La frattura dell’Europa

Mentre la Vecchia Europa scivola verso una grave recessione economica e le proteste aumentano, la UE potrebbe avere poca o nessuna influenza sull'esito finale. Questo sarà determinato da Mosca, o concordato tra Mosca e Washington, perché l'Unione Europea ha permesso agli zeloti russofobi di guidare la sua politica

La frattura dell’Europa

Alastair Crooke
english.almayadeen.net

Il Medio Oriente si troverà presto di fronte ad un'Europa divisa, cosa che imporrà nuovi dilemmi alla regione, oltre a dover navigare tra le varie fazioni della politica estera della Beltway che a Washington si contendono il primato sulla politica russa.

Negli Stati Uniti è una gara a tre: i “falchi” estremi, come il senatore Graham, contro il campo realista, con il dottor Kissinger più o meno a metà strada.

Anche in Europa esistono divisioni. Ma sono strutturalmente diverse.

Per capire la frattura europea, dobbiamo tornare alla Conferenza NATO di Bucarest del 2008. Si era trattato del famigerato evento in cui la NATO aveva aperto le porte all'adesione dell'Ucraina e della Georgia.

Quello era stato il momento in cui la “UE occidentale” aveva ceduto alla “UE orientale” il controllo della politica estera dell'Unione Europea sull'Eurasia (permettendo così ai cagnolini “russofobi” dell'est di distogliere l’attenzione dai veri problemi europei). La struttura di potere dell'Unione si era spostata, dapprima sotto la pressione dell'“europeismo centrale” di Madeleine Albright e, successivamente, in modo graduale, con la manipolazione da parte del Dipartimento di Stato del blocco russofobico della UE e dei suoi alleati nel Partito Verde tedesco e nella Commissione Europea.

Non ci sono molti segnali sul fatto che il blocco occidentale possa recuperare in tempi brevi la propria leadership, attualmente in mano ai “massimalisti” della guerra in Ucraina, e questo per diverse ragioni. In primo luogo, i leader occidentali della UE hanno dichiarato retrospettivamente (ad esempio la Merkel nell'intervista alla Zeit) di essersi opposti alla Dichiarazione di Bucarest. Eppure, di fronte al crescente radicalismo dei “massimalisti” ucraini, erano rimasti in silenzio nella loro opposizione. Il pubblico occidentale comprende sempre più questo errore strategico.

In altre parole, i grandi attori dell'Unione Europea erano rimasti con le mani in mano per ben due volte, prima quando era stata rilasciata la Dichiarazione di Bucarest e poi quando il Presidente Poroshenko e i massimalisti della UE avevano fatto pressioni affinché l'Accordo di Minsk fosse considerato un vero e proprio inganno, di cui si sarebbero dovute esplicitamente ignorate le condizioni, e questo per permettere la “NATOizzazione” furtiva, l'addestramento e il riequipaggiamento NATO delle forze armate ucraine - con l'intento esplicito di rafforzare l'Ucraina prima del futuro confronto militare nel Donbass.

Questa silenziosa lacuna si è rivelata tossica per il “blocco” occidentale, perché ha reso la UE ostaggio della menzogna secondo cui l'Ucraina sarebbe uno Stato unitario, la cui naturale ambizione di sovranità (come quella di diventare membro dell'Unione Europea o della NATO) viene crudelmente soppressa dalla Russia.

Seguendo questa “linea” di Washington, si è semplicemente cancellata la realtà del conflitto ucraino, impedendone l’analisi razionale e sostituendola con una fantasia.

L'Ucraina è un guazzabuglio di nazione, messa insieme in epoche diverse, con il territorio che mutava in continuazione e con popoli che disprezzano l'uno la storia dell'altro. Le varie componenti non tollerano la visione del futuro delle altre e hanno radici linguistiche, culturali ed etniche diverse. Gli “Ucraini” sono in una guerra civile “calda” almeno dal 1941.

Da questo punto di vista, l'Ucraina è complicata quanto l'Irlanda e, per esperienza personale, so che non esiste una soluzione “magica” per l'Irlanda così come non ne esiste una per l'Ucraina.

In parole povere, il blocco occidentale della UE era rimasto ancora una volta “con le mani in mano” mentre la narrazione di Victoria Neuland si esauriva, lasciando che “leader” come Macron e Scholz declamassero luoghi comuni sul cessate il fuoco e rimanessero in silenzio di fronte alla realtà che l’unico modo serio per affrontare una questione complessa di blocchi avversari incorporati all'interno di un unico Stato erano i trattati di Minsk.

