda Guerra Mondiale. “La popolazione della regione non permetterà più agli Americani di rimanere,” ha affermato.

In un secondo tempo, sia Russia che Cina possono aiutare militarmente l’Iran con intelligence, sistemi d’arma, consiglieri ed anche economicamente, in modi palesi e nascosti.

Infine, sia Russia che Cina hanno i mezzi per, diciamo, “suggerire fortemente” ad altri attori nella “lista degli stati-bersaglio” degli USA che ora è il momento perfetto per colpire gli interessi degli Stati Uniti (diciamo, nell’Estremo Oriente asiatico).

Quindi, Russia e Cina possono aiutare e aiuteranno, ma lo faranno nel modo che la CIA ama definire “negabilità plausibile.”

Ritorniamo al grande interrogativo: cosa può fare o farà l’Iran dopo?

Gli Iraniani sono giocatori di gran lunga più sofisticati degli (per lo più) sprovveduti Americani. Quindi, la prima cosa che suggerirei è che è improbabile che gli Iraniani facciano qualcosa che gli Stati Uniti si aspettano da loro. O faranno qualcosa di completamente diverso, o agiranno molto più tardi, una volta che gli Stati Uniti avranno abbassato la guardia (come sempre dopo aver cantato “vittoria“).

Ho chiesto ad un amico iraniano ben informato se fosse ancora possibile evitare la guerra. Ecco cosa mi ha risposto:

Sì, credo che una guerra su vasta scala possa essere evitata. Credo che l’Iran possa provare ad usare la sua influenza politica per unire le forze politiche irachene per chiedere ufficialmente la rimozione delle truppe statunitensi in Iraq. Cacciare gli Stati Uniti dall’Iraq significherà che non potranno più occupare nemmeno la Siria orientale, dal momento che le loro truppe sarebbero in pericolo tra due stati ostili. Se gli Americani lasciassero la Siria e l’Iraq, questa sarebbe la vendetta finale dell’Iran, senza aver sparato un solo colpo.

Devo dire che sono d’accordo con questa analisi: una delle cose più dolorose [per gli USA] che l’Iran potrebbe fare sarebbe quella di usare questo evento veramente pericoloso per cacciare  gli Stati Uniti prima dall’Iraq e poi dalla Siria. Una simile opzione, se fattibile, potrebbe anche proteggere la popolazione e la società iraniana da un attacco diretto degli Stati Uniti. Infine, un risultato del genere darebbe all’omicidio del generale Soleimani un significato molto diverso e bellissimo: il sangue di questo martire ha liberato il Medio Oriente!

Infine, se questa è davvero la strategia scelta dall’Iran, ciò non significa affatto che, a livello tattico, gli Iraniani non faranno pagare un prezzo alle forze statunitensi nella regione o anche altrove nel mondo. Ad esempio, ci sono alcune voci piuttosto credibili che lo schianto del volo PanAm 103 sulla Scozia non sia stata un’azione libica, ma iraniana, come rappresaglia diretta per l’abbattimento deliberato da parte della Marina Americana dell’Airbus Iran Air 655 sul Golfo Persico. Non sto dicendo di esserne assolutamente certo, dico solo che l’Iran ha opzioni di ritorsione che non si limitano al Medio Oriente.

Conclusione: aspettiamo la prossima mossa dell’Iran

Il parlamento iracheno dovrebbe discutere una risoluzione che richiede il ritiro delle forze statunitensi dall’Iraq. Dirò solo che, anche se non credo che gli Stati Uniti acconsentiranno da veri gentiluomini a tali richieste, una risoluzione del genere trasporterebbe il conflitto nel regno politico. Questo è, per definizione, molto più desiderabile di qualsiasi forma di violenza, per quanto giustificata possa sembrare. Quindi consiglio vivamente a coloro che vogliono la pace di pregare che i parlamentari iracheni mostrino un po ‘di onore e di spina dorsale e dicano a Zio Shmuel ciò che ogni paese ha sempre desiderato dire agli Stati Uniti: Yankee, go home!

