Home / Attualità / Cretini 2 (i cretini non finiscono mai)

Cretini 2 (i cretini non finiscono mai)

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

La tragedia di Corinaldo, con i ragazzini morti da una parte e lo sproporzionato numero di biglietti venduti rispetto alla capienza del locale dall’altra, mi ha fatto tornare in mente un simile rischio vissuto da co-protagonista.
Era il 1° giugno della torrida estate del 2003, e quel giorno si apriva al pubblico per la stagione estiva la piscina, e l’annesso parco, dove all’epoca lavoravo.
Responsabile di segreteria, che si stesse mettendo male l’avevo intuito fin dall’apertura del cancello d’ingresso: alle 9.40 (l’impianto apriva alle 10) trovai già ad attendermi una dozzina di persone piuttosto scalmanate (per via del caldo e un’errata idea degli orari di apertura, concedo…).
Aperta la segreteria, la coda non si è mai fermata.
Alle 13.30, quando di solito c’era un calo di ingressi per via della mezza giornata utile che si pagava comunque a prezzo pieno, avevo già esaurito tutti i biglietti disponibili e stavo andando in panne per via del fatto che niente, nemmeno una pipì…
Dalla piscina mi chiamano per segnalarmi che c’era troppa gente rispetto al previsto unico bagnino (la stagione precedente non si erano mai superate le 500/600 presenze max), così iniziai a telefonare a tutta la lista di bagnini per cercarne almeno un secondo: a fatica, essendo tutti fuori servizio, riuscii a reperirne uno e a farlo arrivare dopo suppliche e perghiere che neanche a Lourdes (i bagnini fuori servizio hanno anche una vita, non è che stanno a casa ad aspettare che li chiami in emergenza).
Alle 14 era previsto un cambio turno, ma data la situazione chiamai intorno all’una la collega che doveva prendere servizio per supplicarla di arrivare il prima possibile: stavo davvero rischiando di farmela addosso, non potendo mollare la segreteria con la coda di gente irritata e nervosa (sempre per via del caldo, vado a concedere: se state a uno sportello rassegnatevi, non siete più umani di un robot per nessuno…).
Biglietti: non potevo inventarmeli, e però mandare via gente mi era impossibile: mi stavano già minacciando per l’attesa in coda, come se la coda gliel’avessi procurata io giusto per far loro dispetto, e al tentativo di negare un ingresso ho rischiato un linciaggio.
Chiamai l’amministratore per chiedergli che diavolo avrei dovuto fare. Ideona del genio: “Manda x (la sostituta che stava arrivando) a farsi prestare un blocchetto di biglietti alla piscina di…(altra gestita dalla stessa società).
Verso le 15.30, ormai in 2 allo sportello, finalmente la coda iniziò a scemare e dovevo fare almeno una prima chiusura di cassa prima di lasciare alla collega il proseguire fino a chiusura serale.
Capienza piscina: 800 persone.
Biglietti venduti: 1300 c.a.
Due bagnini, uno dei quali arrivato in soccorso dopo 3h di apertura e mille persone dentro all’impianto: se non è successo niente è forse solo perché quel giorno ho chiamato a soccorso molti potentissimi santi locali.
Il guaio è questo, sperimentato in quell’impianto molte volte: non c’é modo di far ragionare sulla sicurezza la gente: se gli dici che l’impianto non può ricevere più di un tot di persone, la mettono sul personale, e ti azzannano.
Dici loro che in vasca non puoi far nuotare più di 10 persone per corsia (ideale è 8), e ti azzannano.
Dici che in vasca si entra con cuffia e ciabatte dopo essere passati sotto la doccia e appena non li guardi se ne fregano.
Dici loro che nel prato della piscina non si possono portare i cani, che tanto meno i cani possono entrare in vasca, e niente, il loro cane è buono e io cattivissima (un giorno ho dovuto chiamare i carabinieri perché una si era portata il cane nascosto dentro la borsa e avevo la fila di bagnanti che se ne venivano a lamentare per via dell’igiene: meglio non v i dica le scene successe quel giorno alla presenza dei carabinieri, roba da film comico: i cani si sa, sono più che umani…e fanno una pipì più santa di quella dei neonati…)
Se parli loro di igiene sono sempre tutti d’accordo, ma solo se si parla dell’igiene altrui: loro sono pulitissimi (non vi racconto cosa trovavano le inservienti che pulivano gli spogliati per non farvi tornare su il pranzo domenicale), si sono fatti la doccia anche ieri, la cuffia gli rovina i capelli e tanto loro mica mettono la testa sott’acqua (ovviamente la loro pelle non si desquama mai, non perdono mai alcun capello, e comunque c’é il cloro, che igienizza tutto (se igienizzasse “tutto”, uscireste squamati e con la pelle che cade a brandelli dopo 10′ di immersione, sappiatelo…).
Il giorno dopo: alle 5 arriva all’impianto l’uomo della manutenzione quotidiana (abitualmente controlla i filtri, controlla l’emissione della percentuale di cloro in acqua, pulisce il fondo e igienizza i bordi, normale manutenzione insomma): nella vasca il fondo del giorno prima ha un centimetro di fango, letteralmente. Galleggiano inoltre rami, foglie, erba. Sui filtri, che non filtrano più nulla, chili di capelli, un paio di slip. parecchi kleenex.
Il prato pare reduce da una riedizione di Woodstock: carte, bicchieri, lattine, ciabatte singole, fazzoletti, giornali abbandonati, ecc.

