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2018, Italia al bivio: commissariamento o uscita dall’euro ?

 

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

Il futuro dell’Italia si fa sempre più minaccioso man mano che il 2018 si avvicina: all’incertezza derivante dalle elezioni politiche si somma un quadro europeo ostile, dove la Germania, disposta forse a sobbarcarsi la Francia per ragioni geopolitiche, non ha alcuna intenzione di concedere sconti al nostro Paese. Un commissariamento esplicito o subdolo, sulla falsariga del governo Monti, è tra le ipotesi sul tavolo e, se a Berlino dovesse prevalere una linea ancora più rigorista, non si potrebbe neanche escludere l’imposizione di un “default ordinato”. Di fronte a questo scenario, l’Italia sarà costretta a scegliere: capitolazione o un’uscita dall’euro. Un soccorso può venire soltanto dalle potenze emergenti.

Nessuno sconto da parte della Germania (cui interessa solo il Veneto)

I prossimi 12-18 mesi, come abbiamo sovente evidenziato nelle nostre ultime analisi, saranno cruciali per il futuro dell’Italia e dell’Europa: man mano che il 2018 si avvicina e nuovi dettagli si aggiungono, è quindi opportuno riallacciare i fili dell’analisi. Avevamo abbandonato il discorso parlando del “nuovo sacco di Roma” che Germania e Francia andavano preparando ai danni del nostro Paese e della conseguente necessità, per l’Italia, di stringere una serie di alleanze internazionali per evitare un tristissimo epilogo. Tutti gli ultimi sviluppi confermano i nostri presagi.

Bisogna iniziare ribadendo che gli “Stati Uniti d’Europa” allargati all’intero continente, se qualcuno li ha mai davvero presi in considerazione, sono stati ormai scartati da anni: il vertice a Deauville dell’ottobre 2010, cui partecipano Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, può essere considerato lo spartiacque che separa il progetto dell’Europa allargata da quello dell’Europa franco-tedesca, moderna riproposizione dell’Impero Carolingio. È un disegno che non soddisfa pienamente gli USA (da cui una serie di attacchi al sistema-Germania come Volkswagen e Deutsche Bank), ma ha il probabile assenso della Gran Bretagna (da cui il tentativo di fondere Lse-Deutsche Boerse e l’uscita dall’Unione Europea per facilitare i piani federativi di Angela Merkel e Macron).

All’interno della coppia franco-tedesca, la posizione dominante spetta, ovviamente, alla Germania, la cui prestazioni economiche e finanziarie surclassano quelle della Francia. Probabilmente Berlino, se ragionasse in termini meramente egoistici, procederebbe con l’integrazione politica della sola area euro-marco (Austria, Olanda, Slovenia, Lussemburgo, Slovacchia, Estonia, Finlandia), ma ragioni di natura geopolitica la inducono a sobbarcarsi anche la storica rivale: la Francia dispone ancora di un seggio permanente nel consiglio di sicurezza dell’ONU, è dotata di testate atomiche e, se abbandonata a se stessa, rischia di scivolare verso pericolose posizioni revanchiste-nazionaliste. Ad ogni modo, qualsiasi proposta di ulteriore integrazione europea, come l’introduzione di obbligazioni comuni1, è ormai circoscritta all’asse franco-tedesco e gli ultimi sviluppi politici in Germania, dove la destra nazionalista è in forte crescita, chiudono la porta a qualsiasi integrazione a 27 (complicando persino la convergenza tra Emmanuel Macron e Angela Merkel).

Il “resto” dell’Europa ha, in ottica franco-tedesca, valore modesto: non dispiacerebbe, se possibile, annettere al neo-impero carolingio la Catalogna, regione sviluppata e contigua alla Francia. Farebbe gola anche quella “Padania” che Gianfranco Miglio sognava di federare alla Germania: il Triveneto, in particolare, è il naturale sbocco della Germania sul Mar Adriatico e non è un caso se Luca Zaia, esponente della vecchia Lega Nord, abbia presentato il recente referendum sull’autonomia come “una risposta al plebiscito del 18662, che separò Venezia ed il suo retroterra all’orbita germanica.

La penisola italiana nel suo complesso, però, non è nei desideri di Berlino e l’improvvisa ricomparsa dei secessionismi “insulari3”, in primis quello sardo, testimonia che altre cancellerie europee (Londra in testa) sono interessate allo spezzatino dell’Italia. Se la Germania non ha intenzione di spendere un centesimo perché Roma rimanga agganciata all’eurozona, è solo questione di tempo prima che la situazione dell’Italia, sottoposta a letali dosi di austerità (perché “smetta di vivere al di sopra dei propri mezzi”), si faccia insostenibile.

In prossimità del 2018, a distanza di sette anni dall’imposizione delle ricette della Troika, l’Italia è  allo stremo: il rapporto debito pubblico/PIL ha raggiunto livelli record a causa della costante crescita del nominatore e la contrazione del denominatore, la caduta verticale dell’attività economica ha gonfiato i bilanci delle banche di crediti inesigibili e gli indicatori occupazionali/demografici sono drammatici (il Sud Italia ed alcune aree del Nord stanno sperimentando un vero processo di desertificazione). Se la Germania avesse interesse a tenere la penisola nell’euro, dovrebbe immediatamente invertire marcia. Invece, tutti i segnali che provengono dal Nord vanno nella direzione di un ulteriore inasprimento dell’austerità: il testamento politico di Wolfgang Schäuble, lasciato al prossimo ministro delle Finanze (un liberale ultra-rigorista?), contempla apertamente il “default ordinato” per i membri dell’eurozona4 ed il recente ammonimento del vicepresidente della Commissione europea, il finlandese Jyrki Katainen, sulla necessità di varare una manovra-bis subito dopo le elezioni, conferma che Berlino non intende fare alcuno sconto all’Italia in materia di riduzione/contenimento del debito5.

Nel 2018 si prospettano quindi due strade all’Italia: la capitolazione di fronte all’asse franco-tedesco o l’uscita dall’eurozona.

La prima soluzione equivarrebbe ad inasprire ulteriormente le politiche lato offerta (tagli alla sanità e pensioni, licenziamenti, etc. etc.), taglieggiare il risparmio privato (prelievo sui conti o patrimoniale), saccheggiare quel che rimane del patrimonio pubblico (riserve di Bankitalia, immobili e partecipate) e lasciare che le ultime medie-grandi imprese italiane passino in mano straniera. Preme per questa soluzione il “partito Draghi” (o “partito Bilderberg”) che annovera, oltre al governatore della BCE, Ignazio Visco, Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Ferruccio De Bortoli, Carlo De Benedetti, Paolo Mieli, Mario Monti, Romano Prodi, gli Agnelli-Elkann etc. etc. Il “partito Draghi”, in vista delle politiche 2018, punta sulla vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle, cui andrebbe sommata in Parlamento la sinistra “prodiana”: il reddito di cittadinanza o provvedimenti analoghi sarebbero ottimi paraventi per completare con discrezione la definitiva spoliazione dell’Italia.

