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Dopo Harvey & Irma ecco gli effetti della Shock Doctrine (Intervista a Naomi Klein)

DI NAOMI KLEIN

Information Clearinghouse

AMY GOODMAN: Siamo su  Democracy Now!, democracynow.orgThe War and Peace Report.  Sono Amy Goodman.  Questo caos climatico, che sembra non arrestarsi più, ha spinto numerose celebrità a mettere in guardia contro i pericoli del riscaldamento globale. Martedì scorso durante il telethon “Hand in Hand” che seguiva passo passo l’andamento dell’uragano, Stevie Wonder ha lanciato un messaggio a chi nega i cambiamenti climatici riproponendo un pezzo classico  “Stand By Me”.

STEVIE WONDER:  Dovremmo cominciare a parlare e ad amare il nostro pianeta e chiunque creda che non esista nessun riscaldamento globale deve essere un cieco oppure una persona-non-intelligente.

AMY GOODMAN:  Anche la leggenda della musica Beyoncé ha voluto denunciare gli effetti del cambiamento climatico durante il telethon “Hand in Hand: A Benefit for Hurricane Relief “.

BEYONCÉ:  Ogni giorno gli effetti dei cambiamenti climatici stanno sconvolgendo tutto il mondo  Proprio la settimana scorsa, abbiamo visto la devastazione dei monsoni in India, un terremoto 8,1 in Messico e tanti altri uragani catastrofici. Irma da sola ha lasciato una scia di morte e distruzione dai Caraibi alla Florida, agli Stati Uniti del Sud. Dobbiamo essere preparati per quello che verrà. Quindi, stasera, facciamo insieme uno sforzo collettivo per levare le nostre voci, per aiutare le nostre comunità, per rincuorare i nostri spiriti e per guarirli.

AMY GOODMAN: Questa era Beyoncé. E adesso passeremo un’ora insieme a  Naomi Klein, autrice nel nuovo libro No Is Not Enough: Resisting Trump’s Shock Politics and Winning the World We Need.  Il libro è appena entrato tra i finalisti del National Book Award, o meglio Naomi è entrata tra i finalisti. E allora Naomi, abbiamo visto Beyoncé, abbiamo anche visto Stevie Wonder,  ma tu puoi dirci qualcosa del networks  — Non parliamo né di  Fox—MSNBC o della CNN che a malapena hanno menzionato parole come “climate change” anche se quando succedono eventi orribili come questo, provocati dal caos climatico, fanno delle dirette di 24 ore al giorno — . Dopo  Uno dei nostri ultimi servizi “Season of Smoke: In a Summer of Wildfires and Hurricanes” – mio figlio mi ha fatto una domanda ” Ma perché sta andando tutto storto?”  – Bene, né la CNN, né la  MSNBC  glielo hanno saputo spiegare.

Ma cosa dobbiamo dire, non solo su quanto  dice il Presidente Trump, ma anche sulla mancanza di copertura mediatica su questo argomento e sulla mancanza di informazioni sulle connessioni che esistono tra gli ultimi terribili uragani, già passati e in arrivo, sugli incendi, le tempeste,  la siccità e su tutte le altre catastrofi che succedono nel resto del mondo e che ci fanno impallidire se mettiamo a confronto il numero dei decessi avvenuti nel nostro paese con i 1.300 provocati dalle inondazioni nel Sud asiatico ?

NAOMI KLEIN: Mm-hmm, mm-hmm, e la  Nigeria.  Credo che sia davvero il momento di spiegare le connessioni tra questi eventi, perché  gli scienziati del clima ci avvertono da decenni che viviamo su un pianeta più caldo ed il caldo tra rendendo questo : un pianeta estremo. E un mondo estremo diventa una specie di palla che rimbalza tra il troppo e il non abbastanza. Troppe precipitazioni che diventano eventi estremi, non solo la pioggia, ma anche la neve –  ricordiamoci di quelle bizzarre tempeste di Boston, poi ci sono inverni con poca neve e all’improvviso si scarica giù una quantità di neve mai vista – e poi non c’è abbastanza acqua, così si creano le condizioni perfette per i fuochi che bruciano e che scappano fuori da ogni controllo. Ma il fuoco è una parte normale del ciclo delle foreste, solo che quello che vediamo ora è molto di più, ecco perché vediamo incendi e fuochi in quantità mai registrate, per esempio nell’area urabana di Los Angeles, un filo di fumo che un paio di settimane fa ha attraversato il paese dal Pacifico all’Atlantico,  un intero continente coperto da un pennacchio di fumo, e nessuno che ne abbia parlato, perché era più importante parlare di  Irma che stava per arrivare giù in Florida.