Invece, il “blocco” occidentale aveva optato per slogan, superficiali ma facili da ricordare, sul completo ritiro della Russia.

Possibile che questi leader della UE non capiscano (anche solo per l'esperienza irlandese) l'odio viscerale e le vendette che deriverebbero dalla loro ingenuità su un cessate il fuoco? Gli Occidentali che vivono in società stabili e ragionevolmente prospere spesso trovano difficile assimilare gli odi profondi che turbinano in queste società in perenne conflitto. In Irlanda, i ricordi delle ingiustizie di centinaia di anni fa sono sentiti come avvenimenti di ieri.

Perché tutto ciò provocherà una frattura nell'Unione Europea? Beh, la UE ha già delle gravi falle, la più grande delle quali è l’euro, una moneta “artificiale” che ha diviso l’Europa in due “campi di gioco” valutari, uno sottovalutato per i “frugali” nordici (fanatici dell'economia austera) e un altro, sopravvalutato, per gli “scialacquatori” meridionali, con il risultato che le loro industrie sono state sfavorite rispetto a quelle del nord.

Entrambe le narrazioni sono banali, ma sono alla base del divario economico tra nord e sud e, in misura limitata, coincidono con la linea di faglia tra i valori tradizionale e il “risveglio” postmoderno.

Ma questa nuova linea di faglia - i massimalisti radicali ucraini contro la Vecchia Europa - eclisserà e sostituirà queste vecchie divisioni.
In parole povere, i radicali ucraini (incoraggiati da Blinken e altri) hanno legato la UE ad una politica di costante marcia verso l'escalation militare - un'escalation per “tutto il tempo necessario” - che, stando alle prospettive attuali, potrebbe andare avanti nel tempo più di quanto la Vecchia Europa e i suoi leader possano politicamente sopravvivere all'imminente recessione. Non c'è da stupirsi che si agitino impotenti.

Questa “linea” politica si traduce in “sanzioni per sempre” nei confronti della Russia; una guerra in Europa con la possibilità di un suo pericoloso allargamento e in conseguenti enormi contributi finanziari dell'UE per l'Ucraina, con la prospettiva che possano andare avanti per un futuro indefinito.

Ecco la chiave: gli Stati dell'Est possono godere del loro radicalismo nei confronti della Russia, mentre la Vecchia Europa va incontro ad una rapida rovina economica. Con la sua solvibilità finanziaria sempre più messa in discussione e il suo sistema creditizio scrutinato come mai prima d'ora, la vecchia Europa sta diventando il “malato d'Europa,” piuttosto che il suo amante danaroso.

La visione ottimistica di Bruxelles è che, “nonostante la mancanza di rappresentanti legittimi e la sua debolezza militare, l’UE avrà un peso considerevole in qualsiasi negoziato perché è la potenza economica che pagherà la ricostruzione dell'Ucraina e sarà l'arbitro di qualsiasi processo attraverso il quale l'Ucraina entrerà nel mercato unico dell'UE, nell'unione doganale o persino nella UE stessa.”

È giustificato questo ottimismo? No. Tanto per cominciare, dipende da presupposti tutt'altro che scontati. Ci sarà un risultato chiaro? La rete elettrica ucraina è sull'orlo del collasso strutturale. L'economia ucraina è al limite e anche la capacità di Kiev di convogliare altre forze militari a Bakhmut per sostenere le posizioni in loco è “al limite.”

Tutto ciò che è legato al conflitto è al limite. Forse la Russia deciderà di lasciare che l'Ucraina “cuocia nel suo brodo” per un po' di tempo, fino a quando, forse, la sua macchina da guerra si fermerà, i volani smetteranno di girare e regnerà il silenzio.

Pagare? Di sicuro, la UE pagherà... pesantemente! Tuttavia, mentre la Vecchia Europa scivola verso una grave recessione economica e le proteste aumentano, l'UE potrebbe avere poca o nessuna influenza sull'esito finale. Questo sarà determinato da Mosca o concordato tra Mosca e Washington. Non esiste assolutamente un leader europeo con il peso necessario per impressionare sia Mosca che Washington.