La seconda opzione, invece, prevede l’abbandono dell’eurozona di fronte ai diktat franco-tedeschi sempre più gravosi ed umilianti. L’uscita dalla moneta unica sarebbe emergenziale, dettata dal semplice istinto di sopravvivenza del nostro Paese: non esiste al momento “un partito dell’uscita dall’euro” analogo a quello che preme per il commissariamento (formazioni come la Lega Nord si sono appropriate della causa anti-euro per meri fini elettorali, senza possedere né prevedere alcun programma concreto per l’Italexit), anche se la vittoria della destra alle politiche del 2018 favorirebbe senza dubbio questa strada. L’unico “boiardo di Stato” ad aver apertamente contemplato un “piano B” è stato l’economista Paolo Savona, ex-ministro del governo Ciampi.

Nonostante il “partito dell’uscita dall’euro” sia ancora in gestazione, c’è da scommettere che cresca in fretta nel corso del 2018 e, entro la fine dell’anno, prenda il sopravvento: come abbiamo evidenziato all’inizio della nostra analisi, infatti, il progetto europeo allargato all’intero continente è ormai morto ed arrendersi al commissariamento franco-tedesco significherebbe soltanto abbandonare l’eurozona con 2-3 anni di ritardo, spogliati di ogni ricchezza residua (proprio come i governi Monti-Letta-Renzi hanno favorito il saccheggio del Paese, anziché risanare le finanze).

Gli squilibri sul mercato interbancario europeo, ben visibili dai saldi dal sistema Target 2, lasciano pensare che nel mondo della finanza continentale ci si stia preparando per una Italexit nel corso dei prossimi dodici mesi: mai le banche tedesche hanno accumulato così tanto denaro presso la Bundesbank e mai, specularmente, le banche italiane si sono indebitate in maniera così alta presso Bankitalia.

Un’imminente uscita dall’euro, quindi, per non essere schiacciati: contando su quali alleanze internazionali? Evaporate in fretta le speranze riposte in Donald Trump, totalmente paralizzato dagli intrighi di Washington, solo le potenze emergenti hanno interesse a sostenere la svolta italiana: un terremoto finanziario, quindi, e geopolitico.

 

Federico Dezzani

Fonte: http://federicodezzani.altervista.org

Link: http://federicodezzani.altervista.org/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro/

16.11.2017

 

1https://www.politico.eu/article/franco-german-bonds-eurozone-emmanuel-macron-merkel-coalition-rottgen/

2https://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3110642

3http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/29/news/catalogna_indipendentisti_sardi_referendum-176888751/

4http://www.corriere.it/economia/17_ottobre_09/schauble-documento-indirizzo-germania-euro-ue-4b52f468-ad0a-11e7-a5d5-6f9da1d87929.shtml

5http://www.lastampa.it/2017/11/14/economia/litalia-deve-fare-di-pi-in-arrivo-nuova-lettera-ue-sulla-manovra-la-decisione-finale-a-maggio-uZDQAk8iDtdEAzWaajv6mM/pagina.html

Pubblicato da Davide

  • gilberto6666

    Direi che al “bivio” prevarrà la continuità del commissariamento almeno ventennale in atto. Cambieranno solo i loghi e le sigle, ed anche qualche giovane volto, probabilmente, ma il meccanismo resterà immutato.

  • fabio

    Guardi che probabilmente sbaglia quando dice che i segnali che provengono dal Nord Europa vanno nella direzione di un ulteriore inasprimento dell’austerità. Perche’ l’austerita’ e’ determinata esclusivamente dal legislatore italiano non da quello europeo, che fra l’altro non esiste.

    • scifraroc

      il fiscal compact ed il pareggio di bilancio sono regole europee , non le sovviene che ogni manovra economica fatta dal legislatore italiano deve essere passata al vaglio della commissione europea .

      • fabio

        Il pareggio di bilancio e’ un obbligo morale piu’ che economico: non e’ giusto che i debiti di alcune generazioni si scarichino sulle altre. La questione e’ che puoi ottenerlo in due modi diversi: o riducendo le spese e sviluppando l’economia manufatturiera e di servizi o, come ha fatto l’Italia, aumentando le tasse e la spesa pubblica. All’Europa vanno bene entrambe le soluzioni certo, ma il cerino in mano alla fine resta ai paesi quali l’Italia che per difendere le pensioni al 90% dello stipendio strozza le attivita’ di impresa dei giovani. Naturalmente gli sprechi non si contano, anzi io l’ho fatto e si arriva alla cifra spaventosa di 200MLD Euro all’anno. Anche qui l’Europa non ha responsabilita’ di nulla.

        • Holodoc

          Mi spieghi come fa un governo a ridurre gli investimenti (cioè le sue uscite), non aumentare le tasse (cioè le sue entrate) e contemporaneamente sviluppare (cioè sovvenzionare) l’industria manifatturiera e i servizi, il tutto senza toccare l’emissione di moneta che è di competenza altrui (BCE) e non sforare il tetto di deficit del 3% (imposto dall’Europa)?

          • fabio

            -200MLD di spesa improduttiva all’anno possono bastare?

          • Holodoc

            Ok. Supponiamo che sia compito dello stato produrre (magari possedesse ancora fabbriche e aziende di servizi ma non è più così) e che la cifra che riporti sia davvero relativa a spese che possono essere decurtate senza intaccare quelle “utili”.

            Immagino che tagliarla comporti le seguenti conseguenze:
            – ridimensionamento del numero dei pubblici impiegati.
            – ridimensionamento della retribuzione per gli impiegati di alto livello.
            – aumento del carico di lavoro per gli altri lavoratori che devono diventare produttivi come quelli del settore privato.

            tenendo conto che:
            – molte famiglie, specie al Sud, sopravvivono grazie all’unico familiare che ha il posto fisso, il quale fornisce alle banche garanzia per l’elargizione di mutui e prestiti.
            – questi soldi anziché finire a privati cittadini che li spendono sul territorio italiano per campare la propria famiglia, finirebbero in mano di imprenditori che farebbero di tutto per assumere lavoratori precari a basso costo (stranieri che spediscono il guadagno all’estero) e per portare i ricavi in qualche paradiso fiscale.
            – i dipendenti pubblici, oltre ad avere stipendi che gli altri lavoratori ormai si sognano, hanno anche la garanzia di poter usufruire delle ferie, cosa che al giorno d’oggi pochi si possono permettere. Si avrebbero quindi certamente ripercussioni sui consumi (ristorazione, turismo, etc).

            Sei sicuro che alla fine ci sarebbe un guadagno per la collettività?

          • fabio

            No forse ha frainteso o non mi sono spiegato:
            NUMERO di dipendanti: rimarrebbe in una fase iniziale lo stesso, semplicemente invece di essere sei pubblici dipendenti diventerebbero autonomi o di soclieta’ private.
            REMUNERAZIONI e Diritti: Invariate ed uniformati tra pubblico e privato
            CONTROLLO Prezzi e Salari: Lo stato entra nel mercato al valore di mercato: strano che in un’economia liberalizzata manchi proprio l’offerta dello stato che e’ l’unica capace di controllare i panieri del costo di beni e servizi.

