Covid, il grido del Dott. Manera verso le istituzioni: “Dovete chiedere scusa al popolo italiano!”

Il medico anestesista rianimatore ribatte al Governatore del Veneto Zaia che in campagna elettorale fa dichiarazioni à la carte: “Il SARS-CoV-2 non è Ebola, lo sappiamo fin dal primo giorno. Si cura a casa. Se non ti vuoi vaccinare, ti rispetto. Chi vuole farlo deve potersi recare in un centro.”

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di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Le elezioni sono alle porte e così cominciamo ad assistere a imbarazzanti acrobazie verbali e indecenti cambi di versione sulla famigerata narrazione Covid-19 come, ad esempio, ha fatto qualche giorno fa il Governatore del Veneto Luca Zaia che lo scorso lunedì 1° agosto, ospite della Festa della Lega a Cervia-Milano Marittima, ha dichiarato che “il Covid si cura a casa”. “Questo virus ha una caratteristica e questo lo sapevamo dal primo giorno” – ha precisato Zaia “non è l’ebola che ammazza l’ospite, il Covid ha una bassa mortalità”. E lo ha detto come se fosse una cosa ovvia da sempre sostenuta. Ha poi parlato del rispetto delle idee di tutti: “Se tu non ti vuoi vaccinare io ti rispetto” – ha dichiarato Zaia – “ma chi si vuole vaccinare deve essere lasciato in pace, deve riuscire ad arrivare in un centro vaccinale”.
Magari la memoria mi inganna, ma personalmente non ricordo notizie di ‘pericolosi no-vax’ che hanno cercato di impedire l’accesso agli hub. Senza dimenticare che per un virus “che non è l’ebola che ammazza l’ospite”, come candidamente sottolineato appunto da Zaia, c’è gente che è stata costretta a vaccinarsi per non perdere il lavoro e che adesso si sta ritrovando a gestire problematiche di salute conseguenti.
“Noi non possiamo abdicare al ruolo di informare in maniera ufficiale corretta i cittadini” ha anche aggiunto Zaia facendo infine riferimento alle fake news “contro le quali abbiamo dovuto battagliare non poco”.

Alle affermazioni di Zaia ha replicato il dottor Stefano Manera che nei mesi di marzo e aprile 2020 ha prestato servizio in modo del tutto volontario come anestesista e rianimatore presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, lavorando prima nel reparto di rianimazione e poi contribuendo ad allestire, avviare e condurre un reparto intensivo di 15 posti letto istituito per l’occasione dell’emergenza epidemica.
Il 24 aprile 2020, quando ancora si era nella fase iniziale di quella che era stata ormai definita una pandemia e le autorità sanitarie brancolavano nel buio, insieme a 32 colleghi Manera scrisse un appello al ministro Speranza perché fosse incentivato l’utilizzo del desametasone in ambito extraospedaliero per frenare la famosa cascata infiammatoria riducendo l’aggravamento della malattia e di conseguenza il numero dei morti. Quell’appello, però, rimase senza risposta (anche quando, due mesi dopo, il Regno Unito annunciò al mondo intero che l’utilizzo di questo farmaco poteva avere un ruolo chiave nel salvare vite umane).
Terminata la sua esperienza ospedaliera a Bergamo il dottor Manera ha continuato a svolgere la sua professione di medico andando anche a integrare le fila dei sanitari impegnati nelle cure domiciliari. In questi due anni, inoltre, ha fatto anche un gran lavoro di informazione essendo attivo nei social e nelle piazze sui temi della consapevolezza, della prevenzione, della libertà di scelta e di cura.
Con il suo permesso pubblichiamo la trascrizione integrale del video in cui replica alle dichiarazioni di Zaia (il video è allegato e visualizzabile alla fine del testo e contiene, oltre la replica del dottor Stefano Manera, anche un estratto delle dichiarazioni di Zaia).

* * * * *

Sono il dottor Stefano Manera, medico chirurgo specialista in anestesia e rianimazione. Questa mattina mi è stato mandato un video del Governatore del Veneto Luca Zaia che ha fatto un discorso in una manifestazione estiva. L’ho ascoltato. Sono rimasto assolutamente esterrefatto nell’ascoltare queste parole e mi piacerebbe commentarle insieme a voi e nel frattempo anche mandare un appello al Governatore Zaia.

(A questo punto si vede un breve video del Governatore Zaia)

Sono esterrefatto nell’ascoltare le dichiarazioni del Governatore. Prima di tutto Zaia asserisce, e lo fa all’inizio, che “il Covid si cura a casa” e lo dice con una tale sicurezza come se lo avesse sempre detto.
Allora vorrei ricordare, caro Governatore, che siamo stati noi, io e qualche altro medico, a dire dal 2020 che il Covid si curava a casa. Lo abbiamo detto e siamo stati per questo motivo emarginati, siamo stati indicati come degli eversori, come delle persone di scarsa credibilità, di scarsa fiducia, dei diffusori di fake news eccetera eccetera con offese per lo più sempre molto pesanti.
Noi dicevamo che il Covid si curava a casa, voi non l’avete mai detto. La vostra narrazione è sempre stata esattamente il contrario. Quello che dicevate voi, caro Zaia, era che il Covid non si curava a casa e che soltanto contagiarsi con il virus SARS-CoV-2 avrebbe causato morte certa. Non l’aveva detto solo lei, Governatore, nelle sue innumerevoli dirette, ma lo sosteneva il Governo Conte, l’ha sostenuto con forza, con veemenza e con violenza, direi, anche il Governo Draghi.

