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Il bitcoin potrebbe diventare l’arma segreta dell’antipolitica

DI SCACCOMATTO -ALL-OCCIDENTE.COM

lastampa.it

Una tecnologia in grado di riuscire dove i sistemi tradizionali falliscono

 

L’anti-politica afferma di rappresentare la gente comune, contro il sistema. Le anti-valute sono definite (dalla Bce) monete accettate dalla gente comune, non emesse dal sistema. Due sfide convergenti, oppure due raggiri? Bitcoin, l’anti-valuta più nota, è l’arma segreta dell’anti-politica, oppure uno strumento di speculazione?

Per giudicare, partiamo da lontano nel tempo e nello spazio – dalla Mesopotamia (odierno Iraq), cinquemila anni fa. Usando tavolette e simboli cuneiformi, i Sumeri creano la contabilità a partita semplice: Erishki mi deve 2 shekel, io devo 3 shekel a Enki. La prima rivoluzione avviene nel Rinascimento, quando mercanti genovesi e banchieri fiorentini introducono la contabilità a partita doppia: dare/avere, costi/ricavi sono registrati congiuntamente, poi certificati da notai, revisori, catasto, agenzie delle entrate. Un sistema oggi complesso e costoso, soprattutto per le istituzioni finanziarie che gestiscono milioni di transazioni quotidiane.

Nel 1989 la seconda rivoluzione. Il giapponese Yuji Ijiri inventa la partita tripla che combina contabilità, criptografia e certificazione – tutto nelle mani della gente comune, a costo zero. Un’alternativa a intermediari parassitari? Una sfida al potere costituito? Questo e ben altro: è una minaccia al capitalismo tecnologico di Google, Facebook, Amazon & Co.

Per capire, risaliamo al 1989, quando Tim Berners-Lee inventa la rete (internet). Sfruttando sperimentazioni accademiche e finanziamento pubblico, fa interagire molteplici calcolatori sulla base di protocolli computerizzati aperti: nessuno è proprietario della lingua franca che le macchine parlano l’una l’altra. Nascono lingue informatiche accessibili gratuitamente per gestire posta elettronica (Pop e Smtp), accesso alla rete (Http), e la geo-posizione (Gps).

Col passare degli anni «l’umanità commette un grave errore» (afferma l’analista Steven Johnson). Dopo avere creato linguaggi aperti (=gratuiti) per posta elettronica, internet e Gps, non protegge l’identità sociale degli utenti: indirizzi, agenda, foto, video, canzoni, viaggi, letture, studi – e anche dati riservati come Iban, codice fiscale, Dna, genoma, diagnosi medica, ecc. In un attimo, il settore privato vede l’opportunità. Sviluppa procedure chiuse (=a pagamento) per appropriarsi della nostra identità individuale nella sua totalità e funzionalità. Amazon ed eBay accumulano dati bancari e criteri di spesa; Facebook conosce famiglia e amici; Instagram ha le foto; WhatsApp e Skype possiedono indirizzi e telefoni; Google sa cosa leggi, acquisti, bevi, regali, studi, ricerchi; Spotify e Netflix marcano i tuoi divertimenti; Apple offre applicazioni conformi alla tua persona. Quando accedi ai servizi di questi giganti tecnologici, in effetti chiedi l’uso temporaneo dell’informazione che estraggono da te a costo zero, per rivenderla a caro prezzo (a te come tariffa, a terzi come pubblicità).

Come sfuggire al cappio che le multinazionali dell’informatica hanno stretto al collo dell’umanità? Risponde alla sfida Satoshi Nakamoto (un ignoto lui? lei? loro?) che nel 2008 costruisce sul concetto contabile sviluppato da Yuji Ijiri vent’anni prima: propone un meccanismo per generare la prima anti-valuta al mondo, bitcoin. Successo o raggiro? Non importa. L’intuizione di Nakamoto si rivela rivoluzionaria anche se bitcoin risultasse un fallimento. Vediamo in pratica come questo funziona, e in termini logici come interagisce con l’anti-politica.

