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Gran Bretagna: la monarchia delle banane

DI LUKE O’ BRIEN

counterpunch.org

Nella classifica dei tipi di governo, giù in fondo alle repubbliche delle banane, troviamo la “monarchia delle banane”. E’ qui che troviamo oggi la Gran Bretagna post-Brexit.

LA MONARCHIA

Alcuni apologeti della monarchia vorrebbero farci credere che la prima famiglia della Gran Bretagna è in realtà la peggiore della sua specie. Essa, come il Grande Inquisitore di Dostoevskij, o l’O’Brien del Cerchio Ristretto di 1984, sono gravati da un peso talmente oneroso che le migliaia di milioni possono pure conservarsi le proprie consolazioni autoritarie. Quel piccolo cerchio ristretto di eletti mantiene la Libertà Brutta e Cattiva lontana dalle nostre porte.

Ma si levano mai la maschera? O forse dietro lo specchio magico non c’è altro che un branco di scimmie senza peli (con altrettante, se non maggiori, eccentricità)? Diamine se è così. Arrancano tra una cerimonia di inaugurazione e un’altra, tra quisquilie di palazzo e spettacoli equestri, salutando e benedicendo questo e quello, come vecchie glorie del passato. E questo lo fanno per noi. O, anzi, per meglio dire, lo fanno per te. Ma perché mai s’ infliggono – e ti infliggono – una simile esistenza? Gli tocca, per diritto di nascita, fare i nostri “signori e padroni”. Non é forse arrivato il momento di porre fine a questa prolungata farsa?

Io credo di sì. E’ il momento di riunirci, prendere i Windsor da una parte e dirgli: “Carini, è l’ora che alzate i tacchi. Sappiamo bene chi siete”.

I MILITARI

L’unica industria che grazie a Maggie Thatcher e ai suoi eredi non è tracollata è quella militare. Questa tendenza più ampia – che potremmo definire protezionismo militare – imita un’altra. Come rivelato da Adam Curtis in “The Mayfair Set” (famoso documentario che mette in luce le dinamiche della psicologia capitalista ai tempi del governo Thatcher), con David Sterling la SAS si è evoluta da un gruppo di Lawrenc-iani al maggiore gruppo mercenario del mondo. Naturalmente, come i medici privati, fanno anche un po’ di servizio pubblico (vedi: il raid contro l’ambasciata iraniana), ma la gran parte del loro lavoro consiste nel supportare principi arabi e despoti africani, in modo che possano, a loro volta, restituire la cortesia al Foreign Office come “forze di stabilità“.

In questa prospettiva, spicca in vitalità – per fare un esempio saliente – l’Arabia Saudita (senza contare l’immancabile solidarietà tra monarchi); talmente che si finisce con l’ignorare che il paese è il più grande fornitore ed esportatore di wahhabismo – il più grande nemico ideologico dei valori britannici all’estero.

Questo tipo di rapporto garantisce, praticamente, delle guerre infinite. Le guerre che ci dissero le armi nucleari avrebbero per sempre scongiurato. Trident, nella sua pelle di titanio, con i suoi terribili occhi luminosi puntati sui suoi pari – che noi chiamiamo Russia e Cina – e forse anche sullo stesso suolo americano. Dico forse perché i Guardiani, come Martin Amis chiama i nuclearisti nel suo “Thinkability” (Pensabilità), sono imperscrutabili. I loro scopi vanno oltre la portata dell’umana immaginazione; le loro intenzioni superano i confini della teoria. E per loro, progenie di Rutherford e Oppenheimer, noi non siamo nulla, null’altro che feti dell’era post-civilizzata, l’Era dell’Atomo.

LA CULTURA

E mentre l’Impero andava avanti, lasciando ai cartografi il grattacapo delle continue suddivisioni territoriali, l’ultimo governatore britannico dello Yemen, prima di tornare in patria, diede una cena. Al termine della serata, si rivolse al Ministro della Difesa e ospite d’onore Denis Healy (per inciso: ‘mai fidarsi di un uomo con delle simili sopracciglia’) e disse: “Sa, Ministro, credo che in futuro l’impero britannico sarà ricordato solo per due cose … il gioco del calcio e l’espressione ‘fuck off’ “.