Quindi, questo è il mondo estremo — stiamo cominciando a intravederlo — quel mondo dal quale  avevano cercato di metterci  in guardia. E sentiamo frasi come “la nuova normalità”, ma queste sono parole è un po’ fuorvianti, perché non credo che – in queste cose – esista una normalità. Vedi, è esattamente la imprevedibilità che dobbiamo cercare di capire. E penso che un mondo più caldo significhi  solo che ci sono sempre meno intervalli tra un evento estremo e un altro.

AMY GOODMAN: Quindi adesso abbiamo il sindaco di Houston, Sylvester Turner, che ha annunciato di aver nominato Chief Recuperation Officer di Houston, l’ex CEO della Shell Oil Company, Marvin Odum. Turner ha dichiarato in una intervista: “Con tutte le risorse e gli ingegni che esistono a Houston, per me è stato un passo naturale cercare qualcuno capace di risolvere i problemi e creare partnership pubblico-privato, e cercarlo fuori dallo staff del mio municipio, qualcuno desideroso di aiutarci nella ricostruzione dopo inondazioni senza precedenti.  … Marvin E. Odum è la persona giusta per questo lavoro, alla luce di tutto quello che ha fatto nell’ambito dell’industria energetica con i governi e non solo, dopo aver affrontato avversità commerciali come l’enorme mazzata che è arrivata con l’uragano Katrina all’industria del petrolio e del gas “.  E con questo arriviamo al tuo libro The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism. Quando ci si trova in mezzo ad un disastro, come si deve affrontare per trasformarlo in una opportunità?

NAOMI KLEIN:  Bene, voglio dire noi dobbiamo reagire a crisi come questa. Le crisi sono messaggi. Sono messaggi che ci dicono che qualcosa non funziona nel sistema. Sai, non si tratta solo di  disastri naturali. Si tratta di disastri che sono diventati qualcosa di innaturale, che sono diventati innaturalmente delle catastrofi, certamente per effetto dell’impatto del cambiamento climatico, ma anche per effetto della deregulation, per effetto delle diseguaglianze e delle ingiustizie razziali.

E l’industria del petrolio ne è  il centro nevralgico. Se guardiamo al modo in cui una tempesta si trasforma da disastro in catastrofe, come è successo con Harvey, vediamo dove si può arrivare quando l’impatto dell’intersezione dei flussi dell’acqua, impatta con una industria del petrolio e del gas che sono state deregolate  e con una industria petrolchimica capace di creare una infernale zuppa tossica, come tu hai ampiamente detto, Amy, giusto?  E la stessa cosa accade con la violenza delle tempeste, che diventano ancora più forti per effetto dell’impatto globale provocato da queste e anche da altre industrie. Quindi, l’industria del petrolio e del gas sta rendendo più violento l’impatto delle tempeste a livello locale, cosa che abbiamo visto in città come Houston, e poi a livello mondiale, e questo per un effetto cumulativo della combustione  di tutti questi carburanti fossili.

