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Bitcoin: cittadini tenetevi alla larga, autorità occupatevene

DI PAOLO SAVONA

scenarieconomici.it

La gente si domanda che cosa sia questa nuova follia finanziaria dei Bitcoin. Per taluni, la curiosità di sapere maschera il desiderio di acquistarli. Se così fosse, l’unico suggerimento da dare a costoro è “tenetevi alla larga”.

I Bitcoin sono il nulla che ha radici nell’abilità dei pochi e nella credibilità dei molti. Nati come moneta sostitutiva di quella legale, cioè con dietro uno Stato e le sue leggi, è diventata uno strumento per speculare, dove vince chi è più abile a entrare a prezzi bassi e uscire quando si innalzano. Essi vivono perché una fascia per ora ristretta del Pianeta li considera mezzo di scambio (ossia moneta da usare nei pagamenti), serbatoio di valori (dove tenere i risparmi) e strumento liberatorio dei debiti (ossia strumento riconosciuto a tal fine).

I Bitcoin assolvono la prima funzione in modo per ora limitato e la seconda con molti e crescenti rischi, ma non la terza, perché la legge non li riconosce come tali; la miopia delle autorità va però legittimandone l’esistenza introducendo l’obbligo di trasparenza a fini fiscali e accettando l’avvio di contratti (i derivati future) sugli stessi, caricandosi di responsabilità sulla loro esistenza senza domandarsi che cosa faranno se la speculazione inverte il suo andamento e la magistratura si trovasse di fronte a un caso di contestazione sulla legittimità di un debito saldato con Bitcoin.

L’esistenza dei Bitcoin è il risultato di un programma (protocollo), il Blockchain (letteralmente “catena bloccata”), che opera in modo decentralizzato su grandi computer e ha la proprietà di essere trasparente e sicuro, ossia registra e mette a disposizione ogni operazione compiuta da un singolo individuo senza che altri possono conoscerla. Esso è stato messo a punto da un ingegno come quello di Ulisse (conosciuto come Nakamoto) che se a Polifemo di essere “Nessuno”. Per questa caratteristica di impenetrabilità vengono attratti nel meccanismo fondi leciti e illeciti in cerca di anonimato.

Poiché la nascita dei Bitcoin richiede procedure complesse (chiamate “miniere” e gli autori “minatori”) e Nakamoto-Ulisse ha stabilito un limite alla loro circolazione in 21 milioni di unità, alla crescita della domanda non segue un pari aumento dell’offerta e i prezzi si impennano. Quello che sta avvenendo, ma sul nulla, perché dietro non c’è né attività reale che ne giustifichi il valore, né un’autorità che li protegga. Lo ripeto, vivono perché i possessori lo vogliono e altri lo consentono.

È uno strumento monetario e finanziario basato sulla convenzione spontanea tra partecipanti al meccanismo telematico. Oggi la logica di questa convenzione-convinzione è la scommessa che il meccanismo possa continuare a funzionare creando benefici senza alcun problema, che invece esiste. Se dovesse venire meno, chi paga le conseguenze, dato che le autorità avrebbero dovuto intervenire?

La risposta più comoda è che “i ricchi e i criminali si scornino tra loro”, se non fosse che ogni crisi nata da mancanza di regole causa gravi conseguenze all’economia, come ha dimostrato la Grande recessione nata dall’”esuberanza irrazionale” della finanza americana e globale con i derivati dei crediti non buoni (subprime credit) contro la quale si è scontrato il mondo, con una particolare incidenza per Italia che aveva le mani legate dalle istituzioni europee “zoppe” (il termine è di Carlo Azeglio Ciampi).

Il sistema della moneta telematica va governato per tempo affinché non sfugga di mano, se già non è accaduto l’irreparabile. Infatti ai Bitcoin si sono aggiunte altre monete connotate come criptocurrency (criptovalute), dalla caratteristica del protocollo Blockchain che è scritto criptato, ossia in modo tale che solo chi è autorizzato a farlo può leggerlo e, nel loro caso, solo chi li possiede. Ricordando la frase di Einstein che ciò che non riesci a fare oggi, lo farà qualcuno domani e, pensando al successo di Turing nel decriptare i messaggi nazisti, prima o dopo può accadere che il monopolio della conoscenza da parte dei singoli individui venga meno.

Il secondo punto, ancora più preoccupante, è che la sovranità monetaria passa dalle mani dello Stato a quelle dei privati, che secoli di storia indicano non abbiano capacità di autocontrollo; abbandonata la moneta in forma metallica (oro e argento), quella cartaccia (il circolante che abbiamo in tasca) e scritturale (i depositi bancari), essa è ora in forma telematica (bit di computer) e può essere creata in quantità infinita; perciò deve essere controllata da autorità che operano su delega dai Parlamenti, some le banche centrali o i Ministri del Tesoro. Quattordici banche globali stanno mettendo a punto una loro moneta elettronica che espropria la sovranità monetaria degli Stati; di conseguenza l’economica non sarà più controllata da leggi, ma dalla volontà dei loro manager.

La Russia ha già deciso di recuperare la sovranità creando il criptorublo. Olanda e Danimarca stanno studiando di farlo. Stati Uniti e Regno Unito si sono invece limitati a imporre la trasparenza fiscale e legale, una via che l’Italia sta percorrendo, ma in modo blando. Il problema non è quello di raggiungere lo scopo di far rispettare le leggi tributarie e lottare contro la criminalità, cosa sacrosanta, ma garantire che l’aumento dei prezzi sia sotto il controllo dei Parlamenti in nome della “no taxation without representation”, non può esservi un’imposizione fiscale fuori dagli organi della democrazia, come sarebbe il caso dell’inflazione, la tassa occulta sui poveri.

