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Un carabiniere fa il baciamano a Ilaria Cucchi dopo la lettura della sentenza della Corte d’Assise di Roma, che ha condannato a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale due carabinieri, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, imputati nel processo bis per la morte del fratello Stefano Cucchi (Cecilia Fabiano-LaPresse)

Cucchi, la verità nascosta per dieci lunghi anni

DI PATRIZIO GONNELLA

ilmanifesto.it

Dieci anni fa Stefano Cucchi è stato torturato fino alla morte. I giudici lo hanno scritto nella loro sentenza. Non si può mai essere felici quando qualcuno è condannato a dodici anni di carcere, neanche in questo caso.

Si può però essere rinfrancati, finalmente rasserenati e protetti da una decisione che avvicina le istituzioni ai cittadini. Nessuno deve ritenersi infatti al di sopra della legge. Non c’è divisa che tenga. La divisa non è uno scudo penale, non è un fattore di immunità. La divisa è fonte di accresciuta responsabilità. Chiunque svolga una delicata funzione di ordine pubblico, di sicurezza e di custodia deve sentire il peso morale di essere il primo garante della legalità e dei diritti umani.

La parola tortura non ha potuto essere pronunciata dai giudici nel dispositivo della sentenza solo perché in quel lontano 2009 la tortura per il nostro pavido legislatore non era ancora meritevole di essere considerata un delitto. È stata per troppo tempo una parola impronunciabile. La violenza brutale e mortale subita dal povero Stefano ha finalmente trovato dei colpevoli. È stata un’inchiesta difficile, tormentata da tentativi di depistaggi, di omertà diffuse. Ci vorrebbe molta determinazione, pazienza, forza morale dei familiari per andare avanti. Dieci anni ci sono voluti. Due lustri conditi di minacce per i familiari, odio sui social, meschinità e fango su Stefano e sulla sua bellissima famiglia, stremata dal dolore e dalla fatica di sopportare un peso inaspettato, tragico. Non bastava un figlio, fratello torturato a morte. Bisognava anche reagire a chi ha sempre insinuato che tutto sommato Stefano se la fosse andata a cercare. Anche ieri Matteo Salvini, nel commentare la sentenza, ha evocato, mancando di pudore e di rispetto per i familiari, il tema delle sostanze stupefacenti affermando che lui lotterà sempre contro la droga.

 

Solo che ora c’è una sentenza che parla chiaro. Fece bene il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a chiedere scusa a Ilaria a nome dello Stato. Salvini si è invece persino ieri rifiutato di farlo. Lui, che come ogni populista afferma di essere dalla parte del popolo si rifiuta di scusarsi con una famiglia che è anch’essa parte del popolo romano, una famiglia e una sorella contro la quale si era lasciato andare alle sue solite espressioni truci. Il popolo dunque gli volti le spalle, gli ricordi che il popolo è fatto di ragazzi, donne e uomini che lo Stato deve sempre rispettare e proteggere.

Infine, un plauso a quegli investigatori e giudici che hanno creduto nella possibilità di arrivare alla verità storica. Stefano non era morto perché era malato, tossico, scivolato dalle scale. Stefano era morto in quanto pestato, torturato fino a perdere la vita. Ieri, come ha detto Ilaria, Stefano ha riconquistato la pace. Insieme a lui, noi tutti invece abbiamo conquistato un pezzo di fiducia nella giustizia e nelle istituzioni.

 

Patrizo Gonnella

Fonte: https://ilmanifesto.it

Link https://ilmanifesto.it/cucchi-la-verita-nascosta-per-dieci-lunghi-anni/

15.11.2019

Pubblicato da Davide

11 Commenti

  1. La pace al povero ragazzo massacrato tanti anni fa non la darà certo questa sentenza. In tutta la vicenda nessuno esce vincitore: lo Stato, i Carabinieri, la famiglia, la sorella, i medici, i giudici, nessuno…..
    Per questo non mi sento di solidarizzare con nessuno, meno che mai proprio con la sorella perché rappresenta perfettamente i poteri che dice di voler combattere: il principio prima di tutto.

  2. Se sua sorella gli fosse stato vicino da vivo un decimo di quanto lo è stata da morto forse era ancora vivo, ma non lo faceva nemmeno entrare in casa. Certo poi ha avuto molte ragioni, milioni di ragioni…

  3. Che razza di giustizia è 12 anni per aver torturato e pestato a morte Cucchi,l’ergastolo sarebbe stato la pena giusta.E i vertici dell’arma che non sono stati condannati.Come al solito è sempre il piccolo pesciolino che viene mangiato.Poi questo giornalista del manifesto non ne faccia un caso politico perchè come al solito si vede la malafede e la presstituzione dei giornalai verso il potere.

  4. “Nessuno deve ritenersi infatti al di sopra della legge. Non c’è divisa che tenga. La divisa non è uno scudo penale, non è un fattore di immunità. La divisa è fonte di accresciuta responsabilità. Chiunque svolga una delicata funzione di ordine pubblico, di sicurezza e di custodia deve sentire il peso morale di essere il primo garante della legalità e dei diritti umani.”

    Per quanto mi riguarda tutti futuri processi con implicate delle forze dell’ordine dovrebbero tenere presente queste semplici ma fondamentali parole.
    Tutto il resto sono mere speculazioni.