Eppure, per quanto riguarda la sua importanza commerciale, la classe dirigente della UE vive in una fantasia panglossiana. Domenica scorsa, Dmitry Medvedev ha scritto che, per la Russia, non ci sarà un ripristino delle normali relazioni con l'Occidente per anni o addirittura decenni a venire: “D'ora in poi ne faremo a meno, almeno fino a quando non salirà al potere una nuova generazione di politici ragionevoli.”

Quanto è grave questa divisione? Mettiamola così: un numero influente di membri della UE - sostenuti da Washington - vuole ridurre in polvere l'esercito russo. Questo gruppo di elettori della UE è presuntuoso e si diverte ad esercitare una supremazia all'interno di Bruxelles, con l'imprimatur di Washington.

La Vecchia Europa, invece, disperata, vede che non può cambiare radicalmente rotta senza che l'Unione subisca un'esplosione che ne minacci l'integrità.

Ma, se continuasse a “starsene con le mani in mano,” rimarrebbe a guardare mentre il cuore industriale della Vecchia Europa diventa un deserto e si accorgerebbe che sono i loro futuri politici ad essere “ridotti in polvere” dagli zeloti ucraini.

Anche la UE è sull'orlo del baratro.

Alastair Crooke
Fonte: english.almayadeen.net
Link: https://english.almayadeen.net/articles/analysis/the-fracturing-of-europe
01.01.2023
Traduzione di Costantino Ceoldo rivista da Markus per comedonchisciotte.org

Alastair Crooke CMG, ex diplomatico britannico, è fondatore e direttore del Conflicts Forum di Beirut, un’organizzazione che sostiene l’impegno tra l’Islam politico e l’Occidente. In precedenza è stato una figura di spicco dell’intelligence britannica (MI6) e della diplomazia dell’Unione Europea.

Commenti (14)

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    1. GioCo 5 gennaio 2023

      Ci sono equilibri macroeconomici piuttosto complessi che andrebbero ri-considerati. Uno è la necessità di mantenere un sud del Mondo capace di alimentare manodopoera e un nord capace di assorbire ricchezza e di sfruttare quella manodopera (creativa) facendola propria e sfoggiandola così con orgoglio. Per qualche secolo ha funzionato. Ma "il ritiro" verso nord dei confini dello sfruttamento (sempre più bieco) non ha dato i frutti sperati. In specie ha alimentato mercati sempre più oscuri e crimali fuori controllo. Così ora assistiamo allo sfruttmanento dell'est sull'ovest occidentale: il Drago che si mangia la coda. Che ha causa della guerra in corso in Europa, sta creando dissesti metereologici vistosi che (tra le altre cose) sconquassano le economie globaliste e vuotano i magazzini rendendo sempre più incerto il futuro dei Padroni. Perché scommettere sull'economia suicida del buco nero e del caos? Era per la trasizione e la dismissione del dollaro. Ora però c'è chi ne profitta e non era in programma lo facesse. Le banche centrali di matrice rothschilliana mantengono il punto, ma sono assediate da accordi che in qualunque momento posso scavalcarle. Per ciò fuzionano in una condizione di ricatto che scuote nel profondo certezze granitiche di piani attentamente preparati e agende molto ben studiate. Urgono dirigenti capaci che sappiano muoversi in autonomia rapidamente nel nuovo e imprevisto clima di incertezze imperiture. Da qui l'articolo...

    1. indipendente 4 gennaio 2023

      È tutto molto semplice. Il sistema economico sta ritornando alla "sostanza", fatta di beni primari e non di denaro virtuale. L'occidente, con tutta la merda che si porta appresso, è già morto.
      La Polonia dichiarerà guerra alla Germania.

    2. BrunoWald 4 gennaio 2023

      La merda che l'Europa si porta appresso, e che la sta conducendo all'autodistruzione, è opera del Parassita che la occupa ormai da molto tempo, agendo proprio come un tumore. Almeno da questo punto di vista, i termini della questione sono molto semplici: o noi ammazziamo "lui", o "lui" ammazza noi.
      Poiché il 90% e oltre degli europei sono ciechi, e i pochi che comprendono non sono in grado di fargli neppure il solletico, l'esito finale sembrerebbe scontato.
      D'altra parte, un orientamento non puramente materialistico aiuta a comprendere che esiste un fattore imponderabile, per cui nulla è mai deciso in anticipo, nemmeno in questo nostro mondo brutale.
      Va perciò scrupolosamente coltivata la fede che un giorno vedremo le loro teste rotolare. Noi, o i nostri discendenti.