Primo passo. Un’applicazione specializzata (MetaMask, ma ne esistono dozzine) sceglie per me 12 vocaboli nel dizionario. Eccoli: mela nulla pace polemica vaso cotone minestra fusione cameriera galera vento auto. Roba senza senso? Nient’affatto. Nella parlata delle cripto valute, questa filastrocca è la mia frase seme, che MetaMask istantaneamente trasforma in un codice alfa-numerico di 32 caratteri: 2d0ope7ehx6sllk6ms6698kam300ksol23. Questa è la chiave elettronica, unica, criptata e irreversibile che protegge la mia identità e mi apre al mondo. Non c’è contraddizione: rimango ignoto e interagisco con tutti.

Secondo passo: uso la chiave ogni volta che compro, vendo, voto, viaggio, scarico musica, studio, ecc. La mia identità rimane segreta, protetta dal mio codice alfa-numerico incorruttibile. Ogni mia operazione invece è pubblica, condivisa istantaneamente con una rete di calcolatori che usano la stessa procedura. Questo blocco di computers incatenati (block-chain) diventa un registro pubblico nel quale ogni falsificazione, manipolazione o distruzione sono impossibili. Altro beneficio: questo registro informatico non è di proprietà privata, appartiene agli utenti. I suoi sostenitori lo considerano una rivoluzione tecnologica che protegge dal furto d’identità e annulla i costi di certificazione. Per l’anti-politica è un passo verso un mondo ugualitario, una difesa contro Google, Amazon & Co.

Chi fa il lavoro? Nakamoto propone una prova di lavoro: chiunque dedica parte del proprio calcolatore per mantenere il sistema e impedire interferenze, è pagato. È a questo punto che nasce bitcoin, concepito come remunerazione – un gettone, non un’anti-moneta. La stessa creazione di bitcoins è un processo complesso: si chiama estrazione, analogo a quanto succede per esempio col rame. Come il prezzo del rame è il risultato di sforzi crescenti di prospezione ed estrazione in località remote nelle viscere della terra, la creazione di un minerale virtuale come bitcoin richiede sempre maggiore potenza di calcolo, alimentata da crescenti quantità di energia in località remote in Europa e Asia. Questa difficoltà, anche ambientale, genera critiche – che non riducono il potere dirompente dell’intuizione di Nakamoto. Non è la specifica anti-moneta (bitcoin) a minacciare il potere costituito, ma la logica (l’algoritmo) che la genera.

Esistono alternative. Secondo Silvio Micali del Mit, uno dei migliori criptografi, alla base di tutte le cripto-valute (che sono associative per definizione, cioè non imposte dall’alto) c’è un algoritmo di natura consensuale. Bitcoin gestisce il consenso sulla base di prova di lavoro. Altre monete preferiscono la prova di partecipazione al processo costitutivo. Concetti diversi, che convergono nel riconoscere la capacità innovativa del registro pubblico.

Per concludere, l’anti-politica vede nelle anti-valute la ribellione contro le istituzioni, un modo per rafforzare il controllo sulla moneta da parte del cittadino. In effetti, qualcosa di più importante è in gioco. Accantonando le inevitabili speculazioni che altalenano il valore di mercato di bitcoin, ritengo che la partita tripla e la catena di blocchi potrebbero riuscire proprio nei comparti dove la politica, vecchia e nuova, fallisce: ridurre il divario sociale, moderare la demarcazione tra investitori e utenti, abbassare i costi di gestione, contenere il potere dei monopoli informatici. Se questo accade, l’umanità avrà un grosso debito verso Yuji Ijiri e Satoshi Nakamoto.

 

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Fonte: www.lastampa.it

Link: http://www.lastampa.it/2018/02/14/economia/il-bitcoin-potrebbe-diventare-larma-segreta-dellantipolitica-nLjwWYM1tDanBX4mqEvvhO/pagina.html

14.02.2018

Pubblicato da Davide

29 Commenti

  1. Ma veramente c’è chi si beve questi discorsi?

  2. Ma come si fa a scrivere certe minkiate? Una volta c’era solo wall street, poi arrivarono le rinnovabili e adesso le criptovalute. Il Bitcoin è l’ulteriore sublimazione della speculazione finanziaria altro che antipolitica.. Non servono neanche come moneta decentralizzata come decantano, vista l’instabilità del cambio (oggi vendo la casa in bitcoin e domani con la stessa cifra mi compro un triciclo). Vabbè è l’ennesima operazione di ipnosi di massa.