Può stupirmi che la discoteca di Corinaldo abbia venduto più biglietti (e fatto entrare più ragazzini) di quanti fosse autorizzata a contenerne?
Per niente.
Ciò che invece mi stupisce è che ci siano genitori che consentono a ragazzini di 14/15/16 anni di andare in discoteca per un concerto (demenza del concerto a parte) che all’una di notte non è ancora iniziato.
Ma dove hanno la testa? Che senso di responsabilità hanno nei confronti dei figli? Qualcuno glielo spiega che non è questione di fiducia nei figli, ma di condizioni per cui quella fiducia risulta di default malriposta.
I gestori della discoteca vanno puniti, ovvio, e però è inutile fare quel che sempre si fa in questi casi: chiudere il locale per qualche mese per poi riaprirlo imponendo sulla carta numeri di capienza più contenuti (pare che al locale in questione fosse peraltro già successo).
Il punto è che ci sono business dove non c’é fattura elettronica che tenga, dove fare incassi è più importante che garantire la sicurezza e controllare che i numeri dei biglietti venduti corrisponda al massimo al numero di capienza è una pura illusione: o gli metti i tornelli numerati con blocco automatico al raggiungimento dei limiti previsti o niente, i numeri sono moneta sonante in più che arriva come una manna alla quale è difficile resistere.
Ed è inutile anche fare i moralisti della domenica: provate voi a bloccare gli ingressi quando davanti avete un’orda di gente che di sicurezza e regole non ne vuol sapere: o li menate di brutto (e siete un dittatore fascista) o vi lasciate tentare dall’ingresso in più che vi elimina la coda scalpitante e aumenta il volume di contante della serata (diventando sul momento dei buoni, ma alla fine essendo sempre dei coglioni).

Per me, ve lo dico: dove entra la folla io non entro più da tempo.
La folla è demente a prescindere, sempre: il cretino che fa la cazzata va messo in conto, e se si è mentalmente onesti se ne mette in conto più d’uno, così ecco che avete la risposta al cosa fare: state lontani dagli assembramenti e diffidate di chiunque vi faccia entrare in un locale dove non si potrebbe “solo” per farvi un favore.
L’esperienza di 4 anni a uno sportello, tutto sommato e solo in apparenza meno pericoloso di quello di una discoteca, mi ha insegnato che nessuno è più cretino e potenzialmente pericoloso di quello che ti chiede di fargli un favore facendolo entrare, contravvenendo con questo alle regole di sicurezza o di igiene: se ne incrociate uno che vi fa (o vi chiede) un simile “favore”, tirategli subito un cazzotto, vi farete meno male che a cedere.
Ne ho rischiati parecchi, di cazzotti, per aver imposto, nei limiti delle mie competenze, il rispetto delle regole per igiene e sicurezza.
Non è stato mai facile, subire le incazzature deliranti di gente normalissima e perbene che davanti a un no si rivela una belva disposta a sbranarti per aver osato, proprio a lei, “io che sono un/una cliente!”, dire no, non posso, mi lasci il numero di telefono e se si libera un posto la chiamo.
Niente, l’italietta del lei non sa chi sono io e del la prego mi faccia un favore è forse la bestia più infida dalla quale non riusciamo davvero a liberarci.
Le conseguenze sono quelle note: i morti di Corinaldo di questi giorni, ma ci metto sul conto anche quelli per la valanga di Rigopiano, quelli del Ponte Morandi e tutti quelli che vi vengono in mente ripensandoci un po’: morti la cui ragione si trova sempre dalle parti del favore, del pressapochismo, del tanto non cadrà, del mica nevicherà così tanto da…

