Innalzamento delle soglie elettromagnetiche, l’appello di 50 scienziati alle Istituzioni

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di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

È iniziato alle 17 di questo pomeriggio l’ultimo Consiglio dei Ministri prima della pausa estiva. Tra i temi all’ordine del giorno nella riunione del Governo Meloni anche l’aumento dei limiti di legge per la radiofrequenza per promuovere lo sviluppo della rete 5G.
Nei giorni scorsi un gruppo di 50 scienziati esperti di effetti biologici dei campi elettromagnetici (biologi, fisici, chimici e medici) ha inviato un appello per esortare l’Esecutivo a un ripensamento. Pubblichiamo il testo di questo documento che è rivolto non solo al Governo, ma anche al Parlamento, alle Regioni e alle Province Autonome Italiane. A seguire, linkabile, il PDF del documento con i nomi dei 50 firmatari, tutti scienziati di primo piano, come l’oncologo svedese Lennart Hardell che ha pubblicato decine di studi sul rischio cancerogeno dei cellulari e delle relative antenne, il professore emerito Henry Lai dell’Università di Washington, editor della rivista Bioelettromagnetics e l’ex direttore dell’Agenzia Europea per la Protezione Ambientale, il Prof. David Gee.
Segue, inoltre, anche il testo del comunicato stampa con le dichiarazioni del Dott. Fiorenzo Marinelli, già ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale della Ricerca di Bologna e del Dott. Livio Giuliani, già dirigente di ricerca ISPESL/INAIL e portavoce della Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica. Come evidenziato in questo secondo documento allegato, l’aumento dei limiti non pone solo un problema di salute pubblica, ma anche una seria questione di opportunità economica poiché distoglierebbe un giro di affari dal mercato interno italiano per andare a costituire profitti per società estere”.

* * *

Appello degli Scienziati Italiani per la Sicurezza Elettromagnetica

Al Governo, al Parlamento, alle Regioni e Province Autonome Italiane,

noi sottoscritti biologi, fisici, chimici e medici conduciamo ricerche da decenni sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici e non abbiamo mai usufruito di fondi dell’industria delle telecomunicazioni, a dimostrazione di aver lavorato sempre nell’interesse esclusivo della salute pubblica.

La notizia che il Governo sta prendendo in considerazione la possibilità di aumentare il valore di attenzione di 6 V/m per i luoghi di vita dove si permane più di 4 ore è motivo di grande preoccupazione.

I nostri studi, e più in generale le ricerche internazionali, da almeno vent’anni hanno ampiamente dimostrato che le esposizioni alla radiofrequenza, anche al di sotto degli attuali standard di sicurezza ICNIRP/WHO, producono danni alla salute e riducono i livelli di benessere nella popolazione.

Gruppi di scienziati, come ICEMS e Bioinitiative, e il Consiglio d’Europa (Raccomandazione n° 1815 del 2011) hanno diramato appelli per richiedere la riduzione immediata dei limiti di esposizione della popolazione a 0,6 V/m, per garantire la salute pubblica e, in particolare, l’incolumità dei soggetti vulnerabili come i bambini, le donne in gravidanza, i malati cronici, i malati di tumore e gli elettrosensibili.
La radiofrequenza è stata associata a diverse problematiche sanitarie tra cui:

– cancro (la RF è stata classificata dalla IARC come “possibile cancerogeno per l’Uomo” nel 2011, ma studi successivi hanno concluso che la radiofrequenza rientra nei parametri della Classe 2A1, ovvero “probabile cancerogeno”, e della Classe 1 ovvero “cancerogeno certo”2);

– malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer;

– infertilità maschile e femminile;

– aumento dello stress ossidativo (correlato a numerosissime malattie croniche);

– alterazioni neuro comportamentali nei bambini nati da madri che usavano il cellulare in gravidanza;

– disfunzioni immunitarie;

– alterazioni del metabolismo dell’insulina;

– aumento della permeabilità cerebrale e alterazioni del metabolismo cerebrale.

