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Archivi giornalieri: 21 Agosto 2013 , 21:19

LA NUOVA COSTITUZIONE UNGHERESE (CHE ALL'UE NON PIACE)

DI IDA MAGLI italianiliberi.com Questo è il Preambolo della nuova Costituzione ungherese, molto osteggiata, come è noto, dall’Unione europea. Non c’è da meravigliarsene: lo spirito che l’anima è del tutto contrario agli intenti dissacratori dell’Europa che tende, anche se ancora non c’è riuscita, a eliminare gli Stati nazionali, l’amore per la patria, per la lingua, per la religione, per la storia di ogni singolo popolo per giungere a omologare tutti gli abitanti del continente in una massa informe, priva di …

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IL BAZOOKA CHE DRAGHI NON VUOLE USARE

DI SERGIO CESARATTO ilmanifesto.it Un influente economista europeo, Charles Wyplosz, è coautore di una proposta di una semplicità cristallina per cominciare a sdrammatizzare la crisi in corso (voxeu.org). In breve Wyplosz propone che la Bce acquisti un quarto dei debiti pubblici dei paesi europei periferici (Francia inclusa) pari a 1.200 miliardi di euro, circa un quarto del loro Pil. In sostanza, man mano che titoli del debito di questi paesi vengono a scadenza, la restituzione viene finanziata dalla Bce che …

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I MERCATI PARLANO CHIARO: BERLUSCONI E’ STATO MANDATO IN PENSIONE. LUI, NON HA ANCORA CAPITO CHE COSA STA ACCADENDO

“L’Italia è l’unica nazione capitalista al mondo, in cui il comunismo non mai caduto”. Indro Montanelli. Ottobre 1999 Primo post di una serie di 2. Geopolitica e trattativa stato-mafia. Silvio Berlusconi è un leader politicamente finito. Lo sa lui, lo sanno i suoi, lo sanno tutti. Tutto sta a vedere –questa è l’unica risposta ancora da decifrare- se finirà nei guai anche economicamente, finendo sul lastrico, trascinandosi appresso tutte le sue aziende, ma proprio tutte, nessuna esclusa. Il che, non …

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GRECIA: DALL' AUSTERIT ALL' AGONIA IL PASSO BREVE

DI COSTAS PANAYOTAKIS indypendent.org Ops, l’abbiamo fatto un’altra volta ! Questo è in sostanza quello che ha scritto il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto di giugno quando ha riconosciuto i gravi errori, commessi nel 2010 dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea, quando hanno insistito nell’imporre un programma di austerità feroce come condizione essenziale per concedere quei prestiti che hanno permesso alla Grecia di continuare a pagare il suo debito con le banche europee.

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