An employee of a beach bar wearing a protective mask against coronavirus, collects money for sunbeds from the swimmers, at Alimos beach, near Athens, on Saturday, May 16, 2020. Greece allowed the reopening of organized beaches, where visitors pay to get in, from Saturday when a heat wave is expected to hit the country, a measure that would affect 515 beaches all over Greece, where shade umbrellas must be planted at least 4 meters (13 feet) apart, and a maximum 40 people will be allowed in every 1,000 square meters (11,000 square feet) of beach. (AP Photo/Yorgos Karahalis)

Grecia: dopo il Covid, l’economia delle ONG

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Giugno in Grecia vede gli strascichi della quarantena che cominciano a farsi sentire sulle strutture turistiche senza prenotazioni. I marinai dei traghetti temono licenziamenti in massa, mentre altri 150 mila marinai di navi mercantili sono bloccati nei porti senza poter ripartire a causa delle restrizioni dei porti di destinazione. Continua, nel frattempo, l’arrivo dei migranti, unico fenomeno che sembra suscitare (giustificate) reazioni di sorta nella popolazione, che vede anche la chiesa ormai asservita alle ONG. A Lesbo i migranti “regolarizzati” per poi passare in continente, si abbandonano impuniti a ogni tipo di reato, mentre per gli abitanti, ormai privati del turismo, resta solo la scelta tra mettersi al servizio dell’economia da migranti (ONG, accoglienza, ospitalità etc) o morire di fame, anche e soprattutto per il futuro, quando un eventuale svuotamento dei migranti dall’isola sarà  – una volta asservito tutto – come togliere il respiratore ad un malato.

Del resto, i luoghi del turismo, anche famosi, ma lontano dalle isole, sembrano deserti e si fatica a vedere un futuro per quel tipo di economia e le élites locali sono ormai sempre più rivolte a fare soldi con il business dei migranti o, al limite, con le concessioni per lo sfruttamento selvaggio del territorio (ad esempio con l’installazione ovunque di pale eoliche di fabbricazione tedesca). I numeri sono secretati, sia il budget a disposizione del ministero per l’accoglienza, sia i dati sul numero totale di immigrati presenti nel paese, ma su questo ultimo dato, alcune stime parlano ormai del 25% della popolazione totale. E’ lontano il tempo in cui il paese ballava ad ogni occasione e banchettava con gli Agapes, gli agnelli della tradizione, immortalato dai pochi fotografi (benestanti) che potevano permetterselo.

 

Da “Figli del Pireo” – pubblicato il 1 giugno 2020

Peloponneso vicino all’Attica. I primi traghetti tornano a fine maggio (…) Una breve traversata verso il Pireo per tutti noi, già passeggeri a solo il 50% della capacità delle navi e costretti a indossare maschere (…)

Yánnis, che abbiamo incontrato a bordo del traghetto, è un meccanico navale (…) “(…) per una breve traversata di sola andata verso le Cicladi, queste imbarcazioni consumano più di undici tonnellate di carburante e quindi, per essere redditizie, devono essere piene al 90%. L’armatore ci ha detto che, dopo aver dedotto tutte le spese, compresi salari, contributi, tasse e imposte, oltre a tutti gli altri oneri legati al funzionamento delle navi e della sua compagnia, ogni nave gli dà un utile netto di 25.000 euro al giorno, naturalmente durante l’intensa stagione turistica.(…) Il problema è che  (…)  tutto il suo personale non ha ricevuto un solo euro dalla fine di febbraio. (…) per il momento, l’armatore non ha voluto licenziare nessuno. (…)  La paura del COVID-19 viene gradualmente sostituita dal terrore della disoccupazione e persino dalla fame. Un cliente di Rodi (…) non ha più una sola prenotazione. Di recente ci ha detto che molti hotel dell’isola non apriranno”.

