La Povertà è una scelta

Di Daniele Ioannilli per ComeDonChisciotte.org

A Perugia i poveri non sono più invisibili, la Caritas gli ha dato un volto, anzi cinque – di due uomini e tre donne – e possono essere il vostro vicino di casa, o un vostro parente, o quella persona che vedete ogni giorno al parco mentre fate jogging. Facendo così la Caritas spera di raccogliere fondi per aiutare chiunque sia in difficoltà. Si fa spesso così con chi è in difficoltà, si chiede a chi sta meglio di “dare”. Ed è giusto. Lo diceva anche Padoa Schioppa agli inizi degli anni 2000: “Nell’Europa Continentale un vasto programma di riforme doveva essere guidato da un unico principio, quello di attenuare le protezioni che nel corso del XX secolo avevano progressivamente allontanato l’uomo dal contatto diretto con la durezza del vivere; aggiungendo che l’aiuto verso chi era in difficoltà doveva tornare a essere campo della pietas familiare” o privata, non dello Stato sociale insomma. Basta questo per avere un mondo migliore, e se questo mondo non arriva è perchè non si ha dato abbastanza. Non si va mai oltre, quel piccolo passettino che potrebbe aiutare davvero il povero resta sempre al suo posto. Questo passettino è spiegare cosa e chi originala povertà. Un’altra corrente di pensiero dice che il povero lo è per suo demerito, se chi ha successo l’ha perchè si impegna ed è il segno che è una buona persona di conseguenza specularmente chi è povero lo è per indolenza e perchè ha un cattivo animo. Le coscienze possono così andare a dormire.

In realtà la gran parte delle persone povere è composta da chi è rimasto schiacciato dal sistema…nonostante i meriti e l’impegno. Per esempio la scuola economica che domina l’Occidente e che sta alla base del neoliberismo – la Scuola Austriaca – dice che il Mercato si autoregolamenta e che per farlo ha bisogno di una certa quota di disoccupazione che chiama “tasso di disoccupazione naturale“. Se si è tra i fortunati disoccupati e non si è ricchi di famiglia…si finisce tra i poveri della Caritas. In questa Europa sono decenni che non si parla più di piena occupazione e anzi, è un tabù spaventoso che tutti debbano avere un lavoro, perchè se fosse così, si afferma con dotta sapienza, l’inflazione schizzerebbe alle stelle seguita dagli stipendi. Non è possibile avere la piena occupazione! Salvo poi guardare un piccolo Paese indipendente sito proprio al centro dell’Europa chiamato Svizzera che invece la piena occupazione la persegue ed è sempre ai primi posti per qualità di vita e benessere (e del povero si fa carico veramente).

Sempre da questa scuola economica viene il mantra di “Non ci sono i soldi” accoppiato spesso a “le tasse sono alte perchè nessuno le paga”. Scarsità di denaro e tasse alte creano povertà diffusa. Ma non è vero e a dirlo sono loro stessi. Ricordate il Quantitative Easing della Banca Centrale Europea? In due distinte conferenze stampa dei giornalisti chiesero rispettivamente a Mario Draghi e a Christine Lagarde (i due ultimi Presidenti) se quella politica poteva portare a delle difficoltà finanziarie la stessa banca ipotizzando che potesse “finire i soldi”. Entrambi, a distanza di qualche anno, risposero che TECNICAMENTE in quanto unici emettitori della moneta Euro loro…NO, non potevano finirla. Si riesce a capire la portata di tale dichiarazione? La moneta Euro non è scarsa, non è rara, se serve se ne può avere quanta se ne vuole! E se loro, come BCE, sono gli unici emettitori di tale moneta, non è neanche vero che la Spesa Pubblica sia finanziata dalle tasse come se fossimo noi cittadini a fornire i soldi a loro. Noi per poter pagare le tasse dobbiamo aspettare che PRIMA loro ci diano i soldi per poterlo fare. Esattamente il contrario di quanto è credenza comune. Ora immaginate che il problema soldi non esistesse più… che ce ne fossero a sufficienza per le necessità del popolo… la povertà sarebbe praticamente scomparsa. Qualcuno a vivere per strada ci sarebbe sempre ma per sua scelta non per costrizione. A cascata avremmo anche una società che senza la paura della povertà potrebbe coltivare se stessa umanamente e culturalmente, migliorandosi costantemente.

Ma perchè allora non si fa, se è così semplice? Perchè il sistema perpetua se stesso all’infinito se non intervengono shock esterni ad esso. Il Potere ha bisogno della povertà e della sofferenza perchè grazie ad esse mantiene il controllo e aumenta la sua ricchezza. Ma anche organizzazioni come la Caritas hanno bisogno degli indigenti, vivono di loro e se da un lato donano aiuto dall’altro senza di essi non potrebbero mantenere il loro status quo. Ecco perchè loro che sono Organizzazioni non fanno mai quel passetto decisivo per aiutare davvero chi aiutano. La società non la deve cambiare il singolo, questi deve prendere coscienza ma poi il cambiamento lo devono fare le associazioni organizzate!

A Natale quando tutti vi diranno di essere più buoni e di donare, ricordategli che la povertà…è una scelta.

Questo l’articolo sui volti della povertà secondo la Caritas:
https://www.ansa.it/umbria/notizie/2023/12/02/i-volti-reali-dei-poveri-per-la-campagna-della-caritas-perugia_25d9d684-a656-493a-9ad5-52f3277e8151.html

Per saperne di più su come funziona l’economia non perdetevi le nostre puntate de “I Conti Non Tornano”, programma nato grazie alla collaborazione tra ComeDonChisciotte.org e MMT Italia

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