Bisogna smetterla di prendere in giro i vegani

Bisogna smetterla di prendere in giro i vegani
LONDON, ENGLAND - OCTOBER 29: A protester carries a placard during an animal rights march outside McDonald's restaurant on Whitehall on October 29, 2016 in London, England. Hundreds of protesters and activists march through central London today calling for greater animal rights and encouraging people to go vegan. (Photo by Jack Taylor/Getty Images)

FONTE: ILPOST.IT

Perché hanno ragione – alla fine della fiera – e il minimo che si possa fare è rispettarli, scrive una volta per tutte il New York Time

La scorsa settimana Kentucky Fried Chicken, il più famoso fast food di pollo al mondo, ha sperimentato la vendita di alette di pollo e nuggets fatti di “carne impossibile”, di origine vegetale ma con ha un sapore molto simile all’originale: sono stati venduti tutti in cinque ore. Burger King ha fatto anche di più e prossimamente venderà in tutti gli Stati Uniti, anche se per un periodo limitato, gli Impossible Whopper, hamburger a base vegetale che ricordano moltissimo il sapore e la consistenza della carne di manzo grigliata. Nel frattempo, anche in Italia, i prodotti a base vegetale sostitutivi dei latticini si vendono sempre più, dallo yogurt di soia al latte di riso. La scelta è legata a motivi salutistici e ambientalisti, spesso non diversi da quelli che hanno spinto alcune persone a eliminare del tutto i prodotti di origine animale dalla loro dieta. E allora perché, se le loro idee sono così condivise, i vegani sono così malvisti e derisi?

Se l’è chiesto il giornalista Farhad Manjoo sul New York Times, invitando a smetterla una buona volta di prendere in giro i vegani. «Non sono un vegano. Sono a malapena e con scarso successo un vegetariano/pescatariano [cioè chi mangia pesce, n.d.r.]. Cerco di evitare la carne ma per ragioni di convenienza e imbarazzante edonismo la mangio ancora qualche volta ogni mese, soprattutto pesce. Il mio obiettivo non è cambiare il modo in cui mangi, bevi, ti vesti o ragioni sull’eticità di mangiare il pollo fritto. Da onnivoro e da persona che si preoccupa per il futuro del pianeta, ti

I vegani, spiega Manjoo, sono in grado di dimostrare facilmente la ragionevolezza delle loro posizioni, ma nonostante questo sono malvisti e derisi universalmente. «Invece abbiamo bisogno di più voci vegane, perché stanno senza dubbio dalla giusta parte della storia in tutte le grandi questioni: la crudeltà criminale degli allevamenti industriali; la capacità di essere senzienti e di provare emozioni degli animali; i costi ambientali della carne e come l’aumento globale del suo consumo non sia sostenibile. Loro sono l’avanguardia. Gli studiosi del clima dicono che se mai riusciremo a sopravvivere al riscaldamento globale, le persone dovranno consumare meno animali di ora. Dovremo diventare tutti un po’ più vegani, quindi è meglio iniziare ad accoglierli anziché continuare a deriderli».

Nonostante questo, l’antipatia e la diffidenza verso i vegani è ancora molto radicata e diffusa nei film, nelle serie tv e sui giornali. Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti nel 2015, i vegani erano considerati peggio degli atei e degli immigrati, ed erano tollerati solo un po’ più degli immigrati. I più malvisti erano soprattutto vegani e vegetariani maschi che lo facevano per il benessere degli animali (e non per esempio per salutismo), in particolare da gruppi e persone di destra. Questo perché, sempre secondo la ricerca, le loro scelte erano considerate una minaccia ai valori, alla società e all’economia della maggioranza onnivora. Ci sono molte altre teorie sul perché i vegani siano così malvisti: secondo Manjoo si tratta sostanzialmente di «senso di colpa e dissonanza cognitiva. Molti onnivori capiscono quanto la carne gravi sul pianeta, ed è evidente anche la contraddizione tra chi ama gli animali in modo astratto ma poi li divora una volta arrivati sul piatto. Tutto questo mette le persone sulla difensiva: quando spunta un vegano, la sua presenza sembra quasi un affronto. A un onnivoro un vegano apparirà sempre come un vegano fanatico».

È vero che alcuni vegani hanno un atteggiamento intransigente e sprezzante verso chi non lo è, ma non è comune a tutti e ci sono fanatici da tutte le parti: anzi, spesso i vegani sono attaccati gratuitamente solo perché dicono di esserlo e non manca mai l’onnivoro che commenta un loro piatto dicendo che con la carne sarebbe meglio (o chi pubblica online foto di grandi grigliate decidendo di dedicarle ai vegani). Di conseguenza molti vegani restano in silenzio e non si espongono. Spesso anche le aziende che vendono prodotti vegani rivolti agli onnivori evitano accuratamente di etichettarli come tali: una ricerca ha scoperto che su 21 parole usate per descrivere cibo e bevande, “vegano” era considerata la meno attraente.