(…) Nel 2020 il porto [del Pireo] è cinese, venduto principalmente alla società COSCO, che sta intraprendendo la sua espansione. (…)  si tratta di trasformare gran parte dell’area di mare all’ingresso del porto in un terminal crociere, a pochi metri dagli scogli storici e da altrettanti resti dell’antichità, per di più, davanti alla Scuola Nazionale Ufficiali Navali. Gli abitanti manifestano la loro opposizione dal 2018, ma nessuno li ascolta.

Possiamo solo notare l’inizio dei lavori. Maggio 2020

(…) Solo la stampa di settore e alcuni giornali su Internet parlano poi del destino dei marinai, di questi altri figli del Pireo e di altrettanti del paese reale.(…) Essi garantiscono che alimenti, carburante e altre merci possano raggiungere le loro destinazioni in modo sicuro in tutto il mondo, in modo da non interrompere la catena di approvvigionamento. Ma gli stessi marittimi che lavorano a bordo delle navi mercantili sono intrappolati in mare per … l’isolamento indotto dalle politiche del CODIV-19 e ancora oggi si sentono dimenticati”. (…) A causa dell’isolamento, i marinai non possono scendere a terra, utilizzare i voli aerei e quindi tornare a casa. I problemi del rimpatrio, come lo chiama questo diritto fondamentale dei marittimi, riguardano circa 150 000 marittimi a bordo di navi mercantili in tutto il mondo.


Da “Impressioni diluite” – Giovedì 11 giugno 2020

 

Stagione di impressioni piuttosto diluite. Stiamo correndo al rallentatore. E tutto sommato… anche noi stiamo girando in tondo. Il bel paese si veste per l’estate, le apparenze si salvano (…) I governanti si vantano della graduale apertura del turismo, “il futuro tornerà ad essere promettente” ci dicono, prima di tutto il loro.

(…)  Da quando il turismo è ancora in fase di rinascita e sono stati effettuati numerosi test, il numero dei portatori del virus è in aumento. Su 100 nuovi casi rilevati nei tre giorni successivi allo scorso giovedì, 30 sono stati importati dall’aeroporto, con voli da Germania, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Svizzera e Svezia, secondo il rapporto.

Grecia e Italia si accordano sulla delimitazione delle acque del Mar Ionio, giugno 2020

(…) Altrove, e soprattutto ad Atene, gli insegnanti sostenuti da SYRIZA, dimostrano nella quasi totale indifferenza. Questo è in opposizione al nuovo disegno di legge quadro, elaborato dal “loro” ministro bilderberghiano Keraméos. Il suo piano prevede la presenza di telecamere… accese nelle aule (…) Il problema per questi insegnanti è che negli ultimi trent’anni hanno accettato in modo schiacciante, senza troppo entusiasmo, tutte le iniziative “pedagogiche” mondialiste… in stile gnostico, smaterializzando e destrutturando il quadro nazionale e sociale. Non c’è da stupirsi che, alla fine, non ricevano altro che disprezzo dal resto del paese reale.

Lo stesso è vero, ma è più recente, della Chiesa ufficiale greco-ortodossa, che ha (…) abbracciato con entusiasmo il meta-mondo sincretico alla moda, più l’immigrazionismo. (…) molte proprietà appartenenti alla Chiesa o alle sue stesse ONG sono ora in fase di preparazione o di vendita per accogliere la nuova popolazione musulmana imposta da Sóros e Erdogan. (…) Il divorzio in corso tra l’Ortodossia formale e il Paese reale è tanto il risultato di questo colpo di grazia incarnato dalla chiusura delle chiese durante il confino. Roma poi cade… e Costantinopoli con essa!