            COSA CAMBIA ALLORA?
            Che parte del deficit oggi a carico dello stato passerebbe sulle spalle del privato. (es. Spagna)
            Il rating paese migliorerebbe.

          • Holodoc

            1) Le privatizzazioni hanno sempre e solo avuto i seguenti effetti:
            – riduzione del personale
            – aumento delle tariffe
            – taglio dei servizi non redditizi ma socialmente utili
            – concentrazione dei ricavi che probabilmente finiscono in paradisi fiscali.

            2) i diritti nel privato ormai sono solo sulla carta. Con il Jobs Act e la disoccupazione i lavoratori sono tutti ricattabili. la frase “se non lo fai tu mi ci vogliono 10 minuti a trovare chi lo fa” ormai è prassi.
            Quindi controllo dei salari e delle ore lavorate nelle ditte private è ormai puro esercizio teorico.

            3) l’offerta dello stato viene distrutta dalle privatizzazioni, quello che proponi tu.

          • fabio

            Al contario io ho detto che deve esserci un’offerta pubblica sui principali mercati non che poi bisogna privatizzare, altrimenti vererebbe tutto vanificato. L’offerta pubblica deve restare e indirizzare il mercato in modo da tutelare i salari e l’inflazione.

          • Holodoc

            Per fare questo lo stato deve investire per acquisire o creare aziende pubbliche. INVESTIRE = SPENDERE = AUMENTARE IL DEFICIT, cosa che per l’Europa NON SI PUÒ FARE.

          • Ybodon

            Non esiste LA SPESA IMPRODUTTIVA.
            In quella spesa improduttiva vengono considerate molte voci del welfare. Esistono però i ladri.

        • gilberto6666

          Lei ritiene che il denaro può finire alla pari delle risorse naturali non rinnovabili? O la sua è una posizione “morale” ed anche ideologica? Chiedo unicamente per capire.

          • ws

            si , il suo è il solito “moralismo” DEI RICCHI e dei fessi che li stanno a sentire

          • alessandroparenti

            Ricco o povero che sia dovresti rispondergli in maniera pertinente.

          • fabio

            No bisognerebbe incentivare l’economia green ovviamente, ma in definitiva per diventare un paese competitivo e giusto bisogna prima togliere l’enorme quantita’ di denaro che oggi viene gestita dalla politica attraverso la spesa pubblica e trasferirla il piu’ possibile e piu’ velocemente possibile a chi lavora e produce idee.
            Molti paesi come l’Ungheria e la Germania ci riescono benissimo, non si capisce perche’ in Italia non si riesca a capire.

          • Lara Rossi

            Forse perchè la spesa pubblica improduttiva porta molti voti a chi la finanzia.

          • fabio

            Ma ..certamente!

          • giulio pelernei

            I 2 mila mld regalati da Draghi alle banche – dal 2011 fino a d’oggi –
            hanno portato invece molta produttività.

        • ws

          vedo che ancora ti sfugge che “Lausterità” , cioè la ricchezza tagliata dalle carni degli italiani serve solo a pagare IN BENI REALI gli interessi di crediti in valuta STRANIERA creati dal NULLA.

          • fabio

            Lo comprendo ma le stesse regole valgono per tutti i paesi

          • Truman

            Una regola può valere per tutti ed essere ingiusta, ad esempio una regola che dicesse “Tutti quelli che si chiamano Adolfo hanno diritto a trombare tutte quelle che si chiamano Rosalia” sarebbe una regola che non dipende dal paese. In pratica tutte le leggi europee sono scritte a favore delle banche e delle aziende tedesche e contro quelle italiane.

        • Eric Maria Gerets

          Il pareggio di bilancio in costituzione è un tradimento da lavare col sangue, ma quale obbligo morale per Dio!!!!

          • Lara Rossi

            Quindi, secondo te, lasciamo pure salire il debito pubblico senza limiti e poi saranno problemi di chi verrà dopo? In pratica come dire: indibitiamoci per praticare la respirazione artificiale alla nonna centenaria e lasciamo i debiti ai suoi nipoti? Francamente una cosa simile mi fa orrore.

          • DesEsseintes

            Signora Lara Rossi preoccupata per sua quota di debito pubblico?
            No problema, Desesseintes risolvere subito.
            Signora Lara Rossi dare me tutti BOT e BTP suoi e di sua nonna cosí liberare definitivamente da onerosa quota di debito pubblico.

            Non volere dare me?

            E come mai?

            PS: Signora Lara Rossi volere ammazzare sua nonna interrompendo respirazione artificiale?
            Cosí nonna dare lei suoi titoli di stato?
            Signora Rossi lei essere esemplare di vera razza middle class.

          • Nat

            Io sono seriamente preoccupato. Tu no?

          • Lara Rossi

            Tanto per cominciare io non ho né BOT né BTP e tantomeno patrimoni da difendere. 1 delle mie nonne morì nel 1969 e l’altra nel 1977, quindi non ho nessuno a cui staccare il respiratore.

          • DesEsseintes

            Signora Lara Rossi, ti dimentichi quello che tu stessa hai scritto?

            Citazione:

            “In pratica come dire: indibitiamoci per praticare la respirazione artificiale alla nonna centenaria e lasciamo i debiti ai suoi nipoti?”

            Nonna era solo metaforica?
            E bella metafora hai scelto…complimenti…una personcina tanto dolce…è vero che ammazzerebbe la nonna però è tanto brava…

            Non hai BOT né BTP?
            Allora è invidia… 😀

            Su Lara, prova a seguire qualche conferenza su youtube di Claudio Borghi sull’argomento.

          • Lara Rossi

            Io ho moltissimi difetti, ma mi dispiace deluderti tra questi non compare l’invidia. Ovviamente non sopporto le persone povere che pretendono di vivere da benestanti coi soldi degli altri e con questo ho già detto troppo.

          • DesEsseintes

            No cara.
            Hai scritto, e io ho copincollato cosí rimane, che non bisogna indebitarsi per curare nonna.
            C’erano infinite metafore a disposizione ma tu hai scelto proprio quella.
            L’hai scelta tu, non altri e ricordati che la scelta delle metafore è l’espressione in cui si rivelano le persone.

            Quanto ai debiti cara Lara, impara a pensare a quelli degli straricchi che per farli mettono in mezzo voi gente senza BTP E NON A QUELLI DEI POVERI.
            Sono gli straricchi i tuoi nemici Lara, non i poveri, capisci?
            I poveri sono tuoi fratelli e con loro dovresti lottare, ci sei?

            Non è che per caso si sta rivelandol’animus profondo della persona di bassa condizione sociale, quello per il quale si disprezzano i propri fratelli e si adora caninamente il padrone?

            Ma no, tu non sei cosí.
            A parte il fatto che stacchi il respiratore alla nonna metaforica…ma nessuno è perfetto, giusto…?