 

Paolo Savona

Fonte: https://scenarieconomici.it

Link: https://scenarieconomici.it/bitcoin-cittadini-tenetevi-alla-larga-autorita-occupatevene-di-paolo-savona/

10.12.2017

Pubblicato da Davide

50 Commenti

  1. Questo di Bitcoin ha capito meno ancora dell altro

    • dacci qualche indizio

      • Fatto strano. Non solo questo Savona scrive come se non avesse capito un piffero Delle criptovalute e dell’economia. Ma non è neanche un pinco palla qualunque. L età rincoglionisce oppure è il secondo a predicare diversamente da come razzola? http ://smartmoney.startupitalia.eu/news/59255-20161122-euklid-seed-10-milioni-londra

        Sul sole 24 ore hanno pubblicato il medesimo articolo facendolo.seguire da commenti spesso appropriati. Tomei,Losacco, Venier soprattutto.
        http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2017/12/11/ma-il-bitcoin-e-veramente-il-nulla-come-si-sente-dire-in-giro/

        • invece l’autore dell’articolo ci ha preso in pieno. Il bitcoin è
          fuffa. Perchè? perchè non è garantito da nessuno, in nessuna forma giuridicamente valida (obbligazioni/titoli di stato, oro, petroilio ecc..).. “vivono perché i possessori lo vogliono e altri lo
          consentono.”..vero: il valore del bitcoin è determinato
          dalla sua scarsità, essendo una moneta erogata in quantità
          limitata..meno ce n’è, più diventa rara da estrarre e più valore
          le viene attribuito..è un “loop”, come un cane che si
          morde la coda..Ma allora perchè ha preso piede? semplice, perchè verso il 2010 delle persone hanno comprato bitcoin quando ancora valevano pochi euro l’uno: i famosi “miners”.. questi miners si sono accaparrati il 90% dei bitcoin a prezzi stracciati e quando ne hanno avuti abbastanza hanno deciso di aprire società private di brokeraggio (guardacaso tutte aventi sede legale a Panama) ed iniziarono a speculare dettando loro il prezzo.. ti vendevano bitcoin in cambio di denaro reale..fuffa..tanto è vero che nel 2011-2012 alcune di queste fantomatiche società chiusero i battenti sparendo con oltre 32 milioni di dollari reali, lasciando in mano ai loro possessori bitcoin virtuali..bello il trucco vero? ora invece è
          successo che anche i grandi speculatori di Wallstreet hanno messo occhio al bitcoin come nuovo mezzo di guadagno ed hanno deciso di tenerlo in piedi per portarlo appunto dove sta ora: “10mila Euro x 1 bitcoin” contro i “600Euro x1 bitcoin” del
          2012.. Allora, ci arrivate da soli dove sta l’inghippo? immaginate
          queste società di broker che stanno guadagnando miliardi vendendo fuffa.. quando qualcuno di loro deciderà di ritirarsi scoppierà la bolla di nuovo..loro spariranno coi soldi veri e voi rimarrete col culo per terra in bitcoin..e la giostra della
          speculazione ricomincerà da capo..

          ps. gli unici che ci hanno guadagnato sono quelli che comprarono per primi.. di sicuro non chi inizia adesso..
          e se volete investire in bitcoin, aspettate il prossimo crollo..

      • questi non ti diranno mai niente. Fanno solo finta. sprechi il tuo tempo. Io l’ho gia fatto. Ti danno solo mezze risposte. Sono qua per lavoro, spargono la loro “influenza”.
        È come chiedere a Wanna Marchi come realmente funzionano le alghe “scioglipancia”.

    • Condivido.

    • A meno che Savona abbia scritto qualcosa di sbagliato su questioni tecniche (Blockchain, mining, ec), direi che ha invece capito benissimo la natura del Bitcoin: è una moneta esclusivamente privata, il cui valore (ma i possessori lo sapranno?) dipende soltanto dalla SPERANZA che qualcun altro lo accetti come mezzo di pagamento. Nessuna istituzione o altro tipo di ente ad oggi ha IMPOSTO l’uso del Bitcoin, quindi esso rappresenta veramente carta straccia, perchè chiunque può liberamente rifiutarlo come mezzo di pagamento.
      Esso sta assumendo i tratti della commodity, una merce da comprare e rivendere nella speranza che qualcuno se lo faccia sbolognare. Di certo questa prospettiva è viziata dall’idea che le banche centrali stanno “stampando a go-go”, quindi la moneta a corso legale è carta straccia perchè non vincolata all’oro, etc…Ma è la prospettiva sbagliata di chi ancora crede che la moneta abbia valore se è vincolata all’oro, cosa palesemente non vera,come dimostrato dalla storia.

      • Impossibile contestare nel tempo a disposizione tutte le fesserie che vado sentendo sui bitcoin e nel confronto fra questo e la moneta. Nessuno mi paga per rispondervi e provo a fare del mio meglio come gratitudine per quanto invece solitamente qui leggo. Ma pare che il bitcoin sia un argomento particolarmente ostico per chiunque. E anch’io se avessi avuto chiaro il futuro, non mi sarei arreso alle prime difficoltà quando nel febbraio 2014 il bitcoin balzo alla mia attenzione. Non ho investito in bitcoin allora perchè era più complesso del mio tempo/capacità fare mining, e non fare mining significa pagare i bitcoin per multipli del loro costo marginale, il che probabilmente non è un buon affare (evidentemente nel 2014 la mia scelta non fu corretta, ma col senno di poi siamo tutti bravissimi).
        Torando ad alcune questioni rilevanti:
        La differenza tra la “speranza” che una moneta venga accettata, e la certezza che venga accettata è più labile nei fatti che nei vocaboli adoperati.
        Si certo, se lavori in Europa sei obbligato ad accettare gli Euro. Come prima gli esercenti italiani erano obbligati ad accettare la Lira. Il problema con la lira non era però che qualcuno la accettasse (sostanzialmente avevi problemi solo quando facevi il turista in posti poco turistici), il problema era che l’inflazione a tratti piuttosto elevata (ha superato il 20% annuo) non garantiva affatto che chi deteneva moneta nascosta sotto il materasso avrebbe potuto con tutta calma spenderla per acquistare quanto si aspettava. E’ ed era il libero mercato a stabilire il “valore” di una moneta. Siamo passati all’euro, con tutti i problemi che comporta, perchè abbiamo dato per scontato sarebbe stata più solida, il che essenzialmente significa che avrebbe goduto di più fiducia rispetto alla Lira. Ed è incontestabile sia fino ad oggi avvenuto tutto ciò. L’Euro gode di un prestigio, di un mantenimento del “valore nel tempo” che la Lira si sognava. Se si stampassero più Euro (come piacerebbe a me peraltro) il prestigio scemerebbe, e il valore diminuirebbe.
        Perchè un qualunque grafico di domande e offerta nei testi di microeconomia non lascia adito a dubbi. Se aumenta l’offerta e la curva di domanda non cambia aumenta la quantità diminuisce il prezzo.