 

Fonte: http://rossland.blogspot.com

Link: http://rossland.blogspot.com/2018/12/cretini-2-i-cretini-non-finiscono-mai.html

9.12.2018

Pubblicato da Davide

23 Commenti

  1. Ma poi tutta quella gente per andare a vedere chi? Il nulla del nulla… Era autoselezionante…

  2. Il problema,del popolo italiano è che non ha più educazione civica.Almeno una volta a scuola veniva insegnata,ora non più,e i risultati si vedono.Poi come giustamente è stato scritto,chiusura della discoteca per 2 mesi,e poi di nuovo avanti nello stesso modo.L’unica soluzione è colpire senza pietà,quella discoteca non aprirà più i battenti e i proprietari andranno al gabbio per tutta la vita,forse allora qualcosa cambierà.

  3. La postmodernità si fonda sull’irresponsabilità del consumatore, che accetta tutto. In cambio bisogna concedergli tutto: il pane alle 8 di sera quando il panificio sta chiudendo ci deve essere. Ed i figli devono avere ancora più diritti, per potere essere ancora più consumatori dei loro genitori. Guai quindi a quei genitori che impongono politiche fascistissime come impedire l’ingresso ad un carnaio all’una di notte per sentire un nulla alla moda. Esiste una associazione incaricata del rispetto dei diritti TOTALI dei figli:
    “Telefono Azzurro promuove un rispetto totale dei diritti dei bambini e degli
    adolescenti.”
    Dove volete che andiamo in questo modo? I DIRITTI TOTALI dei figli sono un obbligo verso l’irresponsabilità che la loro naturale immaturità comporta. Questo caxxo di società cioè sta premiando l’immaturità invece della responsabilità, e ci sta educando noi tutti ad osservare meticolosamente le nuove regole della postmodernità.
    Se dovessi proprio ribellarmi, lo farei non contro i gestori incoscienti, non contro i genitori incoscienti ma contro quelle organizzazioni che chiedono il RISPETTO TOTALE dei diritti di un immaturo. Questo è lo stilema che porta inevitabilmente una società verso il baratro, posto in cui tutti gli immaturi possono vantare ogni diritto. Anche quello di governarci.

  4. Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.

  5. con le notizie di cronaca si anestetizza la cronaca politica. persino IlFatto dedica solo degli articoli di terza marginali quando la cronaca nera generalmente viene appena accennata.. questo è segno di come i mass media spalleggiano sempre il potere e questo governo è parte del gioco e non certo contro .

    natale passerà così tra pacche e oscuramenti vari .

  6. Curiosità: Siccome io a suo tempo ero un artigiano montatore-installatore di piscine, acquascivoli e parchi acquatici per conto di Piscine Cast. magari la conosco quella struttura dove lavorava la nostra Rossland …
    Sicuramente del Sud, forse Calabria, non sarà Le Castelle?
    O Catanzaro Lido?
    Ciao e grazie se vorrai rispondere.
    Cmq. confermo: Quello che riesce a fare la ggente pur di riuscire a farsi male, è incredibile.
    Con gli acquascivoli, riuscivano ad ammazzarsi a capocciate (arrivava giù il tipo sparato a bbestia e incocciava sul bagnante distratto) o addirittura a saltare fuori dal canale…

  7. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Mi duole molto vedere tanti giovani distruggersi seguendo i falsi valori e i falsi miti di un sistema in putrefazione. Questo è il problema: il “Mos Maiorum” dei popoli, ovvero i valori, gli usi, i costumi e le tradizioni di una volta sono stai soppiantati dal mercimonio del libero mercato, dal liberismo sfrenato, dagli smartphones e dai social-trappole psicologiche che hanno ridotto il cervello delle giovani generazioni in un orpello!