  5. Proibizionisti e Antiproibizionisti: una cretinata.
    Io fumo, sigarette, e so cos’è una dipendenza. Ho cominciato molto tardi, sulla trentina, e quando ero giovane era un incubo: fumavano tutti e …”Vuoi una sigaretta?” “Perchè non fumi?” “Ma davvero non la vuoi? Fino al fatidico (Sim Sim ne sa qualcosa), “Non fumi perchè sei spocchiosa!”
    Adesso avviene l’esatto contrario e pare che io fumi perchè sarei spocchiosa. Ma questo è un altro discorso.
    Il fatto certo è che, se le sigarette non le avessi trovate in vendita dal tabaccaio e avessi dovuto cercarle dagli spacciatori, magari nella notte buia, non avrei fatto questa fatica e non ne sarei diventata dipendente. Ragion per cui, secondo me, la guerra va fatta su due fronti: i ragazzini NON devono trovare la droga come si comprano le caramelle e quindi proibizionismo assoluto, per chi invece c’è già dentro, fornita alla ASL, fregando così gli spacciatori ( quelli grossi tranquilli che non fumano neanche una sigaretta), e sopratutto non siano costretti a rubare, prostituirsi, e ammazzarsi causa droga.

  6. Stefano non ha riconquistato nulla, ha solo perso la vita per mano di assassini esaltati che si nascondevano dietro una pseudo impunità datagli dalla divisa e un intero mondo omertoso il quale li ha protetti per anni e che sarebbe riuscito nel suo intento se non fosse che l’atto in se era talmente chiaro già allora per la sua dinamica da non lasciare spazio ad invenzioni e depistaggi tanto cari al modello Italia! Dovevano dagli 30 anni a quelle bestie… La famiglia Cucchi come quella Aldrovandi e altre nel loro genere dovrebbero essere da esempio, premiate e risarcite ampiamente da uno stato che come per gli episodi della scuola Diaz a Genova, preferisce proteggere con muri di gomma dalle inchieste uomini pavidi inutili e biechi torturatori piuttosto che garantire verità e giustizia ai suoi cittadini….e poi ci lamentiamo dell’Egitto sui fatti di Regeni….le istituzioni dovrebbero solo vergognarsi!!

  7. Esatto quando tutti piangono per i poveri drogati disperati non accennano MAI alla valanga di soldi che girano attorno, i narcos ? cosa sono? un nuovo cartone animato. Magari gridano da mane a sera contro il capitalismo, contro gli sporchi capitalisti eh, ma non pensano che fanno più soldi con la droga, ah no quella era un’altra storia che si fanno più soldi della droga con la tratta di schiavi, altra bella invenzione buonista DEM ente (per noi) per lor signori mica tanto, ultimamente sembra che il vaticano si interessi anche di vendita di organi, non gli strumenti musicali.

  8. Ma allora funziona alla grande questo sistema giudiziario… Ci sono voluti solo 10 anni, per avere ben 2 condanne (non una, signori, ma due), una cifra di prescrizioni, assoluzioni, 2 mini condanne, e parliamo di omicidio preterintenzionale, ma giustizia è fatta. Peccato che ci sarà appello, peccato per tutti le altre vittime di queste usuali situazioni, che non hanno avuto la fortuna di aver avuto qualcuno che ci abbia fatto un film, sulla loro storia. Ma, tanto, un bel baciamano, e passa tutto. Non capisco dopo, il fatto che qualcuno possa inserire il problema droga. Il Cucchi, come succede giornalmente per un numero alto di persone, viene catturato, incriminato (grande il pm che con il ragazzo con il viso già “lavorato”, non si interessa minimamente ai motivi, grande magistratura, come dice l’articolista…), e incanalato nel sistema penale, ovvero quello che prevede la legge. Se vieni ammazzato, cosa centra la droga, con degli assassini, protetti da un sistema corporativo che è chiaramente certo di essere sempre dalla parte del giusto, della legge…; depistaggi e minacce a pacchi, che porteranno al trionfo della giustizia, come rinnova il Gonnella (Il Manifesto). Dismetto ora la veste ironica, mi piace si, ma sono stanco. Tutto questo, purtroppo, non illumina (come vorrebbe far intendere il giornalista), ma oscura, per il semplice fatto, che dimostra inoppugnabilmente, le probabilità insignificanti che ci sono quando il cittadino si scontra contro i vari settori dell’ autorità, di ottenere, non dico Giustizia (che sarebbe utopico, francamente), ma almeno un trattamento paritario. Riguardo @@comedonchisciotte-e4873aa9a05cc5ed839561d121516766:disqus, credo che voglia provocare (o almeno io la vedo così) un risveglio delle coscienze, e soprattutto dell’intelletto, che obbligherebbe tutti noi ad affrontare queste problematiche con il giusto equilibrio, e con le giuste informazioni (che sono tante). La proposta di uno scrivente dabbasso, che, certo, per amore, chiuderebbe il fratello/sorella in camera, e sempre per amore (il suo, penso) lo pesterebbe il giusto, credo abbia parenti dell’inizio ‘900, dottori che praticavano l’elettroshock per curare pazienti “problematici”, ma comunque, sempre per amore (penso in quel caso per la scienza e per la propria fama). Ah, è proprio vero, “L’Inferno è lastricato di buone intenzioni”.

  9. Ma non vi rendete conto che creare dipendenze (dagli stupefacenti al gioco d’ azzardo all’ alcolismo) è il sistema con cui il Potere vi rende fisicamente e intellettualmente zombificati, dunque politicamente inoffensivi? 😀 “Nel fine settimana, sballatevi, a spese vostre, e state a cuccia e buoni nel vostro brago. Ma lunedì c’è il gatto a nove code ad aspettarvi!” dice Monty Burns.

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