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Il mondo al contrario

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Gli Ebrei sono il popolo più considerevole della storia mondiale perché essi, posti davanti alla questione se essere o non essere, hanno scelto … l’essere a ogni costo: questo costo fu la falsificazione di ogni natura, di ogni naturalezza, di ogni realtà, dell’intero mondo interiore non meno che dell’esteriore. Essi si trincerano contro tutte le condizioni alle quali, fino a quel momento, a un popolo era possibile vivere, era consentito vivere: crearono, estraendola da sé stessi, un’antitesi concettuale alle condizioni naturali, – in maniera irreversibile essi hanno, nell’ordine, rovesciato la religione, il culto, la morale, la storia, la psicologia nella contraddizione ai loro valori naturali“.

Sono alcune considerazioni di Friedrich Nietzsche tratte da L’Anticristo. Il filosofo va alle radici della décadence cristiana e le ritrova nello snaturamento di valori operato dalla teologia ebraica: “Il prete svaluta, dissacra la natura …“, si inventa cioè un mondo al contrario dove l’antico ordine (di cui l’istinto vitale, la bellezza e la morale erano i fondamenti) viene sovvertito e sostituito da un nuovo ordine assolutamente irreale, antinaturale, piccino, risentito, compassionevole sino all’idiozia.
Tale décadence, inoltre è solo una recita, avverte Nietzsche, “solo un mezzo: questa specie d’uomini ha un interesse vitale nel rendere malato il genere umano e nel capovolgere in un significato esiziale per la vita e denigratorio per il mondo i concetti di ‘buono’ e ‘cattivo’, di ‘vero’ e ‘falso’ …“.
Invertire le coordinate vitali dell’esistenza: questo l’assalto al cielo tentato dalla Globalizzazione.

Basta sostituire col termine “democratico” o “progressista” o “PolCor” la parola “irreale” e si avrà la formula del più gigantesco tentativo di sradicamento culturale mai tentato: un venerato pantheon di valori “PolCor” che sostituisce il vecchio ordine, unico ostacolo al potere assoluto.

Come gli Ebrei rinnegarono sé stessi dando vita, secondo Nietzsche, al Cristianesimo, oggi si nega l’Occidente (la cultura occidentale nel suo complesso) per instaurare il Politicamente Corretto, ovvero una struttura senza alcun attinenza con la natura, la realtà, la morale, la logica e la tradizione dei millenni scorsi: un mondo virtuale di bontà infinita, compassione pelosa, inesistente, falso, minimale, deleterio, che viene introiettato a forza e produce un’umanità psicotica, belante, servile, sommamente idiota.
Il PolCor è un mezzo, non un fine.
Il PolCor agisce in parallelo con la dominazione finanziaria: ne è il braccio ideologico e psicologico.
Il PolCor ha, per ora, un unico obiettivo: la dissoluzione dell’Occidente, quello aristotelico, solare, forte, logico, l’unico autentico ostacolo alla dominazione mondiale delle anime.
In nessun altra porzione d’umanità batte un così possente cuore di cultura e storia tale da opporsi a questo disegno ciclopico.
Se l’Occidente cade è finita.
Il PolCor agisce in modo semplicissimo: con l’inversione dei ruoli e del sentimento naturale. La mia citazione preferita è sempre quella delle streghe del Macbeth: “Il bello è brutto e il brutto è bello“: questo è il PolCor in un guscio di noce.
Tutto ciò che prima era logico, naturale, consequenziale, bello (non in senso assoluto, beninteso, ma quale distillato d’una tradizione, quella occidentale appunto) è considerato, ora, brutto, obsoleto, ridicolo, razzista, antidemocratico, cattivo; e viceversa.
L’attacco è portato avanti su più livelli, in ogni campo: l’obiettivo è detronizzare il vecchio e instaurare il nuovo innaturale che, col tempo e la coercizione, verrà assimilato e considerato naturale. A quel punto non ci sarà più nulla da fare.

Questo piano d’azione, facile, spietato, sistematico e immane allo stesso tempo, è già in fase avanzata.

L’indistinzione e l’inversione sessuale, il via libera alle perversioni (la pederastia e la pedofilia sono alle porte), l’omosessualità come valore, la pazzia come valore, la provocazione dell’orrido postmoderno in luogo dell’arte, la globalizzazione oltranzista, la stupidità e l’ignoranza come valore, l’illogico come valore: questo il sabba delle streghe in cui siamo costretti a danzare.

La devastazione del passato, delle scuole e delle università, la parcellizzazione del sapere, lo scientismo ottuso, la lenta pauperizzazione, il dilagare del virtuale in luogo del tangibile, la sparizione dei commerci, l’ecologismo isterico, l’estinzione del lavoro, l’individualismo spacciato per libertà, l’annientamento delle comunità, la sussunzione delle industrie e dell’agricoltura nelle multinazionali: ecco il “progresso”, ecco la “democrazia”: termini nobili e innocenti ormai snaturati sino a incarnarsi nell’opposto della democrazia e del progresso.
Credere che Marina Abramovich sia un’artista o che Frank Geary sia un architetto o che Los Angeles sia una città significa vivere in un mondo alternativo e rovesciato: il perfetto contrario del giusto. L’Occidente deve tornare a essere ciò che è sempre stato, coi terrori e le grandezze, occorre riguadagnare la normalità, il buon senso, la profondità storica che ci riallaccia ai nostri veri antenati; bisogna riconquistare il tertium non datur della logica, che il “no” sia un “no” e il “sì” un “sì”; riconoscere, una volta per tutte, che il “nulla di troppo” e il “conosci te stesso” non sono proverbi o motti, bensì ammonimenti alle soglie del nichilismo.

Occorre gettare alle ortiche la destra e la sinistra, questi formidabili inciampi, e divenire felicemente reazionari … ovvero, in un mondo al contrario come lo delinea oggi il PolCor, gioiosamente rivoluzionari … Pasolini, che scriveva da un’altra epoca, già presentiva tutto: la sinistra comunista deve appropriarsi di parte dell’ideologia di destra, diceva. I sessantottini, i “nuovi filosofi” del nulla che comunisti non erano di sicuro, ma goliardi PolCor, ovviamente dissentivano, tra champagne e molotov.

La reazione, che sarà una bella rivoluzione, si compone di atti minimi. Molti di noi li rigetteranno: cosa dice questo? Questa piccineria, tale sciocchezza, dovrebbe contribuire a salvarci?

Sì, solo un’etica quotidiana ci salverà. Persino rivendicare la calligrafia diverrà rivoluzionario. Il rigetto della pornografia e della libertà come devianza lo sarà. Richiedere l’abbattimento di aborti come La Chiesa di Foligno di Fuksas lo sarà. Ogni tentativo del PolCor di instaurare un regno dell’incontrario dovrà essere rintuzzato. Dare sulla voce alla pletora di maestrine che lavano il cervello ai ragazzini con le scemenze sull’identità di genere lo sarà. Salvaguardare un affresco, un’epigrafe, un camminamento medioevale, persino un sasso o un tronco secolare lo sarà. Rifiutare in massa il regime hollywoodiano, le sciocchezze dei Grammy, degli Oscar e tutto lo squallido caravanserraglio dell’avanspettacolo parafiliaco. Non abbonarsi alle piattaforme dei telefilm. Rifiutare la droga. Disinstallare WhatsApp (lo,so, è dura …).

Rifiutare le Ong, i Telethon, la lacrima sul migrante. Non comprare alcun tipo di giornale (questa è facile). Creare biblioteche. Respirare aria pura. Leggere libri buoni, chiari, classici (Maupassant, Orazio, Simenon) dove anche l’interiorità più oscura risalta alla luce della compostezza.

Non aver timore di affermare che Basaglia e la pletora di libertari suoi pari erano pericolosi eversori e che la normalità esiste: per il semplice fatto che, senza la normalità, non esisterebbe nemmeno il fascino dell’anormale e del diverso. Il diverso va considerato diverso, altro dalla comunità, e non la norma, appunto (e il diverso andrà rispettato nella sua conclamata diversità). Negare le “conquiste” radicali dei Settanta. Rigettare in gola al salmone Pannella le sue ultime vociferazioni: “Tranquilli, abbiamo vinto …“; questo sarebbe davvero “il progresso”.

Ricondurre l’Occidente nell’antico covile della razionalità, in cui A=A, questo sarà rivoluzionario: e per far ciò, come detto, occorrono fior di reazionari … Trump che cancella i “diritti” dei transgender è un reazionario che fa la rivoluzione. Ma come, siamo alle soglie della Terza Guerra, e questo perde tempo con tali sciocchezze? Forse è il suo atto politico più importante … nessuno sceglie i tempi in cui vivere, né le battaglie e nemmeno il modo in cui vanno intraprese. Il catalogo è questo. O le si combatte oppure no.

 

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link. http://pauperclass.myblog.it/2017/02/24/il-mondo-al-contrario-alceste/

24.02.2017

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    Beh sostenere che il medioevo, con il feudalesimo e la divisione della società in una casta piramidale con al vertice Papa e Imperatore, sia migliore dell’attuale neofeudalesimo neoliberista mi sembra un’enorme boiata.

    E la filosofia occidentale, con in testa Cartesio ed il suo “cogito ergo sum” è tutto fuorché razionale, dato che pone il pensiero (cioè il parto immaginario della nostra mente) superiore a tutto, anche alla Realtà tangibile.

    • Gino

      “E la filosofia occidentale, con in testa Cartesio ed il suo “cogito ergo sum” è tutto fuorché razionale, dato che pone il pensiero (cioè il parto immaginario della nostra mente) superiore a tutto, anche alla Realtà tangibile”

      Questo è un punto assolutamente fondamentale.

      • Gianfranco Attanasio

        Ma detto in quell’epoca era davvero importante: IO penso, dunque sono: non e’ il pensiero ‘oggettivo’ ( della scolastica: id est il buon gesu’ ) che mi da la mia dimensione ontologica, che la costituisce nel profondo del mio essere, MA quell’atto mentale attraverso cui mi emancipo dal pensiero ALTRUI. Quale che sia. Pensando affermo la MIA identita’ ed affermandola pongo il MIO essere SOPRA il retaggio indotto socialmente. E non e’ forse di questo che abbiamo bisogno, della nostra identita’ e non e’ forse questo contro cui dobbiamo reagire, questa nuova ‘religione’ dei massmedia condita da scientismi ex Nasa ?

        • Gino

          Capisco ciò che intendi. Ma “pensando” non puoi elevarti sopra il retaggio indotto socialmente perché il pensiero nasce dal retaggio sociale. Qualunque pensiero, anche il più profondo e filosofico è figlio di quel retaggio e non ti appartiene minimamente! Affermando la tua identità derivata dal pensiero, accetti quel retaggio come identità e la fai la “tua” identità. Ma la tua identità è sopra (e precedente) il pensiero e per questo “sono, quindi penso”. Ritengo che ciò di cui abbiamo bisogno è proprio buttare la nostra identità da pensiero/retaggio culturale e tornare alla nostra originaria identità.

          L’illuminismo purtroppo rinnega il “sono quindi penso” e attraverso il “penso quindi sono”e getta le basi FINTE, artificiose,mentali, irreali, illusorie della società a venire. Credo che quello che viviamo è anche il risultato di tutto ciò.

          • Georgejefferson

            Ma….insomma, conta poco l’originalità o meno di un assunto, quello che più conta per la libertà e’ il giudizio, personale, caso per caso. Certo e’ condizionato dall’ambiente sociale in cui si vive, ma se non esistesse l’ atto di scelta (tra il giusto e sbagliato), saremmo automi senza personalità, sia che abbracciassimo il “retaggio sociale”, sia la presunta migliore “originaria identità”, retaggio sociale del passato che in molti mitizzano per scopi di classe contingenti.

          • Gino

            Vedi se tu fossi nato a Sparta qualche millennio fa non avresti lo stesso metro per giudicare una cosa giusta o sbagliata di un occidentale contemporaneo. Se sei islamico o buddhista o esquimese non hai lo stesso metro pur vivendo nello stesso periodo. Giusto e sbagliato variano molto e ognuno ha il metro che gli è stato dato dalla società in cui è cresciuto.
            Quindi non è pensando o giudicando che ti affermi come personalità sopra il retaggio culturale ma giudicando eserciti quel retaggio.
            Quando parlo di originaria identità intendo qualcosa di oltre ogni retaggio, cioe condizionamento culturale, non di un tempo migliore degli altri da usare come metro.

            Cioe contemplare che esistono diversi metri e nessuno è giusto.
            L’illuminismo invece eleva il proprio sugli altri. L’occidente evoluto e “illuminato” che esporta la propria cultura distruggendo le altre giudicate inferiori e retrograde.

          • Georgejefferson

            Vedi che esiste il tempo storico, probabilmente nei tempi passati (ricordati dal mito, ma più spesso per scopi poco nobili), era data meno possibilità alla gente di ragionare e sentire con la propria testa e cuore. questo per fini di controllo e ordine sociale (proprietario di pochi, stabilito a priori) . Non fai che confermare il senso che hò espresso, esiste il condizionamento ambientale, ma lo stesso diviene limitato qual’ ora ci si convince di essere persone pensanti (qualsiasi fossero i limiti) potenzialmente autonomi.
            Poi bisogna vedere cosa si intende per “affermazione”, c’e’ l’affermazione positiva, cioè rivolta a se stessi, non dipendente dal riconoscimento degli altri (la virtù basta a se stessa) ma che dagli altri cerca la condivisione pacifica…e l’ affermazione negativa, quella che mira a sovrastare l’altro replicando il modo storico violento “servo/padrone”. Non importa “quale retaggio” si esercita, ma quanto liberamente si sceglie tra quello giusto, e sbagliato. E abbiamo in comune la possibilità di riconoscerlo, almeno in buona parte, se lasciati liberi di pensare e sentire, con la propria testa e con il proprio cuore.

            Parli di originaria identità “oltre” ogni retaggio culturale, negando l’assunto che scrivi sopra, a meno che intendi una identità che non appartiene all’ uomo, ma ad un non meglio specificato essere che trascende noi stessi. E’ una credenza legittima, ma non ne dai nessuna dimostrazione, nemmeno intuitivamente. Quindi questo fantomatica “originaria identità” che trascende, la stai elevando sopra quella degli altri, la stessa cosa che accusi all’ illuminismo.

            Cit. “L’occidente evoluto e “illuminato” che esporta la propria cultura distruggendo le altre giudicate inferiori e retrograde”

            Non c’entra nulla con l’ illuminismo, le responsabilità sono individuali e contingenti storici. La stessa violenza perpetrata dalle peggiori classi dominanti in occidente in determinati periodi storici (anche oggi), e’ la negazione stessa del principio di dignità universale, libera e uguale, dell’ illuminismo.

          • Georgejefferson

            Con questo non e’ che sia giusto fare apologia acritica dell’ illuminismo tout court, ci sono state molte ingiustizie perpetrare a suo nome, rinnegandone e tradendone spesso i principi più nobili.

          • Gino

            Non ci si può tirare fuori dal condizionamento ambientale pensando. Perchè il pensiero attinge a quel condizionamento. Quindi questo è un altro condizionamento che crediamo essere “libertà”. Lo è in un certo senso, libertà di pensare, ma non lo è in senso assoluto, libertà dai pensieri (condizionamenti). Il tuo (perdonami, non è personale) condizionamento viene fuori quando distingui l’affermazione positiva da quella negativi secondo parametri “condizionati”. (non è un’accusa, tutti siamo condizionati dal nostro tempo e dalla nostra società)

            L'”identità” oltre ogni retaggio viene prima del mito e non riguarda un “non meglio specificato” essere o una “fantomatica credenza” di cui non c’è dimostrazione nemmeno intuitiva. E’ al contrario la tua identità “intuitiva”, prima, pura, veramente libera di cui si, non ti serve dimostrazione perchè troppo ma troppo ovvia ma che è invece così “lontana” grazie proprio a quei condizionamenti da cui non ci si può liberare perchè lo si cerca di fare sempre attraverso di essi. Come il Barone di Munchausen non si tirò fuori alla palude sollevandosi per il codino non ci si può liberare dai condizionamenti attraverso i condizionamenti ma andando “oltre” i condizionamenti.