          • Lara Rossi

            Sono io che decido chi amare e chi no. Hai proprio sbagliato persona quando affermi che adoro carinamente il padrone. Con questo ho chiuso.

          • DesEsseintes

            Va bene, non adori caninamente il padrone.
            Ma vuoi staccare il respiratore alla nonna metaforica…brutta cosa…

            Saluti

          • giulio pelernei

            Chi sono i creditori del debito pubblico?

          • Eric Maria Gerets

            Ma non lo sa, Giulio, chi porta argomentazioni come queste non sa cosa dice.

          • Nat

            Appunto.

          • Nat

            E quindi?

          • giulio pelernei

            Perchè senza questa semplice domanda il percorso mentale rimane imprigionato sul consueto binario:
            Debito = Sprechi/Corruzione
            Sprechi → Riforme
            Riforme = Tagli
            +Tagli → +Disoccupazione → -Domanda → +Fallimenti →+Disoccupazione → Eccetera

          • raffaello nencioli

            A fine giugno 2016 il debito pubblico italiano ammontava a 2.200 mld di cui 1.907 miliardi di euro costituiti da titoli di stato in circolazione (Btp, Bot ecc.) , di questi ultimi 1.197 miliardi erano detenuti dagli italiani (rispamiatori, ma anche banche, assicurazioni e altri grandi investitori), mentre i restanti 711 miliardi di euro erano in mano ai non residenti, una percentuale pari al 37,3% del totale. I creditori stranieri (per favore non chiamateli investitori!), sono soprattutto banche, assicurazioni, hedge fund, in una parola speculatori. Stando a una ricostruzione pubblicata la scorsa estate dal quotidiano tedesco Die Welt, escluse le banche centrali (Bce e Bankitalia), il primo creditore estero nel nostro debito è la Francia. Banche e assicurazioni d’Oltralpe detengono oltre 250 miliardi di euro in titoli di Stato italiani, più del triplo degli istituti tedeschi (la Germania è il secondo creditore nel debito pubblico italiano con 83,2 miliardi di euro nei titoli governativi italiani). Il terzo paese pieno di Btp è la Spagna: 44,6 miliardi in portafoglio delle banche iberiche, davanti agli USA che hanno comprato 42,3 miliardi di euro in titoli italiani. BlackRock, il più grande gestore di patrimoni al mondo (oltre 5.000 miliardi di dollari), nel 2015 aveva investito 10 miliardi di euro in titoli di Stato italiani. Dopo gli USA, troviamo il Regno Unito (29,8 miliardi) e il Giappone (27,6 miliardi). Ora cosa succede quando questi titoli vanno in scadenza e lo stato deve rimborsare il capitale ai creditori? Lo stato deve riemettere titoli di pari importo e venderli sul mercato finanziario e con il ricavato monetario ripagare i creditori. Ma se non si trovano compratori allora per piazzare i titoli bisogna svenderli (aumenta il tasso di interesse, sale lo spread), a meno che non ci mettano una pezza la BCE e la BDI, acquistando i titoli. Ma questa operazione è una scelta politica. Nel 2011 il governo Berlusconi che si opponeva all’intervento USA/Francia in Libia, si trovò a subire il duplice ricatto degli “investitori” stranieri, che cominciarono a svendere e deprezzare i titoli italiani e della BCE che si rifiutò di coprire le nuove emissioni facendo salire vertiginosamente lo spread, con il rischio di default dell’Italia. Ma come tutti sappiamo, ci “salvò” Monti (…cci sua). Quest’anno andranno in scadenza oltre 200 miliardi di euro, ma Bce e Bankitalia dovrebbero metterci una pezza: sulla base delle quota legata alla presenza di Roma nel capitale della Bce stessa, le due banche centrali dovrebbero acquistare titoli di Stato italiani per un valore nominale di circa 85 miliardi di euro (stime dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo), salendo così a un totale vicino ai 300 miliardi di euro (si vede che la situazione politica è tranquilla, le stronzate sulla legge di bilancio sono bazzecole che servono solo a far parlare i politici e a distrarre la gente).

          • Eric Maria Gerets

            Francamente l unica cosa che fa orrore è che c’è chi come lei, egregia signora Lara, non ha capito nulla di quello che sta succedendo e riportando maldestramente e per sentito dire alcune formulette come:
            “le generazioni future pagheranno i debiti”
            “il debito pubblico brutto e cattivo lo pagheranno i nostri figli”,
            le rende ancor più ridicole attraverso metafore che c entrano come i proverbiali cavoli a merenda.

            Prima di parlare, legga, studi o per lo meno si informi, scoprirà che a condannare davvero e senza appello le generazioni future è chi crede,come Lei, che lo stato sia una grande famiglia allargata e vada gestito come tale, o peggio come un impresa che è tanto più virtuosa quanto più utile ricava a fine esercizio.

            Ripeto quella legge in un mondo normale va vendicata col sangue di chi l ha scritta ed approvata, chi l appoggia o è complice o non sa di cosa sta parlando.

          • Nat

            Non votate, vi prego. 🙁

          • Lara Rossi

            Dalla sua risposta suppongo che lei sia un pensionato/a da decenni, visto che non gliene frega niente dei giovani e bambini attuali.

          • Eric Maria Gerets

            Dalla sua invece ho la conferma che lei non ha capito nulla, visto che non gliene frega niente dei giovani e bambini attuali e … futuri.
            Le ripeto prima di parlare si informi.

          • Pedro colobi

            Il debito pubblico, cara signora, è stato creato apposta dai politici italiani venduti alla finanza internazionale. Prima che Andreatta e Ciampi proibissero alla Banca d’Italia di acquistare i titoli invenduti il debito lo avevamo con noi stessi e non esistevano le agenzie di rating che valutavano l’affidabilità dell’economia italiana. Come fa del resto ancora oggi il Giappone che, nonostante abbia un debito pubblico del 236% del Pil non ha nessun problema e nessuno può metterlo in difficoltà. Quando la Banca d’Italia , grazie al misfatto di Andreatta e Ciampi , non potè più comprare i titoli di Stato invenduti questi dovettero essere piazzati sul mercato internazionale e quindi il debito pubblico italiano divenne debito estero e le grandi banche estere che da quel momento in poi acquistarono i titoli di Stato italiani crearono le agenzie di rating che in pratica, stabilivano gli interessi che lo stato italiano doveva pagare per i suoi titoli. Questo fatto ha fatto esplodere il debito pubblico. Un governo nazionalista, veramente nazionalista, ripagherebbe il debito ma ricalcolato e ricalcolato giustamente sarebbe poco più del 60% del Pil

        • giulio pelernei

          “Il pareggio di bilancio è un obbligo più morale che economico, non è giusto che i debiti di alcune generazioni si scarichino sulle altre”.
          Ben detto.

