Definire il fascismo: Georgi Dimitrov contro Umberto Eco

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James Tweedie
thesaker.is

Cos’è il fascismo? Con l'”operazione di de-nazificazione” russa in Ucraina ormai nella sua quarta settimana, e “Black Lives Matter” sostituito con “I Stand With Ukraine” come sfoggio di virtù del giorno, ora sembra un buon momento per definire questo termine.

Anche se sono un grande fan del giornalista iraniano Ramin Mazaheri, devo dissentire dalla tesi del suo ultimo articolo su The Vineyard of the Saker. Mazaheri afferma che la Russia interpreta erroneamente il nazismo come semplice russofobia. Temo che egli sottovaluti l’intelletto della nazione che ha contribuito per tre quarti, in termini di battaglie e di vittime, alla sconfitta del fascismo, 77 anni fa.

Invece di succhiarci i pollici nel tentativo di comprendere il significato della parola ‘fascismo’, confrontiamo due note definizioni, quelle di Georgi Dimitrov e di Umberto Eco, rispettivamente un marxista e un liberale.

Eco, l’autore italiano del giallo storico Il nome della rosa, nel suo saggio Il Fascismo Eterno, del 1995, aveva elencato 14 diverse caratteristiche. Il problema è che nessuna di esse, individualmente, fornisce la prova che stiamo vivendo in uno stato fascista.

Eco ammette all’inizio: “Tali caratteristiche non possono venire irreggimentate in un sistema, molte si contraddicono a vicenda e sono tipiche di altre forme di dispotismo o di fanatismo.”

Subito dopo però afferma: “Ma basta che ne sia presente una affinchè il fascismo coaguli attorno ad essa.”

Il primo elemento della lista di Eco, ‘il culto della tradizione’, è comune alla maggior parte dei conservatori sociali dalla ‘c minuscola’ (1). Il sincretismo di cui parla Eco si trova nella sua stessa eclettica lista.

I punti dal tre al cinque, ‘l’azione per l’azione’, ‘il disaccordo è tradimento’ e ‘la paura della differenza’, rappresentano in pieno le dozzine di sette trotskiste e anarchiche che sono saltate sul carro dell’Ucraina.

I punti dal sei all’otto, “l’appello ad una classe media frustrata”, “l’ossessione del complotto” e la convinzione che i “nemici siano allo stesso tempo troppo forti e troppo deboli” descrivono i “Never Trumpers” [Mai con Trump] statunitensi e i liberali britannici che ancora sperano di rientrare nell’Unione Europea (UE).

I punti 9 e 11, “la vita è vissuta per la lotta” e “tutti vengono educati a diventare eroi” si applicano ai millennial “risvegliati”, ossessionati da un vittimismo autopercepito.

Georgi Dimitrov, il segretario generale bulgaro della (Terza) Internazionale Comunista, in un discorso al 7 ° congresso del Comintern del 1935, aveva definito il fascismo: “la dittatura conclamata e terroristica degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario .”

“Il fascismo non è un potere al di sopra della classe, né il governo della piccola borghesia o del sottoproletariato sul capitale finanziario”, aveva elaborato.

“Il fascismo è il potere dello stesso capitale finanziario. È l’organizzazione terroristica della vendetta contro la classe operaia e la componente rivoluzionaria dei contadini e dell’intellighenzia”.

Quindi, il fascismo è la forma di governo a cui ricorre la classe capitalista quando la rivolta delle classi lavoratrici non le permette più di governare per consenso democratico, come preferirebbe.

“Lo sviluppo del fascismo, e la stessa dittatura fascista, assumono forme diverse nei diversi Paesi”, sottolineava Dimitrov. La sua chiara implicazione è che il fascismo potrebbe assumere nuove forme, anche senza il razzismo, il sessismo, l’antisemitismo e l’omofobia del regime nazista tedesco. Il fascismo potrebbe arrivare sventolando la bandiera arcobaleno e predicando i “diritti umani”. Penso che l’abbia già fatto.

E Dimitrov sottolinea che per il fascismo è imperativo l’anticomunismo violento e oppressivo, cosa che Eco, cresciuto nell’Italia di Mussolini, non menziona affatto nel suo disinvolto elenco.