Secondo Manjoo non ci facciamo abbastanza remore a mangiare gli animali, mentre dovremmo renderci almeno conto che quella deliziosa e fumante costoletta ha un prezzo molto alto. Per questo, se non vogliamo smettere di mangiarla, «smettiamola almeno di umiliare le persone che stanno cercando di illuminare una strada per un futuro più vivibile. I vegani hanno ragione. I vegani hanno sempre avuto ragione. Il minimo che si può fare è mostrare loro rispetto e gratitudine, perché è questo che meritano».

Fonte: www.ilpost.it

Link: https://www.ilpost.it/2019/09/03/bisogna-smetterla-prendere-in-giro-vegani/

3.09.2019

Commenti (37)

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Mostra commenti 21 caricati
    1. Holodoc 20 settembre 2019

      Ringraziamo anche chi ha fatto il voto di castità, almeno non aggravano la sovrappopolazione del pianeta ;)

      (commento volutamente autoironico)

    1. feaniris 20 settembre 2019

      Mi fa un po' ridere tutto questo.
      Sì, il consumo eccessivo di carne è un problema per l'ambiente.
      Sì, l'allevamento industriale è irrispettoso della vita.
      Ma ridurre il problema al mangiare solo vegetali è non capire la realtà e non sapere per cosa combattere al fine di cambiarla.

      Lo struzzo che mette la testa nella sabbia pensando di aver risolto qualcosa, questi sono i vegani. "Sì, ma io nel mio piccolo faccio quello che posso" è l'alibi imperante dei mediocri.
      Non basta nemmeno un po'.

      O si cambia il modo di pensare e si abbatte il capitalismo neoliberista, con la sua mercificazione di OGNI COSA e si ritorna alla sacralità dell'essere e del rapporto tra uomini e tra le cose, oppure niente serve.

      Solo così c'è la possibilità di evitare guerre, distruzione umana, distruzione ambientale.
      O Dio o il Nulla.
      A voi scegliere da che parte stare, tertium non datur.

    1. vis80 20 settembre 2019

      ma scusate... i miei nonni mangiavano tutto l'anno verdure dell'orto e qualche gallina e a Natale ammazzavano il maiale. Ma ditemi perche' uno stile di vita del genere e' dannoso per l'ambiente?!
      il problema che non vuole affrontare l'articolista del NYT e' che il punto non e' mangiare carne o vegetali, ma come tali alimenti sono prodotti e distribuiti. Uno puo essere vegano ed avere un impatto deleterio sull'ambiente o essere onnivoro e vivere in armonia con l'ecosistema.
      Il punto e' che i radical chic del NYT preferiscono celebrare i vegani invece di aprire gli occhi sul fallimento del sistema capitalista.

    1. PinoRossi 20 settembre 2019

      Da vegano (per motivi di salute ampiamente risolti con la dieta) che ha smesso di dirlo per evitare noiose discussioni, non posso che essere d'accordo. Il problema è sempre quando ci si identifica, sia nel vegano che si sente superiore che nell'onnivoro che prende in giro. Si tratta solo di diete.

    1. oeppo 20 settembre 2019

      Condivido le scelte vegane ma, son sempre rimasto perplesso di chi fa una vita vegana a Milano. La frutta e le verdure fresche sono di pessima qualità (compresa quella biologica), per non parlare di quei prodotti inscatolati o simil carne per vegani che di naturale e sano non hanno niente. Il problema é la qualità del cibo, le mode per benestanti radicale chic le lascio nello scaffale del supermercato.

    1. MarioG 20 settembre 2019

      Ho l'impressione che, se l'onnivoro fanatico è capace di schernire i vegani, il vegano fanatico, in un mondo a maggioranza vegana, arriverebbe subito a sanzionare il mangiatore di carne (purché non proveniente dal riciclo di carcasse umane). Ma forse è solo un pregiudizio

    1. Lupis Tana 20 settembre 2019

      il new york time?, un volantino per donne sole. siamo seri...