          Per completare l’orazione al Dio Mercato – che si adora nella Chiesa Bocconiology – aggiungerei:
          “I debiti si pagano”.
          “Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”.
          “Il debito pubblico ci toglie credibilità”.
          “Ce lo chiede l’Europa”.
          “Ricordiamoci che l’Europa ci ha dato la pace”.
          “Ma non sai come è finita l’Argentina?”
          “Volete fare la fine dello Zimbawe?”
          “Non si può”.

          • Ybodon

            Fate presto

          • SanPap

            Armonizzare
            Equità

          • Ybodon

            si ma il progetto Eramus………..

          • FabienBarthes

            Aggiungerei all’ottima lista:
            “L’euro ci ha fatto risparmiare sugli interessi”
            “Non abbiamo approfittato del dividendo dell’euro”
            “Senza l’euro non avremmo credibilità”

        • Vita Rossetti

          Nonché l’innalzamento delle pensioni per i cinquantenni attuali a 67 anni.

        • scifraroc

          ah , ok se il livello è questo la saluto e le auguro le migliori fortune.

        • FabienBarthes

          Confermo: non capisci proprio una mazza. Stiamo ancora allo stato che va gestito come un’azienda privata.

    • ws

      i “nostri” austeristi eseguono ordini esteri.

    • FabienBarthes

      Tu non hai tutti i venerdì, vero?

  • Pimander

    Target 2:
    mi pare che il motivo per cui le banche italiane siano indebitate verso la banca centrale sia diverso da quel che immagina Lei. Direi che la notizia odierna di CARIGE indichi qualcosa di diverso..e si tengano presente i tassi negativi sui depositi…
    Non e’ li l’indizio che si stia preparando o meno un Italexit…
    Peraltro, e’ proprio vero che e’ in atto uno spolpamento dell’economia reale che parte della Germania con colpevole accondiscendenza di governanti incapaci di comprendere la portata e le conseguenze delle proprie scelte oltre il breve termine ove non propriamente indifferenti a qualsiasi cosa diversa dal proprio tornaconto personale…

  • vocenellanotte

    A parte che nell’orbita tedesca ha messo la Slovacchia e non la Repubblica Ceca il che mi sembra assurdo, tutta l’analisi arriva a delle conclusioni affrettate. Gli italiani saranno cotti a fuoco lento ancora per qualche anno. D’altro canto continuano a votare PD, oppure non votano perché sono fighi perciò c’è ancora molto da spolpare.

    • ws

      la differenza tra cechia e slovacchia sta che la prima è FUORI dall’ €uro e la seconda è DENTRO . In altre parole i cechi si possono difendere stampando La PROPRIA moneta alla facciaccia del traditore di francoforte.

  • lupodeicieli

    Però, in un caso o nell’altro, che cosa potrebbe succedere, di concreto? Mi chiedo , anche, se non esista una terza o quarta o quinta possibilità, qualche altra variabile: e che andrebbe sempre accompagnata da una spiegazione di cosa, in pratica, dovrebbe accadere. Perché se uno mi dice che andranno al governo i 5 stelle, mi aspetto che poi mi sappia dire, in base agli eventuali programmi di costoro, che cosa faranno praticamente, e cioè tempi , modi ecc. Idem se andasse la destra: cosa farebbe nei primi 100 giorni? E nei successivi? Certo uno per dire “che cosa succederebbe”, dovrebbe masticare qualcosa di iter parlamentare e governativo, sapere che cosa come e quando, distinguere tra decreti attuativi, se e come e quando vengono recepiti, e cose del genere: e senza dimenticare le decine di cose , tipo vertenze con e per le industrie, che verranno trovate come eredità (e come ben sappiamo il Gentiloni ha avuto,al pari di Renzi, in eredità da altri più quelle che saranno farina del loro sacco). Quindi mi stanno anche bene le ipotesi, di tutti i tipi, ma che poi si scenda nel pratico, nel terra terra, che è ciò che conta davvero per le persone: per alcune , almeno, dato che non credo che i lettori e anche gli autori qui su Cdc, siano persone da 800mila o 3milioni di euro l’anno. Se sì, beati loro.

    • Truman

      Hanno già evidenziato una terza possibilità, cioè che quel consorzio di banche solitamente chiamato “Europa” schiatti prima dell’Italia. E un aiutino in questo senso si potrebbe dare, ad esempio ignorando le assurdità che ci vorrebbero imporre e facendo finta di essere un po’ stupidi.

      • lupodeicieli

        Però l’effetto pratico nella vita di tutti i giorni? Ambulanze o mezzi dei vigili del fuoco senza carburante? Forse no, questo già succede anche oggi. O statali senza stipendio? Scusa se sono un po’ (molto, troppo) ottuso, ma ero fermo ai bancomat in Grecia e agli scippi delle banche a Cipro (dimenticandomi di quando Amato rubò i soldi dal mio c/c , che allora avevo): perciò sto immaginando che cosa potrebbe accadere o cambiare, nella vita di tutti i giorni.

  • mingo

    Si condivido che la nazione ed il suo popolo sono ad un bivio della storia molto importante,
    ma penso che le prossime elezioni purtroppo finiranno come in sicilia , con il MS5 primo partito, la destra vincente(come coalizione), ed un PD e soci seppur perdenti a puntellarli, senza contare un alto numero di astenuti .
    Con questo probabile scenario l’Italia imboccherà la via dell’autodistruzione e dissoluzione, che secondo me inconsciamente è pure desiderata basti vedere la non volontà di cambiare qualsiasi cosa pur di mantenere la mentalità da gattopardo .

    • ws

      avremo un “governo troika” PD+M5st . Il nostro ” destino” è già scritto .

      • DesEsseintes

        Questa ce la segniamo cosí se succede o non succede ne parliamo.

        Comunque è vero: tutto essere già scritto…nulla noi potere fare…noi non avere speranza…inutile noi tentare…

  • Annibale Mantovan

    Boh…sapete l’ ultima? Da VENETO SERENISSIMO ho chiesto il DURC per lavoro via e-mail all’ INPS…m’ è arrivato stamattina che potevo scaricarlo in due lingue: italiano e…pensavo inglese…poi ho guardato meglio…TEDESCO!? Protkollnummer, Rechtssitz, N.I.S.F., …Azzz….Mi sa che dopo il furto romano di BPVI e Veneto Banca ci toccherà di pagare anche la pattumiera d’ Europa: Deutsche Bank!

    • Holodoc

      Sieg Heil!

      • Annibale Mantovan

        Non scherzare, me toca andar su guugle translate!

  • ws

    capitolazione o un’uscita dall’euro.
    la prima, perché le nostre elites traditrici hanno già portato i soldi all’ estero con cui contano poi di rientrare comprando a poco prezzo gli asset italiani; anche se dovranno contentarsi degli “ossi” , essendo ” la polpa” destinata ai LORO padroni esteri.

    • Annibale Mantovan

      Dopo Maastricht un altro 8 settembre quindi, peggio dico io, stavolta ai tedeschi! Temo che tu abbia ragione. Purtroppo di Cadorna in Italia ne abbiamo a bizzeffe: Ciampi, Prodi, Berlusconi, Napolitano, forse Grillo…Riina? A numeri ha fatto molti meno danni dei primi.