            La violenza sull’altro è senz’altro esistita da sempre. La giudichiamo sbagliata in quanto appunto condizionati inevitabilmente.
            Non è prerogativa dell’illuminismo, hai ragione, la Chiesa è forse la più grande esportatrice di violenza a fin di bene della storia conosciuta, ma con una idea “illuminata” di fondo: Noi conosciamo la verità e veniamo a salvarti dall’inferno!
            Non dissimile dalla esportazione della democrazia dei tempi nostri..

            Quello che intendo dire è che l’illuminismo è il padre dei nostri tempi, e mi pare, sia in ogni caso sfociato in due guerre mondiali, dittature sanguinarie, manie di dominio razziale etc. Ci sono certamente i risvolti positivi come la scolarizzazione e la società dei diritti.
            Ma mai dimenticare che tutto questo è in ogni caso un condizionamento al posto di un altro.
            Che varrà fino a che il tempo non o avrà sostituito con un altro.

          • Georgejefferson

            Non si capisce bene cosa mi attribuisci, ogni condizionamento ambientale…(che in questo contesto intendo le culture in primo luogo e quindi le costruzioni concettuali di altri uomini) può essere valutato, e avallato o criticato, caso per caso, col parziale libero arbitrio di ognuno.
            Non esistono assoluti del tipo che il pensiero attinge solo ed unicamente dal pensiero di altri, per alcuni e’ cosi, per altri no, per altri ancora si attinge ma migliora, o peggiora ecc.. infatti l’originale pensiero di altri, trae origine anche e sopratutto da se medesimo, e questo dimostra il possibile libero arbitrio, anche se non sappiamo quanto. La libertà non sta nell’ originalità o meno di uno schema concettuale, ma dal giudizio riguardo al giusto, e sbagliato, mi tocca ripetermi. Giustamente poi il pensiero si allarga, perche il giusto e sbagliato riguardano sempre gli scopi, e allora andrebbero dibattuti quelli. Vedi che non ho parlato di libertà di pensiero in senso assoluto, che infatti e’ un non senso.

            Il positivo e negativo come relativi alla cultura del nostro tempo, va bene, ma anche qua dipende, alcune cose nei giudizi si ripetono da sempre, altre no, e allora un confronto dialettico aiuta a definire una posizione, tranne chi se ne estranea, non attribuendo all’uomo stesso, alcuni schemi concettuali, e implicitamente elevandoli artificialmente in non meglio specificate metafisiche non dimostrabili. Il tempo storico e’ un percorso che può prendere tante strade diverse, ma dovresti spiegare meglio per quale motivo, una presunta “identità originaria” derivante dall’ uomo, sia più valevole di altre recenti, fare degli esempi, e stabilire il tuo personale giudizio sul perchè della preferenza. La tua identità “intuitiva” che citi (in senso lato ovviamente), quella che sarebbe pura e veramente libera, non basta ritenerla “ovvia” ad altri se non la argomenti, argomentala piuttosto, fai qualche esempio cosi che il più possibile liberamente, anche altri possano rifletterci e giudicarla. Dimostra anche argomentando, per quale misterioso o mistico motivo la “identità ovvia” non sia anch’essa derivante dai condizionamenti di altri pensatori (sia antichi, sia moderni).

            Dici di andare “oltre” i condizionamenti, ma non spieghi da chi deriverebbero, e per quali motivi sarebbero più valevoli di altri. La violenza sull’altro come spesso esistente nel corso storico (insieme anche alla benevolenza e virtù) non dimostra che sia giusta perche il ritenerla sbagliata “e’ solo frutto di condizionamenti”…, piuttosto spiega secondo tè, se e’ giusta o sbagliata, in quale contesto e cosa determina la differenza di giudizio. Per te personalmente, che hai testa e cuore per valutare relativamente in libertà…non per “altro da noi”…essenze non meglio specificate di realtà metafisiche inesistenti.

            Non esiste il blocco unico come compartimento stagno unitario (la chiesa o l’illuminismo) esistono responsabilità storiche contingenti e individuali, in negativo e positivo, sia nella chiesa che nell’illuminismo.

            Cit.”Noi conosciamo la verità e veniamo a salvarti dall’inferno” e’ un’altro modo di dire “noi conosciamo l’ oltre al di la dei condizionamenti umani, l’identità originaria”. L’esportazione di interessi economici e di potere con le bombe “umanitarie” non c’entra nulla, essento contingenze storiche gravi e barbare con le responsabilità precise degli individui.

            Quello che e’ sfociato in guerre mondiali dittature ecc..dovresti precisare quali valori e principi, perche che si usino i valori e principi validi come copertura mediatica alle barbarie e opportunismo, e’ una ovvietà e prassi storica di antica origine…e nella pratica spesso si e’ giunti alla negazione di tali principi.

            Che il tempo “meccanicamente” sostituisca culture con altre dipende, il futuro non lo conosciamo, io auspico che le basi umane di buona convivenza e diritto di base si fissino il più possibile, le stesse che possono aiutare il mondo a non cadere più in barbare guerre fraticide e dittature sanguinarie…quasto dipende da noi stessi (in senso lato), di sicuro non da non meglio precisate “identita originarie” fuori dal contesto umano di costruzione concettuale.

          • Georgejefferson

            Non si capisce bene cosa mi attribuisci, ogni condizionamento ambientale…(che in questo contesto intendo le culture in primo luogo e quindi le costruzioni concettuali di altri uomini) può essere valutato, e avallato o criticato, caso per caso, col parziale libero arbitrio di ognuno.
            Non esistono assoluti del tipo che il pensiero attinge solo ed unicamente dal pensiero di altri, per alcuni e’ cosi, per altri no, per altri ancora si attinge ma migliora, o peggiora ecc.. infatti l’originale pensiero di altri, trae origine anche e sopratutto da se medesimo, e questo dimostra il possibile libero arbitrio, anche se non sappiamo quanto. La libertà non sta nell’ originalità o meno di uno schema concettuale, ma dal giudizio riguardo al giusto, e sbagliato, mi tocca ripetermi. Giustamente poi il pensiero si allarga, perchè il giusto e sbagliato riguardano sempre gli scopi, e allora andrebbero dibattuti quelli. Vedi che non ho parlato di libertà di pensiero in senso assoluto, che infatti e’ un non senso.
            Il positivo e negativo come relativi alla cultura del nostro tempo, va bene, ma anche qua dipende, alcune cose nei giudizi si ripetono da sempre, altre no, e allora un confronto dialettico aiuta a definire una posizione, tranne chi se ne estranea, non attribuendo all’uomo stesso, alcuni schemi concettuali, e implicitamente elevandoli artificialmente in non meglio specificate metafisiche non dimostrabili. Il tempo storico e’ un percorso che può prendere tante strade diverse, ma dovresti spiegare meglio per quale motivo, una presunta “identità originaria” derivante dall’ uomo, sia più valevole di altre recenti, fare degli esempi, e stabilire il tuo personale giudizio sul perchè della preferenza. La tua identità “intuitiva” che citi (in senso lato ovviamente), quella che sarebbe pura e veramente libera, non basta ritenerla “ovvia” ad altri se non la argomenti, argomentala piuttosto, fai qualche esempio cosi che il più possibile liberamente, anche altri possano rifletterci e giudicarla. Dimostra anche argomentando, per quale misterioso o mistico motivo la “identità ovvia” non sia anch’essa derivante dai condizionamenti di altri pensatori (sia antichi, sia moderni).
            Dici di andare “oltre” i condizionamenti, ma non spieghi da chi deriverebbero, e per quali motivi sarebbero più valevoli di altri. La violenza sull’altro come spesso esistente nel corso storico (insieme anche alla benevolenza e virtù) non dimostra che sia giusta perchè il ritenerla sbagliata “e’ solo frutto di condizionamenti”…, piuttosto spiega secondo tè, se e’ giusta o sbagliata, in quale contesto e cosa determina la differenza di giudizio. Per te personalmente, che hai testa e cuore per valutare relativamente in libertà…non per “altro da noi”…essenze non meglio specificate di realtà metafisiche inesistenti.
            Non esiste il blocco unico come compartimento stagno unitario (la chiesa o l’illuminismo) esistono responsabilità storiche contingenti e individuali, in negativo e positivo, sia nella chiesa che nell’illuminismo.

            Cit.”Noi conosciamo la verità e veniamo a salvarti dall’inferno”

            e’ simile a:

            “noi conosciamo l’ oltre al di la dei condizionamenti umani, l’identità originaria”.

            L’esportazione di interessi economici e di potere con le bombe “umanitarie” non c’entra nulla, essendo contingenze storiche gravi e barbare con le responsabilità precise degli individui.
            Quello che e’ sfociato in guerre mondiali dittature ecc..dovresti precisare quali valori e principi, perchè che si usino i valori e principi validi come copertura mediatica alle barbarie e opportunismo, e’ una ovvietà e prassi storica di antica origine…e nella pratica spesso si e’ giunti alla negazione di tali principi.
            Che il tempo “meccanicamente” sostituisca culture con altre dipende, il futuro non lo conosciamo, io auspico che le basi umane di buona convivenza e diritto di base si fissino il più possibile, le stesse che possono aiutare il mondo a non cadere più in barbare guerre fratricide e dittature sanguinarie…questo dipende da noi stessi (in senso lato), di sicuro non da non meglio precisate “identità originarie” fuori dal contesto umano di costruzione concettuale.

          • Pfefferminz

            RIflessioni molto interessanti. In particolare il concetto di andare “”oltre” i condizionamenti. Infatti i condizionamenti (il Prof. R. Mausfeld li chiama”avvelenamento della mente”) sono spesso gia’ racchiusi nelle parole che adoperiamo. Forse e’ proprio dall’analisi del linguaggio che si dovrebbe iniziare. Un altro aspetto e’ la base neurofisiologica del nostro cervello che predispone ad una percezione selettiva della realta’. La realta’ che percepiamo non e’ tutta la realta”, ma la realta’ che siamo in grado di percepire con i nostri sensi. Anche se non e’ “tutta la realta’ e’ pur sempre quella che condividiamo con gli altri esseri umani (la realta’ oggettiva).. Un esempio del “retaggio” neurofisiologico: i cosiddetti neuroni specchio che ci consentono di provare empatia. Sarebbe interessante capire quali sono i condizionmenti in grado di sradicare questo corredo genetico in se’ molto positivo.

          • Gino

            cercare di liberarci dai condizionamenti è un ‘idea derivata dai condizionamenti stessi!

          • Pfefferminz

            Forse non riesco a seguirti. Domanda: secondo te c’e’ qualcuno che mette in atto i condizionamenti e, se si’, perche’?

          • Gino

            qualcuno? i “condizionamenti” vengono dal nostro funzionamento fisiologico. Il cervello confronta in continuazione ciò che percepisce con ciò che c’è in memoria.
            I pensieri sono “echi” di memoria.
            Lo sviluppo della memoria va a braccetto con lo sviluppo dell’intelligenza.
            Ma abbiamo “imparato” a dare troppa importanza alla parte “mentale” che ha per così dire “preso il comando”.

          • Georgejefferson

            No, oltre alla parte “meccanica” esiste la coscienza, il libero arbitrio che siamo noi stessi. Il libero arbitrio anche se intenzionale non può “tutto” e’ ovvio, ma in parte può essere libero. Non lo siamo (liberi) dal momento che il nostro convincimento e’ ammaliato dalla credenza di essere macchine, come robot automi che agiscono meccanicamente. Se ci credi, cosi ti convinci e cosi resti, (un robot)

          • Gino

            E’ esattamente l’opposto. Crediamo di non essere liberi perchè crediamo di avere libertà di scelta.
            Avere libertà di scelta significa essere separati dal divino e a causa di ciò viviamo l’eterno conflitto tra ciò che facciamo, sentiamo, proviamo,pensiamo, e ciò che dovremmo.
            Avere una scelta significa poter sbagliare e andare contro dio/natura.
            Avere una scelta significa giudicarsi e produrre stress ovvero attrito tra le componenti che si creano che ci tirano in direzioni diverse.
            Avere una scelta significa essere costretti a scegliere

            Prova a lasciare perdere ogni idea e concetto filosofico religioso sulla “coscienza” di cui parli e prova a vedere cosa esattamente sia.

            Se vai a fondo la troverai non libera di scegliere (tra varie opzioni, cioè schiavitù) ma troverai che è la libertà stessa (da ogni scelta,)

            Qualcuno diceva libero non come un uccello in cielo ma come il cielo!

            il libero arbitrio ti rende libero come un uccello in cielo, cioè libero di andare dove vuole ma ingabbiato nel ciclo della vita e morte e della scelta.
            (e qui ci hanno ingannato e ingannano sempre, sostituendo la vera luce con una falsa luce, distogliendoci dalla vera libertà e dandoci una finta libertà perchè la prima non è possibile metterla in gabbia, la seconda si è messa da sola)

            Ma noi siamo liberi in senso assoluto, liberi dalla vita e dalla morte, liberi dall’idea di dover scegliere, siamo libertà.

            credo siamo molto OT e il webmaser ci butterà fuori a breve

          • Georgejefferson

            Gino, non trovo qua un tuo commento che mi e’ arrivato via mail, va bè… la tua tesi dice che :” siamo schiavi e non abbiamo libertà di scelta”, anche se oggi non si può più enunciare cosi, e allora la si induce semanticamente: “Crediamo di non essere liberi perchè crediamo di avere libertà di scelta”

            Io ho parlato del giudizio, e non assolutizzando ma parlando sempre nel senso di parziale possibile. Se ti convinci che nemmeno quel parziale (ognuno a suo modo) e’ possibile, diventi appunto un automa, capace di confermare le tesi comportamentiste dei laboratori sociali che “misurano gli effetti”. Non so cosa sia il “divino” e quello di cui parlo e’ la responsabilità individuale, (che non vuol dire farsi carico per forza di “tutto” il mondo)…non smanie di potere e sopraffazione, ma più il contrario. E’ strano che associ i dubbi e pensiero da mè esposti alle “credenze” filosofiche religiose quando al più espongo dubbi e non cito mai fantomatiche divinità o “nature” più o meno idealizzate.

          • Pfefferminz

            Io mi riferisco al condizionamento come evento macroscopico (“Qualcuno” mette ripetutamente del cibo davanti al cane e fa squillare il campanello. Dopo un certo numero di eventi il cane saliva anche solo in presenza del suono del campanello). Tale evento include ovviamente le modificazioni a livello cerebrale della vittima. Mi sembra che tu abbia circoscritto le tue riflessioni a cio’ che accade a livello neurofisiologico (o un gradino piu’ in su’).
            Non capisco bene quello che vuoi comunicare (sembra che tu voglia affermare che non c’e’ via di scampo ai condizionamenti e che la funzione dell’Io nell’apparato psichico tendenzialnente non esiste. Mi fermo qui e non pongo altre domande, anche se mi incuriosisci, perche’ temo di essere off topic. Grazie e saluti.

          • Georgejefferson

            Gli animali tendenzialmente sviluppano autocoscienza e riflessione molto limitate. Il paragone con le persone e’ improprio, ed e’ un antico trucco per ammaliare i soggetti più deboli che hanno paura dei dubbi, imbastendo semplificazioni già pronte e preconfezionate.

          • Pfefferminz

            Ciao George, ho fatto riferimento all’esempio con il cane perche’ e’ un classico conosciuto da tutti (esperimento di Pavlov). Non era certo mia intenzione paragonare gli esseri umani agli animali. Definire l’autocoscienza negli esseri umani e’ gia’ di per se’ difficile, figuriamoci negli animali. Nell’esempio succitato non e’ necessario tirare in ballo l’autocoscienza perche’ l’esposizione agli stimoli esterni concomitanti determina reazioni del sistema nervoso vegetativo (la salivazione). Ma siamo ampiamente off topic…Ciao

          • Georgejefferson

            Si non era una accusa alla tua persona, scusa il fraintendimento

          • Pfefferminz

            Non ho minimamente pensato che tu volessi accusarmi di alcunche’. Non devi scusarti. Il fraintendimento e’ dovuto al fatto che la mia era una risposta molto schematica all’utente Gino, il quale aveva dimostrato di conoscere molto bene l’argomento di cui parlava.