Gli inglesi non aiutano molto nelle visioni competitive (es.: I Britannici come gli antichi saggi Greci agli occhi della nuova Roma – quella del Maryland. E personalmente, come forse già avete pensato, trovo le allusioni agli ateniesi piuttosto azzardate).

Ma al di là del calcio infinito, della TV spazzatura, delle spacconate importate e della piccola noia borghese, c’è molto di inglese da rispettare: il drago di Blake, i fringuelli di Darwin, il ritratto di Byron (a cui si deve la frase incredibilmente brillante: “In England Cant is so much stronger than Cunt” – In Inghilterra il Moralismo è più forte della Figa), i libri di Orwell, Paine, Mill e Kipling, le opere di Milton, Hazlitt, EP Thompson e Auden. E poi ci sono i grandi dissidenti inglesi: Richard Carlile, il cui coraggio nella lotta per la libertà di espressione dovrebbe essere noto a tutti i liberali e libertari; e John Ball che, insieme a Wat Tyler, guidò la rivolta dei contadini, andando poi incontro ad una tragica fine.

Altrettanto degni di menzione sono Bertrand Russell, Mary Wollstonecraft, Charles Dickens, George Elliot, John M. Keynes, Eric Hobsbawm e Shelley.

Sono queste tradizioni letterarie e politiche che ammiro, con la speranza di attrarvi in qualche modo attenzione. Queste e, più in generale, la causa della libertà, sono baluardi di cultura molto più meritevoli di rispetto e considerazione di qualsiasi altra cosa che quelli di Hannover ci hanno imposto finora.

 

Luke O’Brien

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2017/03/06/england-the-banana-monarchy/

6.03.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

 

Pubblicato da Davide

  • natascia

    Mancano Virginia Woolf e Jane Austen. Trovo che la monarchia costituzionale inglese sia una forma di governo migliore di altre. Il regnante non partecipa, si attiene e vaglia. Tace, acconsente. Ma il popolo lo ama sempre, e il regnante ama il popolo. Esiste una tacita intesa di garanzia reciproca, una forza etica di ultima istanza intesa come necessaria per la sopravvivenza di entrambi. Si possono aprire mille parentesi ma quando si invoca ” Dio salvi la Regina” si intende “Dio salvi la Gran Bretagna” e questo non è poco. Vedo poche gemme nel firmamento tutte molto esposte e senza protezione, la monarchia inglese senza protezione non lo sarà mai.

    • Luigi za

      Mi pare fosse re Faruk che disse che nel XXI secolo sarebbero rimasti/e solo cinque re/regine: il re di Picche, il re di Quadri ,il re di Cuori, il re di Fiori ed il re di Inghilterra.

    • Primadellesabbie

      Non hai idea cosa significhi per un potente (politico, giudice, burocrate, ricco imprenditore) sapere che c’é qualcuno sopra di lui, in posizione irraggiungibile, che non si pronuncia mai, a cui però potrebbe dover rispondere.

      Non risolve tutto, ma migliora.

      Prova a seguire gli eventi della GB tenendo presente quest’ottica.

  • Vamos a la Muerte

    In una Repubblica si è cittadini, in una Monarchia si è sudditi.
    Poi, per carità, ci possono essere Re simpaticissimi ed integri molto migliori di Presidenti abbuffini e disonesti ma l’Istituzione Repubblicana nasce come espressione di Libertà contro la Tirannia del monarca di turno.
    Ma così come dopo 500 anni si continua a correre il Palio di Siena o esiste ancora la Corrida, non è poi così incredibile che permanga nel XXI Secolo qualche testa coronata.