      • pincopallo

        “Riina? A numeri ha fatto molti meno danni dei primi.”

        e mica era laureato in lettere o in economia…

  • Nathan

    Stavolta voglio avventurarmi in un discorso politico del tipo che è la politica a governare e non i soldi.una volta si faceva la politica anche con le cannoniere oggi magari si fa lo stesso con altri metodi e quindi l’Italia ha provato a guadagnare fiducia attraverso l’utilizzo dello strumento militare. sarebbe ora di trarre profitto da un impegno che ci vede in alcuni scenari secondi solamente agli USA. Direi poi che invertendo il trend delle migliori menti che vanno via da questo paese potremmo guadagnare non solo in pil ma anche in una migliore società, potrei continuare per molto.
    Quanto detto e per sottolineare che è il decisore politico che deve essere forte e coeso per contrastare gli interessi di altri, invece purtroppo i nostri politici sono troppo impegnati a guardarsi il proprio orticello per cimentarsi in impegni e battaglie che forse sono anche al di fuori delle loro capacità.
    Speriamo però che chiunque vinca abbia una larghissima maggioranza che dia quindi stabilità prima condizione per poter competere in qualsiasi campo oltre poi la serietà e qui la vedo un pelino più difficile da trovare.

    • Ybodon

      Non è esattamente (solo) così. I nostri politici rappresentano gli interessi di chi li sostiene, finanzia, corrompe. Il popolo non ha nulla da offrire se non il voto, altri possono offrire molto di più. Semplicemente.

  • DesEsseintes

    Cito un titolo di Dezzani (linkato nell’articolo):

    “Napolitano e M5S, cervello e braccio dell’oligarchia euro-atlantica“

    Ma come fa la gente a dare retta a uno che evidentemente spara a casaccio con l’unico scopo di vellicare la libido segaiola dei propri lettori?

    Comunque il solo obiettivo ragionevolmente concreto che si può ottenere dalle prossime elezioni è mandare a casa il PD.

    Poi se tutti i politici sono malintenzionati e se tutti gli italiani sono dei fessi vuol dire che non c’è più niente da fare quindi ci si metta il cuore in pace.

    Credo che l’attuale equilibrio sia molto precario quindi vediamo di dare più colpi possibile per farlo cadere nella maniera peggiore che almeno li si mette in difficoltà.

    Ormai ci resta solo il tant pis tant mieux, cerchiamo di non buttarlo via.

    • Ybodon

      Non ci trovo nulla di strano o di complottista nel fatto di poter considerare Napolitano e 5stelle “braccio dell’oligarchia euro-atlantica“.
      Del resto cosa sono?

    • giulio pelernei

      Secondo me Dezzani dá troppo per scontata un’unica regia senza contraddizioni interne al “gruppo”
      Io credo che cominciano a manifestarsi crepe.
      D’altra parte queste oligarchie stanno scherzando con la disperazione delle persone e purtroppo per loro, molti dei disperati, a differenza degli anni 30, sono istruiti e conoscono nomi e cognomi…

  • Pedro colobi

    ” Commissariamento o uscita dall’Euro?- Uscita dall’Euro subito!!
    La nostra bilancia dei pagamenti e in attivo, di poco ma in attivo.

    Uscita dall’euro dunque e nuova lira svalutata dall’Euro del 30 %.
    Le esportazioni aumenteranno.

    Le entrate in valuta dal turismo aumenteranno.
    Il debito all’estero ci costerà molto meno.
    I beni mobile che importiamo dall’estero costeranno molto di più di quelli prodotti in Italia Auto ecc. Quindi gli italiani acquisteranno italiano.
    Le fabbriche rincominceranno ad assumere.
    Le spese per l’energia che importiamo sarànno facilmente coperte, anche perché il grosso del prezzo dell’energia e fatto di tasse italiane e non dal prezzo in origine.

    • Annibale Mantovan

      Chi ti farebbe la cortesia di uscire dall’ Euro? Tu saresti disposto a condonare a un tuo debitore con il tuo stesso livello di vita dei debiti? Saresti disposto a veder fallire le tue banche per salvare le sue? Strapperesti le cambiali o pretenderesti il suo oro, la sua auto, visto che in qualche caso è più grande della tua, il suo stereo o la sua seconda casa per le vacanze? Per uscire dall’ Euro devi rompere i trattati e costruire carriarmati…e devono essere più efficienti dei loro!

      • Pfefferminz

        Supponiamo che sia possibile uscire dall’Euro. E’ pensabile che i creditori esteri accettino la ridefinizione del debito pubblico in lire (nel frattempo svalutate) oppure insisteranno affinché il debito sia definito in Euro?

        • Airperri

          I greci avrebbero dovuto accettare per poi infischiarsene. A qual punto che facevano? Li invadevano coi panzerfaust diventando così i soliti nazisti?

          • Pfefferminz

            Anche secondo me i greci avrebbero dovuto accettare di uscire dall’Eurozona. Per quel che ne so, sono stati i greci a non volere uscire dall’Euro .
            Sull’opportunità di “infischiarsene”, ho i miei dubbi, nel caso della Grecia, non per una inverosimile “invasione con i Panzer”, ma per l’assoluta necessità di disporre di beni indispensabili come medicine o generi alimentari.
            Mi ricordo che nel 2015 vi erano tedeschi del tutto consapevoli che, in caso di Grexit, la Germania avrebbe dovuto, nei primi tempi, fornire aiuti umanitari alla Grecia.
            Penso non sia opportuno creare nell’immaginario collettivo dei “mostri” (invasione con i “panzerfaust”) perché la popolazione tedesca è, rispetto alle élite, nella stessa barca delle altre popolazioni europee.
            Non dimentichiamo, a questo proposito, i circa sette milioni di lavoratori tedeschi che sono occupati nel settore a basso reddito.
            In Germania c’é inoltre un sito internet (Ken FM.de) che utilizza una parte dei finanziamenti che riceve dagli utenti per acquistare medicinali e apparecchiature mediche per la Grecia.

            L’Italia, al contrario della Grecia, potrebbe, a mio avviso, uscire dall’Euro anche nel caso che venissero imposte condizioni sfavorevoli.

            Per la legge italiana i debiti dovrebbero essere ridenominati in lire, in caso di uscita dall’Euro.

            Potrebbe darsi però che l’UE insista per una denominazione del debito in Euro.

          • alfvanred

            Solo per la precisione. I panzerfaust non sono (non erano) i carri armati dei crucchi detti appunto panzer, bensì dei lanciagranate; un’arma contro carro. Insomma per dirla all’americana dei bazooka. Con questi non si invade niente.
            Saluti

        • Annibale Mantovan

          Per quale motivo dovrebbero rinegoziare se hai già firmato delle ipoteche? Vogliono e vorranno Euro o anche peggio. Detto questo il momento sarebbe giusto per uscire perchè i tassi di interesse sono bassi. I debiti in caso di effettiva ripresa si pagheranno senza problemi; al max se non impieghi un tempo certo impiegherai un pò di più.