E allora, chi andiamo a cercare per fare il responsabile della ricostruzione se non un ex CEO della Shell Oil, una delle più grandi società petrolifere che conosciamo — e di cui conosciamo le responsabilità — per l’impatto delle emissioni globali che provengono essenzialmente dalla combustione di materiali fossili. Questa roba dovrebbe essere lasciata dove sta e non dovrebbe essere usata. E questo parlando della Exxon, della Shell, della BP e delle altre società dell’industria e naturalmente del carbone, perché hanno tutte contribuito a rendere ancora più grave questo disastro. Quindi è davvero un mondo che si sta andando al rovescio, un mondo in cui quelli che sono i responsabili, quelli che dovrebbero pagare il conto dei disastri prodotti, invece vengono chiamati, come esperti, a pianificare come spendere il denaro pubblico, cosa questa che è una vera necessità ma che dovrebbe — in un mondo che avesse una mente sana  — essere speso per progettare una transizione veloce verso il 100% di energie rinnovabili, usando tutte le tecnologie disponibili.  Un progetto che potrebbe in effetti essere ridisegnato in tempi brevissimi e in modo equo e giusto, ma questo significherebbe che le persone che sono state maggiormente danneggiati dal modo di fare di oggi, quelle comunità che sono state avvelenate da queste industrie, quegli uomini che hanno respirato l’aria tossica, dovrebbero essere in prima fila nel possedere e nel controllare come si produce la loro propria energia rinnovabile, lavorandoci dentro, ecco, assicurandosi che i lavoratori che perdono il posto di lavoro perché le vecchie industrie chiudono, vengano prontamente riqualificati e impiegati nella produzione e nella economia di una nuova energia pulita.  Beh, pensiamo davvero che la Shell possa essere il buon pastore per guidare un processo come questo? Ovviamente no. Quindi abbiamo bisogno in questo momento di cacciare via un sacco di gente.

AMY GOODMAN: Qualcuno ha consigliato di dare agli uragani il nome di queste compagnie.

NAOMI KLEIN:   Yeah, mi piace quest’ idea. Oppure potremmo chiamarli semplicemente “Rex.”

AMY GOODMAN:  Vorrei andare ora  da Bryan Parras, che ci ha accompagnato in un  “toxic tour”  di Houston subito dopo le devastazioni del Hurricane Harvey, un tour tossico guidato da una persona che lavora per la  Sierra Club e che lavora su quelle che chiamano comunità che vivono sulle ultime linee di difesa  — non vivono proprio al front-line, ma vivono dove comincia la zona-rischio, come la ExxonMobil a Baytown.  Parla l’attivista per la giustizia ambientale  Bryan Parras.

BRYAN PARRAS: Stiamo andando a Baytown. Baytown è la sede della Exxon, uno stabilimento molto vecchio ed è il secondo in ordine di importanza per la Exxon. Questo stabilimento è stato inondato durante l’uragano, e potrebbe essere ancora allagato. Non ci sono ancora stato. Ma si sono visti degli enormi bagliori,  documentati da USA Today, provocati dall’incendio dalle sostanze chimiche, quando si è interrotto il processo di lavorazione.

AMY GOODMAN: E a questo tipo di aziende è stato concessa qualche deroga per bruciare tutto questo materiale che rilascia tante tossine?

BRYAN PARRAS: Beh, diciamo che in una situazione di normalità, dovrebbero rispettare dei limiti sul tempo massimo in cui possono bruciare i materiali. In questo caso, l’EPA ha concesso una deroga per cui non si prevedono penalità per il superamento dei limiti di tempo previsti.

AMY GOODMAN: Stiamo vedendo un cartello che dice “Kinder Morgan. Attenzione, attraversamento del gasdotto”.

BRYAN PARRAS:  E’ vero e  appena 10 metri dietro c’è una casa di qualcuno. La casa di  qualcuno che vive proprio in quel posto.

AMY GOODMAN: Chi parla è Bryan Parras del Sierra Club – t.e.j.a.s., un gruppo ambientale, che ci porta attraverso il Texas, in un “tour tossico” di Houston e dello Houston Ship Channel. E questo è il percorso dell’uragano Irma mentre la sua forza stava crescendo e stava per a abbattersi sui Caraibi prima di dirigersi verso la Florida. Donald Trump ha usato l’uragano Irma come scusa fare dei tagli fiscali ai ricchi. Questo è Donald Trump che parla, la scorsa settimana, mentre stanno arrivando gli uragani.

PRESIDENT DONALD TRUMP: Per creare  più prosperità a casa nostra, stiamo discutendo di un piano per fare dei tagli fiscali importanti e per fare una riforma fiscale e penso che, con quello che è successo con questo uragano, io devo chiedere una forte accelerazione per questi tagli.

AMY GOODMAN:   “Una accelerazione” sui tagli fiscali. Naomi Klein?