    • Gli unici ipnotizzati (questi si in massa) sono quelli che ricevono in EURO il loro salario, e lo mantengono in EURO “al sicuro” in banca a deprezzarsi. L’EURO vale lo schifo che vale perchè voi tutti vi affidate nelle mani di san Draghi, è la BCE a decidere quanto del vostro stipendio vi serva per fare la spesa. Il Bitcoin lo decide CHI LO USA quanto vale, il software non si corrompe, domanda e offerta punto. Nessun interesse, nessun debito. Nessuno Stato, dittatore o banca può sequestrare i miei Bitcoin, proprio perchè sono miei veramente, ribadisco non come l’EURO.
      Il tuo appunto sull’instabilità del cambio, lo sai che stiamo ancora nella fase di mining? Che esiste da 10 anni e in questo tempo più volte ha perso fino al 80% per poi arrivare dove è ora mentre il dollaro usa ha perso il 96% dal 1915 ad’oggi e continua, visto che è infinito? Sai che se vendevo casa l’anno scorso i miei btc varrebbero ora 10 volte tanto?

  3. Il Bitcoin nasce come gioco e resta un gioco…….tutto ciò che si scrive in merito sono seghe mentali, scuse morali, per giocare o non giocare……..se durerà dipende dalla affezione che i giocatori ne avranno…….altri giochi simili hanno vita centenaria lotto e totocalcio, videopoker e gratta e vinci sono più recenti……unica differenza è che la possibile e temporanea vincità o la perdita certa sono date in tempo più lungo, ma anche questa non è una novità, azioni, obbligazioni e la stessa moneta corrente (euro) funzionano allo stesso modo……….si gioca, in apparenza c’è anche chi guadagna, in realta vince sempre e solo l’inventore del gioco, o il gestore nel caso della BCE

    • ..se durerà dipende dalla affezione che i giocatori ne avranno….
      Durerà per tutto il tempo nel quale i pesci-volpe riusciranno a portare e trattenere i pesci-pollo nella tonnara.

    • La differenza è che nel tempo l’EURO vale sempre meno, Bitcoin sempre più. Non è un gioco, si tratta di libertà personale e sovranità sui propri averi.

  4. Questo blocco di computers incatenati (block-chain)..

    A mio modesto avviso chi ha scritto quella frase ha le idee un pochino confuse su cosa sia la blockchain che non é affatto un blocco di computers semmai un asequenza concatenata di registrazioni di transazioni.

    • Che cresce a dismisura di giorno in giorno, tra l’altro… la blockchain dei bitcoin ormai è grande diverse centinaia di gigayte, tanto cioè da riempire da sola l’hard disk di un computer di ultima generazione.

      • Mmh, quindi è meglio che il libro mastro delle transazioni lo tenga la tua bella banca di fiducia? Vedo come ci hanno ridotto coi loro metodi. Io preferirei averlo, basta un hd esterno non ti serve una centrale atomica, hai tutte le transazioni esistenti potendone vedere spostamenti bilanci e tutto il resto. Se non ne capisci la portata, mi spiace.

        • Se non capisci che la blockchain cresce più velocemente di quanto si sviluppa la tecnologia (e calano i prezzi) delle memorie di massa mi dispiace per te.

          E si parla solo di bitcoin… se poi questa meraviglia la vogliamo estendere a tutti i tipi di transazione e contratto, non solo economici…

          • Boh 10 anni fa una chiavetta portava a malapena qualche MB e costava una cifra, ora per 10 euro hai decine di GB.
            Quindi sinceramente non so che problema c’è, la blockchain di Bitcoin è ad oggi di 170 GB circa e io ce l’ho salvata sul mio PC che non è certo di ultima generazione, ed ho anche quella di altre tre valute. Una memoria esterna da 1000 GB la trovi a meno di 50 euro, poi comunque non ti serve neanche avere tutta la blockchain per inviare e ricevere. Quando scarico la blockchain è come se andassi nella mia banca a chiedere il registro di tutte le transazioni esistenti, non me lo daranno di certo perchè il libro mastro è roba loro, l’euro è roba loro.