        Ora, il ragionamento che fanno alcuni, è che la bitcoin è ad emissione programmata. Viene emesso un nuovo bitcoin ogni 10 minuti. Non importa quanti computer si dedichino all’operazione.
        Per il bitcoin propriamente detto c’è pure una data di scadenza alle emissioni. Per cui comprando bitcoin hai una doppia certezza: sai quanto aumenterà la massa monetaria sottostante, e nessuno può cambiare tale regola.
        Ma siccome le cose non sono neanche così semplici, in realtà se tutti i miners si mettessero d’accordo potrebbero cambiare qualunque regola. Ma è un sistema effettivamente distribuito, per cui è impossibile si realizzi l’unanimità. E’ comunque possibile che qualcuno dei miners trovi un accordo e si realizzi un “fork”. Ce ne sono già stati coi bitcoin. E chi aveva un bitcoin si è trovato un bitcoin + un nuovobitcoinpostforkconnuovonome.
        Così però quel che ho detto prima sulla certezza della massa monetaria diventa solo parzialmente vero.
        Perdipiù non è difficile notare che esistono non solo monetevirtuali nate dal bitcoin, ma anche imitazioni e variazioni sul tema che nascono come funghi.
        Per chi ha studiato microeconomia però, non dovrebbe essere difficile ricordare che si può avere un monopolio di fatto quando si hanno “economie di rete”. Con la moneta è evidente l’economia di rete, per cui è chiaro ci possa essere qualcosa di simile ad un monopolio, che diventa sempre più chiara e forte man mano che il valore dei bitcoin per altro aumenta. Ma anche le economie di rete hanno una loro fine: quando l’innovazione tecnologica trova un sostituto radicalmente migliore. E chi può essere in grado di sapere se e quando si troverà qualcosa che non è un’imitazione del bitcoin, magari leggermente migliorata, ma qualcosa con caratteristiche uniche aggiuntive che la rendono sostanzialmente migliore? Quanti prodotti o servizi specie su internet abbiamo visto eclissarsi in appena vent’anni?! Nelle chat c’era prima mirc/Icq, poi c6/msn, poi skype, adesso facebook/twitter/whatsapp si dividono il mercato con qualche aggiunta, per via di differenziazioni mentre i primi 4/5 servizi sono diventati di nicchia. Chi ricorda Netscape? Yahoo? Ormai regna Google. Anche ebay che pareva inarrestabile e immensamente più competitiva alla fine è stata scalzata nel suo primato dall’apparentemente più piccoletta e dalle ridotte speranze, Amazon.
        Per cui tornando alle nostre curve è abbastanza chiaro che la domanda di una moneta non controllata da alcuno stato e quindi a-politica. Con la quale poter fare qualunque transazione, (come si poteva fare con i contanti che vorrebbero far diventare obsoleti), ma col vantaggio del trasferimento da un continente all’altro nei tempi e mezzi richiesti dalla globalizzazione. Una moneta che non solo aiuta gli spacciatori, i corrotti, ma anche i governi oggetto di sanzioni perchè non svendono le proprie risorse al più forte e al più corruttore. Chi leggendo quotidianamente comedonchisciotte può dubitare non ci sia una grande “Domanda” di moneta in tal senso. Domanda significativa e transnazionale.
        Ma non ho la sfera di cristallo. Non so se saranno i bitcoin a prevalere (come dovrebbe essere in assenza di significativi miglioramenti proposti da altre monete virtuali) o se sarà qualche moneta dalle caratteristiche che si dimostreranno utili e richieste dal mercato. Certo è che se il problema è che così il controllo della moneta non ce l’hanno più lo Stato ma i privati… Cribbio chi legge questo sito crede ancora sia Renzi o il Berlusca ad avere alcun controllo sull’emissione dell’Euro?!
        Ne è pensabile che una moneta virtuale non emessa dalla BCE possa sostituire in toto l’Euro. Potrà servire negli scambi internazionali, negli investimenti, nei debiti, legali e non legali. Qualche economista ritiene particolarmente SANO che non vi sia un un’unica moneta (quindi un unico controllore) all’interno di un Paese. Ma di nuovo sarà il bitcoin o il siciliacoin la moneta complementare?
        Perdonatemi se solitamente sono sintetico, ma se vi indico dei buoni commenti potreste peritarvi di leggervi quelli, che sono scritti da chi sa scrivere meglio di me. Se non vi sono chiari potete almeno rivolgermi domande specifiche. E se credete vi siano chiari ma vi sembrano balle, allora considerate pure me come uno spara balle.