Perché è necessario ricordare, come sembra fare questo lavoro di Michel De Jaeghere pubblicato nel 2014, quanto la linearità del crollo della civiltà romana sia più una favola narrativa che una vera prospettiva storica. “Senza dubbio il crollo della civiltà romana (…) fu tuttavia il risultato di una violenta sommersione del territorio romano da parte di popolazioni che volevano godere delle sue ricchezze senza adottarne le discipline. (…)

L’iniziativa della bandiera. Lesbo, giugno 2020
Clandestini a Lesbo, nuovo arrivo, giugno 2020

(…) Tra i giovani e ancor meno giovani, però, c’è chi, come a Lesbo, subisce l’invasione migratoria e reagisce come può. Come riporta la stampa locale, e seguendo l’esempio di un’iniziativa simile a Chios, “un gruppo di giovani ha deciso di creare una bandiera in modo diverso ad Agra, sempre a Lesbo. Con metodo e pazienza, stanno creando una grande bandiera greca in un’area di Agra, costituita da pietre di oltre 500 metri quadrati. (…) L’invasione, tuttavia, continua. La stampa locale riferisce che più di 200 immigrati clandestini sono arrivati nella parte nord-occidentale di Lesbo nel giro di pochi giorni, e la preoccupazione sta crescendo di nuovo. C’è stato anche il caso di una nave tedesca della NATO, la nave da guerra “Berlin”, che ha raccolto e rimorchiato una barca che trasportava migranti… al sicuro a Lesbo, mentre le navette della polizia marittima greca cercavano di spingere la barca verso il lato turco.

(…)  E non è la prima volta che assistiamo a un incidente del genere. In passato, una nave FRONTEX danese, disobbedendo agli ordini del coordinatore greco, ha ripescato i migranti dal mare e li ha trasportati in territorio greco. Forse la parte greca dovrebbe obbligare tutti coloro che mostrano tali…. priorità umanitarie… a tenere i migranti a bordo delle loro navi e quindi a trasportarli direttamente nel loro Paese”, stampa greca del 10 giugno.

(…) “La quinta colonna funziona metodicamente, la Turchia paga i suoi agenti in Grecia da più di 30 anni, compreso il personale politico di ogni tipo”, si può sentire ascoltando la radio, ma solo a tarda notte”, programma di Andréas Mazarákis, 90.1 FM, 9 giugno. “Lo stesso vale per Jens Stoltenberg, eletto segretario generale della NATO nel 2014, ex agente del KGB, lobbista per la Turchia islamista di Erdogan e rappresentante commerciale di alcuni dei maggiori interessi petroliferi della famiglia Erdogan, (…) A Lesbo in particolare, le popolazioni musulmane mal insediate attraverso i numerosi campi cittadini straripanti rendono impossibile la vita alla popolazione indigena tra violenza, rapine, stupri, saccheggi, accaparramento di terreni, distruzione di ulivi, rapimenti di animali, persino l’uccisione dei cani e dei gatti degli abitanti di Lesbo. Negli ultimi giorni, i clandestini… normalizzati da migliaia di persone che hanno ottenuto lo status di rifugiati, vengono rilasciati per raggiungere l’interno del Paese, ovviamente per riempire i campi di nuovi arrivi. (…)  sul posto, a Lesbo (…) l’economia dell’isola sta cambiando radicalmente giorno dopo giorno, per diventare un’economia di traffico e di occupazione. Senza turismo, sotto la grande e austera occupazione europeista degli ultimi dieci anni, le bocche a volte tacciono, forse solo per riempire gli stomaci. La scelta “lasciata” agli abitanti diventa così terribile, o di passare dalla parte dei collaboratori, o di morire di fame, è chiaro.

Lesbo… campagna pubblicitaria. Giugno 2020

(…) [dalla stampa locale] “Una grande figura del movimento anti-immigrazione locale… è ora dipendente di una grande azienda che consegna esclusivamente materiale e cibo ai campi della nostra isola. E ha anche appena affittato una proprietà di famiglia alla stessa azienda. (…) Inoltre, questo signore continua a gestire la sua attività, tranne che ora è sostenuto, in modo che alla sua famiglia non manchi più nulla.