Se ciò accadrà, sarà una vittoria totale per l’Iran e l’ennesima, miserabile (in realtà auto-inflitta) sconfitta di Zio Shmuel. Questo è il migliore di tutti gli scenari possibili.

Ma, se ciò non dovesse accadere, allora la partita è chiusa e il momento di forza innescato da questo ultimo atto di terrorismo statunitense comporterà molte più morti.

In questo momento (19:24 UTC del 3 gennaio), penso ancora che ci sia circa l’80% di possibilità di una guerra su vasta scala in Medio Oriente e questo lascia un 20% di “eventi inaspettati” (speriamo positivi).

The Saker

Fonte: thesaker.is
Link: https://thesaker.is/soleimani-murder-what-could-happen-next/
03.01.2020

 

Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da MARKUS

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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20 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Se gli iracheni chiederanno il ritiro delle forze di occupazione americane costoro non se ne andranno. Spero che accada questo e cadrà anche l’ultimo alibi… sulla pseudo-democrazia amerikana.
    Ma il governo italiano cosa ne pensa a proposito?

  2. ora chiediamoci cosa succerebbe in caso di una escalation causata da una risposta dell’Iran (vera o falseflag): immediata risposta violenta degli USA col probabile bombardamento delle raffinerie iraniane, blocco dello stretto di Hormuz da parte degli iraniani, prezzo del petrolio a 250$ al barile e conseguente rafforzamento del (petro)dollaro, economie in crisi partendo da quelle più dipendenti dalla importazioni di greggio a partire dalla Cina (mentre gli USA sono autosufficienti), possibilità per gli USA e Israele di bombardare le installazioni nucleari iraniane, rottura delle relazioni tra USA e Cina e fine della globalizzazione, borse a picco con possibilità di additare l’Iran quale responsabile, l’intero sistema finanziario in crisi partendo dalle banche tedesche, delle banche USA che dovranno essere salvate quelle non gradite verranno nazionalizzate insieme magari alla FED, rafforzamento del ruolo di Tr(i)ump(h) quale commander in chief, che verrebbe di conseguenza rieletto come sempre è stato in caso di war.. che dire? chapeau!

  3. analisi ottima, come sempre sul sito del saker. con umiltà, ovviamente, correggerei la percentuale di conflitto aperto che ritengo molto minore dell’ 80%, per lo meno da volontà iraniano-sciita.
    spero ovviamente come la maggior parte dei lettori di questo sito in un “giusto castigo” per esecutori e mandanti, ma spero altresì, e questa volta per tutti noi che l’atto non sia il catalizzatore che porti ad un definitivo riavvicinamento delle due grandi confessioni dell’Islam, sciita e sunnita, che probabilmente porterebbe alla “completa distruzione dell’occidente”.
    concludo con un ulteriore appunto, e cioè di come non sia stata analizzata nello scenario anche la situazione di tensione nel Mediterraneo, leggasi Grecia/Europa – Turchia – Israele – Egitto.

  4. La notizia chiave, che naturalmente è passata via senza che nessuno si accorgesse del suo reale valore, è di qualche settimana fa: “Scoperto nuovo giacimento di gas e petrolio in Iran che raddoppierà le sue riserve”. Ampiamente sottovalutata ma che invece riveste una enorme importanza a livello di equilibri geopolitici nel medio termine.

    Pensare poi che Trump, uno come Trump, possa decidere da solo una qualsiasi azione strategica verso l’Iran, o anche solo San Marino, è un’assurdità intellettuale talmente evidente che non andrebbe neanche accennata: neanche Putin, forse manco Xi, potrebbe permettersi una decisione di questo tipo senza tenere presente gli interessi di tutta una serie di figure economiche e politiche interne.
    La stessa cosa vale, adesso, anche per un leader iraniano. Solo uno come potenzialmente avrebbe potuto e saputo essere Soleiman, l’unica figura che avrebbe, lui sì, potuto avere il potere sia politico, militare e anche carismatico di determinare pressoché da solo le sorti di una guerra contro gli USA o Israele, e con il popolo che lo avrebbe seguito. Questa eventualità, molto probabilmente, si è chiusa l’altro ieri notte.