        • Mi pare che ciò che hai scritto sulle monete tradizionali faccia trasparire una certa confusione, in particolare sul “valore” di una moneta (un conto è il potere di acquisto, un conto è il cambio con altre valute). Sembrerebbe anche che tu creda nel principio “la moneta fa i prezzi”, ma non è così e lo sappiamo da 60 anni circa.
          Il Bitcoin è carta straccia, si può spendere solo se altri lo accettano (non è scontato), lira ed euro si possono spendere per legge (l’euro più si svaluta al cambio, più ha speranze di sopravvivere). E’ questo l’unico valore della moneta, oltre al fatto (non trascurabile) che ci siano beni da acquistare. In mancanza di questi, non esistono monete forti, sono tutte aria. Anche se sono fatte d’oro.
          L’emissione della moneta da parte dei privati normalmente è altrettanto se non più) demenziale di quella da parte degli stati; l’euro è l’ultimo degli esempi di moneta emessa da uno stato che ti potesse venire in mente : è il primo caso storico di moneta senza stato! Invece nei paesi normali (UK, Giapppone) la BC agisce di concerto (si spera) con la politica, e le cose funzionano un pochino meglio, basta seguire i principi giusti e non le vaccate alla Oscar Giannino.

          • L’euro l’avevo citato perchè è la principale moneta “alternativa” al bitcoin per chi legge il forum, visto che chi decidesse di comprare bitcoin plausibilmente lo farà scambiando euro e non sterline o yen.
            Perdipiù era Savona a dichiarare che bitcoin era il male perchè non emesso da uno Stato. Quindi mi spiace se non sono stato chiaro, ma era proprio una critica a Savona citare l’euro che come tu ribadisci NON ha neanche questo uno Stato dietro, e neanche un insieme di stati visto che ufficialmente Draghi è indipendente dal parlamento europeo come dai singoli parlamenti.
            Le monete d’oro sono d’oro, e a differenza di bitcoin e euro, se non trovi beni per scambiarle hai pur sempre la proprietà di qualche grammo di metallo reputato prezioso dalla notte dei tempi. Non lo puoi prendere a morsi se hai fame ma ci puoi fare una bella collana che resista al tempo. Con gli euro puoi pulirtici il sedere, ma sono ruvidi, coi bitcoin manco questo, che però non mi pare una grande perdita.
            Non so cosa tu indendi sapere da 60 anni, tutti i testi di marcoeconomia che conosco pubblicati negli ultimi 60 anni riconoscono alla moneta 3 funzioni:
            1) riserva di valore (ce l’hanno entrambe, solo che l’euro non per sopravvivere lui bensì perchè sopravvivano le economie sottostanti deve inflazionarsi, il bitcoin che al massimo si può candidare a valuta complementare non ha questo ruolo, non è programmato perchè si deflazioni nel lungo periodo e ciò potrebbe anche aggravare l’economia se le banche centrali non adegueranno i propri comportamenti sulle valute che tengono loro sotto controllo in modi oggi difficilmente stimabili)
            2) mezzo di scambio (l’euro è accettato ovunque nel mondo anche dove non deve esserlo necessariamente per legge, però al contrario per legge ha delle limitazioni proprio nella nazione in cui vivi. Se sei italiano e ti presenti con una mazzetta di soldi in contanti per comprare un auto nuova il concessionario italiano è tenuto a negartela. Se poi sei uno Stato come l’Iran e vuoi compravendere petrolio, la banca che fa da tramite può essere sanzionata dagli Usa perchè così hanno deciso gli Usa). Quindi l’euro, funziona da mezzo di scambio solo con dei limiti, il bitcoin con limiti diversi, oserei dire complementari.
            3) misura del valore (cioè unità di conto) monete ad alta inflazione svolgono male questa funzione. Il bitcoin attualmente ad altissima deflazione lo svolge dunque malissimo, ma non è un azzardo asserire che prima o poi forse si assesterà su un qualche valore oggi imprevedibile e diverso da 0, con oscillazioni tali che gli permetteranno di acquistare tale funzione.

          • Mah, come si fa a dire che Draghi non ha uno Stato dietro e neanche un insieme di Stati? Perché allora Draghi cerca in tutti i modi, con i diversi QE , di sostenere gli Stati europei dell’Eurozona? Non vi siete accorti che Draghi, pur acquistando titoli di stato solo sul mercato secondario, di fatto finanzia in gran parte gli Stati europei che hanno adottato l’euro? Per Statuto la BCE dovrebbe essere indipendente, di fatto non lo è.

          • Non ha uno stato specifico. Ma non deve neanche concertare alcunché con l insieme di stati. Finanzia si gli stati europei, ma nei limiti autoimposti dallo statuto e per perseguire gli scopi dello statuto. È solo.come.effetto.secondario.che gli stati tutti ne strano.traendo, chi più chi meno,.vantaggio. Lo scopo di Draghi è e deve essere quello di tutelare l’esistenza del l’euro, perseguire l’infrazione al 2%, ne più ne meno,.nel.breve.come.nel lungo periodo. Se per fare ciò adesso compra debito italiano, non implica che Renzi abbia alcun potere di farlo.continuare non appena l’inflazione raggiunge il 2,1%

          • Certo che Draghi ha uno Stato alle spalle, anzi, ha tutti gli Stati dell’Eurozaon, che accettano l’Euro e SOLO l’Euro come moneta per pagare le imposte. Fino a quel punto gli stati non hanno ceduto.
            Guardando i rating BTC/EUR/USD (in questo momento siamo alla stratosferica quotazione di 17.500 USD per 1 BTC!) è difficile stornare l’attenzione dall’aspetto “moneta”, perchè BTC (e le altre cryptovalute) sono ben altro. BTC è una scommessa. I termini della scommessa sono questi: che quando nel 2020 saranno stati raggiunti i 21milioni di BTC estraibili, il BTC sarà così usato come mezzo di scambio e di pagamento che la sola elaborazione diffusa generata dagli scambi sarà sufficiente a far funzionare la blockchain. Oppure, e in questo ha ragionissima Francesco Mascali, emerga una variante della blockchain più funzionale, che necessiti di una minor potenza di calcolo e migliori prestazioni. La sfida è costruire una rete distribuita P2P tra tutti i device del mondo per poter scambiare TUTTO e accedere a qualsiasi dato senza bisogno di server centralizzati. L’Internet del futuro, pronto per l’Intellgenza Artificiale. Blockchain è un primo passo. Occorreranno algoritmi di compressione dati molto più efficenti e una quantità di altre innovazioni, ma il punto d’inizio c’è. Come in tutte le innovazioni tecnologiche, c’è del bene e c’è del male, dipende da chi ne assume il controllo e come si comporta.