“Un ex mercante in pensione, che negli ultimi anni aveva investito ingenti somme di denaro nel mercato immobiliare, ora affitta la maggior parte delle sue proprietà per ospitare i migranti, (…) “Lentamente ma metodicamente, il governo di SYRIZA, come quello della Nuova Democrazia, sta (…)  riuscendo a spezzare uno ad uno tutti coloro che ancora resistono, e questo per potere e quindi sotto il ricatto del denaro. Quindi fate attenzione. Quello che sta accadendo attualmente a Lesbo, consiste nel sottoporre l’attività economica della nostra isola alla questione della migrazione. In questo modo la terza isola della Grecia sarà semplicemente conquistata, per soggiogare i suoi abitanti rendendoli schiavi dell’immigrazione imposta. (…)  È così semplice!”

“Analizziamo meglio questa situazione allora. Cosa rimane oggi delle leve tradizionali dell’economia della nostra isola? Storicamente, c’è stato prima il settore agricolo, compreso l’allevamento, il turismo e poi l’edilizia. In quale situazione si trovano ora? (…) “Va da sé che (…) in un periodo di tempo così breve, anche alcune delle persone che lo scorso febbraio hanno condotto la battaglia contro le forze dell’ordine, opponendosi così alla costruzione dei nuovi campi per i migranti, oggi si trovano a volte a lavorare per le ONG. Dopo tutto, al culmine della nostra lotta, alcuni dei capi avevano accettato di negoziare separatamente con le autorità… per ottenere i propri benefici in risarcimento, lasciando così le donne e i bambini ad affrontare… le forze dell’ordine”.

(…) Così, quando a un certo punto ci viene detto, beh, che è la fine dell’immigrazione che viene da noi, allora la nostra isola sarà come un dispositivo che viene improvvisamente scollegato dalla rete elettrica. Sarà come se ci togliessero sia il respiratore che l’ossigeno. (…) “Ecco perché il progetto di trasformare Lesbo in un enorme campo per migranti può essere completato. (…) “, Lesbos Press, giugno 2020.

(…) Approfittando dell’attuale tetra stagione turistica, dei fallimenti degli alberghi e più in generale dell’impoverimento… una nuova ondata per la popolazione greca, queste ONG sono attualmente e attivamente alla ricerca di migliaia di appartamenti in tutto il paese per installare questa nuova popolazione, che sta gradualmente sostituendo i greci, che sono già costretti all’esilio se necessario. Questo è il progetto di Sóros, il caos che genera il nuovo ordine mondiale, l’esilio per tutti e quindi la guerra ovunque.

(…)

I Ministri degli Esteri greco e italiano hanno firmato martedì 9 giugno ad Atene un accordo sulla delimitazione della Zona Economica Esclusiva, ZEE, nel Mar Ionio, che separa i due Paesi. Questa è prima di tutto una buona notizia, poiché questo compromesso tra interessi italiani e greci ci ricorda che le isole hanno una ZEE, in conformità alla Convenzione sul diritto del mare del 1982, che recita: “Il mare territoriale, la zona contigua, la zona economica esclusiva e la piattaforma continentale di un’isola sono delimitate secondo le disposizioni della presente Convenzione applicabili agli altri territori terrestri”.

Questo è l’esatto opposto delle posizioni insostenibili, se non attraverso la violenza, su cui si basa la rapacità della Turchia nell’Egeo e nel Mediterraneo. (…) Quello che potrebbe essere considerato negativo, invece, è che la “governance” Mitsotákis, (…) decida un compromesso nel Mar Egeo con la Turchia, un compromesso che la propaganda circostante venderà poi come presumibilmente simile a quello già concluso tra Italia e Grecia. Perché, a differenza della Turchia, l’Italia è un paese amico e, soprattutto, la posta in gioco non è la stessa. Quindi, prudenza… aspettiamo e vediamo cosa succede dopo (…)


 

Da “Fortezze e piramidi” – Giovedì 18 giugno 2020

Fortezze e bastioni del passato come ad Árgos. (…) totale assenza di visitatori. Al caffè dei negozianti feriti, i vari eventi e le notizie del momento vengono commentate come se nulla fosse accaduto. “L’anno, beh, finirà come è iniziato, perderemo due o tre anni prima della fine del virus (…) Alcuni di noi non sopravviveranno alla nuova crisi”. Fortezze e poi piramidi, soprattutto dei vecchi tempi.