    1. ton1957 20 settembre 2019

      "È vero che alcuni vegani hanno un atteggiamento intransigente e sprezzante verso chi non lo è"
      Io parlerei di vero e proprio odio per i normali (categoria pensante con la propria testa), ed è un problema che aime, non è solo dei vegani, ci sono anche i gretini, i gheis, i cosiddetti buoni. Tutti odiatori di chi ragiona con la propria testa, il che non vuol dire che si abbia sempre ragione, ma semplicemente che il pensiero altrui, quello dei normali (che tra l'altro sono la maggioranza) và rispettato.
      Poi che ognuno mangi e faccia sesso come meglio crede, ma nella consapevolezza di essere minoranza e senza pretesa di educare la maggioranza al loro credo.
      P.S.
      tra l'altro, notizia sfuggita ai vegani di pochi giorni fà, un ragazzo di 17 anni un pò schizzinoso, non vegano,ma che mangiava quasi solo patatine fritte, a 14 anni aveva già perso 50% dell'udito ed a 17 ha perso la vista per mancanza di vitamina B12 (quella che sta nella carne) Voi Vegani ad udito e vista, ma anche a dolori articolari, stanchezza fisica e mentale.........come siete messi ?

    1. Nicolass 20 settembre 2019

      Da vegano leggendo i commenti qui sotto rimango allibito per la pochezza intellettuale e di spirito degli onnivori... da quello se non posso fare tutto meglio non fare niente... a quello ma mio nonno ammazzava il maiale a Natale... da quello ma pure le piante soffrono a quello che si illude che il problema sia solo il modo di produrre gli alimenti che finiscono nel piatto. La verità è che non c'è una sola buona ragione per continuare a distruggere l'ambiente, fare del male a se stessi e provocare immani sofferenze agli animali da allevamento come fanno gli onnivori. Ad un certo punto l'ignoranza non può più essere una scusante perché chi vuol vedere come stanno veramente le cose oggi ha tutti gli strumenti del mondo per farlo... mi dispiace ma agli ignavi sarà riservato il posto che meritano.

    1. ArnoldBS 20 settembre 2019

      L´ignoranza scientificaoltre all´aggressivitá dei potenti finirá per eliminare la sovrapopolazione a livello sopportabile. Semplicemente: Che superficie agricola e´necessaria a sfamare una popolazione vegetariana (ha/t vivente)? Da dove proviene, se non da leguminose l´N2 organico necessario alla sopravvivenza dei vegetariani? I pellerossa sono sopravvissuti grazie alle leguminose (Fagioli !) e patate assenti fino al XVI. secolo in Europa ed Asia, dove ci si alimentava con proteine da carne di pesce, volatili ed animali "domestici"! Flora e Fauna producono CO2, e solo la Flora lo fissa in presenza di luce (Fotosintesi) mentre "organica" la premessa alimentare per la Fauna, che sola "organizza". 7,5 miliardi di umani sono giá eccessivi e non sono sopportabili sulla superficie disponibile. Tantomeno con l´isteria fanatica, ma eventualmente solo con pianificazione logica, sia delle nascite che delle risorse, nei limiti del possibile sempre da riciclarsi. E´ missione inutile voler far capire a chi non voglia ascoltare né far lavorare il cervello: Costui vive il mondo da animale, con altri organi, di puro istinto.

    1. SimSim 20 settembre 2019

      Avrei voluto scrivere un commento, ma ho rinunciato, penso sarebbe mal interpretato, considerato che qua sotto sono giá sorte discussioni per molto meno. Mi limito a dire che a volte é una questione di buon senso. Io sono definibile un carnivoro, peró sono da sempre (e per motivi di salute) abituato ad ascoltare il mio corpo, e ci sono giorni dove non mangerei carne neanche sotto tortura. Si possono fare miglioramenti di massa senza bisogno di eliminare nulla come vogliono i vegani, e senza affogarsi di carne ogni giorno come fanno in tanti. E soprattutto senza sbattersi i cartelli partigiani sul naso ad ogni virgola.

    1. orckrist 20 settembre 2019

      La smetterò quando la cosa sarà reciproca.

    1. Paulo Paganelli 20 settembre 2019

      Sono vegetariano (mangio formaggio e qualche uovo ognitanto) da più di 40 anni. Già da piccolo rifiutavo le carne (le sputavo). Non ho mai avuto una giustificazione razionale per non mangiare la carne, non la vedo come cibo per me e basta. Credo la scelta sia individuale e dipenda dalla coscienza di ciascuno. Certo, con tutti gli antibiotici che prendono le bestie, uno li assume anche.

      Comunque, chi fa uno sforzo per uscire dalla dieta di carne, sente una differenza nel corpo e, se continua nel suo percorso, non sente più la voglia di mangiarla. Qualche cosa di simile succede con l'uso dello zucchero (quello bianco raffinato), le sigarette e tanti altre abitudini.

      Siccome tutto prosegue di pari passo, l'aumento della coscienza dei meccanismi psicologici che siamo esposti (pubblicità, propaganda, notizie etc) le nostre scelte saranno sempre più orientate al benessere nostro e di altri essere di questo pianeta.