  8. “Non è stato mai facile, subire le incazzature deliranti di gente normalissima e perbene che davanti a un no si rivela una belva disposta a sbranarti per aver osato, proprio a lei, “io che sono un/una cliente!”, dire no, non posso, mi lasci il numero di telefono e se si libera un posto la chiamo.”

    Verissimo.
    Però chi accetta serenemente il divieto poi resta col dubbio che qualcun’altro sarà invece accontentato non si sa bene perchè.
    Questa è ancora l’Italia.

  9. Ste cose sono successe più o meno ovunque nel mondo, e anche molto peggio per quanto adesso si facciano le chiacchiere della domenica mattina come in questo articolo, il securitismo inteso come l’ideologia della sicurezza a tutti i costi non avrà mai un fine se non quello di perpetrare se stessa per generare business, il che crea altri problemi anche peggiori.
    Siamo mortali e la sicurezza ce la creiamo internamente, salvarsi la pelle grazie a dispositivi tecnici o giuridici ci rende sempre più spesso irresponsabile perché ci evita di pensare al pericolo. Non so se avete mai notato come sono circospetti e stiano con i sensi allertati i giovani che provengono da stati dove si spara e dove se non pensi alla tua pelle e al pericolo che ti può investire ogni minuto rischi di morire. Noi a confronto siamo addormentati e persi proprio a causa del fatto che storicamente abbiamo voluto una società giusta e migliore è l’abbiamo ottenuta, ora che con l’infame criminale progetto Europeoide il liberismo ha sdoganato molti rischi e deviazioni continuiamo a concentrarci sul securitismo ma man mano questo darà risultati di segno opposto perché va nella direzione sbagliata ovvero la deresponsabilizzazione collettiva.

  10. Calma.
    Il mestiere del genitore è il più difficile che esista: si fa sempre molto presto a parlare ma agire sul controllo di un figlio non è affatto facile. Lo dico da padre che ogni volta non perde occasione di far notare ai figli, alla moglie, e se mi capita a chiunque, la pericolosità della calca, della folla. Esempi: l’Heysel, Sheffield, Torino… Quanti se ne vuole, ovunque. Ma non c’è nulla da fare. I ragazzi non sanno cos’è il pericolo, se ne fregano, e forse anche questo è essere ragazzi. Se a questo si aggiungono genitori che sono a volte fin peggio dei figli… Tutto questo è inevitabile? Almeno in parte no. Servono forze dell’ordine che incutano paura, per ottenere disciplina e ordine, cosa che è ormai evidente non si ottiene con il buonsenso e il rispetto. Serve una magistratura SPIETATAMENTE ONESTA, nei confronti di TUTTI. Ma poi, se si ottengono la disciplina e l’ordine, ci sarà sempre chi accuserà di tirannide, di odore di dittatura, di fascismo, chi quella disciplina e quell’ordine li ha ottenuti. Quindi, i morti sono inevitabili data la nostra natura. Come gli stupidi. E gli sfortunati.

  11. “La folla è demente a prescindere, sempre: il cretino che fa la cazzata va messo in conto”.
    Quoto e aggiungo: da una folla che va a vedere sfera ebbasta non puoi aspettarti azioni intelligenti.
    Ecco, l’ho detto.