          • Pfefferminz

            Sono d’accordo con la tua valutazione.
            Ho delle incertezze sui tassi d’interesse. E’ vero che attualmente i tassi d’interesse sono bassi, ma questo, secondo me, è legato all’Euro. Poco prima che venisse introdotto l’Euro, in tutti i Paesi mediterranei c’erano alti tassi d’interesse.
            Con l’introduzione dell’Euro è incominciata un’era di tassi d’interesse relativamente bassi. Questo fu uno dei motivi che portò molti Paesi ad indebitarsi oltre misura, la Grecia, per esempio, per finanziare assunzioni nel settore pubblico e la Spagna con investimenti nell’immobiliare.
            Il ritorno alla moneta nazionale potrebbe produrre dei cambiamenti sui tassi d’interesse.
            I bassi tassi d’interesse attuali sono anche legati al QE di Draghi, manovra senza la quale, secondo me, si sarebbe resa evidente l’insostenibilità dell’Euro.

      • Pedro colobi

        Non credo servano i carri armati, e non credo ci sia bisogno di rompere trattati, i trattati prevedono la possibilità di uscire dall’Euro, solo i giornalisti che interpretano le dichiarazioni di Draghi dicono che non si può. Certamente serve un governo nazionalista ed un popolo italiano in grado di capire. I creditori esteri ti hanno prestato una moneta che ha lo stesso valore in tutta la zona Euro ma hanno preteso un interesse maggiore perché considerato non affidabile. Quindi quando le ritorni i soldi prestati e dimostri di essere affidabile ti devono ritornare la parte degli interessi che pagavano il rischio. E questo deve essere fatto naturalmente anche nei debiti regressi e già pagati. Facciamo un po di conti e vedrai che ci sarà poco da dare.

  • Primadellesabbie

    Per stimolare la vostra fantasia, anche se non ce ne sarebbe bisogno, vi linko il sottobicchiere che questa catena popolare (nel senso che termine ha in italiano) di pub usa in questi giorni, potete limitarvi a leggerne il retro:

    https://www.jdwetherspoon.com/tims-viewpoint/the-wetherspoon-manifesto

  • giulio pelernei

    Il partito che dichiaratamente vuole l’euroexit è Riscossa Italia mentre ho qualche dubbio che lo voglia la Lista del Popolo di Ingroia e Chiesa [che tra l’altro nei dibattiti verrà impallinato per via delle sue teorie sull’11-S].

    • Ybodon

      Qualora vincesse Salvini o un altro, non potrebbe applicare l’ ExIta perché siamo in una repubblica parlamentare in cui le leggi le vota il parlamento e il senato
      Questo vale per chiunque vinca le elezioni che non diventa capo di nulla ma deve proporre delle leggi alle camere per essere votate.

      • giulio pelernei

        Ovviamente è come dici tu, però io credo che – in caso di vittoria – Salvini cambierà la sua musica e gli elettori che non credono né alla narrativa austerista del PD né a quella anticorruzionista-moralista dei M5S, si sentiranno ancora una volta traditi.
        A me sembra che qui tutti i partiti stanno aspettando l’implosione della zona euro poiché nessuno ha veramente il coraggio di assumersi questa grande responsabilità.
        Ma finché c’è la BCE che regala denaro alle banche non ci sarà l’implosione nonostante il fallimento di tutto il resto.

        • Ybodon

          “A me sembra che qui tutti i partiti stanno aspettando l’implosione della zona euro poiché nessuno ha veramente il coraggio di assumersi questa grande responsabilità.”

          Chi vuole uscire dall’euro è davvero la maggioranza del popolo italiano?
          Chi vuole uscire dall’euro tra classe dirigente, confindustria, classe politica?

          • giulio pelernei

            Non lo so se esiste una maggioranza di euroexiter in Italia.
            Personalmente spero nella vittoria del M5S e non perché le cose cambierebbero ma perché finalmente molti cittadini si accorgerebbero che nemmeno l’anticorruzzionismo più radicale è in grado di cambiare le cose.
            Infatti, un auto pulita senza benzina fa esattamente lo stesso percorso di un’auto lurida senza benzina.

          • Ybodon

            “…spero nella vittoria del M5S e non perché le cose cambierebbero ma perché finalmente molti cittadini si accorgerebbero che nemmeno l’anticorruzzionismo più radicale è in grado di invertire la situazione.”

            Quoto.

          • giulio pelernei

            Bisogna rassegnarsi e accettare la situazione.
            La maggioranza della gente per svegliarsi da questa ipnosi eurofila iniziata venticinque anni fa, deve sbattere la faccia contro qualsiasi muro che sembrava un’apertura.

          • ws

            Esatto , l’ elite italica ( industrialioni , intellettualoni e professoroni ) è pressochè totalmente pro-€uro ( per i loro sporchi interessi di traditori) ) e solo un terzo delle pecore popolo ha capito , anche solo parzialmente, il senso dell’ €uromattatoio a cui ci hanno portato i nostri “pastori”

    • DesEsseintes

      In effetti forse Borghi è strumentalizzato.
      L’uscita dall’euro è impensabile e lo ha detto lo stesso Claudio che infatti ha proposto i minibond che secondo me sono un’ottima idea.
      Sol che per metterli in atto devi stare al governo insieme ad altri che siano disposti a opporsi in maniera decisa agli eventuali niet di Bruxelles.

      Allora con Berlusconi certe cose non le riesci a fare.
      Con il PD nemmeno.
      Resterebbe il m5s ma sono si uro che Salvini non avrà mai il coraggio.

      Per cui si inizerà a minacciare un governo del commissario inviato dalla troika e la Lega finirà per accettare di formare in governo di unità nazionale proprio… con Berlusconi e PD con tanti saluti ai minibot.

      Il povero Borghi ci rimarrà male e capirà tante cose.

      MA SPERO DI SBAGLIARMI e l’sito che mi auguro è che Lega più m5s facciano un grandissimo risultato per poi a sorpresa unirsi per formare un governo che abbia finalmente la forza di sostnere gli interessi di lavoratori e classi medie.

      • ws

        Resterebbe il m5s ma sono sicuro che Salvini non avrà mai il coraggio
        Ma quando mai ? Salvini ha sempre invitato i grillini a prendere sul €uro una posizione chiara che non fosse la nota presa per il culo del “referendum” , e quale è stato l’ unico fatto chiarificatore ? : la richiesta grillina di entrare nell’ ALDE.

      • Nat

        “lo ha detto lo stesso Claudio che infatti ha proposto i minibond che secondo me sono un’ottima idea.”

        Buono a sapersi. 😀 Quanti ne vuoi?