    Hanno eliminato un eroe. Andrebbe forse fatto un ragionamento su quanto un eroe sia opportuno per un popolo, se non pericoloso, una volta salito su un trono solitario che preveda la guerra come quasi inevitabile futuro, volente o nolente.

  5. Non si sa cosa potrebbe accadere. il bello, e il brutto della Politica e delle guerre è proprio questo: i finali sono a sorpresa. E cambiano la visione del mondo anche presso il popolino cui non interessa niente.
    Ma per favore, non parlatemi dell’Italia,lei si accoderà come sempre, al carro dei vincitori. E forse in questo, c’è addirittura molta saggezza. Saggezza che io non ho.

  6. Quello che succederà non sarà una partita di Calcio e o Scacchi ‘ tanta gente Morirà , inutile cercare delle scusante Al Killer Americano ‘ che Dio abbi pietà delle colpe che si sono macchiate ‘

  7. Comunque come si fa mandare in giro dentro un nido di vespe un pezzo pesante come Soleimani? Per fare pubbliche relazioni? Confidando sul rispetto delle regole da parte dei pervertiti satanisti? Una ingenuità che non mi sarei aspettato dalla dirigenza iraniana. Oppure…

  8. Gli Usa non hanno più soldi per invadere Iran che è inattaccabile.

  9. Trump ha twittato “l’Iran non ha mai vinto una guerra ma non ha mai perso un negoziato” E’ lampante cosa significa – “sono stato costretto ad acconsentire, ma la mia volontà è di negoziare, non cadete nella provocazione”, in pratica lo stesso che fece quando sparò la sua salva di missili contro Assad, che i siriani erano stati avvertiti prima e lasciarono 4 ferrivecchi dove colpirono gli USA. Mentre il signor Esper dal Ministero della Difesa accende i fuochi (scommetterei su una sua doppia nazionalità) Trump sta cercando di spegnerli. E siccome gli iraniani non sono stupidi, credo che la sfangheremo anche stavolta. Rimane il MESSAGGIO CHIARO DELLE FORZE OSCURE che hanno compiuto questo omicidio: IL PRIMO ATTO e la priorità DEL NUOVO DECENNIO – GUERRA comunque e ALL’IRAN con ogni mezzo. Non sarà subito ma non credo arriveremo alla seconda metà del decennio senza che questi satanisti non ci abbiano portato al punto di non ritorno.

  10. Fra democratici e repubblicani non c’è alcuna differenza, sono ambedue telecomandati dall’anglosionismo; ognuno canta la propria musica, ovviamente l’uno contro l’altro, ma alla fine quando c’è da far guerre, ammazzare ed occupare, poi sono sempre d’accordo! L’anglosionismo vuole la guerra con la Russia e questo passa prima dal medio oriente, dalla Siria, dall’Iran, per cercare di isolarla sempre di più. Trump conta zero, come tutti quelli prima e quelli che arriveranno; gli ordini arrivano da Londra!!

  11. Attaccata base americana in Irak, non so altro
    Bisogna assolutamente spegnere l’incendio per via diplomatica, lo scenario iracheno porterà Nethaniau ad intervenire e le iene sunnite del golfo se la ridacchieranno alla grande

  12. Sallvini si e’inchinato a trump e a israele. Che lecchino! E’come il pd! E pensare che tanti, anche qui gli han creduto…almeno qui questa parte da fesso non l’ho fatta. Ha recitato bene e tanti allocchi ci son cascati……..

