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Julian Assange ha subìto gravi danni psicofisici nell’ambasciata ecuadoriana, dicono i dottori

DI JAMES RISEN

informationclearinghouse.info

Una dottoressa statunitense, che negli ultimi due anni ha condotto diverse valutazioni di carattere psicofisico su Assange nell’ambasciata ecuadoriana di Londra, dice di credere di esser stata spiata, e che la riservatezza della sua relazione medico-paziente sia stata violata.

La dott.ssa Sondra Crosby, professoressa associata di Medicina e Sanità Pubblica presso l’Università di Boston, nonché esperta sulle conseguenze della tortura su corpo e psiche, nella propria carriera ha valutato parecchi detenuti delle carceri statunitensi, compresi coloro che si trovano in quello cubano della Baia di Guantánamo. Con discrezione, nel 2017 ha iniziato ad incontrare e valutare Assange, all’interno dell’ambasciata in cui il fondatore di WikiLeaks aveva cercato rifugio.

La Crosby asserisce che, durante la sua ultima sessione del 23 febbraio, le sue note mediche riservate siano state rimosse, dopo che aveva brevemente lasciato l’ambasciata per ottenere del cibo da riportare ad Assange, il quale, come scrive, “non aveva mangiato”. Le sue note sono state prelevate dalla stanza in cui stava valutando il paziente, ed in séguito sono state ritrovate in un altro spazio, utilizzato dal personale di sorveglianza dell’ambasciata.

“Il diritto del Sig. Assange al segreto medico-paziente, nonché le sue informazioni confidenziali, sono stati violati”, ha scritto la Crosby in una dichiarazione giurata del 1 marzo, consegnata sia alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani. Nella dichiarazione, afferma che le sue note mediche “presumibilmente” sono state lette dal personale dell’ambasciata.

Scrive anche che la sua visita medica con Assange di febbraio è stata monitorata da due telecamere. Ha dovuto parlare col paziente “sopra il rumore di una radio”, atta a mascherare le loro conversazioni, dato che lui diceva ci fossero dispositivi di ascolto nella stanza.

Inoltre, quando è tornata all’ambasciata dopo aver preso da mangiare, è stata interrogata dal personale di sicurezza e richiesta di una copia della sua licenza medica, ancorché in precedenza avesse fornito il proprio passaporto e spiegato lo scopo della visita.

“L’ambiente intimidatorio, non riservato ed ostile era palpabile”, ha scritto nella sua dichiarazione giurata.

In una lettera dell’8 aprile inviata sia a Michelle Bachelet, Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che a Dunja Mijatovic, Commissaria per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, la Crosby ha aggiunto che, durante la sua visita di febbraio, aveva notato che le condizioni della reclusione di Assange fossero significativamente peggiorate dalla sua prima visita nel 2017. Il peso psicologico sofferto nel suo indefinito e prolungato confino gli aveva arrecato numerosi danni.

“La situazione del Sig. Assange [all’interno dell’ambasciata] differisce da quella di un tipico prigioniero di un tipico carcere”, ha scritto nella sua lettera. “Al contrario, sotto molti aspetti, la sua posizione è ben peggiore. Il suo confinamento è infatti indefinito e prolungato, aspetti che non fanno altro che aumentarne lo stress cronico ed il rischio di danni psicofisici, suicidio incluso”.

Durante i sette anni di reclusione, Assange aveva sofferto “una serie di gravi effetti deleteri da privazione di luce solare”, tra i quali “aumento del rischio di malattie cardiovascolari e cancro, danni neuropsicologici, diminuzione della funzione immunitaria ed indebolimento delle ossa”. Ha anche mostrato sintomi di natura psicologica, come risultato di “deprivazione sensoriale e prolungato isolamento sociale”.

“Credo che gli effetti fisici, psicologici e sociali saranno duraturi e severi”.