    • Truman

      Sono ormai secoli che le monarchie sono moderate o costituzionali. D’altro canto negli USA repubblicani la schiavitù fu formalmente abolita intorno al 1860 ma restò praticata per circa un altro secolo.
      Dal punto di vista della separazione dei tre poteri, Esecutivo, Legislativo e Giudiziario, che viene considerata cardine delle moderne democrazie, la monarchia fa una figura migliore della repubblica, perchè l’esecutivo viene nominato dal re e non da altre cariche elettive, il che tende a separare meglio il potere esecutivo dal potere legislativo.

      • Vamos a la Muerte

        Ma il Potere del Re da chi deriva? Certamente è da un po’ di tempo che le Monarchie sono Costituzionali ma questo semplicemente perché la scelta era tra perdere tutto o continuare a mantenere comunque i propri privilegi anche senza potere politico e non certo per gentile concessione del monarca.
        Detto questo le sue argomentazioni sono certamente ragionevoli ma, dal mio punto di vista, non sufficientemente tali da preferire al monarca l’Ordine Repubblicano ma sono comunque opinioni. Saluti.

    • Pino Rossi

      In una repubblica si è chiamati cittadini, ma si è sudditi, senza alcun regnante che si prenda una responsabilità.

  • Luigi Pastorello

    Repubblica, monarchia, monarchia repubblicana con tanto di magna charta costituzionale. Sudditi o “liberi” cittadini repubblicani in uno Stato democratico. Ebbene tutte queste definizioni scordatevele e resettate il tutto. Studiamo la moneta, come viene emessa col sistema a debito dell’inganno signoraggista e si comprenderà che con il debito pubblico nato con una truffa contabile delle banche private centrali e il pagamento di tasse ed imposte, tutti i popoli del mondo sono ancora sudditi di una dittatura monarchica invisibile e non percepibile. Ancora il Papa, i Windsor tedeschi, e i Rotschield Rockefeller sono tutt’oggi i padroni del pianeta inteso come regno e gli umani come sudditi sottomessi

  • Truman

    In una prospettiva di sinistra mi sarebbe piaciuto veder citato tra gli scrittori Jack London con il suo “Tallone di ferro”. Ma ormai counterpunch rappresenta la sinistra delle banane.

    • Pino Rossi

      Se è per quello neanche Orwell, Huxley, e Michael Young, l’inventore, con connotazione dittatoriale e negativa, del termine “meritocrazia”. Uesta sinistra masturbatoria e abbiente oscura intere parti di realtà pur di non andare contro il capitalismo finanziario.

      • Truman

        Orwell nell’articolo è citato.

        • PinoRossi

          Mi è sfuggito, pensa che l’ho pure cercato 🙂 niente ormai neanche più lo span di attenzione di un sms…

  • Holodoc

    Nelle attuali monarchie costituzionali il sovrano ha il ruolo di garante super partes.
    E’ mantenuto dal popolo e vive nel lusso con tutta la sua famiglia, e lui e i suoi eredi rimarranno al loro posto a patto di sorvegliare che l’interesse del popolo sia salvaguardato.
    Il nostro Presidente della Repubblica invece è lì perché è un fedelissimo delle lobbies che condizionano sia il potere politico che la magistratura.

    Tra Napolitano o Mattarella e la Regina d’Inghilterra non sarebbe certo difficile capire chi è stato maggior garante degli interessi del proprio popolo.

    Oltretutto la monarchia accresce la solidità dello Stato in quanto la sua autorità non è in discussione. Non a caso gli stati europei dove coabitano più etnie sono tutte monarchie (Spagna, Belgio, Gran Bretagna).
    La solidità delle monarchie si è anche vista nelle vicende politiche recenti di Spagna e Belgio, che hanno resistito senza conseguenze (anzi, forse se la sono cavata meglio) a lunghi periodi di assenza del governo centrale democratico (cioè lobbistico).

  • disqus_VKUtLIms5T

    DIO SALVI LA REGINA !

  • Pino Rossi

    Vista la profondità dell’articolo, mi meraviglio che tra le cose da salvare non abbia messo Phil Collins, gli Oasis, e Beckham.