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LA FINE DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE

DI PEPE ESCOBAR

facebook.com

La Hune, a Saint-Germain-des-Près – una delle migliori librerie del mondo, e uno dei miei posti preferiti da sempre – passerà a miglior vita, al più tardi alla fine di quest’anno.

A La Hune mi sedevo solitamente al suo indirizzo iconico dall’altra parte della strada dai Deux Magots. Quante volte ho attraversato la strada dalla liberia al Cafe carico di preziosi libri da sfogliare tra un boccone di rarebit gallese e un sacco di creme buonissime…

Poi lo spazio prima è stato venduto a… Louis Vuitton. Così la libreria è migrata vicino, all’angolo di rue Bonaparte, a un indirizzo abbandonato da… Chanel – che, in precedenza, aveva già fatto chiudere un’altra libreria, Le Divan.

Antoine Gallimard, che ha comprato le edizioni Flammarion e proprietario di La Hune, avrebbe dovuto rispondere ad alcune domande piuttosto imbarazzanti sulla chiusura de La Hune. Ma la linea di fondo è che la libreria non fa più profitto.

Gore Vidal aveva ragione quando ho sentito da lui a metà degli anni 1980 dire che in futuro l’Europa non sarebbe diventata altro che una boutique del cazzo.

Pepe Escobar

Fonte: www.facebook.com

9.03.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura della redazione

Pubblicato da Davide

  • Faulken

    Una delle librerie più belle mai visitate, il secondo posto che vidi al mio primo viaggio a Parigi. Non stupisce che chiuda, sta accadendo ovunque e da anni, nel nostro paese ovunque, Roma, Firenze, Milano. Per chi volesse lggere un voluminoso libro che spiega molto bene cosa accade all’Europa, consiglio questo http://www.adelphi.it/libro/9788845926105 . La civiltà occidentale così come la conoscevamo è finita, si. L’ultimo atto è stata la parata dei politici a Parigi. Un continente incapace di affrontare la verità è destinato a scomparire. I Cinesi ci hanno già comprati.  

  • borat

    Peppino caro, lo sai che ti vogliamo bene, ma mi sa anche che ti sei un po’ troppo imborghesito e dovresti darci un taglio alla dolce vita in Italia e in Francia, insomma io ti vorrei un po’ più scattante… chiedo troppo??

  • sickboy

    Temo anche io che siamo al capolinea

  • Servus

    Non è solo la fine delle librerie, ma di tutti i punti commerciali. 

    L’Europa, e L’Italia in particolare con le sue tasse e regole fiscali fuori di ogni regola, stanno sopprimendo ogni possibilità di fare commercio che non sia quello di un iper-mercato. 
    Ovviamente questa è una politica determinata da multinazionali e dalle banche, bramose di conquistare ogni spazio commerciale possibile. Ma i politici, che dovrebbero frenare questo capitalismo imperialistico, sono ciechi, sordi, o al loro soldo.
  • Arcadia

    Al loro soldo, nn ce dubbio!

  • Servus

    Per la maggior parte non c’è dubbio, ma ci sono anche gli idioti.

  • giannis

    Speriamo…..mi fa schifo questa umanita’ e questa societa’

  • fuffolo

    ci toccherà una lotta di lunga durata

  • aNOnymo

    Cosa c’è di bello nel leggere un e-book?

    Le librerie nelle case sono affascinanti.
    Ogni libro è un pezzo unico da leggere e da collezionare. 
    Gli e-book fanno schifo!
  • Jor-el

    Non è colpa degli ebook. E’ che la gente non legge. Non legge gli ebook e non legge nemmeno i book senza e davanti. C’è poco da fare, se la gente non legge, le librerie chiudono.

  • bstrnt

     … e l’uomo rincoglionisce sempre di più ….

  • aNOnymo

    Concordo, non sono gli ebook la causa principale, ma rimane il fatto che dati alla mano il mercato digitale "ruba" una fetta di mercato significativa, soprattutto in paesi come Francia e Germania, per non parlare degli USA. Inoltre internet consente di acquistare libri direttamente dai magazzini a discapito dei distributori, le librerie. Non si legge più è vero,  la Tv ci ha rovinati. 

  • Jor-el

    Lo sapevate che in Perù esiste una fiorentissima "pirateria editoriale"? Succede, laggiù, quel che succede da noi con la musica e i film. I libri vengono piratati. E non su internet, non duplicando gli ebook o distribuendo dei pdf, vengono proprio fotocopiati in "carne ed ossa". Le copie pirata, spesso, sono reperibili prima delle uscite in libreria delle versioni legali. Si tratta di un giro di dimensioni notevoli, che serve tutto il sudamerica che parla spagnolo. In Perù un libro "legale" costa circa il 20% di uno stipendio medio.

  • Primadellesabbie

    Anche Foyles é stato "rimodernato" (ridimensionato) e spostato, qualche mese fa, in un edificio accanto alla sede storica, immediatamente spartita tra negozianti della vicina China Town e riempita delle oramai consuete cianfrusaglie.

    Vedo sempre più spesso persone usare i lettori sui mezzi di trasporto, ma credo che Amazon abbia contribuito, con la sua (riprovevole?) efficienza, a far esplodere i problemi gelosamente custoditi, e quindi felicemente irrisolti da decenni, dell’editoria e della distribuzione.
    Bisogna dire anche che l’abilità del libraio, quando c’era, é stata vanificata dalla fornitura semiobbligata attraverso l’accentramento dei distributori trasformatisi in pigre e sorde strutture burocratiche.
    Dovunque chi sapeva o sa districarsi é divenuto una fonte di fastidi agli occhi dei mefitici impiegatucci (con tre lauree) che infestano, oramai stabilmente, ogni attività.
    PS – Gentile Escobar, se conosci qualcuno da Gallimard fatti spiegare perché non riescono più a confezionare un libro che non si sfasci durante la prima lettura. Digli che eventualmente potrebbero vendere i fogli separati, magari raccolti in una scatola. 
     
  • Primadellesabbie

    E non si deve dimenticare il ruolo della pubblicità che riduce la diversificazione della richiesta ad un’unica vetrina con ciclo sempre più breve.

     I libri editi quattro anni fa si devono ordinare e attendere per settimane, ed é tempo perso cercarli, battendo diverse librerie.