Stiamo già pagando i costi sociali e sanitari dell’aver immesso nell’ambiente livelli di radiazioni artificiali da radiofrequenza che non sono del tutto compatibili con la vita. Un aumento ulteriore dell’esposizione della popolazione a radiofrequenza non è eticamente accettabile e neppure economicamente sostenibile.

Servono, piuttosto, misure per tutelare la salute pubblica e l’ambiente3.
Non solo l’Uomo, ma anche animali e piante, infatti, risentono dell’esposizione cronica alla radiofrequenza, con danni significativi soprattutto alle popolazioni di uccelli4, anfibi e api 5,6,7.

Un recente articolo del professor James Lin su “IEEE Microwave Magazine” del 3 Giugno 2023 8, la rivista della più prestigiosa organizzazione internazionale degli ingegneri, conclude che le linee guida ICNIRP presentano gravi limitazioni:

– proteggono solo da effetti termici acuti per esposizioni di alta intensità e dibreve durata (30 minuti);

– non sono applicabili alle esposizioni a lungo termine e di bassa intensità,come effettivamente avviene nei contesti di vita quotidiani;

– si basano su informazioni obsolete;

– non proteggono dalle radiazioni della tecnologia 5G, che ha caratteristiche diforte polarizzazione, molto diverse dalle generazioni precedenti della telefonia mobile, per le quali servirebbero ulteriori studi.

Le linee guida ICNIRP, quindi, non sono idonee a tutelare la salute umana e dovrebbero essere aggiornate secondo le più recenti pubblicazioni del settore.

La legislazione italiana (Legge 36/2001) prevede fortunatamente limiti più cautelativi perché i decisori di allora presero in considerazione due principi fondamentali e irrinunciabili:

– il Principio di Precauzione, originariamente sancito nel diritto internazionale dell’ambiente all’interno della Dichiarazione di Rio de Janeiro del 1992;

– il Principio di Minimizzazione ALARA (As Low As Reasonably Achievable), ovvero il più basso livello ragionevolmente ottenibile senza compromettere lo sviluppo tecnologico.

Per le suddette ragioni noi sottoscritti chiediamo:

1. di mantenere il valore massimo a 20 V/m per la protezione della salute pubblica dagli effetti acuti delle radiazioni;

2. di mantenere fermo il valore di attenzione di 6 V/m previsto dall’attuale legislazione (DPCM 8.07.2003);

3. di misurare il suddetto valore sulla media di 6 minuti che ha una precisa ragione biologica (è il tempo necessario alle cellule per dissipare il calore prodotto dal campo elettromagnetico) come previsto dal D.P.C.M. dell’8.07.2003, ovvero si richiede di abrogare l’articolo 14, comma 8 lett. d) del D.L. 179/2012, che stabilì la misurazione nell’intervallo di tempo di 24 ore, che è del tutto arbitrario e privo di ragioni se non quella di diluire i valori misurati;

4. di portare l’obiettivo di qualità a 0,6 V/m;

5. di approvare una legge sul conflitto di interessi, al fine di obbligare gli esperti chiamati a fornire pareri scientifici in ambito istituzionale a dichiarare pubblicamente le fonti di finanziamento delle loro ricerche, le loro proprietà azionarie in aziende del settore e le consulenze in conflitto con l’interesse pubblico.

Rimaniamo a disposizione per un incontro e per fornire ulteriori chiarimenti e documentazione.
____
NOTE:

1 Morgan LL, Miller AB, Sasco A, Davis DL. Mobile phone radiation causes brain tumors and should be classified as a probable human carcinogen (2A) (review). Int J Oncol. 2015 May;46(5):1865-71. doi: 10.3892/ijo.2015.2908. Epub 2015 Feb 25. PMID: 25738972.