NAOMI KLEIN:   Sì, e da allora lo ha perfino ribadito. Ma quello che deve far riflettere è che in quel momento Irma non era ancora arrivato a fare danni. Lo sai, nel corso degli anni, ho documentato certi casi di leader politici tanto furbi da fare affermazioni subito dopo una qualche catastrofe, tanto per rincarare la dose e per spingere la gente a pensare di approvare dei progetti a favore di un certo programma, delle multinazionali, che rende ancora più grave il problema che ha causato la crisi. L’esempio classico di questo è Katrina, dove subito dopo quella catastrofe, creata dalla collisione di correnti calde, un tipo di uragano, che vediamo sempre più frequentemente mentre il pianeta si surriscalda, che si abbatte su una popolazione debole e trascurata, che non può gestire un’evacuazione, che ha abbandonato la gente di New Orleans, per cinque giorni, sui tetti delle case o nel Superdome. E poi è arrivata la risposta: “Bene, demoliamo completamente il sistema dell’edilizia popolare”  giusto? Quindi,  ho documentato che quando arrivò Katrina si aspettava almeno qualche giorno,  prima di dire: “Dobbiamo demolire gli alloggi popolari  e poi non riapriremo le scuole” – forse hanno aspettato 10 giorni, forse due settimane, Amy.   Ma Trump ha sicuramente battuto tutti i record – usando un uragano che doveva ancora doveva toccare gli Stati Uniti –  per dire: “Beh, questo è il motivo per cui dobbiamo sbrigarci ad approvare i miei tagli fiscali”. Penso che Bill McKibben lo ha spiegato bene. Ha detto “In un mondo sano, si chiederebbe di dare un taglio al carbone, non di fare tagli fiscali”.

Ma davvero … ancora una volta, questo è un mondo che va a rovescio? In un momento come questo, dove si stanno per presentare ai governi delle leggi multi-milionarie per sospendere il pagamento delle tasse e per la ricostruzione – e questi sono già pronti perché Harvey è già arrivato e sicuramente avremo bisogno di più soldi dalle multinazionali. E ricordiamoci che il progetto fiscale di Trump concederebbe dei tagli fiscali alle multinazionali come non se ne vedevsno da molti decenni.  E’ questo quello che Trump vuole fare – vedremo come finirà dopo i negoziati, ma il suo obiettivo iniziale era tagliare le imposte sulle imprese fino al 15%, giusto?  Certo, però così  fallisce il governo. Dove troverà i soldi per pagare l’impatto del cambiamento climatico?  Quindi questo è proprio l’approccio sbagliato.

Ma, in effetti, quello che ho sostenuto nel pezzo di cui parlavi prima voleva rivelare qualcosa e cioè,  non della dottrina dello shock, ma della crisi del cambiamento climatico, che è una minaccia molto profonda per il diritto ideologico, per quelle persone che hanno previsto quella visione radicale del mondo che Joseph Stiglitz ha definito  fondamentalismo del mercato, che ha messo al suo centro privatizzazioni, deregolamentazioni e tagli fiscali, compensando i mancati introiti con massicci tagli alla spesa sociale, tutto per dare una mano agli affari-delle multinazionali-degli-amici, e a incarcerazioni di massa e da una cintura di persone disposte a tutto per mantenere questo modello economico, giusto?  Si tratta dell’agenda neoliberista, che si scontra frontalmente con quello che dobbiamo fare per fronteggiare la crisi del clima, perché ovviamente bisognerà tassare le società e i ricchi che dovranno pagare un conto piuttosto pesante, per tutto quello che stiamo passando e per quello che stiamo solo intravedendo. Naturalmente è necessario dare delle regole alle multinazionali in modo che non continuino a inquinare e a rendere il problema ancora più pesante.