    3. natascia 5 gennaio 2023

      Gli Usa sono in realtà espressione di una nuova , o vecchia, classe sociale: quella militare. Vero ceto parassitario che crea i presupposti di nuove guerre per la sua prolificazione. Il capo della Nato ne esemplifica l’ intercambiabilità e la commistione con l’economia e la politica. Già Machiavelli parlò della pericolosità dei mercenari al soldo del Principe,e all’ epoca i principi esistevano. Oggi, vista la vulnerabilità delle classi politiche di quasi tutto il mondo ,questa farà terra bruciata di ogni ostacolo che si frapponga alla sua esistenza. Si intravedono solo Principi in difficoltà.

    4. sbregaverse 5 gennaio 2023

      Mio caro con la dipendenza da in , di accordissimo per la merda che per quantità, effettiva ed affettiva, supera quella della materia oscura:
      ma che il polacchio faccia la zuffa calda con l'alemanno , la vedo la vedo la intravedo ( come la passera)bella e impossibile .

    5. Cachafaz 5 gennaio 2023

      "La Polonia dichiarerà guerra alla Germania."
      Utilizzando le armi acquistate con i soldi del'ue che gli hanno dato i tedeschi, noi e gli altri! Possibile. Potrebbero avere il sostegno anglo-usa...infatti le loro simpatie vanno a seconda del grado di russofobia, e quello polacco e' a prova di bomba; del resto, e' tanto (gli anglo) che volevano ridurre la germania ad un campo di patate.

    6. indipendente 5 gennaio 2023

      Speriamo sia come dici tu, ma occhio che il polacchio da qualche parte vuole sbattere...

    7. ric 5 gennaio 2023

      se fosse coso spero che La Germania dia ai polacchi tutte le botte che non gli ha dato nella 2 guerra..

      Stavolta Die VACHT am RHEIN
      tornera' di moda. anche ad EST...

      https://www.google.com/search?q=die+wacht+am+rhein&rlz=1C1CHBF_itIT1024IT1024&oq=die+vacht+&aqs=chrome.1.69i57j0i10i22i30j0i15i22i30j0i22i30j0i15i22i30j0i10i15i22i30.9108j0j15&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:7a0ec707,vid:9JT-xxcD9_w

    8. Primadellesabbie 5 gennaio 2023

      Il meccanismo produttivo indotto dall'egoismo prevalente su ogni altra cosa, che sta all'origine del regime capitalista, funziona in modo da arricchire il Paese che lo addotta anche se chi lo dirige degenera o impazzisce.

      Questo fenomeno non interessava a Macchiavelli il quale si preoccupava di garantire comunque il potere al Principe.

    9. Gino 5 gennaio 2023

      Molto probabile che il rotolare di teste noi non lo vedremo. Ciò che però possiamo già fin d’ora notare è l’abisso di discredito in cui già ora stanno cadendo; sempre più, ogni giorno che passa. Personalmente sono convinto che la principale concausa del crollo dell’URSS fu il discredito che la propaganda occidentale riuscì a cucire loro addosso. In tal caso fu vittoria occidentale mediante una campagna fatta più che altro di propaganda; nel caso attuale la rivincita russa starebbe invece avvenendo mediante una vera e propria campagna militare, il cui frutto più apprezzabile sarebbe però infine l’evidenza di quanto inconsistenti possano infine rivelarsi essere state le immagine pervicacemente imposte dall’occidente, mediante propaganda. Ed un conseguente discredito, ma in missura ancora maggiore rispetto al discredito che concorse a causare il crollo dell'URSS.
      Sulla base delle informazioni disponibili, per quanto incerte esse siano, pare proprio che ogni persona dotata di spirito critico e raziocinio e attenzione sufficienti abbia già maturato il convincimento che la Russia abbia già fin d’ora sostanzialmente già vinto. Una metafora dell’attuale condizione dell’esercito ucraino potrebbe quindi essere quella di un condannato condotto sul patibolo con le mani legate dietro la schiena, e ora anche con già il cappio al collo: ancora vivo, ma soltanto poiché il boia non avrebbe ancora provveduto all’apertura della botola che sta sotto i suoi piedi.
      L’unica attuale incertezza parrebbe dunque attinente a quale sarà infine la scelta dei vertici russi, tra le due soluzioni che attualmente sembrano le più verosimili:
      1. finirla velocemente (entro quest’estate);
      2. finirla lentamente (entro almeno un altro anno o due).
      Immagino che ciò potrà dipendere soprattutto da come i russi stimeranno i costi e i benefici, in ciascuno di tali due tipi di scenari alternativi.