La Piramide di Hellenikó nell’Argolide. Giugno 2020

(…) già alla fine dell’età del bronzo, Árgos era una città e anche un luogo di grande fama per la civiltà micenea. Così, Árgos, Micene e Tirynthos, costituivano queste posizioni strategiche, dominando le fertili pianure dell’Argolide. (…) per quanto riguarda le famose piramidi di Argo, ci sono opinioni diverse. Risalgono al IV secolo a.C., oppure, secondo alcuni esperti, la piramide di Hellenikó, per esempio, sarebbe stata costruita intorno al 2720 a.C., il che significa che sarebbe più antica delle piramidi egizie.

Piramide nell’Argolide

È un must, visto che le nostre passeggiate sono così rare al momento. Eppure, in questi tempi di storia al galoppo, questi momenti di apparente pausa sembrano poi più confusi a chi si trova nel paese reale, invece di offrire loro questi momenti di meritata serenità. Durante la nostra breve visita a Nauplia, ad esempio, siamo giunti alla conclusione che la situazione era disperatamente insoddisfacente. Il centro della città è deserto per mancanza di visitatori, le terrazze dei caffè sono vuote, i ristoranti e gli alberghi sono chiusi. “Aspettiamo il meglio… nel 2021”, ci ha detto uno del posto.

 

Anche se rendiamo omaggio ai marinai e ai soldati di Francia morti per l’Indipendenza ellenica, la Patria e la Libertà, la piazza centrale è deserta; vicino ai sedili non occupati dei caffè, sarà difficile che si trovi un acquirente per una moto in vendita.

le terrazze del caffè sono vuote. Nafplion, giugno 2020
Motocicletta in vendita. Nafplion, giugno 2020

(…) Perché in teoria è già ora di andare in spiaggia. Solo ora che si stanno installando bar e lettini stagionali, sembra che non ci crediamo ancora. La Polizia Marittima ci va anche a volte per verificare la conformità dei lavori. E alla partenza degli ufficiali, c’è il commento amaro, molto amaro dei cittadini controllati… positivo che non tardava ad arrivare. “Lasciateli andare a controllare i migranti che hanno invaso Lesbo quando razziano gli ulivi e distruggono le cappelle, i magazzini e le stalle degli abitanti dopo aver rubato e macellato i loro animali per allestire le proprie case, tutto questo illegalmente. C’è un doppio standard, che non può essere intrapreso quando si è greci e, per di più, piccoli. È come se le autorità e i politici ci dicessero… “Lasciate il vostro paese… e fate largo agli altri”. Sotto la sabbia, la rabbia.


Da “Parassiti” – pubblicato Martedì 23 giugno 2020

 

Piccola pesca… a grandezza naturale. La strana stagione 2020 si conferma in tutte le sue aporie; l’estate del calendario è finalmente ufficiale. Timidamente ma sicuramente gli hotel stanno preparando la loro apertura, non tutti, va detto.

(…)

“Il nostro caso non è chiaro e daremmo del filo da torcere ai teologi se questi medici avessero il tempo di prendersi cura di noi”, scriveva Georges Bernanos a suo tempo. L’autore de “La France contre les robots” (La Francia contro i robot), aveva subito denunciato la civiltà delle macchine e i nuovi totalitarismi economici che cominciano a costruirsi nel dopoguerra, prevedendo che la moltiplicazione delle macchine svilupperà in modo inimmaginabile lo spirito di avidità, oltre che la sua abietta tirannia del Numero.

“Un mondo dominato dalla Forza è un mondo abominevole, ma il mondo dominato dal Numero è vile. La Forza prima o poi suscita rivolte, genera lo spirito della Rivolta, fa eroi e martiri. L’abietta tirannia dei numeri è un’infezione lenta che non ha mai causato febbre. Il Numero crea una società a sua immagine, una società di esseri non uguali, ma simili, riconoscibili solo dalle loro impronte digitali”. Era il 1946.