    1. CarloBertani 20 settembre 2019

      Faccio solo presente che - in termini biologici - ogni passaggio d'energia dai produttori (vegetali) > consumatori primari (erbivori) > consumatori secondari (carnivori) comporta una "perdita" energetica fra il 90-95%. Troverete questi dati su qualsiasi manuale di ecologia.
      Siccome le malattie cardiovasolari sono, in genere, catalizzate da un alto consumo di grassi, mentre l'accumulo di acidi urici deriva da un eccesso di proteine, dannoso per i reni, l'uso moderato delle sostanze animali sarebbe vivamente consigliato. Poi, ognuno si comporta come crede. Il sistema cardiorenale è il vostro, mica di chissà chi.
      Io non sono vegano, però rispetto i vegani ed i vegetariani e, conscio delle ragioni sopra esposte, mi comporto di conseguenza per la mia alimentazione. Ognuno è padrone del proprio destino, almeno, nell'alimentazione.

    1. federico18 20 settembre 2019

      Prima o poi moriremo tutti, vegani e non. L'articolo può anche essere interessante, ma non dice che la maggior parte dei vegani sono vegani per MODA, e non per super ragionamenti e informazioni illuminanti che sono andati a ricercarsi. Non diversi da tutte quelle persone che adesso vanno in giro con l'acqua in casa, cioè con i pantaloni che finiscono prima delle caviglie. Se andavi in giro con i pantaloni così un po' di anni fa, rischiavi la fucilazione per strada. Le persone devono capire che cosa sono le mode, dopodiché si può iniziare a chiacchierare.

    1. A 19th century man 20 settembre 2019

      Troppa carne fa male e questo è un fatto. Io stesso con la maturità tendo a mangiarne meno perché si mette sullo stomaco e mi scombussola. Di qui però a diventare nazivegano ce ne passa. Un nazivegano verrà da me sempre mandato a cagare.

    1. chimbi dfe 20 settembre 2019

      La prossima frontiera saranno quelli che si suicideranno per proteggere l' ambiente, con relativo compostaggio delle loro salme. Più buoni e superiori alle masse.di puzzoni non si potrà essere...I vegani da elite (autopercepita) di oggi saranno i cavernicoli di domani ovviamente..

    1. Primadellesabbie 20 settembre 2019

      Da giovane facevo degli esperimenti, mangiavo molta carne per mesi o solo insalate, ricordo che notavo di avere maggiore aggressività nei periodi di carne, quindi mi meraviglio dell'aggressività, quasi sistematica, dei vegetariani, probabilmente dipende dall'impostazione ideologica, anziché sentirsi in armonia si sentono in credito con il resto del mondo, proprio come i ciclisti. (Sono sia ciclista che tendenzialmente vegetariano perché non sento necessità di mangiare carne, ma al ristorante non voglio fare capricci).

      Un'altra cosa che mi é difficile da comprendere, e approfitto per parlarne qui, é la storia di camuffare la verdura da manicaretto di carne, questo proprio non lo accetto, é una manifestazione di ipocrisia insopportabile e tanto, tanto stupida.

    1. Pegaso 20 settembre 2019

      Anche questa, tra vegetariani/vegani ed onnivori, è una linea di faglia abilmente sfruttata dai signori del discorso per dividerci e farci confliggere; come le altre che ci vedono affrontati per genere, età, status, nazionalità, religione, etnia, credenze, ideologia, convinzioni, etc. Ognuna di esse viene individuata, talora creata dal nulla, ampliata, approfondita, resa scabrosa ed irreconciliabile; ed ognuna di esse è lungi dall'essere caratterizzabile come confronto, o scontro, di opinioni, bensì assume l'aspetto di una crociata, o guerra santa, contro un nemico ignobile. Sono fratture sociali di natura assai eterogenea, eppure tutte conducono ad un medesimo esito, presumibilmente poiché unico è il movente.

    2. SimSim 20 settembre 2019

      Questa peró é colpa nostra, i signori del discorso in questo senso sfruttano un difetto delle persone. Ci casco anche io eh, intendiamoci, ma cerco di farlo sempre meno perché non ha alcun senso.

    1. mercurio 20 settembre 2019

      Sono più o meno vegano da 20 anni. Sto bene. I vegani hanno la stessa aspettativa di vita dei carnivori. La questione non riguarda neppure la b12 che viene prodotta da colture batteriche e si somministra oramai pure agli animali da allevamento Ed è la stessa che successivamente si assume attraverso la carne. È inutile cercare di convincere i non vegani a pensare alle conseguenze ambientali della loro alimentazione. Si ottiene l’effetto contrario. Quindi andiamo pure avanti così. E che nessuno ci impedisca di scavarci la nostra fossa.

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