Fisco digitale: benvenuta, tecnocrazia!

La Commissione Bicamerale sull'anagrafe tributaria raccomanda al governo di frenare l'intelligenza artificiale sulla gestione fiscale e di aprire al contribuente l'archivio delle sentenza

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Dai documenti ufficiali della Commissione Bicamerale sull’anagrafe tributaria emerge uno scenario inquietante: la nostra posizione fiscale sarà gestita completamente dall’intelligenza artificiale. A quanto emerge dai documenti, infatti, la politica tributaria del governo tecnico al servizio della colonizzazione dell’Italia ad opera del globalismo tecnocratico punta a lasciare tutta la gestione fiscale a un sistema di previsione e immagazzinamento di dati. Le preoccupazioni che emergono sono chiare. Nel testo ufficiale si raccomanda l’esecutivo di “escludere esplicitamente che gli atti di accertamento dell’Agenzia delle entrate possano essere frutto esclusivo di una procedura automatizzata o, comunque, basata su un sistema di intelligenza artificiale”

Così riporta Andrea Bongi su ItaliaOggi:

Il progetto dei responsabili della politica tributaria sembra essere infatti quello di affidare alle funzioni matematico-statistiche e al machine learning non solo le analisi del rischio, ma anche l’emissione e la motivazione degli atti di accertamento e perfino le eventuali decisioni del giudice tributario chiamato, eventualmente, a decidere sulle impugnative promosse dai contribuenti.

Il risultato?

Un “sistema fiscale autocratico, verticistico e di fatto, incontrovertibile quanto incontestabile”.

Si chiama fisco predittivo, ed è il capitalismo della sorveglianza in campo fiscale. E su questo il governo Draghi, raccogliendo l’eredità di un lavoro lobbistico avviato da più di un decennio, sta accelerando paurosamente.

Incrociando i dati di un colossale archivio digitale (che l’Agenzia delle Entrate custodisce gelosamente) dove sono raccolte tutte le sentenze emesse dalle commissioni tributarie italiane con le analisi del rischio di evasione, si otterranno “avvisi di accertamento e sentenze tributarie costruite sulla base di giudicati standardizzati frutto della comparazione fra il caso di specie e quello normalizzato presente nelle banche dati.” Che lo stato possegga una mole di informazioni del genere senza darne pubblico accesso al contribuente è, già di per sé, un pericolo altissimo per la democrazia. Che poi le usi per dare risposte automatiche e inappellabili, è già oltre lo stato di diritto: è la pura tecnocrazia.

MDM 18/01/2022

Fonte https://www.italiaoggi.it/news/una-frenata-al-fisco-predittivo-2548411

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