(…)

Il paese non è più lo stesso, tranne forse per la cartolina e altro ancora. L’agenda è piuttosto ampia. Mitsotákis, che si presenta come il salvatore del Paese di fronte a COVID-19, decide, ad esempio, di fermare bruscamente l’estrazione della lignite nella Macedonia greca. Essa copre ancora gran parte della produzione di energia elettrica del paese, a vantaggio delle turbine eoliche tedesche, che non copriranno molto, rendendo la Grecia, in particolare, un paese importatore di energia elettrica. Solo che in Germania la lignite rimane non sfruttata… il che obbliga alla deroga. Le fesserie del vento sfigureranno poi tutte le montagne del paese, anche nelle zone stampigliate Natura 2000. Come è noto, alcune regole non sono valide sui territori delle colonie tedesche. In Tessaglia, per esempio, gli abitanti formano comitati per combattere… tranne che sono stanchi e persino dimessi dopo dieci anni di occupazione europeista sotto la Troika, stampa locale, giugno 2020.

 

Montagne della Tessaglia… senza le turbine eoliche. Gennaio 2020
Resistenza. Gli abitanti riparano la loro chiesa. Lesbo, giugno 2020
Invasori e altri coloni ad Atene. Giugno 2020

Il semplice, anche doppio gioco dei rappresentanti eletti locali è ben noto, sono inoltre in gran parte finanziati dalla nebulosa europeista se non direttamente da quella di Sóros o dagli industriali del quarto Reich europeista. Ciò vale in particolare per due questioni spinose: l’approvazione della distruzione dell’ambiente naturale con l’installazione di turbine eoliche tedesche e l’insediamento in Grecia di diverse centinaia di migranti musulmani; il progetto prevede la creazione di oltre 90 villaggi e inizialmente campi per queste persone strumentalizzate, 28 dei quali sono già in fase di costruzione da parte dei “Mitsotakiani”. Ciò è stato possibile [farlo] durante il confinamento, evitando la reazione patriottica e popolare. Il cosiddetto Ministero delle Migrazioni e dell’Asilo, un altro ministero, quello della graduale sostituzione della popolazione greca senza mai chiedere il suo parere, ha addirittura un bilancio segreto, destinato essenzialmente a convincere i rappresentanti eletti regionali e i leader dei patrioti locali dei meriti dell’immigrazionismo….. Tutto questo sotto il ricatto della Turchia di Erdogan, o anche della Turchia storica e isterica, stampa greca, maggio 2020.

(…)

Lo stesso ministero “greco”, nel suo rapporto mensile, menziona la concessione o il rinnovo di mezzo milione di permessi di soggiorno per stranieri residenti in Grecia per qualsiasi motivo, il che è discutibile, non tanto per l’operazione in sé, ma per il numero tanto quanto per la legittimità della decisione politica, (documenti ufficiali, giugno 2020). Per più di dieci anni i governi che si sono succeduti non hanno mai voluto pubblicare le vere statistiche dell’immigrazione, che è essenzialmente musulmana, ma si può stimare che su dieci milioni di abitanti, i greci rappresentano al massimo solo il 75% della popolazione del Paese.

La censura è tale che questo elemento chiave della politica di etnocidio dei greci non viene quasi mai menzionato dai media, né sotto la pressione di eventi che non possono più essere nascosti. Perché anche in questo vecchio Peloponneso, gli amici che arrivano da Atene con la fine del confino ci dicono che la demografia di alcuni quartieri della capitale è cambiata in pochi mesi, compreso il periodo del confino. Come Apóstolos, un ingegnere che lavora nella restante industria metallurgica greca a Oinófyta, una città della Beozia non lontano da Atene, la popolazione greca del villaggio sta per lasciarlo definitivamente a beneficio dei nuovi arrivati, pakistani, afghani e africani, diventando a forza di circostanze e con la complicità dell’amministrazione greca, i nuovi padroni del luogo. “Questo è successo in meno di due anni, sotto i nostri occhi”.