Quindi, il motivo per cui  persone come Trump negano  il cambiamento climatico non è perché siano convinti che la scienza sbagli. È perché se la scienza ha ragione – ed è vero – allora tutto il loro progetto ideologico, che è un progetto estremamente redditizio per i ricchi,  cade a pezzetti, perché dovremo metterci in linea e dovremo tassare i ricchi. Vedi, dobbiamo costruire una sfera pubblica e ancora più importante è che dobbiamo trasformarla e, dovremo seguire la strada che ci porterà dove si trova l’ energia che ci serve, dovremo cambiare il modo in cui ci muoviamo. Dobbiamo reinventare le città e non ci sarà modo che quel progetto politico-economico possa sopravvivere all’azione di un vero cambiamento climatico. Ecco perché negano che sia in atto il cambiamento climatico. Non dobbiamo preoccuparci su cosa pensino della scienza. Non si tratta della scienza. Si tratta delle conseguenze, delle conseguenze politiche ed economiche della scienza.

AMY GOODMAN: Dopo la pausa, vogliamo parlare – di quelle cose che hai presentato, cose che molti pensano che dovrebbe dire il Democratic Party  e che dovrebbe mettere al primo posto nel suo programma alternativo e ancora: dove  sta il Democratic Party  in questo momento. Voglio chiederti del sistema sanitario. Bernie Sanders ha presentato un disegno di legge per l’assistenza sanitaria per single-payer, così negli Stati Uniti, ci sarà Medi-care per tutti. Voglio parlare con te di Hillary Clinton che ha ricominciato a parlare ed ha attaccato Bernie Sanders —  anche se, naturalmente, ha attaccato anche Donald Trump — e voglio parlare di altre storie, per esempio,  lo scorso fine settimana è stato anche l’anniversario di Occupy Wall Street qui a New York.

Siamo su  Democracy Now!  con la nostra ospite  Naomi Klein, appena nominata finalista per il National Book Award per il suo ultimo libro : No Is Not Enough: Resisting Trump’s Shock Politics and Winning the World We Need.

 

Fonte :  http://www.informationclearinghouse.info

Link   : http://www.informationclearinghouse.info/47839.htm

19.09.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • panchis

    Quando i governi ammetteranno che questo innalzamento delle temperature é effetto dell’unica causa che sono le operazioni di geoingegneria, potremo andare avanti con le nostre vite.

  • Maria Di Monti

    Non la leggo più.

  • DesEsseintes

    Come si fa a negare che faccia più caldo?
    Qui da me la differenza con gli anni precedenti è enorme.

    Andate in questo sito, cercate le temperature di un posto a scelta a giugno 2017 poi fate il paragone con gli anni settanta e guardate che incremento drammatico.

    https://www.ilmeteo.it/portale/archivio-meteo

    • MarioG

      Non pretenderà di misurare il riscaldamento globale in base alle sensazioni personali nel posto in cui vive. Secondo le misurazioni

      http://www.ilpost.it/2013/01/17/mappa-nasa-riscaldamento-globale/

      la differenza con gli anni ’60 è di quasi 0.5 gradi in media annua. Non penso che la sua memoria biologica sia capace di rilevarlo.
      Se poi si parla della variabilità del clima su base locale è un altro discorso.

      Infine, se si pretende di aver individuato nell’aumento dell’anidride carbonica dovuto alle attività umane la causa della tendenza climatica attuale, è un altro discorso ancora, ovvero si entra nel campo delle congetture indimostrate.

      • DesEsseintes

        Hai visto il link che ho postato?
        Nella mia città, dove la differenza con gli anni è rilevata da tutti quelli che ne hanno memoria, le statistiche storiche (che si trovano in auel sito che ho linkato, non so se è chiaro) dicono che l’aumento è enorme.
        Ho fatto il paragone con giugno 2017 e gli anni settanta sia per la mia città che per un’altra

        • Trollerball

          Giugno 2017 è stato uno dei mesi più caldi del secolo, secondo soltanto a giugno 2003. Non mi pare il caso di fare confronti con gli altri anni. O sbaglio? Ho controllato il sito meteo che hai indicato e non ho affatto trovato quelle differenze di cui parli (tranne che proprio per giugno-luglio-agosto 2017).

          • DesEsseintes

            Presi due giugni a caso, 2015 e 1976 a Napoli

            Differenza clamorosa.

            Ovviamente non mi metto a cercare tutte le citta e tutti gli anni.
            Mi fido della mia memoria e di quella di tutti (tutti) nella mia città.

            Poi NON SO quale sia la causa.