            Comunque non mi hai risposto perchè il discorso è un altro, preferisci che tutti i dati finanziari delle persone del pianeta siano in mano e ad uso esclusivo dei criminali nelle banche? Che costruiscano palazzi di scartoffie sui nostri consumi, su cosa facciamo come e dove spendiamo?

  5. Il Bitcoin è soltanto l’ennesima, inutile ma Dannosissima Speculazione Finanziaria.
    Fine.

  6. L’autore fa risaltare la parte dove la criptovaluta consente degli scambi di vario genere mantenendo segrete eppure univoche le identità di chi partecipa, ma a me pare che questo sia sempre stato possibile a prescindere dal bitcoin dall’invenzione della crittografia a chiave pubblica.

  7. Facebook non ti spia perché i tuoi dati non sono protetti crittograficamente. Ti spia perché TU hai firmato un CONTRATTO con cui lo autorizzi a trattarli anche per scopi diversi dalla mera pubblicazione online.
    Lo stesso vale per Google (quindi anche Android), Instagram, Twitter, etc etc

    L’unico modo per non essere spiati da queste piattaforme è non usarle. Fine.

    • Infatti gli indigeni delle Andamane che vivono tranquillamente nel neolitico non li spia nessuno. Perdonami ma non è una grande risposta la tua. Certo che posso sopravvivere senza usare mai un motore di ricerca. Mia madre ad esempio lo fa ed è felice. Ma io per primo, quando cerco una legge che faccio? Ma ovvio no? Prendo l’autobus, vado alla biblioteca nazionale, mi procuro in un paio d’ore la Gazzetta, chiedo le fotocopie e poi torno a casa. Ricordo di averlo fatto una volta. Nel 1987…. Caspita, perché non ci ho pensato prima? Basta tornare al passato e li ho fregati tutti.

  8. Uno che crede che il sig. Nakamoto sia persona in carne ed ossa anziché cartello supermassonico di speculatori di professione mi ricorda una novella di De Crescenzo in cui un posteggiatore napoletano diceva di conoscere personalmente la signora Rinascente.

    • Ah beh il complotto massonico ci mancava. Gia già, perchè non ne avevano abbastanza di giochini, cosine da niente tipo il dollaro, l’euro, tutte le banche centrali, i media etc.

  9. Mah… mi sembra che il denaro contante svolga ancor più egregiamente il compito di rendere anonime tutte le transazioni, non ha bisogno di energia se non quella irrisoria per la stampa, può essere scambiato anche al buio o in cima ad una montagna, è direttamente impiegabile e pronto all’uso se all’interno di una capiente valigia, non lascia tracce, funziona sempre, giorno e notte e tutti giorni dell’anno con qualsiasi condizioni atmosferiche ed è ben accetto da tutti.
    Naturalmente deve essere di “proprietà” di chi lo usa, non deve trasformarsi in una merce in mano ai privati che ne detengono l’emissione fissandone il prezzo.
    La proprietà del denaro contante da parte dei cittadini è la vera antipolitica.
    Non a caso stanno tentando di bandirlo… naturalmente facendoci credere che sia nel nostro interesse perché “loro” sono premurosi ed attenti nel salvaguardare e tutelare i nostri risparmi e la ricchezza che creiamo.

    • Le più grandi verità sono le più elementari. Bravissimo.

    • Concordo sul contante, è anche vero però che Bitcoin nasce per le transazioni online, per non dover più avere intermediari e tempi impossibili. Se faccio un bonifico arriva dopo due giorni se va bene, se invio btc in pochi minuti arriva in ogni parte del mondo (senza che banca fisco stato o spioni di turno lo sappiano)

  10. le elite se vedono che non sono riusciti a controllare tramite le università e i ricercatori da loro pagati o startup finanziate (vedi facebook o google) come chiaramente è avvenuto col Bitcoin che ancora oggi a dispetto dell’articolo non è chiaro chi l’abbia inventato e neanche chiaro chi siano costoro (tra gli inventori),se ne appropriano facilmente..
    Magari prima lo fanno fallire e poi ne fanno una versione loro.