Altrove, come a Mória a Lesbo, gli abitanti riparano al meglio le loro chiese, saccheggiate dagli invasori nel campo vicino. La speranza. La stampa mainstream ha completamente ignorato la notizia, naturalmente, preferendo invece… il vetriolo, tra gli altri materiali.

(…) Il resto; le elezioni, il cosiddetto sistema politico, il voto dei cittadini sono solo le varianti insignificanti di un adeguamento deciso altrove. Il burattino Mitsotákis, tuttavia, temendo future reazioni popolari, sta addirittura preparando un divieto virtuale delle dimostrazioni. Secondo la nuova legge in vigore, tutte le manifestazioni devono ora essere regolate… dall’Ufficio del Pubblico Ministero (stampa di questa settimana).


Da “Agapes”– pubblicato – Domenica 28 giugno 2020

C’è stato un tempo, non molto tempo fa, in cui il vero paese ballava e cantava ad ogni occasione. Perché ci sono state occasioni. La sua povertà, protetta sotto la sua dignità, era di solito sinonimo di understatement, piuttosto che di miseria. Per quanto riguarda la classe agiata, così comodamente dal paese soprastante, a volte avevano buone idee. Fotografare, per esempio, la vita quotidiana, così come i paesaggi che allora si pensava fossero congelati per sempre. La fotografia era ancora una pratica costosa, persino un’arte. Il compressore dello Smartphone… è arrivato, come sappiamo, un secolo dopo.

Danze. Foto di Nikólaos Tombázis. Micene, settembre 1953

Nikólaos Tombázis, fotografo e inevitabilmente avventuriero, era di questa classe benestante e nel suo tempo colto. Gli dobbiamo così tante foto, comprese quelle degli scavi storici in Grecia nella seconda metà del secolo scorso. I visitatori del Museo di Nauplia, ad esempio, possono ammirare le fotografie di Tombázis, scattate durante gli scavi storici in Argolide.

Si scoprono le squadre di archeologi, ma anche il cosiddetto staff tecnico, spesso locale; le loro celebrazioni condivise sui siti stessi come a Micene, le loro agapes, gli agnelli cucinati allo spiedo e, infine, la felicità allora ampiamente condivisa. (…) Per queste agapes immortalate in questo modo, fu un evento unico in quel lontano settembre 1953, all’interno della tomba stessa del Leone, situata fuori dalle mura della fortezza di Micene sotto i bastioni, nella stanza sepolta del thólos. Erano tempi molto lontani, tempi più lenti, va detto. Da allora, nulla è andato per il verso giusto (…)

Agnello cotto allo spiedo. Foto da Tombázis, Micene 1953.

(…) i miei antenati tessalonicesi possedevano ben duemila pecore e capre, animali gallinacei, nonché bufali e altri bovini da allevamento e da tiro. Era l’epoca promettente della prima Scuola Veterinaria di Atene, inaugurata nel 1924; (…)  Un mondo completamente diverso. Mio nonno ha lasciato il villaggio e il paese solo due volte nella sua vita. La prima volta da giovane, quando fu mobilitato nella guerra greco-turca del 1919-1922, e la seconda da anziano (…) nel 1965 ad Atene perché affetto da cancro allo stomaco. Tornato al villaggio, morì tre settimane dopo; per far fronte alle spese mediche la famiglia dovette vendere una mucca e un piccolo pezzo di terreno agricolo. Era troppo tardi.

(…)

PRO MEMORIA PER I NOSTRI LETTORI: Il blog vive grazie alle vostre donazioni. Se ne avete i mezzi, vi preghiamo di sostenerci. Grazie!

TRADUZIONE per comedonchisciotte.org A CURA DI FRANZ-CVM

Giugno 2020

Pubblicato da Franz-CVM

Bancario, sindacalista di base, osservatore critico dei fenomeni socio-economici, con ambizioni di analisi sistemica. Traduttore della crisi greca per missione sociale perchè al tempo della "dittatura della narrazione" l'informazione è tutto. @ferre_franz - https://cosivailmondo.wordpress.com
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