  13. Gianfranco Attanasio

    Vorrei sottolineare che Soleimani aveva una qualifica ufficiale data dal suo governo, era un esponente politico e militare di primo piano dello stato iraniano, stato riconosciuto dall’ ONU: a differenza di Al Baghdadi ed altri fatti fuori senza che fossero esponenti di un governo e di uno stato ufficialmente riconosciuto. Questo aspetto è stato volutamente messo in sordina ma è essenziale. Tanto per far capire la cosa, è come se domani agli USA non piace Shoigu, ministro russo, e lo fanno fuori così semplicemente…ad nutum. E poi si bevono una birra, ruttano un tweet, un bel selfie di gruppo sul cadavere e tutto fila liscio.
    Vi rendete conto di cosa significhi nel campo dei rapporti internazionali ? Primo: nessun esponente di governo, nessun militare di rango di qualsivoglia stato può considerarsi fuori bersaglio in qualsivoglia parte del mondo: è la condizione hobbesiana PEGGIORE, cioè la mancanza di sicurezza dovuta alla regressione ad uno stato ferino, quella che prelude ad ogni sanguinosa follia. Secondo: l’ ONU, già cadaverica di suo, è completamente fuori gioco. Terzo, il diritto internazionale, foglia di fico sui rapporti di forza ma comunque foglia di fico che segnala il limite consentito dell’azione degli stati tra loro, è ugualmente morto e sepolto almeno per quanto riguarda gli USA.
    E’ inutile continuare. Quello che è accaduto è una enormità sotto l’aspetto FUTURO delle relazioni internazionali. Beninteso, sempre che esista un ‘futuro’ cui appellarsi…

  14. La realtà è che gli iraniani, se vogliono vivere, devono sviluppare, al più presto, l’arma nucleare. Solo allora gli usa e i loro tirapiedi ci penseranno due volte prima di fare qualsiasi cosa. Basta guardare la Corea del Nord (non certo un paese enorme con una grande economia ecc) nessuno si sognerebbe minimamente di uccidere con un drone un rappresentante della Corea del Nord. Che se ciccio kim gli girano e si scende dal letto con il piede sbagliato e lancia un missile contro Los Angeles o Chicago o New York, beh poi si piange per davvero.
    Tutto questo, l’uccisione di Soleimani, e il resto che succederà è per costringere l’Iran ad abbandonare il loro progetto di armamenti nucleari.
    Sarebbe un grave errore, da parte dell’Iran, abbandonare questo progetto.

    E sarebbe ora che anche noi, come Italia, cominciassimo a pensare seriamente a fornirci, autonomamente, di armi nucleari.
    Che oggi attaccano l’Iran, domani potrebbe toccare a noi…

  15. Mi pare che il Saker sia un pelino troppo ottimista. Se ha delle info riservate che ce le faccia sapere per esteso ( un pò difficile…). Nel frattempo, mi limito a segnalare la possibilità di un ‘colpo da maestro’ dei ‘soliti noti’. Far ammazzare da un sicario ‘manchurian’ Trump, del resto in preda ad un delirio psicotico, e nel contempo addossarne la responsabilità a Teheran. Dopo questo, eradere la Persia sarebbe cosa fatta. Nessuno potrebbe opporsi e nessuno si opporrebbe. Cina e Russia starebbero zitte, come già fanno un pò troppo adesso ( davvero un pò troppo…), e inizierebbe la ‘totendanz’ a colpi di atomiche ‘micro’, ‘tattiche’ ecc. ecc. come espediente propagandistico molto ‘understatement’ e ‘conservative’. Sai che goduria per gli Stranamore del Pentagono…e sopratutto per i cabalisti di Gerusalemme. Impazzirebbero dalla gioia. A questo punto il ‘sacrificio dell’Agnello’ sarebbe finalmente alla loro portata. Allo stato attuale della follia Uccidental-sionista, mi parrebbe l’ipotesi più coerente con quanto vanno da tempo vaticinando ‘David con la Sybilla’.

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