  12. Tra l’altro: quanti di noi hanno la capacità tecnica e l’esperienza per capire un potenziale pericolo dato da mancanza di vie di fuga e dalla calca? Certo, in questo specifico caso si poteva anche fare. Ma prendiamo Torino: quanti avrebbero saputo prevedere il disastro, in una piazza? Secondo me praticamente nessuno.
    Come si impedisce a un figlio/a deciso ad andare a un concerto,in uno stadio, in una discoteca o peggio a un rave? Provateci. Gli volete parlare, volete provare a convincerlo che è pericoloso? Vi dice di sì, che capisce, e ci va lo stesso.
    Oggi, secondo me, i ragazzini corrono tremendi rischi ad andare in bicicletta, in Italia soprattutto, per motivi vari. E non dico in motorino poi. Qualcuno vuol provare a farli smettere di andarci? Prego, si accomodi. Si sa che ci sono quelli più svegli e altri più tonti. Ma questo vale poco e solo fino a un certo punto. E’ essenzialmente una questione di culo.
    I gestori dei locali e degli eventi devono rispettare le regole (che ci sono) e li forze dell’ordine farle rispettare? Sicuramente.
    Ma ancora il culo conterà per il 90%. Ed è con questa consapevolezza che un genitore deve fare i conti.

  13. A fine didattico, suggerisco un film del 1976 censurato dalla TV perché poteva dare qualche strana idea a qualcuno e indurre paura e qualche riflessione nei frequentatori PAGANTI di eventi sportivi e non:
    PANICO NELLO STADIO
    Ma non è che abbiamo smesso di andare al mare dopo LO SQUALO, giusto?

  14. Lavorare al pubblico…..come ti capisco. Per me sono 26 anni ormai (mese più mese meno) durante i quali ho realmente provato istinti omicidi . Perché con le persone, veramente, non ce la fai. Provi il sistema di sicurezza antincendio appena montato (alle 10:30 di mattina inoltre)?? Due minuti, forse tre e una pletora di mamme o nonni si riversa in ufficio, perché il pupo (o la pupa) dormono….sennò si svegliano…sennò si agitano. Esempio banale eh?!? Una volta sono arrivato alle mani con un cliente che voleva a tutti i costi gli trovassi posto per la macchina, all’interno della struttura in cui lavoro, di sabato, nella settimana di ferragosto!! Non voleva pagare il parcheggio esterno…..ci sarebbe da scrivere un libro. Le persone, una folla di persone, è quanto di più pericoloso, irrazionale, imprevedibile, possa capitare. Se a questo si somma l’incapacità, l’ignoranza, l’individualismo, l’arroganza e la mancanza di senso civico, di cui noi italiani (me incluso)siamo pieni, il finale drammatico è sempre garantito.

  15. La cosa più grave, anzi gravissima, che nessuno “purtroppo” capisce, e nemmeno ci pensa lontanamente, sta proprio nel fatto che coloro che sono rimasti dentro, perché bloccati ( non potendo uscire, cioè quasi tutti, “fortunatamente” non si son fatti nulla? a me fa pensare un bel po’, e se il rischio fosse stato dentro sarebbero morti tutti?. Nessuno poteva uscire. )
    Le uscite di sicurezza o vie di fuga, sono le componenti più importanti di un locale, ma nessuno le considera, quel locale non doveva essere autorizzato a svolgere quella attività, perché non idoneo, ma chi lo ha autorizzato? perché lo ha fatto? come mai nessuno ha controllato? (E’ lui l’omicida che ha ucciso quei ragazzi) Poi che fossero deficienti i bambini è normale, ma che fossero ancora più deficienti ed imbecilli gli adulti che glielo hanno permesso, questo sì che è gravissimo. La famosa patria podestà che non conosce più quasi nessuno, serve a dare responsabilità a chi opera in un settore dei minori, il gestore di un locale dove si organizza un evento per minori, nello stesso istante che stacca ogni biglietto si sta assumendo la patria podestà del minore, è lui il responsabile della incolumità pubblica del minore e ne deve rispondere, il genitore invece né è responsabile per averlo indotto al rischio che poteva, anzi doveva rifiutare, non per l’evento o la festa, ma perché conoscendo come funziona l’Italia e gli Italiani, non si doveva fidare, questo è un paese corrotto fino all’osso del collo, dove tutta gira in funzione di mazzette ed altro, ci si può fidare di concedere il proprio figlio nelle mani di certe persone? Io non lo farei mai, né lo ho mai fatto con i miei figli, ho sempre messo a nudo la realtà forse anche troppo, ma in queste trappole per topi non li ho mai messi.