2 Hardell L, Carlberg M. Mobile phone and cordless phone use and the risk for glioma – Analysis of pooled case-control studies in Sweden, 1997-2003 and 2007-2009. Pathophysiology. 2015 Mar;22(1):1-13. doi: 10.1016/j.pathophys.2014.10.001. Epub 2014 Oct 29. PMID: 25466607.

3 Huss J., Luxembourg, Socialist Group, “The potential dangers of electromagnetic fields and their effect on the environment”,Report to the Committee on the Environment, Agriculture and Local and Regional Affairs Doc. 12608 . 6 May 2011 (Rapporto del consigliere Jean Huss che ha portato alla Risoluzione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del 27 maggio 2011).

5 Kimmel, S., J. Kuhn, W. Harst et al. Influences on Honeybees (Apis mellifera). Electromagnetic Radiation, (2007).

6 Sainudeen P. Electromagnetic radiation (EMR) clashes with honeybees. Journal of Entomology and Nematology Vol. 4(1), pp. 1-3, January, 2012.

7 Làzaro A et al, Electromagnetic radiation of mobile telecommunication antennas affects the abundance and composition of wild pollinators. J Insect Conserv, Received: 9 October 2015 / Accepted: 17 April 2016, Springer International Publishing Switzerland 2016.

8 https://ieeexplore.ieee.org/abstract/document/10121536

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Il PDF dell’Appello con i nomi dei firmatari e le pubblicazioni più significative di ognuno.

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Il COMUNICATO STAMPA con le dichiarazioni del Dott. Marinelli e del Dott. Giuliani

Roma, 4 agosto 2023

Oltre 50 scienziati esperti di effetti biologici dei campi elettromagnetici hanno firmato in sole 48 ore un appello rivolto al Governo Italiano per chiedere di adottare limiti di legge adeguati a proteggere la salute della popolazione.

“Abbiamo deciso di scrivere questo appello appena saputo che il Governo stava valutando un aumento dei limiti di legge per la radiofrequenza per promuovere lo sviluppo della rete 5G”, dichiara il Dott. Fiorenzo Marinelli, già ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerca di Bologna. “Un aumento dei limiti sarebbe una scelta del tutto irrazionale e pericolosa per la salute pubblica, visto che la ricerca scientifica ha dimostrato che gli attuali standard di sicurezza sono inadeguati.”

In Italia la legge sui campi elettromagnetici prevede tre limiti:
– Il limite massimo di 20 V/m (mentre gli standard internazionali promossi dall’ICNIRP è di 61 V/m);
– Il valore di attenzione di 6 V/m per le aree dove la popolazione soggiorna più di quattro ore, come le abitazioni e i luoghi di lavoro;
– Il limite di qualità per proteggere fasce più vulnerabili della popolazione che è sempre 6 V/m perché all’epoca il legislatore presumeva che il valore di attenzione fosse già sufficientemente cautelativo.

“Da almeno vent’anni la ricerca scientifica ha chiarito che è 0,6 V/m il limite adeguato a prevenire gli effetti a lungo termine dell’esposizione alle radiazioni da radiofrequenza”, continua ancora il Dott. Marinelli. “Gli standard internazionali considerano sicuro il limite di 61 V/m, ma questo tutela solo dagli effetti acuti dei campi elettromagnetici, ovvero dal riscaldamento da essi prodotti.”

“Bisogna tenere conto della mole di studi che dimostrano gli effetti non termici della radiofrequenza, compreso l’effetto cancerogeno che si osserva nei forti utilizzatori dei cellulari e nella popolazione più esposta alle antenne”, dichiara il Dott. Livio Giuliani, già dirigente di ricerca ISPESL/INAIL e portavoce della Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (ICEMS).

