Barattare il Natale con un raviolo d’oro

Di Francesca per ComeDonChisciotte.org

 

Girando nel mercato storico della città nella quale vivo, Livorno, mi imbatto nella vetrina di un pastaio. Entro nel negozio, in punta di piedi, chiedendo il costo degli gnocchi di patate che tanto piacciono ai miei figli. Fortunatamente la risposta della commessa è positiva, il prezzo è di 0,80 centesimi all’etto, dunque posso comprarli, rientrano ancora nel mio budget mensile…

Pagando, dinnanzi alla cassa, mi cade l’occhio su un cerchio dorato di circa 12 cm…leggo per bene la didascalia che lo accompagna…si tratta di un raviolo d’oro. Un raviolo ripieno di aragosta di circa 50 gr completamente ricoperto di oro 23 carati commestibile. Viene venduto in edizione limitata a 150 euro l’uno.

Non ci posso credere, non posso pensare che c’è chi ha il coraggio di comprare e mangiare un raviolo da 150 euro solo perché ricoperto di oro.

Cerco informazioni su internet ma non trovo niente che mi convinca. Capisco solo che l’oro non ha sapore né odore e che non può essere assunto in grandi quantità perché, anche se reso commestibile, resta cmq un metallo potenzialmente nocivo per l’organismo. Cerco una risposta che possa valere ma non la trovo. Non c’è niente che possa giustificare una simile nefandezza.

Portare sulla propria tavola imbandita a festa un raviolo il cui valore supera la spesa media settimanale sostenuta per sfamare una famiglia di 4 persone. Ingerire un metallo considerato prezioso, ma che non produce soddisfazione per il palato, per la soddisfazione di averlo, mangiato in barba a chi muore di fame.

Alla mensa del Signore ecco portato il potere, l’ingordigia che ci mostra quanto in basso sia caduto l’uomo, ormai spogliato da ogni valore. Un mini uomo, privo di coscienza e morale. Un ibrido personaggio che non riconosce più il buono dal cattivo, capace di inghiottire metallo ed essere felice. Immagino le signore mangiarli, come i porci col muso nel lezzo.

Fuori il barbone chiede pochi spiccioli per pagarsi da mangiare. Dentro si può mangiare l’oro, per il gusto di farlo, per un senso malato di onnipotenza.

Natale oggi, con migliaia di bambini uccisi nella striscia di Gaza, con le famiglie occidentali che se ne fregano e mangiano l’oro, alla faccia dei morti e dei più soli. Non mi riconosco più in questa civiltà in cui regna quest’uomo che baratta il Natale con un raviolo placcato oro. L’occidente ha perso la retta via e prosegue il sentiero, a lume spento.

Buon Natale a tutti coloro che ancora assaporano la vita e del cibo che hanno in tavola ne fanno condivisione.

Di Francesca per ComeDonChisciotte.org

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