          • Trollerball

            Beh, effettivamente a Napoli le differenze sono sostanziali

  • Truman

    Sarebbe forse il caso di ricordare che la Shock Doctrine può anche essere usata da parte del 99% verso l’1%. E funziona pure meglio.

  • Annalisa Rossi

    I cambiamenti climatici, che pur ci sono ed evidenti, non è affatto certo, come sostengono i più, che dipendano dall’attività umana. Essa di certo contribuisce a far star male noi che respiriamo gas nocivi. Ma fare paragoni con le temperature di 20 o anche 50 anni fa per concludere che dipende dall’attività umana lo scioglimento dei ghiacci ma anche ogni uragano o terremoto o eruzione vulcanica… per favore! La Terra ha 4,5 miliardi di anni. Ci sono state, accertate, 5 grandi estinzioni di massa causate da repentini (si fa per dire) cambiamenti climatici, con la sparizione anche di oltre il 90% delle specie viventi. E noi non c’eravamo. Più moltissime piccole estinzioni (si stima avvengano ogni 26mila anni circa). E noi non c’eravamo. L’uomo dovrebbe preoccuparsi di migliorare l’ambiente per etica nei confronti di se stesso e delle altre specie, in quanto non è il padrone di un bel nulla. Ma la Terra sa difendersi da sé, senza bisogno della nostra presunzione nel distruggere per poi fare i paladini della ricostruzione.

    • DesEsseintes

      Sono d accordo
      Non si può dire quale sia la ragione almeno io non sono in grado di stabilirlo però il cambiamento c’è eccome e in Italia fa più caldo

  • Trollerball

    Il cielo velato ad esempio porta a riscaldamento. E il cielo è sempre velato in certe zone d’Italia, parte bene al mattino, poi passano degli aerei che lasciano scie a bassa e media quota, le scie si estendono lentamente, si uniscono tra di loro, il cielo si vela completamente e la temperatura tende ad innalzarsi. Non sto parlando di scie chimiche, ma sto constatando un fenomeno che in certe zone è ben visibile, diciamo un giorno sì e un giorno no. Certi giorni, più che un cielo mi sembra di avere una scacchiera sopra la mia testa. Eppure non abito in una zona trafficata da aerei.

    • scimmia

      Che sostanze lisergiche usi?

      • Trollerball

        Nessuna sostanza, ogni tanto alzo gli occhi e guardo il cielo, cosa che ormai non fa più nessuno.

      • Trollerball

        Non mi hai risposto, pensavo che volessi parlarmi delle sostanze che usi tu, quelle che non ti fanno distogliere lo sguardo dal tuo cellulare. Tutto sommato, vivere nell’ignoranza è più semplice.

        • scimmia

          “Non mi hai risposto,…”
          Non mi hai fatto domande.

          • Trollerball

            Beh, adesso però te l’ho fatta la domanda, la rendo più chiara perché forse non l’hai capita: “Quali sono le sostanze lisergiche che usi tu, quelle che non ti fanno distogliere lo sguardo dal cellulare?”
            E’ interessante per tutti saperlo, così possiamo capire perché ci sono tante persone che guardano soltanto cellulare e genitali, senza mai alzare lo sguardo verso l’alto.

  • GioCo

    … e finalmente si capisce perchè qualcuno ha pensato di vendere fantastici “Luxury Survival Condo Resort” da milioni di dollari ai ricchi … e perché vanno a ruba … che ci avrebbero mai fatto con luoghi adatti ad accogliere comodamente al massimo per qualche settimana? Non certo un apocalisse o un inverno nucleare … come i tanti complottismi già prevedevano … tutto più semplice (al solito).