  2. E’ esattamente una bufala: dietro la moneta corrente non c’è lo stato ma un sistema bancario privato che opera per fare usura su qualsiasi cosa fa uso della moneta.
    Le ragioni per stare alla larga dalle criptomonete sono ben altre.
    L’autore fa tutta una serie di affermazioni false che non vale la pena neanche di smentire.

  3. il bitcoin “… ha la proprietà di essere trasparente e sicuro …”

    Hahahaha, aaahaha, AHAHAHAHA!!!!

    Anche l’aria è trasparente (=invisibile) e cià uguale un sacco di cose che non dovrebbero esserci dentro ma te la respiri comunque -quindièbuono?- e anche la NATO è sicura (=mortale) ma non sai mai per chi opera -quindièbuono?- …

    Ma quanto siamo cretini a cadere sempre nelle stesse trappole da secoli ?!? … gli speculatori fanno denaro dal denaro e l’unica ragione per cui ci riescono è che siamo NOI I FESSI a non metterli esattamente dove dovrebbero stare: IN GALERA. Putroppo già un comune ladro è difficile da acchiappare e ancora di più da accusare, le percentuali di successo legali sono risibili al punto che solo la buona coscienza individuale e la consapevolezza che “è meglio rigare diritto” dell’educazione -perquantoscassata- ci danno qualche briciola di garanzia. Per ciò, questi SIGNORI ASSOLUTI DELL’INGANNO che nuotano nel loro mondo infernale per grazia delle leggi “ad personam criminalis” di cui oggi si bea il diritto internazionale, sono praticamente in una “botte de fero”.
    Tutti vogliono imitare i nuovi guru del tecnofrenismo … chi non sogna di fare soldi fregando masse che supplicano in ginocchio di farsi fregare?! … è il miglior risultato possibilie per l’ideologia infernale …

  4. Non sarà mai la moneta in se a metterci a riparo dai LADRI.
    inutile.
    Non è che scegliendo tra olive, oro, meteoriti, carta, bit, peli, reni etc avremo la moneta sicura e libera. questo dovrebbe essere piuttosto ovvio………

  5. Non sono un finissimo economista, ma Savona ci azzecca quando dice di stare alla larga da uno strumento che, essendo scarso e a domanda crescente, ha un prezzo che si impenna e che alla fine, non avendo alcun sottostante, finirà per crollare, lasciando risorse vere nelle tasche di chi è stato più furbo.
    Perché se voglio un bitcoin, gli “euri” che pago li devo cacciar fuori veramente. E non è detto che ce li riprendo.
    Agli inizi degli anni ’90, in quel di Villabate, vicino Palermo, si sparse la voce di un mago della finanza, il Mago Sucato. Gli davi 1000 lire, e il giorno dopo, diceva di aver fatto buoni investimenti e te ne dava 2000. La gente, in tutta la Sicilia, in fretta finì per indebitarsi e vendere le proprietà per investire dal “mago”.
    La storia si ripete.
    Alla fine, naturalmente la catena si spezzò. E Sucato finì ucciso da qualche risparmiatore esasperato che aveva perso tutto.
    Ci sarà qualcuno che resterà con il cerino in mano.
    A meno che non abbiamo scoperto come moltiplicare le risorse dell’umanità all’infinito, e non lo sapevamo che era così facile.

    • bravo.
      Prima del mago Sucato c’è stato Rebaudi; usava i francobolli. Si fece un catalogo suo in concorrenza con gli storici Yvert et Tellier (francese) e Bolaffi (italiano); acquistava e vendeva in base al suo catalogo dove i rendimenti erano esattamente quelli promessi, pagava i rendimenti con i proventi delle vendite; tutto funzionò bene fino a quando un tizio portò i sui favosi “Gronchi rosa” (un francobollo emesso per celebrare il viaggio del presidente della Repubblica in America latina che conteneva un errore nella carta geografica che vi era rappresentata, erano di colore rosa) in banca come garanzia ad un prestito; la banca fece la sua valutazione in base ai cataloghi storici, nei quali i “Gronchi rosa” avevano ben altro prezzo; ne nacque un processo epocale, e un gran numero di persone perdette ingenti somme; Rebaudi sparì a godersi il sole nei mari del sud (ricomparve anni dopo e tento nuovamente il colpo con le conchiglie da collezione, che aveva accumulate durante il suo esilio dorato; era pure un bravo malacologo, scoprì alcune nuove specie)

      • concetta tagliamonte

        nel 1637 in Olanda ci fu la bolla dei tulipani

        • la vicenda dei francobolli è diversa, più sottile ed insidiosa
          non credo che Rebaudi volesse truffare qualcuno, voleva controllare il mercato dei francobolli da collezione; i due cataloghi storici Yvert et Tellier e Bolaffi influivano su i prezzi di mercato dei francobolli da collezione, il mercato influiva sui cataloghi; la resa degli investimenti era abbastanza imprevedibile; Rebaudi pensò di rendere la resa prevedibile e sicura stipulando un contratto non scritto con i suoi clienti: acquisto e vendo in base ai prezzi che definisco nel mio catalogo; la cosa piacque e funzionò bene per un lungo periodo perché teneva fede al contratto non scritto; il meccanismo si inceppò a causa della scelta fatta dalla banca, che mise in allarme i clienti di Rebaudi prima, pose fine alla fiducia poi quando il tizio che aveva portato i francobolli in garanzia si rivolese alla magistratura; i clienti cessarono di acquistare e si misero a vendere (chi acquistava, acquistava ai prezzi fissati dai cataloghi Yvert et Tellier e Bolaffi).
          Questo per puntualizzare quanto sia importante la fiducia nei mercati fiduciari.