          • Gino

            dovresti chiedere a fondo che cosa è quell’ “io” di cui parli o meglio di cui hai sentito parlare, e darti una risposta fuori da ogni condizionamento ricevuto. (coscienza, funzione fisiologica, costrutto, subconscio, inconscio etc etc che sono solo parole/concetti che usiamo per evitare di “guardare” direttamente)

          • Pfefferminz

            Rispondo al commento di Gino arrivato via mail. Ora ho capito. Grazie.

          • Georgejefferson

            Va bene, mi cancellano i commenti, non mi sembra di essere stato offensivo, e non meno off topic di altri. Inutile proseguire il dibattito.

          • Georgejefferson

            Non si capisce bene cosa mi attribuisci, ogni condizionamento ambientale…(che in questo contesto intendo le culture in primo luogo e quindi le costruzioni concettuali di altri uomini) può essere valutato, e avallato o criticato, caso per caso, col parziale libero arbitrio di ognuno.
            Non esistono assoluti del tipo che il pensiero attinge solo ed unicamente dal pensiero di altri, per alcuni e’ cosi, per altri no, per altri ancora si attinge ma migliora, o peggiora ecc.. infatti l’originale pensiero di altri, trae origine anche e sopratutto da se medesimo, e questo dimostra il possibile libero arbitrio, anche se non sappiamo quanto. La libertà non sta nell’ originalità o meno di uno schema concettuale, ma dal giudizio riguardo al giusto, e sbagliato, mi tocca ripetermi. Giustamente poi il pensiero si allarga, perchè il giusto e sbagliato riguardano sempre gli scopi, e allora andrebbero dibattuti quelli. Vedi che non ho parlato di libertà di pensiero in senso assoluto, che infatti e’ un non senso.
            Il positivo e negativo come relativi alla cultura del nostro tempo, va bene, ma anche qua dipende, alcune cose nei giudizi si ripetono da sempre, altre no, e allora un confronto dialettico aiuta a definire una posizione, tranne chi se ne estranea, non attribuendo all’uomo stesso, alcuni schemi concettuali, e implicitamente elevandoli artificialmente in non meglio specificate metafisiche non dimostrabili. Il tempo storico e’ un percorso che può prendere tante strade diverse, ma dovresti spiegare meglio per quale motivo, una presunta “identità originaria” derivante dall’ uomo, sia più valevole di altre recenti, fare degli esempi, e stabilire il tuo personale giudizio sul perchè della preferenza. La tua identità “intuitiva” che citi (in senso lato ovviamente), quella che sarebbe pura e veramente libera, non basta ritenerla “ovvia” ad altri se non la argomenti, argomentala piuttosto, fai qualche esempio cosi che il più possibile liberamente, anche altri possano rifletterci e giudicarla. Dimostra anche argomentando, per quale misterioso o mistico motivo la “identità ovvia” non sia anch’essa derivante dai condizionamenti di altri pensatori (sia antichi, sia moderni).
            Dici di andare “oltre” i condizionamenti, ma non spieghi da chi deriverebbero, e per quali motivi sarebbero più valevoli di altri. La violenza sull’altro come spesso esistente nel corso storico (insieme anche alla benevolenza e virtù) non dimostra che sia giusta perchè il ritenerla sbagliata “e’ solo frutto di condizionamenti”…, piuttosto spiega secondo tè, se e’ giusta o sbagliata, in quale contesto e cosa determina la differenza di giudizio. Per te personalmente, che hai testa e cuore per valutare relativamente in libertà…non per “altro da noi”…essenze non meglio specificate di realtà metafisiche inesistenti.
            Non esiste il blocco unico come compartimento stagno unitario (la chiesa o l’illuminismo) esistono responsabilità storiche contingenti e individuali, in negativo e positivo, sia nella chiesa che nell’illuminismo.

            Cit.”Noi conosciamo la verità e veniamo a salvarti dall’inferno”

            e’ simile a:

            “noi conosciamo l’ oltre al di la dei condizionamenti umani, l’identità originaria”.

            L’esportazione di interessi economici e di potere con le bombe “umanitarie” non c’entra nulla, essendo contingenze storiche gravi e barbare con le responsabilità precise degli individui.
            Quello che e’ sfociato in guerre mondiali dittature ecc..dovresti precisare quali valori e principi, perchè che si usino i valori e principi validi come copertura mediatica alle barbarie e opportunismo, e’ una ovvietà e prassi storica di antica origine…e nella pratica spesso si e’ giunti alla negazione di tali principi.
            Che il tempo “meccanicamente” sostituisca culture con altre dipende, il futuro non lo conosciamo, io auspico che le basi umane di buona convivenza e diritto di base si fissino il più possibile, le stesse che possono aiutare il mondo a non cadere più in barbare guerre fratricide e dittature sanguinarie…questo dipende da noi stessi (in senso lato), di sicuro non da non meglio precisate “identità originarie” fuori dal contesto umano di costruzione concettuale.

          • Sitka

            è vero “sono e quindi penso” e non “penso quindi sono” pienamente d’accordo.

    • Vincenzo Siesto da Pomigliano

      E’ vero che è una boiata, ma è anche una realtà!

    • Truman

      Già Platone, ben prima di Cartesio, faceva notare con il mito della caverna che l’immaginario vince spesso sul reale. Non serve a niente far notare che è immaginario. Ma prima ancora Pitagora ed Euclide discettavano di triangoli immaginari considerandoli più veri dei triangoli del mondo reale.
      Non sottovalutate l’immaginario, uno dei più notevoli prodotti immaginari di oggi è il denaro, consistente in cifre rappresentate all’interno dei computer.
      E quando parlo del mito della caverna, cercate di capire cosa è “mito” prima di riderci su.

      • Gino

        Se si accettasse totalmente quello che è reale, cioè la diretta vera esperienza, e come immaginario ciomche realmente è frutto della nostra mente, il modo di vedere il mondo si ribalterebbe in una risata fragorosa!

        • Truman

          L’arcobaleno è un buon esempio di realtà condivisa che è anche frutto della nostra mente. Da sempre è noto che i sensi ci possono ingannare. Esistono sterminate collezioni di errori sensoriali (anche tattili).
          In breve: senza la nostra mente la realtà non esiste e quelli che insistono a volerci far guardare “la realtà” intendono (solitamente senza nemmeno rendersene conto) “la loro realtà”, di solito senza minimamente intuire che esistono molte altre realtà.

          • Tonguessy

            Epicuro ed i Cinici (ne cito giusto due) hanno fatto leva sull’aspetto sensoriale che ci lega alla realtà. Qualsiasi cosa questa parola significhi, dato che un accordo definitivo sul suo significato ultimo non è ancora stato trovato. Se non sappiamo esattamente cos’è la realtà, di cosa stiamo parlando? In che modo “esistono molte altre realtà” quindi?

          • Gino

            Il fatto che i sensi ci legano ala realtà è “in realtà” illusione. Per te la realtà è solo ciò che percepisci, nulla di materiale insomma ma solo percezioni sensazioni. La realtà “la fuori” è una supposizione pura. la materia è pura supposizione, mentre l’immaterialiltà della realtà, il suo essere “emozione” e non “materia” è l’unica cosa di cui dovremmo essere certi.

          • Tonguessy

            La tua risposta è quanto meno incompleta, se manchi di definire la “realtà”. Che i sensi possano legarci alla realtà in maniera illusoria merita almeno un approfondimento. Se ti scotti alla fiamma, è reale o immaginario? In che senso le “percezioni sensazioni” si collocano al di là della realtà? Se ti schianti a tutta velocità contro un platano, è solo “una supposizione pura”? In questo caso, una volta appurato che hai perso l’uso delle gambe a causa dell’incidente, dove starebbe la “pura supposizione” oppure “emozione”?
            Ti rendi conto del ginepraio in cui ti sei voluto cacciare?

          • Gino

            ahahah! si Tonguessy! ma senza gineprai sai che noia a discutere di PD! 😀

            Manco di definire la realtà perchè è indefinibile, semplicemente.
            Se mi scotto la mano o sbatto contro un albero è senz’altro reale…
            ma reale sempre la mia percezione.
            “schianto con un albero” e “scotto mano” sono successive alla pura percezione e derivano dalla memoria che ho.

            Pura emozione è una definizione sbagliata, come tutte lo sono. E’ dura comunicare a questo livello, potrei meglio dire pura sensazione.
            Ma già aver definito pura sensazione significa aver attinto alla memoria e chiuso in un concetto.

            Attenzione che essere illlusorio non significa “inesistente” ma “altro da ciò che sembra”.
            Cioè l’ombra di un albero a terra è illusoria in quanto albero ma reale in quanto ombra.
            (tornando a Platone)
            Noi definiamo l’ ombre reali in quanto albero.. perchè l’unico modo in cui abbiamo fatto esperienza dell’albero è attraverso la sua ombra..ovvero la sua proiezione in noi.
            Ma la sua proiezione in noi è in effetto l’unica esperienza che abbiamo mai fatto…..che ci siano un albero che proietta è una pura supposizione.
            Per cui dovremmo asserire che il mondo è fatto di ombre non di alberi. 😉 (cioè non materia ma qualcos’altro che è ciò che percepiamo ovvero pura percezione)

            (ps: non invento nulla. le mie “esperienze” sono in linea con tutta la cultura orientale e anche in parte greca, circa la interpretazione della realtà e di noi stessi.)

          • Tonguessy

            Bene. Almeno siamo d’accordo che le percezioni sono reali. Esistono così come esistono i pensieri. Esistono percezioni “sbagliate”. Eyeblink è uno splendido libro che spiega come sia facile per un poliziotto credere che quel negro stia per sparargli.
            Ma esistono anche pensieri “sbagliati”. Basta partire da un assioma erroneo e si arriva (grazie al pensiero) a conclusioni orrende.
            La differenza sembra stia tutta nella quantità: l’errore percettivo è legato al singolo (il poliziotto bianco che spara credendo qualcosa che non c’è) mentre l’errore di pensiero coinvolge troppo spesso milioni di umani, vedi la crisi attuale determinata da una concezione dell’economia che poggia su basi poco stabili, diciamo.
            Non so poi a quale “cultura orientale” tu faccia riferimento: ce ne sono così tante e così diverse….esattamente come nella cultura occidentale. Prendi Epicuro e Diogene di Sinope, ad esempio. Il massimo del materialismo, ben distanti da Platone che diede le basi al monoteismo.

          • Gino

            le “differenze” tra le culture orientali sono “di forma”. la sostanza è la stessa. Dal Taoismo al buddhismo passando per veda e vedanta.

          • Tonguessy

            Assolutamente NO! Meglio lasciare perdere….mettere il pragmatismo del confucianesimo con il verticismo del brahmanesimo mi sembra davvero un’assurdità.

          • Gino

            vai alla sostanza non fermarti alla forma. Il Tao è Brahman. sono modo differenti di dire la stessa cosa.

          • Gino

            e poi di che “verticismo stai parlando”???

          • Truman

            Non si può costruire un’ontologia con un minimo di senso se essa non diventa anche una tassonomia del reale, una struttura ordinata che rappresenti gerarchie di enti a vari livelli di realtà.

          • Georgejefferson

            Vero, ma questo e’ giusto se riguarda il presente, le necessità del breve termine.

            Un conflitto eterno riguarda da una parte lo scopo di cristallizzare le “ontologie” come naturali, nell’ immaginario, deresponsabilizzando il genere umano ai fini del controllo, potere, e perpetrazione ereditaria degli interessi economici proprietari, e per quello serve la credenza “sulla necessita” del sistema ontologico fatto sistema e gerarchia come fato immutabile.

            Dall’altra lo scopo e’ svelare questo velo di maia, mostrare la natura gnoseologica che sottende l’agire e l’effetto, scompigliare le carte, e costruire una maggiore responsabilizzazione come scopo di lungo termine, per una più consapevole e pacifica convivenza umana. Capisco che questo ultimo e’ molto rischioso, e niente e’ garantito, ma non si conoscono modi migliori, per ora.

          • Truman

            La realtà come costruzione sociale (The Social Construction of Reality) di Peter L. Berger e Thomas Luckmann può essere indicativo.
            “La vita quotidiana come rappresentazione” di Erving Goffman approfondisce il quadro.

            Paul Watzlawick ha scritto numerosi testi sulle realtà sociali. Sua è la frase: “Di tutte le illusioni la più diffusa è quella che esista un’unica realtà”.

            In Italia mi era rimasto impresso Franco Cassano quando parlava dello “irrefrenabile politeismo del reale”.

            Va detto che sul fronte opposto c’è invece Phil K. Dick, che diceva qualcosa del tipo “La realtà è quella cosa che si rifiuta di sparire quando tu smetti di crederci”. Ma non è poi proibito che possa esistere una realtà profonda (quella dei fisici, grosso modo) ed innumerevoli realtà sociali.
            Stanislaw Lem, con il romanzo Solaris, mi sembra proporre un tipo di realtà ancora diverso, grosso modo definibile come “può esistere una realtà che non solo è indipendente dai tuoi pensieri e desideri, ma che per te resterà sempre e comunque inconoscibile”.

          • Primadellesabbie

            Secondo alcune religioni l’Universo é creato dal (é l’esito del) pensare della Divinità suprema.

            Sono due realtà parallele.

          • Gino

            tutto ciò che percepisci è un “parto” della mente. L’esperienza diretta che tutti facciamo è SOLO il “contenuto” della nostra mente. Il mondo “materiale” considerato REALE è una “supposizione” perchè noi non lo conosciamo affatto nè lo abbiamo mai conosciuto. Ma generalmente tendiamo a considerare il mondo materiale la fuori come reale e il contenuto della nostra mente come illusione. Ecco perchè dico se ci attenessimo all’unica esperienza che abbiamo da sempre, dovremmo accettare che il mondo cosiddetto materiale è illusorio.

      • Holodoc

        Non esiste solo la visione del mondo occidentale, non esiste solo la filosofia Greca.
        Esistono anche altre tradizioni filosofiche che sono molto più antiche di quella Classica ma che le nostre scuole di ogni ordine e grado si “scordano” volutamente di insegnare, in quanto la visione greco-romana-cristiana-illuminista è molto più funzionale al tenerci schiavi.

        • Georgejefferson

          Insomma, come la visione delle “caste”?

        • Truman

          Io avevo fatto un esempio occidentale in risposta a un tuo altro esempio occidentale.
          Comunque l’oriente ha molti aspetti interessanti, ma non si può certo dire che con le loro filosofie siano riusciti ad evitare la schiavitù.
          Se poi volevi semplicemente dire che esistono saperi antichi che ci insegnano delle prospettive diverse, anche radicalmente diverse, da quelle occidentali, non posso che concordare.

  • Gino

    Io sono sempre fortemente critico con il presente.
    Però invito sempre a riflettere sul fatto che la popolazione della terra è sempre stata sotto il miliardo di persone fino agli inizi del ‘800 di cui 200milioni in Europa. Di questi 200milioni la maggioranza stragrande maggioranza assoluta era analfabetizzata. Le “devianze sessuali”, violenze, ignoranze, razzismi, ottusità erano la normalità. Non si sapeva cosa succedeva a qualche chilometro di distanza dalla propria fattoria se non dal passa parola visto che i trasporti e i giornali erano quello che erano e comunque non li si sapeva leggere.
    Gran parte degli 8miliardi attualio vive ANCORA in quelle condizioni, più o meno!!!
    Non voglio dire nè che si stava peggio nè meglio. ne possiamo parlare.
    Ma bisogna VEDERE che certi problemi nascono con la scolarizzazione e la diffusione dei mezzi di comunicazione.
    Dal nostro piccolo punto di vista non riusciamo a vedere che l’europa illuminata è sempre stato un mito! Non c’è mai stata se non in alcuni posti specifici contro la sterminata umanità!
    Quindi si, si sta tornando indietro ma dall’idea di una umanità progredita, giusta, colta, illuminata, ma solo dall’idea. Di fatto non c’è mai stata!