Assange è stato espulso dall’ambasciata ecuadoriana ed arrestato dalle autorità britanniche l’11 aprile, tre giorni dopo che la lettera della dottoressa è stata inviata al Regno Unito ed al Consiglio d’Europa. Ora è in prigione in Gran Bretagna, con l’accusa di non essersi presentato in tribunale dopo il pagamento della cauzione. Deve anche affrontare un rinvio a giudizio negli Stati Uniti, accusato di hackeraggio per aver pubblicato documenti riservati ottenuti da Chelsea Manning, ex analista dell’intelligence militare. È stato accusato di aver tentato di aiutare Manning a decifrare una password del governo. In Svezia, invece, affronta una possibile riapertura delle indagini sulle accuse di violenza sessuale. I suoi avvocati hanno promesso di combatterne l’estradizione.

Assange ha cercato rifugio nell’ambasciata ecuadoriana nel 2012, quando la Svezia gli dava la caccia, e lì è rimasto fino al suo arresto di giovedì scorso. Funzionari britannici hanno ripetutamente promesso di arrestarlo, avesse mai messo piede fuori dell’edificio.

In quell’anno, quando l’Ecuador accettò di dargli rifugio, il paese aveva un presidente di sinistra, Rafael Correa, con lui solidale. L’attuale presidente, Lenín Moreno, è stato invece molto meno tollerante nei suoi confronti, e pian piano è diventato insofferente alla sua presenza nell’ambasciata.

In tutto questo tempo, Assange è stato criticato e deriso per il suo comportamento anormale. Le dichiarazioni e le osservazioni della Crosby tuttavia rendono manifesto che abbia subìto gravi danni psicologici.

La dottoressa, nella sua lettera al Consiglio d’Europa ed agli Stati Uniti, ha scritto che soffriva di “disturbi multipli”, che erano andati peggiorando nei due anni in cui lo aveva valutato. “Non ha alcun accesso né all’aria aperta, né alla luce del sole, né alle cure mediche necessarie. Anche gli standard minimi per i prigionieri dettano almeno un’ora di luce solare al giorno e l’accesso alla luce naturale”.

Mentre il governo britannico ed i molti critici di Assange dicono che sia stata sua la scelta di rimanere nell’ambasciata, la Crosby sostiene che gli sia stato negato il diritto fondamentale all’assistenza sanitaria, a lui dovuto in quanto rifugiato.

Nella sua lettera dell’8 aprile, scrive che c’era la “necessità critica di una procedura di chirurgia orale”, aggiungendo che “il dolore quotidiano” dato dalle sue condizioni dentali era “disumano”. Si era consultata con un dentista che lo aveva precedentemente esaminato, ed era venuta a sapere che l’operazione non poteva essere eseguita nell’ambasciata. Aggiunge che il governo britannico ha ripetutamente respinto le richieste di dare ad Assange un passaggio sicuro in ospedale per il trattamento.

Oltre a lei, negli ultimi due anni lo aveva valutato anche il dottor Brock Chisholm, psicologo clinico britannico, precedentemente ritenuto testimone esperto in un caso che coinvolgeva accuse di tortura nei siti neri della CIA. Il Dr. Sean Love, ora alla Johns Hopkins School of Medicine, si è incontrato con lui all’inizio, poi lo ha affidato a Chisholm ed alla Crosby, ma di per sé non ha condotto alcuna valutazione. Love ha detto che Assange e WikiLeaks hanno dato ai medici il permesso di rendere pubblica sia la dichiarazione giurata che la lettera della Crosby.

Love ha criticato il governo britannico per avergli negato le cure mediche.

 

James Risen

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/51630.htm

19.042019

 

Traduzuione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

6 Commenti

  1. adesso ci pensano gli “specialisti” inglesi a “curarlo”,
    poi sarà la volta degli svedesi che lo” cureranno” per gli americani,(che nel frattempo stanno caricando di misfatti l’atto di accusa dell’Adolf del giornalismo);
    la “cura definitiva “spetterà agli “specialisti ” americani che lo “cureranno”definitivamente
    dalla vita.
    a Dio, Assange.

  2. come sono umani gli inglesi…
    e pensare che migliaia di nostri connazionali non vedono l’ora di abbracciare i loro nuovi “datori di lavoro”, dove parlano un inglese misto al romeno-albanese…

    prasciai, Assange.

  3. Se mai qualcuno ha meritato il titolo di Martire, questo è Assange. Cosa possiamo fare ler lui? Se qualcuno ha notizia di sottoscrizioni o altro, lo comunichi. Glielo dobbiamo.