      Tanto per fare un esempio del discredito che parrebbe essere in procinto di dilagare (prima parte di uno scritto di tale Thomas H. Lipscomb):

      « Non c'è dubbio ora che la Russia sconfiggerà l'Ucraina e imporrà le sue condizioni. Come ha detto Putin poche settimane fa, è stato un suo errore pensare di potersi fidare dell'Occidente per raggiungere un accordo ragionevole, infine non avendo avuto altra scelta che la sconfitta militare del suo fantoccio ucraino. Il suo astuto ministro degli esteri Lavrov ha sottolineato che non aveva senso discutere con l'attuale governo americano. Non hanno alcuna comprensione della guerra e ancor meno della diplomazia.
      Ma come risponderanno gli Stati Uniti alla comprensione nascente che gli anni di pianificazione USA/NATO della guerra per procura ucraina, come Angela Merkel ha recentemente rivelato, non hanno portato al crollo del potere russo e al rovesciamento di Putin, ma alla distruzione e alla partizione dell'Ucraina e all'esposizione della sfida militare americana e della NATO come di gran lunga inferiore alla sua reputazione? Questa è stata una paura che Biden ha effettivamente esposto nel suo incontro alla Casa Bianca durante la visita di Zelensky prima di Natale.
      Con il suo controllo totale dei media, gli Stati Uniti / NATO potrebbero far sì che le loro popolazioni apprendano di questa catastrofe del potere e delle pretese occidentali [dilazionandolo] per un tempo considerevole. Ma gli effetti internazionali avranno luogo immediatamente.
      La pianificazione militare americana era una volta di classe mondiale. Ma chi pianificherebbe una guerra per procura contro la Russia, uno dei maestri riconosciuti nell’artiglieria, e con una tecnologia di difesa aerea di gran lunga migliore di qualsiasi altra in Occidente, e quindi dotando il nostro fantoccio ucraino di armi inferiori e munizioni sufficienti solo per durare sei mesi? E sicuramente i pianificatori americani non potevano fare a meno di sapere che non c'era più una base di produzione per il rifornimento, e che i magazzini della NATO erano praticamente già vuoti?
      Rhett Butler ha ricordato con disprezzo le teste calde della secessione meridionale “Non c'è una fabbrica di cannoni in tutto il Sud." Le cose non vanno molto meglio negli Stati Uniti di oggi. Si tratta di una verità usurata per secoli, che la logistica è la chiave per il dominio sul campo di battaglia. I nostri attuali pianificatori militari in qualche modo se la sono persa?
      L'America sta ora setacciando il suo mucchio di spazzatura di armi obsolete che mai potranno comunque arrivare in tempo, per ammassare le liste di aiuti militari ucraini del Pentagono insieme a contratti di produzione per forniture future irrilevanti, mentre l'Ucraina sta estraendo dai suoi musei locomotive a vapore, per poi utilizzarle su ciò che è rimasto del suo sistema ferroviario.
      Ma l'attuale leadership degli Stati Uniti è un gruppo di idioti totali, accecati dall'ideologia, dall'arroganza e dalle illusioni di perseguire un'egemonia globale “basata sulle regole”, un'opportunità da tempo superata, come dimostra la nostra performance in questa guerra per procura. Gli Stati Uniti hanno vinto la guerra fredda, ma hanno perso la pace. Il suo pensiero strategico e militare è obsoleto e la configurazione di entrambe le forze e le attrezzature si basa su ipotesi del millennio passato. Anche la battaglia per un Grande Reset globale sotto l'egemonia unipolare americana è stata persa. Il Forum Economico Mondiale è ora rilevante quanto il Sacro Romano Impero. Tutto ciò che possono continuare a fare è terrorizzare gli stati sempre più autoritari dell'Occidente con proposte politiche asinine.»
      https://sonar21.com/is-the-united-states-poised-to-lose-the-second-cold-war/

      (Mr. Lipscomb is the Chairman of the Center for the Digital Future in New York. He was a founder and CEO of two public companies in digital technology and holds five patents. He has been an executive in several media companies, including CEO of Times Books, and he has written articles for publications such as The New York Times, The Washington Post, and The Wall Street Journal.)
      Thomas H. Lipscomb a me pare non essere un agente della contro propaganda russa, quanto piuttosto uno di quei due terzi di cittadini USA convinti che l’Ucraina non starebbe affatto vincendo la sua guerra alla Russia – secondo quanto risulterebbe da un molto recente sondaggio condotto negli USA.
      Insomma, almeno in quanto a sua attuale reputazione, pare che il deepstate occidentale già ora sia messo molto male.

