La volpe, atto finale

Di Alberto Conti, ComeDonChisciotte.org

Collodi era veramente un genio, aveva previsto ciò che sta accadendo, sotto i nostri occhi.
I due supermario, il gatto e la volpe, agiscono però separatamente. Prima lo stupido, poi il furbo, ma la strategia e l’obiettivo sono gli stessi: raggirare l’ingenuo Pinocchio per rubargli le monete d’oro, o ammazzarlo se necessario. Il “neoliberismo” in salsa tedesca è la loro fede, fino alla fine, e fanno di tutto per salvarne il marchio di fabbrica, detto euro. Ma la volpe aggiunge “ … e vedrete che basterà”. Lo vedremo se basterà.

Del resto Pinocchio, il popolo italiano, non è ancora un bambino vero. E’ nato da un ciocco di legno truccato, e le traversie della vita l’hanno portato a dire “franza o spagna, purché se magna”. Quindi, in parte, si fida ancora del “podestà straniero”, complice il grillo parlante, e ormai silenziato, che gli propone un piatto alternativo veramente indigeribile, gettandolo così nelle braccia dei briganti traditori. Fa parte del copione, ben curato e realizzato da un regista nascosto che però sa il fatto suo, almeno fin qui. Una parte che potremmo sottotitolare “la foglia di fico”. Malriuscita ma efficace.

Pinocchio, sopravvissuto miracolosamente alla distruzione della domanda interna, è ora in preda al terrore di un fantasma della mente, ed è pronto a tutto, anche a sotterrare le ultime monete rimastegli nell’orto dei miracoli, che a ben vedere si potrebbe già ribattezzare l’orto delle truffe e degli orrori. Ma la paura fa 90, non 4 come gli avrebbe insegnato la maestra se fosse andato a scuola per imparare a far di conto.

Il miracolo vero, quello scaturito dall’amore della Fatina Azzurra, deve ancora accadere, dopo però altri inenarrabili patimenti che dovrebbero scuotere l’anima del povero burattino e indurgli una reazione sana, finalmente, da ometto vero. In fondo è cresciuto in una famiglia strana, disastrata, ma non ancora gender. E poi il ragazzo ha del talento, lo ha ampiamente dimostrato, e in fondo al cuore ha sempre coltivato anche lui un anelito di libertà, di quella vera, che però ancora non conosce. Crescerà, o sì che crescerà, basta dargli il giusto tempo … e vedrete che basterà, questa volta basterà.

A questo serve il lascito spirituale dei nostri antenati, del quale siamo fieri, e non lo tradiremo.

Di Alberto Conti, ComeDonChisciotte.org

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