        • E…

  6. Citazione:
    “Il secondo punto, ancora più preoccupante, è che la sovranità monetaria passa dalle mani dello Stato a quelle dei privati, che secoli di storia indicano non abbiano capacità di autocontrollo; abbandonata la moneta in forma metallica (oro e argento), quella cartaccia (il circolante che abbiamo in tasca) e scritturale (i depositi bancari), essa è ora in forma telematica (bit di computer) e può essere creata in quantità infinita; perciò deve essere controllata da autorità che operano su delega dai Parlamenti, some le banche centrali o i Ministri del Tesoro”

    Qui pare che il buon Savona dimentichi che la sovranità monetaria è già stata ceduta ai privati, proprietari delle banche e delle banche centrali, proprio con delega da parte di Parlamenti, corrotti e venduti, con la fattiva collaborazione del suo amico e padre della Patria C.A.Ciampi.

    Ma la notizia interessante che Savona ci fornisce è questa:

    “ Quattordici banche globali stanno mettendo a punto una loro moneta elettronica che espropria la sovranità monetaria degli Stati; di conseguenza l’economica non sarà più controllata da leggi, ma dalla volontà dei loro manager.”

    Se confermata questa notizia sarebbe clamorosa, perché significherebbe che la sostituzione dell’attuale sistema monetario basato sulle Banche centrali, sarebbe già in corso di sostituzione con un sistema alternativo, di cui forse il Bitcoin è l’esperimento ben riuscito.

  7. uomoselvatico70 uomoselvatico7

    io dei Bitcoin non mi fido e non ci ho mai speso sopra un centesimo.
    Piuttosto meglio spendere solo per Fondi Internazionali Garantiti Autogestiti.
    Ma problema con questo tipo di fondi, e che dopo i 35 anni si svalutano un casino….

  8. l’autore ha scritto di preoccupazioni che condivido (la possibilità concreta che alcuni stati dichiarino guerra totale alle criptovalute) a catronerie dovute alla scarsa conoscenza della materia.

    ” L’esistenza dei Bitcoin è il risultato di un programma (protocollo), il Blockchain (letteralmente “catena bloccata”), ”

    Blockchain significa catena di blocchi, che è ben diverso

    “che opera in modo decentralizzato su grandi computer ”

    su computer che ci si può comprare con qualche migliaio di euro e che in molti, dove la corrente costa poco, tengono in casa e contribuiscono al funzionamento della blockchain in cambio di bitcoin

    ” e ha la proprietà di essere trasparente e sicuro, ossia registra e mette a disposizione ogni operazione compiuta da un singolo individuo senza che altri possono conoscerla. ”

    Falso! vero che si tratta di un meccanismo trasparente e sicuro, ma proprio perchè trasparente tutti possono conoscere ogni transazione nei dettagli, e controllare l’importo di ogni portafoglio. Solo l’identità del possessore del portafoglio è ignota.

    “Poiché la nascita dei Bitcoin richiede procedure complesse (chiamate “miniere” e gli autori “minatori”) e Nakamoto-Ulisse ha stabilito un limite alla loro circolazione in 21 milioni di unità, alla crescita della domanda non segue un pari aumento dell’offerta e i prezzi si impennano. ”

    Non so che concezione abbia lei delle miniere, ma si tratta di uno o più computer collegati ad internet. Esistono enormi data center gestiti da imprenditori e c’è gente che mina con delle chiavette usb dal lavoro… comunque il limite di 21 milioni è ciò che conferisce valore al bitcoin: la prima criptovaluta della storia è una risorsa limitata e un giorno, forse, varrà probabilmente molto più di ora. Anche l’oro o l’uranio sono risorse limitate e non pezzi di carta stampabili, eppure non mi pare che non abbiano valore. Il punto è accettare il fatto che già oggi milioni di persone pagano con monete virtuali (ad esempio nei video game, con i punti accumulati in qualcosa ecc). E’ la gente che da valore a qualcosa e l’anonimato e l’uscire dal gioco delle monete fiat potrebbe essere qualcosa in cui molte persone sarebbero disposte a investire.

    “l secondo punto, ancora più preoccupante, è che la sovranità monetaria passa dalle mani dello Stato a quelle dei privati”

    Lei è troppo intelligente per non sapere che già da molto tempo lo stato (almeno il nostro) ha ceduto questa facoltà ad altri organismi.

  9. I soldi meglio liquidi e sotto il materasso.

  10. Pazienza la critica: la si può condividere o meno. Ma almeno rispettiamo sintassi e grammatica. Su questi sono stati fatti “studi di settore” abbastanza approfonditi e non c’è molto da smentire (salvo le immancabili licenze poetiche…)
    ” Esso è stato messo a punto da un ingegno come quello di Ulisse
    (conosciuto come Nakamoto) che se a Polifemo di essere “Nessuno”.
    Ho anche controllato nel sito originale, è proprio scritto così. Intanto “Esso” negli ultimi decenni lo leggevo nei distributori di benzina. In seguito è sparito anche da lì, troppo desueto.
    Poi cosa vorrebbe dire la seconda parte? E ci sono pure altre frasi che sembrano sfornate da un qualche traduttore automatico. Magari è proprio così. Sembra che farsi capire usando consuetudini linguistiche collaudate sia diventato un vezzo insopportabile.