    Ricordo lo stesso avvenne per la ‘ fusione fredda ‘di Felischmann e Pons(il primo eliminato fisicamente perchè lavorava coi militari prima di esternare..quindi le sue ricerche che cercò di diffondere al mondo civili ,da cui ovviamente fu rigettato,erano e rimangono ad oggi strettamente militari) ,tecnologia che poteva cambiare il mondo fu derisa e di fatto falla fallire sul nascere(qualche scienziato disse pure che i due meritavano la pena di morte…difatto facendo capire bene contro chi avevano osato andare e quale fosse l’impatto di questa scoperta nei confronti dell’intera economia mondiale,in effetti negli USA è prevista la pena di morte per attentato allo stato,alto tradimento etc.. ed è pacifico che una tale scoperta potendo far fallire tutte le aziende energetiche era un attentato allo stato!)ovviamente dopo un pò di anni gli stessi centri di ricerca che l’avevano derisa ed affondata l’hanno validata,ossia il MIT ad esempio..e l’anno scorso l’ha brevettata l’a US-Navy ovviamente cambiandogli nome in LENR(low energy nuclear reaction) quindi ,qualcosa che era sfuggito ai militari tornato ai militari..

    Avviene lo stesso col bitcoin che se è una buona idea,se ne impossessano di sicuro..
    Per bloccarle basta metterle fuori legge con un semplice regolamento e vietarle(come in parte fatto).

    Se non è un buona idea la lasciano li..

    Una cosa la devo dire..l’anno scorso stavo per comprarne 10euro poi vidi che per comprare e vendere non era cosa cosi’ agevole e dopo un ‘oretta passata su internet mi ero stancato e lasciai perdere..ora avrei guadagnato un bel pò

  11. Articolo interessante per introdurre i novizi all’argomento, non me lo sarei certo aspettato da la stampa. Il livello dei commenti invece è davvero scadente. Dimostra che si è ancora ben lontani dall’avere capito che cos’è Bitcoin e di come questa tecnologia cambierà le vite anche di quelli che dicono che è inutile (sic). Gli stessi che nel 2000 magari dicevano che internet era inutile e ora stanno qua a sparare boiate

  12. cosi’ come è chiaro che aldilà delle posizioni short su oro ed argento di Jp morgan(questa banca ha quasi 1 trilione di dollari di posizioni short sull’oro ed 1.5trilioni short sull’argento)
    oro ed argento sarebbero saliti..(nel 2003-2004 valevano sui 400dollari)
    chiedetevi perchè jp morgan ha una montagna scommesse contro(la piu grande posizione short di sempre) su oro e ancora di piu su argento(che è piu sottovaprezzato dell’oro in quanto potrebbe costituire piu realisticamente un riferimento monenatrio per le emissioni delle banche centrali o per le garanzie negli scambi non certo per sostituire la moneta corrente)..
    Ovvio che tiene basso il prezzo ed intanto acquista a basso prezzo argento fisico e oro fisico vendendo quello cartaceo….alla fine nel piu grande affare del secolo(il suo)
    avrà acquistato(ad oggi è cosi’)metà dell’argento mondiale…e non si ferma..
    il giorno che avrà inondato di titoli cartacei e l’argento fisico non ci sarà piu in giro perchè se l’è comprato tutto jp morgan e pochi altri,il prezzo dell’argento andrà alle stelle anche perchè il rapporto oro-argento fisico/cartaceo è 1 a 1000 quindi per ogni kg di oro-argento fisico ce ne sono 1000 cartacei…quindi succederà una cosa semplicissima
    si separerranno completamente i due mercati che oggi sono insieme permettendo il latrocinio da parte di pochissimi detentori(in primis Jp Morgan)da una parte i titoli cartacei di oro argento che varrà come derivati spazzatura per chiunque tenterà di prezzarli….mentre l’oro-argento fisico che andrà alle stelle proprio perchè c’è una rarità sul mercato essendo in mando sostanzialmente ad un detentore jp Morgan(e pochi altri come Morgan Stanley chi segue questi trucchetti ricorderà che in una sola notte Merryl linch fece scendere il prezzo dell’oro del 20% vendolo titoli ETF http://www.huffingtonpost.it/2013/04/18/oro-in-crisi-chi-e-il-colpevole_n_3109044.html ma ovviamente i giornali non la raccontano giusta non spiegano bene come avviene il giochetto…si vendono titoli si fa scendere il prezzo del metallo e poi si ricompra a prezzo molto piu basso metallo fisico,in questo modo si è trasformata carta di nessun valore in metallo prezioso )