  4. É in atto il completamento dell’abbandono della maschera democratica, a passi veloci stiamo andando incontro alla fascistizzazione delle società occidentali, la vicenda Assange è una pagina vergognosa della lunga storia fatta di tentativi di sopprimere la libertà di parola, di pensiero e il diritto di informazione, ma non è che la punta dell’iceberg, non va dimenticata l’inspiegabile [forse] morte di Udo Ulfkotte, che aveva osato raccontare la falsificazione sistematica dell’informazione, prodotta ufficialmente dai principali organi d’informazione, ma in realtà creata ad arte dalle centrali di intelligence, con la CIA, e non poteva essere diverso, al primo posto tra i manipolatori, e sebbene sia nascosta con attenzione anche la vicenda di Mateusz Piskorski, appena liberato dopo tre anni di detenzione preventiva.
    Piskorski è un politico e giornalista polacco, ex direttore di un canale televisivo, nonché uomo impegnato per l’indipendenza del proprio Paese.
    Appena prima del suo arresto, alla vigilia della riunione del Consiglio del Nord-Atlantico a Varsavia, aveva pubblicato in Polonia un articolo sulla propaganda NATO per cancellare il ruolo dell’URSS nella vittoria contro il nazismo. Le accuse rasentano il ridicolo: la partecipazione all’estero a riunioni pubbliche cui presero parte anche personalità russe e la redazione di uno studio relativo alle conseguenze sulle relazioni fra Cina e Polonia delle elezioni legislative polacche, insomma lo accusano di tradimento per il solo fatto di avere fatto il giornalista, cioè il suo mestiere.
    Però sarebbe bene svegliarsi del tutto dal sonno in cui versiamo dalla fine della seconda guerra mondiale, perchè in tutti questi anni ci hanno raccontato un sacco di balle, su tutto e su tutti gli avvenimenti importanti, ed il mito della libera informazione è una di quelle bugie che hanno portato avanti semplicemente nascondendo l’eliminazione di ogni possibile fonte veritiera e non importa se lo hanno fatto tramite la corruzione, l’intimidazione o addirittura la soppressione fisica, perchè si sono serviti anche di omicidi che sono sempre stati coperti dal velo di disinformazione sistemica, questo è il reale stato dell’arte dell’informazione in occidente, e questo deve spingerci a valorizzare ancora di più l’occasione che la diffusione internettiana ci ha offerto, quella cioè di una contro narrazione più vera ed utile alla conoscenza dello stato reale delle cose.

  5. Il danno maggiore credo che sia la solitudine in questi anni, vedere che tutti gli sforzi fatti hanno avuto un esito assurdo. Ora a chi importa la vita di Assange?
    Un mondo crudele , sempre di più.
    Lettera di Assange dalla prigione https://www.rt.com/news/460215-assange-letter-from-prison/?fbclid=IwAR3RP0dMPz_FTKWCjtqszJRFyKtFllbDSoVl1mKFtcjR5lEsSBXn0zbQiHU

  6. Lo hanno anche torturato con la cd tortura bianca che ha l’intento di stordire e generare uno stato confusionale grave infatti fanno ingerenze nascondendo o tentando di nascondere la documentazione correlata alla tortura specifica che contamina l’ambiente che lo circonda. Pagheranno un prezzo molto alto anche per queste torture che fecero anche a Manning, con l’isolamento sociale coatto e indotto da una scelta hanno ri-dimostrato la loro colpevolezza accompagnadola alle calunnie. È un modus operandi molto conosciuto perché è massonico, hanno paura perché è una rete corrotta e si capiva sin dall’inizio. Correa lo accolse fornendogli la protezione perché anche Correa denunciava la mafia internazionale perché è un economista progressista mentre Moreno è solamente un corrotto che si è venduto per ottenere una posizione sociale. Gli abusi -di ogni genere- sono massoneria che non ha mai avuto le competenze e la trasparenza necessaria per suscitare rispetto e stima, questa tortura viene usata anche in Italia insieme alla tortura cd rossa che prevede l’uso delle percosse.