      • MarioG

        Berlusconi ha già detto che vuole votare a maggio. Giusto per lasciare un altro po’ di spazio al governo Gentiloni, magari per lavorare al grande rilancio e riunificazione della sinistra sotto la bandiera dello ius soli!
        O forse perchè aspetta la sentenza della corte europea. Fatto sta che, purtroppo, i siciliani sembrano aver dato un altro po’ di ossigeno allo zombi.

        (Zombificato a partire dal 2011, e da allora sempre ligio al suo nuovo ruolo)

  • televisione falsa

    cominciassero a licenziare un po dei 5 milioni di statali italiani che per la maggior parte non servono a niente

    • giulio pelernei

      Questo risparmio sulla spesa pubblica farebbe aumentare la domanda interna?
      Ci sarebbe automaticamente più denaro in circolo per fare lavorare le imprese che di conseguenza assumerebbero impiegati?

      N.B. Non sono un funzionario pubblico ma un autonomo.

  • cenzino fregnaccia pettinicchi

    Nessuna ragione geopolitica costringe la Crucconia a tenersi l’Italia; sanno benissimo i crucchi che un’Italia, finalmente, fuori dall’euro gli farebbe uno sgnaus come quello della sederona non fidanzabile. La Franza nemmeno la considero; penosi e servili, come sempre.

    • Pfefferminz

      Sì, però la “Franza” è “dotata di testate atomiche”. E ora che, grazie a Trump, gli europei devono difendersi da soli…

  • concetta tagliamonte

    con le elezioni in sicilia il popolo si e ‘gia’ espresso ,ora deve accettare il proprio destino ( amaro)

  • Primadellesabbie

    Qualche volta penso che la ragione per cui questa Europa non ha funzionato sia che politici ed i loro tecnici non conoscono le culture con le quali operano.

    (Si, va bene, l’euro é stato pensato come un imbroglio.)

    Certo i ‘nordici’ hanno badato ai loro interessi nel mettere a punto i vari accordi, ma mi pare di scorgere un metodo tipicamente teutonico nel cercare ostinatamente di moralizzare i corrotti e decadenti mediterranei senza prendere atto (e questo é tipicamente tedesco, hanno perso due guerre per non prendere atto che la loro ricetta era errata), che questi sono tanto profondamente attaccati alla loro corruzione, sulla quale si fondano le loro relazioni sociali, le professioni, le scuole, la fede religiosa, la disposizione del territorio, ecc., finanche alle esequie, da scegliere di suicidarsi senza ripensamenti pur di non modificare il loro modo di vivere.

    • ws

      sia che i politici ed i loro tecnici non conoscono le culture con le quali operano.
      ma certo consoliamoci con il solito “un’ altra Europa è possibile” e nel frattempo muoriamo ne L€uropa che c’è

      • Primadellesabbie

        Oh, se é per quello di pirlate tipo che l’euro cade domani, che gli facciamo un c..o così, raffinate analisi economiche, condanne morali per tutti, languide evocazioni di aborti storici, qui, ne ho lette a centinaia.

        La mia osservazione, é fuori posto? Va bene.
        Mi fornisci un apriscatole in modo che anche io possa capire?

  • gix

    Dire che non esiste un legislatore europeo mi sembra una affermazione un po’ temeraria, quando ormai la maggior parte delle normative europee sono direttamente esecutive e non hanno nemmeno più bisogno di riconoscimento esplicito. Affermare che il pareggio di bilancio è una norma più che altro morale vuol dire negare l’essenza stessa dell’iniziativa che ha portato tale normativa nella nostra costituzione. Poi certo, se uno vuole, i trattati si stracciano, le direttive si ignorano, si sforano i deficit e non si pagano le multe ecc, ma per farlo bisogna avere prima di tutto un piano in mente, un minimo di alleanze su cui contare, oltre a discrete palle a livello politico e, come minimo, un apparato poliziesco militare sufficientemente autonomo e non trascurabile. Questo per dire che qualunque iniziativa che tenda a svincolare il nostro paese dovrà considerare vari livelli di azione. La speranza è che il nostro ceto politico, sia costretto a mantenere in piedi un livello minimo di corruzione a livello locale, in modo da conservare un minimo di consenso autonomo a livello locale: naturalmente è un paradosso

  • Airperri

    Propendo nettamente in favore della prima ipotesi, anche per i trascorsi italici (DNA e storia recente dal dopoguerra a oggi). Verremo spolpati lentamente per altri 10 anni; almeno. Il punto di rottura dell’italiano medio è ancora molto, molto lontano da un’uscita dall’eurozona ( e ci metto anche dalla NATO). Poi dopo, probabilmente, diverremmo vassalli di altre potenze.

  • enricodiba

    Quindi il redditto di cittadinanza o sussidi sociali come in tutta europa, sarebbero per togliere soldi agli italiani…ok

    • giulio pelernei

      È chiaro che piuttosto che niente è meglio piuttosto, tuttavia qualcuno lo ha giustamente definito come “briciole sedative”.

      • enricodiba

        Le briciole sedative sono democratiche, i posti da forestale e nelle municipalizzate comunali, dove tutti i partiti fanno clientelismo, impoveriscono solo lo stato.

        • giulio pelernei

          I forestali sono pagati per fare qualcosa mentre i disoccupati sarebbero pagati per non fare nulla.
          Lo stato, la società in genere, s’impoverisce proprio quando si riceve denaro per non fare nulla, dunque è meglio usare le stesse risorse per generare una qualche tipo di attività sociale.

  • Pfefferminz

    Analisi lucidissima e ampiamente condivisibile quella di Federico Dezzani.
    Penso però che non ci sarà nemmeno bisogno del “partito per l’uscita dall’euro” perché, a mio avviso, sarà l’Unione Europea stessa a proporre all’Italia di uscire dall’euro. La situazione infatti non è più sostenibile. La BCE non può continuare con il QE a tempo indefinito, manovra che è stata fatta anche per agevolare i Paesi mediterranei in difficoltà. Penso che i Paesi “virtuosi” abbiano preso atto che in Italia non saranno mai fatte le riforme richieste dall’Europa. Riforme che sono già state fatte in Inghilterra dalla Thatcher e in Germania da Gerhard Schröder con l’Agenda 2010.
    E nemmeno la Germania è disposta ad aumentare i salari in proporzione all’aumento della produttività, cosa che ridurrebbe le esportazioni e farebbe aumentare la domanda interna. Ciò aiuterebbe a ridurre il divario fra le economie dei Paesi mediterranei e l’economia tedesca. Al contrario, in Germania c’è un ampio bacino di lavoratori a basso reddito, circa sette milioni, che hanno beneficiato in misura minore di altri degli aumenti salariali.
    Da tenere presente, secondo me, che un creditore, la Germania (vedere i saldi del Target 2) non può volere che un suo debitore (l’Italia) sprofondi nel default totale. Un creditore è interessato a riavere i soldi prestati. Forse per questo Schäuble ha lasciato come nota per il suo successore il “default ordinato”.
    Può darsi, quindi, che l’Italia venga abbandonata a se stessa, ma, se il default sarà “ordinato”, non ci sarà il “terremoto finanziario” adombrato da Dezzani.