    Alla stampa basta il becero complottismo paranoico su cui avventarsi e raccontare i resort come una delle tante buffe manie dei ricchi che fanno tutto quello che si possono permettere giusto per vanto … ma in effetti alla luce delle premesse climatiche si è svelato un buon affare, casomai dovessero diventare troppo frequenti questi eventi estremi … no? Stai li comodo, aspetti a vedere chi sopravvive poi riemergi e “oplà”, ti presenti come il salvatore che ricostruisce tra le macerie e la devastazione causate dal cattivo meteo … si, si, un ottimo affare! Oggi poi che si stampano di fatto contanti sotto-forma di strumenti finanziari (derivati) in grado di trasfomare un debito in un credito, qualunque catastrofe diventa la perfetta occasione di speculazone (cioè un modo per trasformare in soldi la tragedia di altri) quindi … il problema politico centrale occidentale è che le tragedie rimangano quelle degli altri, in modo da poter continuare a speculare, tutto qui …

  • Wal78

    Smettere di scoreggiare è l’unica soluzione.
    A parte le battute, chiunque abbia studiato seriamente statistica sa che usare “la media” per misurare fenomeni come la temperatura che hanno livelli di variabilità enormi è una pura presa per il culo. In fenomeni molto variabili la media è un indicatore totalmente ingannevole. Usando le temperature medie e un bel grafico con scala ridotta puoi rappresentare quello che vuoi.
    Invece se andiamo ad analizzare gli scostamenti dalla media scopriremo cose interessanti
    – tra il 1880 e il 1919 abbiamo avuto praticamente scostamenti negativi dalla media, quindi in sostanza un raffreddamento climatico
    -tra il 1920 e il 1959 scostamenti lievemente positivi a macchia di leopardo per cui abbiamo avuto un leggero riscaldamento rispetto alla media
    – tra il 1960 e il 1979 scostamenti nulli
    – tra il 1980 e il 1989 un mix di scostamenti nulli o lievemente positivi
    – tra il 1990 e il 2009 scostamenti positivi, quindi un riscaldamento rispetto alla media

    Se andate a vedere analisi più serie che usano la temperatura mediana invece che la media scoprirete che alcune aree si sono riscaldate ed altre si sono raffreddate. Per esempio negli Stati Uniti abbiamo il Nord e l’Ovest che si sono raffreddati e l’est e il Sud si sono riscaldati

    Vi ricordo che a differenza di quel che pensano tutti non esistono dati univoci sulla temperatura mondiale, ogni istituto scientifico o metereologico di fama mondiale mostra grafici e serie storiche differenti anche di 1 o 1.5 gradi. Viviamo in una dittatura di dati e molti si dimenticano che anche i dati sono rilevati da uomini, elaborati da uomini e manipolati da uomini (spesso incompetenti). Davvero credete che al servizio metereologico dell’areonautica non lavorino un sacco di imboscati che non sanno neanche quel che fanno?

    • Cataldo

      In primis sarebbe da creare un servizio metereologico di stato che non sia demandato ai militari, senza questi ibridi che non servono ne ai militari ne ai civili.

  • snypex

    Progetto HAARP

  • Antonio

    “Si tratta di disastri che sono diventati qualcosa di innaturale, che sono diventati innaturalmente delle catastrofi, certamente per effetto dell’impatto del cambiamento climatico, ma anche per effetto della deregulation, per effetto delle diseguaglianze e delle ingiustizie razzial”… Yuk…

  • Cataldo

    Non sono un fan della Klein, per niente, ne per contenuti che per toni, ma dobbiamo anche comprendere che ognuno opera in un contesto. I media mainstream hanno riportato l’atteggiamento delle grandi reti di comunicazione nella descrizione degli eventi, con una comunicazione dai toni assurdi, ad esempio si riportava senza critica o commento la dichiarazione del responsabile sicurezza di un impianto chimico, un vecchissimo impianto che tratta a tonnellate materiali estremamente pericolosi in dosi di grammo, che diceva “Esploderà di sicuro, non possiamo farci niente, ma è tutto senza pericolo di inquinamento” e questo senza nessuno che lo abbia, non dico preso a schiaffi, ma nemmeno contraddetto. In un quadro del genere come articolare il discorso ? La Klein cerca una strada, e insistere sul concetto che la negazione dei problemi globali ha una radice nella conservazione dei privilegi delle elite ha senso.

    • Antonio

      Si vabbe… Ma che la butti sul razzismo la rende più ridicola di quel che é già…

  • Italo Balbo

    “Il terremoto in Messico lo si deve ai cambiamenti climatici” disse Beyonce prima di passare la canna…. Articolo spazzatura, roba da centri sociali. Puah !