    Credo che bisogna sempre partire dai presupposti corretti se si vuole fare un discorso logico.

    • gianni

      concordo , alla fine l’ umano e’ quello che e’ , con i suoi limiti , debolezze , vizi , tentazioni

  • alien2012

    L’errore di base é quello di applicare il Mantra:
    “nasciamo tutti uguali e dobbiamo avere gli stessi diritti”
    In realtà dovrebbe essere:
    “nasciamo tutti differenti ma dobbiamo avere gli stessi diritti”

    • Georgejefferson

      Dipende, la “direzione unica” e’ un approccio ingenuo, siamo uguali e differenti allo stesso tempo…uguali in parte, e differenti in parte. E’ il decidere il diritto differente, in base a differenze stabilite a priori l’ abominio concettuale.

  • gianni

    secondo me tutto lì occidente e’ in mano agli ebrei sionisti , loro vogliono la distruzione dei popoli europei e per questo finanziano l’ immigrazione in europa cosi’ mischiando le razze in europa si perde la cultura e le radici europee , loro hanno in mano tutte le televisioni e giornali occidentali , loro stanno distruggendo la famiglia , promuovendo lesbiche , gay , perversione , pedofilia , trans gender , loro hanno voluto la seconda guerra mondiale cosi’ attraverso il massacro degli ebrei avere il pretesto di crearsi lo stato di israele , forse hitler non voleva la guerra totale

    • Holodoc

      Beh io ci vedo anche lo zampino degli Arabi, per i quali non è certo una disgrazia che l’Europa venga invasa da mussulmani, o meglio, da wahhabiti integralisti di cui i Sauditi sono massimi esponenti.

      • ws

        gianni e pinotto andavano sempre insieme , pinotto era “lo stupido” e gianni quello che SI CREDEVA intelligente.

  • PietroGE

    Sottoscrivo tutto quello che ha scritto Alceste. È in fondo quello che si diceva in ‘1984’ con il ministero della verità su cui era scritto : La guerra è pace, La libertà è schiavitù e L’ignoranza è forza. È vero, solo una rivoluzione potrà liberarci da questa schiavitù e da questa decadenza che come un tarlo ideologico sta mangiando la sostanza dell’occidente.
    Interessante la similitudine con l’opera di Nietzsche. Mi chiedo se gli ebrei che erano stati protagonisti nell’inversione dei valori, nel senso descritto nell”Anticristo’, lo siano stati anche nella nascita e lo sviluppo di questo ‘movimento’ anti occidentale. Molto probabilmente si.

    • Gino

      le frasi Orwelliane “: La guerra è pace, La libertà è schiavitù e L’ignoranza è forza”
      nascondono diversi “livelli” di significato.

      Per chi ha letto il libro dico che comunque andrebbe riletto piu volte andando ogni volta piu in profondità.
      La parte finale, della “purificazione” contiene molti elementi che vanno oltre la politica.
      La neolingua va capita bene
      Il libro di “goldstein” è profondo e contiene saggezza….

      Bisognerebbe scriverci un saggio, spiegarlo qui è impossibile e solleverebbe una nuvole di polemiche inutili…….

  • clausneghe

    Nietzsche pronunciato Nice è stato un grande pensatore che ha scandagliato le profondità dell’uomo.
    Naturalmente fu vituperato osteggiato deriso derubato accusato nella vita che finì povero e al manicomio, ora si direbbe “comunità” e noto era il suo uso di stupefacenti, non meno dedito ad essi che il buon vecchia barba Karl M. Era di moda anche allora, che credete.
    In gioventù mi sono nutrito delle sue parole scritte, come di quelle di tanti altri Autori, magari di altro livello. Lui è speciale, le sue parole sono come pietre lucide che riflettono il nostro lato oscuro, il più falso meschino e spiacevole.

  • ignorans

    Il nostro Alceste vuole andare alla guerra. Si capisce che dovremmo combattere contro altri umani? E lo Stato, il grande moralizzatore, lo permetterebbe? Non permetterebbe che vengano rivisti alcuni “diritti”.
    L’unica sarebbe chiedere che vengano annullati tutti i diritti, ma nessuno mi sembra pronto a una eventualità del genere.
    Ad esempio, Alceste fa un elenco di atti quotidiani da implementare per raddrizzare lo spirito degli umani. In quest’ottica “il malato” dovrebbe essere considerato “sbagliato”, “anormale”. E infatti è proprio così!! La malattia è nient’altro che un risultato di un comportamento sbagliato, ma chi è pronto ad accettare una cosa del genere? La gente ha tutt’altra credenza e modi d’azione. Perciò è praticamente impossibile modificarglieli.
    Essere dei pensatori in un mondo di non pensatori è una bella sfiga.

    • Fulminato1975

      Grande commento! Che rimarrà inosservato.

    • michele d’onofrio

      A chi lo dici! Una vita da isolati, se non da sfigati conclamati.
      A proposito di ‘conformista’, il correttore automatico mi ha corretto tre volte la Paola ‘conclamati’ scritta sopra e ha inserito d’imperio ‘sfogato’ in sostituzione di ‘sfigati’. Un segno dei tempi? O è stato sempre così? Voglio dire: c’è sempre stata una moltitudine ovina che si è sentita in dovere di intervenire come un correttore automatico?
      Personalmente temo di sì. E allora, forse, contrariamente a quanto affermato dall’Autore, la normalità dovrebbe essere aborrita anziché ricercata.

      • vincentspa

        Apocalisse 13:1 ^
        (G12-18) E si fermò sulla riva del mare. (G13-1) E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia.
        Apocalisse 13:2 ^
        E la bestia ch’io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi erano come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà.
        Apocalisse 13:3 ^
        E io vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra maravigliata andò dietro alla bestia;
        Apocalisse 13:4 ^
        e adorarono il dragone perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei?
        Apocalisse 13:5 ^
        E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie e le fu data potestà di agire per quarantadue mesi.
        Apocalisse 13:6 ^
        Ed essa apri la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo.
        Apocalisse 13:7 ^
        E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione.
        Apocalisse 13:8 ^
        E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno.
        Apocalisse 13:9 ^
        Se uno ha orecchio, ascolti. Se uno mena in cattività, andrà in cattività;
        Apocalisse 13:10 ^
        se uno uccide con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada. Qui sta la costanza e la fede dei santi.
        Apocalisse 13:11 ^
        Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed avea due corna come quelle d’un agnello, ma parlava come un dragone.
        Apocalisse 13:12 ^
        Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e facea sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata.
        La prima bestia è l’egoismo umano che impone leggi economicide co tro il 99% degli abitanti della terra la seconda bestia rappresenta la pseudoinformazione che incensa adulando i rappresentanti e detentori della stessa ed allo stesso tempo chiunque non si adegua e sottomette al Polcor viene additato perdendo i vantaggi che avrebbe avuto conformandosi al polcor….

  • Germano Freni

    Conosco delle persone che contestano a destra e manca, fanno le sottoscrizioni, raduni, dei rivoluzionari.
    Poi usano iphone, si trovano da mcdonald per i compleanni dei figli e discutono come organizzare la prossima comunione della bambina.
    A questo punto dobbiamo sperare nell’anticristo.
    ….anche di seconda mano……

  • Un tale, spesso disprezzato e preso in giro, nonché considerato da molti ai giorni nostri come superato , disse : “sia il vostro parlare sì sì no no; il di più viene dal maligno.
    Quindi tralasciamo i discorsi alla “ma anche” di veltroniana memoria e, se guardiamo sempre agli insegnamenti cristiani, ricordiamoci dei peccati di omissione :estendiamo il ragionamento e il “non agire, fregarsene, lasciare perdere” saranno tutte cose di cui dovremo tenere conto e/o che ci verranno “conteggiate” come penalty .
    Che poi in tutto questo discorso ci debba stare lo studio di esperti che permettano, a tutti coloro che vogliono esprimersi, di poterlo fare in tutta sicurezza e senza dover essere arrestati, denunciati, con blog chiusi, perché accusati di negazionismo, antisemitismo, xenofobia eccetera, è una cosa che ,almeno io, chiedo da più di dieci anni.
    Non è facile, comunque , agire ed essere se stessi, quando si è convinti di essere soli, o quando ci si accorge di essere davvero soli…contro tutti.

  • Toussaint

    Articolo confuso e incommentabile. Nella comunicazione, parlando in generale, c’è una parte “numerica” (l’informazione in sé, ad esempio “fuori piove”) ed una “analogica” (il tentativo di influenzare il comportamento degli altri). Nelle situazioni patologiche la seconda parte è preponderante rispetto alla prima ed Alceste, in effetti, non vuole comunicarci niente, cerca solo di influenzarci, di occupare la nostra mente con le sue mattane, regalandosi la sensazione di un inebriante potere salvifico nei riguardi degli altri. Ma si parla addosso, non offre alcuna soluzione ragionevolmente praticabile ai nostri problemi.

  • Georgejefferson

    Curioso questo portavoce apologeta di nietzsche. Il piccolo nietzsche scrive che una fantomatico “popolo” fuori dal tempo storico contingente, quindi fuori dalla responsabilità individuale, avrebbe scelto un fantomatico “essere”, non spiega nulla del significato ma ci aggiunge il rinforzo semantico “ad ogni costo”. Si auto erge a portatore di significato di cosa sia :”natura, naturalezza, realtà, del mondo interiore (tutto intero) ed esteriore”. Si auto erge a maestro che sà e spiega cosa siano le “condizioni a un popolo e’ possibile e consentito vivere” (quali condizioni? Giuste o orrende? Chi consente? A quale titolo?).

    Il piccolo nietzsche antepone le “antitesi concettuali” alle…da lui decise a priori “condizioni naturali”, come una specie di accusa di soggettivismo quando lui stesso in altri frangenti e’ bell’ impegnato a decostruire il mito della “naturalita” delle cose.

    Lasciando da parte nietzsche, “snaturare i valori” significa decidere a priori “cosa si naturale” e cosa no, senza precisare, caso per caso, a cosa si riferisce, negando il libero arbitrio delle persone, libere se vogliono, di stabilire loro con la loro testa, il giusto, e lo sbagliato.

    L’antico ordine come giusto a priori, con parole altisonanti quali “istinto vitale, bellezza, e morale)…le barbarie e orrende ingiustizie? Non pervenute, istinto vitale, bellezza e morale…non perdiamoci in questi convenevoli.

    Ci sarebbe da andare avanti, ma lasciamo perdere per carità, mi auguro solo che le persone si mettano a “pensare”, una buona volta, con libertà e capire cosa significa “retorica e semantica”.

  • MarioG

    Come dare torto a chi scaglia contro la Chiesa di Foligno del Fuksas?
    (Senza ingigantire l’importanza del personaggio Fuksas: è la committenza il nodo del problema. Il buon alceste avrebbe dovuto chiedere “l’abbattimento” della chiesa e del committente).
    Passando a eventi di attualità, anche a Roma, a parte lo stadio, non vedo le dovute polemiche e alzate di scudi specificatamente per la parte del progetto che include gli ecomostri detti impropriamente “torri”.

  • antifemminismoragusa

    Ottimo articolo, non condivido solo il finale su trump che per me è un altro pirito liscio.

  • Tonguessy

    Alceste da qualche
    parte deve avere affermato di essere marxista, o giù di li. Ma o ho
    sbagliato io a leggere o ha sbagliato lui a definirsi. Questo
    articolo lo colloca tra i pensatori reazionari, diciamo pure
    fascisti.

    Inizia con il
    decantare le splendide virtù “dell’Occidente, quello
    aristotelico, solare, forte, logico, l’unico autentico ostacolo
    alla dominazione mondiale delle anime.” Ah, ecco. Non quello
    predatore che ha sventrato culture e umani. Si calcola che la
    personalità solare e forte dell’Occidente una volta entrata in
    contatto con i Nativi americani abbia causato la morte di 200 milioni
    sui 220 esistenti. Non male come record, no? Cosa poi voglia
    intendere con la terribile “dominazione mondiale delle anime” non
    è dato sapere. Forse Alceste non possiede un’anima, e questo lo
    mette in imbarazzo. Tralascio di parlare di Aristotele, quello che
    non ha mai guardato in bocca a sua moglie ed era convinto che le
    donne avessero solo 30 denti, quello che ha ingessato tutta la
    discussione filosofica per secoli su questioni teologiche (ne siamo
    usciti solo con il Rinascimento, quando finalmente si è cominciato a
    parlare d’altro) e quello che era convinto che la fisica del mondo
    terrestre andasse per moti lineari mentre quella del mondo celeste
    seguisse i moti circolari. Mi fermo qui, per nausea.

    Alceste continua a
    propinarci perle di saggezza: “Tutto ciò che prima era logico,
    naturale, consequenziale, bello (non in senso assoluto, beninteso, ma
    quale distillato d’una tradizione, quella occidentale appunto) è
    considerato, ora, brutto, obsoleto, ridicolo, razzista,
    antidemocratico, cattivo”. Cioè abbiamo avuto due guerre mondiali
    (per carità, si diedero da fare anche americani e giapponesi) dove
    gli occidentali si sono sterminati per benino (il calcolo
    approssimativo totale si aggira attorno ai 100 milioni) e Alceste
    cosa mi suggerisce? Che è il frutto della logica e della bellezza.
    Noi sappiamo fare solo da così a meglio. Purtroppo adesso le cose
    sono cambiate, e quel bel gas nervino usato nella prima guerra
    mondiale è diventato ridicolo e razzista. Ripristiniamone l’uso.

    “Occorre gettare
    alle ortiche la destra e la sinistra, questi formidabili inciampi”.
    Ma certo! Strano non abbia menzionato anche la lotta di classe,
    autentica schifezza nata nel periodo più buio dell’umanità. Un
    momento. Ma non diceva che prima era tutto bello e adesso fa tutto
    schifo? Ma destra e sinistra (e lotta di classe) non appartengono al
    passato? E allora sta ciurlando nel manico. Adesso che non ci sono
    più quegli “inciampi”si goda finalmente l’indifferenziato
    postmoderno, fatto di cacca spacciata per oro, di magma politico
    contrabbandato per offerte differenziate e non si lamenti tanto.

    “Negare le
    “conquiste” radicali dei Settanta.” Infatti. L’attacco alle
    istituzioni patriarcali e la conquista dello statuto dei lavoratori,
    divorzio e aborto…tutto deve essere ripristinato com’era
    all’epoca del duce. Se hai la sfortuna di sposare una donna che si
    rivela diversa da come la pensavi ti viene anche restituito il
    delitto d’onore. Tu l’ammazzi e nessuno si deve lamentare. Col
    divorzio purtroppo le cose vanno diversamente….e quella respira
    ancora.

    Sulla “pazzia come
    valore” cito solo un episodio. Forse non sapete che l’unica
    grande vittoria dei Nativi contro i nazisti in giacca blu (Little Big
    Horn) avvenne grazie all’intercessione dei “pazzi” che, in
    quella cultura, erano considerati più vicini agli Spiriti. Ci furono
    un bel po’ di discussioni tra i capi, gli anziani ed i “pazzi”.
    Alla fine ci si “accordò” per una vittoria schiacciante. Ora questo
    episodio può essere un’esagerazione, frutto di narrazioni
    esaltate. Resta il fatto che la sciamanesimo è una forma di pazzia,
    e lo sciamanesimo è ciò che ha permesso ai Nativi di mantenere la
    propria identità nei millenni.

    “occorrono fior di
    reazionari”. Mi pare che Alceste si stia dando abbastanza da fare
    in questo senso. Rifonda il partito fascista, che hai i numeri per
    poterlo fare.

    • MarioG

      Imputare ad Aristotele l’esistenza degli aristotelici è come imputare a Marx l’esistenza dei marxisti. Penso che, dopotutto, Marx non se lo meriti.

