Gab Loter e il rap spiegato a chi vuol vivere con lentezza
Commenti (8)
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Cacciari è privo di senso pure se lo leggi lentamente.
Basta prendere il suo “Arcipelago” in cui con i toni del profeta che vede la luce annunciava l'era della Nuova Europa portatrice, al contrario della volgare America, dell'Unità-nella-Differenza...
Qualche anno dopo ha capito di aver detto una cazzata e ha scritto “Il potere che frena” dove con i toni del profeta che vede le tenebre scrive che tutto sta andando in vacca perché il Katechon si sta dissolvendo e che quindi...altro che Arcipelaghi... ci vuole un Impero di quelli di una volta...l'Impero romano ma andrebbe bene anche Napoleone...e non basta...ci vuole pure una bella Chiesa Cattolica...perché (ovviamente) il popolo è troppo cretino...e bla bla bla...
Dai sogni libertari comunisti della gioventú, a quelli socialdemocratici della maturità del borghese sistemato, per finire a quelli imperial-ecclesiastici del vecchietto brontolone rompicoglioni...le tre età dell'uomo...
Buttatela via sta gente, rifiutate a priori l'autorità dell'intellettuale mainstream che ve lo ritrovate un giorno sí e l'altro pure ai talk show...seguite il vostro percorso di letture basta che sia serio e meditato e ricordate: date retta solo a chi parla DI CAMBIARE LE COSE.
Aspettando il giorno in cui finalmente si manifesteranno i due segni che la liberazione sta davvero avvenendo: che si riprenda a pronunciare la parola “Rivoluzione” e che i giovani ricomincino a mandare a quel paese i vecchi.
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Detesto la lentezza. Non è nelle mie corde. Non ne faccio ovviamente una virtù assoluta, tranne quando mi trovo incolonnato davanti ad un imbranato/a che della lentezza stradale ha fatto il proprio modus vivendi. Celentano divideva le ontologie in Rock e Lente. Non sono sicuro che il Rock rappresenti l'antitesi della lentezza. Nè che il pensatore lento sia più riflessivo quindi più maturo del pensatore veloce. Lento o veloce non significa proprio nulla, se non lo si contestualizza. Ogni età ha la propria lentezza e velocità. Viviamo nell'era della finta velocità, dove si consumano pasti veloci e si perdono ore davanti allo smartfogn. Il taylorismo ha assunto valore assoluto per quanto riguarda la produzione che però mette in moto la lentezza nell'usufruire delle merci prodotte. Ci vogliono poche ore per produrre in toto un televisore ma infinite ore per vedere ciò che viene trasmesso e che serve a sedare una normalissima propensione ad avvicinarsi alla moltitudine di interazioni che la vita ci può regalare.
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Su De Andrè è in atto da anni una forma di sciacallaggio, in salsa buonista.
Ormai non si contano gruppi, cover, tributi intitolazioni da parte di persone che, usando il suo nome, sperano di raccattare gloria e denaro.
Sarebbe ora di finirla.
Sull'articolo, le nuove generazioni sono state cannibalizzate dai loro stessi padri e nonni, che continuano a percepire stipendi e pensioni sulla loro pelle.
E hanno anche il coraggio di criticarle.
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Mah, Cacciari, proprio lui...
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Alla lentezza si arriva con il tempo, con l'esperienza. La lentezza permette la disciplina:base di ogni crescita umana. Poi il guizzo, la velocità sono altre cose:partecipano alla bellezza .
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sarà ma da quasi 20 anni non ic sta più niente di veramente interessante nella musica... gli unici concerti di certo peso li fanno i dinosauri della ns generazione e anche più vecchi.... almeno nel rock... poi le merdate rapper le lascio i miseri del caso.
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Cacciari è uno che pontifica come quell'altro, il Saviano. Poi però non ne azzeccano una! Quanto sono stufo di questa gente con aria da profeta o da sotuttoio!
Quanto ai "giovani" non credo che se ne possa dare un giudizio univoco...ci sono i coglioni e ci sono quelli davvero molto intelligenti, quelli lenti e quelli veloci, quelli che rispettano i vecchi e quelli che li odiano...c'è di tutto! Però mi sembra che comincino a svegliarsi ma senza noi vecchi non concluderanno molto!
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illupodeicieli 11 ottobre 2018
Per chi non lo dovesse sapere: una voce come quella di De André e che canta spesso il repertorio di De André , la si ritrova nei "Malinda Mai": la voce del cantante, è molto simile, quasi uguale, ma è nell'interpretazione delle canzoni che si ottiene, a detta anche di critici e appassionati e amanti di De André, il massimo.