    l’argento fisico(piu dell’oro)è quindi l’unico bene rifiugio degno di questo nome per una futura pensione(che ovviamente è il secondo grande furto del secolo almeno per l’Italia ,infatti precarizzare il lavoro quindi rendere discontinui i contributi e contemporaneamente alzare l’eta contributiva renderà impossibile già dai prossimi 5-6 anni andare in pensione per milioni di persone..penso ai licenziati di Embraco,Whirpool etc..senza parlare dei giovani che di contributi proprio non riusciranno a versarne e i pochi versati nessuno ovviamente li renderà indietro in nessun modo)

    https://www.lombardreport.com/2017/1/21/jp-morgan-e-l-argento-una-storia-infinita/

  13. Bell’articolo. La blockchain è comparsa nello scenario internazionale proprio mentre i governi stavano per realizzare l’abolizione del contante e la tracciabilità totale di ogni transazione. Ha rotto le uova nel paniere a molta gente! ora banche e mercati stanno studiando e ristudiando il modo per appropriarsi di questo strumento, il progetto è creare delle criptovalute di cui loro avrebbero le chiavi. Ma non è un progetto facile: chi userebbe mai uno strumento che la tua banca o il tuo governo potrebbe “spegnerti” a suo piacimento? Quindi, non so se avete notato, dopo i toni trionfalistici, la stampa mainstream sta passando a toni apertamente diffamatori, se non alla pura disinformazione.

  14. Come ho già scritto altre volte, a mio avviso siamo solo all’inizio della storia della tecnologia blockchain, che va ben aldilà delle criptovalute. Blockchain, estrema evoluzione del peer to peer, nasce dalla stessa mentalità “pirata”che ha originato Torrent, eMule e Napster, quella di chi considera Internet un patrimonio collettivo e che sta cercando di trovare il modo di proteggersi dalle grandi piattaforme che lo stanno colonizzando. I rischi, ovviamente, sono enormi, questa tecnologia potrebbe essere anche usata per imporre un controllo ancor maggiore (blockchain “proprietarie”, istituzionali o private con registri accessibili a pochi), ma la “cosa vera” sarà sempre là fuori, alla portata di chiunque abbia un PC. Ogni nuova tecnologia presuppone una battaglia: le radio libere aprirono la strada alla TV commerciale, ma prima ci regalarono una stagione di libertà. Le macchine nascono per rendere meno penoso il lavoro, ma poi vengono usate per fare più soldi. A meno che non la mettano fuori legge, cosa di attuazione alquanto difficile, blockchain è qui per restare, nei secoli dei secoli. Possono vietare le criptovalute, ma non la tecnologia. Che impatto avrà sul mondo? Per capire quel che potrebbe succedere, potremmo, per analogia, fare un confronto con il peer to peer: ha distrutto l’industria discografica, ha seriamente minacciato l’industria cinematografica e ha messo in crisi il concetto stesso di proprietà intellettuale, che sta alla base della normativa sui brevetti. E la potenza del P2P è piccola se confrontata alla Blockchain. Il P2P comparve quando c’erano solo i PC e quando quasi nessuno li teneva accessi 24 ore su 24. Oggi ci sono milioni e milioni di strumenti capaci di elaborare costantemente accesi e costantemente connessi che, inoltre, sfruttano solo una percentuale della considerevole potenza di calcolo delle loro cpu e gpu. Un domani la Blockchain potrebbe costituire l’infrastruttura di un nuovo internet, con garanzie di privacy intrinseche.
    Per quel che riguarda Bitcoin – che, ripeto, non è una moneta – nessuno obbliga nessuno a comprarli nè a usarli. Chi ne compra sperando in futuri aumenti del loro valore, si espone al rischio di perdere dei soldi, chi li usa come mezzo di pagamento non rischia proprio nulla. E, alla fine della fiera, chi ha comprato dei bitcoin è stato furbo.