    • Alceste marxista? non mi sembra proprio, anzi esattamente il contrario, visto che fa una miscela molto opinabile e antistorica dei valori e dei dis-valori della sinistra, sulla stessa scia di Costanzo Preve (falso marxista anche lui), o Diego Fusaro (più abbordabile del maestro), oppure tutti i sovranisti alla Bagnai, Borghi, Salvini, Barra Caracciolo, Meloni … che non mi sembrano decisamente dei pericolosi bolscevichi … quindi alla fine torna naturale elogiare Trump, più affarista che salvatore della patria, come fanno tutti i nuovi “polcor”, perché è tutto da dimostrare che Obama e la Clinton siano di sinistra, così come il PD e i Renzi nostrani … ma anche su Friedrich Nietzsche mi sembra che non l’abbia azzeccata, perché il filosofo del L’Anticristo, non s’inventa un mondo al contrario, ma coglie esattamente la matrice del declino dell’occidente, dettata dal Cristianesimo, che con la sua dottrina ipocrita della sottomissione (gli ultimi saranno i primi), della svalutazione della vita terrena (una valle di lacrime), dell’esaltazione della sofferenza, che nobiliterebbe l’uomo, ha depresso quel vitalismo dionisiaco che avrebbe permesso all’occidente di vivere e gioire della propria vita sulla terra, riscoperta solo nel ‘700 grazie all’Illuminismo.

      • PietroGE

        Mah, e la legge morale? Con la morte di Dio, dovuta all’Illuminismo, si rischia il nihilismo, e cosa propone come rimedio Nietzsche? Un specie di evoluzione culturale-biologica : l’Übermensch, l’uomo capace di darsi da solo la legge morale. Il vitalismo dionisiaco non è evidentemente sufficiente. E l’organizzazione di una vita sociale tra Übermenschen? Boh.

        • Georgejefferson

          E’ più probabile che le leggi morali sono state da sempre date dall’ uomo a se stesso, nonostante si sia fatto credere alle genti (ai fini del controllo del libero arbitrio) per millenni, che venissero “da fuori”…un fuori non meglio specificato, se non dai suoi “rappresentanti” in terra autonominati tali. Si auspica che nel divenire storico l’accrescimento culturale di tutti porti alla costruzione di basi condivise nella organizzazione sociale.

          • Gino

            A Georgejefferson ma anche Rosanna

            Si continua a non vedere che le leggi dell’uomo sull’uomo sono queste che vediamo e abbiamo visto!
            Le idee egalitarie e di tolleranza illuministe partono dal principio “sbagliato”che l’umanità sia tollerante e egalitaria!
            Partono dall’idea sbagliata che la morale autonoma e la religione naturale poi portino a una umanità tollerante e egalitaria!

            Da un lato si invoca lo stesso di cui parlavo qualche commento sopra, una identità originaria, cioè una religione naturale ma poi non si accetta quella che viene fuori!
            L’umanità non è tutta seduta al “caffè” a Milano!
            L’illuminismo è ELITISTA (se si puo dire).
            Vuole elevare la “plebe” ai principi eticofilooficomorali di una borghesia perchè sarebbero naturali! E la plebe sbagliata con i suoi istinti violenti!
            E’ un cortocircuito!
            E’ un cortocircuito, mi spiace ripetermi, che deriva dal fatto che si cercano di imporre “concetti” etici, quindi condizionamenti culturali, per scalzare dei condizionamenti culturali! Credendo che l’egalitarismo e la tolleranza siano “piu che divini”.

            Cit Rosanna: “L’Illuminismo non negava la legge morale o la religione, se mai esaltava una religione naturale (deismo), del tutto indipendente dalla rivelazione divina, oppure una morale autonoma da ogni legge precostituita, andando alla ricerca del principio etico dell’attività pratica .”

            “CIt Wikipedia

            ” In quest’ambito Kant diede una definizione dei due termini di deismo e teismo:
            « Colui che ammette solo una teologia trascendentale vien detto deista, e teista invece colui che ammette anche una teologia naturale. Il primo concede che noi possiamo conoscere, con la nostra pura ragione, l’esistenza di un essere originario, ma ritiene che il concetto che ne abbiamo sia puramente trascendentale: che sia cioè soltanto di un essere, la cui realtà è totale, ma non ulteriormente determinabile. Il secondo sostiene che la ragione è in grado di determinare ulteriormente tale suo oggetto in base all’analogia con la natura: e cioè di determinarlo come un essere, che in forza di intelletto e di libertà contiene in sé il principio originario di tutte le altre cose. [1] »
            Il deismo assume quindi a priori l’esistenza di un ente supremo ordinatore dell’universo, indispensabile a spiegarne l’ordine, l’armonia e la regolarità.”

            E’ straordinario!
            Il Deismo ammette e assume l’esistenza di un ente supremo che ordina l’universo….ma COME VOGLIONO GLI ILLUMINISTI..cioè in maniera tollerante e egalitaria scontrandosi con la realtà di una umanità che sempre secondo quel principo divino non è affatto nè tollerante nè egalitaria!
            Perchè non riescono ad andare oltre i concetti (caro GeorgeJefferson) e devono necessariamente piegare il principio divino secondo il loro sentire condizionato!

            Traduco: Se c’è un principio universale giusto, quel giusto deve coincidere con il giusto CHE IO CONDIZIONATO ritengo giusto!!!
            cioè tolleranza e egalitarismo (per semplificare)

            Ecco il cogito ergo sum! Il mio giudizio piega il principio universale, contro ogni evidenza, al mio condizionamento di giusto (e sbagliato)

            Il sum ergo cogito è un’arrendersi al principio universale anche e soprattutto se va contro il MIO principio di giusto.
            Sono IO che mi devo allineare a lui e non lui a me!

            Questo all’apparenza puo significare avallare le violenze e l’intolleranza. Ma alla lunga si ferma in un equilibrio naturale dove morte e vita, violenza e tolleranza coesistono secondo le leggi naturali.
            Il primo invece nonostante persegua principi “buoni” e “commoventi” in realtà, minato alla base, produce un continuo attrito che è lo stesso che si produce in una persona moralista che combatte i suoi istinti perchè sbagliati, e porta inevitabilmente alla continua violenza per eliminare la volenza!

          • Georgejefferson

            Non sono cosi esperto di “natura umana”, appena ho tempo dibattiamo questo tuo ultimo scritto, per ora l’ ho letto solo velocemente.

        • Tonguessy

          l’ubermansch non è che la vecchia copia dell’hippy degli anni ’60. Si ricerca sé stessi e questa ricerca porta verso a nuove concezioni dei legami. Ragionare con le vecchie concezioni non può portare a nessuna conclusione che non sia prefissata, quindi non valida per le nuove ontologie. Il nuovo Sè che travalica il vecchio non può essere giudicato dal vecchio Sè, perchè gli schemi ed i criteri appartengono a categorie non riconosciute o riconoscibili. E’ come se un contadino dovesse esprimere pareri sui frattali, o come se un matematico dovesse esprimere pareri sulla semina. Il matematico ignora l’organizzazione della vita agreste, e si deve esimere dall’esprimere giudizi nel merito. Purtroppo la società in cui viviamo dà più valore ai vertici, per cui si da per scontato che il matematico (vertice) abbia più “saggezza” del contadino (base) mentre le competenze e quindi le ontologie di riferimento non sono compatibili. Nessuno può esprimere pareri sull’altro. Così l’umanità non riesce a capire l’ubermansch nè l’ubermansch capisce l’umanità: le ontologie di riferimento sono incompatibili.

        • L’Illuminismo non negava la legge morale o la religione, se mai esaltava una religione naturale (deismo), del tutto indipendente dalla rivelazione divina, oppure una morale autonoma da ogni legge precostituita, andando alla ricerca del principio etico dell’attività pratica … ecco perché l’Illuminismo si affranca da tutte le costrizioni culturali del passato, per dare origine alla modernità dei valori: il “Contratto Sociale” di JJRousseau (origine della sovranità popolare), il “Trattato sulla Tolleranza” di Voltaire (lotta contro i pregiudizi razziali), “De delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (contro la tortura e a pena di morte), “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu (origine della divisione dei poteri), “Dei Sepolcri” di Ugo Foscolo (riconoscimento del valore della vita terrena e della tomba come liaison affettiva che vince sulla morte), Il Caffè, dei fratelli Verri, primo giornale milanese che diffonde notizie, informazioni e cultura … e poi le amministrazioni milanesi dell’epoca, sotto l’assolutismo illuminato di Maria Teresa d’Austria, furono all’avanguardia per efficienza proprio grazie alla partecipazione civile degli illuministi milanesi (Verri, Beccaria).

      • Tonguessy

        Infatti ho evitato di commentare sull’opinione di Alceste riguardo a Nietzsche: troppa carne al fuoco. Il principio dionisiaco contrapposto al rigore morale è ben presente in quel filosofo, ma Alceste sembra non badarci molto. Sull’illuminismo ci sarebbe molto altro da dire (a partire da quel motto cartesiano secondo cui si esiste solo se si pensa) ma meglio chiuderla qui per il momento.

      • cdcuser

        “Il niccianesimo novecentesco, almeno nella sua tendenza principale e maggioritaria, va a “destra” non certo perché ci sono malevoli fraintendimenti o perché la perfida sorella vedova del cognato antisemita manipola vergognosamente le libertarie opere del fratello nel frattempo impazzito, ma per il fatto fisiologico e normale per cui al Marx percepito come il teorico dell’eguaglianza intesa come livellamento plebeo rancoroso non può che fisiologicamente opporsi un Nietzsche percepito come teorico di una nuova religione superomistica che legittima le diseguaglianze fra gli individui, popoli, classi e nazioni.
        Si dirà che questo è un fraintendimento di Nietzsche. Certo che lo è, anche se a mio avviso non è nulla in confronto al fraintendimento di Marx da parte del comunismo storico novecentesco, uno dei fenomeni meno “marxiani” che si possano non dico concepire ma anche solo immaginare. Ma la teoria del fraintendimento, a mio avviso, è sempre e solo un’ideologia universitaria, per cui il professore (ndr: “o professoressa”) a posto con tutti i crismi della vera filologia corregge con matita rossa e blu i “fraintendimenti” dello studente frettoloso e male impostato.
        Con tutta franchezza, si tratta di sciocchezze frutto di deformazione didattica e docimologica. È possibile fare ottime storie del cristianesimo e del buddismo sulla base del totale fraintendimento degli insegnamenti di Gesù di Nazareth e di Siddarta Gautama, che sarebbero anche veridiche ed esatte, e nello stesso tempo non permetterebbero di capire nulla delle reali dinamiche che reggono il “travaso” di un pensiero messianico e/o scientifico in ideologie di identità e di legittimazione sociale. Lo stesso discorso, ovviamente, deve essere fatto per i pensieri di Marx e di Nietzsche.

        Il pensiero di Nietzsche (a parte un filone minoritario di tipo anarchico ed antiborghese “puro”, che pure è utile segnalare) va spontaneamente a “destra” in quanto viene “arruolato” nell’ampia nebulosa della polemica culturale contro il socialismo. Bisogna però che questo “arruolamento a destra” venga inteso nei suoi aspetti più propri e specifici, perché in caso contrario il rischio di non capirci nulla è totale. Primo, il pensiero nicciano è incorporato nella vasta costellazione del cosiddetto “darwinismo sociale”, cui Nietzsche è sostanzialmente estraneo, anche se a volte corrivo in dichiarazioni di strabordante superficialità. Questo è il caso, ad esempio, di Adolf Hitler e di gran parte della vulgata ideologica nazista. Secondo, il pensiero nicciano è per quasi due decenni assimilato alla visione del mondo dandy ed estetizzante alla Gabriele D’Annunzio, e questa è veramente un’incredibile enormità, che dimostra la totale incontrollabilità delle ricadute ideologiche nelle congiunture storico-culturali. Terzo, il pensiero nicciano è incorporato nel robusto filone elitario, più esattamente nella formazione ideologica disincantata e disegualitaria dei teorici delle élites (soprattutto Pareto, ma anche Mosca, Michels, ecc.). Quarto, infine,il pensiero di Nietzsche è incorporato nella più ampia tendenza (il cui caposcuola è indiscutibilmente Max Weber) che insiste sul tramonto del monoteismo (variante accademico-educata della più provocatoria morte di Dio), e nell’avvento di un “disincanto del mondo” che è anche ovviamente accompagnato da un aperto politeismo dei valori.

        Le quattro “incorporazioni” di Nietzsche cui ho accennato possono essere tutte contestate come esempi di “fraintendimento”. Ma sarebbe incauto farlo. La formazione del niccianesimo novecentesco fa parte di un conflitto storico reale, la guerra civile sociale e culturale fra la piccola borghesia (pseudo-nicciana) e le classi popolari subalterne (pseudo-marxiste). Questo conflitto fu tragicomico, o più esattamente tragico visto da vicino e comico visto da lontano, in quanto si legittimava su di un doppio equivoco, ed era accuratamente “sorvegliato” dall’alto da una grande oligarchia capitalistica che favoriva questi giochi gladiatori in quanto circenses ideologiche passavano sempre a lato dei veri conflitti.

        COSTANZO PREVE – Marx e Nietzsche
        http://www.petiteplaisance.it/ebooks/1031-1060/1034/el_1034.pdf

        Professoressa faccia un “opera di bene” ai suoi studenti glielo faccia leggere Costanzo Preve invece di continuare a indottrinarli con le solite scemenze e fregnacce.

        • Carissimo cdcuser, mi trovo d’accordo con quanto scrive Preve in questo passo, e lo leggo sempre molto volentieri, ma tu prova a rileggere quello che ho scritto … il mio dubbio riguarda sostanzialmente il fatto che lui si definisca marxista, il che proprio non mi sembra, date le mazzate (ideologiche e non obiettive) che dà spesso a Marx e soprattutto al ’68, dimostrando di non averlo capito completamente … ed anche qui interviene la solita narrazione del peccato originale della sinistra, quello cioè di avere in sé i germi endemici del tradimento dei valori marxisti, rivelatisi con l’edonismo dilagante sessantottino e con l’apertura ai nuovi dis-valori del mercato … credo che in questo Costanzo Preve si sbagli, e con lui tutti i suoi followers, perché non ha tenuto presente l’avvento del postmoderno (Jean-François Lyotard, La condizione postmoderna) e della società dello spettacolo (Guy Debord, La società dello spettacolo) … penso che essere “marxisti” equivalga anche a fare analisi profondamente calate sul contesto indagato, quanto a Nietzsche invece, lo ha messo pienamente a fuoco.

          • cdcuser

            premessa,
            mi scuso con i lettori perché stiamo andando OT a causa mia, ma Costanzo Preve è (stato) uno dei massimi studiosi, teorico e storico, del marxismo (e non solo in Italia), “attività” che ha svolto per una quarantina d’anni avendo “vissuto”, per quasi tutta la sua vita, in ambienti “comunisti” e conoscendone tutti i principali esponenti a livello culturale e filosofico, oltre a possedere un’onestà intellettuale e … un amore vero per il dialogo, per la ragionevolezza e la chiarezza, e nessun disprezzo verso chi non ne condivide le idee. e ritengo che questo sia innegabile.
            fine premessa.

            È vero come dice @comedonchisciotte-0c8ce55163055c4da50a81e0a273468c:disqus che c’è troppa carne al fuoco, ma mi incuriosisce il seguente punto e vorrei farti una domanda Rosanna:

            … il mio dubbio riguarda sostanzialmente il fatto che lui si definisca marxista, il che proprio non mi sembra, date le mazzate (ideologiche e non obiettive) che dà spesso a Marx …

            tu ritieni che per Marx il soggetto rivoluzionario anticapitalistico fondamentale è la classe operaia e proletaria politicamente organizzata in partiti e sindacati ?