  16. Riguardo alla funzione di genitore, credo che non sia facilissimo impedire ad un figlio adolescente di andare ad un concerto simile e secondo me non sarebbe neanche giusto.
    L’unica soluzione che mi sento di proporre è quasi banale.
    Occorre semplicemente rispettare le regole di sicurezza, soprattutto quelle che riguardano le vie di fuga in un locale del genere.

    • Qualcuno ha anche citato i rischi di andare in bicicletta o, peggio, in scooter. Non esiste la sicurezza assoluta, e anche se hai ragione nel chiedere che le vie di fuga siano rispettate non dimentichiamoci che esiste ed è ben foraggiata la lobby delle certificazioni. Quella che chiede l’abilitazione di un palco provvisorio alto 30cm da parte di un ingegnere. Quella che sta facendo sparire le sagre dall’Italia perchè troppo costoso e complicato mettere tutto a norma.

  17. La selezione naturale si manifesta in molti modi.

    > Mi duole molto vedere tanti giovani distruggersi seguendo i falsi valori e i falsi miti di un sistema in putrefazione.

    Cosa ci si può aspettare se il denaro è l’unità di misura.

  18. C’è stato un tempo, personalmente me lo ricordo molto bene, in cui andare ad un concerto, (ma anche ad una partita di calcio o occasioni simili) era un rischio certo e sicuro, finendo quasi sempre con scontri spesso molto violenti e pericolosi tra fazioni o, il più delle volte, con le forze dell’ordine. Magari non c’era lo spray al peperoncino, ma in compenso ti beccavi molto facilmente lacrimogeni tossici e di ignota pericolosità. E’ vero quindi, che in qualche modo si andava preparati quasi come ad una guerra, e si conoscevano abbastanza tutte le dinamiche dei possibili scontri, compresi i provocatori dai quali stare lontani. Tra l’altro non ricordo partecipazione di genitori ad eventi con ragazzi dell’età non molto diversa da quella di coloro che erano nella discoteca di Ancona. Se oggi, in una massa di gente che va inconsapevolmente incontro al rischio di una tragedia del genere come agnellini al sacrificio, metti alcuni lupi appena un po’ più aggressivi e coscienti di quello che stanno facendo, il dramma è assicurato. Il punto è capire che cosa è che ha ridotto la gente (non tanto i ragazzi, quanto gli adulti che dovrebbero insegnarlo) incapace di distinguere un pericolo evidente e concreto; la deresponsabilizzazione è certamente il primo elemento, cui è strettamente collegata una mal riposta fiducia in non meglio precisati diritti che si ritengono ormai scontati in una società civile. Se si arriva ad attraversare la strada sulle strisce pedonali senza guardare se arriva un tir che non fa in tempo nemmeno a vederti, o a camminare sulle rotaie senza guardare se arriva un treno, forse è giusto che ci sia una selezione dei più adatti…

  19. ho acceso la televisione ed è comparsa una ragazza che, commentando i fatti accaduti nella discoteca, ha detto “… vorrei che tutti i ragazzi si DIVERTINO … ” : possiamo pretendere che non si divertino ?

  20. la vergogna e’ una uscita di sicurezza con uno scivolo e del gradini , mai vista una porcata del genere, neanche in africa vedi ste cose , ma nessuno controlla da quelle parti si fa’ tutto alla cazzo di cane , e’ proprio vero che tu pensi di abitare in italia un paese avanzato ma la tua e’ un’idea sbagliata , abiti nel terzo /quarto mondo

  21. In questo pezzo c’è tutto il meglio del peggio, dall’umanizzazione dei cani alla finta ignoranza delle regole basilari del vivere civile fino alla logica del furbetto del quartierino…. tutto insieme è un mix esplosivo altro che complotti e nwo quinstiamo di fronte alla vecchia cara ignoranza italica che tutto giustifica per se e condanna per gli altri.