  11. Alberto Capece Minutolo

    Più che l’articolo è la disuissione a riverlarsi interessante: critiche e accidenti che mancano completamente di una spiegazione precisa ed esaustiva dei punti in cui l’autore avrebbe sbagliato e perché. Venendo meno questa parte costruens cui si accenna soltanto come se si trattasse di cienza esoterica, anzi rivelando apertemente la propria superficialità fondando takvolta le proprie posizioni su articoli di giornale,si può legittimanete sospettare che si tratti di puro trollismo o di confusa ingenuità verso un fenomeno di tendenza.

  12. Lei non ha davvero capito un’acca…. Come sono buono oggi!
    I suoi euro che ha in tasca , quelli si valgono tanto.
    Buona vita.

  13. il grafico dell’andamento di bitcoin è in bolla. Penso che i valori disegneranno nelle prossime settimane/mesi un bel testa/spalle ribassista e poi ….puff..(chi si ricorda della bolla del 2000??)

  14. Anche i sassi sanno che le bolle finanziarie sono cicliche e che ormai il ciclo è di 8-10 anni. Il bitcoin è lo spillo che farà scoppiare la bolla attuale e il colpevole perfetto sul quale addossarne la responsabilità (come se le bolle potessero gonfiarsi all’infinito).

  15. Articolo dozzinale e volgarmente capzioso: “ossia registra e mette a disposizione ogni operazione compiuta da un singolo individuo senza che altri possono conoscerla”. Personalmente non so “se e quanto” sul futuro di Bitcoin, non sono un analista ne tantomeno posseggo sfere di cristallo da leggere, ma certamente chi scrive è chiaramente schierato nonché scarsamente informato. Voto 2 meno-meno.

  16. Credo bisogni ritornare ai fondamentali per capirci qualcosa e qui su CdC abbiamo i post di mincuo che qualcosa spiegavano. Fondamentale è il thread nei forum https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/50285/moneta-fiat-la-verita/p1

    dove viene fatta una sintesi del significato della moneta, fornendo anche riferimenti per lo studio.

    Evidenzio la frase “Già Aristotele, nell’Etica, diceva: ‘la moneta esiste non per natura, ma per legge’.
    Questa nozione fu alla base per secoli, e fu anche la base della stabilità che si ebbe per secoli e da questa nozione deriva il fondamento cardine e cioè che l’emissione deve essere esclusivamente in mano allo Stato, e non ai privati.”

    Però tutte le banche sono private e curano interessi privati. La BCE ha lo scopo principale di tutelare gli interessi di un consorzio di banche. La devastazione ottenuta in Grecia è un buon esempio di come curano i propri interessi.

    Ma anche l’Italia soffre molto di questa devastazione provocata dal riuscito tentativo di arricchire i banchieri a spese delle popolazioni (dove le “spese” pagate da alcuni sono la propria vita, insomma la crisi provocata dalle banche uccide spesso e volentieri).

    Cito ancora mincuo:

    “Dalla nozione di moneta-merce deriva essenzialmente poi quella di moneta posseduta ed emessa privatamente, come è quella emessa oggi.”
    Insomma mincuo afferma (contrariamente a Savona) che oggi la moneta è emessa da privati.
    Quindi (se leggo bene mincuo) l’unica moneta sensata è quella fiat, garantita dallo Stato, mentre la moneta-merce, quella gestita dai privati, causa in continuazione bolle e scoppi.
    Oggi viviamo nel regno della moneta-merce, quella che non funziona (o meglio, non funziona per le masse, perché pochi furbastri ne traggono parecchio utile). In questo panorama che ispira poca fiducia arriva una novità tecnologica, la criptovaluta, che è fuori dal controllo dei banchieri. Non risolve il problema della creazione di moneta, ma introduce una variabile impazzita in un contesto che già era folle di suo.
    Questa novità disturba le banche tradizionali, che cercano in continuazione di affossarla (sono anni che i servi delle banche ammoniscono a non prestare fiducia in una moneta non controllata da loro). Invece l’esperimento sopravvive ai profeti di sventura, presumibilmente perché viene percepita la sostanziale diversità dalla carta straccia emessa dalle banche centrali.
    E a un certo punto i banchieri decidono che se non riescono a distruggere il nemico si devono alleare ad esso. Ecco che VISA apre ai prelievi di criptovaluta dai suoi sportelli e vengono emessi futures sulle criptovalute. Insomma si cerca di far rientrare la novità nel sistema preesistente. In un sistema folle c’è sempre posto per una nuova follia.
    E credo che i banchieri comincino a pensare non più a demolire le criptovalute, ma ad utilizzarle per realizzare il loro sogno di abolire il contante.

    • “Oggi viviamo nel regno della moneta – merce”. Temo che tu abbia malinterpretato le parole di Mincuo. Anche se si considerano private le banche centrali, queste emettono moneta fiat.

      Esistono ancora scuole (o correnti) secondo le quali la moneta oggi utilizzata sarebbe “moneta merce”, ma Mincuo ha spiegato, a mio avviso in modo eccellente, che non è così.

      • Si, l’affermazione mia è esagerata, ma mincuo considera tutte le monete di oggi derivate dalla moneta-merce (l’ho citato testualmente). D’altro canto dice pure che tutte le monete sono fiat. Ci ritorno, il discorso è complesso.

