Antociani e performance cognitive in età avanzata: una revisione sistematica con metanalisi ha esaminato in maniera specifica questo aspetto con l'obiettivo di valutare, sulla base delle ricerche ad oggi pubblicate in letteratura scientifica, gli effetti della supplementazione di antociani sullo stato cognitivo di individui di mezza età e anziani cognitivamente sani.
Nella metanalisi sono stati inclusi 13 studi dai quali è risultato che l'integrazione di antociani ha effetti promettenti sull'attivazione cerebrale e sulla perfusione del cervello. I ricercatori, dunque, hanno concluso che la supplementazione di queste sostanze contribuisce a preservare la velocità di elaborazione cognitiva e le neuro attività delle persone più in là con gli anni migliorando le funzioni quotidiane e la qualità della vita.
Con l'età si può andare incontro a un declino cognitivo che compromette l'indipendenza e sono soprattutto i radicali liberi a danneggiare le membrane e il DNA delle cellule accelerando i processi di invecchiamento.
Tra le sostanze ad elevato potere antiossidante non vi sono solamente le antocianine (responsabili del colore rosso-viola di frutta e verdura), ma anche carotenoidi (che si trovano nei vegetali di colore giallo-arancio), tutti i flavonoidi (in particolare la quercetina), la vitamina E (che si trova nei frutti oleosi, come noci, nocciole, olive, ma anche nelle verdure a foglia verde) e la vitamina C (che è sensibile al calore quindi, per beneficiarne, gli alimenti devono essere consumati crudi o poco cotti e il più possibile freschi).
Consumare almeno cinque porzioni tra frutta e verdura quotidianamente, mangiando colorato e rispettando la stagionalità, è il punto di partenza se si vuole vivere meglio e più a lungo.
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VB
oriundo2006 16 marzo 2024
Grazie, gentile Valentina !
Sul 'vivere meglio' come dici tu nella chiusa finale sono d'accordo.
Ho qualche dubbio sul 'vivere più a lungo'.
Non mi pare il caso dopo aver assistito alla fine di tanti miei famigliari che giunti nella tarda età ed anche tardissima, sono finiti comunque a vegetare in una condizione semisenziente perchè comunque l' invecchiamento non perdona ed il peso degli anni è anche il peso della vita vissuta, con il suo carico di dolori e di rimpianti e di impossibilità od incapacità di rendersi conto del 'perchè' di tante cose che ci sono capitate...e di cui volentieri avremmo fatto a meno.
Prima fra tutte l'esplosione della follia collettiva chiamata impropriamente 'guerra'.
Tutti i nostri vecchi ce ne hanno parlato, ce l'hanno raccontata secondo il loro punto di vista, sempre parziale, ma sempre con dolore e lucidità.
Oggi che la vediamo arrivare di nuovo, orrenda sterminatrice senza etica e senza pietà, qualche dubbio sul nostro continuare a vivere ce lo facciamo.
LuxIgnis 18 marzo 2024
Il problema è che non si allunga la vita come si crede comunemente, ma si allunga solo la vecchiaia.
La vecchiaia che nel mondo animale è una fase breve che precede la morte, nell'essere umano è diventata la fase più preponderante di tutta la vita.