            P.S. @comedonchisciotte-4c5a99856a3c634a5a3beae02520cdc2:disqus
            lascia perdere i guro, i guru, i followerssss, se c’è una cosa che condivido con Costanzo Preve al 100% è questa:
            … l’appartenenza è nulla, e la comprensione è tutto, e questa mia posizione è il contrario di quanto avviene nel 98% del movimento comunista, per cui la comprensione è nulla e l’appartenenza è tutto. in pratica dei “fedeli” che credono ossessivamente a dei dogmi inviolabili, … come se un geniale barbuto tedesco vissuto nell’Ottocento potesse essere stato l’incarnazione terrena dell’Infallibile. … ;
            per il resto, come ti ho detto molte volte nel corso degli anni, io ho serie difficoltà a capire quello che scrivi e forse, boh, non lo so, sarà un mio problema.

          • Prova a leggerti questa pagina su Costanzo Preve, poi mi saprai dire (pace all’anima sua): “In Francia, siamo ancora stupiti dalla prosa altisonante e vuota, non è sorprendente che nessuno in Italia, a sinistra o all’estrema sinistra, non si sia interessato alle vere posizioni politiche del ciarlatano “marxista”Preve (invece all’estrema destra, è da dieci anni che i fascisti francesi lo lusingano e adulano ilsuo ego). il “grande filosofo marxista italiano” aveva appellato , in un articolo, a votare Marine Le Pen. Questa posizione di Preve aveva allora suscitato numerose reazioni in Italia (passate inosservate in Francia perché i francesi ignorano il dibattito dei nostri vicini transalpini) e fu costretto a giustificare in un testo (” Politicamente corretto, occidentalismo imperialista e fondamentalismo sunnita “), che fu tradotto in fretta nel giugno 2012 e pubblicato sul sito di estrema destra Europe Maxima. In questo articolo, Preve scriveva : “Il fatto importante è che Marine Le Pen è meno “nel sistema” che un Melenchon (questo farà piacere ai suoi fan del PG e del PCF !) “. Preve continua : “Tutto quello che il sistema mediatico unificato demonizza definendolo populista e razzista deve essere considerato non come buono a priori, ma almeno come interessante. Se Marine Le Pen fosse vittoriosa ( il che, purtroppo, è poco probabile), aprirebbe un varco, e da lì forse nascerebbe qualcosa. Dorato lui stesso scrive che “qualsiasi proposta politica che mette in discussione i dogmi del neoliberismo e del capitalismo globale è migliore rispetto alla mostruosa direzione politica assunta dalle classi dominanti da una ventina di anni.” … Le idee reazionarie del ciarlatano “marxista”, “nazionalitario”,”comunista comunitarista ” Preve hanno anche conseguenze nel mondo reale. Nessuno può più nascondere la testa sotto la sabbia.
            Yves Coleman, Ni patrie ni frontières – 14/07/2013
            “http://www.mondialisme.org/spip.php?article1947

          • cdcuser

            chi? Yves Coleman Ni patrie ni frontières ?

            santa pazienza … vabbé dai, lasciamo perdere, non fa niente.

          • Vedi, la differenza consiste nel ragionare con la propria testa, senza lasciarsi condizionare dalle fonti, comunque un marxista che accusa il ’68 di essere la madre di tutti i mali e sostiene la destra lepenista, senza se e senza ma … poi per di più non è in grado di analizzare lo zeitgeist culturale di un’epoca, postmoderno e spettacolare, non è un marxista e non ha capito nulla di Marx … ma tu continua pure a crederlo tale, il fatto non mi turba minimamente.

          • cdcuser

            si, si, hai ragione, è proprio cattivo, cattivo

          • Georgejefferson

            Potrei risponderti, ma mi cancellano i commenti e va be, sarò stato troppo polemico, avrei da dire sull’ estratto sopra, ma comunque e’ strano che “non capisci” quello che scrivo , sono concetti semplicissimi. Di solito succede quando cito un concetto elementare “diritto di base universale”…quando scrivo quello, stranamente si diventa incomprensibili. Mi viene il dubbio che Preve non lo hai mica letto tanto, dato che e’ molto più ostico di quello che scrivo io.

          • WM

            Non c’è nessun commento cancellato dei tuoi e neanche in coda di moderazione, quindi di cosa stai parlando?

          • Georgejefferson

            C’e’ ne e’ uno un po lunghetto che ho provato 2 volte ad inserirlo, dopo un breve tempo mi sparisce. Chiedo scusa se e’ stato un malinteso, adesso riprovo nuovamente copia incollando il salvato. Si tratta del commento dopo quello di Gino che finisce con:
            “…Che varrà fino a che il tempo non o avrà sostituito con un altro”
            Forse c’e’ qualche termine o carattere che il sistema impedisce

          • Georgejefferson

            Fatto, il commento sopra comincia con :” Non si capisce bene cosa mi attribuisci….”

        • Georgejefferson

          Peccato che Preve non ci sia più, sarebbe da chiedergli se “la piccola borghesia (pseudo-nicciana)”, e la parte numerosa di cooptati della classe popolare subalterna sarebbero propensi ad unirsi tutti insieme per una maggiore giustizia, delegittimando il potere della “grande oligarchia capitalistica”, quidi accettando che la più equa spartizione dei frutti, nel diritto di base universale in tutto il mondo, determini un benessere minore per tutti, ma per più gente. Una fetta di torta più piccola. A partire da preve stesso, concorderebbe con questo? E i suoi epigoni pure? Se cosi non fosse, si dimostrerebbero come i migliori difensori dell’ ordine “servo/padrone” che tanto sembrano criticare alla “grande oligarchia capitalista”

          • Georgejefferson

            Ps. Per fetta più piccola, come fine ultimo, non intendo miseria e povertà, ma maggiore condivisione contro il competere, coscienza ambientale diffusa e battaglia al consumismo usa e getta, e senza le protezioni sociali (vedi reddito di dignità universale, possibilmente legato in parte al buon lavoro sociale), che vanno ad intaccare anche la coscienza sociale e gli interessi dei piccoli borghesi e cooptati proletari, non e’ possibile.

        • Ps: “Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio,né nella storia, né nella natura, né dietro la natura, ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto “divino”, ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso, non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita …” (L’Anticristo, F.Nietzsche)

          • Georgejefferson

            Assurdo e dannoso non lo so, dipende a quale contesto si riferisce il piccolo nice, ad avere più elementi si potrebbe valutare meglio. Quel pietoso però sembra dare qualche indizio, sarebbe la pietà intesa come uno dei messaggi principali di Gesù, cioè ama il prossimo tuo ecc..? Se fosse questo, sarebbe da capire perchè il piccolo nice lo considera un “crimine contro la vità”, cioè, la vita di chi? Se la vita di tutti allora non e’ un crimine, ma una virtù, a meno che la concezione del piccolo nice fosse “la vita di minoranze da me decise a priori ed arbitrariamente, valevoli di superiorità”

          • Nietzsche scriveva veramente in modo sublime, quindi per comprenderlo meglio andrebbe letto, perché è veramente molto piacevole, anche se le sue narrazioni filosofiche hanno spesso un taglio metaforico e criptico, che va interpretato … ti posto la prefazione dell’Anticristo, solo da quella si può intendere cosa volesse dire, e la stranezza consiste soprattutto nel fatto che il significato non si discosta di molto dalla semplice interpretazione letterale: Questo libro si conviene ai pochissimi. Forse di questi non ne vive ancora neppure uno. Potrebbero essere quelli che comprendono il mio Zarathustra: come potrei confondermi con coloro per i quali già oggi vanno crescendo orecchi? — A me si confà unicamente il giorno seguente al domani. C’è chi è nato postumo. Le condizioni alle quali mi si comprende — e mi si comprende, allora, per necessità — le conosco fin troppo bene. Nelle cose dello spirito si deve essere onesti fino alla durezza, per poter anche soltanto sopportare la mia serietà, la mia passione. Si deve essere addestrati a vivere sui monti — a vedere sotto di sé il miserabile ciarlare di politica ed egoismo-dei-popoli, proprio del nostro tempo. Si deve essere diventati indifferenti, non si deve mai domandare se la verità sia utile, se essa diventi per qualcuno una fatalità… Una predilezione della forza per quei problemi per cui oggi nessuno ha il coraggio; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza di sette solitudini. Nuove orecchie per nuova musica. Nuovi occhi per il più lontano. E una nuova coscienza per verità restate fino a oggi mute. E la volontà dell’economia in grande stile; mantenere compatta la propria forza, la propria esaltazione… Rispetto di sé; amore di sé; libertà assoluta verso di sé… Suvvia! Questi soltanto sono i miei lettori, i miei giusti lettori, i miei predestinati lettori: che mi importa del resto? — Il resto è semplicemente l’umanità. — Si deve essere superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo — per disprezzo… (prefazione)

          • Georgejefferson

            Apparirà anche sublime ad alcuni, ognuno giudica come crede, ma di fatto, nel testo sopra, non c’e’ nessuna indicazione pratica su cosa intende per :” proibito/ predestinazione /labirinto/nuove orecchie e occhi/più lontano /coscienza/ verità.” Tante parole altisonanti che possono benissimo fungere a estetica/poetica, ma che lasciano pochissime traccie da interpretare con la testa, e con il cuore. Senza capire cosa lui intenda non si può esprimere una riflessione, un giudizio. E allora non si differenzia molto da tante altre poetiche. Ma alcune cose le ho lette, per esempio il discorso sulla transvalutazione dei valori, quello e’ molto interessante, perchè riflette una visione del mondo elitaria e rancorosa non nuovissima (nemmeno per il suo tempo) e facilmente smontabile, ma non nelle scoperte dell’acqua calda, ma per le chiare prese di posizione. Prima o poi lo affronto, e avrò piacere si sentire il tuo parere, se vorrai.

          • Volentieri !! Credo che Nietzsche andrebbe calato nel suo tempo, letto e interpretato secondo il significato che lui voleva attribuire ai suoi pensieri, che non dovremmo adattarli ai nostri fantasmi o alle paranoie del nostro tempo … in realtà bastano le sue e ce n’è in sovrabbondanza. Con la prefazione Nietzsche vuole dire alcune cose: la violenza del suo attacco al cristianesimo sarebbe stata compresa da pochissime menti, tale violenza presupponeva un nemico in pieno vigore, mentre già ai suoi tempi la dottrina cristiana era più risibile che temibile, il suo stesso tentativo apparirà infatti una oscena blasfemia a molti (nuove orecchie), non a lui, che si sente già molto lontano, proiettato verso il futuro, alla ricerca di verità più autentiche , di quei valori moderni che potranno sorgere solo quando il cristianesimo sarà definitivamente sepolto, quindi morale, metafisica, giustizia, uguaglianza, democrazia, in breve i valori del mondo moderno, che lui ancora non conosce, che magari non condivide, ma che dovranno esistere. Ecco perché la distruzione del cristianesimo equivale alla “transvalutazione” di tutti i valori. Se gli istinti contano più delle passioni e se gli uomini non sono uguali, allora la differenza tra cristiano e pagano dovrebbe consistere in un minore o maggiore grado di vitalità e volontà di potenza. Il paganesimo dionisiaco è quindi una cultura ad altissimo grado d’intensità vitale, mentre il cristianesimo è stata una cultura che ha segnato il declino dell’occidente, perché ha insegnato la menzogna, l’ipocrisia, l’umiltà, la sofferenza, la devozione, la sudditanza, la depressione …

          • Georgejefferson

            Ognuno va calato nel suo tempo ma, a parte nietzsche che non la pensa cosi, troppo tronfio e concentrato nel suo autoelogio Acritico…siamo anche testa e cuore per pensare e sentire, e quindi siamo liberi di giudicare i principi, e i valori, ai fini politici decisi come migliori, per l’oggi e il futuro. Non c’e’ nietzsche qua per spiegare “cosa intendeva”, e quindi ogni interpretazione e’ valevole in egual dignità riguardo alla mistica da interpretare, ed ogni interpretazione, e’ accusabile di “fantasmi e paranoie” se e’ per quello. Non resta che l’interpretazione letterale, cosa che lui faceva benissimo verso il mondo cristiano (che non va difeso a priori), ma mal tollerava verso sè stesso. Vediamo quello che scrivi tu:

            La violenza di nietzsche verso il mondo cristiano a quale mondo si riferiva? Perchè ogni “mondo” e’ fatto da una “destra” ed una “sinistra”, frame concettuali Astorici che vanno oltre il segno letterale abituale, riguarda la filosofia politica e sociale, e la giustezza di una filosofia politica e sociale, non c’entra nulla con l’ autenticità o meno, conta se “giusta” o “sbagliata”. E quali valori “moderni” valorizza il piccolo nice?

            La metafisica non so…ma giustizia, uguaglianza, democrazia sono tra i valori che più nice denigra, e sfotte, autoproclamandosi un genio insieme ad altri geni, di fatto valorizzando l’aristocrazia fine a sè stessa come stato di natura ontologico, al pari di mille altri elitari di ogni epoca, forse un po più rancoroso per il mancato riconoscimento in vita che desiderava.
            Allora bisognerebbe conoscere cosa di preciso “non condivideva”, come scrivi, e perchè. giustizia, uguaglianza, democrazia come parole prese da sole significano poco se non si elabora ed argomenta più approfonditamente, oltre la definizione da dizionario.

            Gli istinti contano più delle passioni dipende, Quali istinti e quali passioni. Quale la differenza, e quali quelli innati (e come provarlo) e quali quelli costruiti nel vissuto esistenziale, e quali e quanti condizionamenti li infuenzano, e in che misura variabile tra le varie persone, e quali le possibilità di deciderne autonomamente la portata e direzione ecc..
            Non sono mica cose semplici, compartimenti stagni facilmente sviscerabili.

            La mitizzazione dei concetti ai scopi contingenti di influenza spesso confonde i piani, il paganesimo dionisiaco mitizzato non può dimostrare quanto sia realmente stato esente da ipotetiche “menzogne, ipocrisie, umiltà, sofferenze, devozione, sudditanza e depressione”, ma ci puoi credere. Solo che la credenza ammaliata dalle parole altisonanti e “passionali” spesso acceca il senso critico. Altrimenti subito verrebbe da chiedersi:

            La menzogna e ipocrisia a quale fine e’ indirizzata e funzionale?
            L’umiltà quale concetto sottende di preciso? L’ipocrisia del debole creduto ontologico, o la consapevolezza delle mancate opportunità dei più?
            Le sofferenze e depressione in quale contesto? Di barbarie disumane, o di vicinanza agli oppressi per presa di posizione empatica?
            La devozione a quali scopi?
            La sudditanza criticata e’ rivolta a tutti a priori come stimolo all’emancipazione (ognuno nelle sue possibilità) e riscatto, oppure solo verso minoranze di autoproclamata e tronfia aristocrazia?

            Le vedi le differenze di posizione nei concetti Rosanna? Pur con mille varianti, esse esistono, e quale posizione (molto vantata) prendeva il piccolo nice?