Il limite di 0,6 V/m è stato proposto per la prima volta nel 2000 dalla “Risoluzione di Salisburgo”, a conclusione di un convegno a cui hanno partecipato sia il Dott. Marinelli che il Dott. Giuliani 1. Lo stesso limite è stato poi ribadito da diverse risoluzioni di scienziati indipendenti 2, 3, 4, 5.
Nel 2011 il Consiglio d’Europa ha concluso all’unanimità con la Risoluzione 1815 che bisogna adottare immediatamente il limite di 0,6 V/m e puntare sul lungo termine alla riduzione delle radiazioni fino alla soglia di 0,2 V/m 6.

“A chi conviene davvero questo aumento dei limiti di legge per la radiofrequenza?”, continua il Dott. Livio Giuliani. “Lo sviluppo delle reti 5G rappresenta un enorme potenziale di sviluppo per la piccola e media impresa italiana di elettronica, di telecomunicazioni e di impiantistica civile che sarebbero chiamate dalle multinazionali a realizzare una pianificazione e corretta installazione di nuove antenne sul territorio per far rientrare le emissioni elettromagnetiche nel limite attuale di 6 V/m.”

Con l’aumento dei limiti della radiofrequenza ambientale le multinazionali potrebbero installare nuove antenne e antenne più potenti sui siti attuali, con un risparmio stimato di circa 1,3 miliardi di Euro ciascuna. Le multinazionali licenziatarie dei servizi di telefonia mobile in Italia sono tutte straniere: TIM è francese, Vodafone è inglese, Wind 3G è di Hong Kong, Iliad è francese e Fastweb è svizzera.

“L’aumento dei limiti, quindi pone non solo un problema di salute pubblica, ma anche una seria questione di opportunità economica – denuncia il Dott. Giuliani – perché distoglierebbe un giro di affari dal mercato interno italiano per andare a costituire profitti per società estere.”
“Le radiazioni della tecnologia 5G, inoltre, non è stata sufficientemente studiata e diversi lavori già oggi concludono che servono limiti più cautelativi per proteggere da questo tipo di radiazioni che sono fortemente pulsate e polarizzate.”

“Oltre alla salute dell’Uomo, siamo preoccupati per i rischi che l’aumento della radiofrequenza ambientale comporterebbe sulla biodiversità e anche sui consumi energetici”, continua il Dott. Marinelli. “Studi hanno dimostrato che le radiazioni wireless comportano un consumo molto più elevato delle comunicazioni via cavo; quindi sarebbe molto più razionale investire sulle reti cablate per far arrivare la fibra ottica in ogni edificio del nostro Paese. Lo sviluppo della tecnologia delle reti senza fili non può in ogni caso prescindere dalla tutela dei valori primari della salute pubblica e dell’ambiente.”
“Abbiamo voluto inserire alcune pubblicazioni dei firmatari dell’appello proprio perché i politici possano rendersi conto che la richiesta di abbassare i limiti di legge arriva da scienziati con una vasta esperienza sul campo”, conclude il Dott. Marinelli.

Hanno sottoscritto l’appello scienziati di primo piano come l’oncologo svedese Lennart Hardell che ha pubblicato decine di studi sul rischio cancerogeno dei cellulari e delle relative antenne, il professore emerito Henry Lai dell’Università di Washington, editor della rivista Bioelettromagnetics e l’ex direttore dell’Agenzia Europea per laProtezione Ambientale, il Prof. David Gee.

Ufficio stampa:
Dott.ssa Francesca Romana Orlando
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NOTE:

1 https://www.icems.eu/docs/resolutions/Salzburg_res.pdf

2 Risoluzioni della Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica: https://www.icems.eu/resolution.htm

3 Rapporto del Gruppo Bioinitiative: https://bioinitiative.org/

4 London Resolution: https://pdf.sciencedirectassets.com/271172/1-s2.0-S0928468009X00039/1-s2.0 S0928468009000662/main.pdf

5 Seletun Resolution: https://www.iemfa.org/seletun-statement/

6 https://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-XML2HTML-en.asp?fileid=17994

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