Mia madre era nata un anno prima della Seconda Guerra Mondiale. I suoi genitori erano comunisti. In giovane età era consapevole che un’invasione nazista avrebbe significato che lei e la sua famiglia sarebbero stati assassinati, proprio come era già capitato ai comunisti nei Paesi occupati e dominati dai fascisti.

Eco non ha scuse per ignorare o dimenticare questo fatto, proprio come la pseudo-sinistra occidentale non ha scuse nel trascurare il fatto che il regime che aveva preso il potere a Kiev, dopo il colpo di stato del Maidan del 2014, aveva messo al bando il Partito Comunista Ucraino e gli altri partiti, o che i suoi teppisti avevano dato fuoco alla Casa dei Sindacati di Odessa, uccidendo circa 50 lavoratori, mentre la polizia stava a guardare.

La Russia moderna non è l’URSS, ma non ha mai smesso di essere il bersaglio dell’imperialismo, nonostante abbia abbracciato il cosiddetto “libero mercato”. I Russi lo sanno e, nelle ultime settimane, i loro leader hanno denunciato “l’impero delle bugie” con una chiarezza che Lenin – che aveva scritto un libro proprio su questo tema – applaudirebbe.

Per rispondere a coloro che identificano il fascismo con il nazionalismo: se Hitler, Mussolini e Tojo (2) fossero stati nazionalisti, i loro eserciti non avrebbero mai messo piede fuori dai confini dei loro Paesi e 50 milioni di vite non sarebbero andate perdute inutilmente. Il fascismo è imperialista, e l’imperialismo è l’antitesi del nazionalismo.

È facile capire perché alcuni preferiscono la definizione di Eco a quella di Dimitrov. Dimitrov evita il facile percorso del condannare il fascismo storico per il suo fanatismo e paramilitarismo, mentre evidenzia ciò che hanno in comune nazisti e liberali: l’anticomunismo. Eco asseconda esplicitamente coloro che pensano che l’Olocausto è ciò che accade quando ci allontaniamo dal moderno percorso liberale.

Se però si crede, come ha fatto la maggioranza degli elettori britannici nel 2016, che l’UE sia uno stato sovranazionale non democratico e corporativo che governa il continente in nome del capitale finanziario, ne consegue che la luccicante utopia liberale è fascismo, qui e adesso.

Nel 2020, l’obiettivo dichiarato dei rivoltosi antifa statunitensi era quello di far cadere il presidente Donald Trump e garantire la vittoria a Joe Biden, che, nel 2014, aveva contribuito a portare al potere a Kiev un vero governo fascista. Biden ora ha spinto l’Ucraina ad una disastrosa resa dei conti con la Russia, che minaccia di degenerare in un Armageddon nucleare.

Nel 2020, negli Stati Uniti non c’era stata nessuna rivoluzione, così come non c’era stata in Ucraina nel 2014. I Never-Trumpers del Partito Democratico non rappresentano una vera alternativa, sono solo ordinaria amministrazione in un partito imbevuto di neo maccartismo da caccia alle streghe. Questo ha contribuito ad abbattere la facciata della democrazia liberale, dietro cui si nasconde la nuda tirannia delle multinazionali che stanno inesorabilmente spingendo il mondo verso la guerra. Bel lavoro, anarchici.

La Russia ha preso posizione contro il fascismo e l’imperialismo.Voi cosa farete?

James Tweedie

Fonte: thesaker.is
Link: https://thesaker.is/defining-fascism-dimitrov-versus-eco/
19.03.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

NOTE

1 – Un conservatore ‘small-c’ – cioè con la c minuscola – è chiunque creda nella filosofia del conservatorismo ma non si identifica necessariamente con un partito conservatore ufficiale.

2 – Hideki Tōjō (Tokyo, 30 dicembre 1884 – 23 dicembre 1948) è stato un generale e politico giapponese che ricoprì l’incarico di 40º Primo ministro del Giappone durante la seconda guerra mondiale, dal 18 ottobre 1941 al 22 luglio 1944.

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