    10. BrunoWald 6 gennaio 2023

      A giudicare dal suo curriculum e dai giornali per i quali scrive, il sig, Lipscomb non mi sembra un "cittadino", ma qualcuno ben piazzato nel sistema, e in un settore chiave come quello mediatico. Non dico che sia tutto falso, ma ciò che dice va preso con le molle.
      Ad esempio, è impensabile che Putin si sia sbagliato credendo di potersi fidare dell'occidente: non è mica un babbione. Poi, che l’attuale leadership americana sia un gruppo di idioti totali è un'idea suggestiva che tutti noi ameremmo credere, per questo è lecito dubitarne. Non mi riferisco a Biden e agli altri pagliacci che ci mettono la faccia, ma a quelli che comandano davvero. Quelli che li hanno messi al loro posto. E che, temo, hanno una presa molto forte anche nei deep state di Mosca e di Pechino.
      Sono loro il Parassita a cui mi riferisco; e se stanno rovinando la reputazione dell'occidente, per quanto piacere possa fare, non è necessariamente una buona notizia.

    11. BrunoWald 6 gennaio 2023

      Gli USA ci occupano militarmente dal 1944, ma il Parassita ci occupa a livello occulto da molto prima. Gli USA sono una sua creazione, una specie di golem, come in precedenza lo fu l'Impero britannico. Ed è lecito temere che sia in procinto di sopravvivere ad essi, trasferendo nuovamente la sua testa in qualche altro centro.

    12. Primadellesabbie 6 gennaio 2023

      Il polacco ha spiegato ai príncipi di Mosca cosa si deve fare per essere russi, ai Cavalieri teutonici come ci si deve comportare per essere dei Cavalieri, ai cristiani come si fa a essere cristiani, al Vaticano come deve comportarsi un Papa, agli anticomunisti cosa si deve fare per essere degli anticomunisti, ai tedeschi cosa si deve fare per essere tedeschi, alla UE cosa si deve fare per essere Europei e agli zombi di mezzo mondo a comportarsi da nazisti e odiare i russi.

      Si tratta di una missione.

    13. Gino 14 gennaio 2023

      "che tutti noi ameremmo credere"

      ...

      io l'avrei invece messa così:
      "che a tutti noi converrebbe si considerasse come un'ipotesi da valutare seriamente"

      La principale arma di ciò che tu chiami "il Parassita" starebbe infatti nella sua capacità di agire mediante propaganda.

      La sua principale forza indubbiamente sta nella sua capacità di convincimento e annichilimento della dignità di qualsiasi intelligenza vi si contrapponga.

      Il suo punto più debole e vulnerabile starebbe quindi proprio nel poco credito, o nel vero e proprio eventuale discredito, della sua intelligenza e della sua capacità di forgiare il mondo secondo la sua propria volontà.

      Che sia vera o che sia falsa, la tesi che esso oramai altro non sarebbe che una macchina idiota, oggi perfino potrebbe venire considerato un fatto irrilevante. Ciò che lo è invece senz'altro, e probabilmente potendo perfino rivelarsi decisivo, è la facoltà che oggi avremmo di rappresentarlo in funzione di come esso palesemente ci appare: una idiotissima macchina, quasi come se fosse un'intelligenza artificiale...

      Il suo discredito è l'arma in nostro possesso a mio parere più potente, dai suoi seguaci maggiormente temuta, ed anche essendo un'arma probabilmente vincente.

      Che poi un idiota lo sia veramente, per il momento a me pare comunque l'ipotesi oggigiorno più credibile; oltretutto venendo puntualmente corroborata dall'informazione affluente.

      L'effetto diametralmente opposto verrebbe invece prodotto spacciandolo per una sorta di malefica ed ultraterrena divinità.

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