L’aggiunta dell’uva a una dieta ricca di grassi aumenta la longevità

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È un prodotto tipico del mese di settembre l’UVA, uno dei frutti più energetici e ricchi di sostanze benefiche. È ricca in zuccheri direttamente assimilabili (non come il saccarosio di produzione industriale la cui trasformazione richiede l’intervento del fegato), sali minerali (sodio, calcio, potassio, magnesio, manganese, iodio, fosforo, ferro e cromo) e vitamine (A, C, PP, B1, B2). Nella polpa sono presenti anche pectine e acido tartarico che hanno funzione protettiva nei confronti del tubo digerente, mentre nella buccia degli acini è presente il resveratrolo, un potente antiossidante e antinfiammatorio cui le ricerche hanno riconosciuto azione di fluidificazione del sangue (in grado di limitare l’insorgenza di placche trombotiche) e azione anti-teratogena (capacità di frenare la proliferazione delle cellule cancerose).

Per i suoi effetti anti-invecchiamento e antiradicali liberi l’uva è benefica per la pelle e i capelli, ha inoltre un effetto diuretico e depurante sull’organismo per la presenza di potassio, cellulosa, pectine ed enzimi. Inoltre, un recente studio del Dr. John Pezzuto e dal suo team, della Western New England University, evidenzia impatti “notevoli” del consumo di uva sulla salute e sulla durata della vita. Pubblicato sulla rivista Foods, il lavoro scientifico ha dimostrato che l’aggiunta di uva a una dieta ricca di grassi, tipicamente consumata nei paesi occidentali, è in grado di produrre riduzione del fegato grasso e una maggiore durata della vita dal momento che determina l’aumento dei livelli di geni antiossidanti.
L’esperimento è stato fatto su topoline femmine e, riconoscendo che non è una scienza esatta tradurre anni di vita da un topo a un essere umano, Pezzuto ha affermato che la sua migliore stima è che il cambiamento osservato nello studio corrisponderebbe a 4-5 anni aggiuntivi nella vita di un essere umano (considerando l’alimentazione umana il ricercatore ipotizza che il quantitativo necessario per ottenere questo risultato sia di 300 gr d’uva al giorno in un adulto del peso di circa 70 k).

Ma non finisce qui. Un’altra ricerca del Dr. Pezzuto e del suo gruppo, pubblicata sulla rivista Antioxidants, ha riportato che il consumo di uva altera l’espressione genica nel cervello e ha effetti positivi sul comportamento e sulla cognizione che sono stati alterati da una dieta ricca di grassi. E un terzo studio, pubblicato da un team guidato dal dottor Jeffrey Idle sulla rivista Food & Nutrition, ha dimostrato che oltre ai cambiamenti nell’espressione genetica, l’uva cambia anche il metabolismo.

L’uva va raccolta o comprata ben matura perché, una volta staccati dalla pianta, i grappoli non maturano ulteriormente. Quindi se si tratta di uva bianca, gli acini devono essere di colore tendente al giallo, mentre quelli di uva nera devono essere molto scuri, quasi tendenti al nero. E sempre ben attaccati al grappolo. In frigo si conserva anche una settimana in un sacchetto di carta per alimenti o in una scatola di plastica ma deve essere lavata solo al momento in cui si mangia e non prima.
Dal punto di vista nutrizionale bianca o nera hanno le stesse proprietà, semmai la rossa è più indicata per le persone anemiche perché ha una maggiore presenza di ferro. In generale, essendo molto zuccherina, va però consumata con moderazione dai diabetici. Le persone affette da diverticoli intestinali, invece, devono evitare i semini perché possono disturbare il grosso intestino.

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VB

 

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