  17. Commento per la prima volta anche se seguo questo sito da 7 anni almeno; ho sentito la necessità di dire qualcosa poiché in questo articolo si dicono un sacco di fesserie che sembrano scritte da qualcuno in malafede ( tipo quando scrive: “Il secondo punto, ancora più preoccupante, è che la sovranità monetaria passa dalle mani dello Stato a quelle dei privati” perchè oggi non è gia così?) o che ci ha capito poco. Premetto che sono anch’io piuttosto avverso a ciò che non tocco con mano, ma questa mia avversione non comprende il Bitcoin perchè mi da da mangiare da 3 anni. Nel 2014 quando valeva 300 euro ne comprai alcuni e poi iniziai a minare tramite un sito di cloud mining che ad’oggi mi rende abbastanza da potermene fregare di fare lo schiavo in fabbrica e probabilmente (spero) della pensione. Ditelo a qualcun’altro che non è reale! E’ certo più reale dello schifo di carta straccia Euro basato SUL NULLA che tanto sembra amare l’articolista, che ci indebita tutti e vale sempre meno. Che ridere i telegiornali blaterare di quanto è pericoloso, che non vale niente, che è una moneta che non esiste (!). Perciò, anche se il Bitcoin fosse una truffa come piace dire ai banchieri e a chi non capisce cos’è, se l’alternativa ad oggi è tra il Bitcoin e l’Euro a debito preferisco 100 volte il Bitcoin o qualche altra criptovaluta. Penso che finchè siamo nella fase di mining i prezzi saranno volatili e che salirà molto ancora di prezzo e poi si stabilizzerà, chessò a 100000, e se qualcuno vorrà una casa o un bene di alto prezzo non servirà più la banca per contabilizzare, ma aquistando in Bitcoin sarà tutto su questo libro mastro condiviso che è la blockchain. La tecnologia che sta alla sua base è la rivoluzione e il futuro, che possa essere un futuro roseo o inficiato dai soliti noti, questo lo vedremo.

    • Secondo me non c’è divergenza fra chi critica i Bitcoin e il tuo resoconto. Tu sei stato fortunato (o hai avuto il “giusto” intuito) e hai acquiststo dei Bitcoin quando ancora questi costavano relativamente poco. Inoltre bisogna riconoscere che hai avuto l’intelligenza di “minare”.
      Ciò non toglie che il Bitcoin sia basato sul nulla (a parte la tecnologia blockchain) esattamente come le altre monete fiat.
      Attualmente il sistema dei Bitcoin sembra assomigliare allo schema di Ponzi nel senso che alcuni si arricchiranno notevolmente, mentre altri, quelli che hanno acquistato successivamente a prezzi più alti, resteranno con il cerino in mano.
      La tecnologia in sé, che definisci giustamente “rivoluzione e futuro”, è neutra, tanto è vero che banche private e centrali, a quanto pare, progettano di adottarla in un prossimo futuro.
      Sulla sovranità monetaria non credo si possa accusare l’autore di dire fesserie in quanto ufficialmente, ad esempio, la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico, con la complicazione che le quote sono detenute da banche private (in gran parte). Io penso che chi fa un’affermazione deve anche portare le prove, quindi, per un autore, è molto più semplice attenersi alla versione ufficiale, non c’è necessariamente malafede.

      • Sarebbe “bello”. Monti l’ha trasformata in una “cash cow” ma non si possono acquistare. Puoi acquistare quote delle banche che la posseggono ma non è la stessa cosa e ti prendi tutti i rischi della mala gestio o semplicemente dei tempi economicamente avversi che stiamo affrontando.

        • Mi riferivo alla proposta dell’Ing. Conditi di cui non conosco i particolari. E’ ovvio che singoli cittadini non possono acquistare le quote della Banca d’Italia.

          Ti racconto una curiosità: l’economista H.W.Sinn disse in un discorso che la Banca d’Italia è privata. A suo tempo andai a vedere su wikipedia.de e lì stava scritto nero su bianco che la Banca d’Italia era privata, cosa che mi stupì.
          Alcune ore fa ho guardato di nuovo “Banca d’Italia wikipedia.de” e ora la dicitura “banca privata” è stata sostituita da “Istituto di diritto pubblico”.

          • La banca d’Italia è uno.strano.ibrido illogico. Di diritto pubblico, di proprietà di soci privati (perché erano pubblici prima della privatizzazione dissennata). Con i proprietari che non potevano lucrarci nulla, e non porrebbero virtualmente influenzarla. Anzi parte dei soci sono per legge sotto il controllo della banca d’Italia di cui sono soci. Un casino, che si sarebbero potuto evitare,ma fa comodo così.

  18. “I Bitcoin sono il nulla che ha radici nell’abilità dei pochi e nella credibilità dei molti”: l’ennesima, criminale, creazione finanziaria.
    “l’unico suggerimento da dare a costoro è “tenetevi alla larga””: sintetico e incisivo. Ma del resto, la madre degli stupidi è sempre incinta e quindi…

  19. Anche se so di far storcere il naso a qualcuno, segnalo questo articolo: sadefenza.blogspot.it/2017/12/levidenza-indica-che-il-bitcoin-e-uno.html. Vi viene indicato il ‘padre’ putativo del sistema bitcoin: la NSA americana. E’ vero, e’ falso ? E’ comunque qualcosa che finora nessuno si e’ premurato di approfondire. L’articolo lo fa.

  20. Ho il sospetto che la nostra moneta sia emessa dalla BCE, che non rappresenta lo Stato (quale?) ma solo un consorzio di banche private. L’Italia degli anni ’80, con Bankitalia che obbediva al Tesoro mi sembra possa rientrare nella moneta fiat.

    • E’ vero, la BCE e’ un organismo indipendente per statuto dalla politica e dagli Stati, ma non e’ privata in senso stretto, visto che nasce da accordi tra gli Stati europei. In qualche modo, quindi, rappresenta comunque gli Stati, nel senso che sono stati gli Stati stessi a darle il potere che ha, rinunciando alla facolta’ di esercitarlo direttamente. Il caso Eurozona e’ ancora piu’ disfunzionale del caso Italia post-divorzio Tesoro – Bankitalia (o piu’ funzionale, se l’obiettivo e’ lasciare mano libera al privato a spese dell’interesse pubblico), ma mi sembra che l’insieme Stato (Stati UE) + Banca Centrale (BCE + Banche Centrali degli Stati membri) nella sostanza faccia sempre le stesse cose.