Dice poi anche che il virus ha una caratteristica e, sostiene, “lo sapevamo sin dal primo giorno che non è l’ebola”. Anche questo è falso perché noi dicevamo che il virus non è l’ebola e che qualora fosse curato tempestivamente le persone sarebbero guarite. Voi non dicevate e non avete mai detto questo, non avete mai sostenuto questa tesi tanto è vero che noi, quando nell’aprile del 2020 scrivemmo un appello al ministro Speranza in cui chiedevamo che fosse diffusa la possibilità di utilizzare in ambiente extra ospedaliero il cortisone proprio per andare a spegnere l’infiammazione e quindi salvare una marea di vite, ebbene a quell’appello non c’è mai stata risposta. Non ci avete mai risposto a livello istituzionale. Mai. Mai risposto a livello istituzionale.

Poi va avanti, va avanti in questo continuo parlare a ruota libera dicendo che il Covid ha una bassa mortalità. Anche questo lo sapevamo, anche questo lo abbiamo sempre detto.
Che cosa, caro Governatore, aveva e ha tutt’ora un’alta mortalità? Quello di lasciare le persone a casa a cuocere nella loro febbre, nella loro infiammazione senza possibilità di cure. Che cosa è gravato da un’alta mortalità? L’alta mortalità è data dai protocolli ministeriali, cioè vigile attesa e paracetamolo. Questo determina l’alta mortalità, non il virus in sé.
Lo dicevamo noi fin dal primo giorno, non voi.

E poi sostiene una frase che non ho capito bene. Mi piacerebbe che lei la potesse spiegare chiaramente: “È brutto da dire ma è così.” È brutto da dire che il Covid abbia una bassa mortalità, ma è così. In che senso? Avreste voluto che il Covid avesse un’alta mortalità appunto come l’ebola? Questo non è chiaro, non mi è chiaro perché dice “è brutto da dire”.

Poi continua dicendo che ha dovuto battagliare contro le fake news dato che il compito istituzionale era quello di informare.
Quali sono le fake news? Le fake news mi sembra che sia chiaro che sono state quelle che le istituzioni hanno voluto diffondere, almeno questo è quello che sta dicendo lei. Lei sta dicendo esattamente che il Covid si cura a casa, sono sue parole mi pare, che ha la caratteristica di non essere l’ebola, di avere una bassa mortalità eccetera eccetera.
Noi lo dicevamo, noi dicevamo questo e siamo stati etichettati come diffusori di fake news. Ora lei lo sostiene, allora le chiedo: quali sono quindi queste fake news?
E quindi il vostro compito non è stato quello di informare. Mi viene il dubbio che il vostro compito o il vostro obiettivo sia stato, invece, proprio quello di disinformare.

Sostiene anche che ha difeso la volontarietà vaccinale. Beh, questo mi sembra veramente un insulto, visto tutto quello che è successo, vista la politica sulla campagna vaccinale, sull’obbligatorietà vaccinale eccetera, eccetera.
I vaccini sono stati resi obbligatori per la stragrande maggioranza della popolazione. Chi non si vaccinava non poteva lavorare, veniva emarginato dalla vita sociale, i medici sono stati sospesi, gli insegnanti sono stati sospesi, i sanitari in genere sono stati sospesi, gli avvocati non potevano andare nei tribunali, i poliziotti …eccetera, eccetera, eccetera. Quindi non c’è mai stata una volontarietà vaccinale e voi non l’avete difesa nella maniera più assoluta. Voi non avete mai neanche provato a difendere la sacrosanta volontarietà vaccinale che poi è, sostanzialmente, la sacrosanta libertà ad avere su di sé una determinata terapia.
Nessuno di noi ha mai criticato, ha mai condannato, ci mancherebbe altro, chi voleva liberamente vaccinarsi. Quello che noi facevamo e dicevamo, che diciamo ancora oggi, e che io dico ancora oggi, è di essere contrario all’obbligo vaccinale in questo ambito.

Dopodiché chiude, chiosa questo breve video che è stato estrapolato da una sua presenza in una manifestazione di pochi giorni fa: “Cari no-vax che fate le prediche”.
Credo che, per quanto sia orribile, questo termine ‘no-vax’ è stato coniato, ricordiamolo un’altra volta, da voi, dalle istituzioni quindi da coloro che, a suo dire, si sono difesi, hanno combattuto per la volontarietà vaccinale, contro le fake news eccetera, eccetera. Voi avete coniato il termine no-vax e avete creato una divisione sociale che prima, forse, non c’è mai stata. Non c’è mai stata prima d’ora una divisione tale, un odio tale con una campagna di denigrazione.
“No-vax che fate le prediche.” Non ho mai sentito nessuno fare prediche, anche perché non esistono sostanzialmente i no-vax, sono una creazione fatta da persone che avevano, che hanno, tutti gli interessi per creare una categoria, per discriminare e per creare una divisione sociale.

Caro governatore Zaia, non ci siamo.
Non ci siamo perché dice cose che non corrispondono a verità, dice cose che proprio sono, fanno parte di un altro mondo. Io non so perché ora sostiene questo, ma ha sempre sostenuto, lei e il Governo che lei e il suo partito avete appoggiato, sempre esattamente il contrario.
E questo è molto grave. Questo è molto grave perché la popolazione italiana ha creduto, chiaramente, a quello che avete detto in questi due anni abbondanti e i risultati sono stati drammatici.
Quindi, Governatore, prima di andare nelle piazze a sostenere queste tesi e a raccontare queste cose che non corrispondono assolutamente a verità, io francamente farei un bagno di umiltà e chiederei scusa, inizierei a chiedere scusa, lei e tutti i suoi colleghi facenti parte delle istituzioni, chiederei scusa alla popolazione italiana che ha creduto fino in fondo alle vostre parole e oggi sta pagando un prezzo davvero insostenibile.

 

 


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