          • Certo che siamo liberi di giudicare i principi, e i valori nei loro risvolti pratici, ma allora facciamo filosofia spicciola moderna,. invece quello che mi era sembrato di capire, era appunto che tu volessi parlare di Nietzsche … se è questo che vuoi intendere, allora non possiamo attribuire le nostre paranoie al suo pensiero, dobbiamo interpretare le sue, cosa appunto volesse dire con tali parole … te lo insegna Costanzo Preve, quando dice “Ma la teoria del fraintendimento, a mio avviso, è sempre e solo un’ideologia universitaria, per cui il professore a posto con tutti i crismi della vera filologia corregge con matita rossa e blu i “fraintendimenti” dello studente frettoloso e male impostato.” Perché in quel breve testo sopra riprodotto il nostro “falso marxista”, per giustificare la propria svolta a destra, insiste sul fatto che Marx non è di sinistra, e Nietzsche non è di destra “Con tutta franchezza, si tratta di sciocchezze frutto di deformazione didattica e docimologica. È possibile fare ottime storie del cristianesimo sulla base del totale fraintendimento degli insegnamenti di Gesù di Nazareth (l’impegno però mi sembra arduo) , che sarebbero anche veridiche ed esatte, e nello stesso tempo non permetterebbero di capire nulla delle reali dinamiche che reggono il “travaso” di un pensiero messianico in ideologie di identità e di legittimazione sociale. Lo stesso discorso, ovviamente, deve essere fatto per i pensieri di Marx e di Nietzsche.” Quindi Costanzo Preve vorrebbe dire che i professori (tranne lui che non è un professore) non capiscono un accidente, sono dei perfetti imbecilli, perché segnano con la matita rossa o blu i “fraintendimenti” di Nietzsche o di Marx, mentre è possibilissimo scrivere ottime storie della cultura nicciana o marxiana, anche attraverso i fraintendimenti, però ciò non garantirebbe la comprensione della ricaduta ideologico culturale (quindi destra e sinistra) di tali fraintendimenti … in poche parole, i prof sono dei perfetti imbecilli, Nietzsche non è di destra e Marx non è di sinistra … ah davvero ?? grazie a Costanzo Preve per avercelo ricordato, senza di lui non lo avremmo capito …

          • Georgejefferson

            He he

          • Quindi chiarito che Nietzsche non voleva essere di destra, non è stato un politico né un nazista, ma è stato sostanzialmente un grande filosofo, che ha interpretato gli umori più oscuri e inquieti del proprio tempo, proviamo a procedere con le valutazioni circa il suo pensiero, che ha dominato e condizionato la cultura di tutto il Novecento (ma quella sarà un’altra storia) … Nietzsche afferma dunque che il cardine supremo su cui poggia il cristianesimo è la menzogna … questa radice del cristianesimo ha uno sfondo ebraico, testimoniato all’inizio della Bibbia “Tu non devi conoscere” … quindi alla base dell’ebraismo sta un’odio profondo verso la conoscenza, l’uomo non deve conoscere, non deve quindi pensare, e poiché il pensiero si nutre di pace e serenità, il prete cristiano deve rendere l’uomo infelice, deve torturarlo, farlo soffrire (peccato, confessione, pentimento, penitenza), solo in questo modo si potrà realizzare la parola del dio ebraico cristiano. All’Anticristo insomma spetta l’ardua impresa di chiudere i conti con il cristianesimo, insieme ad un attacco radicale a tutta la cultura occidentale, calata nel più profondo messianismo, condannata al tramonto della vita dionisiaca, incapace di rinascere attraverso quella volontà di potenza che solo il paganesimo le avrebbe permesso di realizzare.

          • Primadellesabbie

            Mi riferisco all’ultimo interessante periodo che leggo qui sopra, ci ha già provato, molto tempo fa, Giuliano l’apostata, un Imperatore che i nostri libri di storia liquidano con qualche battuta per evitare di affrontarne l’opera, di estremo interesse.

            Ho preso da Wikipedia su due piedi, per non cercare e tradurre brani:

            = Ora, qual è il dio preposto ai Cristiani? Essi, osserva Giuliano, dopo aver ammesso che vi fosse un dio che si prendeva unicamente cura degli Ebrei, per bocca di Paolo sostengono che quello è «dio non solo degli Ebrei ma di tutte le genti»,[195] e hanno così fatto di un dio etnico il Dio dell’universo per indurre i Greci ad aggregarsi a loro.

            Invece i Cristiani non rappresentano nessuna etnia: essi «non sono né Ebrei né Greci, ma appartengono all’eresia galilea». Infatti, in un primo tempo seguirono la dottrina di Mosè poi, «apostatando, presero una loro via propria», mettendo insieme dagli Ebrei e dai Greci «i vizi che a questi popoli furono legati dalla maledizione di un demone; presero la negazione degli dei dall’intolleranza ebrea, la vita leggera e corrotta dalla nostra indolenza e volgarità, e osarono chiamare tutto questo religione perfetta».[196] Ne venne fuori «un’invenzione messa insieme dalla malizia umana. Nulla avendo essa di divino, e sfruttando la parte irragionevole dell’anima nostra che è incline al favoloso e al puerile, riuscì a far tenere per veritiera una costruzione di mostruose finzioni».[197]

            Che questo dio dei Galilei non possa essere confuso col Dio universale pare a Giuliano provato dal suo operare, descritto nel Genesi: decide di dare ad Adamo un aiuto creando Eva, che si rivela fonte di male; vieta loro la conoscenza del bene e del male, che è «la sola norma e ragione della vita umana»,[198] e li scaccia dal Paradiso temendo che diventino immortali: «questo è segno di uno spirito anche troppo invidioso e maligno» =

          • Verissimo … infatti sappiamo bene che il cristianesimo non è stata certo opera di Cristo, quanto di San Paolo … gli stessi Atti degli Apostoli, sebbene siano stati redatti col preciso scopo di far apparire la concezione neo-messianica di Paolo come se fosse appartenuta a Gesù Cristo, mostrano loro malgrado, l’esistenza di un grave conflitto fra una corrente giudaizzante (Simone e Giacomo, i fratelli di Gesù) e una corrente riformista con aperture ellenistiche ( Paolo e i suoi seguaci) … Paolo comprese che l’ideologia messianista tradizionale avrebbe potuto trovare un antagonista valido solo in un’altra ideologia, e per fermare l’espansione del messianismo radicale, avrebbe avuto bisogno di un altro messianismo, meno bellicoso, non così ispirato al nazionalismo zelota, non così ostile ai romani, ma comunque rispondente a una risonanza reale tra la gente e in larghi strati di popolo. Oggi la quasi totalità dei cristiani nega che il Cristo giustiziato da Ponzio Pilato, con l’accusa di avere militato per diventare “re dei Giudei”, avesse veramente l’intenzione di diventare re, seguendo il nazionalismo religioso degli esseni e degli zeloti … eppure credo proprio sia andata così
            https://www.ibs.it/gesu-zeloti-cristianesimo-sovversivo-prima-libro-samuel-brandon/e/9788868020293

          • Georgejefferson

            Per andare ad un punto nevralgico, bisognerebbe partire da qua:

            https://it.wikipedia.org/wiki/Moralit%C3%A0_signore-servo

            Notando che di tantissime definizioni (forza/ nobiltà/ tenacia/ orgoglio ecc..) non si danno spiegazioni del significato, ed il perchè, ma si induce il significato come implicito, dato come ovvio e naturale, inducendo cosi degli schemi concettuali costruiti a priori ma posti in modo nascosto per darli per scontati al lettore ingenuo senza riflessione critica. Una semplice decostruzione mette in luce il dubbio che intendo, ma ci vuole tanto tempo, solo quella paginetta comporta qualche ora, ma si può fare.

          • Friedrich Nietzsche: “Il concetto di bene e di male ha una duplice preistoria: da un lato, nell’animo delle stirpi e caste dominanti. Chi ha il potere di contraccambiare, bene con bene, male con male, ed esercita anche realmente questo contraccambio, ovverossia la vendetta e la riconoscenza, viene detto buono; chi non è potente e non può ricambiare, passa per cattivo. Come buono si appartiene ai «buoni», a una comunità che possiede il sentimento di essere tale in quanto gli individui sono reciprocamente collegati dal senso del contraccambio. Come cattivi si appartiene ai «cattivi», una massa di uomini subordinati, impotenti, che non possiedono alcun sentimento di essere una comunità. I buoni sono una casta, i cattivi una massa, come polvere. Per un certo periodo buono e cattivo equivalgono a nobile e umile, a signore e schiavo. Di contro, il nemico non è considerato cattivo in quanto può rivalersi. In Omero, il troiano e il greco sono entrambi buoni. Nella comunità dei buoni, il bene è ereditario; è impossibile che da un terreno così buono possa nascere un cattivo. Se tuttavia uno dei buoni compie qualcosa di indegno, si ricorre a delle scappatoie: per esempio se ne attribuisce la colpa a un dio, dicendo che avrebbe colpito il buono rendendolo cieco e folle. … I segni della bontà, della misericordia, della compassione vengono angosciosamente recepiti come un’insidia, come un preludio a una tremenda conclusione, come stordimento e raggiri, insomma come raffinata malvagità. Tale essendo lo stato d’animo dell’individuo, difficilmente può sorgere una comunità, ma tutt’al più la forma più primitiva di essa: cosicché ovunque predomini questa concezione del bene e del male, è vicino il tramonto degli individui, delle loro stirpi e razze. La nostra moralità odierna è sorta sul terreno delle stirpi e caste dominanti.” (Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano) … quindi nella percezione morale della storia solo le caste dominanti, i padroni, la borghesia aristocratica sono state “buone”, tanto che la loro “bontà” è diventata ereditaria e ogni volta che questa sorta di “bontà suprema” cadeva in errore, la storia stessa si preoccupava di giustificare moralmente questo errore … e poi solo i “buoni” sanno fare casta, invece come cattivi si appartiene ai “cattivi”, una massa di uomini subordinati, impotenti, che non possiedono alcun sentimento di essere una comunità. I buoni sono una casta, i cattivi una massa, come polvere … la morale muta nel tempo, però è sempre imposta dal potere dominante … in questo credo che Nietzsche si sia avvicinato a Marx.

          • Georgejefferson

            Parto da quello sopra, appena ho tempo, chissà che non ti venisse voglia di pensare, riflettere, e giudicare (possiamo perchè siamo vivi). Magari non ne avrai voglia Rosanna, ma nonostante le divergenze di pensiero, sarebbe più interessante che la ripetizione scolastica di un testo, senza critica personale. Ci sentiamo più tardi.

          • Georgejefferson

            Una differenza tra Marx e il piccolo nice, non sta nelle analisi e interpretazioni, ma nel giudizio storico, cosa in cui Marx prende posizione abbastanza chiaramente, nice no, o piuttosto la prende (come tutti, più o meno inconsciamente) ma la nasconde agli occhi ingenui per timore del giudizio. Dalle traccie ed omissioni si risale alla posizione. Dopo prendo il testo sopra e te lo dimostro.

          • Beh certo … non c’è ombra di dubbio, Nietzsche non ha alcuna intenzione di fare analisi storiche, a differenza di Marx, il cui materialismo storico ha dato origine ad una vera rivoluzione, la concezione materialistica della storia, sviluppata in diretta polemica con Hegel, diventa parte integrante del marxismo teorico … (L’ideologia tedesca e le undici Tesi su Feuerbach) … l’affermazione sconvolgente (ma molto realistica) consiste nel fatto che gli uomini vivono e producono in una data società, entro determinati rapporti necessari e indipendenti dalla loro volontà, che sono i rapporti di produzione propri di una determinata fase dello sviluppo storico, strutture economiche contro sovrastrutture dei rapporti giuridici e politici, vita intellettuale, morale e religiosa, e soprattutto le forme determinate della coscienza sociale … bottega, manifattura, industria, generano salariati, schiavitù, artigianato), che poi generano l’ordinamento di una data epoca storica.

          • Georgejefferson

            Ai fini politici di una migliore comprensione della verità, anche se approssimativa, e’ riduttiva e omissoria la tesi riguardo al potente che “ha il potere di contraccambiare”.

            Riduttiva perchè parte dal presupposto implicito che l’uomo non abbia mai desiderato evolvere in meglio, delegittimando la legge del più forte, in funzione dello sviluppo pacifico e rispettoso dell’ altro, coscenza da costruire insieme, nel lungo termine, che a malincuore (e non “esaltazione”) legittima la forza bruta, solo in fase difensiva e necessaria al periodo di transizione. Che questo desiderio non sia mai esistito, non si può provare solo dal fatto che esistono poche testimonianze, ma e’ molto intuitivo, specie dalla deduzione che quelle flebili voci di umanità altra, siano state barbaramente messe a tacere.

            Omissoria perchè le condizioni delle genti, senza mezzi per difendersi, o ricambiare favori, non sono “fati divini” mistici e romantici, ma condizioni di schiavitù determinate storicamente dall’agire di privilegiati ed egoisti.

            Quindi abbiamo le concezioni di “buono/cattivo”, decise da una minoranza che col tempo, togliendo i possibili sviluppi di mezzi fisici e culturali alle genti semplici, ne annichilisce progressivamente la coscienza, fino al punto in cui essi possano abbracciare la cultura dominante perchè solo quella e’ lasciata loro conoscere, nei suoi risvolti più tragici date le condizioni imposte dai “padroni”. Non e’ un fatto cristallizzato ed ontologico il possibile degenerare delle genti semplici in miseria e cattiveria, “subordinati”…impotenti e senza sentimento, ma una eventuale condizione storica determinata dal privilegio materiale e culturale delle cosidette “stirpi / caste”. Il semplice può amare le sue catene, come nel mito della caverna di platone, ma perchè solo quelle conosce, insieme alla paura, e le catene e la paura, sono poste ai fini del privilegio dei pochi, ed estremizzate per meglio stringere le persone nella morsa di queste barbarie, e convincerle che si tratti di destino.

            Dopo queste considerazioni i ruoli si ribaltano, la casta/stirpe cocciuta nei suoi privilegi ciechi diviene “polvere” (per conseguente giudizio di connotazione negativa), e l’eccezione conferma la regola… e le persone non più massa indistinta per sempre, ma possibili di libertà e sviluppo, qual’ ora la consapevolezza di quanto espresso sopra, raggiunga maggiore diffusione e soglia critica, perchè si delegittima nelle coscienze lo schema concettuale a priori servo/padrone.

            Non stupisce che le opere narrative antiche ricalcano la mentalità schiavista dell’ epoca, non essendo quasi mai, propriamente libere, ma alcune traccie di pensiero “altro”, le lasciano.
            La credenza che il sangue (oggi il Dna) trasmetta alla prole essenze immutabili e determinanti a prescindere dall’esistenza effettiva del proprio vissuto e’ cosa antica, ma c’e’ da dire che il concetto di “buono” delle presunte nobiltà, se lo cantano e suonano da soli e questa credenza e’ quasi sempre stata solo copertura ideologica per sottomettere le genti in catene.
            “La morale muta nel tempo, però è sempre imposta dal potere dominante” si…ma il potere dominante può cambiare in meglio, nel corso storico di lungo termine, sotto la pressione delle genti risvegliate che cominciano a vivere tra loro non più sullo schema concettuale servo/padrone e violente gerarchie…ma in fratellanza, collaborazione e condivisione. E’ una forma di conflitto che esiste da sempre, anche se nel passato di meno e più “clandestina”, per quello lo schema concettuale “destra e sinistra”, perchè riflettono questo conflitto, e’ il conflitto che esiste, le parole possono essere anche pinco, e pallino e con mille varianti, ma le direzioni sono scelte, prese di posizione. Poco importa se in una determinata epoca, una parte prevale di più sull’ altra, esiste il tempo storico e le cose possono sempre prendere pieghe inaspettate.

          • Vero … per esempio il capitale produttivo degli anni ’50 (boom economico) era assolutamente meglio di questo capitale finanziario che semina chiusura di aziende, perdita di posti di lavoro e disoccupazione insostenibile … non credo che i popoli abbiano cambiato molto nell’arco della storia, se non in pochi tratti e rari momenti fortunati … comunque è sempre il capitale che decide, secondo quanto dice Marx, e credo che avesse ragione … la “falsa morale” prevalente per secoli in occidente è sempre stata la stessa, cioè quella dei signori, a partire dagli “Optimates” di Cicerone, una “falsa morale” che ritorna a dominare anche oggi, dopo una pausa di apparente “potere del popolo”. I poteri forti mistificano sull’immigrazione, la mostrano come un rimedio alla disgraziata denatalità da cui è stato colpito l’occidente, in realtà tutta la cultura occidentale ha congiurato per rinnegare la natalità come un ostacolo all’edonismo imperante, giovani generazioni destinate al precariato esistenziale, indotte subdolamente alla ricerca ossessiva del piacere, e proiettate in una dimensione virtuale che le distrae e le rende sempre più pokemon dipendenti. Sono gli stessi poteri forti che determinano i flussi migratori, innescati dalle guerre Nato in Medio Oriente e Africa, e poi ci mostrano poveri bimbi offesi, sanguinanti o morti sulle spiagge di approdo, come il bimbo siriano Omran, simile ad una maschera di fango, ripreso mentre guarda attonito gli astanti … o Aylan Kurdi, che venne ripreso mentre giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde turche, fasciato dalla sua t-shirt rossa … troppo rossa e troppo pulita. La guerra e la morte sui nostri teleschermi sono solo un video game che ci attrae per le inedite immagini horror e ci rassicura insieme, perché poi infine noi restiamo nel privilegio della nostra “finta pace”. Secondo l’ultimo rapporto Unicef un bambino su 10 vive in zone di guerra, e nel corso del 2016 in Yemen sono morti 466 bambini … nessuna delle loro foto è diventata virale su internet.
            http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=55066

          • Georgejefferson

            Stai passando ad altri argomenti, altre narrazioni quasi copia incollate a cui credo tu non abbia riflettuto abbastanza, dopo provo ad argomentare meglio

          • Sì, infatti ti ho linkato un mio articolo, in cui avevo cercato di fare la storia della morale dei signori, quelli che al tempo di Cicerone venivano chiamati Optimates, cioè gli ottimi, gli uomini migliori … così vedi che tutto ritorna… Nietzsche ha sempre ragione, il suo pensiero ruota intorno ai punti nevralgici della filosofia occidentale, dalla morale dei signori, a quella degli schiavi … ed ora al mito dell’eterno ritorno, un’ altra dimensione permanente nella mente nel nostro filosofo, un chiodo fisso che lo proiettava nel tempo arcaico della Grecia delle origini, culla del logos e del ciclo delle stagioni … perché tutto tornava in quel mondo, non c’era inizio e non c’era fine, ma era unicamente il ciclo del divenire a scandire le ore.

    • PietroGE

      Ma sì, la solita storia dell’occidente che ha colpa di tutto, gli altri sono invece i ‘buoni selvaggi’ salvo che quando si alleano con qualche occidentale. Allora diventano cattivi. Gli occidentali colpevoli di tutto, dal riscaldamento globale all’esplosione demografica. Pensate alle crociate : come osano questi cristiani andare a conquistare i loro luoghi sacri? Ma, e le conquiste arabe/islamiche? Non era cristiano tutto il Nord Africa? E la Spagna (El Andalus)? Nella Turchia erano situate tutte le chiese cui fa riferimento l’Apocalisse. Ora non c’è più una chiesa cristiana mentre in Europa sorge una moschea ogni settimana. Ma già anche questo è colpa dell’occidente!
      Quanto alle guerre di conquista e colonizzazione possiamo dirci fortunati, perché se le armi e i mezzi per colonizzare le avessero avuti altri popoli noi saremmo scomparsi.
      Alla faccia del ‘buon selvaggio’.

      • Georgejefferson

        Occidente colpa di tutto e’ la caricatura vittimista che ne fa la destra come prassi da struzzo con la testa nella sabbia. Occidente cattivi, “altri” buoni e’ la barzelletta da dare in pasto alla gente. Non “gli occidentali”, in maggior parte le responsabilità sono delle “classi dominanti” in occidente (quindi non “tutto”) insieme alle classi dominanti dei paesi più in miseria (corruttori e corrotti). Esistono a cascata anche responsabilità di tante persone, plagiate e con la bava alla bocca dal sistema di potere che spesso replicano in forma minore sui più deboli della loro cerchia, ma Il vittimismo che fa “tutto” serve a stimolare un falso sentimento di affratellamento tra le classi disagiate e quelle dominanti, ai fini degli interessi di queste ultime, salvo poi stabilire a priori le nette distinzioni quantunque faccia comodo l’imposizione gerarchica tra l’alto e il basso.

        L’imperialismo e colonialismo, economico e culturale, come prassi violenta e disumana di (falsa) integrazione umana, e’ sempre da condannare, che si manifesti con la croce, o con la mezza luna, non c’entra con quale faccia si presenti.

  • marco schanzer

    CDC….vi e’ andata di lusso….con questo articolo avete guadagnato in dignita’…anche voi…

  • adestil

    difatto non è cambiato nulla nella sostanza ma solo nella forma..
    o meglio le caste sacerdotati presenti sin da Babilonia ed Antico Egitto hanno da sempre controllato l’aspetto spirituale dell’uomo..
    ed ad oggi hanno ancora ben saldo il controllo spirituale su buona parte dell’umanità(con Bergoglio ,mistificatore,hanno ripreso vigore sul cristiano,e senza dir nulla dell’antica setta dei Saud che controlla l’islam Wahabita o anche sull’islam sciita e delle altre religioni;da notare che sia i Saud che i cattolici romani del colle Vaticano sono devoti alla stessa antica dinività Cibele o la madonna nera,basta vedere che dentro al nero cubo,la Kaaba, di La Mecca ,appunto, ci possono entrare solo i Saud,e l’altare dentro al Vaticano è anche esso inspiegabilmente nero…e che in entrambe le chiese pare ci siano pezzi di antico meteorite nero ,portato dai romani a Roma in onore di Cibele,o degli antichi argonauti..)
    mentre l’aspetto materiale è stato nel tempo controllato prima re ed imperatori imparentati tutti tra loro e di antiche sette sataniche(o pure extraterrestri..d’altronde ne parla la bibbia stessa!) e questo fino alla rivoluzione francese..quando i re imparentati con Venere e i re di troia(basti ricordare che i primi re romani ,Romolo,era imparentato con Enea ,sbarcato nel Lazio e subito legatosi a Lavinia,dalla cui stirpe discese Romolo,fondatore e primo re di Roma..e basti ricordare che Enea era figlio figlio del mortale Anchise (cugino del re di Troia Priamo), e di Afrodite/Venere, dea della bellezza.

    Per cui l’intera di re ed imperatori era di origine semidivina e reale …ma non dimentichiamoci i legami con i re d’egitto…d’altronde Cesare ebbe un figlio da Cleopatra,appunto Cesarione..

    Quindi sia re ed imperatori romani e le relative famiglie da cui discesero anche i papi e le più importanti famiglie romane e fiorentine erano imparentati con quelli..
    e fino ad oggi a ben vedere dietro gruppi bancari e finanziari ci sono ancora loro che magari si fanno rappresentare dal buffone di turno sia esso renzi o grillo..

    Anche i re francesi apparsi dal nulla alla fine del IX secolo in Francia erano imparentati addirittura con la stirpe ebraica di Gesù e quindi indirettamente con l’egitto da cui gli ebrei erano fuggiti…il famoso Santo Graal traduzione di Sang real sangue reale altro non era che la metafora che teastimonia il trasferimento di quelle famiglie in Francia..
    Senza contare l’imparentamento di sangue tra le dinastie italiche e quelle francesi..
    E poi inglesi(ed americane)..
    Dovunque queste famiglie si siano spostate hanno preso il potere e reso grande e potente quella nazione..
    sia esso egitto poi grecia roma francia inghilterra USA..
    (in russia andò una parte di quella famiglia cristiana imparentata direttamente )

    Fino alla rivoluzione francese quindi a dominare la materialità degli uomini erano re ed imperatori..
    Ma con l’andare del tempo dovettero condividerla con la borghesia bancaria ed industriale…(i borghesi aizzarono il popolo contro i re a cui tagliarono la testa,luigi e consorte,..ma a sua volta i re poi tagliarono la testa ai ribelli,robespierre,ed alla fine si tornò al compromesso ,con re rimesso al suo posto ma con nuovi poteri alla borghesia bancaria ed industriale nascente..)

    Ovviamente poi col tempo la gente smise di rispettare il potere divino di re ed imperatori ed allora tutte queste famiglie di sangue finirono nei retroscena ma sempre loro muovevano le fila…ed ancora oggi sono loro i priincipali possessori dei titoli delle banche centrali soprattutto BCE ..e banchieri e industriali sono solo facciate di questi antichi poteri..

    La democrazia fu poi il passaggio finale per mettere nel sacco il popolo già preso per i fondelli con la rivoluzione francese(usato contro il re dalla broghesia ma poi rigettato nella fame!) ;difatto la democrazia è finta e come deceva Platone è la peggiore delle rappresentanze..perchè nasconde chi detiene il vero potere,ossia le plutocrazie..

    Quindi ad oggi poco è cambiato ,molto è solo mascherato..
    Il controllo spiritutale è ancora stretto in mano alle caste sacerdotali
    il controllo materiale in mano alle antiche famiglie con la facciata dell’alta finanza
    che ormai non sfugge più a nessuno controlli la politica…

  • adestil

    holodoc sei tu a sbagliare..
    ha ragione chi dice che il medioevo, con il feudalesimo e la divisione della
    società in una casta piramidale con al vertice Papa e Imperatore, sia
    migliore dell’attuale neofeudalesimo neoliberista…
    ti spiego perchè..sapere chi deteneva il potere prima fu accettato per secoli ,poi ci si ribellò con la rivoluzione francese..
    e poi qualche passetto si fece…
    Quindi la chiarezza del quadro permette al sistema in qualche modo di evolvere…
    ed anche Platone era d’accordo nel bollare la democrazia che il regime attuale,come peggiore di tutti perchè nasconde chi detiene il potere reale,ossia le plutocrazie,e quindi impedisce alla società ed al popolo di individuare il reale detentore ed eventualmente ribellarsi…

    Ma se il potere è per definizione nelle tue mani(demos cratos potere del popolo)contro chi ti ribelli,in teoria saresti arrivato alla fine del compito ossia dare il potere in mano alla popolazione e questo rende inutile ribellarsi..?
    Divieni solo vittima di un incantensimo…

    ecco perchè ogni qualvolta che qualcuno critica il sistema di rappresentanza attuale arriva subito la stroncatura dell’intellattuale al soldo o del giornalista che afferma ”è pur sempre il miglior sistema possibile di rappresentanza,quando vuoi cambiare,basta che voti diversamente”
    e questo pona una pietra tombale su ogni possibilità di cambiamento..
    in quanto chiunque tu voti sono messi li dallo stesso sistema..
    non è un caso che chiunque negli USA,uk,italia occidente vada al potere,se resta vivo,fa le stesse cose ,con piccolissime insignificanti variazioni,del presidente precedente..

    Penso ad Obama.. ed a tutti i suoi tradimenti motivo per cui anche un personaggio come Trump ha potuto prevalere…

    quindi paradossalmente,facendo le debite proporzioni coi tempi e le tecnologie(non c’erano medicine,scoperte scientifiche etc…) nel medioevo c’erano i germi del cambiamento perchè il popolo per quanto sottomesso vedeva bene chi aveva il potere..e lo accettava in un primo momento ma bastò che qualcuno li aizzasse per ribellarsi..

    Oggi sono in pochi che vedono le cose come stanno visto che ancora il 65% delle persone va a votare e questo è doppiamente grave perchè volendo a sfruculiare si potrebbe anche vedere..
    ma il potere della parola democrazia incarnata e sostanziata dai media e dagli intellettuali prevale su tutto rendendo inattivi eventuali germi di ribellione..
    e mandandoli su binario cieco…
    vedi esempio movimento 5stelle..
    d’altronde pensare di cambiare il sistema con le regole fissate dal sistema era quanto meno ridicolo ,infatti sono le regole stesse del sistema a decidere l’esito ancora prima
    degli intenti dei suoi attori come casaleggio e grillo(che di sicuro non sono quelli dichiarati!)

  • Primadellesabbie

    Giù il cappello per quelli che hanno avuto la pazienza di commentare questo scritto nel dettaglio.

    Vorrei ricordare all’autore che i granduchi russi, o austroungarici, detenevano il potere utilizzando la cultura esistente, era loro interesse, e dell’ordine allora coltivato, diffondere quella cultura esattamente come stava. Ogni tentativo di modificarne qualche aspetto, criticarla, di svilupparne potenzialità di cui non fossero conosciute e ritualizzate opportunamente le conseguenze era considerato con sospetto, sorvegliato o condannato energicamente.

    Gli attuali detentori del potere sono, ne più ne meno, assimilabili ai granduchi degli imperi dissolti, hanno però stimato che la cultura che si é diffusa nel frattempo (anche per permettere loro di raggiungere la posizione in cui si trovano), non sia abbastanza funzionale al tipo di dominio che vorrebbero/potrebbero esercitare.

    Da qui la determinazione di intercettare i comandi di un laboratorio culturale già in funzione, si guardi alla storia della parte centrale del secolo scorso, e di dirigerne gli sviluppi anticipandone nei fatti, e scegliendo i tempi, le conseguenze in modo da escludere quelli sfavorevoli al loro disegno.

  • giulio pelernei

    In sostanza Alceste ci dice che “prima era meglio”.
    Affermare che il “conosci te stesso” è causa diretta dell’involuzione è un po’ una forzatura.
    È un po’ lo stesso concetto espresso da Blondet e dai cattolici tradizionalisti:
    CONOSCI TE STESSO = SATANISMO = DISSOLUZIONE.
    Tuttavia Alceste non è sfiorato dal sospetto che i classici forse sono classici proprio perché non avevano studiato i classici.
    Forse Socrate è “Socrate” grazie al fatto di non aver mai studiato i pensatori venuti dopo.
    E dunque, da cosa erano ispirati gli antichi pensatori se i classici ancora non esistevano [o erano scarsissimi]?
    Certamente né da Simenon, né da Maupassant.
    E qui compare il tipico luogocomunismo dell’intellighenzia per cui:
    PENSIERO CLASSICO = CULTURA = CREATIVITÀ.
    Ma Socrate [e molti altri] è la dimostrazione dell’esatto contrario.
    Io credo che solo con il ritorno all’estetica classica [la sua critica è simile a quella di Sgarbi] non si arrivi molto lontano.
    Non si può combattere l’artiglieria pesante con le baionette.
    E per capirlo basta aver fatto qualche seminario su/di Edward De Bono [et similia] e aver visto l’applicazione “pratica” delle tecniche usate dagli Ingegneri Sociali per creare il Nuovo.
    Mentre noi usiamo il passato per capire il presente, loro lo sfruttano per creare il futuro.
    In questo, il loro atteggiamento è simile a quello degli antichi classici dove la parola è l’ombra dell’azione e mai viceversa.
    Per loro il passato è un mero strumento per agire sul presente e non per proteggersi dal presente.
    Questa è la differenza vera.
    E credo che in fondo Alceste lo sappia dato che quello che traspare dai suoi scritti è sempre un senso di rabbiosa rassegnazione.
    In conclusione, se si vuole combattere gli Ingegneri Sociali bisogna usare le loro stesse tecniche.
    Ma al contrario.

  • MarioG

    Noto che la pietra dello scandalo è ora il deviazionismo di tale “alceste”, dichiaratosi improvvidamente “marxista”, come segnalato da qualcuno (non so, mi fido). E parimenti è sotto la lente anche “il deviazionismo di destra” di un altro incauto (Preve), anche lui incorso negli strali dei custodi dell’ortodossia per essersi allontanato dalla casa madre. Fra le altre cose, non ha ossequiato il mito del ’68 (che, a confronto, quelli del mito del ’17 sono giganti…). Non pensavo che ci fossero in giro ancora così tanti “custodi”.

    • Truman

      Essere custodi penso sia una questione identitaria: chi ha bisogno assoluto di simboli esterni per identificare se stesso, custodisce con cura le reliquie a lui affidate. Magari sospetta che quelle reliquie siano in sostanza residui fossili di cadaveri putrefatti, ma senza di esse il custode non sarebbe nessuno. Credo che sia simile alla sindrome del soldato giapponese che combatteva ancora 40 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.

      • Georgejefferson

        Spesso a sinistra si critica molto i risvolti negativi dai periodi 89…17…68 ecc.. Ma non si tratta di reliquie, o residui fossili di cadaveri, si tratta di porre nel discorso le ragioni delle sofferenze che portarono a certi eventi. La destra in sostanza le nega, concentra l’attenzione sui risvolti negativi, ma lo scopo e’ negare quelle ragioni. Sono custodi dell’ ordine storico servo/padrone, da criticare ma solo “fuori”, nel “diverso”.
        Funzionale a questo e’ la narrazione che non esiste destra e sinistra, che siamo in una pappa indistinta con i buoni (noi) contro i cattivi (gli altri) negando quanto noi stessi spesso replichiamo in miniatura i meccanismi repressivi del potere gerarchico, negando il conflitto come endogeno (dentro) e facendolo credere come esogeno (fuori)… e’ una variante del detto popolare “italiani brava gente” nonostante le mille etnie che hanno attraversato l’italica terra.